PROPERZIO
27/11/2024
Esiste solo l’amore post-romantico
Io ti amo ad oggi non si può usare > è abusata dai romanzi rosa
Properzio 1, 1-8
- Idea corporalità
- Oppressione e umiliazione del corpo
vv. 5-6
- Slittamento del soggetto del v.3, non è più Cinzia ma Amor
- Improbus > una definizione di Eros già codificata; invocazione metanarrativa nelle
Argonautiche, ripresa poi da Virgilio
È un aggettivo marcato e prevedibile per definire Eros
Improbus: crudele, è non probus > alterità rispetto a valori etico-morali
È contrario della probitas che ci si aspetta in un contesto romano alto
- Odisse: detestare/avere a noia > ma vuol dire anche odiare, dipende come interpretiamo
castas puellas
- Le castae puellae sono (Bombiani) le ragazze per bene che Properzio per ragioni sociali
avrebbe dovuto tenere in simpatia ma che invece, irretito dalle avances di Cinzia, non tiene
in considerazione; meno probabile che con castae puellae si intenda Cinzia e le sue
compagne; una vecchia interpretazione (ripresa da Steven Euorth) dice che le castae puellae
siano delle Muse (interpretazione che giunge dall’800) > Cat. 65, 1-4 e Ov. Tr. 2, 13 (sorores
è già più esplicito)
Per castae puellae senza una specificazione non è assolutamente garantita l’attribuzione.
Le implicazioni sarebbero quelle di mettere in evidenza il problema di Cinzia che causa in
Properzio questi tormenti d’amore, allontanandolo dalla sua missione di scrivere poesia, poi
però diventa la sua Musa e questa esperienza erotica diventa il canto di Properzio > fusione
tra donna, ispirazione, vita e poesia. C’è un momento iniziale di perturbamento che ha
portato Properzio ad allontanarsi dalle sue consuetudini.
La posizione di Cinzia come oggetto e soggetto di passione amorosa è molto interessante
nella critica: leggendo critica properziana si parla di demimond che si riferisce ad una donna
come violetta della Traviata: è una donna di una certa posizione sociale che viene mantenuta
da un uomo in una posizione liminale > si parla di un mondo ibrido, un mondo di mezzo.
Dal v. 9 c’è il paragone mitico con Atalanta > rifletterebbe su Cinzia un atteggiamento
austero
- Consilio (nullo): comincia a delineare la separatezza di Properzio rispetto al codice del
mondo maschile e pubblico romano, come improbe nega la probitas di amore, nullo consilio
è un’altrà virtù politica negata (gli optimates di Cicerone di consilium ne hanno molto) > il
contrario di consilium è furor, al v. 7.
Tutti questi tasselli creano un mondo alternativo dove i valori etico-politici restano fuori ma
Properzio ama Cinzia.
Nel resto del componimento ci sono aspetti simili: alla fine si parla di libertà di parola
negata he è un valore che ad un vir romanus non avrebbe mai rinunciato > è una forma di
assoggettamento che delinea una posizione netta rispetto ai valori etico-comportamentali che
ci si aspetterebbe vedere difesi.
2° sezione
vv. 9-18
- Importanza del mito in Properzio è molto forte > un ruolo strutturante
- Capitolo riassuntivo a pag. 196 del libro di La Penna per cui Schiesaro ha un dubbio se il
mito possa essere interpretato in quel modo: pag. 205 > le 3 modalità sono buone per
Schiesaro ma la perplessità è sull’uso dell’aggettivo semplice: Properzio non è semplice.
- Dottrina letteraria > la possibilità per Properzio di dare voce al mito in queste forme e con
questa intensità è possibile per via del suo entroterra culturale.
- È una sezione corposa > riferimento alla storia di Melanione ed Atalanta: esistono molte
versioni del mito > ci sono due Atalante, una dalla Beozia e una dalla Arcadica, che si
incontrano. La Beotica è protagonista di un episodio di Ovidio e l’Arcadica è oggetto della
passione amorosa di Melanione. C’è chi ha osservato che al v. 15 c’è ergo velocem e veloce
farebbe pensare più alla corritrice beotica di Ovidio che non alla cacciatrice arcadica di
Melanione, ma velocem è usato spesso anche per donne che vanno a caccia e non
necessariamente rimanda all’altro mito.
Le due versioni differiscono su un punto fondamentale: la beotica viene ingannata, l’altra
viene convinta dalle fatiche di Melanione e finisce con un happy ending > lo spasimante
riesce a convincere e sedurre Atalanta.
I vv. 17 e 18 Properzio dice di stare peggio di Melanione.
Tema dell’uso del mito in questo particolare contesto > alla fine c’è un esito positivo.
Properzio da una parte sembra parlare anche di speranza, dall’altra c’è il problema
dell’inganno, al v. 17 c’è ullas artes
- Artes vuol dire molte cose: ars, techne, ma anche inganno
- Ci sono alcuni aspetti importanti da tenere presenti, quali funzioni del mito si vedono qua? È
una poesia che è ispirata dalla donna ma anche una poesia di corteggiamento; c’è una sorta
di deresponsabilizzazione dell’io narrante e dell’identificazione tra Cinzia ed Atalanta > il
mito serve da un lato ad una funzione di traslazione e quindi ha una funzione di scissione, di
proiezione, che si traduce spesso in una forma di traslazione della responsabilità su altri >
c’è una feticizzazione della donna (vv. 1-3: l’idea di Cinzia dormiente in riferimento ad
Ovidio > feticizzazione della donna mitologica che consente a Properzio di introdurre una
scena molto violenta però passando da questa estetizzazione e feticizzazione del corpo di
Cinzia dormiente che ricorda Arianna dormiente); c’è evasione, proiezione e traslazione.
Il mito come viene qua presentato ha altre definizioni: funzione ecfrastica poiché è un
inserto narrativo che viene dedicato alla descrizione.
Un altro aspetto della miseribin > l’idea della storia nella storia: un inserto narrativo nel
quale si riproducono metaforicamente alcuni contenuti del testo principale.
- Personaggi: v. 9 Tullo > è il patrono di Properzio che proviene da Assisi ed è il dedicatario
del 1° e lo troviamo nella 14 e nella 22 dello stesso. La presenza di Tullo porta una serie di
implicazioni: se Tullo esisteva e che missione politica aveva, famiglia di consoli recenti (lo
zio nel 33 a.C.).
- Possiamo pensare che questa sia poesia scritta per Cinzia ma anche per amici uomini, come
Tullo, che svolgono un ruolo importante.
- 1° libro ha 4 destinatari maschili: 1.4, 1.7, 1.9 e 1.12 > Gallo, Pontico e Basso >
coinvolgono in ttti e tre i casi una realtà metaletteraria. In 1.4 c’è un attacco contro Basso il
giambografo e si è osservato che un modo per leggere 1.4 è il contrasto tra leggere poesia di
Properzio e leggere giambi di Basso; in 1.7 Pontico è scrittore di tragedie > c’è il solito
contrasto e c’è una storia nella storia per le perizie erotiche di Pontico, in 1.9 quest’ultimo si
innamora e ci sono varie osservazioni metaletterarie; in 1.12 rimprovera Porperzio perché
non corre incontro a Cinzia. In 1.5 Gallo divneta il rivale di Properzio perché vuole sedurre
la madre di Cinzia. In 1.10 Gallo si innamora di un’altra donna e non costituisce più una
minaccia verso Cinzia. Properzio assiste ad una notte d’amore tra Gallo e la donna di cui si è
invaghito > sezione di 7-8 versi in cui Properzio sembra in camera con lui > triangolazione
erotica. Ad 1.13 Gallo è contento perché Properzio è stato abbandonato da Cinzia; quindi,
non aveva mai smesso di amare Cinzia.
- L’idea della compresenza di due mondi: l’amore diretto tra Cinzia e Properzio e il mondo di
rapporti maschili complessi.
- Omosocialità > si introduce un importante elemento di triangolazione erotica, non sono solo
lui e lei, ma c’è Properzio, Cinzia e questa coté di amici che da un lato sono poeti ma sono
anche coinvolti in vicende erotiche che coinvolgono lo stesso Properzio. Sappiamo che
Basso è innamorato di Cinzia.
- Caratterizzazione dei personaggi: Properzio innamorato di Cinzia e Properzio in tensione
verso i suoi amici.
- Gallo è Cornelio Gallo > archegeta della poesia elegiaca; uomo politico, governatore
dell’Egitto e vittima di congiure politiche > primo scrittore di poesia elegiaca > tutto perduto
se non per un frammento di Papiro pubblicato nel 1979. Gallo potrebbe aver usato l’esempio
mitico di Melanione ed Atalanta. Gallo è presente nella decima ecloga di Virgilio > abbiamo
una diretta invocazione di Gallo da Virgilio (indigno amore).
Gallo come archegeta della poesia elegiaca, come immagine di poesia orfica (poesia della
perdita dell’amore) e questa rappresentazione della disperazione dell’amante in termini
spaziali.
Dietro a questa immagine di Gallo, Melanione, Orfeo che fuggono sui monti per lamentare
l’assenza ed inseguire la donna che amano, il modello a monte è quello di Euripide, Ippolito
e Fedra > Ippolito che va a caccia sui monti accade per il motivo opposto: Ippolito si
allontana per evitare Fedra e Fedra fa una cosa estranea per una donna, va a caccia per
inseguire l’amato.
- v. 10 saevitia e dura > termini tipici del lessico erotico.
- v. 14 saucius > termine cardine della poesia erotica latina > amore saevo saucia in
riferimento alla Medea di Ennio.
- v, 15 domuisse > ha 2 connotazioni: una di conquista sessuale, l’altra è domare in
riferimento agli animali, quindi connotare Cinzia in quanto Atalanta come fera, preda.
- v. 18 l’immagine della via è un topos letterario (= incipit 3° delle Georgiche): Amor non usa
astuzie a favore di Properzio, ma quasi contro di lui; poi in 1.8 Apollo ispira a Properzio le
artes che gli consentono di sedurre Cinzia.
05/12/2024
Properzio informa e sarà punto di riferimento per chi l’elegia la scriverà.
1.3.1-25 > lettura Lucrezio perché c’è la polemica del saziare > Lucrezio dice che è impossibile
saziarsi di sguardi, invece Properzio ne fa un invito, un architrave della poesia “oculos satiemur
amore”.
In Lucrezio la conseguenza dell’insaziabilità negli sguardi e nel rapporto sessuale porta alla
violenza (slide 29).
In 1.3 questo meccanismo è operativo, anche se è traslato nella fantasia di Properzio che si
immagina la violenza che sta subendo da parte di un altro.
Questo meccanismo della strutturazione dell’elegia in Properzio nel 1° libro per questa alternanza di
momenti di entusiasmo e affetto e momenti di violenza.
C’è alternanza di atteggiamenti.
Contrapposizione di due immagini del personaggio femminile > Cinzia è come se fosse due Cinzie:
la Cinzia amabile e la Cinzia vittima e violenta.
Scopofilia > parola chiave è filia: legata allo sguardo feticistico.
Si tratta di uno sguardo ammirativo, che celebra i vari pezzi del corpo; è legato anche ad una sorta
di inconoscibilità complessiva del corpo: elenca le braccia, gli occhi… è come però se non riuscisse
a cogliere l’unitarietà del corpo (come in 1.5: c’è penombra per cui le cose si vedono-non si
vedono).
I capelli di Cinzia a differenza dell’elenco delle parti del corpo di Corinne non è descritto come in
movimento che porta ad una contemplazione del corpo > 1.3 parte da fermo, fino a 12 c’è
progressione cronologica > immagini presentate con acronia; sono immagini doppiamente ferme: è
fermo il tempo della narrazione ma anche gli oggetti descritti > lo sguardo feticista è uno sguardo
che blocca la narrazione, non raggiunge mai la narrazione, è uno sguardo piatto, privo di
dimensione temporale.
Abbiamo da un lato il piacere dello sguardo, passivo, legato alla scopofilia: è uno sguardo che si
limita a guardare; l’azione presupposta dallo sguardo manieristico porta al rapporto con la puella,
uno sguardo dinamizzante che porta alla demonizzazione di questa puella, che respinge, insulta ed è
crudele, tradisce. Questa doppia opzione di sguardo aiuta a capire e strutturare il tema
dell’alternanza delle due puellae (in realtà solo una) e aiuta a capire la doppia proiezione
dell’atteggiamento di Properzio.
LIBRO CONSIGLIATO: READING FOR THE PLOT, BROOKS > il tempo della divagazione e
della deviazione della linearità nel raggiungere la meta.
Slide 18 > 1° libro: ci sono tanti personaggi.
Studi su Lucrezio.
11/12/2024
Cinzia è molto importante nel I libro > Cinzia poi dal IV tornerà risorta dopo esser morta.
Cinzia dal I libro è una personalità sfaccettata che nel IV si moltiplica > muore e risorge.
L’uomo avrà Sodoma, ma la donna avrà Gomorra, citazione usata anche perchè contiene
“gettandosi uno sguardo irritato” > due sguardi contrapposti come in Properzio: la separatezza è un
tema molto importante anche per Properzio.
La separatezza torna molto nel corpus > è il fatto che raramente due si incontrino: nell’elegia erotica
c’è di tutto tranne che un happy ending. L’idea della separatezza fisica domina anche i due amanti,
non solo a livello erotico e sessuale > c’è più separatezza che congiungimento. In Properzio c’è
molto anche il tema del viaggio > Cinzia viaggia molto, anche a Roma. Il viaggio ha un grande
valore metaforico, soprattutto quello per mare (si può morire, ci si può perdere…) > metafore
politiche soprattutto, la nave è questione politica. In Properzio queste metafore sono quasi sempre di
carattere negativo.
Ci sono vari contesti in cui il tema del viaggio ritorna:
- 2.27.11-16 > l’amante potrebbe essere salvato da questo viaggio nell’oltretomba se solo
venisse chiamato indietro dalla donna (aura puellae) > Fedeli osserva che al 3° verso “sedeat
sub harundine remex” tutto si concentra sul verbo sedeat e che sia un insieme di dattili. C’è
un Properzio che si avvia all’eternità statica e la possibilità di una donna molto crudele ma
salvifica.
- 2.9a > c’è un’altra fantasia bizzarra: le acque dello Stige si stanno per impadronire del volto
di Cinzia, ferifera.
- 3.18 > non si parla di Cinzia, è in onore di Marcello, nipote di Augusto, che va a Baia (in
villeggiatura, nel golfo di Napoli), poiché era un luogo di dissolutezza e lascivia. Marcello
va in vacanza ma la si ammala e muore. Interessante è l’immagine iniziale del mare > ha
immerso il volto nell’onda Stigia (demisit vultum) > è come se queste acque dell’Averno
siano la causa della morte di Marcello: c’era una leggenda che diceva che quelle acque
fossero alimentate dalle acque infernali. Qui si annulla il confine tra il mondo dei vivi e
l’oltretomba; si crea una confusione di confini tra mare e lago e fra la vita e la morte. Baia
viene citata anche in 1.11 (qui Properzio sembra scrivere un Heroides > lui scrive a questa
donna lontana; auspica il tema del viaggio perché vuole convincere Cinzia a tornare) > viene
evocato il tepore di Baia, questo luogo attraente ma le acque sono meno tranquille.
Baia è una città di transizione ed è corruptas (v. 27).
Distico andato perduto > Tesprozia: area dell’Epiro che ricorre nei testi latini, Pausania ci
dice che là c’era il lago Acheruzio e i fiumi Acheronte e Cocito.
- 1.11 > Cinzia è in vacanza.
parvola cumba: lui auspica che Cinzia si dedichi al canottaggio. La cumba è un termine
utilizzato per descrivere la cumba di Caronte.
L’idea che le acque infernali avvolgano e rinchiudano (idea della prigionia di Cinzia e della
morte di Marcello) ricordano infatti 3.18.
Si tratta di una minaccia-richiesta a Cinzia: se in un posto dove no dovresti essere, io
fantastico la tua morte a meno che tu non ti ravveda.
Il naufragio presuppone la separatezza ma anche elaborazione simbolica delle diverse
tensioni sentimentali: il mare come luogo di punizione.
- 2.26a > uno dei comenti più straordinari di tutto il corpus insieme a 2.26c.
- 2.26c > è un carmen apotropaico: Properzio teme il naufragio. Cinzia progetta un viaggio in
mare e lui spera di unirsi a lei nel pericolo (vv. 30-34). Fino al v. 32 sembrerebbe una
dichiarazione di unitarietà; questo culmina verso la fine: la fantasia di un naufragio che li
unisce invece di separali, siamo di nuovo alla situazione iniziale (abbandono), ma Properzio
vuole seguirla > insistenza su unus e le varie forme rende l’idea dei due amanti che si
fondono (l’idea della tomba dei due amanti).
vv. 41- 44 > l’immagine dell’unus e delle varie sue forme preludono alla morte insieme. Si è
osservato che l’idea degli ultimi due versi (vv. 43-44) sia l’immagine di un amplesso più che
di un naufragio.
v. 44 > Properzio vuole rischiare il naufragio; prima dice che approderanno sulla stessa
spiaggia poi che l’onda lo trascini > c’è un salto temporale.
In Amores 2.11 c’è la stessa fantasia di amore e morte ma la carica di violenza in Properzio
è maggiore.