Modelli atomici
Modello atomici di Thomson e Ruthenford
Nel tempo la struttura dell’atomo è stata spiegata in vari modi, nel 1800 circa tra i
più importanti erano presenti:
- modello di Thomson (a panettone): riconoscere massa positiva, creare una
bozza utile
- modello di Rutherford (modello planetario): con una serie di esperimenti ha
dimostrato che il modello del precedente scienziato fosse.
Esperimento di Ruthenford
Parte da un elemento radioattivo: il POLONIUM, non è stabile ed emette radiazioni alfa.
La particella alfa corrisponde a un nucleo di elio, corrisponde a due cariche positivo, lo scienziato pone il polonio in una scatola di piombo poiché il
piombo non fa uscire le radiazione, per schermare le radiazioni crea un foro che indirizzasse le radiazioni verso una lamina d’oro. Utilizzò l’oro perché
aveva una lamina sottile. Più sottile è meno spessore degli atomi è presente, ciò permette uno studio migliore, più dettagliato.
L’oro era il materiale che riusciva a tagliarsi più facilmente degli altri. Era importante il fatto che era sottile.
Dietro alla lamina d’oro posiziona uno schermo fatto da solfuro di zinco, il solfuro di zinco ha la capacità di rilevare le particelle cariche positivamente.
Se la particella riesce ad oltrepassare la lamina viene recepita dallo schermo era come aver sparato una cannonata contro un foglio di carta: la
massa positiva che aveva percepito timpano era qualcosa di molto piccolo e non solo passavano ma venivano anche poco deviate.
Conclusione: la maggior parte oltrepassa la lamina e viene registrata sullo schermo poche vengono deviate e pochissime vengono invece respinte. Il
nucleo non è una massa positiva ma la massa positiva è concentrata in qualcosa di molto piccolo .