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FISICA

La fisica è una scienza sperimentale che descrive i fenomeni naturali attraverso grandezze fisiche misurabili, come massa, lunghezza e tempo, utilizzando sistemi di unità come il Sistema Internazionale. Le grandezze possono essere scalari o vettoriali, e le leggi fisiche si dividono in classiche e quantistiche, con la prima applicabile a fenomeni macroscopici e la seconda a quelli microscopici. La fisica si basa su interazioni fondamentali e costanti, cercando di formulare leggi semplici e generali per descrivere il mondo naturale.

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FISICA

La fisica è una scienza sperimentale che descrive i fenomeni naturali attraverso grandezze fisiche misurabili, come massa, lunghezza e tempo, utilizzando sistemi di unità come il Sistema Internazionale. Le grandezze possono essere scalari o vettoriali, e le leggi fisiche si dividono in classiche e quantistiche, con la prima applicabile a fenomeni macroscopici e la seconda a quelli microscopici. La fisica si basa su interazioni fondamentali e costanti, cercando di formulare leggi semplici e generali per descrivere il mondo naturale.

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FISICA

La FISICA è una scienza sperimentale in cui si cerca di dare una descrizione matematica dei
fenomeni a partire dall’osservazione sperimentale degli stessi.
Bisogna però definire in primis il termine OGGETTO ovvero GRANDEZZE FISICHE e il
metodo per quantificare gli stessi è l’operazione di misurazione delle grandezze.

GRANDEZZA FISICA Quantità tale per cui si possa eseguire su di essa una misura, una
operazione, cioè, che esprima il rapporto tra la quantità in esame e un campione, scelto come
unità.
 FONDAMENTALI= unità di lunghezza;
 DERIVATE= unità di area e unità di volume;
Quindi le dimensioni di una superficie S la lunghezza al quadrato e di un volume V al cubo.
Simbolicamente: [S] = [L2] e [V] = [L3].

Nel campo della Meccanica si assumono come grandezze fondamentali la massa [M], la
lunghezza [L] e il tempo [t].
Per lo studio dell’elettricità viene usata la corrente elettrica [I].

Sistema di unità di misura è ottenuto scegliendo le unità di misura fondamentali.

Il sistema adottato internazionalmente è chiamato Sistema Internazionale (S.I.), che assume


come unità fondamentali della Meccanica il metro (m), il chilogrammo (kg) e il secondo (s).
Spesso, tuttavia, a causa dei fenomeni che si vuole descrivere, risultano più adatti altri
sistemi: tra i più usati in Meccanica c’è il sistema C.G.S. che assume come unità fondamentali
il centimetro, il grammo e il secondo.

GRANDEZZA BASE NOME UNITÀ DI MISURA SIMBOLO


INTERVALLO DI TEMPO Secondo s
LUNGHEZZA metro m
MASSA chilogrammo Kg
INTENSITÀ DI CORRENTE ampere A
TEMPERATURA
kelvin K
ASSOLUTA
INTENSITÀ LUMINOSA candela cd
QUANTITÀ DI SOSTANZA mole mol

FORMULE:
𝐾𝑔
 Densità  𝑚3  quantità di materia (Kg) ∙ l’unità di volume (m3);
𝑚
 Velocità   quantità di spazio percorso (m) ∙ l’unità di tempo (s);
𝑠
 Carica elettrica  𝐴 ∙ 𝑠  corrente x Tempo;

Ogni grandezza fisica deve avere una dimensione, ci sono alcune grandezze fisiche diverse tra
loro con una stessa dimensione. Alcune grandezze sono adimensionali.
CENNI DI GEOMETRIA E DI ANALISI MATEMATICA
Variazione di grandezza fisica x espressa come ∆x  differenza tra il valore finale 𝒙𝟐 e quello
iniziale 𝒙𝟏. ∆𝒙 = (𝒙𝟐 − 𝒙𝟐 ) 𝒐 ∆𝒙 = −(𝒙𝟏 − 𝒙𝟐 ).

Angolo piano  Rapporto fra un arco di circonferenza e il suo raggio.

FORMULA: 𝒔 = 𝜶𝑹

Gli angoli si misurano in gradi sessagesimali.


-Angolo giro  360°;
-Un grado  60 primi (60’);
-Un primo  60 secondi (60’’);
In radianti  un angolo giro vale 2π = 6.28 radianti, un radiante = 57.32°;

Concetto di funzione e sua rappresentazione grafica


Costanti quantità il cui valore si mantiene inalterato;
Variabili quantità il cui valore è diverso;
INDIPENDENTI Una variabile alla quale si possa assegnare un valore a
nostro arbitrio si dice indipendente.

Tutte le volte che i valori di una variabile y dipendono da quelli di un’altra variabile x si dice
che y è funzione di x e si scrive: 𝒚 = 𝒇(𝒙).

2 tipi di funzione:
Monodroma Un solo valore; es. variazione del numero di abitanti dell’Italia da 1861 ad ogni
tempo t
Polidroma Più volari; es. y2 = x (x > 0)  𝑦 = ±√𝑥;

Funzioni trigonometriche
Le funzioni trigonometriche derivano dalla definizione di seno e coseno di un angolo.
GRADI RADIANTI SENO COSENO TANGENTE
0° 0 sin 0° = 0 cos 0° = 1 tg 0° = 0
1 √3 1
30° π /6 sin 30° = cos 30° = tg 30° =
2 2 √3
45° π/4 √2 √2 tg 45° = 1
sin 45° = cos 45° =
2 2
√3 1
60° π/3 sin 60° = cos 60° = tg 60° = √3
2 2
90° π/2 sin 90° = 1 cos 90° = 0 tg 90° = ∞

Angolo Retto = ¼ di circonferenza;


π = 3,14;
2π = Intera circonferenza;
Arco= 2π/4 = π/2 = 3,14/2 = 1,57;
Ampiezza angolo in radianti = π/2 ÷ 1m = π/2;

ANGOLO  RADIANTI = AMPIENZA × RADIANTE;

GRANDE SCALARI E GRANDEZZE VETTORIALI


Grandezze scalari  Viene stabilita una unità di misura, sono completamente caratterizzate
da un numero che rappresenta il rapporto tra la grandezza considerata e l’unità di misura.
Es.: il volume, la massa, l’energia;
Grandezza vettoriale  una grandezza per definire la quale bisogna dare, oltre a un numero
(modulo del vettore), anche una direzione e un verso.
Es.: lo spostamento, la velocità, l’accelerazione, la forza ecc.;

 Modulo  Distanza dall’origine;


 Direzione  Retta (geometrica) su cui giace il segmento;
 Verso  Assegnato dalla direzione della freccia può essere o positiva o negativa;

Simbolo del vettore= 𝑣⃗ (𝑥0 ); (𝑦0 );


⃗⃗‖ = modulo  √𝑥02 + 𝑦02 ;
‖𝒗

La direzione del vettore si può definire calcolando l’angolo tra il vettore e l’asse x.

Es.: (3;4) ‖𝒗
⃗⃗‖ =√𝑥02 + 𝑦02 = √32 + 42 = √9 + 16 = √25 = 5
La direzione della freccia negli assi indica il verso crescente.
Non bisogna guardare l’asse ma il modulo
𝑦
θ=𝑎𝑟𝑡𝑔 𝑥𝑜
0

In una retta singola è definita un’origine, direzione e verso si seguono a vicenda;

Nel piano bidimensionale si una x e y


per la dimensione dobbiamo determinare un angolo;

Nel piano tridimensionale si usa x, y e z


per la dimensione dobbiamo determinare 2 angoli;

FATTORI DI CONVERSIONE CON UNITÀ DI MISURA DIVERSA


Pascal (Unità di misura della pressione)  È la forza di 1 newton esercitata su una superfice
di 1 m2, definito dal sistema di misura.
Vengono usate anche atmosfera, torr, millimetri di mercurio…
(Pressione atmosferica a livello del mare, 1 atm (atmosfera) = 760 mmHg (millimetri di mercurio)

Per misurare l’energia è usato il JOULE secondo il sistema di misura, per motivi storici
l’energia degli alimenti è misurata con PICCOLE CALORIE (c) e GRANDI CALORIE (C)

4,186  costante di equivalenza tra Kjoule e Kcal


Velocità angolare  misura dell’arco percorso lungo una circonferenza nell’unità di tempo.
Questa misura viene espressa in radianti al secondo.
In fisica esistono delle costanti principali che determinano un vasto insieme di fenomeni. Qui
rientrano le COSTANTI FONDAMENTALI ad esempio:
» Constante di Planck  energia associata ad una radiazione;

» Velocità della luce nel vuoto  è una velocità insuperabile ed equivale a 300.000 km/s
da questa è dedotta la lunghezza del metro campione;
La fisica aspira a descrivere tutto ciò che c’è nel mondo naturale e cerca sempre di definire
delle leggi più semplici possibili e più generali possibili.

Tutti i fenomeni possono essere descritti da 4 interazioni fondamentali, circa il 99% di tutto ciò
che riguarda la nostra vita è spiegabile tramite 2 interazioni:

GRAVITAZIONALI – ELETTROMAGNETICA – ELETTRODEBOLE – NUCLEARE FORTE

SPIEGANO LA NOSTRA VITA NUCLEARI

Campo elettromagnetico  tutte le razioni chimiche che avvengono sono il risultato delle
interazioni chimiche.

Forza gravitazionale definita da Newton. (FORZA ATTRATTIVA);

Legge gravitazionale che nell'Universo ogni punto materiale attrae ogni altro punto
materiale con una forza che è direttamente proporzionale al prodotto delle loro masse e
inversamente proporzionale al quadrato della loro distanza. Quindi la forza gravitazionale può
solo unire. Ciò spiega ad esempio la caduta degli oggetti, perché la Luna ruota intorno alla
Terra etc.;

COSTANTE DELL’ATTRAZIONE GRAVITAZIONALE (G simbolo) = 9,81 m/s2


Legge della forza elettromagnetica  parte che in natura esistono 2 cariche elettriche che sono
una positiva e una negativa, se sono del segno opposto si attraggono caso contrario, invece si
respingono, le attrazioni dipendono dal quadrato della distanza tra il centro di una carica e
quello dell’altra.

ATTRAZIONE = ATTRATTIVA o REPULSIVA


Nucleare debole e forte  non le sentiamo nella vita di tutti i giorni poiché si manifestano solo
a livello nucleare.

ATOMI NUCLEO ELETTRONI

+ COMPONENTI
Es. RADON, situazioni artificiali come le CENTRALI NUCLEARI e FISICA DELLE
PARTICELLE (protoni e sfrantumazione di essi e risposta dei nuclei)
FISICA DIVISA IN CLASSICA E QUANTISTICA

La fisica usa un linguaggio derivante dalla matematica. Le leggi fisiche devono essere in grado
di fare anche delle previsioni in quanto tutto deve essere previsto, come ad esempio nelle
missioni spaziali.

Leggi della fisica classicaFunzioniPredittiveFunzioni di variabili reali (risultato esatto);


Leggi della fisica quantisticaSi applica una matematica diversa e le funzioni sono d’onda;
RISULTATO FINALE Funzioni di variabili complesse non
predittive, il modulo quadro dà la possibilità di avere un risultato
con probabilità.
Inventata a inizio 900 in quanto la meccanica classica aveva dei limiti. Es. le equazioni di
Maxwell che falliscono a livello atomico.

Secondo queste due leggi un elettrone che ruota in senso orario intorno al nucleo dopo doveva
cascare in esso queste leggi sono contigue tra loro e si può passare da una all’altra.

SENSO COMUNE= Sentimento della nostra esperienza anche storica.

Soltanto a inizio 900 ci sono stati strumenti per analizzare particelle più piccole e solo 100
anni fa sono riuscite ad analizzare i nuclei.

Negli anni 20 si affidava al SENSO COMUNE.


FISICA CLASSICA è usata solo per gli strumenti macroscopici, prende pochi oggetti dalla
matematica, ovvero solo ciò che si può misurare;

FISICA QUANTISTICA è usata solo per gli strumenti microscopici, a livello microscopico
subnucleare il mondo è interamente quantistico;

STRUMENTI MATEMATICI
Grandezze scalari e vettoriali
Queste grandezze sono entità matematiche più idonee per descrivere le grandezze

Grandezza scalare un solo numero basta per definirla, es. temperatura;

Grandezza vettoriale non sono definite da una sola grandezza ma da più di una;

I vettori possono avere da una a infinite dimensioni. I vettori fondamentali (nella fisica
classica) sono ad 1,2,3 dimensioni.

VETTORE A UNA DIMENDIONE Che la direzione è assegna in automatico in quanto è


presente un solo asse. Una sola variabile definisce tutto il vettore. (X0)
VETTORI A DUE DIMENSIONI Basta assegnare due variabili.
Se c’è un sistema ortogonale e l’unità di misura definiti possiamo
definire le coordinate A (X0; Y0) e possiamo tracciare il vettore
che partirà dall’origine O (0; 0).
MODULO distanza dall’origine al punto della freccia
⃗⃗‖ =√𝑥02 + 𝑦02 ;
‖𝒗
VERSO dipende dalla direzione della freccia;
DIREZIONE si definisce osservando l’angolo che forma la
freccia (θ);

VETTORE NELLO SPAZIO (3 DIMENSIONI)

MODULO‖𝒗 ⃗⃗‖ =√𝑥02 + 𝑦02 + 𝑧02 ; è sempre un valore


positivo;

DIREZIONEServono 2 angoli

Angolo TETA (θ) è uguali a 0 se giace su x. Varia tra 0


e π;
Angolo PHI (Φ) giace nel piano trasverso. Varia tra 0 e
2π;

APPLICAZIONI FISICHE
Vettore posizione è quel vettore che indica dove si trova un oggetto puntiforme in seguito a
un sistema di coordinate scelte arbitrariamente.

(CAMPO DA CALCIO VISTO DALL’ALTO)

Il VETTORE POSIZIONE origine sistema di riferimento e termina dove finisce l'azione.


Le frecce indicano il vettore posizione istante per istante in questo caso è un vettore in
funzione del tempo.
La curva definisce la traiettoria che, a sua volta, è definita dall'estremità del vettore.

Cinematica del puntoTutti gli oggetti che andremo a considerare sono considerati in
approssimazione di punti di grandezza infinitesimali, si parlerà quindi virgola di oggetti con
una certa massa m senza una dimensione ma che hanno solo un punto.
Punto materiale approssimazione di tutti gli oggetti infinitesimali, in quanto hanno grossa
massa M.

⃗⃗⃗⃗⃗⃗𝟏 = 𝑷
𝑷 ⃗⃗⃗⃗⃗𝟎 + ⃗⃗⃗⃗⃗
𝜟𝒑
P1 si può calcolare con la formula o graficamente

⃗⃗⃗
𝑃1 = [(𝑋0 + 𝛥𝑝𝑥0 ); (𝑌0 + 𝛥𝑝𝑦0 )]
Questa formula solo quando le componenti sono
definite in un piano

Oggetto vettore somma componente per componente

TRAIETTORIA serie di punti


In funzione del tempo:

VETTORE VELOVITÀ variazione di posizione nell’unità di tempo.


TEMPO=GRANDEZZA SCALARE
Se si conosce la curva traiettoria possiamo calcolare la tangente
⃗⃗⃗⃗⃗⃗⃗
𝜟𝑷 ⃗⃗⃗⃗⃗⃗⃗⃗⃗⃗
lim 𝑝 = √(𝑡)
𝜟𝒕→𝟎 𝜟𝒕

Δt= incremento finito dell'intervallo di tempo; da un valore finito ad un uno infinito, tramite
limite e derivata.
⃗⃗⃗⃗⃗⃗⃗⃗⃗ 𝑥(𝑡) 𝑓𝑥(𝑡)
𝑃(𝑡) { ={
𝑦(𝑡) 𝑓𝑦(𝑡)

FUNZIONE=legge di una variabile o parametro che restituisce il valore della funzione.


LEGGE ORARIA:

𝑥(𝑡) = 𝑇 3 ⃗⃗⃗⃗⃗⃗⃗⃗⃗
{  parametrizzazione del vettore 𝐏(𝐭)
𝑦(𝑡) = 𝑇

𝒙(𝟏) = 𝟏 𝒙(𝟐) = 𝟖 𝒙(𝟎) = 𝟎


𝒚(𝟏) = 𝟏 𝒚(𝟐) = 𝟐 𝒚(𝒐) = 𝟎
⃗𝑷
⃗⃗(𝟏) = (𝟏; 𝟏) ⃗𝑷
⃗⃗(𝟐) = (𝟖: 𝟐) ⃗𝑷
⃗⃗(𝟎) = (𝟎; 𝟎)

- Conoscendo il vettore posizione si può calcolare la variazione per infinitesimi ottenendo


il vettore velocità istante per istante;
- Per ricavare dal vettore velocità il vettore posizione basta fare un'operazione di
integrazione (integrale);
- Dal vettore velocità si può ricavare il vettore accelerazione;

Le forze determinano l'accelerazione e da ciò possiamo determinare velocità e posizione

SOMMA DI VETTORI
La somma dei vettori può essere eseguita in modo
grafico e in modo analitico;

Modo grafico: la somma è data dalla diagonale

Modo analitico: somma delle componenti omologhe


⃗ +𝑳
𝑽 ⃗ =𝑹 ⃗⃗
(X0 + X1);(Y0 + Y1)

Per un vettore a 1 o 3 dimensioni la somma viene eseguita allo stesso modo.

SOTTRAZIONE DI VETTORI
La differenza dei vettori può essere eseguita in modo
grafico e in modo analitico

Modo grafico: la somma è data dalla diagonale;


Modo analitico: differenza delle componenti
omologhe;

⃗ −𝑳
𝑽 ⃗ =𝑹 ⃗⃗
(X0 − X1);(Y0 − Y1)
PRODOTTO SCALARE
Si parte da due vettori è il risultato finale è un numero reale

𝑣
𝑣 ∙ 𝑙 = 𝑐 (𝑝𝑜𝑠𝑖𝑡𝑖𝑣𝑜 𝑜 𝑛𝑒𝑔𝑎𝑡𝑖𝑣𝑜)
|𝑣| ∙ |𝑙 | ∙ 𝑐𝑜𝑠𝜃(𝑣𝑎𝑟𝑖𝑎 𝑡𝑟𝑎 + 1 𝑒 − 1) = (𝑥0 ∙ 𝑥1 ) + (𝑦0 ∙ 𝑦1 )

Per calcolare il prodotto scalare dobbiamo conoscere


l’angolo relativo (angolo tra i due vettori);
𝑙

se il vettore ha origine negli assi si fa solo la somma del prodotto delle componenti
(𝑥0 × 𝑥1 ) + (𝑦0 × 𝑦1 )

|𝒗
⃗ | ∙ |𝒍| ∙ 𝒄𝒐𝒔𝜽
come calcolare cosθ:

Se V1 coincide con gli assi V2 avrà un angolo relativo e basterà


calcolare la direzione;
𝑦2
𝜃 = 𝐴𝑟𝑡𝑔 ( )
𝑥2
Se V1 non coincide con gli assi si dovrà calcolare θ1 e θ2, per
ottenere l’angolo relativo si dovrà fare: θ1 - θ2

CALCOLIAMO LE SEGUENTI PROBABILITA

V2 parallelo a V1  θ = 0°;
𝜋
Caso generico  θ = 45° ( 4 ); i moduli non cambiano, ma solo l’angolo
𝜋
Caso in cui  θ = 90° ( 2 );
√2
sin45° e cos45° = 2
cos0=+1 cos180°= -1

V2 = Valore minore ma sempre positivo;

V3 = 0;
L’angolo relativo tra i due vettori determina la
risultante;

Se i due vettori sono paralleli il risultato è massimo;


Se non sono paralleli il risultato è minore possibile;
ESEMPIO CLASSICO
Se spostamento e forza di attrito sono paralelli si ottiene: energia dissipata massima;

Se spostamento e forza di attrito sono perpendicolari si ottiene: energia dissipata nulla;

SPOSTAMENTO E FORZA GRAVITAZIONALE


Se sollevo una penna da un tavolo a variare è l’energia gravitazionale;
Se lascio cadere una penna dal tavolo essa seguira la forza gravitazionale;

CASO TRIDIMENSIONALE: PROIEZIONI

STRUMENTI MATEMATICI:
Grandezze pseudo-vettoriali: Risultato del prodotoo vettoriale di due vettori;
Funzioni: Hanno un significato specifico nella fisica;
La derivata seconda delle coordinate ci dà l’accellerazione;

CIFRE SIGNIFICATIVE E APPROSIMAZIONI


Dal punto di vista fisico il risultato deve essere definito con uno numero e un metodo di
misura.

ESEMPI:

- Posizione di un’oggetto: 3,52  valore numerico + unità di misura;

- Energia: 3,44 j  valore numerico + unità di misura;

- Velocità: 70 m/s (grandezza composta dalle grandezze fondamentali)

In matematica i numeri sono razionali, reali, interi…

in fisica si adoperano solo numeri reali che ci forniscono solo risultati esatti, ma non precisi.

ESEMPIO:
3,52 m  indica un intervallo di valori. L'oggetto si trova tra 3,51 m 3,53 m;

20 cm la misura con un righello che indica anche i mm quindi scriverò 20,0 cm;
20,04 cm  se viene usato un calibro decimale;

20.014 cm  se viene usato un calibro centesimale;

CIFRE SIGNIFICATIVE E DECIMALI

Numero di cifre significative numero di cifre che sono comprese alla dx di ogni zero di un
numero fino alla fine.

10,0358m(4 cifre decimali) tutte le cifre sono significative


0,0502 (4 cifre significative) le cifre signicative sono 502

MOLTIPLICAZIONE E DIVISIONE PER UN NUMERO INTERO


Divisione di una grandezza per intero; il risultato in questo caso va espresso con lo stesso
numero di cifre significative

10,572 (ml) (5 cifre significative) ÷ 4 (provette) = 2,643 aggiungiamo uno zero per arrivare a
5 cifre significative 2,6430

10,572 (ml) (5 cifre significative) ∙ 4,0 (mm) (2 cifre significative numero meno preciso) =
42,288 42 (stesso numero di cifre significative del numero preciso).
NOTAZIONE SCIENTIFICA  580 58 ∙ 10 oppure 5,8 ∙ 102

SOMMA E SOTTRAZIONE
Bisogna guardare le cifre decimali e approssimare tutto alla cifra che ha meno cifre decimali
42,587+22,8 42,6+22,8

CALCOLARE L’AREA DI UN FOGLIO A4


- Se userò il metro da sarto = (20 ∙ 12) cm = 240 cm2;

- Se userò il righello (mm) = (20,5 ∙12,4) cm = 254,2 cm2;

- Se userò il righello (dm) = (20,01 ∙ 12,07) cm = 241,52 cm2;


20,5 (Valore più impreciso) ∙ 12.07  per le cifre decimali del risultato userò il valore più
impreciso.

APPROSSIMAZIONE: Quando moltiplichiamo 2 grandezze una con 3 cifre decimali e una con
2, a volte c’è bisogno di approssimare il risultato finale

Es. 10,372∙5,32= 55,17 55,20

Maggiore di 5 si aumenta
Minore di 5 si diminuisce

L’approssimazione viene fatta solo nella parte finale del calcolo.


FUNZIONI MATEMATICHE
Funzione: Relazione che lega un parametro o una variabile con un altro valore.
PARAMETRIZZAZIONE RISPETTO AL TEMPO:
𝑓 (𝑡) = 𝑡 2 :

- Se a t do 0 mi restituisce 0;
- Se a t do 1 mi restituisce 1;

- Se a t do 2 mi restituisce 4;

t= parametro arbitrario

Posizione in un piano bidimensionale:


𝑓1 (t) x(t)
𝑓2 (t) y(t)

Ponendo x e y in funzione del tempo posso rappresentarle o in unico piano combinandole


oppure separate facendo ciò perdo la dipendenza da t e le relative informazioni
𝑓1 (0)=0; 𝑓1 (1)=1; 𝑓1 (2)=2
𝑓2 (0)=0; 𝑓2 (1)=1; 𝑓2 (2)=2

O(0,0) A(1;1) B(2,2)

Ci da la traiettoria generale ma perdono l’informazione


sul tempo

VETTORE IN FUNZIONE DEL TEMPO:

𝑥 (+) = 𝑐𝑜𝑠𝜔 ∙ 𝑡
𝐿⃗(+) ={ 𝑦(+) = 𝑠𝑖𝑛𝜔 ∙ 𝑡 = vettore tridimensionale, moto circolare(y)
𝑧(𝑡) = 𝑡
cresce in linea con il tempo

TRAIETTORIE: insieme delle leggi orarie in tutte le


dimensioni, ed è o una f(t) o delle sole coordinate

LEGGI ORARIE: funzioni rispetto al tempo; rappresentano il


punto di partenza per i sistemi dinamici e il punto di arrivo
CURVE ORARIE: VETTORE IN 1 DIMENSIONE

P0(t) = costante
P1(t) = t
P2(t) = t2
La derivata ci da la CURVA TANGENTE

DERIVATE INTEGRALI = area compresa al di sotto della curva tangente

g= COSTANTE GENERICA t=PARAMETRO


1
f(t)=2 𝑔𝑡 2
Per ogni certo t0 il significato di derivata e la RETTA
TANGENTE
f’ (t0)= coefficiente angolare della RETTA TANGENTE
CASO FISICO DELLA VELOCITÀ (VALE PER I
POLINOMI):
1
f(t)= 2 𝑔𝑡 2 2-1
2
f(t)=2 ∙ 𝑔𝑡 ′ = 𝑔𝑡

CASO FISICO DELL’ACCELLERAZIONE:


𝑓′′(𝑡) = 𝑔 ∙ 1 ∙ 𝑡 0 = 𝑔

Questi 2 csai appena visti rappresentano un CORPO SOTTOPOSTO AD


UN’ACCELLERAZIONE COSTANTE

Se ad esempio lasciano cadere un vaso per terra da un balcone, la coordinata del vaso in
funzionedel tempo sarà:
1
𝑧(𝑡) = 𝑧0 − 𝑔𝑡 2
2
Z0(altezza iniziale da cui cade il vaso);
g(accellerazione gravitazionale);
t2(variazione del tempo in cui l’oggetto cade);
Questo invece è il caso di un punto materiale sottoposto solo alla forza gravitazinale.
LA DERIVATA
- Definizione dal punto di vista grafico (visualizzare la tangente):
retta di cui un coefficiente angolare è definito come la derivata in quel punto.
- Definizione dal punto di vista analitico (abbassare di 1 ° l'esponente di tutti i termini
elevati):
𝑦 = 𝑥2 + 5
𝑦′ = −2𝑥 + 0 = −2𝑥
𝑦′(𝑥) = −2(𝑥0 )

−𝑠𝑖𝑛(𝑡)𝑑 → 𝑐𝑜𝑠(𝑡)
{  RISPETTIVE DERIVATE DI
−𝑐𝑜𝑠(𝑡)𝑑 → −𝑠𝑖𝑛(𝑡)
SIN E COS

Funzione esponenziale: y=Aex y’=Aex la derivata prima è uguale all’esponenziale stessa

ESEMPI DI DERIVATA SECONDA


𝟏 𝟐
𝒛(𝒕) = 𝒈𝒕
𝟐
𝟏
𝒛°(𝒕) = 𝟐 × 𝒈𝒕 = 𝒈𝒕 [𝑽𝑬𝑳𝑶𝑪𝑰𝑻À 𝑰𝑵 𝑭𝑼𝑵𝒁𝑰𝑶𝑵𝑬 𝑫𝑬𝑳 𝑻𝑬𝑴𝑷𝑶]
𝟐
𝒛°°(𝒕) = 𝒈 × 𝒕 = 𝒈 × 𝟏 = 𝒈 [𝑨𝑪𝑪𝑬𝑳𝑳𝑬𝑹𝑨𝒁𝑰𝑶𝑵𝑬 𝑰𝑵 𝑭𝑼𝑵𝒁𝑰𝑶𝑵𝑬 𝑫𝑬𝑳 𝑻𝑬𝑴𝑷𝑶]
𝒛°°°(𝒕) = 𝟎 [𝑨𝑪𝑪𝑬𝑳𝑳𝑬𝑹𝑨𝒁𝑰𝑶𝑵𝑬 𝑪𝑶𝑺𝑻𝑨𝑵𝑻𝑬]

Significato geometrico di derivata: calcolare il coefficiente angolare della retta tangente

FUNZIONE INTEGRALE
y=cost=C F÷F ‘ = f

Si definisce integrare una funzione la cui derivata ci dà la funzione stessa.

L'integrale è la funzione inversa della derivata

𝑪 ∙ 𝑻=𝑪
𝑪 ∙ 𝑻 + 𝟏𝟎 = 𝑪
L'integrale è sempre definito tranne quando è valore costante
DERIVATE INTEGRALI
𝟏 𝒅 1
𝒂𝒕 → 𝒂𝒕 ∫ 𝑎𝑡𝑑𝑡 = − 𝑎𝑡 2 + 𝛽
𝟐 2

𝒂𝒕𝒅 → 𝒂 ∫ 𝑎𝑑𝑡 = 𝑎𝑡 2 + 𝛽′

𝑨𝒆+𝒅 → 𝑨𝒆+ ∫ 𝐴𝑒 + 𝑑𝑡 = 𝐴𝑒 + + 𝛽′′

SIGNIFICATO GEOMETRICO

f ‘ (X0) = Coefficiente della retta tangente di f(x) calcolato in X0


𝐴
∫𝐴 𝑓(𝑥)𝑑𝑥 = 𝐹(𝐵) − 𝐹(𝐴)  Area che si trova tra la curva f(x) e l’asse x.

MOTO PARABOLICO

⃗ 0𝑥 ∙ 𝑡
𝑥(𝑡) = 𝑉
𝐿(𝑡) = { 2
𝑧(𝑡) = −𝑎𝑡 + 𝑏𝑡 + 𝑐 PARAMETRIZZAZIONE
RISPETTO AL TEMPO
𝑥(𝑡)
𝑡= ⃗ 0𝑥
𝑉
 t lo sostituisco a z

RISULTATO FINALE= f(x) Funzione che dipende solo da x,


elimina la dipendenza da t, diventa funzione dalle sole
coordinate: 𝒛 = 𝜶𝒙𝟐 + 𝜷𝒙 + 𝜸
CURVA ORARIA: Definisce la traiettoria che dipende dal
tempo

MOTO PERIODICO
ESEMPIO:
Immaginare un pattinatore sul ghiaccio senza attrito e che si
muove lungo una circonferenza con un filo al centro del palco
Legge oraria del moto di un oggetto che si muove con velocità costante
x(t)=Rcosωt valore max +R
y(t)=Rsinωt valore min −R
R²cos²(ωt) + R²sin²(ωt)=x²(t)+y²(t)
R²[(sin²(ωt)+cos²(ωt)]=x²(t)+y²(t)
𝑅² ∙ 1 = 𝑥 2 (𝑡) + 𝑦 2 (𝑡)
𝑥²(𝑡) + 𝑦²(𝑡) = 𝑅²

𝑥 = 𝐴𝑠𝑖𝑛(𝜔𝑡 + 𝜑) moto di 1 oggetto attaccato ad una molla che


𝑥̇ = 𝜔𝐴𝑐𝑜𝑠(𝜔𝑡 + 𝜑)VELOCITÀ oscilla sottoposto a forza
𝑥̈ = −𝜔²𝐴𝑠𝑖𝑛(𝜔𝑡 + 𝜑) ACCELLERAZIONE gravitazionale:MOTO ARMONICO

PRINCIPI DELLA DINAMICA


Prima di Newton formulò qualcosa Galileo Galilei, lui aveva osservato con oggetti ad oggi
antiquati dei fenomeni e affermò che gli oggetti che venivano fatti cadere da una stessa altezza
nello stesso tempo impiegheranno lo stesso tempo per raggiungere il suolo.
1º principio: ogni corpo perservera nel proprio stato di quiete o di moto rettilineo uniforme,
finché forze esterne ad esso non intervengano a modificarne lo stato di moto (principio
d’inerzia).
2º principio: l’accelerazione subìta da un corpo è in ogni istante proporzionale alla forza agente
su di esso (F = m a, dove m > 0).
Se ho due forze le quali agiscono sui corpi la forza risultate sarà la somma vettoriale delle
forze
⃗⃗⃗
𝐹1 , ⃗⃗⃗⃗
𝐹2 = ⃗⃗⃗
𝐹1 + ⃗⃗⃗⃗
𝐹2 = 𝐹 𝑟𝑖𝑠𝑢𝑙𝑡𝑎𝑛𝑡𝑒

L’accellerazione di un corpo e la somma tra a1 e a2, l’accellerazione risultante saà la somma:


𝑎1 , ⃗⃗⃗⃗
⃗⃗⃗⃗ 𝑎2 = ⃗⃗⃗⃗
𝑎1 + ⃗⃗⃗⃗
𝑎2 = 𝑎 𝑟𝑖𝑠𝑢𝑙𝑡𝑎𝑛𝑡𝑒

La massa inerziale rappresenta il coefficiente di proporzionalità tra la forza impressa su uno


oggeetto e l’accellerazione.
La massa gravitazionale rappresenta il coefficiente di proporzionalità tra la forza
gravitazionale e l’accellerazione gravitazionale subita dall’oggetto può essere diversa da quella
inerziale.

L’accellerazione dipende dalla forza impressa nell’oggetto stesso dal braccio.

3º principio: dati due corpi A e B isolati, se il corpo A esercita una forza F sul corpo B, il corpo
B esercita su A la forza –F, cioè una forza avente il modulo, la direzione nonché la retta di
applicazione di F, ma con il verso opposto (principio di azione e reazione).

La forza si misura in Newton(N)


𝑚
[N]= 𝑘𝑔 ∙ 𝑠² [ ] esse indicano la dimensione

DEFINIZIONE DI UN NEWTON: il newton (N), che è definito come la forza che


imprime alla massa di un chilogrammo l’accelerazione di un metro al secondo per secondo.
Δv m m
a⃗⃗= Δt = s∙s = s² ACCELLERAZIONE

𝑞 = 𝑚 ∙ 𝑣⃗ QUANTITA DI MOTO

TEOREMA DELLA CONSERVAZIONE DI QUANTITA DI MOTO: in un sistema isolato la


quantità di moto totale del sistema si conserva.

TEOREMA DELL’IMPULSO Quando una forza agisce per un certo tempo Δt, il corpo su cui
agisce la forza la variazione d’impulso è uguale all’impulso stesso
La forza di ogni corpo che esercita sull’altro è uguale ad una costante per la massa diviso il
raggio
𝐶 ∙𝑀∙𝑀
𝐹=
𝑟

𝑀𝑡
𝐹=𝐺∙ ∙𝑚
𝑟𝑡 2
Se restiamo fissi sulla superficie terreste, r2 resta uguale e costante;
mt= massa totale (quantità fissa), tutto ciò è costante fin quando restiamo sulla
superficie terrreste
𝑚1 ∙ 𝑚2
𝐹=
𝑟2
Se al posto di m2 mettessimo una massa generica otterremo l’accellerazione gravitazionale su
g.
Tutti gli oggetti che si muovono sulla superfice terreste sono sottoposti alla stessa
accellerazione per tanto a variare sarà il valore della forza ma l’accellerazione sarà uguale.

Forze esterne sulla terra= attrito dell’aria


Qualsiasi oggetto di massa m sulla Luna sentirà una forza gravitazionale pari a 1/6 di g
𝐺 ∙ 𝑀𝐿
𝐹=
𝑟𝐿2

Si inserisce solo questa in quanto bisognerebbe tener conto di tutti gli altri
pianeti e il Sole e fare una somma vettoriale
Un’astronauta sente sia la forza della Luna che quella della Terra.
𝑀𝑆 ∙ 𝑀𝐿 ∙ 𝑀𝑀 ∙ 𝑀𝑃 ∙ 𝑀𝑉 ∙ 𝑀𝐺 ∙ 𝑀𝑈 ∙ 𝑀𝑁 … il Sole ha un impatto maggiore

Se andassimo a fare i calcoli in questo modo per ogni pianeta e satellite gli elementi della
formula si annullerebbero tra loro, se vogliamo calcolare l’accellerazione sulla Luna si dovra
fare in questo modo:
𝑀𝐿 ∙ 𝑀𝑇
𝐹=𝐺∙
𝑟2
L’unico impatto sulla luna è dato dalla Terra.
Se un satellite si avvicina ad un pianeta bisogna tener conto della forza gravitazionale di
entrambi.
−𝐺𝑚 ∙ 𝑀𝑇 𝑟
𝐹= ( )
𝑟2 𝑟
Deriva da una convenzione, le masse sono sempre positive e quindi il meno per convenzione si
toglie
Se ad esempio usciamo il mondo ci appare piatto, non rotondo ciò perché l’accellerazione
gravitazionale costante è parallela all’asse z e a direzione sempre verso il basso.

FORZE DI ATTRITO
OGGETTO FERMO SU UN TAVOLO esercita la forza di contatto chiamata forza vincolare

Ha sia forza gravitazionale e vincolare

La forza da contatto vale solo quando c’è il contatto diretto.


La forza vincolare ci da informazioni sul tipo di materiale
del piano; quest’ultima è in equilibrio con la forza
gravitazionale

ATTRITO RADENTE DI TIPO DINAMICO e ancora una


fora di contatto. Lo sforzo dipende dalla superfice e dal tipo
di oggetto che spingiamo. La resistenza che si incontra, la
incontriamo in quanto le scanalature dell’oggetto si
incrociano con quelle della superfice in quanto qualsiasi
superfice osservata al microscopio risulta essere ad zig-zag.

ATTRITO RADENTE Se alziamo la superfice,


un’inclinazione leggera non farà muovere l’oggetto in
quanto c’è l’attrito statico.
Se alziamo la superfice, un’inclinazione maggiore potrà fa
cascare l’oggetto; se la forza applicata sarà maggiore
dell’attrito statico l’oggetto inizierà a cascare e si inserirà
l’attrito dinamico.

ATTRITO STATICO Quantità di forza applicata senza far cascare l’oggetto.


⃗⃗⃗⃗⃗⃗ = 𝐹// + 𝐹┴
𝐹𝑔

Dipende dalle 2 superfici di


contatto
//= parallelo
┴ = perpendicolare

Conoscendo l’attrito statico e dinamico possiamo definire l’omologazione per il quale l’oggetto
resta fermo o si muove
ATTRITO VOLVENTE Lo si ha ad esempio nelle gomme di un auto durante il moto in
quanto si genera attrito tra la gomma e l’asfalto.
ATTRITO VISCOSO Nuoto, immersione in un liquido ecc… lo si ha per esempio quando
immergiamo un cucchiaio nel miele. Nell’attrito viscoso il corpo solido che si immette nel
liquido tende a frenare il movimento del corpo stesso. Il moto risultate dell’attrito viscoso è un
esponenaziale.

LE FORZE ELASTICHE
Prende il nome di forza elastica perché rappresenta la forza di reazione che un corpo elastico
(per esempio una molla) esercita quando viene deformato di un tratto x dalla condizione di
riposo.

Abbiamo allungato la molla dalla condizione di riposo


𝐹 = 𝑙𝑜 ∙ 𝛥𝑥
𝐹′ = 𝑙𝑜 ∙ 𝑥0
𝐹 = 𝐾(𝛥𝑥) = 𝑚 ∙ 𝑎⃗

FORZE APPARENTI
Forze che si manifestano sono il risultato del sistema di riferimento in cui ci troviamo
Es.: Treno, viaggi in un vagone tutto chiuso e vuoi capire se il treno cammina o meno. Per fare
ciò è necessario capire la velocità, in quanto se viaggia a velocità costante non riusciremo a
capirlo, ma se aumenta la velocità e poi frena di colpo ci sentiremo schiacciare da una forza
esterna.
ACCELLERAZIONE CENTRIPEDA E FORZA CENTRIFUGA sono degli esempi di forza
apparente.
FORZA DI CORIOLIS È una forza apparente osservata nei sistemi on inerziali in rotazione,
che agisce sui corpi in moto rispetto al sistema di riferimento non inerziale e che ha l’effetto
apparente di far deviare i corpi da una traiettoria rettilinea. Questa è una forza apparente
causata dalla rotazione terrestre. Un corpo in movimento verrà spostato verso destra
nell'emisfero boreale e verso sinistra nell'emisfero australe. La forza di Coriolis è zero
all'equatore e aumenta in grandezza verso i poli.
APPLICAZIONI PRATICHE
ESERCIZIO 2.1 PAG 32
1° PROBLEMA
Un sasso lasciato cadere dalla cima di un edificio giunge al suolo dopo quattro secondi.
Trovare la velocità del sasso al momento dell'impatto e l'altezza dell'edificio.
È un moto in caduta libera di un oggetto puntiforme sottoposto all'accelerazione “g”

𝑔⃗

−𝐺∙𝑀
𝐹⃗ = 𝑟 2 𝑡 ∙ 𝑚 ESPRESSIONE GENERICA DELLA FORZA GRAVITAZIONALE
𝑡

𝑔⃗ = 9,81𝑚/𝑠 2 ACCELLERAZIONE A CUI SONO SOTTOPOSTI TUTTI I CORPI IN


CADUTA IN PROSSIMITÀ DEL SUOLO

Se l’accelerazione è costante in funzione del tempo…


𝑎⃗(𝑡) = 𝑔
𝑣(𝑡) = ∫ 𝑎(𝑡)𝑑(𝑡) = 𝑔𝑡 + 𝛼
1 Costanti da determinare, si definiscono
𝑧(𝑡) = ∫ 𝑣(t) > dt = 𝑔𝑡 2 + 𝛼𝑡 + 𝛽
2 tramite le condizioni iniziali.
𝑣(0) = 𝑔 ∙ 0 + 𝛼 = 0 -VELOCITÀ INIZIALE= 0
1 -QUOTA INIZIALE=UN CERTO
𝑧(0) = − 𝑔 ∙ 0 + 𝛼 (0) + 𝛽 = 𝛽
2 VALORE h
𝛼 (𝑡) = −𝑔
𝑣(𝑡) = −𝑔𝑡 ⇒ 𝑣(4) = −𝑔 × 4 = −4g Nel momento in cui il sasso toccherà il suolo è pari a 0
1
𝑧(𝑡) = − 𝑔𝑡 2 + ℎ
2
1 1
𝑧(4) = − 𝑔(4)2 + ℎ = − 𝑔(16) + ℎ = −8𝑔 + ℎ ⇒ ℎ = 8
2 2
2° PROBLEMA
Un oggetto si trova ad h=z0, conosciamo l'h iniziare pari a 10 m e poi viene lasciato cadere.
Secondo ciò calcolare velocità e tempi in cui l'oggetto raggiunge il suolo.
𝛼 (𝑡) = −𝑔
𝑣(𝑡) = −𝑔𝑡
1
𝑧(𝑡) = − 𝑔𝑡 2 + ℎ0 = 0 𝑧0 = ℎ0
2
1 2
− 𝑔𝑡 + ℎ0 = 0
2
2 ∙ ℎ0 TEMPO PER RAGGIUNGERE IL SUOLO
𝑡⃗ = √
𝑔

2 ∙ ℎ0 𝑔 2 ∙ 2 ∙ ℎ0
𝑣⃗ = −𝑔 ∙ √ =√ = √𝑔 ∙ 2 ∙ ℎ0 VELOCITÀ PER RAGGIUNGERE IL SUOLO
𝑔 g

3° PROBLEMA
Calcolare il moto di un pallone calciato da un angolo sottoposto a forza gravitazionale; Quindi
calcolare gittata, punto più alto, tocco al suolo.

ASSE X= DIREZIONE
𝑣2
⃗⃗⃗⃗⃗ ASSE Y= QUOTA
la velocità è impressa sia nell’asse x che
nell’asse y.
𝑣
⃗⃗⃗⃗1

QUOTA INIZIALE 𝑦0 = 0
ha una velocità iniziale
il moto è in 2 dimensioni
c’è solo la forza gravitazionale: agisce verso y, e imprime accelerazione verso −z.
𝑣𝑥 0 = 𝑣0 ∙ 𝑐𝑜𝑠(60°) = 𝑣𝑥
𝑣𝑦 0 (𝑜 ) = 𝑣0 ∙ 𝑠𝑖𝑛(60°) = 𝑣𝑦 0 − 𝑦 ÷ 𝑦(0) = 0 Condizioni iniziali asse y nella quota Max 𝒗𝒚 = 𝟎
( )
𝛼 𝑡 = −𝑔
𝑣(𝑡) = −𝑔𝑡 + 𝑣0 ∙ 𝑠𝑖𝑛(60°)
1
𝑦(𝑡) = − 𝑔𝑡 2 + 𝑣0 ∙ 𝑠𝑖𝑛(60°) ∙ 𝑡
2
𝑣0 ∙ 𝑠𝑖𝑛(60°)
𝑡=
𝑔
𝑎𝑥 = 0
𝑣𝑥(𝑡) = 𝑎𝑡 + 𝑣𝑥 0 ⇒ 𝑖𝑛 𝑑𝑖𝑟𝑒𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑎 𝑥 𝑙𝑎 𝑣𝑒𝑙𝑜𝑐𝑖𝑡à è 𝑖𝑛𝑖𝑧𝑖𝑎𝑙𝑒 𝑒 𝑐𝑜𝑠𝑡𝑎𝑛𝑡𝑒

Si annulla in quanto ax=0


1
𝑥(𝑡) = 𝑎𝑡 2 + 𝑣𝑥 0 ∙ 𝑡 + 𝑥0 = 𝑣𝑥 0 ∙ 𝑡
2
Se il pallone ad un certo tempo t raggiunge la quota max, ma nella direzione x la velocità è
sempre costante allo spazio percorso fino alla quota max sarà uguale allo spazio percorso dopo
la quota max fino al tocco del suolo, sapendo ciò possiamo calcolare la gittata max.

𝑥 = 2𝑡 ∙ 𝑣𝑥 0
𝑥 (𝑡) = 𝑣0 𝑐𝑜𝑠(60) × 𝑡 Eliminando la funzione rispetto al tempo, perciò, la
𝐿⃗⃗ = { 1 prima sarà una retta, la seconda una parabola
𝑦(𝑡) = − 𝑔𝑡 2 + 𝑣0 × 𝑠𝑖𝑛(60°) ∙ 𝑡
2
𝑥̇ (𝑡) = 𝑣0𝑥= 𝑣0 𝑐𝑜𝑠(60)
𝑣⃗(𝑡) = {
𝑦̇ (𝑡) = −𝑔𝑡 2 + 𝑣0 𝑠𝑖𝑛(60°)
𝑥̈ (𝑡) = 0
𝑎⃗(𝑡) = {
𝑦̇ (𝑡) = −𝑔

4° PROBLEMA
Calcolare il moto di un nuotatore che si lancia dal trampolino.
GRAFICO
𝒙(𝒕)
Una volta che si hanno le equazioni di { queste valgono per ogni “t”
𝒚(𝒕)
Queste equazioni sono ricavate per un punto materiale che combacia con il centro di massa.
In questo caso il centro di massa parte con velocità 𝒗𝟎 e segna una certa traiettoria.
Nel problema precedente è stato calcolato “t*” come punto più alto del tempo in cui il pallone è
nel punto più alto, poi facendo 2t* abbiamo calcolato la gittata.
Nel caso del tuffatore 2t* è l’istante in cui il tuffatore ritorna all’altezza del trampolino.
Tenendo conto di tutte queste considerazioni possiamo affermare che la:
- Prima parte del moto sarà uguale a tutti i procedimenti fatti nello scorso problema
- Seconda parte del moto sarà uguale al moto di un oggetto con velocità 𝒗′

FORZE ELASTICHE: schematizzazione del comportamento dei corpi


1
𝑣(𝑥) = 𝐾𝑥 2 → 𝑆𝑝𝑜𝑠𝑡𝑎𝑚𝑒𝑛𝑡𝑒 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑚𝑎𝑠𝑠𝑎 𝑖𝑛 𝑒𝑞𝑢𝑖𝑙𝑖𝑏𝑟𝑖𝑜
2

𝐹⃗𝑧 = 0
|𝐹⃗ | = −𝑘 ∙ ∆𝑥

−kil segno meno ci consente subito di calcolare la risposta finale

Δspostamento della lunghezza dallo stato di riposo

GRAFICO

𝐹⃗ = −𝑘𝑥⃗ ⇒ 𝑙𝑎 𝑓𝑜𝑟𝑧𝑎 𝑑𝑖𝑝𝑒𝑛𝑑𝑒 𝑑𝑎𝑙𝑙𝑎 𝑝𝑜𝑠𝑖𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑥 𝑖𝑛 𝑞𝑢𝑎𝑛𝑡𝑜 𝑐𝑟𝑒𝑠𝑐𝑒 𝑝𝑟𝑜𝑝𝑜𝑟𝑧𝑖𝑜𝑛𝑎𝑙𝑚𝑒𝑛𝑡𝑒 𝑎𝑑 𝑥


𝒌 𝑨𝒄𝒐𝒔(𝝎𝒕 + 𝜸) ω e γ sono costanti da
= 𝒎𝒙̈ (𝒕) ⇒ 𝒙̈ (𝒕) = − 𝒎 ∙ 𝒙(𝒕) =
𝑨𝒔𝒊𝒏(𝝎𝒕 + 𝜸) determinare e dipendono
dalle condizioni iniziali
Equazione differenziale di II°

𝑘
𝜔=√
𝑚
𝑘
𝑥̈ (𝑡) = − ∙ 𝑥(𝑡)
𝑚

𝑘
= 𝐴𝑐𝑜𝑠 (√ ∙ 𝑡) → 𝑣𝑒𝑟𝑖𝑓𝑖𝑐ℎ𝑖𝑎𝑚𝑜 𝑐ℎ𝑒 𝑞𝑢𝑒𝑠𝑡𝑎 è 𝑢𝑛𝑎 𝑠𝑜𝑙𝑢𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒:
𝑚

𝑘 𝑘
𝑥̇ (𝑡) = 𝐴 ∙ −𝑠𝑖𝑛 (√ ) ∙ 𝑡 ∙ √
𝑚 𝑚

𝑘 𝑘
𝑥̈ (𝑡) = 𝐴 ∙ [−𝑐𝑜𝑠 (√ )] ∙ 𝑡 ∙
𝑚 𝑚

LAVORO
In generale si dice che una forza compie lavoro quando il punto di applicazione della forza si
sposta. Se la forza F è costante in modulo, direzione e verso e il suo punto di applicazione P si
sposta di un tratto rettilineo s, formante un angolo α con la direzione di F, si definisce lavoro
L, compiuto dalla forza F, il prodotto scalare del vettore forza per il vettore spostamento:

𝐿 = 𝐹⃗ ∙ 𝑠⃗ = 𝐹 𝑠 𝑐𝑜𝑠𝛼

1° esercizio: corpo in caduta libera

𝐿 = (𝑚 ∙ 𝑔⃗) ∙ ℎ⃗⃗
ℎ = 𝑚 ∙ |𝑔| ∙ |ℎ | ∙ 1 = 𝑚 ∙ 𝑔 ∙ ℎ = 𝑚𝑔ℎ
𝐿 = (𝑚 ∙ 𝑔⃗) ∙ ℎ⃗⃗ = 𝑚 ∙ |𝑔| ∙ |ℎ | ∙ cos 𝛼 = 𝑚 ∙ 𝑔 ∙ ℎ = 𝑚𝑔ℎ cos 𝛼 = 𝑣𝑎𝑙𝑒 + 1
mgh=lavoro della forza gravitazionale

m
𝑔⃗
h ℎ⃗⃗ → 𝑐𝑜𝑠𝑡𝑎𝑛𝑡𝑒
g

Suolo

1 1
ENERGIA CINETICA 𝑚𝑣⃗ 2 𝑜 𝑚 ∙ (𝑣⃗ ∙ 𝑣⃗ )
2 2

In questo caso c'è il lavoro della forza gravitazionale ma visto che è sottoposto ad accelerazioni
ci sarà anche il lavoro compiuto da quest'ultima.

2° esercizio: oggetto puntiforme in un piano rigido che esercita forza vincolante


Agisce sia la forza gravitazionale (mg) e la forza vincolante (𝑛⃗⃗), quest’ultima è in grado di
annullare la forza gravitazionale

𝐿 = (𝑚 ∙ 𝑔⃗) ∙ ℎ⃗⃗ = 𝑚 ∙ |𝑔| ∙ |ℎ | ∙ cos 𝛼 = 𝑚 ∙ |𝑔| ∙ |ℎ| ∙ 0 = 0

DISEGNO

Inoltre, si vede che il lavoro massimo è compiuto dalla forza quando lo spostamento avviene
nella direzione della forza stessa, mentre il lavoro è nullo quando lo spostamento è ortogonale
alla direzione della forza.

CASI GENERICI: VALORI INTERMEDI


ENERGIA CINETICA E TEOREMA DELL’ENERGIA CINETICA
𝟏𝑱 = 𝟏𝑵 ∙ 𝟏𝒎 → 𝒎𝒊𝒔𝒖𝒓𝒂𝒛𝒊𝒐𝒏𝒆 𝒅𝒊 𝒍𝒂𝒗𝒐𝒓𝒐 𝒆𝒅 𝒆𝒏𝒆𝒓𝒈𝒊𝒂
1
𝐸𝑘 = 𝑚𝑣 2
2
⃗⃗ = 𝒎 ∙ 𝒗
𝒒 ⃗⃗
𝒅∙𝒗 ⃗⃗ 𝒅𝒒 ⃗⃗
⃗𝑭⃗ = 𝒎 ∙ 𝒂⃗⃗ = 𝒎 ∙ =
𝒅 ∙ 𝒕 𝒅𝒕
⃗⃗
𝒅𝒒 𝒅𝒔
𝒅𝑳 = ⃗𝑭⃗ ∙ 𝒅𝒔⃗⃗ = 𝒎 ∙ 𝒂
⃗⃗ ∙ 𝒅𝒔
⃗⃗ = 𝒎 ∙ ⃗⃗ = 𝒎 ∙ 𝒅𝒗 ∙
∙ 𝒅𝒔
𝒅𝒕 𝒅𝒕
∫ 𝒅𝑳 = 𝒎 ∙ 𝒗 ∙ 𝒅𝒗
𝟏
𝑳 = 𝒎 ∙ ∫ 𝒗 ∙ 𝒅𝒗 = 𝒎 ∙ 𝒗𝟐
𝟐
Esercizio sull’energia potenziale
Per un corpo in caduta libera prima della caduta sulla superfice l'energia cinetica è nulla, ma
c'è il campo gravitazionale che può compiere lavoro, in quantità è uguale m∙g∙h= mgh, quanto
l’oggetto tocca il suolo il campo gravitazionale non compie più nessuna azione.
CORPO IN CADUTA LIBERA:
1
𝑬𝒕𝒐𝒕 = 𝑚𝑣 2 + 𝑚𝑔ℎ ⟹ 𝑒𝑛𝑒𝑟𝑔𝑖𝑎 𝑝𝑜𝑡𝑒𝑛𝑧𝑖𝑎𝑙𝑒 + 𝑒𝑛𝑒𝑟𝑔𝑖𝑎 𝑐𝑖𝑛𝑒𝑡𝑖𝑐𝑎
2
𝑬𝒊𝒏𝒊𝒛𝒊𝒂𝒍𝒆 = 𝒎𝒈𝒉 → 𝒔𝒐𝒍𝒐 𝒆𝒏𝒆𝒓𝒈𝒊𝒂 𝒑𝒐𝒕𝒆𝒏𝒛𝒊𝒂𝒍𝒆
1
𝑬𝒇𝒊𝒏𝒂𝒍𝒆 = 𝑚𝑣 2 → 𝑠𝑜𝑙𝑜 𝑒𝑛𝑒𝑟𝑔𝑖𝑎 𝑐𝑖𝑛𝑒𝑡𝑖𝑐𝑎
2
1
𝑚𝑣 2 = 𝒎𝒈𝒉 → 𝒗𝟐 = 𝟐𝒈𝒉 → 𝒗 = √𝟐𝒈𝒉
2

TEOREMA DI CONSERVAZIONE
Se le forze del campo sono di natura tale per cui il lavoro non dipende dal percorso eseguito,
ma solo dalla posizione dei punti iniziale A e finale B, allora si dice che le forze sono
conservative. Se viceversa il lavoro non è nullo, le forze si dicono dissipative.

In tutte le situazioni in cui ci sono forze di attrito non c’è un campo conservativo
𝐿𝐴𝐵 = 𝑈(𝐴) − 𝑈(𝐵) → 𝑒𝑛𝑒𝑟𝑔𝑖𝑎 𝑝𝑜𝑡𝑒𝑛𝑧𝑖𝑎𝑙𝑒se possiamo definirla possiamo scrivere la variazione
di energia cinetica:
∆𝐸𝑘 = 𝐸𝑘2 − 𝐸𝑘1 = 𝑈1 −𝑈2
𝐸𝑘2 + 𝑈2 = 𝐸𝑘1 + 𝑈1

Se la forza è conservativa si definisce una U, che rappresenta l’energia potenziale

TUTTO CIÒ SE LA FORZA È CONSERVATIVA

GRAFICO CIRCUITO CHIUSO: sposto la massa m che si trova in A e poi la riporto in A il


lavoro svolto dalla forza gravitazionale è nullo
𝐿𝐴→𝐵 = 𝐹 ∙ ∆(𝐴 → 𝐵)
∆𝐿 = 𝐹⃗ ∙ ∆𝑠
⃗⃗⃗⃗⃗
𝐿 = ∫ 𝐹⃗ ∙ ∆𝑠
⃗⃗⃗⃗⃗
FORZA DI ATTRITO: non è conservativa, in quando è opposta alla direzione del moto, il
lavoro dipende dal percorso lungo il quale calcolo il lavoro.

POTENZA E RENDIMENTO
POTENZArapporto tra il lavoro compiuto da una forza e il tempo impiegato per compierlo
𝐿 𝐹 ∙ ∆𝑠 ∆𝑠 Spiega perché un dispositivo deve essere
𝑊= = →𝐹∙
∆𝑡 ∆𝑡 ∆𝑡 in moto per vincere la forza di attrito
1 watt (W) = 1 joule/s

CAVALLI VAPORE (hp) origini anglosassoni un altro modo per indicare i watt
RENDIMENTOdefinisce rendimento ɳ il rapporto tra il lavoro utile prodotto dalla macchina
e l’energia totale Etotale impiegata per compiere tale lavoro
𝐿 𝐿
ɳ= → 𝑖𝑛 𝑝𝑒𝑟𝑐𝑒𝑛𝑡𝑢𝑎𝑙𝑒 𝑑𝑖𝑣𝑒𝑛𝑡𝑎 → ɳ = ∙ 100%
𝐸𝑡 𝐸𝑡

Es. Automobile, consumando 1l di carburante si sposta, ciò corrisponde ad un certo lavoro ma


l’automobile non sposta solo l’auto ma anche passeggeri e si occupa anche dei lavori termici.

COEFFICIENTI DI ATTRITO
ATTRITO STATICO𝑴𝒔
ATTRITO DINAMICO𝑴𝒒 dipende dalla superficie di contatto e dalla reazione vincolare:

⃗⃗⃗⃗
|𝐹 𝑎 | = 𝑀𝑑 ∙ 𝑁 = 𝑀𝑑 ∙ 𝑚 ∙ 𝑔

=m∙g

|𝐹𝑎𝑑 | = −𝑀𝑑 ∙ (𝑚 ∙ 𝑔) ∙ cos 𝜃

−Md= il segno meno perché è sempre in direzione opposta al moto

m∙g= reazione vincolare

cosθ= nel piano orizzontale è uguale ad 1

Il moto di attrito è dinamico perché abbiamo imposto un movimento


𝐹𝑄 = −𝑀 ∙ 𝑁(𝑂𝑝𝑝𝑜𝑠𝑡𝑎𝑎𝑙𝑙𝑎𝑐𝑜𝑚𝑝𝑜𝑛𝑒𝑛𝑡𝑒 )
⃗⃗⃗⃗⃗⃗⃗⃗
𝐹𝑔// + ⃗⃗⃗⃗⃗⃗
𝐹𝑔┴ = 𝑚𝑔⃗
PIANO INCLINATO

è più piccola della Fas la cassa resta ferma

calcolando la condizione di equilibrio possiamo decidere se applicare condizioni di stabilità o di


dinamicità

sin componente parallela al piano orizzontale


m∙g∙sinθ componente della forza gravitazionale parallela al piano
θ=0 forza gravitazionale non ha componente orizzontale

PSEUDOVETTORI O MOMENTI
MOMENTOSi definisce momento M di una forza rispetto al punto O il prodotto vettoriale:
⃗⃗
⃗⃗⋀𝑭
𝑴=𝒓
|𝑴| = |𝒓| ∙ |𝑭| ∙ sin 𝜃 → 𝑚𝑜𝑑𝑢𝑙𝑜 𝑑𝑖 "𝑀"

MOMENTO DI UNA FORZA E DI QUANTITÀ DI MOTO definiscono il moto dei corpi rigidi.

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