Lore
Lore
Multiverso di Magic the Gathering, raccontato attraverso carte e le varie pubblicazioni, siano
esse web o cartacee.
Indice
1 Il tempo nel Multiverso
2 La Preistoria
3 La Mitostoria (Dal -25.000 AR al -5.000 AR)
3.1 Circa nel -25.000 AR
3.2 Tra il -20.000 AR e il -17.000 AR
3.3 Tra il -17.000 AR e il -16.000 AR
3.4 Circa nel -16.000 AR
3.5 Nel -15.000 AR
3.6 Circa nel -12.208 AR
3.7 Crica nel -5.564 AR
3.8 Circa nel -5.517 AR
3.9 Circa nel -5.419 AR
3.10 Circa nel -5.118 AR
3.11 Tra il -5.100 AR e il -5.000 AR
4 Il Tempo delle Leggende (Dal -5.000 AR all'anno 0 AR)
4.1 Tra il -5.000 A.R e il -440 AR
4.1.1 Corondor
4.1.2 Innistrad e Zendikar
4.1.3 Domini e Terisiare
5 L'inizio della Storia (Dall'anno 0 AR al 64 AR)
5.1 Gioventù e crescita (Dall'anno 0 AR al 27 AR)
5.2 La Guerra dei fratelli (Dal 27 AR al 64 AR)
6 L'Era Glaciale (Dal 64 AR al 2.934 A.R)
6.1 L'Oscurità (Dal 64 AR al 450 AR)
6.1.1 Rabiah (Tra il 64 AR e il 100 AR circa)
6.1.2 La Caduta degli imperi di Sarpadia (Conclusasi attorno al 170 A.R)
6.2 Il Tempo dei Ghiacci (Dal 450 AR al 2.934 A.R)
6.2.1 Il Frammento dei Dodici Mondi (Dal 600 AR al 2.934 AR)
7 Il Disgelo (Dal 2.934 AR al 3.285 A.R)
7.1 Il "Quarto Vuoto" (Dal 3.000 AR al 3.285 AR)
7.1.1 La Guerra dei Kami (Tra il 3.207 AR e il 3.227 AR)
7.1.2 Urza sinsanisce (Tra il 3.254 AR e il 3.255 AR)
8 L'Età Moderna (Dal 3.285 al 4.500 AR)
8.1 Circa nel 3.964 AR
8.2 L'Invasione di Phyrexia (Dal 4.205 AR al 4.206 A.R)
9 L'Era degli Squarci (Dal 4.206 AR al 4.500 A.R)
9.1 La follia del Mirari
9.2 La Venuta di Karona
10 La Riparazione (4.500 AR)
10.1 Il Decamillennio, la caduta del Patto delle Gilde
11 Era della Riparazione (Dal 4.500 AR a oggi)
11.1 Il Conflux (4.556 AR)
11.2 L'Ascesa degli Eldrazi (4.557 AR)
11.3 Il Ritorno di Avacyn (4.558 AR)
11.4 Nascita dei Guardiani (4.559 AR)
11.5 Le Tribolazioni (Dal 4.559 AR)
11.6 L'Era della Rovina (4.560 AR)
11.7 La Guerra della Scintilla (4.560 AR)
11.8 La Notte Eterna (4.561 AR)
11.9 L'Invasione di Nuova Phyrexia (4.562 AR)
11.10 Dopo la fine dell'Invasione del Multiverso (4.563 AR)
12 Collegamenti esterni
Molti piani hanno tuttavia un loro calendario con il loro sistema di datazione:
Cridhe misura il tempo in relazione alla distruzione del Clan Tree di Cridhe, la cui unica data
nota sono 520 anni dopo l'evento.
Innistrad scandisce l'anno seguendo i cicli lunari in tre fasi, la Luna del raccolto (Autunno), Luna
del cacciatore (Inverno) e Luna nuova (Primavera).
Ravnica ha il Zal Concordato, ovvero lo Z.C., composto da 12 mesi da circa 365 giorni in totale.
Theros ha il Calendario di Meletis, composto da 12 mesi di 354 giorni, ma con un tredicesimo
mese di 30 giorni ogni tre anni
La Preistoria
-100.000 AR
Equilor: I suoi abitanti iniziano le ricerche per l'illuminazione.
Innistrad e Zendikar
Circa nel -2.500 AR
Su Innistrad, Edgar Markov crea i primi vampiri del piano, trasformando suo nipote Sorin e
causandone l'ascensione.
Tra il -1.500 AR e il -1.400 AR
Sorin, Nahiri e Ugin ordiscono un piano per intrappolare i titani Eldrazi su Zendikar, riuscendoci
dopo circa quarant'anni di preparazione grazie alla Rete di Edri.
Qualche tempo dopo o probabilmente in contemporanea, l'impero di Makindi affronta una
guerra civile e le Enclavi Celesti cadono una ad una.
Domini e Terisiare
In un momento imprecisato tra il 2.440 AR e l'anno 0
Libero dal controllo di Dihada, Chromium Ruell affronta e sconfigge i suoi fratelli Vaevictis
Asmadi e Palladia Mors presso le Creste Mors.
912 A.R
Viene fondata la citta di Penregon.
Circa nel -300 AR
Lord Windgrace e i guerrieri pantera dominano Urborg.
Si sbagliava e lo scoprì presto: i tre titani non potevano abbandonare Zendikar, ma una volta
liberi iniziarono a devastarlo.
Cause
Un anno dopo Liliana Vess arrivò sul piano in cerca di Griselbrand perchè era uno dei quattro
signori demoniaci con cui aveva stipulato un patto. Dopo una lunga ricerca riuscì ad individuare
Griselbrand all'interno della Tomba, ma capì che non poteva distruggerla. Escogitò quindi un
piano: creò un incantesimo che avvolse l'intero obelisco d'argento il cui destino era nelle mani di
Thalia. La giovane fu costretta a scegliere tra la vita dei suoi uomini e l'integrità della Tomba.
Come era prevedibile, Thalia scelse i suoi uomini, causando involontariamente la distruzione
della Tomba Infernale. Griselbrand e tutti i demoni imprigionati al suo interno vennero liberati e
insieme a loro anche Avacyn.
Conseguenze
Con la liberazione di Avacyn la magia divina tornò potente, rinnovando l'efficacia di armi sacre e
degli incantesimi di protezione. Gli angeli tornarono a volare nei cieli, mentre molti mannari
divennero potenti alleati guardiani, chiamati lupir. Anche i gryff, una specie ritenuta ormai estinta
da tempo tornò a volare.
Oath of Nissa
Per la vita di ogni piano, sarò una guardiana.
Oath of Jace
Per il bene del Multiverso, sarò un guardiano.
Oath of Chandra
Se significa che la gente potrà vivere in libertà, perché no, sarò una guardiana.
Una volta liberi i quattro parlarono tra loro per decidere cosa fare, Zendikar sembrava
condannato e forse la loro battaglia era persa in partenza e altri mondi avevano bisogno di loro.
Gideon parlò ai suoi compagni e li convinse che insieme potevano farcela, ma dovevano fare di
più, prendere un impegno e pronunciò un giuramento per proteggere il multiverso da ogni
pericolo. Seguendo il suo esempio, anche gli altri tre pronunciarono un giuramento, ognuno a
modo loro, accettando di diventare guardiani. Nuovamente uniti, i quattro marciarono per
combattere contro i due titani.
Dopo aver ucciso i due titani, Gideon, Nissa e Chandra rimasero su Zendikar per aiutare a
distruggere le progenie rimaste, mentre Jace decise di andare su Innistrad in cerca di Sorin
Markov per raccogliere informazioni.
Su Innistrad
Arrivato su Innistrad, dopo diverse avventure Jace rimase in parte colpito dalla follia che stava
dilagando sul piano e che aveva spinto alla pazzia anche la sua guardiana Avacyn. Dopo aver
incontrato Tamiyo, che lo aiutò a guarire completamente, lei e Jace vennero attaccati
dall'arcangelo. Inizialmente i due riucirono a fermare Avacyn che però alla fine ebbe la meglio,
ma proprio mentre stava per ucciderli entrambi, Sorin arrivò e, costretto dalle circostanze,
uccise Avacyn per poi andarsene da solo.
Dopo la morte di Avacyn, i due videro Emrakul (presente sul piano a causa di Nahiri) e
comprendendo la gravità della situazione, Jace informò Tamiyo che sarebbe andato dagli altri
guardiani per informarli e poi sarebbero tornati su Innistrad per cercare di salvare il piano.
La battaglia di Thraben
Arrivati su Innistrad, vicino a Thraben dove i combattimenti per il destino del piano erano già in
corso, i Guardiani decisero di agire come avevano fatto contro Ulamog e Kozilek. Entrati in città,
i quattro combatterono contro gli orrori alterati poi, dal momento che non riuscivano ad
avanzare, decisero di procedere: mentre gli altri tre la proteggevano, Nissa iniziò a stabilire un
contatto con le leyline di Innistrad, ma fallì perchè il mana del piano era oscuro e contorto e la
terra non collaborava con lei, era ostile e la feriva. L'elfa perse il controllo e svenne. Gideon
disse a Chandra e Jace di mettersi in un punto più sicuro mentre lui avrebbe difeso Nissa fino a
quando non si fosse ripresa, ma la piromante replicò che se ne sarebbero andati insieme e il
telepate terminò dicendo "o tutti o nessuno". Proprio quando la situazione sembrava disperata, i
quattro vennero salvati dall'intervento di un esercito di non morti guidato da Liliana Vess.
Nonostante l'aiuto ricevuto, Gideon mantenne la sua posizione di combattimento e chiese
diffidente alla necromante cosa ci facesse lì; Chandra si mise tra loro e rammentò allo
ieromante che l'altra aveva appena salvato le loro vite. Nissa si svegliò in quel momento e
percependo il potere oscuro del Velo, disse che quell'oggetto era un abominio. Liliana sorrise,
disse che avevano uno strano modo di ringraziare, Gideon abbassò le sue lame e l'altra
continuò che aveva salvato le loro vite, erano in debito con lei e ora dovevano andare su un
piano più sicuro. Jace scosse la testa e disse che non potevano farlo, dovevano portare a
termine il loro compito e con la sua protezione potevano farcela. Liliana replicò che dovevano
andarsene. Con la spada in mano, Nissa intervenne e disse che era la necromante a dover
andar via e che non avrebbe combattuto al suo fianco. Gideon sollevò una mano in segno di
avvertimento e replicò all'elfa che a Portale Marino aveva combattuto al fianco dei vampiri, pirati
e molto peggio e che se potevano fidarsi, ogni alleato era benvenuto. Si rivolse poi a Liliana e
disse che non sapeva se poteva fidarsi di lei, l'istinto di Nissa raramente si sbagliava ed era
d'accordo con l'elfa: il manufatto che portava era un problema. Continuò che lui non la
conosceva, si voltò poi verso Jace e disse al suo amico che la scelta spettava a lui e chiese se
si potevano fidare della necromante. Prima che il telepate potesse rispondere, Liliana rise
sonoramente e disse che la sua era una domanda ridicola e lo sapeva, doveva solo guardarsi
intorno: le bastava schioccare le dita per sopraffarli, in quel momento si stavano già fidando di
lei, ma se non volevano andarsene, non poteva obbligarli. Chiese quale fosse il loro piano e
quando nessuno dei quattro rispose, la necromante commentò che era sicura che tutto sarebbe
andato a finire per il meglio.
La fine promessa
Durante la tregua offerta dagli zombie di Liliana, Tamiyo raggiunse il gruppo. Una sfera invisibile
di potere si diffuse da Emrakul inondando ogni planeswalkers: la mente di Liliana venne protetta
dal potere del Velo, mentre gli altri vennero protetti dalla magia di Jace; tuttavia persero i sensi
e sebbene fosse rimasto in piedi, Jace aveva lo sguardo perso nel vuoto; la sua mente era
concentrata a risolvere un enigma. Unica sveglia, Liliana incanalò il massimo potere del Velo e
attaccò sensa sosta Emrakul riuscendo a respingerla, ma con il passare del tempo il suo corpo
iniziò a sentirne gli effetti negativi e lei potè solo mantenere la propria posizione e alla fine
cadde a terra in fin di vita. Ripresosi dal suo stato, Jace dissolse la sua magia e svegliò gli altri
tenendo collegate le loro menti in modo che potessero tutti e cinque comunicare mentalmente e
istantaneamente tra loro. Mentre Nissa curava Liliana priva di sensi, Jace disse a Gideon e
Chandra di andare ad aiutare gli zombie visto che non potevano permettere che venissero
sconfitti dai servitori di Emrakul. Chandra propose di provare a incenerire il titano, ma Jace
rispose che Emrakul era troppo grande e potente, non sarebbero riusciti a sconfiggerla in quel
modo e non era neanche sicuro che potesse essere distrutta. Tamiyo intervenne e ricordò al
telepate le parole di Avacyn: "ciò che non può essere distrutto sarà costretto in schiavitù" e
disse che quella era la risposta. Jace replicò che la Tomba Infernale era stata distrutta, ma
l'altra disse che si riferiva al luogo di provenienza della prigione d'argento: la luna. Tamiyo
spiegò agli altri che lei possedeva una magia vincolante potente che poteva applicare alla luna,
ma la magia doveva essere collegata ad Emrakul. Jace poteva creare in collegamento, ma
avevano bisogno di potere per alimentare l'incantesimo e chiese a Nissa se poteva generare il
mana per la magia e l'elfa rispose che ci avrebbe provato. Protetti da Gideon, Chandra e dagli
zombie rimanenti di Liliana, i tre agirono con il loro piano: Tamiyo iniziò a leggere una delle sue
pergamene e Jace creò il collegamento tra la magia dell'amica ed Emrakul, grazie alla
conoscenza che aveva tratto da Ugin e dalla manipolazione degli edri di Zendikar. Sulla luna di
Innistrad apparve un glifo, ma la magia richiedeva ondate di potere e Nissa si concentrò sulla
terra, cercando di mettere insieme gli inquinati frammenti di mana in qualcosa che il telepate
potesse utilizzare, ma non fu abbastanza e alla fine l'elfa crollò a terra. I planeswalkers stavano
perdendo il controllo dell'incantesimo. Mentre Jace faticava per mantenere salda la magia,
perse il collegamento mentale con Tamiyo. La vide prendere una delle sue pergamene proibite
e iniziare a leggerla: l'energia fluì attraverso Jace che si ritrovò in un impetuoso fiume di mana,
inondato da più magia e più energia di quanto ne avesse percepita prima. Dopo aver ricevuto la
magia, il telepate la plasmò e ogni angolo del glifo si avvinghiò a un nodo su Emrakul che il
mago mentale aveva creato. Jace scatenò il pieno potere della magia e dalla luna un freddo e
argenteo fascio di luce investì Emrakul avvolgendola e lei si deformò verso la luce, rimanendo
imprigionata sulla luna.
Oath of Liliana
Sarò una guardiana. Contenti ora?
Dopo che la battaglia contro Emrakul fu vinta, a Tamiyo e a Liliana venne offerto di entrare a far
parte dei Guardiani. La prima rifiutò, mentre la seconda accettò e pronunciò il suo giuramento.
Successivamente, Jace cercò Tamiyo per chiederle spiegazione su ciò che era successo
quando la sua mente si era scollegata dalla sua. Apprese quindi una sconvolgente verità:
Emrakul aveva preso il controllo del corpo di Tamiyo e aveva contribuito a farsi imprigionare
sulla luna.
Verso Kaladesh
Tre mesi dopo l'imprigionamento di Emrakul, i Guardiani si trovavano nella casa di Jace su
Ravnica, che era diventata il loro quartier generale. Durante uno dei loro incontri il telepate
informò i suoi compagni che aveva fatto spargere la voce attraverso Tamiyo: i Guardiani erano
disponibili a offrire aiuto. Facendo girare la notizia da planeswalker a planeswalker, se qualcuno
fosse stato alla ricerca di aiuto gli avrebbero parlato dei Guardiani. Grazie a quel sistema, Dovin
Baan, un planeswalker vedalken di Kaladesh, si presentò e chiese che sdradicassero un gruppo
di rinnegati che stavano danneggiando la Fiera degli Inventori sul suo mondo. Liliana chiarì che
i Guardiani erano nati per impedire che persone come loro, altri planeswalker, interferissero con
la vita degli altri causando problemi con i loro scopi o capricci e per affrontare minacce
extraplanari. In pratica si occupavano di problemi esterni, mentre il suo era interno. Baan
comprese e prima di partire accettò la loro ospitalità. Durante la cena il vedalken scoprì il
cognome di Chandra, che era assente ed era stata vista con Liliana da Lavinia; informò gli altri
sulla storia, in base a come la conosceva lui, del passato della loro amica e poi espresse la sua
preoccupazione sul fatto che potesse essere andata su Kaladesh. Parlarono tra loro, Nissa
disse che sarebbe andata su Kaladesh con Baan, che avrebbe potuto farle da guida e avrebbe
trovato la loro amica.
Su Kaladesh
Nonostante il rifiuto degli altri Guardiani alla richiesta di Dovin, le parole del vedalken e i ricordi
del suo passato, spinsero Chandra a ritornare su Kaladesh decisa a scoprire chi fosse il
rinnegato a cui davano la caccia. Insieme a Liliana cercarono informazioni, finendo però nei
guai a causa della necromante. Costrette a fuggire individuarono una figura incappucciata e la
seguirono pensando che fosse il rinnegato che cercavano; non era così. L'uomo si rivelò essere
Tezzeret. Seguendolo, Chandra si ritrovò davanti qualcuno che credeva morto da tempo: sua
madre Pia Nalaar. Riconoscendo a sua volta la figlia, Pia decise di non fuggire e si consegnò ai
soldati del Consolato per permettere a Chandra di fuggire ai numerosi nemici. La donna venne
portata via da Dovin, arrivato lì con Nissa. Una volta al sicuro Nissa e Liliana litigarono e la
seconda si allontanò. Camminando senza meta seguita da Nissa, Chandra incontrò Oviya
Pashiri, che si unì alle due decisa ad aiutarle a trovare e liberare la condottiera dei Rinnegati.
Dopo aver scoperto che Pia era stata portata nella prigione di Dhund, le tre individuarono il
luogo, ma una volta entrate finirono in una trappola di Baral che annullava la loro magia e
vennero catturate. Rimaste sole nella loro prigione inizò a fare effetto un veleno che le
indeboliva e che le avrebbe lentamente uccise. Sebbene le due planeswalkers avrebbero potuto
fuggire viaggiando tra i piani, Chandra decise di restare con la signora Pashiri e a sua volta
Nissa scelse di restare con l'amica. Fortunatamente, le tre vennero salvate da Ajani Criniera
d'Oro, che stava cercando l'anziana inventrice dopo che scoprì che era stata catturata dal
Consolato. Una volta al sicuro i quattro videro i manifesti che annunciava la sfida di Pia contro
Tezzeret durante la Grande Esibizione, alla Fiera degli Inventori. Proprio in quel momento a loro
si unirono Jace, Gideon e Liliana, arrivati su Kaladesh dopo che la necromante aveva informato
il telepate della presenza di Tezzeret.
La rivolta ha inizio
Alcune settimane dopo lo scontro con Tezzeret, i Guardiani rimasero nascosti a lungo
spostandosi da un rifugio all’altro, aiutando Pia e i Rinnegati e continuando sempre a indagare
sulle possibili macchinazioni dell'artefice. Successivamente, dopo uno scontro contro dei
costrutti del Consolato nel distretto di Bomat, Saheeli disse a tutto il gruppo di aver scoperto che
Tezzeret si nascondeva in un laboratorio privato nella Guglia Eterea. Chandra disse che allora
dovevano andare a sconfiggerlo, ma Saheeli scosse la testa e rispose che il laboratorio era
sicuramente ben sorvegliato e aveva in ostaggio Rashmi; lei voleva liberarla infiltrandosi con
almeno un altro di loro e poi fuggire. Liliana si fece avanti e disse che sarebbe andata lei. Dopo
che le due donne si allontanarono in un vicolo laterale, Ajani disse che dovevano aiutarle.
Gideon rispose che avrebbero creato un diversivo per attirare le forze di Tezzeret verso di loro.
Pia sorrise e disse che potevano fare di meglio e propose di conquistare il Centro dell'Etere in
modo da togliere l'alimentazione alla Guglia e a qualsiasi cosa Tezzeret stesse preparando. Se
ci fossero riusciti avrebbero potuto anche portare l’etere agli inventori Rinnegati e al popolo:
sarebbe stata una vittoria sia simbolica che concreta. Gideon disse che dovevano muoversi e
spiegò il piano: Chandra e sua madre avrebbero mobilitato i Rinnegati mentre lui, Jace, Nissa e
Ajani si sarebbero occupati di alcuni diversivi finché i ribelli non fossero stati pronti per dare
inizio all’assalto. Avrebbero colpito per poi fuggire e scomparire e infine, quando i Rinnegati
sarebbero stati pronti, grazie alla telepatia di Jace e ai totteri di Pia, avrebbero coordinato
l’attacco contro il Centro dell’Etere. Dopo che le due Nalaar andarono via, i soldati del
Consolato arrivarono e i quattro planeswalkers si prepararono a combattere.
Contro il Consolato
Dopo che Rashmi comprese la vera natura di Tezzeret, lo ostacolò e riuscì a fuggire per riunirsi
a Saheeli. Successivamente, grazie alla "collaborazione" di Gonti, i Guardiani e i Rinnegati
riuscirono a conquistare il Centro dell'Etere. Sfortunatamente per via del piano di Dovin, non
riuscirono a mantenerlo a lungo e furono costretti a fuggire a bordo del Cuore di Kiran. Dopo
che riconquistò la struttura, il governo di Ghirapur creò un blocco aereo con la Sovrana Celeste
e altre navi minori da Saldapoli fino alla Guglia Eterea, ma Jace e Kari Zev a bordo della Sorriso
del Drago riuscirono a riumuoverlo e permettere così l'inizio del contrattacco dei Rinnegati.
Rashmi e Saheeli crearono un tottero appositamente modificato: Il suo carico era un
disturbatore a etere, un dispositivo in grado di inabilitare il Ponte Planare e interrompere il suo
funzionamento per sempre. Ciò avrebbe fermato i piani di Tezzeret. Per potersi avvicinare a
sufficienza alla Guglia Eterea per lanciare la loro arma, un gruppo di Rinnegati a terra guidati da
Pia insieme con Nissa e Ajani, distrussero il cannone alimentato a etere alla base della Guglia.
A loro insaputa Dovin Baan riuscì a infiltrarsi nel Cuore di Kiran, Chandra lo scoprì ma non potè
fare nulla per impedirgli di distruggere il disturbatore. Lo attaccò, ma lui schivò e fuggì
viaggiando su un altro mondo. Gideon, Rashmi, Saheeli e Chandra cercarono di pensare a un
piano alternativo, ma le loro scelte erano limitate: avrebbero dovuto usare Il tottero o nulla.
Chandra ebbe un'idea: sarebbe salita a bordo della Speranza, se fossero arrivati
sufficientemente vicini poteva essere lei il disturbatore. Nel frattempo Liliana si era infiltrata nella
Guglia e trovò Tezzeret. I due si affrontarono e la necromante riuscì a vincere grazie al potere
del Velo. Proprio mentre stava per uccidere l'artefice fu costretta a mettersi al riparo: Gideon e
Chandra arrivarono nella sala a bordo della Speranza di Ghirapur; Gideon protesse entrambi
con la sua magia e grazie alle fiamme di Chandra, il Ponte Planare venne distrutto.
Rinnovamento
Oath of Ajani
Finché tutti non avranno trovato il loro posto, sarò un guardiano.
Su Amonkhet
Dopo essersi separati da Ajani, gli altri Guardiani viaggiarono su Amonketh, ritrovandosi in un
vasto deserto sferzato da una tempesta di sabbia. Grazie a Chandra, che riuscì a creare una
cupola, il gruppo trovò riparo. A tempesta finita si rimisero in viaggio, avvistando un monumento
che rappresentava le corna di Nicol Bolas, ma vennero attaccati da numerosi non morti. Grazie
a Liliana, che prese il controllo di molti dei nemici, lo scontro si rivelò semplice fino all'arrivo
degli enormi wurm di sabbia. Uno di essi riuscì a ferire Liliana. Riuscirono a uccidere con
difficoltà alcune delle creature solo per scoprire che queste tornavano in vita come non morti.
Con i guardiani stremati, solo Gideon rimase in piedi. Impovvisamente un essere apparve e
costrinse alla fuga tutti i wurm, per poi andarse a sua volta. Riunitosi agli altri Guardiani,
Gideon spiegò loro che erano stati salvati da un essere che lui credeva fosse una divinità.
Curate le ferite decisero di proseguire fino ad arrivare a una fertile città protetta da una barriera.
Dopo che riuscirono a entrare a Naktamun, i cinque parlarono con Temmet, che li portò davanti
alla dea Oketra. Dopo che la divinità diede la sua approvazione alla loro presenza, anche se in
modo enigmatico, al gruppo venne permesso di restare, concedendo loro due stante in un
edificio. Decisero che avrebbero raccolto informazioni in moco cauto per scoprire come agire
dal momento che dalle poche ottenute avevano scoperto che Nicol Bolas non era sul piano. Il
giorno seguente, Gideon decise di affrontare le ordalie. Nissa, che era entrata in contatto con il
piano, decise insieme a Chandra di esplorare Naktamun e scoprì che Bolas non aveva creato
Amonkhet, come Liliana credeva, ma lo aveva corrotto, lasciando un’intera cultura con una
traccia abbozzata di ciò che era esistito prima del suo arrivo. Nel frattempo Liliana e Jace
entrarono in un luogo dove i non morti creavano i Consacrati. Videro un murale che
rappresentava Razaketh, uno degli ultimi due demoni a cui Liliana doveva la sua anima.
Comprendendo la verità, Jace accusò Liliana di aver tradito la loro fiducia. L'altra rispose che
non aveva mai chiesto che si fidassero di lei. Mentre i due parlavano il ritratto del demone aprì
gli occhi e le mummie li circondarono, bloccandoli. Temmet apparve e disse che aveva fatto
delle ricerche scoprendo che erano degli stranieri. Liliana lo interruppe con parole offensive
verso Bolas, che il visir considerò blasfemie. Fortunatamente Jace riuscì a prendere il controllo
mentale di Temmet, che a sua volta controllava le mummie, e riuscirono a fuggire. Liliana
chiese se avesse cancellato la mente di Temmet, ma Jace negò e chiese spiegazioni sul
ritratto. Lei spiegò che pensava che il demone avesse a che fare con l'aldilà, sapeva che lei era
lì e solo il Velo gli aveva impedito di attivare il suo contratto. Con la copertura saltata, i due
andarono a cercare gli altri Guardiani.
La sentenza
Nuovamente riuniti, i Guardiani si recarono nella zona dove i Dissenzienti erano rinchiusi dentro
dei sarcofagi e iniziarono a liberarli, scambiandosi le informazioni raccolte. Liliana confessò che
il suo terzo demone si trovava sul piano. Samut spiegò che dovevano andare al Monumento
dello Zelo durante l’Ordalia dello Zelo e salvare Djeru, l’unica persona in grado di radunare
Naktamun. Appena finì di parlare, tutte le divinità apparvero e Hazoret li informò che gli iniziati
sopravvissuti avrebbero combattuto contro di loro nell'ordalia finale. Il gruppo venne avvolto in
una nebbia e trasportato nell'arena dove la dea informò gli iniziati che per superare la sua
ordalia dovevano uccidere tutti gli eretici. Il marchio della furia di Hazoret spinse tutti, compresi i
Guardiani, a combattere ma senza poter usare la magia. Durante la battaglia Djeru implorò
Hazoret di ascoltare le sue preghiere e la dea mise fine alla battaglia facendo tornare i sensi di
tutti sotto controllo. Successivamente, quando la dea stava per uccidere Djeru, Samut
intervenne salvandolo dalla morte. Gideon si mise tra loro e la lancia di Hazoret, poi il secondo
sole iniziò a passare attraverso le corna all’orizzonte dando inizio al Conto delle Ere: il mondo
divenne oscuro per metà. Secondo la prima profezia i Cancelli dell'Aldilà si sarebbero aperti,
rivelando la promessa del Dio Faraone; Samut, Djeru e i Guardiani uscirono dell’arena e
andarono verso il fiume Luxa.
Dopo l'arrivo di Nicol Bolas sul piano, tra le rovine di Naktamun, i Guardiani salvarono Samut,
Djeru e il loro gruppo da degli Eterni. Jace disse a Gideon che stavano perdendo tempo ed
energie, Bolas aveva riplasmato quel luogo a sua immagine; era in vantaggio lì e quindi
dovevano procedere con cautela: più aspettavano, più tempo regalavano a Bolas per prepararsi
ad affrontarli. Liliana si disse d'accordo e aggiunse che probabilmente il drago era già
consapevole della loro presenza. Gideon propose di andare ad affrontarlo. Samut chiese di
potersi unire a loro per combattere Bolas, ma Djeru le ricordò che la loro missione era un'altra:
trovare e proteggere l’ultima divinità di Amonkhet e proteggere il popolo della loro città. Samut
annuì al suo amico, poi chiese ai planeswalkers di uccidere il drago per ciò che aveva fatto al
suo popolo, alle sue divinità e al suo mondo. I Guardiani andarono in cerca di Bolas.
Dopo la sconfitta
Sconfitti, i Guardiani sono stati costretti a fuggire per non morire. A causa di Ugin, Jace viaggiò
su Ixalan. Dopo diverse avventure scoprì che Bolas voleva conquistare Ravnica.
Nello stesso momento in cui Jace arrivò su Ixalan, gli altri quattro arrivarono su Dominaria. La
presenza di Liliana causò tensione nel gruppo e fu costretta ad ammettere che Belzenlok, il suo
ultimo demone, si trovava lì. Nissa decise di lasciare il gruppo, mentre Chandra disse che
voleva diventare più forte, poi entrambe andarono via. Gideon scelse di restare con Liliana:
l'avrebbe aiutata e, in cambio, lei avrebbe mantenuto la sua promessa di aiutarli a distruggere
Bolas.
Su Dominaria
Dopo essere stato curato da Liliana, Gideon si allenò con una spada visto che aveva perso il
Sural. Nel frattempo Liliana aveva scoperto che il lich a capo della Cabala di Belzenlok, era suo
fratello Josu. Gideon radunò i difensori di Nuova Benalia e spiegò il suo piano. Mentre le forze
alleate si scontrarono con quelle della Cabala, Liliana affrontò e uccise Josu.
Successivamente i due si unirono ad Ajani sulla Cavalcavento. Gideon gli raccontò della
sconfitta su Amonkhet e Ajani decise di continuare a cercare altri alleati planeswalker contro
Bolas mentre gli altri due restavano su Dominaria per distruggere Belzenlok insieme a Jhoira e
al suo equipaggio. Dopo aver raccolto alcune informazioni, Jhoira decise di andare a reclutare
Teferi Akosa in modo che li aiutasse a entrare all’interno della Fortezza. Lo trovarono con sua
figlia, lo aiutarono a recuperare l'artefatto che stava cercando e in cambiò lui accettò di aiutarli e
si unì a loro.
Nel frattempo Chandra incontrò Karn a Yavimaya e sempre lì riuscì a "trovare" Jaya Ballard. I
tre salirono sulla Cavalcavento quando la nave arrivò nella foresta e, mentre discutevano su
come uccidere Belzenlok, Jace apparve sulla nave e li informò su ciò che sapeva del piano di
Bolas. Ignorando completamente Liliana, chiese a Gideon e Chandra di andare con lui, ma loro
rifiutarono. Rassegnato dalla loro scelta Jace andò via, ma prima di partire avvertì Gideon di
non fidarsi di Liliana.
Oath of Teferi
Per i perduti e i dimenticati, sarò un guardiano.
Arrivati a Urborg, Gideon e Chandra riuscirono a entrare nella Fortezza grazie a Teferi.
Successivamente, Gideon trovò la Blackblade e la usò nella battaglia contro Belzenlok. Durante
lo scontro il demone riuscì a colpirlo, facendogli perdere la presa sulla spada ma rimanendo
comunque ferito da essa. Liliana, che aveva raggiunto i suoi compagni, afferrò l'arma e riuscì a
farle assorbire la forza vitale di Belzenlok, uccidendolo. Dopo la vittoria, Gideon, Chandra,
Teferi, Karn e Jaya viaggiarono su Ravnica e si accorsero che Liliana non era andata con loro
(a causa di Bolas), poi incontrarono Jace.
Su Ravnica
La Guerra della Scintilla
Il gruppo andò su Kaladesh dove si riunirono ad Ajani e apettarono il ritorno di Gideon andato in
cerca di Liliana. Improvvisamente, tutti i planeswalker sentirono il richiamo del Faro Interplanare
e viaggiarono su Ravnica per il confronto finale con Nicol Bolas, rimanendo intrappolati dal Sole
Immortale del drago antico. Jace perse le sue abilità come patto delle gilde vivente non appena
il portale del Ponte Planare di Bolas si aprì sul Seggio del Patto delle Gilde, riducendolo in
macerie e distruggendo le Leyline che alimentavano il potere del patto e non potè esercitare la
sua gerarchia contro Bolas per fermarlo nè impedire l'invasione di Ravnica. Accanto a molti altri
planeswalker e abitanti del piano, i Guardiani, tra cui c'era anche Nissa che si era riunita al
gruppo, combatterono contro gli Eterni dell'Orda Atroce di Bolas guidati proprio da Liliana. Nissa
animò Vitu-Ghazi, usando l’albero colossale per respingere ulteriormente l'Orda Atroce.
L'enorme elementale distrusse la statua di Bolas, aumentando notevolmente il morale delle
forze della resistenza di Ravnica. In risposta, Bolas fece attraversare il portale ai suoi quattro
dei Eterni: Rhonas, Kefnet, Oketra e Bontu. Gli dei non morti distrussero rapidamente Vitu-
Ghazi, facendolo a pezzi. Le sorti della guerra tornarono nuovamente in favore del drago che
lanciò il suo Incantesimo dell'Antico e gli Eterni iniziarono a raccogliere le scintille per lui. Il vero
obiettivo di Bolas era infatti riottenere il potere supremo e la divinità che possedeva prima della
Riparazione e, per realizzare il suo scopo, avrebbe dovuto assorbire le scintille dei planeswalker
imprigionati su Ravnica. Il piano in sè non aveva alcun interesse per lui.
Durante l'invasione del piano, i planeswalker e i leader della difesa di Ravnica si riunirono per
mettere a punto una strategia. Sotto raccomandazione di Jace, decisero di dividersi in team per
concentrarsi su compiti specifici: disattivare il Faro Interplanare, spegnere il Sole Immortale,
chiudere il portale che collegava Amonkhet a Ravnica attraverso il Ponte Planare, proteggere e
salvare i civili, ripristinare il patto delle gilde unendo tutte le dieci gilde, uccidere Liliana e infine
affrontare Bolas stesso.
A parte l'assassinio di Liliana che venne salvata dall'intervento di Bolas, le altre missioni
vennero completate con successo. Prima della fase finale della guerra, Jace, Gideon e Chandra
si riunirono per parlare in privato. Come parte del suo piano per impedire a Bolas di fuggire da
Ravnica, Gideon fece riattivare a Chandra il Sole Immortale. Nello scontro finale, Gideon riuscì
a colpire Bolas in faccia con la Blackblade, senza scalfirlo. La spada si spezzò e Bolas rivelò di
aver incantato la Blackblade migliaia di anni prima, impedendogli di danneggiare nuovamente
un drago antico. Bolas ordinò a Liliana di usare Oketra e Bontu per schiacciare le forze
nemiche. Tuttavia, decidendo che preferiva morire che rimanere schiava di Bolas per l'eternità,
Liliana lo tradì. In risposta, lui annullò il suo patto demoniaco, iniziando a disintegrarla. Tuttavia
Gideon usò la sua magia per trasferire il contratto a se stesso, sacrificando la sua vita e
morendo al posto della necromante. Il sacrificio di Gideon fu il fattore decisivo della battaglia:
libera dal suo contratto ma mantenendo il controllo dell'Orda Atroce, Liliana liberò Oketra e
Bontu che attaccarono Bolas e grazie alla distrazione offerta da Niv-Mizzet, Bontu riuscì a
morderlo raccogliendo tutte le scintille che il drago antico aveva consumato, così come la
scintilla di Bolas stesso, sconfiggendolo.
Dopo la sconfitta di Bolas, Jace venne contattato telepaticamente da Ugin, arrivato per portare il
corpo di Bolas nel Reame di Meditazione per impedirgli di tornare in vita su Ravnica. Su
richiesta di Ugin, Jace usò un'illusione per nascondere la presenza dello Spirito Drago a tutti
facendo credere che il cadavere di Bolas si fosse disintegrato. Subito dopo, Jace ordinò a
Saheeli di disattivare nuovamente il Sole Immortale permettendo a Ugin di portare via il corpo
del suo gemello e dare a Liliana l'opportunità di fuggire.
Oath of Kaya
Affinchè tutti abbiano ciò che davvero meritano, sarò una guardiana.
Durante la celebrazione della vittoria, Kaya, per espiare gli errori del suo passato, decise di
unirsi ai Guardiani e pronunciò il suo giuramento.
Dopo la Guerra della Scintilla
Dopo la fine della guerra, Chandra propose ai suoi compagni di riportare l'armatura di Gideon
su Theros. Seguendo il consiglio della piromante, tutti i Guardiani, tranne Kaya, viaggiarono su
Theros insieme ad altri planeswalker per il funerale di Gideon, che si svolse vicino a un fiume
nelle vicinanze di Akros.
Successivamente Chandra lottò per superare il senso di colpa e il dolore per la morte di Gideon.
Riuscì ad "andare avanti" e col supporto di Ajani sconfisse Tibalt e lo imprigionò su Innistrad.
Nel frattempo Nissa e Jace unirono le forze per fermare Nahiri che voleva usare il Nucleo
Litoforme per riportare Zendikar a com'era prima dell'arrivo degli Eldrazi, incurante del costo
che il piano avrebbe dovuto pagare. Dal momento che voleva studiare il Nucleo perchè sicuro
che un giorno avrebbero affrontato nuovamente Nicol Bolas, Jace cercò di risolvere la
situazione pacificamente ma senza successo: Nissa si sentì tradita da lui e Nahiri iniziò la
battaglia. Alla fine Nissa ebbe la meglio, ottenne il Nucleo e usò il potere del manufatto
ripristinando la natura selvaggia di Zendikar.
Nel frattempo, Kaya, separatasi dai suoi compagni, accettò la missione di trovare e uccidere un
mostro su Kaldheim, ma si ritrovò invece a contribuire a fermare la Collisione dei Reami
causata da Tibalt, fuggito dalla sua prigione, con l'aiuto di Tyvar Kell, Niko Aris e gli abitanti del
piano.
La Notte Eterna
Due anni dopo le tribolazioni, l'imprigionamento di Emrakul sulla luna di Innistrad ebbe come
conseguenza l'alterazione dell'equilibrio giorno/notte del piano, con il sole che sorgeva più tardi
e tramontava prima ogni giorno. Consapevole di non poter salvare il suo mondo da sola, Arlinn
Kord andò su Ravnica e chiese aiuto ai Guardiani: Teferi, Chandra e Kaya accettarono di
aiutarla a recuperare la Chiave di Selenargento, necessaria all'attivazione del Celestus durante
il Festival del Raccolto che avrebbe permesso a Katilda e alla Congrega Albacorno di compiere
un rituale che avrebbe fermato la Notte Eterna. Dopo alcune avventure il gruppo riuscì a
recuperare la chiave, ma quando tornarono per consegnarla alla strega, centinaia di mannari
guidati da Tovolar attaccarono. Teferi lanciò un potente incantesimo che ritardò il tramonto e di
conseguenza la trasformazione dei mannari, equilibrando così lo scontro. Quando la magia del
mago del tempo svanì, Arlinn e Tolovar si affrontarono nelle loro forme complete e la
planeswalker riuscì a sconfiggerlo costringendolo a ritirarsi con gli altri della sua specie.
Tuttavia, nonostante la vittoria, durante la fase finale Olivia Voldaren interruppe la cerimonia per
poi andarsene con la chiave.
Col fallimento del rituale, la Notte Eterna avvolse Innistrad nell'oscurità. I Guardiani e i loro
alleati passarono al contrattacco riconquistando villaggi attaccati da demoni e da altre creature
della notte, tuttavia, Arlinn fece notare che per risolvere realmente la situazione dovevano
recuperare la chiave e l'unico in grado di dargli informazioni su Olivia era Sorin Markov. Al
Maniero, l'antico vampiro decise di condividere le sue informazioni con i suoi "ospiti": la vampira
aveva "rapito" suo nonno Edgar e aveva intenzione di sposarlo; se il matrimonio veniva
celebrato, avrebbe dato origine alla più imponente delle famiglie di vampiri e avrebbe reso
Olivia la dominatrice di Innistrad. Arrivati alla Tenuta Voldaren insieme ai loro alleati, catari di
Adeline, sacerdoti di Sigarda e streghe della Congrega Albacorno, i Guardiani scoprirono che
non potevano entrare a causa della barriera che impediva l'ingresso a chiunque fosse senza
invito e di conseguenza Sorin fu costretto a entrare da solo. Successivamente, i sigilli vennero
infranti grazie a Sigarda, presente all'interno della Tenuta come "dono" di Olivia per Edgar, che
venne liberata grazie a Sorin e Katilda. Ciò permise ai difensori di Innistrad di entrare e dare
inizio alla battaglia contro i vampiri.
Dopo che Sorin sconfisse Edgar e Arlinn recuperò la chiave da Olivia, i Guardiani e i loro alleati
ottennero la vittoria sui loro nemici. Subito dopo viaggiarono a Kessig tornando al Celestus dove
Katilda, nuovamente nel suo corpo, completò il rituale mettendo fine alla Notte Eterna. Con
l'equilibrio giorno/notte ripristinato, Teferi, Kaya e Chandra salutarono Arlinn. Prima di partire,
Teferi ottenne in prestito la Chiave di Selenargento e avvertì la mannara di una possibile
minaccia in arrivo da parte dei phyrexiani poi seguì le sue compagne nella cieca eternità.
Per costringere i phyrexiani a una guerra aperta prima che potessero rafforzarsi e convertissero
più abitanti del piano, Karn decise di attirarli con ciò che desideravano ottenere di più: il Sylex,
l'Impianto di Mana di Shiv e il golem d'argento stesso. Durante la battaglia a Shiv le forze della
rinata Coalizione furono vicine alla vittoria, ma la situazione cambiò quando Ajani si rivelò
essere un agente dormiente e uccise Jaya, distrusse il Sylex e contribuì alla cattura di Karn. Per
evitare che l'Impianto cadesse nelle mani dei phyrexiani, Jhoira attivò l'autodistruzione della
struttura. Le forze della Coalizione fuggirono grazie ai portali di Jodah, mentre Sheoldred, Ajani
e Karn attraversarono il Ponte Planare tornando su Nuova Phyrexia da Elesh Norn.
Grazie ai disegni del Sylex fatti da Karn, Saheeli fu in grado di replicarlo creando una copia
perfetta del manufatto. Tuttavia l'artefice non fu in grado di comprendere come funzionasse e
ciò spinse Teferi a decidere di viaggiare indietro nel tempo. Il planeswalker si recò nella Torre di
Urza per tornare alla Guerra dei Fratelli.
Subito dopo la sua scoperta, la pietra del potere implose sovraccaricando l'Ancora, lo spirito di
Teferi rimase separato dal suo corpo perdendosi nel tempo. Tuttavia, nel presente, Kaya che
faceva da medium, apprese le informazioni e informò i suoi compagni di sapere come usare il
Sylex. I planeswalker si divisero: un gruppo guidato da Jace e Elspeth Tirel viaggiò su Nuova
Phyrexia per supportare Koth e i Mirran nel loro attacco al nucleo del piano, mentre Wrenn e
Saheeli rimasero indietro per cercare, col supporto di Jodah, di far riunire lo spirito di Teferi col
suo corpo.
Alle Fosse di Dross il gruppo usò il Nimbo di Elspeth per proteggersi dalla Phyresis, tuttavia,
dopo che Jace bevve recuperò il suo legame mentale con Vraska e sentendo il suo dolore
decise di andare a salvarla. La trovarono ma ferita gravemente e non potendo salvarla solo
Jace scelse di restare con lei mentre gli altri decisero di proseguire. sfortunatamente, la
gorgone era stata completata e passata dalla parte del nemico ferì il telepate al braccio
infettando anche lui, mentre nello stesso momento i phyrexiani li attaccarono in massa. Vista la
situazione disperata, Nahiri usò il suo potere, rivelando di essere stata infettata anche lei in
precedenza, e si sacrificò portando tutto il Colosseo di Sheoldred nella Basilica Pallida. Lì
Trovarono il corpo smontato di Karn e Koth e Melira rimasero indietro nel tentativo di aiutare il
golem d'argento. Ad un passa dal loro obiettivo i cinque vennero ostacolati da Ajani e Tibalt,
costringendo Elspeth e Tyvar a restare a combattere contro i due phyrexiani per far avanzare gli
altri tre.
Raggiunto il Frangireami, Jace si preparò ad attivare il Sylex consapevole che ciò l'avrebbe
ucciso ma deciso a non diventare un'arma del nemico. Tuttavia, in quel momento Kaya si
accorse che erano arrivati troppo tardi: i rami dell'albero erano ormai connessi alla cieca
eternità e nel dubbio che l'esplosione potesse distruggere tutto il multiverso l'assassina di
fantasmi chiese al telepate di fermarsi. Jace replicò che non avevano più tempo dal momento
che sentiva la corruzione di phyrexia cercare di avere la meglio sulla sua mente e che era
meglio correre il rischio e distruggere i mondi già connessi che permettere ai phyrexiani di
invadere ogni singolo piano del multiverso. Kaya e Kaito non riuscirono ad accettare la sua
scelta e l'affrontarono ma Jace ebbe la meglio e riuscì ad attivare il Sylex. In quel momento
Elspeth, che aveva avuto la meglio su Ajani, arrivò di corsa e lanciò Luxior verso il telepate
trafiggendolo con la spada per poi afferrare il manufatto e scomparire con esso abbandonando
il piano. Nella quiete che seguì arrivò anche Tyvar e Kaya gli disse che avevano fallito ma l'elfo
replicò che quel giorno aveva visto speranza e che non avevano ancora fallito. In quel momento
i tre vennero raggiunti da Elesh Norn, Tamiyo, Nahiri e Nissa completate e al servizio della
Madre delle Macchine che osservò Jace che si rialzò, togliendo l'arma dal suo corpo, per poi
unirsi a loro. La leader di Nuova Phyrexia offrì a Kaya, Kaito e Tyvar la "scelta" di unirsi ai loro
compagni ma i tre rifiutarono e lei replicò che sarebbero stati la loro nemesi e poi ordinò l'inizio
dell'invasione phyrexiana nel multiverso.
Quando tutto sembrò perduto, Elepeth arrivò in loro soccorso, nella sua nuova forma angelica,
liberando e curando tutti i suoi alleati. Dimostrando al nemico la loro unità, i Mirran, Chandra,
Koth e Melira aiutarono Wrenn a raggiungere il Frangireami e la driade riuscì a fondersi con
esso e si sacrificò per scambiare il posto tra Zhalfir e Nuova Phyrexia nella cieca eternità
permettendo a Teferi e il suo popolo di unirsi alla battaglia. Nello scontro che ne seguì Ajani e
Nissa vennero catturati, Vorinclex e Jin-Gitaxias furono uccisi e la stessa Elesh Norn morì per
mano di Karn. I Guardiani e i loro alleati ottennero così la vittoria lasciando Nuova Phyrexia
senza alcuna guida e isolata dal resto del Multiverso.
Dal momento che Elesh Norn si era resa la fonte della mente dei phyrexiani per impedire che
un rivale potesse usarli contro di lei, con la sua morte, l'Olio smise di trasmettere ordini e ciò
portò alla fine dell'invasione nel Multiverso perchè i phyrexiani vennero resi incapaci di
continuare a combattere. Nello stesso tempo su Zhalfir, Ajani e Nissa vennero guariti dal
completamento grazie a Melira e a Karn; con la prima che usò gli ultimi istanti della sua vita
mentre il secondo rinunciò alla sua scintilla.
Grazie agli sforzi congiunti di Thalia, del neonato Ordine di San Traft, Olivia Voldaren e i suoi
vampiri, i licantropi non corrotti, di Sigarda coi suoi angeli e di molti altri coraggiosi abitanti, i
mostri furono sconfitti, mentre Emrakul venne imprigionata nella Luna dagli sforzi dei Guardiani,
da Liliana Vess con la sua armata di zombie e Tamiyo.
Dopo le Tribolazioni
Gli effetti nocivi di Emrakul svanirono rapidamente senza lasciare traccia, ma ciò che accadde
durante le tribolazioni segnò profondamente Innistrad, ancora una volta priva della sua
protettrice. In molti volsero le loro preghiere a Sigarda, unico arcangelo ancora in vita e che
sempre era rimasta dalla loro parte, mentre altri decisero di guardare verso tradizioni più
antiche, dimenticate per lungo tempo.
Per quanto riguarda Emrakul, col tempo il glifo che testimoniava gli eventi scomparve, ma il
titano si trova ancora al suo interno silente.
Tuttavia Vraska uccise Isperia in un impeto di rabbia durante il Vertice delle Gilde. I
rappresentanti delle corporazioni si insospettirono immediatamente e le trattative vennero
interrotte rapidamente. La morte di Isperia permise a Dovin di diventare il nuovo capogilda
Azorius.
Dopo che Bolas arrivò su Ravnica, Niv-Mizzet combatté contro di lui senza il potere del patto
delle gilde e finì per essere ucciso. Durante gli eventi anche Hekara venne uccisa, mentre
Vraska fuggì su Ixalan per evitare di essere uccisa da Ral per il suo tradimento.
Bolas e Tezzeret costruirono la Cittadella di Bolas e una statua che rappresentava il dio faraone
nella Piazza del Decimo Distretto. Su ordine di Bolas, Tezzeret attivò il Ponte Planare su
Ravnica, aprendo il portale sul Seggio del Patto delle Gilde, riducendolo in macerie e
distruggendo le Leyline che alimentavano il potere del patto delle gilde. A causa di ciò, Jace
perse le sue abilità come patto delle gilde vivente e non potè esercitare la sua gerarchia contro
Bolas e impedire all'Orda Atroce, sotto il comando di Liliana, di invadere Ravnica.
Gli Eterni iniziarono a massacrare i civili per attirare i planeswalker verso di loro. I Boros e i
Dimir dichiararono la loro opposizione a Bolas. Ral guidò gli Izzet in battaglia contro il drago e
riuscì a convincere anche i Simic ad unirsi a lui. Kaya fece appello alle forze d'élite degli Orzhov
e, nonostante il loro disprezzo per lei (a causa della sua politica di perdonare i debiti e
aumentare le tasse), accettarono con riluttanza di aiutarla. Sotto il comando di Aurelia e
Feather, i Boros lanciarono una controffensiva contro l'Orda, con la fortezza volante Parhelion II
a guidare la carica. Con l'aiuto di Gideon, il loro assalto ebbe inizialmente successo nel
respingere gli invasori. Nissa animò Vitu-Ghazi, usando l’albero colossale per respingere
ulteriormente l'Orda Atroce. L'enorme elementale distrusse la statua di Bolas, aumentando
notevolmente il morale delle forze della resistenza di Ravnica. In risposta, Bolas fece
attraversare il portale ai suoi quattro dei Eterni: Rhonas, Kefnet, Oketra e Bontu. Gli dei non
morti distrussero rapidamente Vitu-Ghazi, facendolo a pezzi. Poco dopo, anche le truppe Boros
furono costrette a ritirarsi.
Bolas lanciò il suo Incantesimo dell'Antico e gli Eterni iniziarono a raccogliere le scintille per lui.
Il vero obiettivo di Bolas era infatti riottenere il potere supremo e la divinità che possedeva prima
della Riparazione e, per realizzare il suo scopo, avrebbe dovuto assorbire le scintille dei
planeswalker imprigionati su Ravnica. Domri, nonostante avesse giurato fedeltà a Bolas, è il
primo planeswalker a essere prosciugato della sua scintilla e ucciso.
Gideon, Aurelia, Angrath e Huatli guidarono le forze militari di Ravnica in battaglia contro
Rhonas e il suo battaglione di Eterni. Durante lo scontro Gideon uccise Rhonas usando la
Blackblade, prosciugando completamente l’essenza del dio.
Ajani, Jiang Yanggu e Mu Yanling si offrirono volontari per aiutare a proteggere e salvare i civili.
Ral e Mareey si assunsero il compito di disabilitare il Faro interplanare per impedire che altri
planeswalker venissero attirati su Ravnica. Ebbero successo scaricando l’alimentazione del
dispositivo.
Chandra, Nissa, Saheeli, Lavinia e Lazav vennero incaricati di spegnere il Sole Immortale,
sorvegliato da Dovin. Lazav assunse le sembianze di Chandra, pemettendo alla piromante di
usare le parole che le aveva insegnato Lavinia per spegnere il Sole. Lazav sconfisse Dovin e lo
lasciò accecato, costringendolo a fuggire su un altro piano.
Karn, Ob Nixilis, Dack Fayden e Samut vennero inviati attraverso il Ponte Planare e chiudere il
portale dall'altra parte. Su Amonkhet, ebbero successo dopo la sconfitta di Tezzeret.
Successivamente, incontrano la dea Hazoret, che donò loro la sua lancia per aiutarli nella lotta
contro Bolas. Dal momento che aveva accettato di aiutarli solo per avere una via di fuga, Ob
Nixilis abbandonò il gruppo viaggiando nella cieca eternità, ma Sarkhan Vol prese il suo posto e
tornò con gli altri su Ravnica.
Jace, Jaya, Teferi e Vivien tentano di assassinare Liliana. Riuscirono quasi nella loro missione,
ma Bolas interviene per salvarla.
Kaya, Teyo e Araithia Shokta vennero inviati a persuadere le gilde neutrali (Selesnya, Gruul,
Golgari e Rakdos) a unirsi alla lotta contro Bolas. Con l'aiuto di Vraska tornata a reclamare il
suo trono e di una Hekara risorta, riuscirono nella loro missione. Dopo la sconfitta di Dovin,
Lavinia riuscì a convincere anche gli Azorius.
Dopo che il Sole venne spento, molti planeswalker fuggirono dal piano, ma altri scelsero di
restare per aiutare i Guardiani nella loro battaglia contro Bolas. Con tutte e dieci le gilde unite,
Nissa eseguì un rituale presso le rovine del Seggio: con l'aiuto di un rappresentante di ogni
gilda, l'elfa fu in grado di riparare le Leyline, facendo rinascere Niv-Mizzet e rendendolo il nuovo
patto delle gilde vivente. Il Mentefiamma usò il suo nuovo potere per distruggere Kefnet
incenerendolo completamente, sebbene la fatica di uccidere un dio, lo lasciò privo di sensi.
Bolas ordinò a Liliana di usare Oketra e Bontu per schiacciare le forze nemiche. Tuttavia,
decidendo che preferiva morire che rimanere schiava di Bolas per l'eternità, Liliana tradì Bolas.
In risposta, lui annullò il suo patto demoniaco, iniziando a disintegrarla. Tuttavia Gideon usò la
sua magia per trasferire il contratto a se stesso, sacrificando la sua vita e morendo al posto
della necromante. Liliana liberò Oketra e Bontu che attaccarono Bolas di loro spontanea
volontà. Bolas si preparò a combatterle, ma venne inaspettatamente pugnalato alle spalle da
Niv-Mizzet, ripresosi dallo scontro con Kefnet, che lo impalò con la lancia di Hazoret. Bolas
riuscì ancora una volta a sconfiggere Niv-Mizzet e a distruggere Oketra, ma non prima che
Bontu lo mordesse, raccogliendo tutte le scintille che il drago antico aveva consumato, così
come la scintilla di Bolas stesso. Incapace di contenere l'energia, la dea esplose.
Dopo la sconfitta di Bolas, Jace venne contattato telepaticamente da Ugin, arrivato per portare il
corpo di Bolas nel Reame di Meditazione per impedirgli di tornare in vita su Ravnica. Su
richiesta di Ugin, Jace usò un'illusione per nascondere la presenza dello Spirito Drago a tutti
facendo credere che il cadavere di Bolas si fosse disintegrato. Subito dopo, Jace ordinò a
Saheeli di disattivare nuovamente il Sole Immortale permettendo a Ugin di portare via il corpo
del suo gemello. Nello stesso momento Liliana ebbe l'opportunità di fuggire da Ravnica.
Gli abitanti del piano e i planeswalker rimasti celebrarono la vittoria. I Guardiani offrirono a Teyo
la possibilità di unirsi a loro, ma lui rifiutò, Kaya invece accettò per cercare di espiare gli errori
del suo passato. Niv-Mizzet e gli altri capogilda dichiararono che Ral, Vraska e Kaya dovevano
espiare le loro colpe per aver aiutato Bolas. Come penitenza, i tre vennero assegnati per
portare i planeswalker di Bolas alla giustizia: Ral si offrì volontario per trovare Tezzeret, Vraska
viene incaricata di rintracciare Dovin, mentre Kaya venne mandata ad assassinare Liliana.
Epilogo
Mesi dopo, Bolas rinacque nel Reame di Meditazione, ma si ritrovò completamente impotente,
incapace di viaggiare tra i piani o persino di usare gli incantesimi più semplici. Ugin gli spiegò
che aveva lavorato con Niv-Mizzet e Sarkhan per orchestrare la sua sconfitta. Inoltre aveva
strappato via entrambi i nomi di Bolas, impedendo a chiunque di poterlo evocare.
Ugin si espanse per tutto il piano, rivelando di aver fuso la sua stessa essenza con il Reame di
Meditazione, sigillando il piano dal resto del multiverso, impedendo a chiunque di entrare o
uscire di nuovo. Sia Ugin che Bolas sarebbero stati intrappolati lì per sempre. Ma solo per
essere certi che Bolas non affliggerà mai più il multiverso, Ugin continuerà a vegliare su suo
fratello fino alla morte naturale di Bolas.
Dal momento che era necessaria anche l'attivazione del Celestus, Arlinn Kord, Teferi, Chandra
Nalaar, Kaya e Adeline si misero alla ricerca della Chiave di Selenargento per sbloccare la
Serratura di Eliodoro e attivare il macchinario. Dopo diverse avventure riuscirono a recuperare
la chiave, ma nello stesso momento in cui tornarono da Katilda, i mannari guidati da Tovolar
attaccarono. Mentre i suoi amici, i catari e le streghe difendevano sia la fuga dei civili che il
Celestus, Arlinn affrontò il mannaro e riuscì a sconfiggerlo costringendolo a ritirarsi con gli altri
della sua specie.
La vampira e la strega
Durante la fase finale del rituale, Olivia Voldaren apparve improvvisamente e catturò Katilda.
Dal momento che la strega era l'unica a poter completare la cerimonia, Arlinn fu costretta a
cedere la chiave alla vampira che svanì nella notte dopo che "liberò" la sua prigioniera.
Il contrattacco di Sorin
Comprendendo che il suo mondo non sarebbe sopravvissuto a ciò, Sorin decise di rischiare
tutto, si concentrò sulla ciotola-chiave e richiamò l’oscurità nella scodella usando il sangue al
suo interno per evocare una lama che tagliò le sue catene. Una volta libero iniziò ad avanzare
verso Olivia uccidendo chiunque tentasse di fermarlo e, nel suo ultimo attacco, venne
ostacolato da suo nonno, ma riuscì a far perdere la presa sulla chiave alla sua nemica, che
tentò subito di recuperare il manufatto. Proprio in quel momento, lo spirito di Katilda si manifestò
e, grazie a Sorin che le fece guadagnare abbastanza tempo, riuscì a liberare Sigarda che col
suo potere spezzò i sigilli della barriera, permettendo così alle forze alleate composte da
planeswalker, catari, sacerdoti e streghe di entrare e dare inizio alla battaglia contro i vampiri.
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Il secondo ostacolo
Essendo creature senz'anima, i phyrexiani non possono sviluppare in modo innato le abilità dei
planeswalker. Con questa consapevolezza Elesh Norn sfidò Jin-Gitaxias a trovare un modo per
trasformare i planeswalker in phyrexiani, cosa che infine riuscì a realizzare.
Il terzo ostacolo
Vi era tuttavia un ulteriore ostacolo alla loro conquista: solo i pretori erano abbastanza forti da
sopravvivere al viaggio attraverso il Ponte Planare. Serviva una soluzione, un modo con cui
portare tutto il multiverso da lei e dalle sue truppe così che tutto potesse divenire uno. Fu su
Kaldheim che la soluzione giunse a loro e l'ispirazione permise la creazione della loro arma di
conquista.
Gli abitanti del piano consapevoli del ritorno dei phyrexiani grazie a Karn non rimasero inattivi e
si unirono nella rinata Coalizione per la difesa del loro mondo. Nella battaglia a Shiv per il
controllo dell'Impianto, i difensori di Dominaria scoprirono con orrore che la Cavalcavento era
stata completata, ma a far passare in vantaggio le forze di Sheoldred fu Ajani, che rivelò la sua
natura di agente dormiente e uccise Jaya, distrusse il Sylex e permise la cattura di Karn. Lo
scontro si concluse quando Jhoira, per evitare che l'Impianto cadesse nelle mani dei phyrexiani,
attivò l'autodistruzione della struttura. Le forze della Coalizione fuggirono grazie ai portali di
Jodah, mentre Sheoldred, Ajani e Karn attraversarono il Ponte Planare tornando su Nuova
Phyrexia da Elesh Norn.
Mentre le forze principali phyrexiane erano ancora in fase di recupero, gli eserciti di Dominaria
si riunirono a Benalia, Corondor e Krosa.
I phyrexiani sotto la guida di Rona e Tezzeret attaccarono la Torre di Urza dove le loro spie
avevano individuato i Guardiani e i loro alleati. Sebbene i difensori della Torre riuscirono a
respingere i loro nemici, persero Teferi a causa della pietra del potere che implose
sovraccaricando l'Ancora Temporale.
Nello stesso momento i phyrexiani tornarono in forze dando inizio a numerose battaglie su tutto
il piano.
Dopo che i Guardiani e i loro alleati fallirono nel distruggere il Frangireami, dall'albero dei
phyrexiani si aprirono numerose Vie dei Presagi verso mondi in tutto il Multiverso, permettendo
l'inizio dell'invasione. Per consolidare il suo potere, Elesh Norn inviò i planeswalker completati a
conquistare i loro mondi d'origine, mentre Ajani fu inviato a completare le divinità di Theros e
infine Atraxa su Capenna per distruggere il Nimbo.
Nel frattempo, Tezzeret ottenne il suo corpo di Darksteel, fuggendo su Esper prima che potesse
essere completato per poi nascondersi, mentre la Legione delle Macchine iniziò a conquistare i
primi piani in cui arrivò. Cabralin, Mirrankkar, Obsidias, Ilcae e Aranzhur caddero nelle mani dei
phyrexiani e gli abitanti sconfitti vennero trasformati in nuove unità tutt'uno con la Legione
stessa. In altri mondi la Legione incontrò resistenze maggiori con i difensori dei loro mondi che
riuscirono ad ottenere alcune vittorie ma visto che i loro nemici erano infiniti la guerra sembrava
sempre a favore dei phyrexiani.
La fine dell'invasione
Dopo che Elesh Norn permise a Kaya Cassir, Kaito Shizuki e Tyvar Kell di fuggire in modo che
raccontassero ai loro alleati quello che avevano visto, i tre viaggiarono su Dominaria dove
informarono Liliana Vess, Chandra, Vivien Reid e Wrenn della loro sconfitta e del destino degli
altri membri della squadra d'assalto. Chandra propose di contrattaccare e tornare su Nuova
Phyrexia per distruggere il Frangireami, gli altri furono contrari a ripetere un piano già fallito
decidendo di dare la priorità a difendere i mondi dall'invasione dei phyrexiani di Elesh Norn. La
piromante replicò che sarebbe andata da sola e uscì dal rifugio venendo raggiunta subito dopo
dalla driade che le spiegò che se fosse riuscita a fondersi col Frangireami poteva usarlo per far
tornare Teferi. Arrivate a destinazione le due planeswalker incontrarono Koth, Melira e Urabrask
che accettarono di creare un diversivo per loro, ma sfortunatamente vennero catturate da Nissa
Revane mentre i loro alleati vennero sconfitti, imprigionati e portati di fronte a Elesh Norn.
Quando tutto sembrò perduto, Elepeth arrivò in loro soccorso, nella sua nuova forma angelica,
liberando e curando tutti i suoi alleati. Dimostrando al nemico la loro unità, i Mirran, Chandra,
Koth e Melira aiutarono Wrenn a raggiungere il Frangireami e la driade riuscì a fondersi con
esso e si sacrificò per scambiare il posto tra Zhalfir e Nuova Phyrexia nella cieca eternità
permettendo a Teferi e il suo popolo di unirsi alla battaglia. Nello scontro che ne seguì Ajani e
Nissa vennero catturati, Vorinclex e Jin-Gitaxias furono uccisi e la stessa Elesh Norn morì per
mano di Karn. I Guardiani e i loro alleati ottennero così la vittoria lasciando Nuova Phyrexia
senza alcuna guida e isolata dal resto del Multiverso.
Dal momento che Elesh Norn si era resa la fonte della mente dei phyrexiani per impedire che
un rivale potesse usarli contro di lei, con la sua morte, l'Olio smise di trasmettere ordini e ciò
portò alla fine dell'invasione nel Multiverso perché i phyrexiani vennero resi incapaci di
continuare a combattere.
Le conseguenze dell'Invasione
L'attività del Frangireami ha destabilizzato l'equilibrio della Cieca Eternità, facendo sì che
innumerevoli Vie dei Presagi iniziassero ad aprirsi sporadicamente in tutto il multiverso
spontaneamente. Alcune erano temporanee, mentre altre rimanevano aperte per lunghi periodi,
ma la maggior parte erano instabili e attraversarle era un rischio per la sicurezza. Oltre a
questo, resti del Frangireami e delle armate phyrexiane giacciono ora su ogni piano da loro
visitato inattive.