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Ara Pacis

L'Ara Pacis Augustae è un monumento in marmo realizzato tra il 13 a.C. e il 9 a.C. per celebrare la Pax Romana e le vittorie di Augusto in Spagna e Gallia. Caratterizzato da uno stile architettonico romano innovativo e decorazioni riccamente colorate, il monumento funge anche da strumento propagandistico per esaltare le origini divine di Augusto e di Roma. Attualmente si trova nel Padiglione sul Lungotevere a Roma, dopo un lungo processo di recupero e ricomposizione avvenuto tra il XIX e il XX secolo.

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L'Ara Pacis Augustae è un monumento in marmo realizzato tra il 13 a.C. e il 9 a.C. per celebrare la Pax Romana e le vittorie di Augusto in Spagna e Gallia. Caratterizzato da uno stile architettonico romano innovativo e decorazioni riccamente colorate, il monumento funge anche da strumento propagandistico per esaltare le origini divine di Augusto e di Roma. Attualmente si trova nel Padiglione sul Lungotevere a Roma, dopo un lungo processo di recupero e ricomposizione avvenuto tra il XIX e il XX secolo.

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Ara Pacis

COSA. Ara Pacis


Oggetto: scultura
Autore: sconosciuto, pagato dal Senato romano, nel periodo del primo
imperatore romano, Augusto
Titolo: Ara Pacis Augustae
Data o periodo di realizzazione: 4 Luglio del 13 a.C. – 30 Gennaio del 9
a.C.
Dimensioni: (m 11,65 * 10,62 * h 3,68) il recinto quasi quadrato in marmo;
elevato su un basso podio, nei lati minori del quale si aprivano due porte,
larghe 3,60 m (nei lati più lunghi) alle quali quali si accede tramite una
scala di 9 gradini.
Luogo di conservazione: il Padiglione sul Lungotevere; fu originariamente
collocato nel Campo Marzio consacrata alla celebrazione delle vittorie, in
particolare lungo la Via Lata (l’attuale Via del Corso).
Materiali: marmo
Tecnica: scultura in marmo
Iconografia: Il monumento è il simbolo della Pace augusta o Pax Romana,
riacquistata da Augusto grazie alle sue campagne vittoriose in Spagna e in
Gallia, espressa come un rifiorire della terra sotto il dominio universale
romano. Inoltre, si ricollega ad Enea, mitico progenitore della Gens Iulia, e
quindi alla celebrazione di Augusto stesso. Infatti, Gaio e Lucio Cesari sono
abbigliati come giovanetti troiani, e il trionfo di Roma è collegato alla
Saturnia Tellus, l'età dell'oro.
COME. Ara Pacis
Stile: architettura romana à Quest’altare fu un’innovazione, il risultato di un
ordine ristabilito: impersonale, perfetto sia a livello tecnico che formale.
Linguaggioà La luce è naturale e proviene dalla parte superiore, in quanto
è assente una copertura, e dalle entrate laterali. Non scorre in modo liscio
sulla superficie, ma è catturata dai numerosi chiaroscuri dovuti ai rilievi.
àIl colore oggi è assente, ma all’epoca l’Ara Pacis era riccamente colorata.
Tutti i particolari decorativi erano colorati e risaltati dalle tinte luminose.
àIl volume del monumento è prettamente geometrico e, quindi, stabile ed
equilibrato, senza troppi elementi che sporgono e che tendono a
sbilanciare l’uniformità. All’esterno esalta la parte volumetrica della
scalinata, che si stacca dal complesso. Le decorazioni a rilievo sporgono in
parte dalle pareti. La volumetria così è meno percettibile, ma più
equilibrata. Le figure tendono a creare un tutt’uno con la parete. Ma
avvicinandosi riusciamo comunque a notare alcuni particolari molto
sporgenti e volumetrici, come nel caso del rilievo della Terra fra i venti di
terra e di mare, dove le figure sono molto particolareggiate e presentano
spesso dei volumi a sé. All’interno spicca il volume dell’altare, che si erge
imponente in mezzo al recinto, circondato da un corridoio vuoto. In modo
particolare le sponde sono riccamente decorate e si staccano
dall’uniformità geometrica dell’altare, facendoci percepire una volumetria
più marcata. Notiamo un’alternanza di pieni e di vuoti, partendo dall’esterno
e arrivando all’altare: pieno delle pareti e dell’altare, vuoto del corridoio.

Iconologia àLa luce mette in evidenza le parti architettoniche e i particolari


decorativi dei rilievi. Ci permette di osservare al meglio e senza fatica tutte
le rappresentazioni, anche quelle più particolareggiate. L’assenza di una
copertura e, quindi, la conseguente illuminazione abbondante, può alludere
al significato di un rapporto più diretto con la divinità durante le cerimonie
sacrificali.
àIl colore veniva utilizzato per dare più prestigio all’opera e anche per far
apparire le rappresentazioni più realistiche. L’edificio così riccamente
colorato appariva più affascinante e colpiva maggiormente lo spettatore,
generando stupore.
àLa volumetria compatto, stabile ed equilibrato ribadisce lo scopo per cui
l’Ara Pacis è stato edificato: il volume allude alla situazione di pace e di
equilibrio dell’impero. Ma l’imponenza dell’edificio e i grandi volumi sono
rivolti anche a generare stupore nello spettatore, che si ritrova davanti ad
un monumento così grande realizzato interamente in marmo.
àIl significato dell’operaà L’Ara Pacis è una delle più significative
testimonianze dell’arte augustea. Al suo interno presenta più stili, che
portano a parlare di un aspetto eclettico, cioè che sintetizza aspetti affini di
diversi stili per arrivare ad armonizzare il tutto. Nei fregi delle processioni
ritroviamo aspetti dell’arte greca classica, nel fregio e nei pannelli dell’arte
ellenistica e nel fregio dell’altare dell’arte più strettamente romana.
La realizzazione di questo monumento ha anche uno sfondo
propagandistico; infatti, vuole dimostrare la grandiosità di Augusto, ma
evidenziare anche le origini divine della sua famiglia e di Roma attraverso i
rilievi.
CHI. Sconosciuto
Biografia: L’Ara Pacis venne fatta costruire dal Senato romano a
riconoscimento delle imprese condotte da Augusto in Spagna e in Gallia.
Profilo artistico culturale: quest'opera fa parte delle più significative
testimonianze pervenutici dell'arte augustea.
Perché. Sconosciuto
Motivazioni: celebrare la pace e la prosperità rappresentata dalla
cosiddetta Pax Augusta.
Funzioni dell’opera: funzione celebrativa e propagandisticaà Il
monumento rende omaggio all’imperatore Augusto, chiamato anche
princeps, ma anche per sottolineare le origini divine della sua famiglia e di
Roma.

DOVE. Roma, Padiglione Lungotevere


Aderenza alla propaganda augustea e al classicismo augusteo
Luogo geograficoà temi tipici di Roma: I due pannelli figurati del lato
principale, dal quale si accedeva all'altare, rappresentano il Lupercale e il
Sacrificio di Enea ai Penati. l Lupercale: è lascena posta a sinistra di cui
rimangono resti molto scarsi, ma che comunque permettono di ricostruire
la mitica fondazione di Roma: vi si riconosce il dio Marte armato, padre dei
gemelli Romolo e Remo e divinità protettrice dell'Urbe, e il pastore
Faustolo; essi assistono, presso il Ficus ruminalis, all'allattamento dei
gemelli da parte della lupa, tra i resti di piante palustri che caratterizzano lo
sfondo. Sull’altro lato si trovano i rilievi della Personificazione di Roma, di
cui ci sono pervenuti pochissimi frammenti, e della Saturnia tellus.
àmateriali tipici di una zona geografica: marmo di Carrara

QUANDO. Età Augusta


Situazione storico artistica à periodo storico: Età Augusta
à situazione sociale: L’ imperatore Augusto era appena ritornato vittorioso
dalla Gallia e dalla Spagna, portando all’ Impero Romano un periodo
pacifico e prospero.
Sviluppo scientifico tecnologico: La storia del monumento è stata
determinata anche dalle tecnologie che hanno permesso il suo recupero:
partendo dalle campagne di scavo, alla costruzione della prima teca, fino a
quella del nuovo museo, inaugurato nel [Link] il passare dei secoli
l’area, che aveva ormai perso la propria
originale vocazione, divenne oggetto di una vera e propria espansione
edilizia e l’Ara rimase sepolta e
dimenticata, fino a quando nel 1879 il giovane archeologo tedesco
Friederich Von Duhn non propose
l’identificazione dei resti che erano emersi al di sotto delle fondazioni del
palazzo Fiano –Almagià (tra le
attuali piazza di S. Lorenzo in Lucina e via del Corso) come parti pertinenti
all’Ara Pacis.
La fortunata identificazione di Von Duhn stimolò l’inizio degli studi e delle
ricerche da parte degli
archeologi, fino alle due importanti campagne di scavo, prima nel 1903 e
poi nel 1937-1938, che
permisero l’effettivo recupero delle parti dell’altare e la sua successiva
ricomposizione.
In previsione dei festeggiamenti per l’anno augusteo (settembre 1937 –
settembre 1938), bimillenario
della nascita dell’imperatore, infatti, nel febbraio del 1937 il Consiglio dei
Ministri decretò l’inizio di
nuove operazioni di scavo e recupero dell’altare, affinché ne venisse
realizzata a carico dell’ architetto Ballio Morpurgo la ricomposizione e,
soprattutto, la nuova collocazione in una teca dedicata sul Lungotevere,.
Si completava così il disegno mussoliniano di recupero archeologico e
sistemazione urbanistica di piazza Augusto Imperatore. Dunque,oggi, l’Ara
Pacis, diverso dall’originale sistemazione,
conserva l’orientamento di quella decisa negli anni Trenta, ovvero nord-sud
e non più est-ovest.

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