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ATMOSFERA

L'atmosfera terrestre è composta principalmente da azoto e ossigeno, suddivisa in strati che variano in temperatura e densità. Il riscaldamento globale, causato dall'aumento della concentrazione di CO2 dovuto all'attività umana, ha portato a un aumento della temperatura media e a conseguenze ambientali significative. Strategie come il rimboschimento e l'uso di energie rinnovabili sono in fase di studio per contrastare questo fenomeno, supportate da accordi internazionali come il Protocollo di Kyoto e la COP21.

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ATMOSFERA

L'atmosfera terrestre è composta principalmente da azoto e ossigeno, suddivisa in strati che variano in temperatura e densità. Il riscaldamento globale, causato dall'aumento della concentrazione di CO2 dovuto all'attività umana, ha portato a un aumento della temperatura media e a conseguenze ambientali significative. Strategie come il rimboschimento e l'uso di energie rinnovabili sono in fase di studio per contrastare questo fenomeno, supportate da accordi internazionali come il Protocollo di Kyoto e la COP21.

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L’ATMOSFERA

L’atmosfera è un involucro aeriforme trattenuto dalla forza di gravità che ha una forma
grossolanamente sferica. Man mano che ci si allontana dalla terra l’atmosfera si fa più rarefatta e
il 99% dei gas che la compongono si trova nei 30 km più vicini alla terra. Nei primi 100 km la
composizione è azoto (78%) ossigeno argon e diossido di carbonio. Nell’aria che respiriamo si
trova anche il vapore acqueo che non trova in percentuale fissa ma al max fino al 4%. Vicino alla
superficie terrestre possiamo trovare anche il pulviscolo atmosferico (ceneri vulcaniche, pollini
ma anche sostanze inquinanti). La suddivisione dell’atmosfera avviene in funzione delle
variazioni di temperatura, che cambia in base all'altezza. Ogni strato è chiamato sfera e
all’interno di ogni sfera si ha una diminuzione o aumento graduale della temperatura. La zona
nella quale avviene l’inversione è chiamata pausa.
1.​Troposfera → a livello del mare, altezza massima all’equatore (18 km), strato più denso di
tutti perchè contiene circa l’80% della massa dell’intera atmosfera, ha una composizione
uniforme e ospita tutto il vapore acqueo, pulviscolo e sostanze inquinanti. Andando in alto la
temperatura diminuisce perchè la zona vicina alla superficie è riscaldata dal sole.
2.​Stratosfera → arriva ad un'altezza di circa 50 km. La percentuale di gas presenti è sempre
la stessa ma le particelle sono più distanti fra loro quindi è meno densa. Anche in questo
strato è presente una zona chiamata ozonosfera (tra i 30 e i 50 km). Sappiamo che le
molecole di ozono sono instabili e quindi si formano e si scindono continuamente per la
presenza dei raggi UV provenienti dal Sole. Più raggi UV assorbono, meno raggiungono la
terra. È importante per l’essere umano perché senza esso arriverebbero radiazioni eccessive
sulla Terra.
3.​Mesosfera → arriva a circa 80 km i quali gas sono rarefatti vengono ionizzati dai raggi UV e
X che provengono dal Sole. qui la temperatura diminuisce drasticamente perché, essendo
riscaldata dall’ozono, più si allontana più si raffredda.
4.​Termosfera → arriva circa a 1000 km. I gas sono rarefatti e c’è un costante aumento di
temperatura con la quota per la presenza del sole.
5.​Esosfera → sfuma nello spazio interstellare.
Dai 50 ai 1000 km si distingue la ionosfera dove sono presenti ioni che hanno una carica elettrica
e che sono in grado di riflettere le onde radio emesse dalla terra.
Il riscaldamento dell’atmosfera dipende dal sole perché la Terra riceve continuamente radiazioni
da parte del Sole che attraversano l’atmosfera. Solo il 47% di queste radiazioni arriva sulla Terra.
L'energia totale riflessa dalla terra ammonta al 35%, non contribuisce al riscaldamento del
pianeta e viene definita albedo. Rende la Terra luminosa se vista dallo spazio. Invece quella
assorbita dalla superficie terrestre riscalda il suolo per pochi metri di profondità. Il suolo a sua
volta per irraggiamento emette delle radiazioni a infrarosse, o radiazioni termiche, e producono
così un riscaldamento. In questo modo queste radiazioni emesse scaldano la troposfera. Questo
è l’effetto serra. Se non ci fosse questo riscaldamento la temperatura sarebbe di circa -15°C.
Nella troposfera sono presenti alcuni dei gas serra. I principali sono CO2 , H2O, CH4 (metano),
N2O (ossido di diazoto) e clorofluorocarburi.

Il cambiamento climatico .
La fonte principale di riscaldamento dell'atmosfera è l'energia solare. Circa un terzo dell'energia
che arriva sulla Terra è riflesso verso lo spazio, mentre una metà viene assorbita dalle piante,
dalle rocce e dalle acque. Il resto viene assorbito dall'atmosfera e dalle nubi a causa
dell'interazione con i gas serra (CO2 , H2O, CH4, 03), che permettono il mantenimento di una
temperatura media di circa 15°C.
Il bilancio energetico è la differenza tra l'energia complessivamente emessa e ricevuta dalla Terra
nel lungo periodo. Questo bilancio è nullo, anche se vi sono squilibri sia a livello temporale sia
[Link] bilancio energetico nullo è dovuto allo spostamento verso i poli di masse d'aria calda
originatesi nella fascia intertropicale a causa del maggior livello annuo di insolazione.
A partire dalla Rivoluzione industriale del XIX secolo, la concentrazione di CO2 è aumentata
costantemente, di circa 2 ppm all'anno. L'innalzamento della concentrazione di questo gas serra
è dovuto interamente all'impatto antropico e ha già causato un aumento della temperatura media
terrestre di 1°C in un secolo, con previsioni di ritmi di crescita ancora maggiori, pari a circa 0,5°C
nei prossimi venti anni e fino a 4°C nel 2100.
L'impatto del riscaldamento globale non è uniforme in tutto il pianeta, ma si manifesta di più nelle
fasce polari, in particolare nel Mar Glaciale Artico, dove la banchisa è diminuita di più di un terzo
a partire dal 1981.
Il riscaldamento globale ha diverse conseguenze:
-​ Innalzamento del livello del mare, a causa della fusione dei ghiacciai continentali e delle
calotte polari, con un ulteriore contributo che viene dalla dilatazione termica dell'acqua di
mare;
-​ Fusione dei ghiacciai di montagna, con la riduzione netta della disponibilità di acqua potabile
per l'attività antropica, dato che circa il 75% dell'acqua dolce è solido e immagazzinato nei
ghiacciai;
-​ Minore disponibilità di acqua potabile, a causa anche della maggior evaporazione da zone
più aride, e la modifica dei regimi delle precipitazioni;
-​ Deforestazione e desertificazione, con la perdita annuale di superfici boschive, che svolgono
numerosi servizi ecosistemici e sono una risorsa per le attività umane;
-​ Eventi meteorologici estremi, in particolare inondazioni, alluvioni e trombe d'aria, che
rischiano di colpire maggiormente l'Africa sub-sahariana e il Mediterraneo;
-​ Riduzione della biodiversità, sia delle specie selvatiche sia di quelle domestiche;
-​ Acidificazione degli oceani, con possibili implicazioni sulla vita degli organismi a esoscheletro
carbonatico.

Che cosa possiamo fare? .


Si stanno studiando numerose strategie per contrastare l'aumento della concentrazione di CO2:
-​ Rimboschimento e ripristino degli ecosistemi, favorendo la naturale rimozione a opera della
fotosintesi;
-​ Sequestro della CO2 grazie a sostanze chimiche o nel sottosuolo;
-​ Riduzione delle emissioni e del consumo energetico;
-​ Utilizzo di energie rinnovabili che non comportino un aumento della concentrazione di CO2.
Per la gravità e l'importanza del riscaldamento globale, già nel 1997 fu sottoscritto il Protocollo di
Kyoto, che ha come obiettivo la riduzione di CO2, la sostenibilità economica e l'equità tra i Paesi.
Nel 2015, la conferenza sul clima di Parigi, COP21, ha fissato il traguardo del contenimento della
temperatura media globale entro 2°C. Tra i Paesi partecipanti, quelli europei hanno offerto un
impegno maggiore, fissando obiettivi e scadenze utili al raggiungimento dell'obiettivo.

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