Informatica di base
Docente: Ing. Giuseppe Ferrara
CODIFICA DELL’INFORMAZIONE
• Introduzione. Il bit
• Codifica dei numeri
• Codifica dei caratteri
• Codifica delle immagini (fisse)
• Codifica dell'audio
• Codifica del video
• Classificazione dell’informazione
• Approfondimento: aritmetica binaria
Introduzione. Il bit
Diamo una definizione di
“INFORMATICA”:
“L'informatica è la disciplina che si occupa
della codifica, della memorizzazione,
della trasmissione e dell'elaborazione
dell'INFORMAZIONE”
Intendiamo per INFORMAZIONE
“Ogni messaggio o elemento conoscitivo
che è possibile comunicare o acquisire”
CODIFICA
L'alfabeto Morse è un esempio di CODIFICA;
è chiaro che per la rappresentazione codificata
dell'informazione è necessaria una
CONVENZIONE (detta anche PROTOCOLLO),
cioè un accordo tra le parti che devono
comunicare sul SIGNIFICATO da dare alle
sequenze di simboli: tanto più diffusa è tale
convenzione tanto più estesa sarà la platea dei
possibili fruitori.
L'introduzione dell'informatica ha avviato
un'epoca in cui l'informazione e il trattamento
dell'informazione, grazie all'evoluzione della
tecnologia elettronica, hanno assunto forme
sempre più automatiche.
Come si può memorizzare un'informazione?
I termini dato e informazione sono a volte
utilizzati come sinonimi, ma i due concetti non
coincidono.
Facciamo alcuni esempi:
• numero intero 16: è un dato o
un'informazione? È un dato, diventa
un'informazione se aggiungo che 16 è l'età
di una ragazza oppure che 16 sono gli
amici che ho invitato alla mia festa.
• Maria ha i capelli rossi: è un dato o
un'informazione? È un'informazione: il
dato, colore rosso, è “diventato”
un'informazione in quanto è stato associato
ai capelli di Maria..
Come si può memorizzare un'informazione?
Quindi: un dato è una parte dell'informazione,
la quale a sua volta può essere considerata
come un dato a cui è associato il significato
che ha nel contesto di studio.
Più precisamente, possiamo considerare
l'informazione costituita da tre elementi:
• valore (il dato)
• il tipo (carattere, numero intero, stringa,..)
utilizzato per esprimere il valore
• significato (la semantica) da associare al
valore
Come si può memorizzare un'informazione?
Se l'informatica si occupa, tra le varie cose, così
come detto nella definizione iniziale, di
memorizzare ed elaborare le informazioni.
Ma che cosa verrà trascritto ovvero memorizzato e
che cosa verrà elaborato? La risposta è: i dati!
I dati sono memorizzati nelle memorie (di massa,
centrale, RAM, ROM, ..) ed elaborati dai computer:
memorie e computer sono supporti fisici costituiti
da dispositivi in grado di distinguere tra due (e solo
due) diversi valori di riferimento di una grandezza
fisica (assenza/presenza di tensione, luminoso/non
luminoso). 0 e 1
Come si può memorizzare
un'informazione?
A questo punto possiamo definire il concetto
informatico di BIT (BInary digiT = cifra binaria):
“Il bit è l’unità elementare di informazione cioè
la minima quantità di informazione codificabile”
Il bit è quindi il più piccolo dato memorizzabile
in un elaboratore e può rappresentare una sola
informazione binaria.
Codifica dei numeri
Iniziamo con il ricordare alcune definizioni:
Numero: oggetto o ente astratto
Numerale: insieme di simboli che rappresenta
un numero in un dato sistema di numerazione
Sistema di numerazione: un insieme di
simboli e un insieme di regole;
i simboli servono per rappresentare un
numero, le regole stabiliscono come scrivere e
come operare con i numerali.
Codifica dei numeri
Di conseguenza possiamo rappresentare un
numero e scrivere il suo numerale solo dopo
aver stabilito il sistema di numerazione che
intendiamo utilizzare: se cambiamo sistema di
numerazione, cambia la rappresentazione del
numero.
Esempio:
il numerale 15 nel sistema decimale
diventa XV in numeri romani.
Codifica dei numeri
Esaminiamo allora due caratteristiche del sistema
di numerazione che usiamo correntemente, il
sistema decimale:
• è in base 10: ogni numero è rappresentato da
una combinazione di 10 simboli diversi {0, 1, 2,
3, 4, 5, 6, 7, 8, 9}
• è posizionale: esiste una regola che stabilisce un
legame tra il simbolo e la sua posizione nel
numerale che rappresenta il numero, cioè ogni
cifra assume un valore diverso a seconda
della posizione occupata nella
rappresentazione del numero.
Esempio: numerale = 184 → 1x102 +8x 101 +4x100 =
= 100 + 80 +4
posizione → 2 1 0
Codifica dei numeri
Un computer in quanto macchina “sente”
2 diversi stati (acceso/spento,
presenza/assenza di tensione).
Per codificare i numeri che devono
essere elaborati da un computer si
utilizza il sistema di numerazione in
base 2, ovvero il sistema di numerazione
posizionale che ha il bit come elemento di
base.
Codifica dei numeri
Prenderemo in esame altri 2 sistemi di
numerazione posizionali, il sistema di
numerazione in base 8 (ottale) e il
sistema in base 16 (esadecimale),
entrambi caratterizzati dal fatto che le
basi sono potenze della base 2.
23 e 24
Codifica dei numeri
ogni sequenza di simboli che scriveremo
avrà come pedice la base in cui è
espresso il numero.
Esempio:
• 21510 rappresenta un numero espresso
in base 10
• 10112 rappresenta un numero
espresso in base 2
Sistema di numerazione in base 2
Il sistema binario utilizza, come già detto,
due simboli, 0 e 1, grazie ai quali
possiamo rappresentare qualsiasi
numero, purché si abbia a disposizione
un numero di bit adeguati. In generale
con n bit si possono rappresentare interi
positivi compresi nell'intervallo [0, 2n-1].
Sistema di numerazione in base 8
è un sistema di numerazione posizionale
ogni numero è espresso come
combinazione degli 8 simboli: 0, 1, 2, 3, 4,
5, 6, 7
Sistema di numerazione in base 16
è un sistema di numerazione posizionale
ogni numero è espresso come
combinazione dei 16 simboli:
0, 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9, A, B, C, D, E, F
Scriviamo i primi 21 numeri naturali in
base 10, in base 2, in base 8, in base
16
Ma allora: se non abbiamo a disposizione la
tabella precedente, come possiamo
affermare che la sequenza 1101 in base 2
equivale a 13 in base 10 (11012=1310)
E soprattutto: come procediamo per valori
maggiori di 20?
34710 in base 10 a quale valore corrisponde
in base 2? e in base 16? e in base M?
Esiste una tecnica, semplice e intuitiva, che
permette di convertire un numero espresso in
base 10 nell'equivalente in un'altra base M
La regola di conversione di un numero X in
base 10, X10, nella base M è la seguente:
1. si esprime M in base 10 (indichiamo il numero
ottenuto con M10)
2. si procede per divisioni successive, dove il
divisore è sempre M10, il dividendo, invece, è X10
la prima volta, successivamente diventa il
quoziente ottenuto nella divisione precedente
3. si termina il procedimento quando il valore del
quoziente è zero
4. si prendono i resti delle divisioni effettuate in
ordine inverso, dall'ultimo al primo
5. si convertono, per basi M>10, i resti ottenuti,
espressi in base 10, nella corrispondente cifra in
base M.
Rileggiamo quanto esposto con M=2.
Conversione da base 10 a base 2
1. si procede per divisioni successive del
numero dato per 2
2. si termina il procedimento quando il
valore del quoziente è zero
3. i resti delle singole divisioni vengono
presi in ordine inverso rispetto a quello
del calcolo e rappresentano le cifre del
numero espresso in base 2 (i soli possibili
resti saranno 0 o 1).
Conversione da base 10 a base 2
Esempio: convertire 106 10 in base 2
106:2 =53 resto 0
53:2 =26 resto 1
26:2 =13 resto 0
13:2 =6 resto 1
6:2 =3 resto 0
3:2 =1 resto 1
1:2 =0 resto 1
quindi 10610 =11010102
Provate adesso
a convertire 6410
in base 2
SOLUZIONE
64:2 = 32 resto 0
32:2 = 16 resto 0
16:2 = 8 resto 0
8:2 = 4 resto 0
4:2 = 2 resto 0
2:2 = 1 resto 0
1:2 = 0 resto 1
10000002
altri esempi con base M diversa da 2:
convertire 10610 in base 5
106:5 = 21 resto 1
21:5 = 4 resto 1
4:5 = 0 resto 4
otteniamo: (106)10 = (411)5
convertire 18010 in base 16
180:16 = 11 resto 4
11:16 = 0 resto 11
altri esempi con base M diversa da 2:
convertire 18010 in base 16
180:16 = 11 resto 4
11:16 = 0 resto 11
i resti sono in base 10, occorre quindi
convertirli in base 16 (in generale in base
M):
Esempio: (11)10 corrisponde a (B)16
Quindi otteniamo:
(180) 10 = (B4) 16
Provate adesso qui in aula
la conversione di: 20010
in base 16
SOLUZIONE
convertire 20010 in base 16
200:16 = 12 resto 8
12:16 = 0 resto 12
(200) 10 = (C8) 16
Consideriamo ora le conversioni da base
M a base 10.
1. si moltiplica ogni cifra per il valore della
base elevato ad esponente pari alla
posizione che ha la cifra nella sequenza
di simboli
2. si sommano i valori così ottenuti
Conversione da base 2 a base 10
1. si moltiplica ogni bit per il valore della
base elevato ad esponente pari alla
posizione che ha il bit nella sequenza di
simboli
2. si sommano i valori così ottenuti.
Esempio: convertire (11011)2 in base 10.
1 1 0 1 1= 1*24 +1*23 + 0*22 +1*21 +1*20 =
= 16 + 8 +0 + 2 + 1 = 27 in base 10
Conversione dalla base M alla base 10
convertire 2146 in base 10
2146 = 2* 62 + 1* 61 + 4* 60 =
2* 36 + 1*6 + 4*1 = 72 + 6 + 4= 8210
Conversione da base N a base M
Nel caso generale, con N e M valori
qualsiasi, è possibile applicare la regola
espressa inizialmente ma, spesso, si
preferisce trasformare il numero dalla
base N alla base 10 e poi far seguire la
conversione da base 10 a base M.
Conversione da base N a base M
Esempio: 457 = ?3
1° passo: si converte 457 in base 10→ 457
= 4*71 +5* 70 = 28+5 = 3310
2° passo: si converte il numero così
ottenuto in base 3→ 3310 = 10203
33:3 = 11 resto 0
11:3 = 3 resto 2
3:3 = 1 resto 0
1:3 = 0 resto 1
Conversione da base 2 a base 8
oppure 16
Più semplice è la conversione se la base
N è 2 e la base M è 8 oppure 16 (vale
anche il viceversa): l'identità 8 = 23
permette di convertire ogni gruppo di 3 bit
in un simbolo in base 8 e, viceversa, ogni
simbolo in base 8 nella sequenza di 3 bit
in base 2.
Nel caso in cui la base è 16 (16 = 24), si
ripete lo stesso procedimento ma con
gruppi di 4 bit.
Conversione da base N a base M
convertire 11100101010001002 in ottale
Partendo dalla cifra meno significativa, si
considerano le cifre binarie
rispettivamente a gruppi di 3:
Quindi: 11100101010001002 = 1625048.
Conversione da base N a base M
convertire 1110011101010011002 in
esadecimale
Partendo dalla cifra meno significativa, si
considerano le cifre binarie
rispettivamente a gruppi di 4:
Quindi: 1110011101010011002 = 39D4C16.
Conversione da base N a base M
convertire 3728 in binario
Ogni cifra viene codificata nel valore
corrispondente in base 2 espresso con 3
bit:
Quindi: 3728 = 0111110102
Conversione da base N a base M
convertire C2E316 in binario
0gni cifra viene codificata nel valore
corrispondente in base 2 espresso con 4
bit:
Quindi: C2E316 = 11000010111000112
Esercizi: conversioni di base
a) da base 10 a base 2
1) 23 [10111]
2) 38 [100110]
3) 100 [1100100]
4) 32 [100000]
5) 70 [1000110]
6) 65 [1000001]
7) 98 [1100010]
8) 255 [11111111]
9) 318 [100111110]
10) 512 [1000000000]
Esercizi: conversioni di base
da base 10 alla base indicata
11) 34 in base 4 [2024]
12) 128 in base 6 [3326]
13) 7 in base 7 [107]
14) 100 in base 16 [646]
15) 1024 in base 5 [130445]
16) 742 in base 9 [10149]
Modulo esercizi:
[Link]
LSfnMfr60S_cSzDGYIXpTioXy59RFEibw
bZ60l_ZJIOILpOYcw/viewform?usp=pp_u
rl
Codifica dei caratteri
I numeri rappresentano solo una piccola
parte delle informazioni memorizzate ed
elaborate da un computer;
insieme alla codifica delle informazioni
numeriche sorto il problema della
rappresentazione dei dati alfanumerici,
cioè le leggi di trasformazione da
carattere a stringa di bit.
Codifica dei caratteri
Si definisce BYTE una sequenza di 8 BIT
Essendo codificabili su 8 bit 256
combinazioni distinte di 0/1, si ritenne che
tale quantità di bit fosse sufficiente per
rappresentare tutti i simboli utilizzabili
nella scrittura di messaggi e documenti e
da allora il BYTE divenuta una sorta di
unità di misura della codifica dei caratteri
(1 BYTE = 1 carattere)
Codifica dei caratteri
Unità di misura
sigla descrizione Quantità in byte
1kB 1 kilo-byte 1024 bytes
1MB 1 mega-byte 10242 bytes = 1.048.576 bytes
1GB 1 giga-byte 10243 bytes = [Link] bytes
1TB 1 tera-byte 10244 bytes = [Link].776 bytes
Codifica dei caratteri
Una unità a disco da 1TB (un tera-byte)
dunque in grado di memorizzare più di
mille miliardi di caratteri.
Si è detto che su 1 byte cioè su 8 bit è
possibile codificare un carattere: come
stabilire allora la corrispondenza tra byte
e carattere?
codice ASCII
codice UNICODE.
Codifica dei caratteri
Il codice ASCII (American Standard
Code for Information Interchange
ovvero codifica standard americana per lo
scambio di informazioni) nato come
codice a 7 bit: sono
sufficienti infatti 7 bit (quindi 128
combinazioni di 0/1) per rappresentare
tutti i caratteri maiuscoli e minuscoli
dell'alfabeto inglese, le cifre da 0 a 9, i
simboli di punteggiatura, le parentesi,
oltre ad alcuni caratteri “non stampabili”,
cioè non corrispondenti a simboli utilizzati
per nelle trasmissioni telegrafiche
Codifica dei caratteri
L'estendersi delle comunicazioni tra paesi
che utilizzano alfabeti diversi dall'alfabeto
inglese ha comportato la necessità di
ampliare ulteriormente l'insieme dei
simboli da codificare e,
conseguentemente, stato giudicato
inadeguato un solo byte per carattere;
da qui il diffondersi del codice UNICODE,
che associa ad ogni carattere 16 bit,
cioè 2 byte e che quindi permette la
codifica di 216 = 65536 simboli diversi.
Codifica delle immagini (fisse)
Così come un testo può essere
memorizzato su un supporto elettronico,
dopo esserestato codificato in una
sequenza di bit grazie a codici come
ASCII o UNICODE,
anche le immagini, i suoni e i video
possono essere memorizzati purché
opportunamente “trasformati” in sequenze
di 0 e 1.
Codifica delle immagini (fisse)
A differenza, però, di un documento
testuale,
un'immagine non nasce come un oggetto
discreto, ovvero costituito da un insieme
finito composto da colori, linee, forme,
sfumature che combinate tra loro
rappresentano appunto un'immagine.
Codifica delle immagini (fisse)
la digitalizzazione delle immagini:
descriveremo due strategie, la grafica
bitmap o raster e la grafica vettoriale.
La Grafica bitmap o raster consiste nel
sovrapporre all'immagine una griglia di
punti per suddividere l'immagine in una
serie di celle di dimensioni ridotte.
Ogni punto o cella prende il nome di pixel
(PICture ELement);
Codifica delle immagini (fisse)
il pixel quindi il più piccolo elemento
costituente un'immagine digitalizzata. Ma
in quanti pixel possiamo suddividere
un'immagine?
Non esiste un valore fisso, esiste però il
concetto di “fedeltà” all'immagine iniziale
o, meglio, di “qualità” dell'immagine
riprodotta.
Vediamo un esempio
Codifica delle immagini (fisse)
Larghezza 25 pixel Larghezza 64 pixel Larghezza 256 pixel
Altezza 27 pixel Altezza 67 pixel Altezza 270 pixel
Possiamo quindi affermare che all'aumentare del
numero di pixel, mantenendo costanti le dimensioni
della figura, riusciamo ad ottenere un'immagine
“migliore” cioè sempre più fedele all'originale.
Codifica delle immagini (fisse)
Il numero di pixel in cui si suddivide lo
schermo prende il nome di definizione, a cui
strettamente connesso, ma non un sinonimo,
il concetto di risoluzione, che coincide con la
quantità di pixel per unità di misura.
La risoluzione quindi la densità di pixel e
da essa dipende la qualità dell'immagine;
L'unità di misura più frequentemente usata
per quantificare la risoluzione il dpi (Dot Per
Inches), numero di pixel per pollice (un
pollice= 2,54 cm).
Codifica delle immagini (fisse)
Esiste un terzo parametro che
caratterizza un'immagine digitalizzata: la
profondità dell'immagine (o del colore),
anch'essa rappresentata con un certo
numero di bit:
maggiore il numero di bit utilizzati
maggiore la qualità del colore riprodotto.
Infatti un'immagine fatta anche e
soprattutto di colori, quindi ad un pixel
occorre associare un numero che
codifica il colore che ha, nell'immagine
da riprodurre, il punto rappresentato
Codifica delle immagini (fisse)
Per semplicità supponiamo di voler
rappresentare un carattere, per esempio il
carattere 'R', in bianco e nero: basterà un
solo bit per rappresentare il colore, per
esempio 1 per il nero, 0 per il bianco.
Immagine del carattere 'R' Immagine con sovrapposta
una griglia di 4x3
pixel
Proviamo a ridurre la grandezza di un pixel ovvero ad
aumentare il numero di quadratini della griglia da
sovrapporre all'immagine.
Ultimo raffinamento
Codifica delle immagini (fisse)
La codifica dei soli colori nero e bianco è
accettabile se l'immagine è un carattere,
non lo se l'immagine una fotografia, un
disegno, un dipinto.
Infatti anche una fotografia in bianco e
nero di fatto non contiene solo questi 2
colori ma diverse tonalità di grigio.
Immaginiamo allora di utilizzare 4 bit per
codificare il colore di un singolo pixel:
significa avere a disposizione 16 (=24)
diverse combinazioni di 0 e 1.
Codifica delle immagini (fisse)
Più precisamente non si parla di 16 colori
ma di 16 tonalità di grigio che vanno da
0000 (bianco) a 1111 (nero) passando per
varie sfumature di grigio (alla codifica
0001 corrisponderà un grigio chiarissimo,
alla codifica 1110 un grigio molto scuro).
A questo punto chiaro che, aumentando il
numero di bit impiegati per la codifica del
colore, aumenta la quantità di toni di
grigio che possono essere rappresentati:
con 8 bit possibile rappresentare 256
(=28) toni di grigio.
La rappresentazione RGB del colore
La riproduzione del colore per SINTESI
ADDITIVA permette la sovrapposizione di
tre sorgenti luminose primarie che in
questo caso sono state individuate nella
luce ROSSA, nella luce VERDE e nella
luce BLU unite nella famosa sigla RGB
(“Red”, “Green”, “Blue”).
La rappresentazione RGB del colore
Nella codifica RGB per ogni pixel occorre
distinguere tre distinti valori riferibili,
nell'ordine, alle componenti di luci rossa,
verde e blu;
utilizzando un byte per ogni colore
primario ogni pixel codificato con 3 byte
(3*8=24 bit in tutto).
La rappresentazione RGB del colore
Utilizzando 3 byte, quindi 24 bit, possiamo
codificare ben 224 = 16.777.216 colori
distinti:
un'enormità, tanto da ipotizzare, nel
criterio di codifica, l'uso di un numero
minore di bit senza un sensibile degrado
della percezione di un'immagine ma con il
vantaggio di un minore “peso” in termini di
quantità di byte, come ad esempio
l’utilizzo di palette di colore(descrivono
sottoinsiemi di 16.777.216 colori distinti)
Grafica vettoriale (cenni)
La codifica delle immagini mediante la
grafica bitmap adatta alla memorizzazioni
di fotografie ma non si adatta a
memorizzare disegni tecnici, diagrammi,
mappe;
in questi casi si preferisce utilizzare la
grafica vettoriale che si basa sulla
considerazione che ogni immagine può
essere vista come un insieme di oggetti, i
più utilizzati sono i luoghi geometrici come
i punti e le rette.
Grafica vettoriale (cenni)
L'utilizzo della grafica vettoriale, oltre a
comportare una minore occupazione di
memoria rispetto alla memorizzazione
della stessa immagine con la grafica
bitmap, permette una maggiore
manipolazione poiché possibile
modificare la dimensione dell'immagine
(ingrandendo o rimpicciolendo) senza
perdita di nitidezza; non un caso che le
mappe che possibile consultare sul Web
o sui navigatori GPS sono immagini
vettoriali.
Codifica dell'audio
Da un punto di vista fisico un suono può
essere definito come una sensazione
percepita dall'orecchio a causa del
movimento di un corpo che mette in
oscillazione l'aria.
Tale movimento, detto più correttamente
vibrazione, ha un andamento ondulatorio
nel tempo e perciò un suono può essere
rappresentato da un'onda, onda sonora.
Codifica dell'audio
Un suono caratterizzato dalla frequenza, misurata in Hertz (Hz),
che definisce l'altezza del suono, dall'ampiezza dell'onda,
misurata in decibel (dB), che determina l'intensità del suono ed
infine dalla durata.
Codifica dell'audio
La memorizzazione dei suoni su un disco
di vinile può essere considerata una
rappresentazione analogica del suono
perché fornisce una rappresentazione
continua dell'onda sonora, ma,
ovviamente, non può essere memorizzata
su un file ed elaborata da un computer.
Codifica dell'audio
E' necessario quindi convertire il segnale
sonoro, analogico, in un segnale digitale;
una tecnica utilizzata per la conversione
analogico-digitale di un suono quella di
trasformare l'onda (il continuo) in un serie
di valori rilevati in istanti di tempo distinti,
di mantenere tali valori all'interno di un
intervallo e codificare ciascun valore con
un numero.
Codifica dell'audio
Ci ricorda qualcosa? Ebbene si,
esattamente quanto già analizzato in
dettaglio per la codifica delle immagini
con la grafica bitmap;
il processo di cui stiamo parlando quello
che, partendo dal campionamento del
segnale e passando per la
quantizzazione, arriva alla codifica dello
stesso.
Codifica dell'audio
- la griglia che si sovrappone al segnale
digitale non ha carattere spaziale ma
temporale;
- anche in questo caso il processo di
quantizzazione introduce un errore;
- maggiore il numero di campioni,
migliore la qualità del suono riprodotto
ma, ovviamente, maggiore la quantità
di memoria necessaria.
Codifica dell'audio
16 bit per ogni singolo campione (quindi
65.536 livelli distinti di ampiezza) sono
solitamente sufficienti per una buona
qualità di codifica del segnale acustico
insieme ad una frequenza di
campionamento di 44.100 Hz (cio 44.100
campioni ogni secondo) utilizzata per una
qualità CD (compact-disk).
Codifica del video
Alla base della codifica dei “filmati” c'è la
riflessione, antica quanto la storia del
cinema, che, osservando in rapida
sequenza immagini fotografiche (dette
“frame”) contenenti piccole variazioni, si
ha la percezione della continuità e quindi
del movimento.
Una buona velocità in tal senso 30 frame
al secondo.
Se poi aggiungiamo una colonna sonora
sincronizzata con le immagini otteniamo
un video “completo” (suono+ immagine).
Codifica del video
La digitalizzazione di un video quindi una
combinazione di tecniche di
digitalizzazione di suoni e immagini;
Classificazione dell’informazione
Fino ad adesso abbiamo visto come
codificare un’informazione.
l'informazione codificata viene
memorizzata in un “oggetto” chiamato file
a cui si assegna un NOME allo scopo di
caratterizzare in modo chiaro ciò che
rappresenta; curriculum_mario.txt
Classificazione dell’informazione
Si distinguono due parti, la prima
“curriculum_mario” detta propriamente
NOME; la seconda “txt” si dice
ESTENSIONE e segue il PUNTO che fa
da SEPARATORE.
Classificazione dell’informazione
In ambiente WINDOWS l'estensione
indica il TIPO di informazione (quindi il
criterio utilizzato nella codifica) che con
una convenzione piuttosto diffusa nel
mondo dell'Informatica indica un
contenuto di tipo testuale “semplice” cioè
codificato con l'uso del codice ASCII.
Classificazione dell’informazione
Aritmetica binaria
Il sistema di numerazione binario, come
sottolineato più volte, un sistema di
numerazione posizionale:
di conseguenza in esso le quattro
operazioni fondamentali seguono le
stesse regole applicate nel sistema
decimale.
Operazioni binarie
0+0=0
1+0=1
0+1=1
1+1=0 con riporto di una alla colonna
immediatamente a sinistra
Operazioni binarie
0-0=0
1-0=1
1-1=0
0-1=1 dopo essersi fatto prestare 1
dalla colonna di sinistra
Classificazione dell’informazione