La civiltà micenea appare più semplice e austera rispetto a quella
minoica, soprattutto osservando le imponenti opere di fortificazione.
Le mura sono realizzate con blocchi di dimensioni gigantesche
collocati a secco (cioè senza alcun collante tra i vari elementi).
Secondo la leggenda, quelle di Micene erano state edificate dai
Ciclopi, giganti con un occhio solo. Per questo motivo sono
conosciute come "mura ciclopiche".
La città all'interno delle mura non è molto estesa e non mostra una
disposizione regolare delle abitazioni. In cima si trova il palazzo
reale, mentre lungo le mura sono situate le tombe dei personaggi di
rilievo. Il corredo funerario rinvenuto nelle sepolture ha rivelato
molti aspetti della civiltà micenea: la sua natura guerriera, visibile in
numerosi reperti raffiguranti soldati o scene di lotta, ma anche le
elevate capacità tecniche nella lavorazione dei materiali. Lo
sbalzo della lamina d'oro, cioè la martellatura dal lato posteriore, e
l’agemina, cioè l'intarsio di vari metalli, sono solo alcune delle
tecniche artistiche usate dai Micenei per produrre i loro manufatti.
Le stesse capacità tecniche sono evidenti anche nella realizzazione
delle tombe a tholos, caratterizzate dalla perfetta disposizione dei
blocchi e dalle eccezionali dimensioni delle pseudo-cupole.
La maschera di Agamennone
Quando Schliemann scoprì questa maschera in lamina d’oro, pensò
subito fosse il volto di Agamennone.
Ma anche questa volta si sbagliava, la maschera è ancora più antica
della tholos in cui è stata trovata.
Forse si tratta di un guerriero, del quale l’ignoto artista ha voluto
esprimere tutto il vigore attraverso i tratti spigolosi e severi.
è un ritratto idealizzato dunque, questa maschera sembra
richiamare un volto reale, altre maschere mostrano volti
completamente diversi, segno che non esisteva una forma standard
ma ognuna era ricalcata sulle fattezze reali del defunto.
Anche la tecnica lo sbalzo su lamina d’oro si presta alla
realizzazione di ritratti personalizzati: la forma veniva modellata
lentamente dall’interno, e poteva essere provata sul volto reale.
Tuttavia per la cosiddetta maschera di Agamennone molti sono
ancora i dubbi sull’autenticità. Alcuni studiosi credono che sia un
falso prodotto dallo stesso Schliemann mentre altri pensano che
abbia alterato la maschera originale.
Gli elementi a supporto di questa tesi nascono dal confronto con
altre maschere rinvenute nello stesso luogo. Ad esempio queste non
hanno mai le orecchie sagomate dal taglio del metallo, né
presentano tratti così nitidi come gli occhi o le labbra della
maschera di Agamennone.
Lo sbalzo si usa per realizzare un disegno in rilievo su una lamina
d’oro o di un altro metallo. La lastra viene lavorata dal retro
martellando con una punta le parti da far sporgere sul lato
anteriore. In base alla forma del disegno e alle dimensioni dei
dettagli si usano strumenti con punta arrotondata o appuntita.
Per realizzare un rilievo molto più profondo o per ripetere più volte
lo stesso motivo, la lamina può essere martellata su uno stampo in
legno. Alla fine dell’operazione si definiscono i particolari sul lato
anteriore con il cesello, uno strumento che permette di delineare
contorni molto precisi.
La ceramica rivela gli scambi culturali con la civiltà minoica. la
pittura vascolare presenta gli stessi temi e colori del vasellame
tardo cretese. La differenza riguarda lo stile, rigido e schematico.
Confrontando il polpo di un vaso miceneo con quello minoico, è
evidente che l’animale è stato geometrizzato, in alcuni casi è
talmente stilizzato da risultare irriconoscibile
La grande diffusione della figura del polpo già nell’arte minoica non
può essere considerata solo come scelta di un soggetto familiare a
un popolo di mare, al contrario non aveva un rapporto così stretto
con il mare. Secondo alcuni studiosi il tema del polpo andrebbe letto
in chiave simbolica e religiosa. La sua intelligenza e i suoi
movimenti aggraziati, potrebbero essere considerati attributi divini
e il polpo un animale oggetto di adorazione.
Il rhyton è un boccale caratterizzato dall'impossibilità di essere
appoggiato, poiché privo di piede, e forato nella parte inferiore,
costringendo a non interrompere la bevuta fino all’esaurimento del
liquido contenuto. Nell’antichità questi boccali erano spesso
realizzati a forma di corno o a testa di animale. Come avrai capito,
non si tratta di un oggetto utilizzato quotidianamente, ma solo in
occasioni speciali: aveva infatti un carattere rituale. Quello che hai di
fronte, in argento e oro, apparteneva senza dubbio a un esponente
della classe nobile, legata ai valori aristocratici della caccia e della
guerra.
Dopo il 1200 a.C., la civiltà micenea cominciò a declinare,
probabilmente a causa di invasioni, conflitti interni e catastrofi
naturali. Tuttavia, il suo retaggio influenzò profondamente la cultura
greca successiva, gettando le basi per lo sviluppo della Grecia
classica.
In sintesi, l'arte micenea rappresenta un importante capitolo nella
storia del Mediterraneo antico, con opere che riflettono una società
aristocratica, guerriera e fortemente gerarchica, proiettata verso la
costruzione di monumenti e il mantenimento del potere attraverso
simboli visivi di forza e ricchezza.