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Discorso

Il documento presenta uno studio sull'uso dei segnali discorsivi nelle conversazioni su WhatsApp tra parlanti nativi di spagnolo peninsulare, analizzando espressioni colloquiali come vaya, vamos, venga e anda. Si evidenzia come il linguaggio colloquiale, tradizionalmente associato all'oralità, si stia adattando alla comunicazione scritta grazie alle nuove tecnologie, creando un genere ibrido che combina caratteristiche di entrambi. Inoltre, si sottolinea l'importanza della spontaneità e dell'espressività nel linguaggio informale, che riflette le relazioni tra gli interlocutori.

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Il documento presenta uno studio sull'uso dei segnali discorsivi nelle conversazioni su WhatsApp tra parlanti nativi di spagnolo peninsulare, analizzando espressioni colloquiali come vaya, vamos, venga e anda. Si evidenzia come il linguaggio colloquiale, tradizionalmente associato all'oralità, si stia adattando alla comunicazione scritta grazie alle nuove tecnologie, creando un genere ibrido che combina caratteristiche di entrambi. Inoltre, si sottolinea l'importanza della spontaneità e dell'espressività nel linguaggio informale, che riflette le relazioni tra gli interlocutori.

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Buongiorno a tutti,

Ringrazio il presidente, tutta la commissione e il professor Poroli per l’introduzione al mio tema.

Come anticipato oggi presenterò il mio lavoro sull’uso dei segnali discorsivi, con un focus
particolare sulle conversazioni mediate da Whatsapp tra parlanti nativi di lingua spagnola.
Questo studio si concentra sulla varietà dello spagnolo peninsulare e analizza le funzioni di 4
segnali discorsivi nello specifico: vaya, vamos, venga e anda, espressioni colloquiali tipiche del
registro orale.
Essendo le chat di WhatsApp ricche di espressioni e usi di questo tipo, ho ritenuto importante
cominciare con un’introduzione proprio sul linguaggio o registro colloquiale.
Esso è la forma di comunicazione che utilizziamo nella vita di tutti i giorni in contesti informali,
come quando parliamo con amici familiari o conoscenti in situazioni rilassate.
Non è necessariamente legato a livello di istruzione o allo status sociale, perché tutti i parlanti nativi
di una lingua possono decidere di usarlo indipendentemente dal grado di alfabetizzazione.
Per questo può essere definito come una varietà diafasica o situazionale della lingua, cioè un
registro che cambia un base al contesto.

Proprio perché nasce nel dialogo quotidiano, il linguaggio colloquiale è da sempre associato alla
comunicazione orale. Al contrario il registro formale, l’uso della lingua tra interlocutori che non
hanno un rapporto stretto e in contesti specialistici è sempre stato associato alla scrittura. E questi
due poli, Oralità e scrittura, fino a un paio di anni fa erano sempre stati abbastanza separati.

È risaputo però, che la lingua non è mai statica: evolve continuamente, adattandosi ai bisogni dei
parlanti e ai contesti in cui viene utilizzata.

Infatti con l’avvento delle nuove tecnologie e la diffusione della comunicazione digitale, il
linguaggio colloquiale ha superato i confini dell’oralità ed è entrato nella comunicazione scritta.
Così la scrittura, che tradizionalmente era considerata più formale e strutturata, ha iniziato ad
assumere caratteristiche tipiche del parlato.

Le chat di whatsapp sono un ottimo esempio di questo cambiamento:

Sono un mezzo di comunicazione scritto, ma possiedono molte caratteristiche della lingua parlata:

- Nella maggior parte dei casi gli scambi di messaggi avvengono in tempo reale come
nell’oralità, poiché la MI è un mezzo di comunicazione tendenzialmente sincrona

- È un discorso Spontaneo, Rispetto al linguaggio formale, il linguaggio colloquiale che


viene usato permette di esprimere pensieri, emozioni e idee in modo più naturale

- Poiché si tratta di un linguaggio informale, tende a essere meno preciso, Non sempre
rispetta le regole grammaticali e ortografiche, anzi, spesso contiene veri e propri errori,
contiene ripetizioni, pause. inoltre si tende a usare parole generiche per riferirci a concetti
che, in un contesto formale, richiederebbero termini più specifici. (Cosa, cacharro).

Questo avviene perché a differenza di un testo scritto formale, la priorità nelle MI è la velocità e la
spontaneità. Nelle chat non ci preoccupiamo troppo della grammatica o dell’ortografia.
L’importante è farsi capire velocemente. In alcuni contesti è più importante l’urgenza
comunicativa rispetto alla forma con cui sto tramettendo quella cosa. Comunicazione sincrona in
cui non si ha molto tempo per pensare a ciò che si sta scrivendo perché ci si aspetta una risposta
rapida

- Ma espressivo, è ricco di emozioni. Anche quando si messaggia si ricorre all’uso di


esclamazioni, diminutivi, e termini affettuosi per rendere la conversazione più vivace e
personale. Ad esempio, “holi”, “que guayyy!” o “venga, va!”, espressioni che trasmettono
immediatamente un tono emotivo.

- Uso di interiezioni e segnali discorsivi


Si usano frequentemente parole di riempimento o segnali discorsivi. È normale usare
espressioni come “o sea”, “a ver”, “pues”, che ci aiutano a prendere tempo mentre pensiamo
a cosa dire.

Queste caratteristiche sono strettamente collegate al tipo di relazione presente tra i parlanti e ad
alcuni fattori situazionali che rendono il linguaggio colloquiale più riconoscibile (Antonio Briz).
Questo tipo di linguaggio si basa spesso su una relazione di parità e di vicinanza tra gli interlocutori.
È più facile sentirsi liberi di usare il linguaggio colloquiale con persone che conosciamo bene o in
situazioni informali.

Inoltre Il linguista Antonio Briz sottolinea come le persone che utilizzano prevalentemente il
registro colloquiale tendano a riflettere questo stile anche nella scrittura. In altre parole, scriviamo
come parliamo, soprattutto in contesti informali come le chat.

Questo fenomeno, definito “oralizzazione della scrittura” ha portato molti studiosi a chiedersi se
la lingua delle chat sia più vicina alla lingua parlata o a quella scritta. La risposta più comune è che
si tratta di un genere ibrido: un modo di scrivere che prende in prestito le caratteristiche della
comunicazione orale e le incorpora dentro la scrittura

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