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Kant

Immanuel Kant, filosofo dell'illuminismo tedesco, ha definito l'illuminismo come l'uscita dall'ignoranza e ha sostenuto l'importanza della ragione nell'analisi del mondo. La sua filosofia si sviluppa attraverso una critica alla ragione e una distinzione tra sensibilità e pensiero, affermando che la conoscenza scientifica è basata su giudizi sintetici a priori, che sono universali e necessari. Kant ha cercato di confutare le idee di Hume sulla causalità e la conoscibilità della realtà, proponendo una 'rivoluzione copernicana' nel pensiero filosofico, ponendo il soggetto al centro dell'esperienza conoscitiva.

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Immanuel Kant, filosofo dell'illuminismo tedesco, ha definito l'illuminismo come l'uscita dall'ignoranza e ha sostenuto l'importanza della ragione nell'analisi del mondo. La sua filosofia si sviluppa attraverso una critica alla ragione e una distinzione tra sensibilità e pensiero, affermando che la conoscenza scientifica è basata su giudizi sintetici a priori, che sono universali e necessari. Kant ha cercato di confutare le idee di Hume sulla causalità e la conoscibilità della realtà, proponendo una 'rivoluzione copernicana' nel pensiero filosofico, ponendo il soggetto al centro dell'esperienza conoscitiva.

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Immanuel Kant 1724-1804

Chi è Kant? Kant era colui che aveva definito l’illuminismo in uno dei suoi L'iter filosofico di Kant
articoli come “l’uscita dell’uomo da uno stato di minorità, intesa come una La via percorsa da Kant fino al raggiungimento del punto di vista
condizione tutt'altro che virtuosa, caratterizzata da una sorta di pigrizia completo e definitivo della sua filosofia può essere ricapitolata
congenita, che lo porta ad accettare dogmi, falsi miti e ogni genere di idea come segue:
che non sia sostenuta da valide motivazioni” negli studi giovanili Kant si avvicina alla filosofia naturalistica
dell' Illuminismo ispirata da Newton. Questa filosofia, con il
suo ideale di una descrizione dei fenomeni e con la rinuncia
per kant l’illuminismo è la fiducia nelle Kant disse “sapere aude” cioè ad ammettere cause e forze che trascendano tale
proprie capacità di analisi del mondo, è abbi il coraggio di servirti della descrizione, gli prospetta l'esigenza di una metafisica che si
portare tutto quello che vediamo tua propria intelligenza per costituisca in base agli stessi criteri limitativi e che si avvalga
davanti al tribunale della ragione. conoscere il mondo. del metodo della ragione fondante;

kant fa parte dell’illuminismo tedesco Le analisi degli empiristi inglesi lo inducono a delineare la
metafisica dapprima come scienza limitativa e negativa, quindi
come un' autocritica della ragione. Questo punto di vista è già
focus: ricordiamo che gli illuministi tedeschi sono succubi
raggiunto negli scritti pubblicati tra il 1762 e il 1765;
degli apparati statali, al tempo la germania era divisa in 360
staterelli ed in alcuni stati la scuola funzionava e quindi gli
successivamente, e per la prima volta nella dissertazione del
illuministi tedeschi insegnavano come funzionari dello stato,
1770, il punto di vista critico si chiarisce, limitatamente alla
kant viene pagato quindi sarà psicologicamente portato a
conoscenza sensibile, come punto di vista "trascendentale", in
farsi gli affari suoi e a fare l’impiegato, ebbe una vita
virtù del quale la validità della conoscenza viene fondata sui
monotona, non ha mai partecipato alla vita politica, quindi
suoi stessi limiti;
non è Rousseau, non è Diderot, non è tra quelli che
combattono contro il potere assoluto.
dal 1781 in poi, il punto di vista critico viene esteso a tutti gli
ambiti della vita umana.

comunque Kant conosce gli illuministi e ad un certo punto si leggerà quello che dice Hume (illuminismo inglese, un illuminismo nato in
inghilterra dove c’era stata la gloriosa rivoluzione e la borghesia aveva vinto, quindi hume si può permettere di essere scettico) nel suo
trattato sulla natura umana e ne rimarrà sconvolto perché inizialmente kant è uno scienziato newtoniano che addirittura formulerà per
primo un ipotesi sull’origine dell’universo applicando newton alla storia dell’universo

ipotesi sull’origine del nostro sistema solare da una nebulosa, quindi inizialmente per kant inizialmente non avevi a
che fare con pianeti e soli strutturati, ma con materia distribuita nello spazio in modo abbastanza omogeneo da
cui si sono originati i pianeti e i soli secondo i principi della dinamica di newton

questa è un'ipotesi astronomica che più avanti verrà formulata in termini matematici da Laplase e si chiama ipotesi di Kant e Laplace su
l’origine dell’universo ed è la prima volta che nella modernità viene introdotta la dimensione temporale nel parlare della natura, cioè fino
a darwin si credeva che la terra fosse sempre stata così fin da quando Dio l’aveva creata e non che si fosse formatat con il tempo)

quindi kant legge hume e gli prende un colpo “la lettura di hume è Hume ha ragione, ma non può avere ragione e quindi
come se mi avesse svegliato da una sorta di sonno dogmatico” l’obbiettivo di kant sarà confutare hume per
salvaguardare la scienza moderna perchè se hume avesse
(dogmatico significa che noi siamo convinti che quello che ci è ragione vorrebbe dire che la scienza moderna non esiste
stato insegnato sia vero punto e basta, è un illusione però)

Cosa diceva Hume? Hume aveva demolito la relazione causale su cui si basa la scienza moderna perchè noi non
possiamo spiegare questa relazione ne tramite l’esperienza ne tramite la ragione, eppure siamo convinti che esista
perchè abbiamo bisogno di credere in un mondo regolare, quindi siamo portati a proiettare sul mondo l’idea che ad
ogni corsa corrisponda un effetto, che in qualche modo possiamo controllare la realtà, ma non è così.

Inoltre Hume nega la conoscibiltà della realtà materiale che ci circondo perchè noi abbiamo a che fare
con dei contenuti mentali e non possiamo sapere se all’idea di albero che abbiamo nostra mente
corrisponda effettivamente all’albero nella realtà esterna alla nostra mente.

come fare a confutare Hume? Attraverso la “rivoluzione copernicana”

come Copernico aveva "ribaltato" i rapporti invece dell’oggetto, al centro c’è il soggetto, invece dell'oggetto al quale tu ti adegui,
tra la Terra e il sole (mettendo il sole al tu hai il soggetto che proietta su quel punto interrogativo che è il mondo la
centro), così Kant capovolge i rapporti tra geometria euclidea e stessa cosa dicasi per la matematica, quindi questa concezione
soggetto e oggetto nell'ambito del processo del modo di vedere le cose porta alla conclusione che la matematica è una creazione
conoscitivo, assegnando un ruolo fondamentale dell’uomo che però funziona perchè si basa sulle forme a priori del tempo e dello
al primo nell'elaborazione dell'esperienza spazio che sono alla base della nostra conoscienza)

In realtà però il termine rivoluzione copernicana è un po’ improprio perché Kant fa il contrario di quello che ha fatto Copernico, Copernico
aveva messo l’uomo in secondo piano facendogli perdere importanza, al contrario Kant metterà l’uomo in primo piano
La filosofia naturalistica di kant consiste nelle leggi di newton che sono anche quelle dei filosofi razionalisti di questo periodo, inoltre
accetta anche il contributo di locke
quindi Kant ridimensionare la pretesa dei filosofi di parlare di tutto il mondo perché la filosofia è in qualche modo limitata dall’esperienza

A questo punto Kant, che è costretto a ragionare sui principi gnoseologici della conoscenza (la gnoseologia è quella branca della filosofia che
studia la conoscenza), scrive un libro “dissertazione sulla forma e i principi del mondo sensibile e intelligibile" dove va ad analizzare le due
facoltà da sempre contrapposte nella storia della filosofia:

SENSIBILITÀ DUBBIO (pensiero/ragione)

più importante per la corrente empirista che riduce tutto più importante per la corrente razionalista che riduce
alle sensazioni tutto al pensiero

locke e hume alla base ci sta l’impressione e il pensiero è il che dice che le sensazioni altro non cartesio e Leibniz
ricordo della sensazione, quindi è un derivato sono che pensieri confusi e quando
e quindi pensiero e sensazione sono fatti della tu li chiarisci diventano pensieri
stessa sostanza

quindi entrambe le correnti sanno che esistano sensazioni e pensieri e credono che questi siano collegati, sono la stessa cosa perché i
razionalisti riconducono le sensazioni ai pensieri, mentre gli empiristi riconducolo le idee alle sensazioni;

che dice kant in merito a questo discorso? non è come dicono loro, si esistono queste due facoltà, ma sono eterogenee, sono
completamente diverse, tu non puoi ricondurre la sensazione al pensiero e viceversa

che caratteristiche ha la sensibilità? che cos’è il pensiero?


kant dice che la sensibilità ha la caratteristica di essere passiva kant dice che il pensiero è discorsivo, è la capacità di
(perché quando percepiamo qualcosa ovviamente non siamo noi mettere insieme soggetto e predicato producendo
la parte attiva, non scegliamo noi di vedere cosa ci sta di proposizioni, pensieri e giudizi (i giudizi che sono sinonimi di
fronte), immediata e presente e attraverso la sensibilità noi proposizioni, quelle apofantiche, quelle aristoteliche e le
entriamo in contatto con il mondo; proposizioni sono giudizi perché implicano la capacità di
pensare di ragionare, cioè unire un soggetto con un
se volessimo però un pò di attività nella conoscenza sensibile
predicato) quindi il pensiero è attivo
c’è perchè tu guardi per esempio la lavagna è evidente che
quello che c’è nella stanza non dipende da me, ma che cos’è inoltre ci sarebbe anche una terza facoltà, ovvero la ragione,
che dipende da me? tu quando guardi la lavagna la inserisci in che però non è altro che l’intelletto utilizzato in modo diverso,
un contesto che ci metti tu, ovvero spazio e tempo che sono i cioè la ragione è l’intelletto che vuole parlare del tutto.
meccanismi a priori intuitivi della nostra sensibilità
per hume spazio e tempo assoluti non esistono perchè
concezione diversa da quella:
esistono solo nella nostra mente, è un'operazione mentale
newtoniana, infatti per newton spazio e tempo sono realtà (per esempio tu prendi questa stanza, poi aggiungere a
oggettive, indipendenti da noi, per newton spazio e tempo esistono questa stanza una stanza analoga e ancora e ancora, così
anche nel momento in cui l’uomo scompare; all’infinito e hai creato lo spazio infinito che però esiste solo
humiana, infatti per hume spazio e tempo sono delle percezioni, a livello empirico); per newton invece spazio e tempo assoluti
sono idee che noi conosciamo a livello empirico (per hume non sta esistono; per Kant invece spazio e tempo assoluti esistono, ma
dentro di noi il tempo, tu quando vieni al mondo sei tabula rasa, poi solo perchè tutti quanti noi siamo dotati degli stessi
guardi qualcosa di rosso apprendendo l'impressione di rossa che poi meccanismi mentali per cui tutti quanti noi vediamo le cose
elabori e trasformi in idea) nello spazio e nel tempo, quindi knat in qualche modo sta
salvando l’assolutezza del tempo e dello spazio;

Kant analizza queste due facoltà anche nella sua opera più fa ora “la critica alla ragion pura” (ovvero l’analisi dei meccanismi della
nostra ragione prima che questa entri in contatto con l’esperienza)

la parola critica è intesa come analisi, quindi analisi della ragion pura e cosa significa pura? Kant non sta analizzando la ragione concreta,
quella utilizzata dagli scienziati, quella con cui entriamo in contatto con il mondo, ma prima di analizzare la scienza bisogna analizzare l’uomo e
quindi kant sta analizzando la ragione umana e deve capire fin dove può arrivare la nostra conoscenza e quanto è attendibile

In questa sua opera si pone 3 domande: Che cos’è la matematica e se è possibile come scienza? Risponderà nell’etica trascendentale e
Che cos’è la geometria e se è possibile come scienza? nell’analitica trascendentale
Che cos’è la metafisica e se è possibile come scienza Risoonderà nella dialettica trascendentale

kant dimostrerà con la sua filosofia che la matematica, la geometria e la fisica sono delle scienze che producono un sapere assoluto e necessario,
mentre la metafisica , cioè quella disciplina umana che ha come obiettivo il parlare del tutto, non è una scienza
Per poter rispondere a queste domande dobbiamo innanzitutto capire “che cos’è la scienza?”

la conoscenza scientifica è quella che vede l’applicazione dei concetti e delle categorie alla realtà empirica, cioè noi sintetizziamo i dati che ci
arrivando dal mondo reale attraverso l’esperienza e poi esprimiamo dei giudici, per esempio io guardo il sole (dato sensibili) e poi inizio a
riflettere sul sole, iniziò a definirlo attraverso i giudizi (il sole è una stella)

la scienza moderna per kant ti parla non della realtà come veramente è , ma del modo in cui la realtà appare a te, quindi la conoscenza è
sempre conoscenza fenomenica data dall’incontro tra il lumeo e le sue forme a priori.

Secondo Kant la scienza si fonda su dei principi che sono al tempo stesso sintetici e a priori:

“GIUDIZI ANALITICI A PRIORI”: “GIUDIZI SINTETICI A POSTERIORI”:


Kant li collega alla gnoseologia razionalista. sono collegati alla gnoseologia empirista.
Esempio: “I corpi sono estesi”. Esempio: “I corpi sono pesanti”.
Sono “analitici” perché il predicato non dice nulla di nuovo Sono “sintetici” perché il predicato “aggiunge”, dice qualcosa di
rispetto al soggetto, ma “esplicita” ciò che è già implicitamente nuovo rispetto al soggetto, in quanto esso non viene dedotto dal
contenuto nel soggetto: quindi sono giudizi “infecondi”, puramente soggetto, ma viene ricavato dall’esperienza: quindi sono giudizi
“esplicativi”, non accrescitivi di conoscenza. “fecondi” (accrescono le conoscenze).
Sono “a priori” in quanto il predicato non viene ricavato Sono “a posteriori” perché si basano esclusivamente
dall’esperienza, ma viene dedotto logicamente (aprioristicamente) dall’esperienza: quindi non sono universali e necessari, perché
dal soggetto: quindi sono giudizi “universali e necessari”, non sono soggetti alle variazioni dell’esperienza.
soggetti alle variazioni dell’esperienza.
Il loro valore consiste nella fecondità, ma il limite consiste nel fatto
Il valore di questi giudizi consiste nella loro validità universale e che queste conoscenze non possono avere valore universale
necessaria, ma essi hanno il limite di non accrescere le conoscenze
non sono giudizi scientifici.
non sono giudizi scientifici.

Da questo confronto emerge la soluzione di Kant, ossia il “Giudizio sintetico a priori”.

sono i giudizi scientifici per eccellenza, cioè principi universali e necessari – non derivanti dall’esperienza ma dalla mente – che valgono
ovunque, sempre e per tutti allo stesso modo, e pertanto sono i pilastri fondamentali della scienza. Esempi: “7 +5=12”; “La linea retta è la
più breve tra due punti”.
Sono “giudizi” perché collegano un soggetto e un predicato.
Sono “sintetici” (cioè “fecondi”, “estensivi”, “accrescitivi di conoscenza”) perché il predicato dice qualcosa di nuovo rispetto al soggetto,
quindi aumenta le conoscenze.
Sono “a priori” perché non derivano dall’esperienza ma la precedono, e quindi sono “universali e necessari”, non soggetti alla mutevolezza
dell’esperienza.

Quindi: i requisiti fondamentali del giudizio scientifico sono la “sinteticità” (= da cui la fecondità) e l’“apriorità” (= da cui l’universalità e necessità).

Etica trascendentale
Il termine trascendente era stato utilizzato per la 1° volta da San Tommaso D’Aquino e sta ad intendere qualcosa che trascende, che va
oltre la nostra mente e non può essere ricondotto all’esperienza in quanto sussiste indipendentemente dalla realtà di cui è presupposto

Per spiegare l’etica trascendentale, ovvero una sezione della “critica della ragion pura” dove Kant studia la sensibilità e le sue forme a priori,
abbiamo fatto l’esempio di una lente blu attraverso cui noi guardiamo il mondo e lo vediamo ovviamente blu
perchè il fenomeno è dato dall’incontro della realtà per come realmente è e le nostre capacità conoscitive

quindi la conoscenza è sempre conoscenza fenomenica e anche la conoscenza scentifica si basa su una conoscienza fenomenica perchè la
scienza non analizza il mondo per come realmente è, ma per come appare ai nostri occhi

kant dice che che le lenti della sensibilità sono lo spazio e il tempo quindi lo spazio e il tempo per kant non sono né
oggettivi nè indipendenti da te, ma sono il modo della
l’estetica trascendentale è lo studio dei meccanismo a priori della nostra sensibilità. specie umana di vedere la realtà, se scomparisse
l’uomo scomparirebbero anche il tempo e lo spazio

quindi kant sta dicendo che quando veniamo al mondo non


kant sta dicendo qualcosa di diametralmente opposto a quello che aveva
siamo tabula rasa, ma abbiamo già dei meccanismi
detto hume, ovvero per hume spazio e tempo erano oggettivi in modo
naturali a priori
assoluto, cioè il tempo scorre allo stesso modo per tutti in tutto l’universo,
kant parlerà di idee innate, intendendo con idee innate i mentre per kant spazio e tempo sono forme a priori della nostra sensibilità)
meccanismi mentali
Riassumendo cosa sono spazio e tempo? Hume diceva che spazio e tempo sono idee tratte da impressioni (io guardo questa stanza la
trasformo in un idea, poi a questa idea aggiungo un altra idea smile e in questo modo ho
creato l’idea di spazio)

questa non è l’idea che ha kant, kant non è d’accordo ne con hume ne con newton né con Leibniz

spazio e tempo sono oggettivi e spazio e tempo sono relativi ai rapporti


sono i contenitori della realtà tra le cose → stessa idea di einstein

per kant tempo e spazio sono una sorta di occhiali attraverso i quali noi guardiamo alla realtà, quindi sono intuitivi, non sono concetti, quidni
spazio e tempo sono intuizioni trascendentali che ci sono ancora prima che uno faccia esperienza del tempo e lo spazio, anzi sono le condizioni
che permettono di fare esperienza, quindi spazio e tempo sono forme a priori della sensibilità ed è sulla base di queste forme a priori che
sono possibili i giudizi a priori (non derivano dall’esperienza) perchè tu hai l’idea di spazio e proietti quest’idea sulla realtà allora tracciando
una retta tra due punti costruisci un qualche cosa che in te aggiunge conoscenza, inoltre la retta sarà oggettiva e assoluta.

kant spazio e tempo sono assoluti nel senso che tutti quanti gli uomini costruiscono le loro esperienze nello spazio e nel tempo e siccome nel
far questo stiamo organizzando la realtà, come la organiziamo? secondo la geometria euclidea che è ciò che ci permette di fare esperienza

grazie a questi ragionamenti kant può rispondere alle domande “è possibile la matematica come scienza?” ”è possibile la geometria come
scienza?” si, perchè? perché queste due discipline producono dei giudizi sintetici a priori che sono proposizioni vere in modo assoluto, oggettivo
e aggiungono anche conoscenza

la matematica è vera perchè ha aggiunto le la geometria è vera perché ha aggiunto l’elemento


unità al tempo, quindi è parte del tempo spazio, io colloco le cose nello spazio

Quindi la matematica e la geometria sono oggettive, assolute e permettono di produrre


delle conoscenze nuove essendo legate intrinsecamente al tempo e allo spazio

Se vogliamo anche la fisica è una scienza, ma nel caso della fisica la spiegazione è un pò più complessa da dire perché la fisica implica la
necessità di un giudizio vero e assoluto che però faccia riferimento anche all’esperienza perché kant ha fatto sua la lezione della scienza
moderna secondo cui ogni nostro giudizio sulla realtà è valido nel momento in cui parte dalla realtà ed è verificato nella realtà

La fisica in ogni caso è una scienza perchè si basa si sull’esperienza, ma soprattutto si basa sui principi a priori dell’intelletto che Kant
spiegherà nell’analitica trascendentale, ovvero i giudizi e le categorie, perché attraverso la fisica noi analizziamo la realtà con cui
entriamo in contatto attraverso le sensazioni grazie ai giudizi

tra spazio e tempo il più importante è il


tempo perché tutto quello che ci succede,
ci succede nel tempo e se non ci fosse il
tempo io posso avere un'intuizione dello
spazio, ma se poi non la colloca nella mia
coscienza che è temporalità allora quell
intuizione non è niente perchè non è
conservato nella memoria, nel tempo.

Analitica trascendentale
nell’analitica trascendentale kant si occupa del pensiero, del giudizio, perché la sensibilità da sola non produce conoscenza così come
l'intelletto da solo non produce conoscenza perché le sensazioni senza concetti sono ciechi e i pensieri senza dati empirici sono vuoti

c’è la frase famosa di kant che dice “senza sensibilità nessun oggetto ci verrebbe dato e senza intelletto nessun
oggetto verrebbe pensato. I pensieri senza contenuto sono vuoti, le intuizioni senza concetti sono cieche”

come facciamo noi a pensare? in quanti modi possiamo pensare? qui kant si rifà alla tradizione filosofica, ad aristotele, infatti già aristotele
aveva detto che noi pensiamo alla realtà attraverso 12 categorie

a questo poi kant aggiunge la kant in qualche modo sviluppa aristotele e dice che quando noi parliamo del mondo produciamo
teoria delle categorie 12 tipi di pensieri che lui chiama giudizi, quindi kant elabora la tavola dei giudizi

quando tu esprimi il giudizio “tutti gli uomini sono mortali” stai elaborando un giudizio quantitativo, come fai ad elaborare un giudizio
quantitativo? tu prendi gli uomini e poi agli uomini vai ad applicare la categoria “tutti”

quindi queste categorie sono meccanismi che noi dentro di noi e fanno parte dei giudizi, senza le categorie i giudizi non possono
esistere e a 12 categorie corrispondono 12 giudizi
Tavola dei giudizi di Kant
Giudicare dal punto di vista della quantità significa giudicare l’estensione dell’appartenenza del predicato al soggetto

Giudicare dal punto di vista della qualità significa attribuire ad un soggetto le caratteristiche di un predicato (l’inerenza di un
predicato): quando dice il muro è bianco è affermativo, quando dici il muro non è bianco stai negando, se tu dici il muro è non
bianco vuol dire che il muro è tutto il resto tranne che bianco

Giudicare dal punto di vista della relazione significa stabilire una relazione dal punto di vista del predicato per cui i se il soggetto esprime una
sua priorità (es: gli essere una i sono intelligenti) tu hai a che fare con un giudizio categorico, se tu individui una cosegnuenza del soggetto e il
predicato (es: se studi sarai promosso) tu hai un giudizio ipotetico che sta alla base della relazione casuale (se c’è A segue B)

la conoscenza scientifica è quella che vede l’applicazione dei concetti e delle categorie alla realtà empirica, cioè noi sintetizziamo i dati che
ci arrivando dal mondo reale attraverso l’esperienza e poi esprimiamo dei giudici, per esempio io guardo il sole (dato sensibili) e poi inizio a
riflettere sul sole, iniziò a definirlo attraverso i giudizi (il sole è una stella)

Nell’analitica trascendentale Kant oltre alle categorie e i giudizi aggiunge anche gli schemi trascendenti

Kant ha detto che la sensibilità e l’intelletto sono due facoltà differenti, sono eterogenee, non è la sensibilità assimilabile
all’intelletto e viceversa, quindi nello schematismo trascendentale Kant tratta il rapporto che esiste tra sensibilità ed intelletto,
come? Quando noi ci rapportiamo alla realtà è come se calassimo le nostre categorie nel tempo e le facciamo diventare un
qualche cosa di più mobile e quindi per ogni classe di giudizi tu hai 4 schemi trascendentali
Facciamo un esempio di tipo empirico: tu ti affacci alla finestra e in lontananza vedi degli animali che si muovono, al 99% diciamo che sono dei
cani, ma Qual’è il problema? Come facciamo a dire che sono dei cani?

se noi ci affidassimo unicamente alla nostra capacità percettiva a cento metri di distanza non abbiamo i dati per dire che sono dei
cani, allora come facciamo a dire che sono dei cani? perchè noi al posto di fare esperienza abbiamo elaborato degli schemi
percettivi e quindi noi in testa abbiamo lo schema del cane e quindi riusciamo
a riconoscere il cane a 100 metri di distanza

Ovviamente potremmo sbagliare, però mediamente funziona perché sulla base della nostra conoscenza scientifica abbiamo
maturato questi schemi che ci mettono in contatto con la realtà

questi schemi non fanno parte delle categorie perché le categorie sono statiche, mentre gli schemi ci
servono per entrare in contatto con la realtà

allora per formare questi schemi ci vogliono anni o sono innati? se parliamo di schemi empirici si formano con anni di esperienza, ma kant in
questo discorso aggiunge un'altra facoltà, ovvero l'immaginazione produttiva
che crea degli schemi trascendentali a priori, ovvero una serie di schemi
temporali che corrispondono ognuno a una categoria

Quindi gli schemi trascendentali, come abbiamo anticipato, sono infatti le regole attraverso cui l'intelletto condiziona il tempo in conformità
ai propri concetti a priori: in tal senso costituiscono lo strumento di una "pre-sintesi intellettiva", mediante la quale il materiale della
sensibilità viene ordinato non ancora secondo le forme (concettuali) delle categorie, ma secondo la "prefigurazione" di esse nella forma del
tempo. In altri termini, potremmo dire (usando un'immagine didattica) che gli schemi trascendentali sono le categorie "calate" nel tempo,
ovvero le categorie "tradotte" in linguaggio temporale:

per quanto concerne le categorie di relazione, lo schema della categoria di sostanza è la permanenza nel tempo (infatti, noi possiamo
pensare qualcosa come sostanza solo a patto di rappresentarla come un quid che "permane" sotto il variare degli accidenti); lo
schema della categoria di causa-effetto è la successione (irreversibile) nel tempo; lo schema della categoria di azione reciproca è la
simultaneità nel tempo;
per quanto concerne le categorie di modalità, lo schema della categoria di possibilità è l'esistenza in un tempo qualsiasi; lo schema
della categoria di realtà è l'esistenza in un determinato tempo; lo schema della categoria di necessità è l'esistenza in ogni tempo;
per quanto concerne le categorie di quantità, il loro schema complessivo è il numero, ovvero la successiva addizione degli omogenei
nel tempo;
per quanto concerne le categorie di qualità, il loro schema complessivo è la "cosalità", ossia la presenza, l'assenza e l'intensità dei
fenomeni nel tempo (v. par. seg.: le anticipazioni della percezione).

ad un certo punto kant avrà il problema del rapporta che sussiste tra sensibilità e intelletto
In questo discorso parlerà di deduzione trascendentale
il termine deduzione è assimilabile a quello che ne fanno i giuristi e significa
giustificazione, kant vuole giustificare quello che ha detto fin ora, ma in
a questo punto lui elabora la teoria dell’io penso realtà non lo fa perchè dice che è così e non può essere altrimenti, nel
momento in cui tu ti rapporti al mondo non puoi farlo se non inserendo i dati
perché noi possiamo conoscere il mondo e la realtà c’è empirici negli schemi mentali dello spazio e del tempo, è così punto e basta
bisogno che noi abbiamo nella nostra testa gli schemi
mentali, vale a dire sensibilità ed intelletto, cosa sono questa è la giustificazione trascendentale
questi schemi mentali? gli elementi che compongono la
nostra mente e questi sono tutti uniti tra loro, infatti noi Quindi l’io penso si configura come il principio supremo della conoscenza
quando ci rapportiamo al mondo collochiamo i fenomeni umana, ossia come ciò qui deve sottostare ogni realtà per poter entrare nel
nello spazio e nel tempo e poi li pensiamo attraverso i campo dell'esperienza e per divenire un oggetto per noi, qualsiasi persona
giudizi e le categorie. in questa stanza quando guarda fuori dalla finestra e produce una qualsiasi
conoscenza funziona come l’io penso

quindi dal punto di vista filosofica l’assoluto, intendendo per assoluto come veramente è l’universo, come veramente è l’uomo, se esiste o non
Dio, noi non lo possiamo conoscere perché noi non possiamo andare oltre i nostri meccanismi
da questo punto di vista l’io penso è il ponte che esiste tra sensibilità e pensiero

Riassumendo l’io penso viene definito da Kant come:


1) “Suprema unità fondatrice della conoscenza”: le categorie “unificano” (= “sintetizzano”) il molteplice dei dati empirici, ma sono a loro volta
“unificate” dalla funzione unificatrice suprema dell’Io. Quindi l’Io, essendo il punto di riferimento unico delle categorie, costituisce il “principio
fondativo supremo” della conoscenza.
2) “Unità sintetica originaria dell’autocoscienza”: l’Io penso è la “coscienza di sé” del Soggetto, che quando pensa, applica le 12 categorie,
unificando la loro attività. Kant dice: “L’io penso deve poter accompagnare tutte le mie rappresentazioni, altrimenti la rappresentazione di un
oggetto sarebbe impossibile”: infatti, se io non avessi consapevolezza di me stesso, non potrei cogliere le rappresentazioni come “mie”, e quindi
non avrei nessuna rappresentazione. In breve: non può esserci la rappresentazione di un oggetto, se non c’è un io consapevole di produrla.
3) “Appercezione trascendentale: termine desunto da Leibniz, per il quale “appercezione” = “autocoscienza”, ossia “percepire di percepire”.
Quindi l’Io penso è “la coscienza di sé dell’io”; “trascendentale” indica che l’autocoscienza non è quella dell’ “io empirico”, cioè della mente del
singolo individuo, ma è una struttura mentale unica e universale che è comune a tutti gli uomini e in tutti applica le stesse categorie. Inoltre
l’Io penso non è né una “sostanza spirituale” né un’”anima”, cioè non è un principio metafisico o religioso, ma è solo una “funzione” gnoseologica.
Dialettica trascendentale
Risponde alla domanda “è possibile la metafisica come scienza?”

Che cos’è la metafisica? È quella che vuole parlare del tutto, vuole sapere che cos’è il mondo, che cos’è Dio
è possibile discutere dell’uomo? se è libero? che destino ha? è possibile discutere dell'universo tutto? certo che è possibile

ma questo tipo di ragionamenti sono discorsi scientifici o no? no, perché per kant il discorso scientifico c’è quando tu unisci le categorie, il
pensiero ai dati empirici, quindi banalmente Dio diventerebbe concetto di
analisi scientifica se uno lo potesse vedere, ma lo abbiamo mai visto dio? no,
quindi parlare di dio non è un discorso scientifico
prima di arrivare a questo conclusione però vediamo come funziona la dialettica trascendentale, di chi è il merito?

il libro lascia credere che esista una terza facoltà, la ragione che però altro non è che l’intelletto che vuole parlare del tutto, intelletto che
quando applica le categorie ai dati empirici produce dei concetti
che succede se applichiamo l’intelletto e le sue categorie a delle realtà che tu hai creato con la tua fantasia intellettuale?
tu potresti creare 3 idee: idea di uomo o anima (è l’uomo che va al di là dei limiti temporali); (quindi è come se applicassimo
idea di mondo (è il mondo pensato senza limiti temporali, è pensare alle l’intelletto all’intelletto stesso)
introduce il termine idea,
caratteristiche dell’universo? ha avuto un inizio nel tempo oppure è eterno?);
ovvero un materiale che tu hai
idea di Dio → idea del tutto
prodotto sganciandosi dalla
realtà, sono schemi mentali
che funzionano senza aver
Andiamo a vedere l’idea di Dio
come base il dato empirico.

Ovviamente in questo contesto kant se la prende con quegli autori che hanno cercato di dimostrare l’esistenza di dio e se proprio vogliamo dirlo
kant quando parla di dio non fa altro che riprendere e applicare quello che aveva già detto hume, infatti hume aveva analizzato le tre prove
dell’esistenza di Dio: ontologica dio è ciò di cui non si può pensare nulla di più grande
tu pretendi di dimostrare l’esistenza di dio ricavandola dal pensiero di Dio

che dice kant? noi abbiamo due facoltà per parlare del mondo, una è il pensiero e l’altra è la sensibilità, per
sapere se una cosa esiste o no noi non dobbiamo chiedere aiuto al pensiero, ma dobbiamo affidarci alla sensibilità
quindi questa prova ontologica è proprio mal impostata per kant perché tu puoi si pensare qualcosa, ma per
sapere se quella cosa che hai pensato esiste realmente ti devi collegare ai dati empirici;
causale o cosmologica di causa in causa si arriva alla causa prima che è dio

come risponde kant? la relazione causale per kant è una categoria, è un qualcosa che sta dentro la nostra testa e quindi
avrebbe anche senso dire che di causa in causa si arriva a dio
però il problema è che tu stai leggendo la relazione causale come se fosse oggettiva, come se fosse nella realtà,
ma non è così perché se scomparisse l’uomo scomparirebbe la relazione causale e quindi la prova causale non
avrebbe più senso perché è un nostro meccanismo mentale, fa parte dell’io penso e poi noi lo proiettiamo sulla
realtà, ma non appartiene alla realtà esterna a noi;
teleologica/finalistica io ricavo l’esistenza di Dio dal fatto che deve esserci per forza qualcuno che ha creato il mondo;

Questa prova implica un uso tacito della prova ontologica attribuendo questa
volta ad un creatore responsabile dell’ordine la totalità delle perfezioni possibili

andiamo a vedere come kant spiega il concetto di anima e uomo


qual è il concetto di anima? è l’idea di soggetto assoluto però noi nella realtà siamo sempre in relazione con qualcosa,
quindi è possibile l’idea di soggetto assoluto che esiste indipendentemente dai rapporti con la realtà empirica? certo, io
potrei pensare come eterno, come immortale e quindi è evidente che i vi sto pensando come soggetto assoluto non più
immerso nello spazio e nel tempo
noi non possiamo provare l’esistenza dell’anima, ma lo possiamo pensare e come facciamo ad elaborare questo concetto
di anima? si prende l’io penso, ovvero la struttura della nostra mente che comprende sensibilità, intelletto e
schematismo trascendentale, e ci applico le 12 categorie che per essere utilizzate correttamente dovrebbero essere
applicate al dato empirico, ma in questo caso sono applicate all’io penso lo faccio diventare unico, eterno, immortale e
necessario perchè io sto applicando la categoria di sostanza, quindi è un gioco che è all’interno della nostra mente in
cui io applico le categorie a se stesse

che cosa dice kant? non è possibile, le categorie possono essere utilizzate in maniera corretta solo se applicate al dato empirico,
ma comunque questo è il meccanismo con cui noi arriviamo all’idea di anima

Perché il pensiero di kant è detto criticismo?


perché prima di affrontare l'analisi delle varie discipline, in linea con quanto avevano già fatto cartesio, hobbes, locke, analizza il soggetto
che conosce e kant fa questo perchè vuole indagare le possibilità, le condizioni che ne permettono l’esistenza, la validità e i limiti delle
nostre conoscenze (kant dirà che la conoscenza scientifica esiste, ma ovviamente avrà dei limiti, non ci permette di conoscere l’essenza del
mondo perché noi conosciamo la realtà per come appare a noi e di questa realtà noi conosciamo magari le frazioni causali, le leggi)
adesso andiamo a vedere la cosmologia, o meglio l’idea di mondo
ed è interessante perché kant sviluppa in questa parte il cosiddetto pensiero dialettico

possiamo pesarlo il mondo? certo e ovviamente noi pensiamo il mondo come idea applicando le 4 classi di categorie, inoltre se io applico le
categorie approdo ad un risultato estremamente interessante perché si vengono a formare 4 antinomie

tesi tra di loro contrapposte, antinomiche, però nessuna può smentire l’altra, entrambe queste due tesi possono essere valide
entrambe o nessuno delle due perchè non si basano sul dato empirico quindi non sono delle scienze, sono tesi filosofiche
la cosa interessante di queste antinomie è che tu prendi una tesi e poi la neghi creando un antitesi che è ragionevole
come la tesi e quindi adesso siamo agli albori del pensiero dialettico composto da tesi, antitesi e poi più avanti Hegel
introdurrà la sintesi.
se applico le categorie della qualità:
Il mondo ha un suo inizio nel tempo e rispetto allo spazio è chiuso dentro limiti;
Il mondo non ha limiti né rispetto al tempo né rispetto allo spazio ma è infinito così rispetto al tempo come rispetto allo spazio;
Se applico la categoria Della quantità:
Nel mondo ogni sostanza composta costa di parti semplici e in nessun luogo esiste qualcosa che non sia o il semplice ciò che ne risulta
composto (tutto nel mondo costa del semplice);
Nel mondo nessuna cosa composta costa di parti semplici nessuna parte del mondo esiste alcunché di semplice (non vi è niente di
semplice tutto invece è composto);
Se io applico le categorie della relazione:
La causalità in base a legge della natura non è l'unica da cui si è possibile far derivare tutti i fenomeni del mondo. Per la loro
spiegazione si rende necessaria l'ammissione anche ad una Casualità mediante libertà (vi sono nel mondo delle cause con libertà);
Non c'è alcuna libertà ma tutto il mondo accade esclusivamente in base a leggi della natura natura (non vi è libertà tutto invece è
contingente, ci deve essere qualcuno che ha messo in ordine le cose);
Se io applico la categoria di modalità:
Nel mondo fa parte qualcosa che costituisce un essere assolutamente necessario (nella serie delle cause cosmiche vi è un certo
essere necessario);
In nessun luogo esiste un essere assolutamente necessario che ne sia la causa (non esiste né necessario tutto e contingente);

kant distingue le prime due antinomie come matematiche (perché partono dal dato empirico) e le altre due come dinamiche perché per
kant ci sono due modi per fare metafisica:
si può partire dal dato empirico ed arrivare ad assolutizzare il le tesi rimandano ad un'esperienza intelligibile, rimandano a
dato empirico dio, rimandano ad un altra realtà, rimandano ad un principio
per esempio partiamo dalla gioia del dolore che sono dietro il dato empirico
dato empirici condizionati e tu puoi arrivare dietro al dato empirico, dietro al fenomeno, quindi ci deve
all’assoluto della gioia e del dolore arrivando a essere qualcosa di intelligibile e questo qualcosa è in noumeno
formulare le idee di paradiso e inferno, quindi stai
prolungando la serie empirica fino ad arrivare al dato che cos’è il Noumeno? è l’idea che io non potrò mai conoscere
assoluto; la realtà che sta dietro il fenomeno, ma per kant qualcosa
dietro il fenomeno c’è ed è chiamato intelligibile

però noi non possiamo vederlo perché siamo condizionati dai nostri meccanismi a priori (il paio di occhiali con cui guardiamo la realtà,
ovvero spazio e tempo)
fenomeno (realtà come la vediamo noi)
Quindi Kant distingue tra:
noumeno (realtà come realmente è)

poi questo noumeno può essere inteso a sua volta in due modi: come concetto fisico, cioè io guardo l'albero attraverso i miei meccanismi a
priori, poi dietro il fenomeno albero c’è qualcosa che io non conosco;
come concetto limite, cioè tu quando conosci non potrai mai interpretare il
tuo concetto conoscitivo;
poi ad un certo punto questo concetto si complica perché come kant parla anche di un noumeno che può essere conosciuto e qual è il
noumeno che può essere conosciuto? ne parla nella critica della ragion pratica ed è un noumeno diverso da quello di prima perchè si trova
dentro di noi, quindi dietro una realtà fenomenica che può essere pensata, che è reale ed è la libertà, è l'intelligibile, è qualcosa di cui
puoi parlare, non è un qualcosa che puoi pensare e basta

È più importante la metafisica o la scienza?


a questo punto kant dice che in questa progressiva estensione della ragione, quando cominciando dal campo dell'esperienza si solleva poco a poco
cominciando da queste idee sublimi, la filosofia dimostra una dignità che se le riuscisse di solo le sue pretese si lascerebbe di gran lunga al di sotto
il valore di ogni altra scienza umana in quanto ella promette di fondamentale delle nostre speranze, ovvero gli scopi ultimo a cui tutti gli sforzi
della ragione devono infine raccogliersi. cosa sta dicendo? la scienza, la matematica sono limitate, non ci permettono di rispondere
alle domande più importanti come se il mondo ha avuto un inizio nel tempo e nello spazio,
se il mondo è necessario ed eterno, se l’anima indistruttibile e d eterna esiste, se dio esiste
noi non possiamo rispondere a questo domane tramite la scienza, quindi sembra quasi che kant stai ridimensionando la metafisica, la filosofia,
sta dicendo che la filosofia e la metafisica non sono discipline scientifiche, ma le sue esigenze sono superiori a quelle della scienza perché
prova a rispondere a quelle domande a cui la scienza non può rispondere come che cosa succederà dopo la nostra morte

la filosofia può parlare di tutto, ma non può parlarne in modo scientifico

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