IL SUOLO
È lo strato superficiale, di spessore variabile che ricopre per molti tratti la crosta terrestre.
Si origina della degradazione della roccia madre con processi CHIMICI, MECCANICI, FISICI,
BIOLOGICI
Ha una componente organica, inorganica, H2o e gas
ORIZZONTI LITOLOGICI
1. SUPERIORE (o)= sostanza organica indecomposta
2. UMICO= sostanza organica in decomposizione (AO)
3. ELUVIALE= sostanza organica decomposta, dai processi di eluviazione che alterano la roccia
Si rilasciano Sali minerali (A)
4. FLUVIALE= si concentrano sostanze provenienti da sopra a casa di processi di illuviazione (B)
5. G= roccia alterata con poca attività batterica
6. R= roccia inalterata, roccia madre
Può essere costituito da suoli sabbiosi, argillosi e limosi
PROCESSO DI FORMAZIONE
Il primo stadio è la degradazione meteorica processi di degradazione: ulmico fisici
Che possono variare per clima- composizione roccia
Quelle cimici nelle zone umide, quelli fisici
In zone calde
T modifica termoclastisimo e crioclastiamo
ORGANISMI PIONIERI = licheni (simbiosi di un’alga e di un lungo), l’alfa da carbonio e fingo da elementi
nutritivi. Crescono lentamente e si sviluppano all’interno di tessuti gelatinosi che gli permettono di
sopravvivere a periodi di siccità oppure attinomiceti e lunghi che solubilizzano silicati e fosfati così da
rendere disponibile i sali della roccia
RIZOSFERA= zona limitrofa alle radici dove vivono i m.o. (azotofissatori, microzie)
Il risultato dell’alterazione delle rocce è la produzione di sostanze solubili che sono la materia prima
per la PEDOGENESI
L’attività biologica accelera la degradazione fisica e assicura la mineralizzazione della sostanza
organica così da essere disponibile per gli autografi
I biotopi se presenti sono indice di buona salute del suolo meglio ne vasti
STRUTTURA E COMPONENTI
Sistema poroso 25-35 % ACQUA 50-60% STRUTTURA MINERALE
15-22% ARIA 0,5% SOSTANZA ORGANICA
ZONE D’ACQUA
1. ZONA SUPERFICIALE: insatura, trofica, ricca di humus
2. ZONA INSATURA: l’H2O di nuove per perforamento, sottile (ma varia) poco carbonio organico, N e F
3. ZONA CAPILLARE: fa da limite tra statura e insatura, capillarità
4. ZONA SATURA: materiale pososo saturo d’acqua, l’H20 può scorrere secondo la conseguibilità
idraulica dello stato
5. BASE DELLA FALDA: impermeabile
COSTITUENTI
Scheletro= parte di terreno che non passa al vaglio di un setaccio con fori di 2mm Ciottoli, ghiaione,
ghiaia
Terra fine= particelle di diametro inferiore a 2mm, sabbia, limo, argilla (particelle più piccole).
Sabbia più limo sono il supporto poroso per altri componenti chimici, l’argilla fissa sostanze
necessarie (aggrego le particelle che danno la struttura)
Aria e acqua= sono nei pari del terreno, l’H20 ha elementi per la pianta che assimila con le radici più
termoregolazione (con evapotraspirazione). L’aria serve per la respirazione delle radici per for
avvenire processi chimici
PROPRIETA FISICO-MECCANICHE
TESSITURA
Definita dalla % con cui sono presenti sabbia- limo- argilla
STRUTTURA
Dipende dalle particelle che lo costituiscono (tessitura) e dal modo con cui dispongono venendo a
contatto tra loro
Grumi la cui stabilità dipende dal contenuto di cost. organica
Influenzata da interventi antropici e dagli agenti in natura
Devono esserci i pori, sistema di voti: micropori e macropori (ben creati ma non trattengono
umidità, micro-contrario)
POROSITA’
È il volume degli spazi vuoti del terreno, è il principale indicatore della fertilità fisica del suolo e determina
le condizioni strutturali terrene poroso 25-40%, terreno altamente poroso 40%
ADESIONE
Forza con cui le particelle terrose sono legate da corpi estranei che entrano in contatto. Aumenta con
l’umidità
COESIONE
Forza con cui le particelle terrose sono legate fra loro e si oppongono al distacco. Alta in argilla e in terreno
umido
TEMPERATURA
Importante per la sopravvivenza dei m.o., sotto i 5°C ostacolano la vita di quasi tutti i m.o, la germinazione
e lo sviluppo di radici. Il gelo e disgelo creano crioturbazioni. Calcolata al 1°m di profondità
COMPONENTE ORGANICA
Un ecosistema a bassa diversità specifica rappresenta un ambiente stressato
Conoscere la componente biotica può individuare specie opportunistiche che può essere indice di
inquinamento
RESIDUI ORGANICI: polisaccaridi con piccole catene di zuccheri semplici oppure lignina, acidi alifatici e
fenoli. Devono esserci temperature adeguate, pH tra 5-9, condizioni aerobiche, azoto sopra l’1,5% rispetto
al carbonio
HUMUS: costituisce la parte organica, nutre e stabilizza la struttura legando i componenti tramite gli acidi
(decomposizione organismi viventi). È formato da acidi umici, fulvici e prodotti di sintesi.
Assicura nutrienti fertilizzanti, l’aumento della capacità tampone del suolo, aumenta la capacità di
assorbimento/scambio di elementi nutritivi. Fa da supporto per lo sviluppo dei microrganismi
I MICRORGANISMI
Specie autoctone (sviluppate naturalmente) e specie introdotte con attività umane o animale
Le colonie non si distribuiscono uniformemente nel suolo e la loro crescita è diversa in base alla
loro posizione nel suolo e ai nutrienti disponibili
Formano aggregati così si proteggono dalla percolazione dei protozoi, favorisce il riciclo dei
nutrienti
Se i nutrimenti mancano i funghi fanno le spore per soddisfare le esigenze nutrizionale (gli
attinomiceti formano le esospore)
FUNGHI
Sono microrganismi eucarioti non fototrofi, con pareti rigide, eterotrofi, si nutrono con
assorbimento di molecole organiche sciolte
Decompongono polimeri organici semplici e complessi (aumenta a pH bassi)
Ci sono anche lieviti e muffe
ALGHE
Sono microrganismi fototrofi, primi colonizzatori del suolo
Aumentano nel suolo in primavera e estate
Producono polisaccaridi extracellulari che partecipano alla formazione del suolo e acidi carbonici
che degradano particelle minerali
PROTOZOI
Sono microrganismi eucarioti unicellulari non fototrofi, per lo più flagellati
Sono i produttori tutti i m.o (sono presenti soprattutto nella rizosfera)
BATTERI
Sono procarioti:
1. Autotrofi: utilizzano CO2 come fonte di carbonio
2. Eterotrofi: utilizzano composti organici come fonte di carbonio
3. Chemiotrofi: ottengono energia attraverso l’ossidazione di sostanze chimiche
4. Fototrofi: prendo l’energia dalla luce
Nel SUOLO SUPERFICIALE sono presenti gli pseudomonas, azotobatteri ma anche gli attinomiceti (più
abbondanti sono i gram positivi, sono aerobi e resistono a pH alti, T alte o stress idrico, cioè cambiamento
continuo: troppo H2O o siccità). Degradano molti composti organici attaccando le proteine.
C’è anche il genere streptomyces che degradano la lignina, cheratina
Si distribuiscono in base ai nutrimenti e alla tessitura
Elevato tasso di umidità nei pori (ci sono i gram -)
Il SOTTOSUOLO poco profondo (ricco d’acqua) è popolato da gram positivi aerobi ed eterotrofi. Nella zona
vadosa il numero decresce leggermente, c’è una elevata umidità quindi non soggetti a disidratazione ma
hanno una bassa attività (l’acqua è sottoforma di film che limita i movimenti dei nutrienti e m.o). nella zona
satura (profonda) c’è una varietà di m.o (aerobi, anaerobi, facoltativi) che metabolizzano zuccheri semplici,
acidi organici e polimeri complessi
Presenti soprattutto in zone inquinate o con materia organica
STATO METABOLICO
Biodiversità dovuta alle diverse esigenze e modalità d’uso dei substrati
Ogni m.o ha la sua nicchia ecologica
L’unico momento con elevata attività metabolica è quando viene aggiunto un nuovo substrato o se
un m.o diventa capace di usarne uno precedentemente non biodisponibile
L’energia viene ottenuta per ossidazione dei composti e conservata nella cellula come ATP
I m.o in stato di stress a causa delle competizioni e i nutrimenti disponibili
FATTORI CHE LI INFLUENZANO (ai m.o)
Dipendono dal suolo per i nutrienti, crescita ed attività
UMIDITA’. I m.o utilizzano l’acqua come nutrimento e solvente; infatti, la maggior parte muore se il
terreno è secco. Troppa umidità però causa la mancanza di aereazione portando alla morte di quelli aerobi
e allo sviluppo di quelli anaerobi. Perfetta tra 20.60/
TEMPERATURA. Le attività microbiche aumentano all’aumentare di T (ottimale tra 25-37) e influenza la
variazione stagionale (in inverno l’attività diminuisce)
PSICROFILI vivono sotto i 10°C
MESOFILI tra 20-45°C
TERMOFILI tra 45-60°C
AREAZIONE. L’ossigeno serve per le reazioni redox, respirazione aerobica (aerobi, anaerobi, microaerofili).
La CO2 invece, passa da C a m.o autotrofi.
PH. Ottimale tra 4-9, influenza l’attività enzimatica. I microrganismi si suddividono in ACIDOFILI (vivono a
pH tra 1-6, estremi tra 1-3) oppure BASOFILI (tra pH 7,3-9,6, estremi a pH 13)
MATERIA ORGANICA. Condiziona la struttura del suolo, è maggiore nelle frazioni a piccola granulometria
NUTRIENTI. Decretano l’assenza o presenza di determinati microrganismi.