Cosa?
: Il quadro rappresenta un episodio non accaduto storicamente, ma
legato all’insurrezione parigina del 1830, che dopo il periodo della
restaurazione portò alla monarchia costituzionale di d’orleans. Il personaggio
principale è la gura allegorica della Francia e della Libertà che guida il
popolo francese. Il pittore raf gura la donna in maniera poco tradizionale,
facendole assumere il ruolo inusuale di combattente al comando di un
gruppo di uomini (stringe il tricolore e un fucile), c’è tuttavia una ripresa dei
modelli classici per quanto riguarda gli elementi gurativi ispirati alla
statuaria, il pro lo greco e la nudità.
Gli altri soggetti presenti nel dipinto sono parigini di ogni età e ogni
condizione sociale, c’è un borghese, un contadino, una guardia, un operaio e
uno studente. In realtà storicamente questa fu una rivolta borghese, ma
Delacroix, vuole sottolineare ideologicamente la grande partecipazione della
folla.
Come?: questo è un dipinto olio su tela di 260x325, conservato in ottime
condizioni. La scena è inserita in una struttura piramidale, il cui vertice
coincide con la mano della Libertà che sorregge la bandiera e la base
costituita dai cadaveri in primo piano. La linea dell’orizzonte è posta in alto,
oltre la metà del dipinto in corrispondenza dei seni della donna. Con
pennellate rapide e morbide Delacroix fa in modo che le gure in primo
piano siano ben de nite, mentre quelle retrostanti alla Libertà sono trattati
con meno minuzia di particolari. Per quanto riguarda la luce, questa è posta
dietro la bandiera, quindi la scena è in controluce. Il quadro presenta una
metà più scura, quella sinistra, e l’altra più chiara: i personaggi più illuminati
sono la Libertà e i cadaveri. A livello pittorico Delacroix utilizza effetti
cromatici e luministici intensi, attraverso numerosi contrasti. I colori più
utilizzati sono il marrone nelle sue varie tonalità per i corpi, e solo tre colori
brillanti: bianco, rosso e blu.
Perche?: Delacroix sceglie di rappresentare una situazione non realistica per
evidenziare la “passione” politica, il desiderio di voler affermare l’idea della
lotta per la libertà, una libertà che guida il popolo verso la sua meta. Inoltre il
pittore coinvolge uomini di tutte le classi sociali proprio perché vuole
sottolineare ideologicamente la grande partecipazione della folla, nonostante
questa nella realtà fosse costituita da soli borghesi. Questa iconogra a fa sì
che si percepisca il dramma e l’importanza dell’episodio infatti l’avanzare dei
rivoltosi in avanti coinvolge l’osservatore per il suo grande impatto
comunicativo. Anche la scelta di porre una donna a comando dei rivoltosi è
signi cativo: questo ruolo non era mai stato dato prima e Delacroix sa che la
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sua scelta creerà indignazione nei critici. Il messaggio di pace e libertà che
vuole veicolare è tuttavia più forte dei pregiudizi che all’epoca si avevano
sulla gura femminile.
Cosa?: Questo quadro rappresenta una scena realmente accaduta nel 1816,
quando la fregata Medusa naufragò a largo delle coste africane. 150 dei 450
passeggeri furono caricati su una zattera attaccata alle scialuppe di
salvataggio con una fune. Quando si capì che questa avrebbe rallentato
troppo il corso, si decise di recidere la fune e la zattera vagò nell’oceano per
tredici giorni nché fu avvistata e salvata dal brigantino Argus. Gericault
rappresenta il momento in cui i naufraghi riacquistano la speranza dopo aver
avvistato la nave, nonostante le vele siano spiegate nel verso opposto. La
speranza è rappresentata dal naufrago che sventola la camicia, in
contrapposizione ai cadaveri in primo piano e al vecchio rassegnato.
Come?: questo è un dipinto olio su tela, di 491x716, conservato in ottime
condizioni. La scena è inserita in due piramidi formate da un sistema di
diagonali che convergono nei due vertici: l’albero maestro e la camicia
agitata. Questo determina una tensione verso l’alta linea dell’orizzonte che
coincide con quella del mare. Anche i movimenti delle gure creano un
movimento ascendente che dà dinamismo all’opera. Queste sono de nite da
contorni netti e sono rese plasticamente dal chiaroscuro. La fonte luminosa
proviene dalla parte superiore sinistra della scena e retroillumina le nuvole e
la vela della zattera; questi particolari sono accentuati per contrasto dall’uso
di colori molto scuri per esempio negli uomini dietro la vela che non si
distinguono. Per quanto riguarda i colori utilizzati, questi sono caldi nei
ri essi rossastri del sole al tramonto e freddi nel pallore dei cadaveri e nel
grigio del mare agitato e del cielo tempestoso.
Perché?: Gericault sceglie di rappresentare questo istante perché è forse il più
denso di signi cato. Innanzitutto bisogna dire che questo evento fece
scandalo all’epoca e il pittore lesse molti libri e ascoltò testimonianze di due
superstiti che rivelarono di aver mangiato i corpi degli altri naufraghi per
sopravvivere. In questo senso l’opera diviene simbolo della condizione della
società francese dell’800, guidata da ideali sbagliati, in particolare l’egoismo.
L’opera è una metafora romantica della vita dell’uomo che lotta
costantemente contro le avversità e il destino, ((((spesso avendo dei momenti
di rassegnazione, ma altrettanti barlumi di speranza.)))) il pittore non a caso
sceglie infatti di dare uno stile epico all’opera, ma in questo caso per
rappresentare le sofferenze umane. Signi cativa è anche la scelta dell’uomo
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di colore alla guida dei naufraghi allude al capovolgimento delle gerarchie
sociali e alla solidarietà del pittore alla causa abolizionista della schiavitù.
Questo dipinto fu considerato una grande novità dai critici dell’epoca, per
questo motivo, ma anche perché si allontanava dalle regole accademiche, per
altri invece divenne allegoria della crisi politica e sociale della Francia.
Giudizio:
Cosa?: questa scultura rappresenta Paolina Bonaparte, sorella di Napoleone
I e sposa in seconde nozze del principe romano Camillo II Borghese, con il
quale si era unita nel 1803. Fu proprio per celebrare il matrimonio con Paolina
che Camillo Borghese commissionò l'opera a Canova nel 1804. Paolina è
raf gurata nelle sembianze di una Venere vincitrice. La donna, infatti, nella
mano sinistra regge una mela che evoca la vittoria di Afrodite nel giudizio di
Paride: quest'ultimo, nella mitologia greca, doveva scegliere a chi tra le dee
Era, Atena ed Afrodite assegnare il pomo d’oro. E’ semidistesa su
un'agrippina, ovvero un divano fornito di un unico bracciolo, sulla quale ella
appoggia il braccio destro. Il suo busto è nudo, mentre la parte inferiore del
corpo è avvolta da una veste leggera che la rende pudica e sensuale. Le
fattezze divine e il volto idealizzato sublimano il corpo di Paolina al di fuori
di ogni realtà terrena: è restituita alla dimensione umana solo grazie a una
speciale patina rosa che Canova applicò sulle parti epidermiche della
scultura, in modo da imitare il colore dell’incarnato.
Come?: questa è una scultura di marmo bianco conservata in ottime
condizioni di 92 (160 con il letto) × 200 cm.
Dal punto di vista tecnico la statua è caratterizzata dall'equilibrio tra le linee
orizzontali e verticali - descritte dal letto - e quelle diagonali (individuate dal
corpo di Paolina). La staticità della scultura è bilanciata dalla torsione del
volto di Paolina, che si presta a una visione a tre quarti; l'intera scultura è
inoltre impostata su una linea uida e sinuosa che, partendo dalle gambe di
Paolina-Venere, si ette nella verticalità del suo busto.
Perché?: Questa scultura è stata realizzata per portare lustro innanzitutto a
Paolina Borghese e al suo nuovo matrimonio con Camillo II Borghese, infatti
fu proprio per celebrare l’evento che l’opera fu commissionata a Canova nel
1804. In secondo luogo nell'esaltare la bellezza di Paolina, la scultura serviva
anche a celebrare i Bonaparte, e pertanto dopo il tramonto dell'era
napoleonica l'opera appariva totalmente decontestualizzata, sia come
immagine che come simbolo, aveva perso di coerenza dopo tutte le sventure
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sofferte dai napoleoni dopo Waterloo e fu per questo motivo rimossa da
Palazzo Borghese.
Cosa?: Sanmartino realizzò quindi un'opera dove il Cristo morto, sdraiato su
un materasso, viene ricoperto da un velo che aderisce perfettamente alle sue
forme. Si intravedono i segni sul viso e sul corpo del martirio subito. Ai piedi
della scultura, in ne, l'artista scolpisce anche gli strumenti del supplizio: la
corona di spine, una tenaglia e dei chiodi.
Come?: è una statua di marmo conservata in ottime condizioni, di 180x80x50.
L’artista scolpisce il corpo magro e martoriato del Cristo che appare
morbidamente appoggiato a cuscini e protetto dal sudario, che lo avvolge. I
tormentati ritmi delle pieghe del velo incidono una sofferenza
profonda, quasi che la copertura rendesse ancor più nude ed esposte le
membra evidenziate con precise linee.
La posizione abbandonata del capo non lascia ombra di dubbio sull’assenza
di vita dal quel corpo
La leggerezza e la trasparenza del velo danno vita a una leggenda: per lungo
tempo viaggiatori hanno creduto che il sudario fosse stato ottenuto attraverso
un processo alchemico di marmorizzazione, anzichè dalla dura pietra. Ma sia
studi recenti, sia documenti depositati all’Archivio Storico del Banco di
Napoli dimostrano che il velo è stato scolpito dallo stesso unico blocco di
marmo.
Perché?: L’arte di Sanmartino si risolve qui in un’evocazione drammatica, che
fa della sofferenza del Cristo il simbolo del destino e del riscatto dell’intera
umanità. La maestria dello scultore napoletano sta nell'esser riuscito a
trasmettere la sofferenza che il Cristo ha provato, attraverso la composizione
del velo, suscitando un’in nita pietà.
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