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Le società cooperative sono nate per rispondere alle disuguaglianze della rivoluzione industriale, offrendo beni e servizi ai soci a condizioni favorevoli e rinunciando al profitto imprenditoriale. La loro disciplina è complessa e prevede norme specifiche, con un forte focus sul carattere democratico e mutualistico, dove ogni socio ha diritto a un voto indipendentemente dalla quota posseduta. Le cooperative a mutualità prevalente devono rispettare criteri legali e statutari per ottenere benefici fiscali e garantire che i profitti siano reinvestiti a beneficio dei soci.
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Le società cooperative sono nate per rispondere alle disuguaglianze della rivoluzione industriale, offrendo beni e servizi ai soci a condizioni favorevoli e rinunciando al profitto imprenditoriale. La loro disciplina è complessa e prevede norme specifiche, con un forte focus sul carattere democratico e mutualistico, dove ogni socio ha diritto a un voto indipendentemente dalla quota posseduta. Le cooperative a mutualità prevalente devono rispettare criteri legali e statutari per ottenere benefici fiscali e garantire che i profitti siano reinvestiti a beneficio dei soci.
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Le società cooperative nascono nella metà dell’Ottocento come risposta alle

disuguaglianze derivanti dalla rivoluzione industriale, con l’obiettivo di soddisfare i


bisogni economici dei soci, riducendo i costi e migliorando i servizi. La loro disciplina è
complessa e frammentata, con norme generali nel codice civile e molteplici
disposizioni in leggi speciali. In caso di lacune, si fa riferimento al regime delle società
per azioni, seppur con alcune specifiche deroghe, come l’applicazione delle norme
delle società a responsabilità limitata quando il numero di soci è inferiore a 20 o
quando l’attivo patrimoniale non supera un milione di euro. Se il numero di soci è
inferiore a 9, l’adozione del regime delle società a responsabilità limitata è
obbligatoria.

Il fine mutualistico è uno degli aspetti distintivi delle società cooperative. La


cooperativa fornisce beni o servizi ai suoi soci a condizioni più favorevoli rispetto al
mercato, rinunciando al profitto imprenditoriale. In tal modo, i soci possono ottenere
beni e servizi a un prezzo inferiore a quello di mercato o, nelle cooperative di lavoro,
un salario maggiore rispetto a quanto avrebbero ottenuto altrove. Tuttavia, nonostante
la rinuncia al profitto, la cooperativa può generare “lucro oggettivo”, ossia profitti
derivanti dalle sue operazioni, che però non sono distribuiti come remunerazione del
capitale, ma piuttosto come restituzione in base alla quantità e natura dei beni e servizi
acquistati dai soci. La cooperativa può anche svolgere attività con terzi per ottenere
utili, ma questi devono essere reinvestiti nell’impresa, a beneficio dei soci.

Il rapporto tra soci e cooperativa è definito dalla gestione di servizio, che implica che
i soci siano i beneficiari privilegiati delle prestazioni mutualistiche. Per accedere alla
cooperativa, è necessario soddisfare requisiti soggettivi stabiliti nell’atto costitutivo,
per garantire che solo coloro che necessitano effettivamente delle prestazioni possano
diventare soci. Il socio ha il diritto di avvalersi delle prestazioni mutualistiche, ma la
sua partecipazione è facoltativa, tranne nei casi in cui l’attività della cooperativa, come
nelle cooperative di lavoro, preveda l’obbligo di fruire dei servizi offerti. La
cooperativa si fonda sulla porta aperta, che facilita l’ingresso e l’uscita dei soci,
mantenendo una struttura flessibile, e sulla variabilità del capitale, che permette di
adattarsi a nuovi soci senza dover modificare formalmente l’atto costitutivo.

Un principio fondamentale delle cooperative è il carattere democratico, espresso


attraverso il voto capitario, in cui ogni socio ha diritto a un voto indipendentemente
dalla quota posseduta. Per evitare che alcuni soci acquisiscano un predominio
economico, la legge stabilisce anche limiti al possesso di quote e azioni.

Le cooperative a mutualità prevalente sono quelle che svolgono principalmente


attività in favore dei soci, che siano consumatori, utenti di beni o servizi, o lavoratori.
Per ottenere benefici fiscali, devono essere iscritte in una specifica sezione dell’albo
delle cooperative e rispettare precisi criteri legali e statutari. I criteri legali sono legati
al tipo di scambio mutualistico praticato e devono essere documentati nei bilanci.
Inoltre, le cooperative a mutualità prevalente devono includere nei loro atti costitutivi
alcune clausole anti-lucro, tra cui il divieto di distribuire dividendi oltre un limite
specifico, il divieto di distribuire riserve ai soci, e l’obbligo di devolvere il patrimonio
sociale ai fondi mutualistici in caso di scioglimento. Il mancato rispetto di queste
disposizioni per due anni consecutivi comporta la perdita dello status di cooperativa a
mutualità prevalente.

Ecco una riformulazione del testo:

2. La struttura formale: costituzione e modifiche dell’atto costitutivo

La costituzione della cooperativa segue un procedimento simile a quello delle


società per azioni e delle società a responsabilità limitata, sebbene con alcune
peculiarità specifiche legate alla natura cooperativa. L’atto costitutivo include le
informazioni generali dei soci, che devono essere almeno 9 se la cooperativa segue il
modello della società per azioni, o almeno 3 se si ispira alla società a responsabilità
limitata. Inoltre, la denominazione deve includere l’indicazione di “società
cooperativa” e le quote di capitale sottoscritte dai soci devono rispettare i limiti legali.

Caratteristiche particolari dell’atto costitutivo:


• L’oggetto sociale ha un’importanza centrale, poiché definisce lo scopo
mutualistico e le attività che la cooperativa intende perseguire. Deve riflettere le
esigenze dei soci e la loro qualificazione professionale.
• L’atto deve indicare i requisiti e la procedura per l’ammissione dei soci, che deve
essere non discriminatoria e coerente con l’attività della cooperativa. Soci che
esercitano imprese concorrenti non possono essere ammessi.
• Vengono stabilite le modalità per il recesso o l’esclusione dei soci e le regole per
la distribuzione degli utili e dei ristorni, strumenti che contribuiscono al vantaggio
mutualistico.

Il notaio che redige l’atto costitutivo è tenuto a depositarlo presso il registro delle
imprese entro 20 giorni, allegando i documenti necessari per attestare il rispetto delle
condizioni previste dalla legge. Il deposito ha un effetto costitutivo, conferendo alla
cooperativa personalità giuridica, separandola dai soci.

Le modifiche all’atto costitutivo devono seguire procedure simili a quelle delle società
per azioni, ma l’ingresso e l’uscita dei soci non comportano modifiche all’atto.

3. La struttura finanziaria della cooperativa

Partecipazione e finanziamenti nella cooperativa:


Le cooperative seguono, in linea generale, la disciplina delle società per azioni, ma
l’atto costitutivo può prevedere l’applicazione delle norme delle società a
responsabilità limitata. Tuttavia, ci sono limiti legali:
• Se il numero dei soci è inferiore a 9, si applicano obbligatoriamente le norme
delle società a responsabilità limitata.
• Se la cooperativa ha più di 20 soci e un attivo patrimoniale superiore a un
milione di euro, non possono applicarsi le norme delle società a responsabilità
limitata.

La partecipazione sociale può essere rappresentata da quote (per le cooperative


modello SRL) o azioni (per quelle modello SPA). Esistono limiti sul valore delle quote o
azioni possedute da ciascun socio, con un massimo di 100.000 euro, a meno che l’atto
costitutivo non preveda diversamente per cooperative con più di 500 soci.

Le cooperative possono reperire risorse anche emettendo obbligazioni, in particolare


quelle con il modello SPA.

Le vicende delle partecipazioni sociali:


Il trasferimento delle quote o azioni è inefficace se non autorizzato dagli
amministratori. È possibile inserire nell’atto costitutivo un divieto di circolazione, ma
dopo due anni dalla sottoscrizione della quota, il socio ha diritto di recedere dalla
cooperativa con un preavviso di 90 giorni. In caso di cessione parziale non liberata, il
socio trasferente risponde per l’importo non versato per un anno dalla cessione.

Il procedimento di ammissione di nuovi soci

L’ingresso di nuovi soci avviene secondo una procedura semplificata, in linea con il
principio della “porta aperta”. Tuttavia, gli amministratori sono obbligati a motivare la
loro decisione sull’ammissione dei soci e la procedura è sottoposta al controllo delle
autorità di vigilanza. Se un socio viene rifiutato, può chiedere che la decisione sia
esaminata dall’assemblea.

Lo scioglimento del singolo rapporto sociale

Il rapporto di un socio con la cooperativa può sciogliersi per recesso, esclusione o


morte.

Recesso: Il socio ha il diritto di recedere nei casi previsti dalla legge e dall’atto
costitutivo, con un preavviso di 90 giorni dopo almeno due anni di partecipazione. Il
recesso produce effetti immediati sul rapporto sociale, ma gli effetti sui rapporti
mutualistici si producono alla fine dell’esercizio in corso, salvo diversa previsione
statutaria.

Esclusione: La cooperativa può escludere un socio per motivi legali (inadempimento


degli obblighi, gravi violazioni, perdita dei requisiti soggettivi, ecc.) o convenzionali, se
previsti dallo statuto. L’esclusione deve essere deliberata dagli amministratori e
comunicata al socio, il quale può opporsi entro 60 giorni.

Morte del socio: In caso di morte, il rapporto sociale si scioglie e gli eredi hanno
diritto alla liquidazione della quota, che avviene sulla base del bilancio dell’esercizio in
cui si è verificato lo scioglimento. È possibile che lo statuto preveda il subentro degli
eredi, se provvisti dei requisiti necessari.

Ecco una riformulazione del testo che hai fornito:

3. La struttura finanziaria della cooperativa: Partecipazione, investimenti e


finanziamenti

Le società cooperative, se non diversamente previsto dalla loro specifica disciplina,


sono regolamentate dalle normative applicabili alle società per azioni. Tuttavia, l’atto
costitutivo della cooperativa può prevedere che si applichino anche le normative delle
società a responsabilità limitata, con due limiti legali:
1. Se il numero dei soci è inferiore a 9, l’applicazione delle normative delle società
a responsabilità limitata diventa obbligatoria.
2. Se la cooperativa ha più di 20 soci e un attivo patrimoniale superiore a un
milione di euro, non è possibile applicare le norme relative alle società a
responsabilità limitata.

Il richiamo alle normative delle società per azioni o a quelle delle società a
responsabilità limitata pone la questione di come selezionare le norme compatibili con
la disciplina speciale delle cooperative. Le differenze tra il regime giuridico delle
cooperative e i due modelli normativi di riferimento riguardano solo ciò che è
esplicitamente previsto o direttamente collegato allo scopo mutualistico.

Nel caso in cui la cooperativa adotti il modello della società a responsabilità limitata, la
partecipazione sociale deve essere rappresentata da quote, mentre, se la cooperativa
segue lo schema della società per azioni, la partecipazione deve essere rappresentata
da azioni. Per garantire il principio della “porta aperta” e mantenere lo scopo
mutualistico, la legge impone limiti massimi alla partecipazione di un socio. In assenza
di una previsione diversa, nessun socio può possedere una quota superiore a 100.000
euro, né azioni per un valore che superi tale importo. Tuttavia, l’atto costitutivo delle
cooperative con oltre 500 soci può aumentare questo limite fino al 2% del capitale
sociale.

In alcune cooperative, possono esserci categorie di azioni con diritti differenti in


relazione al tipo di prestazione mutualistica o diritti speciali per determinati soci. Le
cooperative possono inoltre raccogliere risorse finanziarie attraverso l’emissione di
obbligazioni, e quelle che adottano il modello della società per azioni possono
emettere strumenti finanziari.

Le vicende delle partecipazioni sociali

Il trasferimento di quote o azioni in una cooperativa presenta alcune peculiarità. Se un


socio trasferisce la propria partecipazione, la cessione è inefficace nei confronti della
cooperativa se non è stata autorizzata dagli amministratori. L’atto costitutivo può
prevedere un divieto di circolazione delle partecipazioni, ma, dopo due anni di
appartenenza, il socio può esercitare il diritto di recesso con un preavviso di 90 giorni.
Se la quota trasferita non è stata integralmente liberata, il socio continuerebbe a essere
responsabile verso la cooperativa per i conferimenti ancora dovuti per un anno dalla
cessione.

Il procedimento di ammissione dei nuovi soci

Un principio cardine della cooperativa è il “diritto di porta aperta”, secondo cui


l’ingresso di nuovi soci avviene senza modificare l’atto costitutivo, seguendo una
procedura semplificata. Tuttavia, la legge stabilisce delle modalità di ammissione che
limitano la discrezionalità degli amministratori, con l’obbligo di giustificare
l’ammissione nella relazione al bilancio. Se la cooperativa non rispetta tali obblighi, le
autorità di vigilanza possono intervenire con una diffida, e in caso di inadempimento,
la cooperativa può essere commissariata.

L’ammissione di un nuovo socio è deliberata dagli amministratori su richiesta del


candidato. La decisione deve essere comunicata e annotata nel libro soci. Se la
domanda viene respinta, il rifiuto deve essere motivato e comunicato entro 60 giorni,
con la possibilità per l’interessato di chiedere una revisione da parte dell’assemblea.

Lo scioglimento del singolo rapporto sociale

Il rapporto sociale in cooperativa può sciogliersi per recesso, esclusione o morte del
socio. Il recesso non è sempre facile, poiché la legge cerca di evitare che i soci escano
dalla cooperativa per motivi opportunistici, specialmente in periodi economici difficili.
Il recesso deve essere comunicato con una raccomandata e gli amministratori devono
esaminarlo entro 60 giorni. Se i presupposti per il recesso non sono validi, la
cooperativa deve informare il socio, che ha 60 giorni per presentare opposizione al
tribunale. Se il recesso è valido, l’effetto sui rapporti sociali è immediato, ma gli effetti
sui rapporti mutualistici si producono solo alla fine dell’esercizio in corso o, se il
recesso è comunicato tardi, al termine dell’esercizio successivo.

L’esclusione di un socio può avvenire per motivi legali (come inadempimento dei
conferimenti) o per motivi convenzionali, stabiliti dallo statuto. In ogni caso,
l’esclusione è facoltativa e non automatica. Deve essere decisa dagli amministratori,
che devono fornire una motivazione adeguata e comunicare la decisione al socio. Il
socio escluso ha il diritto di opporsi entro 60 giorni. L’esclusione comporta anche la
chiusura immediata dei rapporti mutualistici, salvo diversa disposizione statutaria.

Infine, la morte di un socio comporta lo scioglimento del rapporto sociale. Gli eredi
hanno diritto alla liquidazione della quota o al rimborso delle azioni, salvo che lo
statuto consenta agli eredi di subentrare nella partecipazione, a condizione che
abbiano i requisiti richiesti.
Spero che questa versione rispecchi le tue aspettative. Se hai bisogno di altre
modifiche, fammi sapere!

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