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Apuleio

Apuleio, nato intorno al 125 d.C. in Africa, è noto per le sue opere letterarie e filosofiche, tra cui 'Le Metamorfosi', un romanzo che esplora temi di curiosità e trasformazione. La sua vita è segnata da un processo per magia, che affronta con l' 'Apologia', evidenziando le sue abilità oratorie e filosofiche. La sua scrittura combina elementi di misticismo, religione e retorica, rendendolo una figura complessa nella letteratura latina.

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Apuleio

Apuleio, nato intorno al 125 d.C. in Africa, è noto per le sue opere letterarie e filosofiche, tra cui 'Le Metamorfosi', un romanzo che esplora temi di curiosità e trasformazione. La sua vita è segnata da un processo per magia, che affronta con l' 'Apologia', evidenziando le sue abilità oratorie e filosofiche. La sua scrittura combina elementi di misticismo, religione e retorica, rendendolo una figura complessa nella letteratura latina.

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APULEIO (125-170 d.C.

)
VITA ED OPERE
Apuleio Lucius, africano di Madaura (odierna Algeria) nacque intorno al 125 d.C.; di estrazione
agiata, compì i primi studi a Cartagine, poi ad Atene  formazione filosofica e retorica
Tornato in Africa, fece tappa a Oea (odierna Tripoli) nel 155, dove incontrò Ponziano, amico di
studi  Apuleio si sposerà proprio con la madre vedova dell’amico, Pudentilla
158: a Sabratha Apuleio si trovò ad affrontare un processo intentatogli dai parenti della moglie
con l’accusa di magia  Apologia
170: probabile morte di Apuleio
Opere a noi pervenute:
 Le Metamorfosi (Metamorphoseon libri)/ L’asino d’oro (Asinus aureus): insieme al
Satyricon è l’unico altro testo della letteratura latina che si fa rientrare nel genere del
romanzo
 Apologia: autodifesa scritta in occasione del processo per magia
 Florida: una raccolta di 23 brani oratori
 De deo Socratis, De Platone et eius dogmate, De mundo: opere filosofiche della
giovinezza
UNA FIGURA COMPLESSA: TRA FILOSOFIA, ORATORIA E RELIGIONE
Apuleio è definito nei codici Platonicus, ad indicare il suo forte interesse per la filosofia
platonica (platonismo medio) e che lo pone come rappresentante della “seconda sofistica” (più
che filosofi, essi erano retori che, sotto pagamento, tenevano conferenze in varie città, di
ispirazione della prima sofistica, quella di età classica), con cui condivideva:
a) L’esperienza di conferenziere itinerante, che padroneggia fino al virtuosismo per
entrambe le lingue greca e latina
b) Pluralità di interessi: viva curiosità per il mondo della natura – tensione verso l’occulto
 Penetrazione massiccia dell’irrazionale nell’esperienza religiosa = misticismo ascetico,
adesione ai riti misterici
Poi in Apuleio possiamo trovare i riflessi (oltre che della filosofia e della retorica) anche della
religiosità isiaca (culto della dea Iside) e perfino di quella gnostica (la conoscenza è concepita
quale mezzo principale per attingere il divino e raggiungere la salvezza; è un sapere intuitivo
fondato sul sincretismo di varie esperienze religiose), ma anche di discipline quale la
fisiognomica o l’arte dell’interpretazione dei sogni
1) I trattati filosofici
 De mundo: trattatello di scienza naturale sulle forze che regolano l’universo
 De Platone et eius dogmate: due libri di esegesi filosofica sintetici della fisica e
dell’etica di Platone
 De deo Socratis: trattazione sistematica della dottrina dei demoni, che sono
intermediari fra i due mondi separati degli dei e degli uomini. La conclusione è
sul demone di Socrate, voce interiore che lo costringeva a ricercare la verità
2) Apuleio conferenziere: i Florida
Raccolta di 23 brani oratori su temi diversi e di diversa estensione pervenutaci nel codice delle
altre due fondamentali opere di Apuleio. Questa antologia fu probabilmente non compilata
dall’autore stesso, ma fatta per mettere in evidenza i pezzi più rappresentativi dell’abilità retorica
dell’autore  virtuosismo retorico (discorsi politici, religiosi, eruditi, moralistici, filosofici…)
3) L’Apologia, ovvero l’autodifesa dall’accusa di magia
L’ Apologia è una lunga orazione giudiziaria di autodifesa. Essa potrebbe essere una
rielaborazione successiva al discorso pronunciato effettivamente.
Il processo fu intentato per ragioni economiche: il suocero di Ponziano, Erennio Rufino, forse
poco dopo il matrimonio tra Apuleio e Pudentilla, cercò l’appoggio di Ponziano e poi del fratello
Pudente per colpire Apuleio e interdirgli l’accesso futuro all’eredità della moglie
 Contestato il reato di magia: l’accusa sosteneva che solo grazie a pratiche magiche egli
aveva potuto convincere al matrimonio una vedova facoltosa e non più giovane
3 argomentazioni:
1) Apuleio smonta puntualmente gli argomenti dell’accusa ricavati dalla sua vita privata,
moltiplicando disquisizioni dotte, così da guadagnare il dominio totale degli avversari
sotto il profilo culturale
2) Ribatte affermando di essere orgogliosamente un filosofo
3) Ricostruzione degli avvenimenti seguiti al suo arrivo a Oea: Ponziano aveva concepito il
matrimonio e la stessa Pundetilla aveva nominato erede principale Pudente nel suo
testamento
 Disinvoltura con cui l’oratore mette in ridicolo le ragioni dell’accusa: parla dall’alto della
sua cultura, ostentata in continuazione da Apuleio (elite degli esempi letterari)
È però innegabile che Apuleio possieda delle capacità in campo magico: egli pretende di
distinguere la magia bianca, che mira a realizzare una comunione con la divinità, dalla magia
nera, tesa a offendere  questa infondo è una distinzione tra tipi di magia, comunque
Sia la figura dello “scienziato” sia quella del filosofo descritte dall’autore risultano ambigue,
soprattutto la seconda che sembra intrisa di eclettismo che si avvicina sia al neopitagorismo sia
alla magia definita “nera”
È indubbio che la fama di Apuleio come mago si conservò nei secoli.
 Lo stile è simile a quello ciceroniano della Pro Caelio per l’ironia e i giochi di parole, ma
è anche peculiare per i volgarismi, i neologismi, gli arcaismi e i poetismi
APULEIO E IL ROMANZO
L’opera per la quale Apuleio è più conosciuto è il romanzo Metamorphoseon libri, Metamorfosi,
che insieme al Satyricon di Petronio, rappresenta per noi l’unica testimonianza del romanzo
antico in lingua latina
 Il titolo
Il titolo conservato dai codici (Metamorphoseon libri) conobbe presto la concorrenza di quello
con cui è stato indicato da Agostino (De civitate Dei): Asinus aureus, forse per il colore fulvo
dell’animale.
 Se si considera l’importanza del tema isiaco nell’opera, il titolo testimoniato da Agostino
può essere inteso come riferimento a Seth, divinità egizia del caos, rappresentato con il
corpo di uomo e la testa di un animale fulvo, l’asino.
 La trama
L’opera si compone di undici libri:
 Libri I-III, a Ipata (fino al libro X si parla di piano narrativo-popolare) : avventure del
protagonista, Lucio, prima e dopo il suo arrivo a Ipata in Tessaglia. Introdotto da subito
in un ambiente misterioso, Lucio manifesta da subito il suo tratto distintivo fondamentale,
la curiositas, che lo conduce a cadere vittima delle trappole varie che gli aspettano.
Ospite di Milone, ricco del posto, e della moglie Panfile, Lucio riesce a conquistarsi i
favori della serva Fotide e la convince a farlo assistere di nascosto a una delle
trasformazioni della padrona. Questa, divenuta gufo grazie a un unguento, scatena la
curiosità in Lucio, il quale chiede a Fotide di subire lo stesso. La serva però sbaglia
unguento e Lucio si trasforma in asino pur mantenendo facoltà raziocinanti umane
(episodio chiave che sconvolge la situazione iniziale)  per riacquistare la sua
forma umana, Lucio dovrà cibarsi di rose
 Libri IV-VII: vicende di Lucio-asino catturato da dei briganti. Qui il racconto principale
diviene cornice di un altro racconto, nella forma di una novella narrata a Carite dalla
vecchia sorvegliante: favola di Amore e Psiche
 Libri VIII-X: tragicomiche peripezie dell’asino, che passa dalle mani di sedicenti sacerdoti
della dea Siria, a quelle di un mugnaio, passando fino a quelle di due fratelli, l’uno cuoco
l’altro pasticciere  ovunque l’asino osserva e registra azioni e intenzioni con la sua
mente di uomo spinto dalla curiosità e dal voler trovare le rose. Lucio, dopo le ultime
peripezie riesce a fuggire in una spiaggia deserta dove si addormenta
 Libro XI (piano mistico-simbolico): risveglio di Lucio che apre l’ultimo libro. Preghiera
alla Luna (una delle manifestazioni di Iside)  scollamento narratologico rispetto agli
altri libri, per cui la dea Iside, apparendo in sogno al protagonista, gli predice che il
giorno seguente avrebbe riacquistato la forma umana mangiando una corona di rose
portata da un sacerdote in onore della dea; e così avviene. La parte conclusiva narra
dell’iniziazione di Lucio, fino a quando egli diventa devoto di Osiride  diventa avvocato
a Roma
 Il genere lettario:
il genere a cui rimandano Le Metamorfosi sembra essere quello del romanzo, il quale però ha
uno statuto ambiguo, essendo esso il risultato di un’intersezione di generi (epica, biografia,
satira menippea, racconto mitologico…) + la penuria di testimonianze pone la difficoltà di
tracciare un vero e proprio quadro del genere romanzo
a) Il rapporto con le fabulae Milesiae, a cui l’autore stesso riconduce la sostanza
dell’opera: sappiamo che Cornelio Sisenna aveva tradotto in latino le originali fabulae
Milesiae di Aristide di Mileto (II secolo a.C.), ma l’opera è andata perduta. Unico dato
certo è la centralità del tema amoroso e delle peripezie degli innamorati (poi i Promessi
sposi)
b) L’aggiunta dell’elemento magico: novità di Apuleio, nonostante i personaggi
rappresentino le tipiche figure mercanti viaggiatori o di studenti scioperati che si trovano
già nel Satyricon (e quindi nelle fabulae Milesiae). I racconti inziali, insomma, non si
configurano solo come prefigurazioni narrative e quindi come avvertimenti esemplari al
protagonista Lucio, ma sembrano corrispondere anche alla volontà dell’autore di definire
in termini di novità la propria opera rispetto al genere delle Milesiae
 Significato e complessità dell’opera
Pur sembrando una lettura di semplice svago, l’intera vicenda assume i caratteri del racconto
esemplare  funzione della curiositas che conduce il personaggio a una rovinosa
trasformazione, dalla quale sarà liberato in seguito a una lunga espiazione. Questo tema ha
grande rilevanza nell’opera
 Lucio osserva il gruppo scultoreo di Atteone divorato dai propri cani = celebre esempio di
curiositas umana punita dalla divinità, poiché Atteone aveva visto la nudità di Diana
Emblematico è il caso della favola di Amore e Psiche, da cui si ricava l’interpretazione dell’intera
opera:
Psiche, la figlia minore di un re, suscita l’invidia della dea Venere per la sua bellezza e, per
volere della dea, viene consegnata a un “mostro crudele”. Incatenata alla sommità di una
roccia, è pronta a morire quando si ritrova in un bellissimo palazzo. Qui incontra il suo sposo, di
cui le è sempre negata la vista: qualora lo avesse visto, sarebbero stati separati. Istigata dalle
sorelle, Psiche trasgredisce l’ordine e spia il marito, che si rivela il dio Amore, mentre dorme 
immediato distacco = espiazione lunga di Psiche attraverso varie prove, per poi, alla fine,
essere assunta a dea
 Grazie alla novella è possibile considerare l’opera un romanzo mistagogico, cioè il
racconto di un’iniziazione ai riti misterici  si arriva alla seconda linea tematica, quella
mistico-simbolico e religiosa che prefigura l’epifania della dea Iside, ma che si
sovrappone anche alla prima linea tematica (quella narrativo popolare dell’avventura),
per piegarla verso un senso iniziatico
L’esperienza parallela di Psiche = Lucio, del quale le metamorfosi diventano una
rappresentazione simbolica delle prove a cui è sottoposto un individuo che attraversa un
periodo di alienazione e di peripezie per giungere alla salvezza.
 La favola appare isolata perché al centro del racconto, ma acquisisce significato col
chiudersi dell’opera
I modelli: la favola popolare (elementi alessandrini e milesi) + Virgilio, per la discesa
negli inferi di Psiche e Ovidio, per il carattere espressivo dell’opera
Le altre digressioni sono costituite da altre vicende, dove il magico si alterna con l’epico, il
tragico e il comico  tessuto sperimentale dell’opera di Apuleio (storie di adulterio, per il
dominio della fortuna)
Tutto il romanzo si struttura di un mondo fatto di simboli e segni letterari verso una liberazione
che si situa nella moralità = compenetrazione elemento mistico-religioso e il tessuto
originario della favola milesia costituisce la qualità più originale

LIVELLO NOVELLISTICO-POPOLARE LIVELLO MISTICO-SIMBOLICO


Libri I-X: presenza costante delle riflessioni Libro XI: intenzionale rovesciamento dalla
dell’asino = effetto di continuità che uniforma i fruizione di “primo livello” dell’opera, che
due livelli di lettura costringe il lettore a ri-leggere Le
Metamorfosi alla luce della rivelazione isiaca
introdotta da questo ultimo libro

I due livelli si saldano nella conclusione dell’opera: il narratore Lucio è detto


Madaurensis, e ciò lo identifica con l’autore Apuleio + la sua metamorfosi finale
suggerisce la chiave di lettura necessaria perché il romanzo sia interpretato come storia
di una salvazione religiosa
LA LINGUA E LO STILE
Gusto per l’arcaismo  Apuleio attinge ad autori arcaici, come Plauto, primo sperimentatore
della lingua latina. In Apuleio la ricerca di preziosismi si coniuga con la consolidata esperienza
oratoria dell’autore
 Le parole sono evocative: lessico musicale
 Lessico letterario specializzato: desunto da altri autori e ricombinato in modo personale
e rinnovato con neologismi  confronto con gli auctores in una dialettica ininterrotta di
imitazione ed emulazione
 Prosa altamente elaborata e complessa, che però si apre a nuovi ritmi e costruzioni

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