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MILETO

La lezione esplora gli elementi della filosofia presocratica, evidenziando l'origine del termine 'filosofia' e il ruolo degli autori ionici, che indagano la realtà senza ricorrere alle divinità. Si discute il concetto di arché e il metodo dell'analogia, con un focus su pensatori come Talete e Anassimandro, che hanno contribuito alla cosmologia e alla comprensione della natura. Talete è descritto come un precursore dell'astronomia e della filosofia, mentre Anassimandro è noto per le sue enigmatiche affermazioni sul principio dell'infinito.

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La lezione esplora gli elementi della filosofia presocratica, evidenziando l'origine del termine 'filosofia' e il ruolo degli autori ionici, che indagano la realtà senza ricorrere alle divinità. Si discute il concetto di arché e il metodo dell'analogia, con un focus su pensatori come Talete e Anassimandro, che hanno contribuito alla cosmologia e alla comprensione della natura. Talete è descritto come un precursore dell'astronomia e della filosofia, mentre Anassimandro è noto per le sue enigmatiche affermazioni sul principio dell'infinito.

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Lezione 2

Elementi di filosofia presocratica


• La parola “filosofia” nasce con Pitagora di Samo (non sicura però); in realtà il primo autore che
affronta il significato del termine è Platone; philosophia: ha anche fare con il desiderio, con
l’ambizione di conoscere il sapere.
• Negli autori ionici non abbiamo occorrenze di questo termine ma anche vero che abbiamo poche
opere di questi autori.
• Per quello che noi sappiamo delle opere di questi autori c’è un aspetto comune: queste opere
hanno una struttura che comporta una cosmogonia, un’antropogonia ed un’indagine intorno
all’origine della società, ovvero delle istituzioni che gli uomini si dotano per vivere in comunità.
• Aristotele li definisce “indagatori della natura”, che sono attivi nella parte orientale del
Mediterraneo (Turchia in particolare Mileto, Efeso).
• Una premessa che occorre fare è che si è spesso individuato un rapporto di “discepolato”
(filiazione) di questi autori, idea frutto di un tipico carattere del mondo antico. Condividevano la
stessa città ma forse parlare di “scuole” è po fuorviante.
• Il loro obiettivo era quello di indagare la realtà senza fare appello alle divinità (come la Teogonia di
Esiodo, il quale spiega la struttura dell’universo attraverso le divinità).
• Un altro aspetto comune è il ricorso al metodo dell’analogia: ovvero l’allargamento di un
principio esplicativo al di là della cerchia di fenomeni che spiega. Altro aspetto è quello di pensare
che l’universo sia assimilabile ad un essere vivente.
• L’idea che questi autori ricercassero un arché è dubbia. Il significato è “inizio”, “comando” (ecco
forse perché per Talete l’acqua è l’inizio).

Nomenclatura Diels-Kranz
“11DKA14”
11–> numero di Talete
DK—> diels-kranz
A —> testimonianza, (B=frammento)
14–> numero della testimonianza

I pensatori di Mileto
Talete (640 a.C.- 548 a.C.) si occupa di cosmologia, delle eclissi senza far ricorso alla teologia e di
geometria. Il suo ambito di indagine è molto vasto. La sua idea è che la vita si accompagna ad un
elemento umido, l’acqua è un principio costitutivo della natura senza la quale non c’è vita. Talete
viene visto come il prototipo dell’astronomo e del filosofo—> già Platone riporta nel Teeteto, come
Talete cada in un pozzo proprio mentre stava osservando il cielo (per sottolineare come l’amore per
la conoscenza possa rappresentare un pericolo per chi si dimentica di vivere ne, mondo sensibile);
Aristotele dice che Talete per dimostrare di non avere “ la testa fra le nuvole” come Platone, riuscì a
prevedere attraverso il suo sapere astronomico una ricchissima stagione di raccolta di olive; si
comprò tutti i frantoi di olive e si arricchì (crestomante).

Anassimandro (610 a.C.- 546 a.C.) è il primo autore di cui noi possediamo un frammento (le sue
autentiche parole), parole misteriose perché sembrano legare elementi e prospettive molto diverse,
cosmogonia e elementi giuridici. Heidegger dedicò proprio uno dei suoi scritti proprio alle parole di
Anassimandro—> 12DKB1 che noi conosciamo attraverso Simplicio, ben 1500 dopo
Anassimandro; il quale commentando la Fisica di Aristotele, introduce le parole di Anassimandro:

«Principio delle cose che sono è l’infinito… ciò da cui proviene la generazione delle cose che sono è ciò verso cui si
sviluppa anche la corruzione secondo necessità: le cose che sono, infatti, pagano l’una all’altra la pena e l’espiazione
dell’ingiustizia, secondo l’ordine del tempo»

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