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Il Dolore

Il documento esplora il concetto di dolore attraverso la storia, analizzando le credenze culturali e religiose che lo circondano, dall'antichità fino ai giorni nostri. Viene discusso il dolore fisico e morale, le sue manifestazioni e le risposte umane ad esso, nonché l'evoluzione delle pratiche mediche e delle teorie sul dolore. Si sottolinea come il dolore sia una parte intrinseca dell'esperienza umana, influenzata da fattori sociali, culturali e storici.

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Il Dolore

Il documento esplora il concetto di dolore attraverso la storia, analizzando le credenze culturali e religiose che lo circondano, dall'antichità fino ai giorni nostri. Viene discusso il dolore fisico e morale, le sue manifestazioni e le risposte umane ad esso, nonché l'evoluzione delle pratiche mediche e delle teorie sul dolore. Si sottolinea come il dolore sia una parte intrinseca dell'esperienza umana, influenzata da fattori sociali, culturali e storici.

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IL

   DOLORE
"C'era un angelo coi baffi
che non era capace di far niente
e invece di volare attorno al Signore
veniva giù nel Marecchia
dentro la casa di un cacciatore
che teneva gli uccelli impagliati
in piedi sul pavimento di un camerone.
E l'angelo gli buttava il granoturco
per vedere se lo mangiavano.
E dai, e dai
con tutti i Santi che ridevano dei suoi sbagli
una mattina gli uccelli impagliati
hanno aperto le ali
e hanno preso il volo
fuori dalle finestre dentro l'aria del cielo
e cantavano come non mai."
Tonino Guerra Ex chiesetta dei Caduti Pennabilli (Rn) Montefeltro , il più piccolo
museo del mondo.

Dott. ALBERTA PARODI


Il segno è espressione di un codice ben preciso che, attraverso il simbolismo, si
incarica di comunicare dei significati a chi è in grado di decodificarli e comprenderli.
Nel tempo c'è stata una sorta di specializzazione dei segni utilizzati nella magia,
nell'alchimia, nelle diverse forme di rito. Questo immenso insieme si presenta come
un tessuto in cui la fitta struttura è formata da un ordito che si lega alle tradizioni
religiose più antiche e una trama che ha nell'immaginario collettivo il proprio
inesauribile propellente, una energia indecifrabile, atavicamente alimentata dall'uomo
di magia che sa di essere il depositario di una forma di cultura diversa, in cui sono
racchiusi millenni di conoscenze, di misteri e di segni.
Per tutto il Medioevo lo studio degli angeli fu molto importante nel concetto di vita
ideale, nei conflitti tra bene e male. Quindi è lecito pensare che questi temi siano
entrati anche in problematiche di un livello più basso rispetto a quelle religiose e
morali, come può essere il mondo della salute e della malattia.
In molte leggende che riguardano la vita dei santi, si evince come questi siano
presenti nel portare conforto a soggetti colpiti da morbi e sofferenze.
In epoca medievale il recupero della salute si riteneva fosse causato dall'intervento di
un'entità soprannaturale e divina.
In tutte le antiche civiltà queste credenze erano sempre ben presenti .
A Babele il dolore era considerato una vera e propria punizione per i peccati
commessi dall'uomo.
I Buddhisti avevano idee simili sull'origine delle malattie.
In Egitto la guarigione dal male era da intendersi come un' opera divina, specialmente
per l' intervento del dio Khons e di Iside.
Nel druidismo, ovvero l'antica religione dei Galli, la guarigione da ogni malattia era
attribuita ad Apollo e la malattia era prodotta dall'intevento di genii cattivi.
Nell'antica Grecia la medicina si trovò ben presto legata con la magia, essendo quella,
per ammissione dello stesso Ippocrate e di Celso, della medesima razza di questa,
cioè ambedue figlie dello stesso padre Apollo. Le malattie erano direttamente inviate
dagli dei, ecco dunque che Orfeo fu presto riconosciuto come medico delle anime e
dei corpi, così come Ercole divenne un dio legato al mondo della salute.
Presso i Latini il medico per eccellenza era colui che sapeva mettere in fuga e
uccidere il mostro invisibile, introdotto nel corpo dell'uomo, ridonandogli lo stato di
salute. Si pensava che le anime dei morti, o Mani, potessero, ritornando nel mondo
dei vivi, turbare l'equilibrio organico ed intellettuale dell'uomo.
Il simbolo dell'angelo sterminatore si trova in parecchi passi della Bibbia, come
portatore di malattie e morte, una sorta di vendetta divina verso i peccati dell'uomo.
Il pensiero cristiano venne influenzato da un grande insieme di credenze pagane,
specie nei primi secoli della sua storia. L'origine delle malattie era attribuita a
demoni, ovvero al male, mentre la guarigione era opera del bene, per cui solo gli
abitanti del cielo potevano essere latori della salute del corpo e della mente.

Il dolore e la sofferenza sono nati insieme all'uomo. Esiste un dolore che "si vede",
perchè la lesione che lo causa è ben esposta e uno che "non si vede", perchè più
lontano e profondo. La parola dolore si arrichhisce di aggettivi come bruciante,
trafiggente, martellante, pungente e di metafore come : dolore come un fuoco che
arte, un cane che morde…
Il mal di testa in Italia colpisce più di 3 milioni di persone in età adulta, cioè tra i 25 e
i 55 anni, esso provoca un dolore tanto intenso che può arrivare a compromettere la
normale vita lavorativa e sociale di chi ne è affetto.
Il dolore lombare più spesso colpisce persone che compiono un lavoro pesante, che
stanno molto in piedi, o che fanno una vita molto sedentarie, si calcola che oltre
l'80% dei soggetti adulti siano stati colpiti almeno una volta da questo male a carico
soprattutto della colonna vertebrale.
Il dolore neoplastico accompagna in genere tutto il decorso della malattia, causando
stati di prostrazione profonda in chi ne è affetto. Il tumore provoca lesioni che
invadono e distruggono, il dolore molto spesso è intollerabile, associato ad altri
sintomi invalidanti, con danni anche di natura psicologica, poichè il paziente che sa di
essere affetto da una malattia considerata incurabile, accusa anche distrurbi di origine
psichica, sa di avere un tempo limitato da vivere, quindi la sofferenza è ancora più
profonda e totale.
Il dolore cronico è paragonabile ad una vera e propria tortura, è soffernza allo stato
puro, prima sconvolge il corpo, poi la mente. Chi soffre di questo problema si sente
come imprigionato nella propria sofferenza e assume un atteggiamento difensivo, non
essendo in grado di sfuggire.
La sofferenza è parte integrante della natura umana, l'uomo ha sempre combattuto il
dolore, alcuni lo hanno superato con la rassegnazione e la fede, mentre altri si sono
opposti ad esso con empirismo, suggestioni, saggezza.
In una tavoletta Nippur che risale al III millennio a.C. un uomo sofferente scrisse in
caratteri cuneiformi :"il dolore ha afferrato il mio corpo, liberami, o dio, dal dolore".
Il dolore, sia acuto che cronico, è crudele perchè infligge tormenti fisici e psichici, è
superiore alla nostra capacità di sopportazione, è degradante perchè umilia e priva la
persona della sua dignità.
Definire il dolore è molto difficile, nel "Dizionario ragionato italiano " del 1988 è
indicato come "la sofferenza o la pena che sono dovute ad un male fisico".
Si trova il detto "letto di dolore", ma, in contrapposizione, vengono citati "i dolori
del giovane Werther "di Goethe che rimandano al "dolore vivente", ovvero ad uno
stato di malessere morale, ad un senso di infelicità.
Il dolore morale, specie quello di natura amorosa, è sempre stato dominante in
letteratura, spesse se ne è anche abusato, aggiungendo aggettivi come atroce,
insopportabile, inconsolabile, intenso.
Il dizionario della lingua italiana Devoto-Oli del 1990, aggiuge al dolore fisico,
quello morale inteso come pentimento, tipico dell'ambito religioso, "il dolore è come
una sensazione penosa, diffusa o localizzata, susseguente a stimolazione di particolari
recettori sensitivi da parte di agenti e di natura variabile e di variabile intensità,
accompagnato da soffernza spirituale e da pentimento e costrizione".
L'Atto di dolore si recita nel sacramento della penitenza al termine della confessione.
Il dolore morale è legato alla ineluttabilità degli eventi.
Se tocchiamo una pentola calda o volgiamo lo sgurdo verso una luce intensa,
mettiamo subito in atto meccanismi di difesa, togliendo la mano dalla pentole e
strizzando e chiudendo gli occhi, alleviamo il dolore e facciamo in modo di evitare
danni funzionali e lesioni più gravi. All'origine di questi gesti c'è un meccanismo
riflesso, innescato da stimoli sensoriali che raggiungono i centri del midollo spinale,
producendo una reazione motoria della mano e delle palpebre.
Per molti secoli la causa del dolore acuto era stata soprattutto una, ovvero le ferite
contratte in battaglia e duello, oppure durante una caccia. Per curarle sono stati
impiegati i sistemi più fantasiosi, dai riti sacerdotali, agli esorcismi, dall'uso di oppio
e mandragola, dal protossido di azolto al cloroformio, fino ad arrivare alle moderne
tecniche di anestesia che hanno radicalmente cambiato le condizioni degli ammalati
eil modo di affrontare interventi chirurgici.
Nella preistoria per lenire il dolore ci si rivolgeva al capo famiglia che era
generalmene una donna, la grande madre, che assumeva
il ruolo di sacerdotessa e di magica guaritrice, ma non aveva altra madicina al di fuori
della consolazione e del conforto.
Per secoli il dolore fu considerato una punizione divina, inflitta all'uomo da un dio
offeso.
Nella civiltà egiziana erano gli dei Seth, Sekhmer o Achmis, insieme agli spiriti dei
defunti, penetrati nel corpo dei vivi a provocare la sofferenza e il dolore, gli intrusi
dovevano essere allontanati solo per vie naturali, come il vomito, il sudore, l'urina.
Il medico egizio Imothep, vissuto ai tempi del faraone Zoser (2750-2687 a.C.)
introdusse l'uso di erbe medicinali nella cura delle malattie, come Papaver
somniferum (oppio), pianta dell'oblio e della insensibilità, la Cannabis indica, da cui
si estrae l'hashish.
Per gli Egizi che non conoscevano il sistema nervoso, il dolore nasceva dal cuore,
come sede di tutte le attività del corpo, sia motorie che sensitive, teoria questa che
rimase in vita fino al sec. XVII.
I Greci consideravano il dolore e la sofferenza come manifestazione dell'ira degli dei
nei confronti degli uomini e adottavano la strategia terapeutica di propiziarsi,
attraverso cerimonie religiose, le divinità rienute responsabili.
In Grecia sttorno al 300-400 a.C, visse Ippocrate, maestro di tutti i medici, che diede
preziosi insegnamenti sulla pratica e sulla diagnosi delle malattie. Famosa è la sua
frase "divinum opus est sedare dolorem". Con lui il medico abbandonò la figura di
sacerdote per assumere quella più razionale di filosofo, ovvero di colui che ricerca il
perchè dei fenomeni e interpreta gli eventi che ne susseguono.
Il primo importante medico che visse a Roma fu Dioscoride, chirurgo dell'esercito di
Nerone, autore di un trattato in 5 libri intitolato "de materia medica", dove sono
riportate e descritte 900 sostanze medicinali, ricavate dal mondo minerale, animale e
vegetale, tra cui l'oppio e la mandragola.
Galeno fu un medico di Pergamo, vissuto tra 130 e 200 d.C., a lui dobbiamo la
descrizione e la classificazione dell'efficacia dell'oppio, oltre la grande massima "sine
opio medicina claudicat" ,oltre i primi studi sul sistema nervoso, condotti sui piccioni
a cui sezionava il midollo spinale.
Galeno affermava che il centro di ogni sensazione è il cervello e i nervi si dividono in
sensitivi, sottili ed esili, e motori, più robusti e duri. Accanto a questi c'erano nervi
che riteneva collegati alla "più bassa forma di sensibilità", ovvero quella dolorosa.
Quindi nel meccanismo del dolore erano coinvolti i nervi più sottili.
Nel medioevo il dolore e le malattie erano una punizione divina, un peccato che
doveva essere espiato per ottenere il perdono.
In questo periodo nacque la Scuola Salernitana: oltre alle numerose erbe usate contro
il dolore, tra cui il dolore di testa, venne ideata la Spongia soporifera che rappresenta,
nella cura del dolore chirurgico, il primo esempio di anestesia. Questa era una spugna
di mare che veniva impregnata di succo di oppio ,di mandragola e di giusquiamo che
veniva poi essiccata e solo al momento del bisogno era immersa in acqua calda e
messa vicino alle narici del paziente che doveva essere operato per procurargli sonno.
Nel Rinascimento il dolore non veniva più considerato una colpa da espiare,
compreso anche il dolore derivante dalla miseria e dalla malattia.

Il 500 vide studiosi come Leonardo da Vinci, Vesalio e Varolio che apportarono
innovazioni importanti a livello fisiologico : l'impulso originava dal tatto ma
giungeva non più al cuore, ma al cervello dove veniva elaborato come sensazione.
In questa atmosfera nacquero gli studi di Cartesio (1596-1650), che ipotizzò il
collegamento diretto, costiuito da delicati filamenti, tra la perte periferica del corpo,
stimolata dal fuoco a scopo sperimentale e il cervello, dal quale provengono le
risposte, tra cui la più immediata è quella di allontanare la parte dalla fiamma.
Nel 600 e 700 la medicina rimane legata alla magia, alla stregoneria e all'astrologia,
sono questi i secoli di famosi ciarlatani.
La chiesa ha avuto un ruolo fndamentale nalla costruzione dei primi ospedali e nel
sostegno degli ammalati e degli invalidi, divulgando il pensiero della "caritas",
ovvero dell'aiuto ai bisognosi.
Sono anche i tempi del Tribunale dell'inquisizione, il rischio di essere incriminati per
magia o sregoneria , l'ombra della tortura e dell morte, influirono negativamente sulla
ricerca di nuovi rimedi per alleviare il dolore e la soffernza dell'uomo.
Molti studiosi furono vittima del Tribunale, come Giambattista Vico, Nicolas Bayly e
l'inglese Eutame Mac Alyane, che fu bruciata viva per aver atenuato i dolori in una
partoriente.
Tra grandi innovazioni e rallentamenti incredibili si arriva a chiarire l'origine del
dolore : stimolando alcuni punti l'impuso viene condotto al cervello dove viene
percepito, transitando attraverso filamenti che sono in grado di trasferirlo.
La morfina venne scoperta nel 1817 da Fredrich W. Adam Seturner e l'aspirina nel
1899 da Bayer, l'anestesia generale mosse i suoi primi passi nel 1846 con l'utilizzo di
etere e cloroformio e la creazione delle prime sale operatorie, quali locali per
l'esclusivo uso delle pratiche chirurgiche.
Negli ultimi decenni l'anestesia ha fatto passi enormi, diventando sempre più mirata e
specializzata.
Una ferita produce subito una sensazione di dolore a a causa della stimolazione dei
recettori sensitivi: osservando bene la lesione vediamo che subito la parte diventa
calda e arrossta per un fenomeno di vasodilatazione dei piccoli vasi sanguigni della
cute : calor e rubor. Ben preso la zona si gonfia: tumor, perchè plasma e cellule si
spostano dai vasi sanguigni al tessuto colpito.
Il dolore è pungente nella fase iniziale, diventa poi sordo e pulsante. Siamo nel
campo dell'infiammazione. Una distorsione della caviglia porta lo stesso tipo di
lesione : rapida insorgenza del dolore, sintomi dell'infiammazione.

Il dolore è il sintomo più comune che esprime uno stato di malattia. Tutti prima o
poi lo provano, ed esempio il dolore causato dalla dentizione è il primo contatto che il
bambino ha con la sofferenza.
Normalmente indica che nel corpo sta succedendo qualcosa di negativo, è una sorta
di allarme che si attiva all'interno dell'organismo . Il corpo informa il cervello che , in
modo istintivo e mediato, cerca di porre riparo al "danno" che si sta verificando,
danno di ordine psico-fisico, per cui si deve cercare di ripristinare l' ordine iniziale.
L'urlo, il pianto, il lamento e il silenzio sono i modi più comuni con cui il soggetto
sofferente cerca di manifestare il suo dolore, così come lo esprime attraverso
atteggiamenti quali la tristezza, la speranza, la rassegnazione, la paura e addirittura
l'ironia sulle sue condizioni.
L'urlo è considerato la manifestazione estrema , la disperata richiesta di aiuto da
parte del sofferente. Negli animali esso è un segnale di allarme che consente al
branco di disperdersi di fronte ad un pericolo.
I topolini emettono ultrasuoni che vengono percepiti dalla madre e dagli altri
componenti del gruppo quando si trovano di fronte ad uno stato di allerta.
Racconta Tolstoj :" una volta una dama raccontava di una certa gurigione miracolosa
operata da non so che immagini sacre…" Sempre più prostrato dalla sofferenza e dal
dolore, Ivan Il'ic " si sorprese ad ascoltare attentamente quella storia e a credere alla
sua autenticità"…. Questo per imparare a diffidare di ciarlatani e personaggi poco
raccomandabili, disonesti che , promettendo grandi cose, in realtà truffano il soggetto
sofferente.
Provare dolore è veramente terribile e debilitante, quindi non è difficile cedere alle
lusinghe di chi da speranze spesso vane di miglioramento delle proprie sofferenze.
Il concetto di allarme va bene quando ci troviamo di fronte ad un dolore acuto,
quando è cronico, esso non funziona più come un allarme, ma si trasforma da
sintomo a malattia, dando origine ad un disequilibrio sia organico che mentale.
Il dolore può essere localizzato in una zona ben precisa del corpo, può irradiare, può
essere riferito.
Si definisce localizzato quando il soggetto riferisce di esserne affetto in un punto
preciso, quando parte ad esempio dalla colonna vertebrale si estende lungo tutta la
schiena sino ad arrivare alla coscia, come avviene nella sciatica, allora si parla di
dolore irradiato.
Quando il soggetto indica una zona colpita dal dolore non ben identificata, non ben
precisa, allora abbiamo il cosiddetto "dolore riferito".
-Dolore acuto: compare in modo improvviso e scompare altrettanto velocemente
quando guarisce la malattia che lo ha provocato.
-Dolore cronico: dura a lungo, va ben oltre il sintomo che lo ha provocato, è
insistente e può compromettere la funzionalità dell'intero corpo del soggetto e può
rendere difficili i suoi rapporti sociali.
Il dolore sintomatico non compromette il sistema nervoso, mentre nel dolore
psicosomatico, oltre alla componente fisica, si deve aggiungere quella emotiva.

DOLORE ACUTO : è improvviso ed è una sorta di allarme che tende a tenere fermo
il soggetto colpito, ad esempio, se il paziente ha un problema ad un braccio, avrà la
tendenza a tenerlo fermo per evitare di avvertire questo fastidio. Si mette in atto un
processo di difesa. Il soggetto diventa ansioso, può avere alterazioni dell'umore, la
sua postura può variare per potersi adattare e difendere dal dolore stesso.

DOLORE CRONICO: si ha quando questo persiste ben oltre la fase acuta . Colpisce
moltissime persone, è una delle malattie più diffuse e più curate. Si parlava di dolore
cronico quando questo aveva una durata superiore ai sei mesi, limite oggi superato.
Spesso chi è afflitto da questo tipo di sintomo , soffre anche di altre malattie, come
l'insonnia, la depressione, l'ansia, sintomi di stanchezza cronica.
La lombalgia cronica, il mal di testa, le neuropatie, i dolori articolari in genere,
appartengono alla categoria dei dolori cronici.

DOLORE SOMATICO: è un dolore acuto che non coinvolge il sistema nervoso.


Si distingue in dolore somatico vero e proprio, ossia l'eccitazione dei sensori del
dolore situati sulla cute, nei muscoli, nelle articolazioni, nelle ossa e in dolore
somatico viscerale che nasce dagli organi interni.
Il dolore è in tutti e due i casi molto forte. Normalmente si cura con anti-infiammatori
e anti-dolorifici, spesso con il cortisone.
DOLORE PSICOSOMATICO: il dolore fisico si accompagna con una componente
emozionale che spesso ne amplifica gli effetti, sino a renderlo insopportabile, o, al
contrario, riesce a renderlo inavvertibile, sopito, inesistente.
Il dolore indurrebbe il soggetto a mettere in atto meccanismi di lotta e di fuga, per
garantire la propria sopravvivenza.
Non è facile classificare queste manifestazioni proprio perché ogni individuo vive ed
avverte il dolore in modo del tutto personale.
Non esistono strumenti per misurare l'intensità del dolore, dal momento che ciascuno
di noi ha una percezione dello stesso estremamente individuale. quindi sarà il
medico a classificarne l'intensità, sulla base della descrizione del paziente, in : lieve,
moderata, forte, atroce. Inoltre possiamo avere dolore bruciante, pressante,
lancinante, pungente, martellante, scavante...

SCALA ANALOGICA VISIVA (VAS) : è la rappresentazione visiva della


grandezza dello stimolo doloroso che il paziente pensa di avvertire.
L' ampiezza del dolore viene rappresentata da una linea di 10 cm. che sembra essere
la lunghezza ottimale per questa valutazione. La linea può avere o no tacche
intermedie sul suo percorso. Una estremità indica lo 0, ovvero l'assenza del dolore,
l'altra il 10, ovvero il dolore più intenso mai avvertito. Questa scala viene compilata
dal soggetto che viene invitato a segnare sulla scala il suo dolore. Si misura poi la
distanza tra lo 0 e il segno fatto dal paziente.
Bisogna valutare bene alcuni parametri:
-quando è insorto il dolore
-dove è iniziato e se irradia
-se ci sono sintomi concomitanti
-la sua evoluzione, se subito forte o se c'è stato un crescendo
-se il riposo o il movimento lo > o lo <
-se la pressione sulla parte lo > o lo <
-se il calore sulla parte lo > o lo <.
Il dolore è una percezione, un qualcosa di non visibile. I comuni esami diagnostici
sono utili per vedere se si riesce a trovarne la causa, quindi si possono eseguire tutte
le indagini possibili, come RX, TAC, RM...per riuscire a stabilire la causa del
problema.
I dolori che più comunemente affliggono i pazienti sono:
MAL DI TESTA : ce ne sono di molti tipi, dal mal di testa o emicrania essenziali,
ovvero senza una causa precisa, all'emicrania vasomotoria, a quelle secondarie, legate
a problemi come sinusite, anemia, ipertensione arteriosa, otite, problemi dentari,
abuso di fumo e di alcool.
Il prototipo delle cefalee essenziali è l'emicrania, sia con aura che senza.
Il dolore è intenso e interessa una metà della testa, ma può anche essere più diffuso e
può durare anche molte ore, dalle 4 alle 72, in genere.
Il dolore alla testa può essere pulsante, a fitta, a chiodo, pungente, martellante,
penetrante. Inizia in genere in un lato del capo e poi si estende in varie zone (frontale,
occipitale, temporale, oculare).
L'intensità del dolore < con il movimento, il rumore, la luce, gli sforzi, la tosse, per
cui il soggetto preferisce stare da solo, al buio, con la testa sollevata, si sente debole e
prostrato, spesso ha vomito, nausea, mancanza di appetito. Il vomito o > o < le
condizioni del paziente.
L'emicrania con aurea si presenta con sintomi particolari che precedono o seguono la
crisi dolorosa. L'aura dura circa 30 minuti e si possono avere turbe visive, percezioni
di colori, macchie nere (scotomi) circondate da un bordo brillante che invadono il
campo visivo, immagini sfuocate e deformate. Si possono anche avere formicolio agli
arti e al viso, debolezza generale, disturbi del linguaggio. Il sonno spesso migliora la
situazione.
La cefalea tensiva è la più comune, specie nelle donne. Si manifesta a seguito di una
contrazione eccessiva dei muscoli del collo e del viso. Il dolore è molto forte, come
una morsa, sensazione di un peso che grava su tutta la testa. Il dolore si irradia alla
nuca. Le crisi dolorose possono essere periodiche, recidivanti, croniche.
La cefalea a grappolo presenta crisi che si ripetono in successione, con tempi
ravvicinati, più volte nella stessa giornata e sempre alla stessa ora. Le crisi durano dai
30 ai 180 minuti, con dolore lancinante che interessa metà del capo, l'occhio e la
palpebra del lato colpito. Al dolore si associano altri sintomi come sudorazione del
viso, naso chiuso, stato di forte agitazione, sintomi che in genere precedono l'attacco.
Questo tipo di cefalea colpisce più gli uomini, sembra legata a fattori di stress ,
all'uso ed abuso di tabacco e alcool.
Chi ha problemi di mal di testa si muove nel mondo con un approccio essenzialmente
mentale, può apparire come freddo e razionale, in realtà la sua natura molto
passionale ed emotiva lo ha portato a sviluppare di più l'aspetto mentale, utilizzato
come una sorta di meccanismo di difesa.
A livello psicosomatico l'interpretazione del sintomo varia in base alla diversità del
dolore che lamenta il paziente.
Nel caso dell'emicrania ci sono due momenti specifici e distinti che insorgono
durante l'attacco: inizialmente c'è una costrizione delle arterie che portano il sangue
alla testa e questa fase corrisponde al tentativo di difendersi da conflitti inconsci o da
emozioni forti.
Nella seconda fase c'è la dilatazione delle arterie e questo rappresenta il tentativo di
elaborare mentalmente i risultati emersi.
Il sintomo è il risultato della compressione di quella parte di se che non si conosce e
non si accetta. Il soggetto è introverso, controllato, sempre sulla difensiva, ma è
anche una persona molto attiva, molto perfezionista, che vive in una situazione di
tensione continua.
Per il paziente che soffre di cefalea muscolo - tensiva il capo è una sorta di
contenitore : quando i pensieri diventano pesanti, i muscolo del collo che servono a
sostenere la testa, si tendono e insorge il dolore, quindi chi soffre di questo problema
è una persona affidabile, con la testa sulle spalle, che ha la tendenza a farsi carico di
responsabilità, che sopporta e sostiene molte situazioni difficili.
Nella cefalea a grappolo il dolore e la lacrimazione degli occhi hanno due contenuti
psichici importanti : la sofferenza e il pianto sono trattenuti e non espressi a causa di
un cambiamento che non riesce a verificarsi. In tal modo il soggetto alterna gli
attacchi a momenti di benessere durante i quali, a livello psichico, non c'è
consapevolezza ed elaborazione delle dinamiche, quindi costui non fa nulla per
imparare a conoscersi.
Nel mal di testa l'approccio omeopatico è molto richiesto dai pazienti, sia come
prevenzione che come cura vera e propria di un problema piuttosto grave.
La terapia omeopatica sarà fatta in modo personalizzato in base al tipo di soggetto, al
tipo di dolore, alla sua durata, alla concomitanza con altri sintomi, alla durata
dell'attacco, alla sua frequenza. Quindi, se fatta bene, la cura omeopatica è veramente
efficace ed in grado di alleviare le sofferenze del paziente in modo duraturo.
I principali rimedi per il mal di testa sono quelli ora descritti.
BELLADONNA : appartiene alla famiglia delle SOLANACEAE, soggetto con
costituzione linfatica, pletorica, gradevole e amante della compagnia, quando è
compensato, altrimenti diventa violento, incontenbile e può arrivare al delirio.
Il mal di testa arriva dopo aver preso freddo, specialmente quando il capo è scoperto
o dopo aver tagliato i capelli.
E' uno dei rimedi più utilizzati per le cefalee a grappolo e nel mal di testa con spiccata
lateralità destra. Il dolore origina in zona occipitale e si irradia alla fronte e all'occhio
destro.
Il dolore è lancinante, molto forte, con pulsazioni delle carotidi, il soggetto emana
calore, ha il viso rosso ed è molto nervoso, se non addirittura agitato e violento.
La testa è caldissima, mentre i piedi e le mani sono freddi. Il dolore < con il
movimento della testa, con la luce e il rumore. Le crisi di dolore sono in genere molto
intense, ma di durata abbastanza breve. Si può arrivare ad avere allucinazioni, come
la visione del cane nero, identificabile con Cerbero che traghetta le anime dei defunti
nell'Ade, di cui ha una paura incontrollabile.
ACONITUM : appartiene alla famiglia botanica delle RANUNCOLACEAE, agisce
sulla cefalea a grappolo violenta e intollerabile, con tempie pulsanti, intensa
fotofobia, parestesie diffuse e sintomi psichici quali agitazione, ansia, panico.

La cefalea si presenta soprattutto di notte e spesso può essere la conseguenza di un


colpo di freddo. La testa brucia ed è pesante, il dolore è acuto e pungente. Spesso il
soggetto ha vertigini quando si alza. Sul volto del soggetto si leggono bene paura e
ansia, teme di non riuscire a guarire dal male che lo affligge e questo gli provoca una
grande angoscia. Il dolore è intollerabile e teme di impazzire.

Nella scelta di ACONITUM si devono valutare bene soprattutto i sintomi mentali :


ansia, agitazione, irrequietezza accompagnano sempre questa persona.
NUX VOMICA : appartiene alla famiglia delle LOGANIACEAE. Tipica cefalea
che compare al mattino, spesso accompagnata da vertigini e nausea, dopo una serata
in cui si è abusato di cibo e alcool e magari dopo mancanza di sonno.
Il soggetto NUX VOMICA è di solito stressato, ha una vita molto impegnata, è un
manager, uno che è abituato al comando, portato a lottare, con problemi come stipsi
e nausea che lo affliggono con frequenza, è anche litigioso, dispettoso, anche
vendicativo, ha un carattere ardente, molto irritabile, impaziente ed incline alla
collera.
Soggetto spesso ipocondriaco , il dolore è avvertito come una pesantezza alla testa,
come se vi fosse conficcato un chiodo, localizzato soprattutto alla fronte e sugli
occhi.
I sintomi < con la luce, i rumori e l'attività mentale, con il movimento, il freddo e >
con un breve riposino, anche se il soggetto sente sempre la necessità di muoversi.
Gli omeopati di lingua inglese , almeno quelli di "prima della guerra", (da intendersi
prima della guerra boera), attribuivano il mal di testa di NUX VOMICA ai crapuloni
e ai bon vivents, i quali , invece, non ce l'hanno mai. In realtà questo mal di testa è
appannaggio degli impiegati e delle casalinghe.
Il dolore peggiora chinando in avanti il capo, tossendo e con il movimento in
generale. E' una cefalea molto difficile da curare, può durare anche per molte ore.
SANGUINARIA CANADENSIS : appartiene alla famiglia botanica delle
PAPAVERACEAE. Cefalea periodica che inizia dall'occipite, si irradia alla fronte e
finisce per localizzarsi sopra l'occhio destro. Inizia al mattino, aumenta durante la
giornata e dura sino a sera.
La testa sembra voglia scoppiare, gli occhi sembrano premuti verso l'esterno, il
dolore > con il sonno.
La cefalea è possibile sia definita come "americana", ovvero > in una stanza buia, in
silenzio, con il riposo. Le vene delle tempie sono distese. Il dolore aumenta fino ad
indurre il paziente al vomito, dopo di che gradualmente passa. Durante l'attacco la
luce e il rumore sono insopportabili. Il dolore è così intenso che il soggetto affonda il
capo nel cuscino. Coricarsi e dormire > le condizioni , come pure una copiosa
minzione.
La cefalea ritorna in menopausa ogni 7 giorni, infatti è uno dei più importanti rimedi
da usare in questo periodo, specie quando le vampate di calore del climaterio partono
dal plesso solare e si irradiano alla testa.
SPIGELIA : appartiene alla famiglia botanica delle LOGANIACEAE. Il dolore è
sull'occhio sinistro, ha carattere nevralgico, può insorgere all'alba e durare fino al
tramonto. E' il cosiddetto "chiodo solare" degli Egiziani. Cefalea nervosa, periodica,
dolore pulsante, violento, battente, che raggiunge l'apice a mezzogiorno.
Il dolore pressivo ai globi oculari è veramente intollerabile, sensazione che gli occhi
siano troppo grandi, che < al minimo movimento (DD BRYONIA).
LAC CANINUM : i latti in generale, sono molto pertinenti con il problema della
cefalea. Abbiamo cefalee alternate, ora sul lato destro, ora su quello sinistro, < dal
rumore, dal parlare, > stando in totale tranquillità e applicando impacchi freddi.
> all'aria aperta. Sensazione che il cervello sia in modo alternato contratto e rilassato.
Soggetto nervoso, agitato, molto sensibile. Quando scrive usa troppe parole, oppure
le usa sbagliate, poca concentrazione specie se deve leggere o studiare. Non ama la
solitudine, soggetto incline alla depressione, quando si arrabbia diventa una furia (DD
LYSSINUM). Sensazione di vuoto allo stomaco, che è fondamentalmente un vuoto
affettivo.
LAC FELINUM : dolore sordo sulla fronte e sul sopracciglio che irradia fino al
vertice del capo, rigidità dei tendini dorsali e calore del capo, il dolore pressorio si
colloca sopra gli occhi, scende lungo la mandibola e provoca il rimpimento di saliva
della bocca. La cefalea colpisce in modo penetrante soprattutto l'occhio sinistro e si
irradia al centro della testa, il dolore è bruciante, < con la lettura o con lo sforzo
visivo.
IGNATIA AMARA : appartiene alla famiglia delle LOGANIACEAE il mal di testa
si ha dopo dispiaceri affettivi, lutti e abbandoni, stati emozionali forti, contrarietà,
dispiaceri, paura e frustrazioni. Il dolore è strappante, su un solo lato del capo,
descritto come se un chiodo fosse conficcato in testa.
La cefalea è spesso scatenata da odori forti. > quando il paziente si sdraia sul lato
dolente, con la distrazione e con bevande fredde. Il soggetto è in genere un depresso,
con umore mutevole, piange con facilità, sospira, sbadiglia con molta frequenza.
E' il rimedio delle grandi contraddizioni, soggetto incostante, impaziente, si offende
con molta facilità. Il mal di testa è come se fosse dato da un chiodo conficcato in un
lato e > appoggiandosi sopra (DD NUX VOMICA, COFFEA), il dolore è localizzato
in piccole zone.
Si distingue da GELSEMIUM per l'aspetto paradossale, > con la distrazione, ci sono
spasmi di ogni tipo, sensazione di palla in gola.
GELSEMIUM : appartiene alla famiglia delle LOGANIACEAE, il dolore si
manifesta con la sensazione di avere un cerchio intorno al capo, preceduto da turbe
visive, con pupille dilatate e dolore ai globi oculari. Il dolore parte dalla nuca, si
estende al collo e alle spalle, arrivando fino alla fronte e agli occhi. E' un dolore
molto forte che rende il paziente esausto e lo costringe a sdraiarsi. E' depresso,
apatico, stuporoso, spaventato.
Il dolore compare dopo paura e spaventi, sindrome da anticipazione. I sintomi < al
mattino, dopo aver bevuto vino e con il caldo, > con una minzione profusa.
Mancanza assoluta di coraggio. Desidera stare fermo, in pace, vuole essere lasciato
[Link] che ha esordio nella zona occipitale, le palpebre sono pesanti che non
riesce a tenere aperte.
I segni reumatologici sono sfumati, c'è sensazione di indolenzimento generale, con
fitte di dolore lancinante e improvviso, che fa sobbalzare il malato, accompagnato a
debolezza specie degli arti inferiori con tremore.
E' il rimedio del tremore, della iper-emotività, il soggetto è sconvolto a seguito di
brutte notizie, teme le novità, i cambiamenti, desidera essere lasciato solo e in pace.
ARSENICUM ALBUM : la sua formula chimica è As2O3. Le cefalee sono croniche,
brucianti, localizzate sulla zona sopra-ciliare e > con applicazioni fredde.
Il soggetto è molto ansioso, ha paura di morire, < di notte, ha idee ossessive e
comportamenti ritualistici. Il dolore spesso si accompagna a forte prostrazione e
freddo molto intenso. E' anche un rimedio di forti nevralgie brucianti.
Il dolore è urente, come se la parte dolente fosse stata scottata con il fuoco, tuttavia >
con il calore e applicazioni calde. Il soggetto è molto esaurito, molto stanco, non
riesce a stare sdraiato, quindi < quando si mette a letto, di notte, perché la notte, il
buio, sono da mettere in relazione con il nero, che è il colore della morte.
IRIS VERSICOLOR : appartiene alla famiglia delle LILIACEAE , si usa nelle
emicranie oftalmiche con aura violenta, localizzata alla tempia destra, sopra o sotto
l'occhio destro. Il dolore inizia con un annebbiamento della vista e visione di macchie
nere.

E' il cosiddetto rimedio del "mal di testa del fine settimana", quelle che vengono
definite come "emicranie recuperative" che insorgono quando il soggetto , finito il
lavoro, la tensione, lo sforzo, è a riposo, il fine settimana è proprio il momento in cui
il soggetto ha terminato i suoi impegni ed è a inattivo.
SILICEA : è l' Ossido di silicio, cefalea cronica, occipitale che colpisce le persone
fisicamente deboli, esaurite dalla fatica mentale, come succede negli studenti, il
soggetto ha la sensazione che la testa stia esplodendo e i sintomi > avvolgendola in
una benda calda e restando distesi al buio con gli occhi chiusi.
Il mal di testa persiste dopo una grave malattia da cui è piuttosto difficile riprendersi.
La situazione < con le mestruazioni. Il soggetto è debole, fragile e demineralizzato,
suda molto alla testa e sui piedi ed è estremamente freddoloso. Spesso il dolore è
associato a disturbi reumatici, sinusiti e artrosi cervicale.
NATRUM MURIATICUM : è il comune sale da cucina la cui formula chimica è
NaCl. La cefalea spesso associata a dispiaceri e delusioni affettive.
Il soggetto è introverso, depresso, scoraggiato, ha forti sbalzi di umore. Le crisi sono
periodiche e si presentano con dolore martellante, affaticamento visivo, turbe visive,
che spesso preannunciano l'insorgere dell'attacco.
Il dolore comincia al mattino e regredisce nel pomeriggio. La luce < il dolore,
insieme con il rumore e il caldo eccessivo. Nelle donne coincide con il periodo
mestruale.
Il paziente > rimanendo disteso, al buio e in silenzio. La cefalea può esordire con
cecità, con lampi di luce, abbaglianti e a zig zag, come se gli occhi emettessero
fulmini, dando origine a dolore pulsante legato a sforzo visivo, spesso è associata ad
anemia, specie nelle giovani donne.
ACTEA RACEMOSA : famiglia botanica delle RANUNCOLACEAE, in questo
caso la cefalea è legata alla tensione dei muscoli cervicali (cefalea tensiva), con
dolore al collo che irradia agli occhi, con spasmi e pesantezza.
Sensazione tipica è che il cervello sia troppo grande. Il soggetto è freddoloso, >
all'aria aperta, è anche molto loquace. Sensazione come se il capo fosse avvolto in
una nube nera, in modo che tutto risulti oscuro e confuso. Allucinazione che un topo
corra sotto la poltrona su cui il soggetto è seduto. Nevralgia cigliare con dolore acuto,
lancinante, a fitte, all'interno dell'occhio, che irradia alle empie e al vertice del capo,
sino alla zona occipitale.
BRYONIA : famiglia delle CUCURBITACEAE: il mal di testa < chinandosi in
avanti, come se il cervello volesse uscire attraverso la fronte, il mal di testa aumenta
mentre il soggetto sta usando il ferro da stiro, tossendo, al mattino al risveglio, il
dolore comincia al mattino, appena si aprono gli occhi e aumenta gradualmente fino a
sera. Il paziente > con l'immobilità assoluta, anche il movimento degli occhi fa < il
dolore.

CEFALEA NEL BAMBINO


Si crede che possano essere i programmi troppo pesanti, gli insegnanti troppo
esigenti, compiti troppo gravosi a provocare emicranie nei piccoli studenti. In realtà
sarebbe meglio valutare l'impatto tra organismi insufficientemente forti e situazioni
normali che i bambini di altre generazioni affrontavano dopo una marcia di ore nei
boschi, con bacchettate sulle dita, pane e lardo e studio dopo aver aiutato a mungere o
a preparare la tavola erano di gran lunga più pesanti rispetto alle situazioni in cui
vivono i piccoli dei nostri tempi.
A questi fragili figli dell'atomo è bene dare una buona colazione al mattino, salutare e
senza cibi troppo industriali. Dopo aver escluso lesioni che comunque potrebbero
essere presenti, controllando la postura e l'equilibrio del piccolo, allora si può
cominciare a pensare di somministrare qualche rimedio omeopatico. Tra i più indicati
abbiamo i seguenti:
IGNATIA AMARA : bambini precoci, sensibili, che sono bravi a scuola, ma appena
vengono spinti a fare di più, ecco il mal di testa. Ritornano a casa con la testa pesante
e piena, la grafia che prima era buona, diventa tremula e insicura, e se, mentre fa i
compiti, è disturbato da rumori, diventa pazzo di rabbia e poi scoppia in pianto.
CALCAREA PHOSPHORICA : è il fosfato di calcio. E' il rimedio per la cefalea
delle fanciulle durante gli studi con difficoltà all'applicazione mentale .Durante la
cefalea la faccia e la testa sono calde, l'umore è cattivo, prevale l'indolenza. Scolari
che crescono troppo in fretta. Il dolore < quando il soggetto compie sforzi mentali.
PICRIC ACID : la sua formula chimica è C6H2(NO)3OH. Molto indicato per gli
studenti con poca voglia di studiare e di lavorare, ma anche stanchi, privi di energia.
E' la polvere da sparo, una volta sparata, non c'è più nessuna energia da utilizzare,
quindi il soggetto è esausto. La cefalea > bendando strettamente la fronte, è < dallo
sforzo mentale, specie dopo uno studio prolungato, con ansietà e paura di non
superare un esame, o dopo aver lavorato tanto. Notevole eccitazione sessuale che
porta ad uno stato di fiacchezza.

IL DOLORE SECONDO LA MTC


Tutta la MTC è fatta di simboli.
Tao, Yin Yang, Cielo- Terra- Uomo, i 5 movimenti, le 6 energie non sono altro che
simboli, non sono altro che emblemi, stendardi, dietro i quali si nasconde, in modo
velato, raramente esplicito, la profondità di un pensiero che ci riconduce alla
tradizione rivelata.
Tutta la scrittura che troviamo nei “testi antichi” è fatta di simboli. Gli stessi
ideogrammi non sono altro che simboli che cercano di trasmetterci un’idea, un
pensiero, un’intenzione.
Al di là dall’essere una tecnica terapeutica, al di là dall’essere una medicina, la MTC
è in primo luogo un metodo che ci offre un modello per decifrare, per decodificare, ci
permette di andare oltre le apparenze ed avvicinarci sino ad arrivare alla
comprensione dell’essenza di ciò che osserviamo, sia esso un evento, una cosa
inanimata, un essere vivente. Il primo ostacolo da superare per giungere alla
comprensione di questo metodo, dobbiamo ricercarlo nella interpretazione dei
simboli.
Comprendere i simboli, farli nostri, viverli in noi, è dunque il primo grande,
indispensabile passo per giungere a leggere la medicina,( tutta la medicina potrebbe
essere interpretata con questo particolare occhio di lettura) .
Anche il dolore può essere letto in questa chiave simbolica.
In tutte le più importanti e diverse tradizioni antiche, il dolore è parte dell’esistenza
umana, e, sotto certi aspetti, diventa la spinta all’evoluzione sia individuale che
sociale.
Secondo i testi sacri dell’agopuntura il dolore è assimilabile ad un blocco. Il regolare
fluire dei soffi può essere avvicinato al concetto di omeostasi, mentre quando si ha
l'insorgenza di un qualsiasi dolore è perché si è precedentemente avuta una forma di
ostruzione.
In verità non esiste sul piano fisio-patologico una diversità tra dolore e qualsiasi altro
sintomo, sia esso semplice o complesso, sia esso un' asma, una diarrea, o quant’altro.
In ogni caso il primo passo è sempre una ostruzione.
Sul piano simbolico un blocco è da considerarsi come una interruzione di

una continuità, una rottura della continuità al regolare fluire dei soffi. Questo
meccanismo, questa interruzione di una continuità è ciò che nei testi antichi è
chiamato Lie Que.
Il concetto legato al termine Lie Que è quello della breccia, di varco. Lie Que è una
fessura che si viene ad aprire nella continuità del cielo e che permette il passaggio del
fulmine, espressione del dialogo tra il cielo e la terra. È l’origine di quel dialogo che
avrà come conseguenza il divenire nell’esistenza. Per questo Lie Que è il nome del
primo vaso Luo distinto descritto al capitolo 10 del Ling Shu, il primo di quei 15
vasi, i vaso Lo, incaricati della nutrizione immateriale, cioè affettiva e spirituale
dell’uomo.
Lie Que, il dare origine ad un dialogo, l’iniziare le modalità del divenire
nell’esistenza, il delineare l’interruzione di una continuità duratura, è ciò che la
tradizione, che tutte le tradizioni, affermano essere all’origine della vita .
Il dolore, in realtà, è uno stimolo, un input, un’informazione che viene manipolata e
deformata da noi per trasformarsi in un sintomo. Un sintomo, però, potrebbe essere
molto diverso se i nostri sensi abbracciassero un campo più vasto del “sentire” o se,
al contrario, fossero ancora più limitati di quanto non siano in realtà, come accade ad
esempio sotto anestesia.
Dunque, il dolore, come tutte le altre nostre percezioni, è un’illusione, una realtà
captata attraverso mille filtri, come quando si guarda la luce del sole attraverso il fitto
fogliame di un bosco, o stando sott’acqua. E ancora: quante strade tortuose, quanti
ghirigori ha compiuto l’input iniziale lungo i meandri della nostra sensibilità, lungo i
labirinti della nostra mente, lungo i sentieri intrecciati dei nostri paesaggi interiori per
presentarsi infine come noi lo captiamo? Esso non è che la punta di un iceberg che
nasconde misteriose profondità, arcane presenze nascoste sotto il pelo dell’acqua.
Per conoscere la parte sommersa non serve, o perlomeno non basta la logica, la
razionalità, che tutt’al più possono far luce sugli aspetti esteriori del sintomo: ci vuole
uno strumento più efficace, più penetrante, più sottile, che inondi di luce il ghiaccio
buio che trama, in silenzio, sott’acqua.
E questo strumento è, appunto, il simbolo, l’analogia, che a sua volta va trasceso per
poter procedere per intuizioni verso l’illuminazione chiarificatrice.
Chi non sa guardare al di là dei simboli, è come un cliente che entri in un ristorante e
mangi il menu, anziché i cibi in esso elencati.
C’è molta gente nel mondo che mangia il menu, e il risultato è un senso di vuoto e un
"impoverimento dello spirito”.

DOLORE e ENTROPIA. Al cospetto del radioso fulgore dello yang e delle


misteriose buie profondità dello yin ci si può porre una domanda apparentemente
banale: se lo yang è espansione, luce, calore, esso, come fiamma, tende a salire,
mentre lo yin, che è concentrazione, peso e freddo, come pioggia tende a scendere:
come mai, allora, nel nostro organismo lo yang viene portato verso il basso e lo yin
viene veicolato verso l’alto? Tra l’altro, questo è vero anche nella strutturazione dei
nostri organi: si pensi ad esempio alla Loggia dell’Acqua, di natura yin, che va a
sistemare il cervello proprio nel punto più alto dell’organismo, mentre il Fuoco , di
natura yang, si trova vicino al fondoschiena!
La banalità della domanda trova ovviamente risposta in un’osservazione ancora più
elementare: se nel nostro organismo lo yang salisse e lo yin scendesse, le due entità si
distaccherebbero e la vita sarebbe impossibile. Occorre dunque qualche forma di
energia che costringa lo yang a scendere e lo yin a salire. E questa energia, che è la
nostra energia vitale, svolge proprio questo compito. Ma tutto questo ha un costo ben
preciso: come in qualsiasi motore, infatti, anche il più perfezionato, la resa non è
assoluta; vi è una certa quota di inerzia, di entropia, ossia di calore che va disperso
nel funzionamento con produzione di scorie del tutto analoghe al tubo di
scappamento.
Nel nostro organismo queste scorie sono l’anidride carbonica, l’acqua, i radicali liberi
dell’ossigeno, ma se vogliamo rimanere a livello olistico vi è una sola scoria, e questa
si chiama logorio cellulare progressivo: in altre parole, è l’invecchiamento.
Ora, questa inerzia entropica abbraccia tutto l’organismo, ma inevitabilmente trova
zone di minore resistenza, in quanto nessun vivente presenta un assetto energetico
equilibrato al 100%. Può trattarsi di punti deboli congeniti per motivi ereditari, o per
situazioni acquisite, o per motivi alimentari, climatici, psicosomatici, ma qualche
punto debole c’è. Lì si crea il primo focolaio di una lesione che, dapprima energetica,
diviene poi organica,e sviluppa sintomi. Tra questi, spesso, vi è proprio il sintomo
dolore.
DOLORE E VITA. Analizzando quello sconfinato regno dei simboli che è il Libro
dell’I-King, si scopre con stupore che la parola “dolore” non viene mai menzionata:
considerando quanto il Libro sia olistico, ossia, tutto tranne che settoriale o razionale,
viene da pensare che per trovare il concetto di dolore si debba ricorrere a immagini
simboliche che indicano la sofferenza in generale: in questo modo si possono
enucleare, come è stato dimostrato da un recente lavoro , un certo numero di
esagrammi che ci insegnano che, dal punto di vista numerologico, il dolore è
contrassegnato dall’insistente presenza del numero 3 della numerologia taoista.
Pertanto, il lavoro conclude che: “l’ Uno è il Tao, l’indifferenziato, il Due lo Yin-
Yang duale, il Tre è la dinamizzazione di Yin e Yang. Queste prime tre sono le forze
fondamentali informazionali che rendono possibile la realizzazione pratica del Tutto-
che-vive.
Si passa poi alle Forze strutturanti, col Quattro, che simboleggia l’alternanza delle
stagioni e delle energie che rende possibile il fiorire della vita sul piano realizzativo;
il Cinque è la realizzazione delle suddette energie che trovano nella Quinta Stagione
(la Terra) il loro perno centrale, ossia il volano d’inerzia; il Sei struttura il Cinque
secondo le energie cosmiche, strati e livelli energetici, circolazione nictoemerale; il
Sette aggiunge all’organismo vivente tutta la reattività emotivo-sensitiva delle
cosiddette Passioni; l’Otto rappresenta la strutturazione globalizzante che rende
l’organismo un “òlos”, ossia un Tutto-che-vive, mediante l’azione degli otto
meridiani curiosi che, oltre a legarci all’ancestrailtà, rendono possibile la trasmissione
della nostra identità alla discendenza. Inoltre l’Otto rappresenta anche la Conoscenza
olistica, in quanto espressione degli Pa Kua, gli Otto Trigrammi. Infine, il Nove è il
ritorno all’Uno, e il ciclo ricomincia.
Sembra quindi che il Tre rappresenti da un lato il rapporto con le Forze primigenie
che rende possibile il ricircolo di Yin e Yang in modo che diventino creatori di vita,
e, dall’altro, il rapporto con le successive Forze strutturanti e realizzative che
diventano creatrici di vitalità biologica.
Dunque, se la vita viene vista come cerniera tra creazione e strutturazione, ne
consegue che anche il 5 dolore, la sofferenza e la malattia, in ultima analisi, si
trovano situati in questo punto simbolico: in altre parole, vita e sofferenza sono due
facce della medesima medaglia.
Nel suo testo di filosofia mistico-matematica risalente al 1912, Ouspensky scrive :
“Nella mitologia dell’induismo amore e morte sono due aspetti di un’unica divinità.
Siva, dio della forza creatrice della natura, è nello stesso tempo, dio della morte
violenta, dell’assassinio e della distruzione. Sua moglie è Parvati, dea della bellezza,
dell’amore e della felicità, ed è anche Kali o Durga, dea del male, della disgrazia,
della malattia e della morte.
Siva e Kali insieme sono gli dei della saggezza, della conoscenza del bene e del
male.
All’inizio di "The Drama of Love and Death", Edward Carpenter fa riferimento alla
perfezione quale rapporto intercorre tra noi e quegli aspetti dell’esistenza
profondamente oscuri ed enigmatici : […]. Queste figure, Amore e Morte, vanno e
vengono per il mondo davvero come amici per la pelle, che non si separano mai e che
insieme lo dominano in una specie di superiorità esultante; e, tuttavia, come acerrimi
nemici, l’uno fiutando le orme dell’altro, disfacendo l’uno l’opera dell’altro, lottano
per conquistare i corpi e le anime degli esseri umani”.
Il dolore può davvero essere visto come “The dark side of the Moon” della vita.
DOLORE ED EREDITARIETA’. Lucièn va in visita alle piramidi in Egitto con la
moglie Jeanette e il figlio undicenne Thomàs. Jeanette vuole salire sul cammello, ma
poi, una volta in groppa, si spaventa, ha le vertigini, vuole scendere, e proprio in quel
momento il cammelliere si è allontanato.
Lucièn tenta di farla scendere dal cammello, ma l’animale gli sferra un tremendo
calcio nei testicoli, uccidendolo all’istante sotto gli occhi terrorizzati del figlio
Thomàs. Lucièn aveva solo 39 anni. Thomàs cresce, si sposa (sposa una donna
anch’essa orfana di padre, “per coincidenza”), e i due hanno un figlio, Alain, che non
sa nulla di quanto accadde al nonno Lucièn.
Alain cresce, e a 39 anni muore per un tumore al testicolo.
La sofferenza è in questo caso una lama che attraversa le generazioni come un
coltello in una torta, come fosse una tara ereditaria che non lascia scampo, anche se
inspiegabilmente può saltare una o più generazioni.
E’ però palese che non si può trattare di trasmissione ereditaria, bensì di “programmi
biologici di memoria” (che possono essere individuali, familiari, di un intero gruppo
etnico) che si innestano in quel grande computer olistico che è il tessuto stesso dello
spazio-tempo. Così come il cervello può creare questi programmi, però, nello stesso
modo può anche deprogrammarli, per creare modelli più elaborati, ossia programmi
che dal livello terra (sintomo) o uomo (semplice sopravvivenza), raggiungano le vette
rarefatte del cielo (armonia).
Infatti :
A) Se dessimo ascolto alla terra, rifiuteremmo il sintomo dolore in qualsiasi caso,
anche se si tratta del dolore dell’ago che ci sta iniettando un farmaco che ci sta
salvando.
B) Se dessimo ascolto all’uomo, combatteremmo la malattia in modo da impedirle di
manifestarsi, senza badare alla vera causa, come se curassimo con antibiotici una
bronchite e poi continuassimo a fumare.
C) E’ solo a livello cielo che riusciamo a dimenticare la malattia o il sintomo, perché
a questo livello possiamo vivere la salute non come assenza di malattia, bensì come
riflesso dell’armonia cosmica.
DOLORE E FUGA. Talora il dolore simboleggia una vera e propria fuga dalla
realtà: è ormai appannaggio anche della psicologia da salotto l’esempio del bambino
che accusa mal di stomaco e vomita quando deve andare a scuola, perché in questo
caso egli “vomita” la maestra che lo maltratta, e si rifugia nel sintomo pur di evitare
una realtà per lui stressante.
Altre volte la ricerca della sofferenza rappresenta una forma di fuga ancora più
drammatica, la fuga dalla vita, come nel caso presentato dal maestro Jodorowsky ,
riguardante una donna con tumore al seno che, dopo l’intervento di mastectomia,
rifiutava le cure successive e insisteva per andare incontro al suo calvario senza più
nessun tipo di aiuto.
Il dialogo che segue si è svolto mentre la donna, di nome Henriette, era sotto ipnosi:
“[La terapeuta] allora le domandò: - Dimmi, bambina mia, perché hai voluto che ti
tagliassero il seno? Henriette, con voce da bambina, rispose: - Per non essere madre -
E ora, piccolina mia, cosa vuoi che ti taglino? - I gangli che si gonfiano nella gola -
Perché? - Per non dover parlare con la gente - E poi, bimba mia? - Mi taglieranno i
gangli che si gonfiano sotto le braccia - Perché? - Per non dover lavorare - E poi? -
Mi taglieranno quelli che si gonfiano vicino al sesso, perché possa stare sola con me
stessa - E poi? - I gangli delle gambe, perché non mi obblighino ad andare da nessuna
parte - E cosa vuoi dopo? - Morire… - Molto bene, bambina mia, ora conosci il
cammino che percorrerà la tua malattia.

IL DOLORE E' UN SINTOMO, NON LA MALATTIA


In effetti il dolore ha, una sua ragione precisa di esistere, un suo senso, che
andrebbe oggi riscoperto per riacquistare la propria capacità di gestire da una
parte il nostro corpo, dall'altra le situazioni che ci troviamo ad affrontare.

Il dolore è un segnale d'allarme che ci segnala che qualcosa non funziona e


dobbiamo quindi intervenire per risolvere questo problema.

In fisiologia "Il dolore è un sintomo, non la malattia". Combattendo il


sintomo, ci precludiamo la possibilità di curare la malattia.

IL DOLORE SECONDO LA MEDICINA TRADIZIONALE CINESE

Il dolore è innanzi tutto un segnale che va interpretato e inquadrato insieme ad


altri, per poter individuare e comprendere la situazione patologica nel suo
complesso, arrivare ad una diagnosi ed impostare di conseguenza la terapia
(secondo i principi della MTC). A questo scopo è importante conoscere le
caratteristiche con cui si presenta il sintomo dolore.

Una difficoltà che si incontra spesso nell'approccio col paziente è rappresentata


dal problema di descrivere le caratteristiche del dolore (spesso non si riesce ad
andare oltre alla generica affermazione "ho male, un male che non riesco a
sopportare").

In Cina in genere, il paziente è in grado di fornire una buona definizione del


proprio dolore, indicato da un termine ben preciso. Ben diverso è anche il
livello di tolleranza al dolore (la soglia), che consente a questo soggetto di
gestire situazioni intollerabili per un paziente occidentale.

Nell'affrontare qualsiasi quadro patologico l'approccio della MTC è duplice.

1. Da una parte si cerca di alleviare la sintomatologia dolorosa con


un trattamento sintomatico, locale, che si avvale delle capacità anti-
dolorifiche tipiche dell'agopuntura e del massaggio (possono essere
utilizzati come supporto anche fitoterapici). Si interviene sul sintomo
specifico e insieme sulle manifestazioni correlate (tensioni muscolari,
stati infiammatori, problemi circolatori, aderenze, tumefazioni,
versamenti, ecc.).
2. Si studia il quadro complessivo e si affronta la situazione globale nella
fase più precoce possibile, seguendo i principi della MTC e impostando
un piano terapeutico basato essenzialmente sul riequilibrio (yin-yang, 5
organi, ecc.) attraverso punti specifici di agopuntura. La terapia può
essere completata e supportata da altri strumenti tipici della MTC
(auricoloterapia, moxa, massaggio, dieta, farmaci vegetali, ginnastica,
ecc., ). E' questo un trattamento eziologico che si propone di risolvere il
problema alla radice.

IL DOLORE DURANTE IL TRATTAMENTO CON LA MTC


Un altro aspetto da prendere in considerazione è il dolore che compare durante
il trattamento con la MTC. Vi sono due aspetti da prendere in considerazione

1. Il trattamento stesso è spesso doloroso: il massaggio cinese, il tuina,


(come del resto tutti i massaggi tradizionali) è tutt'altro che leggero e
indolore (come si può sperimentare direttamente in Cina ed in genere in
tutto l'Oriente) e dal momento che lo si applica su parti già dolenti, è
spesso poco gradito ai pazienti occidentali. In Cina è d'abitudine ricorrere
all' agopuntura ed al massaggio già in fase precoce.

Per quanto riguarda l'agopuntura bisogna sfatare alcune credenze,


spesso contraddittorie. L'agopuntura in sé non è né dolorosa né indolore.
Tutto dipende dalle singole situazioni specifiche: laddove vengano
trattati punti già spontaneamente dolenti l'agopuntura può spesso
aumentare la sensazione dolorosa. In genere quando si verifica questa
situazione, ciò è preludio ad un miglioramento successivo del quadro
patologico e della stessa sintomatologia dolorosa.

Comunque la cosa più importante è l'atteggiamento e la risposta


individuale del paziente al trattamento.

2. Un ostacolo grave che può limitare l'intervento terapeutico con la MTC,


in occidente è la comparsa nel paziente di un quadro doloroso non
presente in precedenza.

Potrebbe trattarsi di un peggioramento reale, dovuto ad una interpretazione non


corretta del problema e ad una terapia non consona, oppure potrebbe trattarsi di
una risposta imprevista. Sta in questo caso all'operatore prendere atto della
situazione e modificare il suo approccio, anche se talvolta ci si trova di fronte a
situazioni davvero complesse e d'altra parte bisogna prender atto che non tutte
le patologie possono considerarsi facilmente curabili.

Ben diversa è la situazione di un peggioramento momentaneo, da inquadrarsi


nel processo complessivo di guarigione della patologia in corso.

Dal momento che il dolore viene associato sempre ad un giudizio negativo, la


risposta può essere spesso di rifiuto. E' bene in questi casi prevenire la reazione
preavvisando il paziente della possibilità di un apparente peggioramento o della
comparsa di eventuali sintomi spiacevoli, spiegando che ciò è necessario in
vista della risoluzione del problema di fondo.

Nella realtà è tutt'altro che facile e richiede da parte del terapeuta molta
sensibilità e buone capacità comunicativo-emozionali, da parte del paziente
l'accettazione di un approccio diverso e più consapevole ai problemi legati alla
propria salute.
I MERIDIANI

Le due energie yin e yang formano e fanno funzionare tutti gli organi del corpo
umano. Questi sono in comunicazione fra loro, attraverso particolari canali
energetici chiamati "meridiani". Questi "fiumi" hanno percorsi sia profondi che
superficiali, cioè cutanei, ed è per questo che è possibile disegnare sulla cute una
vera e propria "rete idrica" delle due energie e degli organi che controllano.

Secondo la teoria classica i punti di agopuntura sono 365 e si trovano lungo i


meridiani. Ogni punto di agopuntura ha un'azione terapeutica ben definita,
occorre lavorare su quei punti che sono i più adatti al ripristino dell'armonia.

In ogni seduta di agopuntura vengono individuati e trattati 5-6 punti insieme.

Gli aghi sono di materiali diversi, dall'argento all'oro, a schegge di osso o di


bambu. Sono sottilissimi e vengono inseriti per qualche millimetro nella cute.
Oggi si usano pe lo più aghi di acciaio.

Nei paesi orientali si eseguono inerventi chirurgici molto importanti e lunghi, solo
con l'applicazione di aghi, senza altra forma di analgesia.
TEORIA DEL CANCELLO : gli simoli generati dagli aghi ostruiscono i fasci
nervosi inferiori del SNC, in modo che gli altri segnali dolorifici, ad esempio
quelli provenienti da una incisione, non riescano a raggiungere il cervello. Si può
visualizzare questo meccanismo immaginando la rete telefonica di una città: se ci
sono comunicazioni in corso su troppe linee, è molto difficile che una chiamata
esterna possa inserirsi nei fasci di linee ed arrivare a destinazione.

L'applicazione di aghi stimola la secrezione di endorfine, sostanze oppiacee che il


nostro cervello produce naturalmente. Le endorfine hanno un importante effetto
analgesico.

L'agopuntura è ancora poco conosciuta in occidente, ancora meno lo è lo studio


delle piante (considerata terapia YIN). In realtà la scienza delle erbe è
fondamentale in MTC, nel corso degli ultimi 2000 anni sono stati scritti in Cina
molti più testi di erboristeria che di agopuntura.

La scienza delle piante è ben conservata nelle farmacopee tradizionali cinesi, in


moltissimi manuali clinici che comprendono la descrizione degli effetti
terapeutici di un grande numero di piante.

Le sostanze di uso comune nelle materie mediche cinesi appartengono oltre che al
mondo vegetale, le più, anche al mondo animale e minerale.

Quando un medico cinese individua in un paziente un determinato quadro di


disarmonia, sceglie la propria prescrizione in un repertorio di circa 500 ricette
comuni, che sono le più utilizzate per lavorare sull'armonia. Se deve curare un
paziente con un'erba, questa viene data sotto forma di decotto nella maggior parte
dei casi, tuttavia vengono sempre più usati i preparati in polveri, tinture,
compresse orali.

Il corpo di ogni individuo è unico, quindi il medicinale viene poi adattato sul
singolo soggetto, togliendo, aggiungendo un componente, oppure agendo sulla
concentrazione dello stesso, in modo da riflettere la disarmonia specifica della
persona in questione.

Agopuntura e fitoterapici sono gli strumenti fondamentali che utilizza il medico


cinese per rimettere il paziente in armonia. Enrambe queste tecniche agiscono sul
corpo tramite i meridiani.

I meridiani sono superficiali o interni.

I Meridiani si dividono in : 12 Meridiani regolari, che corrispondono a ciascuno


dei 5 organi YIN e 5 organi YANG, più il Pericardio che è un organo
indipendente. Abbiamo poi 8 Meridiani extra straoridinari o Curiosi, solo 2 dei
quali , il Vaso Governatore e il Vaso Concezione, sono considerat, principali.

Ciò perché solo essi, tra i Meridiani Curiosi, hanno punti indipendenti che non si
trovano sui Meridiani Regolari.

Gli altri 6 meridiani Curiosi intersecano i Meridiani regolari e i loro punti


appartengono ai Meridiani Regolari.

Abbiamo poi Meridiani Minori che insieme a quelli principali costituiscono la


tra ma e l'ordito della tela del corpo.

La disarmonia che si verifica nel corpo, si mainifestano nei meridiani


corrispondenti.

Ad esempio un dolore lungo il meridiano del cuore può corrispondere a sangue


rappreso o Qi che ristagna nel cuore. Un eccesso di fuoco nel fegato può
manifestarsi lungo il meridiano , ad esempio con problemi agli occhi.

Una eccessiva agitazione, come accade spesso nell'ira immotivata, può essere un
eccesso di Qi del fegato e va calmata.

Una attività insufficiente , ad esempio dello YANG del Rene, va tonificata o


mancherà l'energia sessuale. Le sostanze che vengono accumulate in eccesso,
devono essere drenate, come succede ad esempio quando si corregge un eccesso
di fluidi nell'addome. Se non c'èabbastanza Qi nei polmoni, questo va reintegrato,
o il soggetto soffrirà di continue forme di raffreddamento.
Anche il movimento deve andare nella direzione giusta, se il Qi della milza
scende, provocando diarrea cronica, va indotto a risalire. Se il Qi dello stomaco
sale, provocando nausea, va fatto scendere, il Qi che ristagna va rimesso in
movimento. Il movimento disordinato del Sangue va stabilizzato.

Un eccesso di Freddo nei Reni va riscaldato, mentre un eccesso di Fuoco nel


Polmone va raffreddato. Ciò che è fuori equilibrio va rimesso a posto,
riequilibrandolo.

Gli aspetti complementari di YIN e YANG devono essere mantenuti in armonia.

L'inserimento degli aghi di agopuntura nei punti adeguati serve per riportare tutto
in armonia, riconducendo il corpo all'equilibrio e alla salute.

La tecnica della MOXA consiste nell'applicazione di calore prodotto dalla


combustione di alcune sostanze in determinati punti di agopunura.

La MOXA, o sostanza riscaldante fondamentale, è la pianta Artemisia Vulgaris.

L'azione degli aghi o della Moxa influisce sui Qi e sul Sangue dei Meridiani e
quindi su tutte le Sostanze e su tutti gli Organi. Gli aghi possono ridurre ciò che è
in eccesso e aumentare ciò che è in difetto, riscaldare ciò che è freddo, raffreddare
ciò che è caldo, far circolare ciò che ristagna, stabilizzare quello che si muove in
eccesso o ciò che si muove in modo disordinato o pericoloso, innalzare quello che
scende e far diminuire ciò che si alza troppo.

Un dolore localizzato in una parte del corpo, indica una disarmonia in quella
parte. Un dolore al petto indica , ad esempio, una disarmonia di cuore o polmoni,
un dolore al fianco o al costato, indica una disarmonia di fegato o di vescicola
biliare, un dolore localizzato al plesso solare suggerisce una disarmonia di
stomaco o milza.

I dolori addominali al di sopra dell'ombelico indicano una disarmonia


dell'inestino o della milza, mentre quelli sotto l'ombelico sono associati a
disarmonia di intestino, vescica, utero, reni. Un dolore localizzato all'inguine e
nella regione genitale vuol dire disarmonia del meridiano del rene, mentre una
disarmonia dei reni porta dolori nella parte bassa della schiena.

La medicina e la filosofia cinese non si preoccupano troppo di causa ed effetto, o


di scoprire ciò che produce una determinata malatia, o di capire la causa che
provoca, mediante una progressione lineare, un determinato effetto. Per loro è
importante cercare le relazioni , capire il disegno formato dagli eventi.

Si può fare l'esempio dell'Umidità: in ogni zona del momdo si potrà dire che una
persona si è ammalata perché si è bagnata sotto la pioggia, o camminando nel
fango, o perché vive in un ambiente umido. Per i cinesi l'Umidità fa percepire il
quadro di Umidità, la malattia e il fattore che l'ha scatenata non sono distinguibili,
la causa è accidentale, quindi è quasi la stessa cosa dell'effetto. Le linee rette della
causalità, vengono piegate a formare dei cerchi.

Ci sono 3 categorie di cause che determinano la disarmonia, ovvero la malattia :


l'ambiente, lo stile di vita, l'atteggiamento emotivo.

I meridiani sono una vera e propria rete che collega tutte le parti del corpo,
attraversata dal sangue e da tute le sostenze fondamenali che raggiungono gli
organi, portando nutrimento e forza e mantenendo l'equlibrio armonioso del

corpo.

In ogni meridiano sono individuabili dei particolari punti (trecentosessanta in


totale) su cui è possibile intervenire con la terapia attraverso l'agopuntura: ogni
punto stimolato con gli aghi dal medico esperto in medicina cinese può
accelerare, rallentare, tonificare, disperdere, mettere in comunicazione, bloccare
l'energia del meridiano e quindi dell'organo corrispondente, riequilibrandolo con
tutti gli altri.

La conoscenza di questi punti e del percorso dei vari meridiani da parte del
medico è di estrema utilità per la terapia, ma, prima ancora, per effettuare una
diagnosi esatta del disequilibrio energetico in atto, del quale le malattie sono una
conseguenza.

Le malattie sono causate da tre fattori diversi:

• il fattore cielo (cause climatiche)


• il fattore terra (cause alimentari)
• il fattore uomo (cause ereditarie, costituzionali e psichiche).

L'uomo è inserito tra il cielo e la terra, con i quali deve essere in equilibrio; se al
suo interno vi è un buon equilibrio yin - yang la salute è conservata; se, invece, vi
è uno squilibrio yin - yang, nel rapporto con il cielo (fattori climatici) e nel
rapporto con la terra (fattori alimentari) può insorgere la malattia.

A tale proposito anche la moderna biologia occidentale insegna che nemmeno il


virus o batterio più aggressivo provoca malattia, se il corpo possiede un buon
equilibrio qualitativo e quantitativo, ormonale, psichico e immunitario; tutto,
dunque, sembra originare, sia per la salute che per la malattia, dentro l'uomo.
Esaminiamo ora invece quali possono essere le cause "esterne" di malattia, dovute
al cielo e alla terra.

L'osservazione della persona è uno dei momenti più importanti della diagnosi,
perché attraverso l'ispezione il medico presta attenzione ad aspetti generali e
particolari di quel determinato individuo, rilevando quali parti del corpo
mantengono un aspetto sano e quali invece se ne discostano e manifestano il
disequilibrio energetico in atto.

La prima osservazione importante riguarda "l'insieme energetico" che la


persona emana (chiamato dai cinesi shen): la coordinazione dei movimenti, la
parola sicura, la prontezza dei riflessi, lo sguardo diretto, la brillantezza degli
occhi, il respiro regolare, tutti elementi che testimoniano di una buona energia di
base.
Il colore della pelle è il secondo elemento importante:
- se il colorito è giallastro, siamo in presenza di una carenza; poiché il giallo è il
colore della terra, cioè di milza e stomaco, e l'umidità è l'elemento climatico
nocivo a questi organi, probabilmente si tratta di una "sindrome da umidità";

- se il colorito è rosso, è il caso di una "sindrome da calore" (fuoco, yang), che per
la legge analogica dei cinque elementi corrisponde al cuore e all'intestino tenue;

- se il colorito è bianco, siamo in presenza di un eccesso di freddo, yin, e l'organo


energeticamente interessato sarà il polmone, con l'intestino colon;

- se il colorito è verde - bluastro, l'organo interessato sarà il fegato, con la vescica


biliare, e il clima spesso responsabile della situazione è quello ventoso;

- se il colorito è nerastro, di un pallore, cioè, che tende allo scuro, si è in presenza


di un deficit dell'energia renale.

Terza per importanza è l'osservazione del viso:


la figura evidenzia quali sono le zone
cutanee corrispondenti ai vari organi;

colore, cute secca o umida, lucidità


od opacità, macchie, rarefazione o
abbondanza di peli ecc. forniscono
indicazione importanti sullo stato
energetico degli organi.

Quarto è l'esame della lingua. Come per il viso, anche in questo caso esiste una
sorta di mappa dei vari organi.

Si tralasciano qui i numerosi aspetti della lingua che consentono di formulare una
diagnosi esatta, ma è utile sapere che:

- la lingua rossa è associata a presenza di calore, di fuoco, che riguarda un organo


piuttosto che un altro a seconda della localizzazione;

- la lingua pallida indica una carenza di energia; più è chiara e asciutta, più si è in
presenza di un deficit dell'energia polmonare;

- la lingua bluastro - violacea è espressione di una patologia provocata dal freddo


e caratterizzata da una stasi del sangue;
- la lingua giallastra suggerisce un eccesso di calore - umido che interessa la
milza e lo stomaco.

Interno - Esterno

. Una malattia viene considerata esterna quando si presenta a livello cutaneo o


superficiale, è di insorgenza spesso acuta, non ha lunga durata, non è associata a
disturbi degli organi profondi. In genere le cause sono da ricercare nei fattori
climatici, cioè freddo, vento, umidità, calore e secchezza, e la persona spesso
manifesta un'avversione al fattore in causa (paura del freddo, del vento ecc.).

Per esempio, una contrattura muscolare, la tosse, la congestione nasale sono


frequentemente segni di malattia esterna.

· Una malattia viene considerata interna quando si presenta lentamente interessa


uno o più organi interni, tende a cronicizzarsi. Anche qui possono essere chiamati
in causa i fattori climatici, però questi sono considerati in genere secondari e
subentranti ad una situazione generale di debolezza del corpo. I fattori che
causano la debolezza possono essere psichici, alimentari, fisici propriamente detti
(eccessi sessuali, sforzi fisici prolungati ecc.) o ereditari.

· Una malattia si considera contemporaneamente interna-esterna quando, a segni


esterni e superficiali, si accompagna l'interessamento anche di organi interni.

Per esempio, una periartrite scapolo - omerale (senza calcificazioni articolari) con
manifestazione di una concomitante colite è una malattia considerata "interna-
esterna".

Avvertenza. Se una malattia esterna evolve verso l'interno (per esempio, una
periartrite che si risolve con successiva comparsa di una colite), la cosa viene
considerata come un segno sfavorevole. Se, invece, una malattia interna si
superficializza (per esempio, un'asma che si risolve con successiva comparsa di
eczema cutaneo), questo fenomeno viene considerato come un segno favorevole.

Freddo - Calore

La malattia con caratteristica "freddo" spesso si presenta con: paura


del freddo, poca sete, urine chiare, colore della cute pallido, a volte
diarrea e sensazione di freddo agli arti. In alcuni casi la sindrome da
freddo può essere dovuta all'ingestione troppo frequente di alimenti
"freddi", quali le verdure crude, le bevande e i latticini.

La malattia con caratteristica "calore" spesso si presenta con: occhi


arrossati, desiderio di coprirsi, urine molto gialle, feci dure, cute del
viso rossa, irrequietezza e irritabilità, a volte febbre elevata, sete e
gola secca.

Vuoto - Pieno

Per "vuoto-pieno" si intende la quantità di energia yin e yang, sia generale che
localizzata, così come di energia difensiva e nutritiva. Occorre precisare che ogni
malattia può dare segni generici di vuoto o pieno, e due semplici regole per
inquadrarli sono le seguenti:

- M.O.V.A. ("il movimento il vuoto aggrava"): quando la persona riferisce che,


muovendosi, la patologia si fa più acuta, siamo in presenza di un vuoto
energetico;

- R.I.P.A ("il riposo il pieno aggrava): quando la persona riferisce che, stando
ferma, la patologia si fa più acuta, siamo in presenza di un pieno energetico.

Vediamo comunque, in generale, i segni che caratterizzano il vuoto e il pieno,


tenendo presente che quando lo yin è carente ci saranno segni di eccesso di yang e
viceversa.

· Vuoto di yin - pienezza di yang.

Sintomi: viso arrossato, agitazione, ansia, sudorazione eccessiva, insonnia, calore


alle mani e ai piedi, lingua rossa, tendenza all'attività, reazione esagerata agli
stimoli.

· Vuoto di yang - pienezza di yin.

Sintomi: sensazione di freddo, stanchezza, lingua pallida, sonnolenza, mani e


piedi freddi, digestione lenta, gonfiore addominale.

· Vuoto di energia difensiva.

Sintomi: facilità alle infezioni, ai reumatismi e ai raffreddori, disturbi della pelle.

· Vuoto di energia alimentare.

Sintomi: diarrea, pallore, stanchezza, inappetenza, vertigini, voce debole,


difficoltà respiratoria negli sforzi, vomito.
Yin - Yang

Questa regola diagnostica permette di definire il carattere della


malattia.

· Carattere yin.

E' contraddistinto da: cronicità, debolezza, pallore, lingua con


induito bianco, poca sete, ricerca del calore, temperatura bassa, urine
chiare e abbondanti, arti freddi, scarsa emotività, debolezza agli
sforzi, digestione lenta, appetito scarso, gonfiori addominali ecc.

· Carattere yang.
E' contraddistinto da: dolori acuti, gonfiori, evoluzione rapida,
reazione esagerate agli stimoli, cute e lingua rosse, sete, febbre, urine
cariche, desiderio di fresco, attività, voce forte, ricerca di compagnia,
buon appetito, digestione rapida ecc.

La leggenda narra che un guerriero Ming sta combattendo una dura


battaglia contro una tribù rivale. Mentre sta affrontando il nemico,
viene colto da un attacco di sciatica che lo blocca. I suoi arretrano e
lui si trova da solo davanti al nemico. Viene allora colpito al
malleolo da una freccia e improvvisamente il dolore gli passa. Da qui
nasce una medicina empirica , ovvero basata sulla esperienza pratica,
in cui aghi, erbe, massaggio, meditazione, alimentazione concorrono
insieme al mantenimento dell'equilibrio del corpo.

L'agopuntura consiste nell'applicazione di aghi di varia forma,


lunghezza, di vari materiali, nei 12 punti che indicano i meridiani,
chiamati appunto, punti di agopuntura. In base al disturbo che
lamenta il paziente verranno utilizzati uno o più punti.

In oriente è spesso utilizzata come medicina di prima scelta per la


cura di molte patologie, specie di origine dolorosa e infiammatoria.
Quando il dolore diminuisce, migliora notevolmente la qualità della
vita del paziente.

L'auricoloterapia è una parte dell'agopuntura che riguarda l'orecchio,


in cui vengono applicati gli aghi nei punti che sono quelli riflessi
dell'agopuntura

Sin dall’antichità gli orientali hanno riconosciuto che il nostro corpo è una mera parte
della natura e che l’uomo vive costantemente sotto l’influsso della natura.

Ogni corpo umano è un cosmo in miniatura, una replica del cosmo più “grande” detto
natura.

In essa c’è un ordine, un principio di flusso costante, in accordo con il principio


fondamentale che il nostro mondo è in perenne mutamento.

Nella filosofia orientale tale principio è noto come Teoria dello Yin e dello Yang.

I nostri corpi sono una cosa sola con l’universo; il corpo e la terra non sono due entità
separate.

Tutti i fenomeni nascono dal Ch’i di Yin e Yang.


La logica che sottostà alla medicina cinese, secondo la quale una parte può essere
compresa solo in relazione al tutto è la teoria dello Yin e dello Yang.

Essa si basa sulla costruzione filosofica di due polarità complementari, dette Yin e
Yang.

Tali opposti complementari caratterizzano il concetto fondamentale del pensiero


cinese.

I Cinesi credono che ogni volta che una situazione si sviluppa fino alle sue estreme
conseguenze, essa sia costretta ad invertire il proprio corso trasformandosi nel suo
opposto.

In origine i termini Yin e Yang indicavano rispettivamente i fianchi in ombra e al sole


di una montagna.

Fin dai tempi più remoti, due poli archetipi della natura furono rappresentati non solo
da luminoso e oscuro ma anche da maschile e femminile, rigido e flessibile, sopra e
sotto.

Yang, il potere creativo, maschile, forte, era associato al Cielo, mentre Yin,
l’elemento femminile e materno, buio, ricettivo era rappresentato dalla Terra.

Nel campo del pensiero Yin è la mente femminile, intuitiva e complessa, Yang è
l’intelletto maschile, lucido e razionale.

Yin è la quiete contemplativa del saggio, Yang la forte attività creativa del re. I

l carattere dinamico dello Yin e dello Yang è illustrato dall’antico simbolo cinese
chiamato T’ai-chi T’u o “Diagramma della Realtà ultima”.

Tale diagramma fornisce una simmetrica disposizione dell’oscuro Yin e del luminoso
Yang.

La simmetria non è statica.

E’ una simmetria rotazionale che richiama alla mente un movimento ciclico e


continuo.

I due punti nel diagramma rappresentano l’idea che ogni talvolta una delle due forze
arriva al suo massimo, essa contiene già in se stessa il seme del suo opposto.
La coppia Yin e Yang è il grandioso motivo conduttore che determina tutte le
caratteristiche del tradizionale modo di vita cinese.

Yin e Yang si creano a vicenda, possono essere distinti l’uno dall’altro ma non
separabili.

Dipendono l’uno dall’altro, si richiamano e si definiscono a vicenda.

L’attività Yang del corpo è nutrita dalla sua forma fisica Yin, la forma fisica è creata
e mantenuta in esistenza dall’attività del corpo.

Yin e Yang si controllano reciprocamente: se la Yin è in eccesso, lo Yang sarà


carente e viceversa.

Yin e Yang si trasformano l’uno nell’altro.

Questo principio è la formula che illustra la natura dei processi organici.

Esso allude a due tipi di trasformazione: i mutamenti che si producono


armoniosamente nel corso normale degli eventi; e le rotture e le trasformazioni
improvvise, caratteristiche di situazioni di estrema disarmonia.

Nella dinamica del corpo ad ogni inalazione è seguita un’esalazione ed è proprio in


questo continuo dare e prendere che consiste l’attività vitale stessa.

La medicina cinese è basata sull’equilibrio di Yin e di Yang nel corpo umano ed ogni
malattia è vista come rottura di tale equilibrio.

Il corpo è diviso in parti Yin e parti Yang.

In generale, l’interno del corpo è Yang, la superficie del corpo è Yin, la parte
anteriore è Yin, il dorso è Yang.

Lo Yin e lo Yang del corpo sono talvolta descritti metaforicamente come l’Acqua e il
Fuoco del corpo.

Le malattie caratterizzate da debolezza, lentezza freddo e inattività sono Yin; quelle


che manifestano forza movimento, iperattività e calore sono Yang.

All’interno del corpo vi sono organi Yin e organi Yang.


L’equilibrio tra tutte queste parti è mantenuto da un flusso continuo di KI o energia
vitale, lungo un sistema di meridiani che contengono i punti di stimolazione
dell’agopuntura.

Ad ogni organo è associato un meridiano in modo tale che i meridiani Yang


appartengano ad organi Yin e viceversa.

Ogni volta che si blocca il flusso tra Yin e Yang, il corpo si ammala e la malattia
viene curata inserendo degli aghi nei punti di stimolazione dell’agopuntura, per
stimolare e ristabilire il flusso del KI.

L’onnipresente influenza della teoria Yin-Yang nella cultura e nel pensiero cinese
consente una concezione e una spiegazione diversa degli eventi rispetto a quella
occidentale.

L’idea di rapporto causale, centrale per il pensiero occidentale, è quasi assente nel
pensiero cinese.

Per i Cinesi i fenomeni non si producono per effetto di un atto creativo esterno a essi
e la ricerca delle cause non è particolarmente interessante.

I cinesi ritengono che l’universo sia in perpetuo mutamento ed il suo movimento sia
dovuto ad una dinamica interna di processi ciclici.

Come il Sole delinea quattro stagioni nel suo ciclo annuo, così tutti gli organismi
attraversano quattro stagioni nel corso della vita: nascita, maturazione, declino,
morte.

La costanza del cosmo sta nella regolarità di questi cicli di mutamento.

Conoscenza, nell’ottica cinese, significa percezione attenta del movimento interno del
tessuto dei fenomeni.

Il termine “meridiani”, applicato alla medicina cinese è entrato in Occidente tramite


una traduzione francese del termine cinese jing-luo.

Jing significa “attraversare” oppure “un filo in un tessuto”; luo è “qualcosa che
connette o lega”, oppure una “rete”.
I meridiani sono i cammini, i canali, che trasportano il KI ed il sangue attraverso il
corpo.

Non sono vasi sanguigni ma una rete invisibile che lega tutte le Sostanze
Fondamentali e gli Organi che fanno capo ad un sistema di supervisione e di
armonizzazione della circolazione energetica gestita dal Cuore.

Quest’ultimo è considerato la sede dello Shen, che è la mente intesa come sistema
armonico delle facoltà psicoemotive della persona.

E’ bene notare che la medicina cinese attribuisce agli organi funzioni più ampie
rispetto a quelle della medicina occidentale, infatti sono associati a precise azioni
sulla sfera psicoemotiva.

La circolazione dell’energia nel corpo varia nei diversi canali e negli organi a
seconda delle ventiquattro ore, secondo l’esigenze fisiologiche dell’organismo, delle
stagioni e delle necessità di utilizzo.

Le “alte maree” del flusso energetico investono periodicamente un canale ed il suo


organo correlato durante le ventiquattro ore.

Nella teoria medica cinese i Meridiani sono invisibili, ma dotati di realtà fisica infatti
le sostanze KI e sangue scorrono in essi portando nutrimento e forza.

Il sistema dei meridiani è essenziale per il mantenimento di un equilibrio armonioso


in quanto unifica tutte le parti del corpo.

Il sistema dei meridiani regola lo Yin e lo Yang, inumidisce i tendini e le ossa, arreca
beneficio alle giunture ed arriva dappertutto.

Dai Canali principali si dirama in Canali collaterali, arrivando fino alle giunzioni
intercellulari che sono gli spazi in cui avvengono i principali scambi ionici e chimici
di sostanze necessarie allo sviluppo, alla riproduzione ed all’attività delle cellule.
I cinesi paragonano il sistema dei meridiani ai canali fluviali che irrigano il territorio
e i punti di agopuntura alle “chiuse”.

I punti sono zone in cui il KI, come l’acqua, può essere immesso nel sistema
circolatorio se in deficit, quando cioè il territorio non è sufficientemente nutrito;
oppure può essere drenato fuori dal sistema, se sono presenti stasi circolatoria,
infiammazioni o degenerazioni tissutali.

I meridiani collegano l’interno del corpo con l’esterno ed ogni medico cinese deve
aver euna piena comprensione del sistema di cui fanno parte in quanto la maggior
parte dei punti dell’agopuntura è in relazione con i Meridiani e molte erbe prescritte
da un medico cinese percorrono uno o più fra i cammini dei Meridiani.

Il sistema dei Meridiani consiste di dodici meridiani regolari che corrispondono a


ciascuno dei cinque organi Yin e dei sei organi Yang e al Pericardio.

La teoria dei meridiani assume che una disarmonia in un certo meridiano possa avere
origine sia da un disturbo che si produce in seno al meridiano stesso sia da una
disarmonia dell’organo a esso connesso.

CARL GUSTAV JUNG

Un elemento molto noto della teoria di Carl Gustav Jung è l'inconscio


collettivo. Jung ha dato molta importanza al tema dell'inconscio, non come entità
astratta che esercita potere sulla persona, ma come elemento reale e concreto che si
manifesta nella vita in varie forme. Jung si è sporcato le mani nell'inconscio: non
lo ha solo esplorato e conosciuto attraverso le esperienze cliniche con i suoi pazienti,
ma lo ha attraversato attraverso la propria sofferenza e il proprio dolore. Attraversare
il dolore è servito a Jung per comprendere ed elaborare un nuovo modello
teorico: l'unico modo, Jung arriverà a dire, per guidare un paziente nel suo
inconscio, è attraversare il proprio ed averne diretta esperienza.

JUNG: DALL'INCONSCIO PERSONALE ALL'INCONSCIO


COLLETTIVO
Attraversare e vivere la malattia psichica, portò Jung a suddividere l'inconscio in
personale e collettivo. Se l'inconscio personale è patrimonio del singolo individuo
ed è frutto delle sue esperienze di vita strettamente individuali, l'inconscio collettivo
è archetipico.
Jung, che era un grande curioso e un grande studioso delle civiltà, si rese
dell'esistenza di tematiche ricorrenti riguardanti l'animo umano, tematiche, queste,
che superavano le barriere culturali e temporali. Secondo Jung, infatti, le esperienze
individuali legate all'infanzia sono solo una parte dell'inconscio e sono quelle
che affiorano in analisi sottoforma di ricordi.
Ma esistono esperienze filogenetiche, legate proprio al nostro essere umani, che
danno origine a delle immagine collettive che entrano in relazione con i vissuti
personali. Jung dice che l'interazione, o meglio, la relazione tra inconscio
personale e inconscio collettivo rende unico ogni essere umano e rende unica
la patologia di cui quell'individuo si fa portatore.
L'inconscio personale diventa, quindi, un filtro attraverso il quale noi diamo
significato alle immagini archetipiche legate all'inconscio collettivo.

JUNG: L'INCONSCIO COLLETTIVO NEI MITI, NEI SOGNI E NELLE


INTUIZIONI
I miti, per Jung, sono un'espressione dell'inconscio collettivo perché si fanno portatori
di tematiche universalmente condivise che, in quanto tali, vengono tramandate e
riproposte in ogni epoca. I miti, secondo Jung, sono in grado di bypassare la
dimensione spazio-tempo-cultura e di giungere integri fino a noi perché
portatori di un messaggio che riguarda non il singolo, non la cultura, ma l'essere
umano in quanto tale.
Come i miti, anche i sogni sono parte dell'inconscio collettivo.
A volte, secondoJung, nei sogni appaiono immagini che non riguardano
soltanto tematiche individuali, ma che contengono significati
archetipici appartenenti all'inconscio collettivo, che si manifestano attraverso
simboli arcaici appartenenti a tutta l'umanità. Poiché l'inconscio è sia personale, sia
collettivo, rende tutti gli esseri umani facenti parte di un'unica entità collettiva: i
sogni premonitori, le intuizioni, le idee improvvise, possono considerarsi
come un modo che l'inconscio collettivo utilizza per rendersi manifesto,
quindi, cosciente.

Carl Gustav Jung resta uno dei più affascinanti psicoanalisti della storia. Il suo
continuo dialogo interiore, le sue metamorfosi, la sua continua ricerca di una strada e
i suoi tormenti ne fanno un personaggio poliedrico e sempre interessante. Uno
strumento da lui utilizzato per indagare l'inconscio è l'immaginazione attiva: Il
Libro Rosso, o Liber Novus come inizialmente lo aveva chiamato, è stato
pubblicato solo nel 2009 ed è un preziosissimo manoscritto in cui Jung racconta e
indaga il suo inconscio, la sua Anima, la sua Ombra.

GRODDECK E I SUOI TRE REGNI

Per Groddeck l’inconscio non parla soltanto in sogno, si esprime anche per mezzo di
un gesto, nel corrugarsi della fronte, nel battere del cuore. Ogni sintomo è un
simbolo, un messaggio di un malessere più profondo che dovrebbe essere tradotto e
portato alla coscienza.

I tre regni della psicosomatica secondo Groddeck sono I seguenti :

TESTA: super-ego , regno dell'intelletto.

COLLO : passaggio tra energia e materia, blocco delle trasmissioni verso il corpo.

TORACE : gabbia degli affetti, racchiude gli organi più nobili, il cuore che è la sede
dei sentimenti. Si va dal giugulo al diaframma.

ADDOME : istinto, animalità, istinto procreativo, dal diaframma ai genitali, genialità


e animalità, regno dell'istinto.
Analogico vuol dire al di la della ragione pura.
L'immaginazione è il saper far funzionare la fantasia. Il sogno da la dimensione
dell'immaginazione. I sogni ricorrenti vanno sempre tenuti in considerazione e se
possibile analizzati. L'onirico è un sintomo mentale puro. Se sogno di cadere vuol
dire che sto cercando di andare verso il basso, quindi dalla testa al corpo.
GRODDECK ha studiato e oltrepassato Freud, infatti ha superato il concetto di
separazione tra corpo e sfera affettiva.
Il collo è un punto di passaggio che mette in comunicazione lo spirito con il corpo. Il
collo rappresenta il blocco nella trasmissione energetica verso il corpo. Il simbolo del
collo è bidirezionale.

YIN è terra, YANG è cielo.

L'istinto allo stato puro è tutto viscerale, non c'è riflessione mentale, parte prima
l'azione che la riflessione, che la parola, ovvero il soggetto è un animale.
Se l'individuo non riflette prevale la sua bestialità, non c'è inibizione corticale
dell'azione, quindi la riflessione e la modulazione dell'azione stessa. Nell'individuo di
questo genere, si parte subito con l'azione, mettendo in evidenza la bestialità pura.
Chi è equilibrato riesce a dominare i tre regni. Se uno o due regni prevalgono sul
terzo, il soggetto non è equilibrato.
Il diaframma è sentimento, è aria. Nella comunicazione l' aria è fondamentale.
La comunicazione è verbale e corporea, cioè è un insieme di due fondamentali
elementi, ovvero aria + fuoco del cuore, che trasmette la passione. In questo modo
otteniamo una comunicazione efficace e affettiva.
Anche la vista interviene nel processo di comunicazione, infatti è importante anche il
tipo di sguardo.
Importante è miscelare elementi toracici con il grado di fuoco che metto nell'aria.
La comunicazione è anche corporea, ovvero fuoco, nelle movenze corporali.
La gestualità è molto importante. Gli italiani gesticolano molto, cioè cercano di avere
consensi con il gesto (neurolinguistica). La capacità di ascolto rientra nel processo di
comunicazione, bisogna cioè imparare anche ad ascoltare.
Ascolto dinamico : stato di coscienza, parte pseudo -sensitiva.
L'addome rappresenta la fiera che c'è in te, è l'istinto, è l'animalità, è il leone che vive
dentro di noi. Tra intelletto e ragione c'è differenza.
Intelletto : da " intelligere", capire.
Ragione e sentimento sono due cose distinte. Il sentimento può essere razionale anche
se parte sempre dal fuoco.
Ragione è terra.
Intelletto è aria. Ragione e sentimento sono due cose distinte. Il sentimento può
essere razionale anche se parte sempre dal fuoco.
Ragione è terra.
Intelletto è aria.
Intelletto è aria, è soggettivo.
Ragione è fuoco, è oggettivo.

Il pianeta che fa capo alla ragione è la Terra, l'intelletto fa capo alla Luna che non è
stabile, ma vive di luce riflessa, tutto è possibile, non c'è fuoco primario.
Il sentimento nasce dalla ragione, l'innamoramento non è sentimento, ma è emozione
proiettiva. Il sentimento non passa, è stabile, mediato dal processo della ragione.
L'emozione è effimera come l'innamoramento.

L'approccio omeopatico alla malattia non può prescindere da una interpretazione


simbolica che unisca ciò che non può essere separato. Quindi è necessario
considerare con assoluto rispetto ogni singolo sintomo, sia che si manifesti in basso,
nel ben visibile regno della carne, sia in quello etereo dell'animico, sia in quello
lunare della mente intellettuale.

DOLORE ALLA SCHIENA : i sintomi sono diversi a seconda del tratto di colonna
interessato dal dolore e vanno dal tratto cervicale al tratto lombare.
Sono tutte patologie molto comuni, che spesso sono legate a problemi quali
epicondiliti, tunnel carpale... Il dolore lombare può essere legato ad un problema
posturale, mentre il dolore al nervo sciatico parte dalla zona lombare e irradia a tutto
l'arto inferiore.
Il dolore alla schiena può essere acuto o cronico, spesso è legato a problemi di stress,
ansia, depressione : la spiegazione sarebbe legata alla tensione che si accumula nelle
due fasce di muscoli che sostengono la colonna vertebrale.
In situazioni di tranquillità la schiena assume un atteggiamento di riposo, sino ad
apparire quasi gobbi, mentre, non appena riceviamo uno stimolo imprevisto, ci
mettiamo subito sull'attenti, tendendo i muscoli della schiena con conseguente
cambio della postura.
Dal punto di vista simbolico un mal di schiena cronico vuole comunicarci che non ce
la facciamo più a caricarci tutto sulle spalle. Un lavoro troppo stressante, problemi a
cui non si è capaci a dire di no, che ci fanno abusare delle nostre energie, tutto questo
può portare ad un blocco della schiena.
I rimedi più importanti da usare in caso di mal di schiena sono: RHUS TOX,
BRYONIA, HYPERICUM, COLOCINTYS, NUX VOMICA, SULPHUR, ARNICA,
BELLIS PERENNIS.
DOLORE REUMATICO: è tipico delle articolazioni, può avere origine infettiva,
immunitaria, come nell'artrite reumatoide, dismetabolica, come la gotta. E' un dolore
che può essere acuto o cronico e lo associamo ai sintomi classici dell'infiammazione.
Avvertiamo il dolore perché stimoli meccanici, chimici e termici alterano l'integrità
dei tessuti e stimolano o recettori deputati alla identificazione del dolore, i
nocicettori, allorché il dolore persiste, si arriva alla liberazione di endorfine, che sono
sostanze antidolorifiche che il nostro corpo produce, che andranno ad esaurirsi con il
protrarsi dello stimolo doloroso.
Attraverso determinati sensori nervosi lo stimolo percorre il midollo spinale e
raggiunge la corteccia cerebrale che interviene nella esperienza e nella memoria del
dolore permettendo di avvertirlo e di capirne le origini e la provenienza.
Le ossa sono quanto vi è di più denso e nascosto nel nostro corpo.
Nel loro interno ospitano il midollo osseo, ovvero "la pietra filosofare interiore" in
cui avviene la più segreta alchimia umana. Rappresentano quanto di più profondo c'è
in noi, sono il perno attorno a cui si costituisce e si fonda il nostro rapporto con la
vita.
Lo scheletro è formato dalle ossa, è rigido, ma articolato in modo da poter consentire
il movimento, il suo asse è rappresentato dalla colonna vertebrale che costituisce il
nostro "tronco magico", la nostra Kundalini, da cui partono le ramificazioni che
raggiungono ogni zona del corpo.
All'interno, protetti da questa struttura rigida, ci sono gli organi , il movimento è
garantito dalla perfetta sincronia di muscoli, tendini, legamenti, il tutto avvolto dalla
pelle.
Più la zona del corpo svolge un ruolo importante, più è protetta, pensiamo al cervello
che è contenuto in una sorta di scrigno che è la scatola cranica, il cuore e i polmoni
sono contenuti nella gabbia dei sentimenti, l'intestino è appoggiato alla colonna stessa
e alle ossa del bacino.
La colonna vertebrale è composta da vertebre che si suddividono in: 5 sacrali (3+2), 5
lombari, 12 sacrali, 7 cervicali.
Simbolicamente parlando il 5 è il simbolo stesso dell'uomo, dell'orizzontalità, della
materia, della base delle cose : 5 sono i sensi, 5 le dita...
Il numero 7 è il simbolo della spiritualità, del divino, 7 sono i chakra, i pianeti, le note
musicali.
Le vertebre sacrali e lombari che costituiscono le due basi della nostra colonna, una
fissa, la "sorgente" e una mobile, la "base", sono 5.
Le cervicali sono 7 e sostengono ciò che di più importante ha il nostro corpo, la testa.
le dorsali che sostengono il corpo sono 12, ovvero la somma delle due precedenti, 12
come i mesi dell'anno, i segni dello zodiaco.
0gni vertebra ha un ruolo particolare e serve da "gradino di distribuzione" dei dati che
provengono dal cervello. Il piano conscio e inconscio comunicano con il corpo
attraverso il supporto meccanico e chimico che è rappresentato dal cervello che
trasmette i suoi ordini fino alla cellula più remota, mediante il sistema nervoso
periferico.
Uno slittamento vertebrale, una contrattura muscolare attorno ad una vertebra in
sofferenza, porterà ad un dolore più o meno intenso, che, se noi non ascoltiamo, si
trasformerà in artrosi, in ernia discale, ovvero in una patologia più profonda e grave.
Le patologie articolari segnano che stiamo superando i nostri limiti, quindi il dolore
mi ferma. Spesso chi ha questi sintomi tende a sottovalutarli, aggravando le
condizioni di infiammazione.
Questo atteggiamento può tradursi in un orgoglio eccessivo, il non voler cedere mai
davanti ai problemi, rivelando talvolta un soggetto egocentrico e presuntuoso, in tal
caso l'intransigenza può fare davvero male.

ARTI INFERIORI: sono formati dalla coscia (coscia + femore) e la gamba


(polpaccio + tibia + perone) e le 3 articolazioni che consentono il movimento del
piede, con la caviglia, della gamba con il ginocchio, della coscia con l'anca.
Le gambe ci consentono di spostarci, di andare verso gli altri, di relazionarci con gli
altri.
La gamba consente di muoverci, specie in un ambiente relazionale, consente gli
avvicinamenti, gli incontri , quindi è il vettore della relazione.
Le gambe sono autonomia. Quando sentiamo tensione o dolori alle gambe, vuol dire
che abbiamo tensioni relazionali con gli altri e con il mondo che ci circonda, abbiamo
difficoltà ad avvicinarci o di arretrare.

ANCA : è l'articolazione primaria , madre degli arti inferiori, da cui partono i


movimenti degli arti stessi.
I problemi alle anche, blocchi, tensioni, ci dimostrano che non siamo più sicuri dei
nostri convincimenti profondi. Se l'anca cede, vuol dire che cedono anche i nostri
appoggi interiori, le nostre convinzioni, ci sentiamo traditi e abbandonati. Se cede
l'anca sinistra vuol dire che cede il simbolismo YANG, ovvero paterno, se è la destra
a cedere, vuol dire che cede la parte femminile, materna, YIN.
Il femore è l'osso bianco, liscio , perfetto , è lo strumento con cui lo sciamano parla
con il grande spirito della terra. E' il primo osso che si forma nell'embrione ed è il
primo che cede in vecchiaia.
Chi ha problemi coxo-femorali sta per compiere il grande balzo della sua vita,
ovvero avverte che sta per avvicinarsi alla fine della sua stessa esistenza.

GINOCCHIO : è l'articolazione che serve a piegarsi, ad inginocchiarsi, è in relazione


al concetto di umiltà (humus, terra), di malleabilità interiore, all'opposto avremo la

rigidità. Il ginocchio rappresenta la "porta dell'accettazione". Quando il ginocchio


duole, vuol dire che abbiamo difficoltà a piegarci, a relazionarci. A livello delle
gambe la tensione è di natura relazionale, sia con gli altri che con se stessi.
Nel plesso solare scorre il nostro potere di auto-affermazione sociale, potere che si
trova anche nella rotondità del ginocchio che è simbolo di orgoglio, per questo si
piega il ginocchio davanti al sovrano o ci si genuflette davanti ad una immagine
sacra. Piegare il ginocchio vuol dire umiliare il proprio ego. Tema dell'umiltà è tipica
dei momenti di preghiera, ma anche tema del perdono che si chiede piegando
l'articolazione.
Dietro le patologie di ginocchio si nascondono atteggiamenti e comportamenti che
parlano di uno stile di vita che influenza la postura e il movimento.
Le ginocchia e le articolazioni della gamba sono fondamentali per rendere il modo di
camminare fluido ed elastico, tuttavia la loro rigidità si traduce in movimenti forzati,
innaturali, robotici. Muoversi in questo modo porta ad un modo di vivere inflessibile,
in primo luogo verso se stessi, il soggetto pretende troppo e sottopone il suo corpo a
sforzi eccessivi che nel tempo, portano ad una usura delle articolazioni.
La capacità estensoria richiama il rigore morale, la determinazione, la fermezza e,
spinta all'estremo, questa funzione tocca il tema dell'orgoglio, il non volersi piegare
quando la vita lo richiede.
Quando si "sentono mancare le gambe"è proprio il ginocchio a cedere, contro la
volontà del soggetto. Esse si collegano ai temi della fatica-stanchezza, ma anche a
quelli della cedevolezza-femminilità.
In genere un problema di ginocchio vuol dire avere scarsa flessibilità nelle relazioni,
andare poco verso gli altri, una difficoltà di adattamento alle situazioni della vita che
spesso cambiano, un eccesso di orgoglio, oppure un eccesso di sottomissione.
Il ginocchio è in armonia con le articolazioni di femore e caviglia, ottenendo di
camminare in modo fluido e ottimale e, per analogia, richiama i concetti di
affermazione di se, di evoluzione della personalità, del seguire un percorso inteso
come specifico progetto ed orientamento esistenziale. Senza il ginocchio i nostri passi
sarebbero molto rigidi e limitati.
I rimedi omeopatici più utili in caso di dolore al ginocchio sono: DULCAMARA,
RHUS TOX, BRYONIA, KALIUM CARBONICUM, SEPIA, APIS,
BELLADONNA, LEDUM PALUSTRE, PULSATILLA, ARNICA.
I dolori alle ginocchia significano che un'emozione, una sensazione, un'idea, in
relazione al nostro rapporto con il mondo, non viene accettata e dunque rifiutata, con
il conseguente sconvolgimento del nostro se interiore.
Se è interessato il ginocchio destro, c'è relazione con YIN, se sinistro, con YANG.
CAVIGLIA : da la mobilità tra il piede e il resto della gamba, che si manifesta in
particolare quando il piede è fermo, appoggiato alla terra, ma anche quando è in
movimento.
Con la caviglia possiamo spingere i piedi a muoversi con più velocità ed efficienza.
Distorsioni e traumi alle caviglie dimostrano la difficoltà che possiamo avere a
relazionarci, indicano che attraversiamo una fase in cui le nostre posizioni, i nostri
criteri di vita, il modo in cui ci rapportiamo non vanno più bene, ma abbiamo
difficoltà nel muoverci. Mancano elasticità e morbidezza, stabilità e realismo.
Quindi dobbiamo fermarci perché non possiamo più proseguire nella stessa direzione.
Possiamo anche avere difficoltà nello scegliere, a prendere una posizione importante
che può cambiare il corso della vita, soprattutto perché non riusciamo a proseguire
sul cammino intrapreso.
I principali rimedi per i problemi alla caviglia sono: KALIUM BIKROMICUM,
RUTA, BRYONIA, STRONTIUM METALLICUM, ARNICA.

PIEDI : sono il nostro punto di contatto con il suolo, il corpo si appoggia ad essi per
potersi spostare. Il piede consente di spingere in avanti e di avanzare, come pure di
bloccare il nostro incedere e quindi di rimanere fermi nelle proprie posizioni.
Il piede simboleggia i nostri atteggiamenti, le nostre posizioni affermate e
riconosciute, il nostro ruolo ufficiale. Un disturbo al piede indica una tensione che
proviamo nei riguardi delle posizioni assunte nei riguardi del mondo. Indica che la
nostra posizione manca di affidabilità, di sicurezza.
DITA DEI PIEDI : sono le terminazioni del piede stesso, ne costituiscono i dettagli,
le rifiniture, quindi sono le terminazioni delle nostre posizioni, i dettagli dei nostri
atteggiamenti relazionali . Ogni dito a sua volta, rappresenta un particolare, una
modalità , una fase specifica che può essere decodificata mediante il meridiano
energetico che termina o inizia con il dito che consideriamo.
ALLUCE : si dipartono due meridiani energetici, Milza-Pancreas e Fegato. E' il dito
basilare del nostro appoggio relazionale, di ciò che siamo. I traumi a questo dito
indicano che avvertiamo una analoga tensione nella nostra relazione con il mondo, sia
sul lato materiale, interno del piede, che su quello affettivo, lato esterno del piede.
SECONDO DITO DEL PIEDE : qui termina il meridiano di stomaco, ossia quello
che governa il nostro rapporto con la materia, con la digestione di quella materia.
Problemi a questo dito ci riportano alla difficoltà a gestire molte situazioni materiali o
professionali.
TERZO DITO DEL PIEDE : è in relazione indiretta con il Triplice Riscaldatore. E' il
dito centrale che da equilibrio e coerenza razionali. I problemi a questo dito indicano
difficoltà ad equilibrare le nostre relazioni , specie in relazione al futuro.
QUARTO DITO DEL PIEDE : confluisce il meridiano Cistifellea. Qui sono i dettagli
delle nostre relazioni con il mondo, di ciò che è giusto ed ingiusto, la ricerca della
perfezione. Quando ci sono problemi a questo dito, vuol dire che essi sono in
relazione al giusto-ingiusto.
QUINTO DITO DEL PIEDE : termina qui il meridiano Vescica, ovvero quello
dell'eliminazione di liquidi organici e di "antichi ricordi". Se urtiamo questo dito,
cerchiamo di eliminare vecchi ricordi o antichi schemi relazionali, tentiamo di
cambiare vecchie abitudini, relazioni con il mondo che non ci piacciono più.

BRACCIO : è collocato tra la spalla e il gomito. La spalla e la scapola sono la


rappresentazione del rapporto inconscio con l'azione. Simboleggia la "porta del non-
conscio", il punto di emergenza, il riaffiorare del nostro inconscio nel suo rapporto
con l'azione sul mondo, di cui facciamo parte.
Il gomito è la "porta", la "barriera" dell'accettazione.
Il braccio rappresenta la proiezione della fase di passaggio della volontà, o desideri di
azione, dell'inconscio al conscio.
I ricordi o le ferite profonde inconsce che tentano di riaffiorare in superficie, si
possono manifestare con dolori alle braccia, anche con fratture all'omero, quando
questi ricordi sono tanto dirompenti che riescono a rompere qualcosa di duro e stabile
come un omero.
Ricordi personali dolorosi, fallimenti, impossibilità di realizzare qualcosa in cui si
crede, portano a dolori alle braccia, qualcosa che il soggetto non ha accettato a livello
inconscio, magari che la mente invece ha accettato. Nel profondo tale individuo non
accetta la sconfitta, anche se ci sono ragioni logiche per farlo, non riesce ad integrarla
dentro di se.
Se il dolore o il trauma sono nell'omero, vuol dire che la tensione è legata alla
struttura profonda, ai valori inconsci del soggetto rispetto alle sue azioni, se invece è
avvertita nel braccio, nei muscoli, la manifestazione è meno grave, poiché è meno
legata alla struttura.

AVAMBRACCI : sono il radio e l'ulna. Sono tra il gomito e il polso. Sono la prima
tappa di passaggio della volontà di azione nel mondo della realizzazione.
Se dobbiamo realizzare una scelta in modo difficile e combattuto, il dolore agli
avambracci sarà importante, si potranno avere formicolii, crampi, dolore. Siamo in
una fase di passaggio tra conscio ed inconscio, di accettazione o meno.
I problemi agli avambracci ci indicano una difficoltà ad accettare il nostro passato e
la incapacità di scegliere ciò che è meglio per il futuro.
Quando il blocco nei confronti di una scelta è troppo forte, si può arrivare alla
frattura, se non si accettano i cambiamenti si può ottenere una sorta di fossilizzazione
delle proprie idee con conseguente deformazione delle ossa stesse. Se abbiamo
rigidità a questo livello, vuol dire che c'è difficoltà di movimento, impedendo alla
mano e al polso di svolgere il loro ruolo, di cambiamento.
COLLO : è il collegamento tra la testa ed il resto del corpo, tra il cervello e i suoi
esecutori, ovvero le gambe e le braccia. Pertanto desideri e volontà non sono ancora
emerse, ancora non si sono trasformati in gesto fisico, non c'è ancora stato il rapporto
con il mondo esterno, quindi dolori, tensioni o blocchi a livello del collo esprimono la
nostra difficoltà o la nostra incapacità a trasferire nella realtà idee, volontà, desideri.
Basti pensare ad un torcicollo che è una tensione fisica che ci impedisce di girare la
testa.
Che cosa vuol dire in generale girare il capo a destra o a sinistra? in ogni posto del
mondo questo gesto vuol dire "no", è un segno di disaccordo, di rifiuto, il torcicollo
ci impedisce di compiere questo gesto, ci impedisce di dire di no.
Quando abbiamo un problema al collo, vuol dire che non siamo in grado di
controllare la nostra volontà e il nostro disappunto, viviamo in una tensione che non
sappiamo o non vogliamo affrontare.
La rigidità del collo esprime la rigidità psichica del paziente che ne è affetto che di
norma ha una forte componente razionale che si impone sulla parte emozionale ed
istintuale. Per cui chi ne soffre è vittima di un meccanismo inconscio che impedisce
di "mollare la presa mentale", è molto sensibile, emotiva, incapace ad esternare il
dolore, a piangere, ad esprimere emozioni.
Spesso la causa del dolore è posturale e questo conferma la tendenza a prediligere
l'attività mentale statica al movimento, visto come una sorta di cambiamento, cui non
riesce ad adattarsi.

I rimedi più importanti per i problemi al collo sono : ACTEA RACEMOSA,


BRYONIA, LACHNANTES, LYCOPODIUM e RHUS TOX.
ACTEA RACEMOSA : alternanza di sintomi cervicali con dolori mestruali.
BRYONIA : migliora con l'immobilità e peggiora con il movimento.
LACHNANTES : torcicollo grave.
LYCOPODIUM : artrosi dell'intellettuale che ha staccato l'energia tra mente e corpo.
RHUS TOX : migliora con il movimento e peggiora con l'immobilità e il tempo
umido.

L'artrosi è una malattia degenerativa delle cartilagini articolari che colpisce in genere
alcune articazioni. Dopo i 50 anni è fisiologica, tuttavia ci sono molti casi di soggetti
molto più giovani che sono affetti da questa patologia, i motivi possono essere un
lavoro particolarmente usurante, l'obesità, l'assunzione di posture sbagliate.
I sintomi più importanti sono il dolore, la rigidità nei movimenti, la tensione dei
muscoli.
Il soggetto artrosico non usa regole per vivere, ma vive per seguire delle regole, per
mantenere il suo stato di stabilità e sicurezza. Per fare questo rinuncia a vivere in
modo pieno le sue relazioni con gli altri. Predilige sempre gli stessi movimenti,
rientrando nell'archetipo della rigidità, sia fisica che mentale.
Le articolazioni sono i punti in cui fa leva il movimento di un tale soggetto, quindi,
caricando sempre le stesse, si arriva al punto in cui le cartilagini di queste
articolazioni subiscono un processo di usura maggiore, con conseguente riduzione
della quantità di cartilagine, fino alla totale distruzione, quindi il movimento è
gravemente inficiato e il dolore può essere anche grave.
L'artrosico si muove sia fisicamente che psichicamente in modo rigido e doloroso, la
sua libertà di movimento è compromessa, come è compromesso lo spazio interiore in
cui si ritira a vivere.
Questo fatto potrebbe far pensare ad una malattia dell'età avanzata, in realtà la
durezza delle regole di vita viene assunta già dall'infanzia in alcuni soggetti, che
diventano ammalati anche da giovani.

SPALLA

E' responsabilità, senso del dovere, talvolta esasperato, persona che non pensa a sé
stessa e non si concede niente.
Nella spalla è insito il senso della potenza del corpo, della forza fisica e della sua
possibile espressione in termini di violenza e di prevaricazione.
Le spalle larghe sono proprie dell'eroe, del combattente, di colui che con fatica
ottiene risultati importanti "facendosi largo a spallate" per arrivare alla vittoria finale,
al conseguimento dei suoi obiettivi.
Alla spalla è legato il simbolo della resistenza, della solidità di un soggetto capace di
sopprtare i "pesi" della vita.
Sulle spalle si caricano fardelli, chi le ha buone, è in grado di sopportare le difficoltà
della vita sua e degli altri.
Chi alza le spalle, chi volta le spalle a qualcuno, non vuole assumere le sue
responsabilità.
Il movimento delle braccia verso l'alto vuol dire arrendersi, vuol dire sottomettersi in
maniera incondizionata al nemico e all'accettazione della sua superiorità, nella
liturgia è un segno di sottomissione alla divinità.
La spalla ci parla quindi della potenza fisica dell'individuo, della sua forza combattiva,
della sua solidità, resistenza, capacità di assumere le proprie responsabilità e
sopportare i pesi dell'esistenza.
E' tutto dovere, non c'è piacere con conseguente blocco d

ell'eros, superego schiacciante.


Superego è senso del dovere, non ti da tregua, ti inventi sempre tante nuove cose
per auto -castrarti, altruismo esagerato.
Fare a spallate vuol dire farsi largo per sé stessi. Lo stesso discorso vale anche per il
gomito : sgomitare. Quindi periartrite ed epicondilite hanno le stesse dinamiche di
fondo.
Fare spallucce vuol dire fregarsene.
Il soggetto NUX VOMICA non ha periartrite scapolo-omerale.
RHUS TOX è altruista.

RHUS TOX è quindi un grande altruista, coerenza di sistema della personalità


RHUS TOX. Ha anche paura di essere considerato egoista e questo pensiero lo
distrugge.
Solidarietà, compassione e rinuncia di sé. Solidarietà vuol dire essere solido, rigido
con sé stesso e gli altri.
La rigidità di comportamento è anche rigidità osteo-articolare.
Il titano Atlante è massimo simbolo della responsabilità, è colui che sostiene il peso
di tutto il mondo sulle spalle.
Sentire la responsabilità delle scelte degli altri conduce sulla retta via.
La spalla sorregge il peso della responsabilità.
Il tendine della spalla nel momento di massimo sfilacciamento, non ha più sintomi
normali, non si avverte più il dolore giusto e quindi si è indecisi se dare RHUS TOX
o BRYONIA.
RHUS TOX ha i piedi ben piantati per terra, non è capace di chiedere, incapace di
avere auto - accudimento, carenza di mathernage interiore.
Mathernage: è legato al latte, quindi il latte, al materno, non va bene nel soggetto
RHUS TOX che è incapace di amarsi. Si ama solo nel darsi, è una persona dura con
sé stessa, ma non con gli altri anzi, giustifica sempre gli altri.

Il movimento del corpo e in particolare la qualità del movimento, riflette la qualità


della vita di un soggetto.
La verticalizzazione del corpo attribuisce agli arti un ruolo particolare : la testa è
considerata il quinto arto in MTC, permette di alzare lo sguardo e di desiderare le
cose, le gambe portano a destinazione, le spalle sostengono le braccia affinchè queste
possano agire.
Le gambe permettono di andare ad una meta prefissata, rappresentano anche il luogo
da cui proveniamo, le nostre origini, ovvero l'elemento acqua.
Spalle e braccia indicano il modo in cui ci muoviamo, sono lo strumento con il quale
possiamo toccare il mondo, l'elemno metallo, il respiro.
Una volta raggiunto l'obiettivo, raggiungo l'oggetto desiderato e allora lo posso
toccare, manipolare, il cingolo scapolare rappresenta il destino, una complessa
combinazione di ossa e tendini, di legamenti e muscoli che saranno in grado di
portare a compimento l'azione che ho intrapreso.
L'arto superiore è il più mobile del corpo e rappresenta le infinite possibilità di
espressione che ha l'uomo.

ARTROSI DELLA SPALLA

CALCAREA CARBONICA : è l'interno dell'ostrica. E' un individuo ben strutturato,


solido, affidabile, con carattere stabile, è la chioccia di tutti. Ha artrosi generalizzata a
tutte le articolazioni. Grande desiderio di uova. L'uovo è inteso come protezione della
vita che racchiude al suo interno. In CALCAREA CARBONICA le malattie
insorgono per difetto di assimilazione, ovvero processo di calcificazione imperfetto,
quindi è rimedio importante di osteoporosi.

CHELIDONIUM : famiglia delle PAPAVERACEAE. Artrosi con dolore anche al


ginocchio ed epatopatie croniche da calcoli. Carattere deciso e ansia per gli altri. Il
fegato è nel retro interno del ginocchio, la cistifellea nel retro esterno, latero -
posteriore. CHELIDONIUM è un rimedio epatico. Il dolore è costante sotto l'angolo
interno della scapola destra (DD KALI CARBONICUM). I problemi sono legati al
cambiamento di tempo (DD MERCURIUS), tutti si presentano dopo aver mangiato.

FERRUM METALLICUM : elemento chimico. E' un soggetto energico e deciso,


pratico, peggiora stando seduto e con lo sforzo, migliora camminando. L'emoglobina
contiene un atomo di Ferro nella sua molecola, quindi il paziente che avrà bisogno di
FERRUM avrà l'aspetto acceso di chi è pieno di sangue, ma si sentirà allo stesso
tempo debole al minimo sforzo e avrà le mucose pallide. Il dolore è intenso,
martellante, può durare anche molti giorni.

Fare a spallate vuol dire farsi largo nella vita, in mezzo agli altri, come fa un
giocatore di rugby. Lo stesso discorso vale anche per il gomito : sgomitare.
Quindi periartrite ed epicondilite hanno le stesse dinamiche di fondo.

Il soggetto NUX VOMICA non ha periartrite scapolo-omerale.


RHUS TOX è altruista.

Non può esistere una rigidità fisica, come nell'artrite o artrosi generalizzata, senza che
esista un analogo interessamento degli altri due nuclei della persona, ovvero, quello
mentale e quello emozionale. Tutti e 3 i nuclei vanno sempre tenuti in considerazione
simultaneamente .
Per cui , se il tema patologico di questa ipotetica persona è la rigidità, avremo un
riverbero di questa energia sulla psiche e sul soma.
La rigidità a livello fisico si potrà manifestare con le varie alterazioni anatomo -
patologiche che sono proprie della malattia in esame, a livello emozionale con
l'incapacità di esprimere emozioni ed affetti, sul piano mentale con una serie di scelte
o di adesioni a correnti di pensiero dogmatico - rigido - assolutistiche.

La rigidità rappresenta quindi un archetipo che permea di se simultaneamente, ma


con espressioni sintomatologiche diverse, i tre livelli di manifestazione dell'esistenza
di quel soggetto.
La terapia dovrà essere indirizzata a riappropriarsi dell'archetipo negato, che in
questo caso è la flessibilità e la capacità di "lasciarsi andare".

La terapia omeopatica si avvale di:


-rimedi di fondo o rimedi diatesici
-rimedi contro il dolore specifici secondo le modalità specifiche di > e <
-rimedi in base alla localizzazione del dolore
-rimedi indicati per il cattivo funzionamento del sistema di assorbimento e drenaggio,
per il ruolo svolto dall'equilibrio ormonale e per i rapporti con il metabolismo del
Calcio.
Una terapia valida per il dolore deve essere fatta studiando molto bene e a fondo il
paziente per potergli prescrivere il rimedio più indicato alle sue condizioni.
Quando il dolore ha una causa traumatica il primo rimedio da usare sempre è
ARNICA, che è l'antinfiammatorio omeopatico per eccellenza. ARNICA lamenta una
sensazione di contusione, si sente pestato, indolenzimento generale, stanchezza
muscolare. I sintomi < al movimento e al contatto, mentre > con il riposo e la
pressione locale.
HYPERICUM : ha una azione selettiva sui traumi alle terminazioni nervose.
Una caratteristica del rimedio è un < quando si sollevano le braccia. I dolori sono
acuti e lancinanti, spesso derivano da traumi contusivi alla colonna vertebrale. I
sintomi < con il freddo e l'umido e al minimo tocco della zona interessata. >
sdraiandosi sull'addome.

RHUS TOX : appartiene alla famiglia delle ANACARDIACEAE , il dolore è legato


all'immobilità, ovvero il soggetto sente dolore quando è seduto o comunque fermo e
> muovendosi. I primi movimenti saranno molto dolorosi, ma il paziente > proprio
con il movimento.
I dolori interessano soprattutto i tendini, i legamenti, le articolazioni, sono <
dall'umidità e dal freddo , sono > dal calore. Rimedio particolarmente indicato per le
tendiniti e borsiti da sforzo. Claudicazio che < dopo immobilità, specie al mattino al
risveglio. Va molto bene per periartriti scapolo-omerali, lombalgie e sciatalgie,
traumi, distorsioni.

Il soggetto è molto irritabile, con molto senso del dovere, soffre molto il freddo.
Dolore come se il soggetto avesse preso una storta, come se un muscolo o un tendine
fosse stato strappato dalla sua inserzione ossea, come se un osso venisse raschiato
con un coltello. Tutti i sintomi < dopo la mezzanotte e con il tempo umido e piovoso.
Sogna di fare grandi fatiche, di fare un lavoro pesantissimo , impiegando tuttoil suo
senso del dovere e la sua responsabilità.

Erodoto racconta una storia in cui compare la figura di Filippide, di


professione guerriero emeropode, ovvero l’emissario di generali e politici che
trasmetteva i messaggi semplicemente… correndo da un punto all’altro della Grecia.

Gli emeropodi dovevano essere molto allenati, perché in grado di percorrere circa
100 km in poco meno di otto ore su terreni aspri e selvaggi.

In quella occasione Filippide non percorse solo il tratto da Maratona ad Atene per
annunciare la vittoria degli Ateniesi sui Persiani, infatti, pochi giorni prima aveva
fatto, sempre di corsa, il tratto Atene-Sparta e ritorno (500 km) in poco meno di 48
ore, per cercare aiuto presso gli Spartani, prima che la battaglia iniziasse.

La leggenda dice anche che Filippide, al termine dell’ultima corsa Maratona-Atene,


morì per il grande sforzo fisico. Questa storia tratta dell'altruismo di RHUS TOX.

KALIUM IODATUM : il dolore è di preferenza localizzato nelle ossa lunghe ed è in


prevalenza notturno, dovuto all'immobilità. Il soggetto deve alzarsi anche durante la
notte, i primi movimenti sono molto dolorosi, ma lentamente >.
RODODENDRON : appartiene alla famiglia delle ERICACEAE il dolore è legato
all'immobilità, > sin dai primi movimenti ed è caratterizzato da un drastico < prima di
un temporale, riducendosi molto dopo che questo è scoppiato. I dolori sono a fitte
lancinanti che si muovono un po' a zig-zag lungo tutto il corpo.
Paura del temporale e dei tuoni. Infiammazione e dolore articolare che si sposta, < di
notte e durante una tempesta. < con il riposo e non riesce ad addormenarsi se non a
gambe incrociate. Gotta con deposito fibroso nell'articolazione dell'alluce che può
essere confusa con una callosità.
DULCAMARA : famiglia botanica delle SOLANACEAE. Il dolore insorge dopo
esposizione a freddo umido, ad esempio in estate, dopo una sudata senza coprirsi, alla
sera quando la temperatura scende, oppure a seguito di sbalzi termici causati da un
condizionatore. il dolore > con blando movimento e calore. E' un rimedio utile sia in
acuto che nel cronico. Il dolore si manifesta più a carico dei muscoli che delle
articolazioni, in particolare alla schiena a e al collo. E' presente anche una grande
rigidità . (DD BRYONIA). Il soggetto non riesce a trovare le parole giuste quando si
esprime.
BRYONIA : famiglia botanica delle CUCURBITACEAE. E' il rimedio di elezione
nelle sinoviti e nelle borsiti, con infiammazione delle borse sierose delle articolazioni.
E' un rimedio molto usato in caso di dolore che abbia come modalità il > con
l'immobilità assoluta.
Anche il movimento degli occhi provoca dolore e lo < . il soggetto non sopporta il
caldo, ma > con blando calore. < al tocco, ma il soggetto > con una forte pressione
sulla parte affetta o con uno stretto bendaggio. E' un rimedio da usare sia in casi acuti
che cronici. Le articolazioni sono gonfie e dolenti, spesso l'articolazione colpita perde
la propria funzionalità. Il paziente è immobilizzato dal dolore, spesso è agitato e
spaventato, vuole stare fermo, al buio e da solo. I dolori sono pungenti, laceranti, < di
notte.
Caratteristica particolare è la grande sete di grandi quantità di acqua, beve come un
cammello. < anche al minimo sforzo mentale. Parla costantemente di affari, molto
legato al denaro che per il soggetto è una sicurezza per il futuro, quindi lavora tanto,
sogna schiavi, sogna di essere legato ad un remo e di remare fino allo sfinimento
totale.
SILICEA : rimedio utile sia in casi acuti che cronici in soggetti molto freddolosi,
magri e demineralizzati, con dolori alla colonna vertebrale che avverte anche le
vibrazioni. In genere il dolore > con il caldo e < con il freddo, nelle fasi acute < con il
cambio della luna.
NUX VOMICA : si usa per dolori spasmodici e contratturanti che colpiscono il
dorso, i lombi, tipici di persone stressate, nervose e sedentarie. Quando il dolore è
notturno, il soggetto deve prima sedersi sul letto e poi girarsi. Lateralità destra. > con
il valore e il riposo.
APIS : si usa nei dolori acuti con gonfiore, arrossamento blando e calore della zona
colpita. Il dolore è a spillo, > con il freddo, anche di ghiaccio. La durata d'azione del
rimedio è piuttosto breve, quindi va assunto più volta al giorno.
PHYTOLACCA : il dolore < di notte con il tempo freddo e umido. Desiderio di
movimento che < il dolore che invece > con il tempo caldo e secco, mentre il calore
locale è sempre nocivo. Sensazione che le zone doloranti siano attraversate da
scariche elettriche, soprattutto spalle e braccia, che vengono avvertite come pestate e
intorpidite.
CAUSTICUM : sensazione che i tendini siano raccorciati, il dolore > con il
movimento lento e il calore. Il soggetto > con il tempo umido, mentre < con il freddo
secco e il vento secco.
PULSATILLA : il dolore è migrante, il rimedio è utile nel soggetto timido, emotivo,
malinconico, facile al pianto, con un carattere dipendente e sempre bisognoso di
compagnia. I sintomo < con il caldo e > all'aria aperta. E' un rimedio molto utile per
l'artrosi dell'anca. Il dolore viene definito come "strappante", con sensazione di
tensione forte.
Nei dolori di tipo artrosico sono molto utili anche le tre CALCAREE,
CARBONICA, FLUORICA, PHOSPHORICA, che si possono anche usare nella
prevenzione dell'osteoporosi. Anche in questo caso il soggetto < con l'umidità.
E' importante ricordare che talvolta il soggetto può avere dolori in più zone diverse
tra di loro, quindi è bene utilizzare anche 2 rimedi da dare a giorni alterni.
Inoltre è possibile che il tipo di dolore cambi durante il periodo di trattamento, quindi
potrebbe essere necessario anche cambiare il rimedio .
L'approccio omeopatico è molto utile nelle fasi croniche delle malattie reumatiche in
generale, quando gli antiinfiammatori e anti-dolorifici sarebbero solamente dannosi
ed inutili, oltre che estremamente intossicanti, con i rimedi omeopatici si possono
ottenere dei risultati molto soddisfacenti e praticamente privi di effetti collaterali.

TENDINITE
Le tendiniti sono molto frequenti, come anche le distorsioni, colpiscono moltissime
persone e si manifestano con dolore intenso a livello delle articolazioni colpite e dei
muscoli, ci sono molti prodotti omeopatici efficaci per questi problemi che sono in
grado di sostituire i farmaci di uso comune garantendo la stessa efficacia e l'assenza
di effetti collaterali.
Questi rimedi omeopatici agiscono sul dolore in caso di distorsione e tendinite,
inoltre sono noti per migliorare la resistenza allo sforzo permettendo una pronta
guarigione.
Il prodotto omeopatico più utile durante la fase acuta del problema è RUTA
GRAVEOLENS . Cisti tendinei o dolori articolari al polso, reumatismo, sindrome del
tunnel carpale si curano facilmente con questo rimedio. E' inoltre indicato anche nei
casi seguenti :
• Rigidità e indolenzimento alle spalle o comunque agli arti superiori.
• Senso di debolezza nelle gambe.
• Emorroidi.
• Dolore ai tendini, in particolare al tendine d'Achille.
• Eccessiva critica verso noi stessi e gli altri, tendenza a polemizzare sempre,
paure e fobie immotivate.
• Facilità alle lussazioni e distorsioni.
• Gomito del tennista, epicondilite.
• Mal di denti, nevralgie, gengive infiammate e doloranti.
• Dolori al coccige e lombaggini, coccigodinia, dolore nella regione sacro-iliaca.
• Irrequietezza.
• Pubalgia.
• Nevralgie e dolore nella zona del coccige, del sacro.
• Traumi ai legamenti, distorsioni, lussazioni.
• Dolori tendinei agli arti superiori (mani e braccia).

PSICOSOMATICA E SIMBOLISMO DEGLI ARTI

ARTI INFERIORI

Permettono il movimento nello spazio e simbolicamente nell’ambito delle relazioni


sociali.
L’anca, il bacino e la zona lombare: sono la sede della nostra capacità di muoverci sia
interiormente che esteriormente. Ad esempio, i problemi all’anca indicano tradimento
oppure abbandono nostro o di qualcun’altro.
Se a sinistra, il tradimento o abbandono è di natura maschile o paterna, se a destra è
femminile o materna.
Il ginocchio: è l’articolazione dell’umiltà, dell’accettazione e della sottomissione.
La caviglia: ci permette di esprimere la nostra capacità di decisione, di cambiare la
posizione nella vita.

Il suolo simbolizza la realtà e la caviglia ci dà la stabilità o la mobilità, in rapporto


con la realtà così come noi la percepiamo.
Il piede: ci consente di avanzare e rappresenta il nostro atteggiamento in rapporto al
ruolo ufficiale che noi pensiamo di avere.

E’ anche un simbolo di libertà, perché ci permette di muoverci. I problemi ai piedi ci


mostrano che viviamo un conflitto relativo alla nostra posizione nel mondo.
Le dita dei piedi: per la loro interpretazione simbolica ci aiutano i meridiani
dell’agopuntura che si trovano in questa zona.
• l’alluce: è il dito di base, dell’appoggio relazionale. Qui si esprimono le tensioni che
riguardano il rapporto col mondo, sia a livello materiale (la parte interna del piede),
che a livello affettivo (la parte esterna del piede).
• il secondo dito: significa che ci sono problematiche nel ‘digerire’ certe situazioni
materiali o emotive.
• il terzo dito: corrisponde alla coerenza degli atteggiamenti relazionali, in modo
particolare per quello che riguarda il futuro.
• il quarto dito: rappresenta la ricerca della perfezione, il rapporto con il giusto e
l’ingiusto.
• il quinto dito: è collegato alla eliminazione dei vecchi ricordi, specialmente quelli di
natura emotiva. I problemi a questo dito sono legati al conflitto creato dai vecchi
schemi relazionali che devono essere cambiati.

ARTI SUPERIORI

Permettono di agire sull’ambiente, sugli eventi. Se ci sono sintomi a questo livello,


significa che esistono tensioni nella nostra volontà di agire.
La spalla: esprime la capacità di agire, la volontà, le nostre intenzioni o i pregiudizi
nell’agire.
Se abbiamo tensioni o dolore a questo livello, significa che ci sentiamo frenati nel
nostro fare, per mancanza di sostegno, oppure per opposizione esterna.
Il gomito: rappresenta l’accettazione in rapporto con l’azione, cioè l’agire.
Un problema al gomito significa che abbiamo difficoltà ad accettare un’azione.
Il pugno: rappresenta l’articolazione cosciente della capacità di agire, mentre la spalla
corrisponde ad una proiezione incosciente della stessa capacità. Problemi a questo
livello ci mostrano una scarsa versatilità, oppure insicurezza nel nostro agire, o della
nostra rigidità nell’intervenire sull’esterno.
La mano: essa ci permette di dare e di ricevere e di sentire, ma è soprattutto il
simbolo del potere di agire. La mano è un insieme di muscoli, ossa e tendini che ci
consente di capire molto di noi stessi. Ogni dito ha un suo significato simbolico e la
mano nel suo insieme, ci parla della persona che ho davanti nella sua totalità.

LE DITA DELLA MANO

• il pollice: rappresenta la sicurezza esterna, la protezione, è il punto di partenza che


da indicazioni sulla personalità del soggetto, in specie sui suoi punti di forza e di
debolezza. E' il dito che bilancia la mano, sia nella forma che nella dimensione.
Il dito opponibile è quello che distingue i primati dagli altri animali, quindi è un
primo grande segno di evoluzione.
Lungo, forte e pieno, con falangi di lunghezza simile, è indice di buona salute e di
grande forza vitale, se il pollice è grosso e forte, indica buona determinazione, ma
scarsa capacità di ragionamento, se il pollice predomina sulle altre dita, vuol dire che
il soggetto è molto impulsivo e poco razionale. Se è corto e stretto indica una
personalità indecisa e sente sempre il bisogno di trovare delle risposte prima di agire,

• l’indice: è il dito della protezione, dell’autorità, dell’accusa. Da indicazioni sulle


doti del sé e su come un soggetto si considera.. Se l'indice è più lungo del medio, è
simbolo di autorità, molto accusatorio, se è più corto vuol dire inferiorità.
Se è pallido e sottile, indica debolezza delle vie epatiche e biliari, debolezza e facilità
a stancarsi, predisposizione alla spossatezza. E' il dito del giudice.
• il medio: è il dito che ci parla del modo in cui siamo soddisfatti di quello che
facciamo, della sessualità. E' indicatore di buona salute e discreta energia quando è
lungo e forte, con falangi equilibrate. Se è molto lungo, indica una predisposizione
alla depressione, quando è molto corto indica scarsa responsabilità del soggetto. E' il
dito che "manda a quel paese".

• l’anulare: è legato all’unione, all’assimilazione. Se abbiamo problemi a questo dito,


significa che viviamo un’insoddisfazione riguardante la nostra coerenza.
Legame con la creatività, con la capacità di gioire delle soddisfazioni personali. Se è
più lungo del medio abbiamo un soggetto sognatore e privo di equilibrio, viceversa
abbiamo scarso interesse per le cose relative alla cultura e insufficiente QI. E' legato
alla fedeltà.

• il mignolo: è il dito della delicatezza, dell’emozionale, ma anche dell’apparenza.


I sintomi a questo dito ci parlano dell’identificazione eccessiva col ruolo e della
mancanza di spontaneità e di naturalezza. Il senso degli affari è espresso da questo
dito, insieme dell'energia digerente e genitale. Se è molto lungo, il soggetto è brillante
e spiritoso. L'aspetto delicato e fragile richiama problemi di stomaco, cattiva
digestione e malassorbimento. Un mignolo corto vuol dire avere difficoltà di
espressione su ogni livello. E' il dito simbolo della trasgressione.

La mano è la custode del senso del tatto.


I rimedi Omeopatici più comunemente usati per il dolore alla mano sono:
CAULOPHYLLUM, ACTEA SPICATA, PINUS MONTANA MG, oltre
all'ARNICA.

L'artrosi arriva quando da tempo c'è un modo di vivero "artrosico", con la mente che
imbriglia le emozioni e non ha più la flessibilità di prima, ovvero, la mente è come
irrigidita.
L'energia vitale non riesce a fluire liberamente e negli anni si stabilizza come una
roccia nelle deformazioni ossee tipiche della patologia. Su questa base, l'artrosi
assume significati più dettagliati a seconda di quale parte del corpo viene colpita.
colonna vertebrale : senso del dovere esasperato, sopportazione delle varie
situazioni, senza capacità di adattamento,
cervice : senso di responsabilità, impeno mentale e psichico , ed eccesso di attività
razionale.
Dorso : troppe preoccupazioni e dolori riferiti ai sentimenti (avere "tutti sul gobbo"),
scarsa flessibilità dei rapporti affettivi.
Zona lombare : senso del dovere, percezione alterata dei propri limiti e delle proprie
risorse.
Zona lombo-sacrale : attività sessuale bloccata o ridotta per rispetto delle regole
morali di riferimento.
Spalla : eccesso di lavoro o di impegno familiare.
Gomito : ridotta libertà di azione nei propri interventi concreti sulla realtà che ci
circonda, dovuta a conflittualità tra volontà istintiva e norme interiori.
Polso : ridotta capacità di modulare le proprie forze creative, professionali o
relazionali,
Dita : conflitto nell'espressione del proprio talento, oppure senso del peccato, nel
prendere e nel toccare.
Anca : blocco o rallentamento dello sviluppo interiore e della capacità di
trasformazione. Non si procede " a grandi passi" nella vita. Nuclei legati al tema della
autonomia e dell'indipendenza.
Ginocchio : orgoglio di affermazione, difficoltà dall'astenersi dal dire la propria idea,
ad essere umili, a piegarsi di fronte alle cose che non piacciono e a riconoscere la
superiorità degli altri. Difficoltà a lasciare che i sentimenti fluiscano liberamente,
presenza di un falso concetto di autonomia.
Piede-caviglia : imbrigliamento dello slancio, del salto verso il futuro, della voglia di
fare, di intraprendere cose nuove. Poca capacità di rischiare, di mettersi in gioco. Il
passo è un atto di fede e di fiducia, ci sarà un passo successivo? Il cammino alterna
gli opposti, destra e sinistra.
Per evitare i blocchi causati dalla rigidità dell'artrosi, sarebbe utile che il soggetto
colpito ogni giorno si imponesse di raggiungere nuovi traguardi, nuovi obiettivi, per
ampliare i propri orizzonti interiori.
Da ogni organo entra ed esce una linea energetica, ovvero un meridiano che arriva
fino alle dita della mano o del piede, collegando tra loro le strutture che attraversano.
I meridiani fanno anche da tramite tra l'uomo e l'ambiente. L'insieme dei meridiani
può essere paragonato ad una rete di irrigazione, se il sistema viene trascurato, l'acqua
che scorre nei fossati evapora oppure, se si crea un blocco, straripa. Se il nostro
sistema di meridiani si squilibra, il QI va in disequilibrio, ovvero l'energia non più in
condizioni di bilaciamento, prima o poi potrà causare un danno allo stato di salute
dell'individuo.
In caso di dolori articolari, il Rene controlla le ossa, la Milza il tessuto connettivale, il
Fegato i tendini e i legamenti.
L'artrosi è una degenerazione delle strutture cartilaginee che avviene in alcune
regioni del corpo, causate dall'invecchiamento o magari dall'aver praticao nella vita
lavori particolarmente pesanti e logoranti per il nostro apparato locomotore. Si arriva
allora a condizioni di dolore, di rigidità, di tensioni muscolari che compromettono il
funzionamento ottimale delle articolazioni.
Il soggetto artosico si ritrova a vivere per seguire regole che gli consentono di vivere
con più sicurezza, ma il suo scheletro deve mettersi in condizioni di adattarsi per
avvertire meno il dolore, scarica i pesi su alcuni distretti corporei che per questo
motivo possono subire distorsioni e movimenti alterati.
Questo provoca un consumo anomalo delle cartilagini dei corpi articolari di queste
zone corporee, che può arrivare al blocco dell'articolazione colpita, blocco che arriva
fino alla mente del soggetto, infatti non è raro che il soggetto anziano, o comunque il
soggetto artrosico, perda la sua elasticità mentale, il suo slancio vitale, che si trinceri
in regole fisse ben precise che gli consentono di vivere meglio il suoi blocchi. Questo
accade anche in persone non anziane che magari hanno vissuto una vita piena di
regole molto ferree, che hanno ristretto in modo consistente il suomodo di vivere, che
hanno ristretto la sua ampiezza di vedute, rendendolo rigido e legato a schemi molto
restrittivi.

POLSO

I rimedi pricipali di dolore al polso sono : RUTA GRAVEOLENS, ACTEA


SPICATA, qunado il problema è un interessamento dei tendini, oltre a VIOLA
ODORATA e CAUSTICUM qunado la patologie è il tunnel carpale. Questi due
dimedi sono veramente importanti ed efficaci per risolvere questo problema.
ACTEA SPICATA è il rimedio delle piccole articolazioni della mano e del polso,
con tendenza al gonfiore delle articolazioni.
< con il movimento, il contatto, il freddo umido, laeralità destra assoluta.

RIMEDI PARTICOLARI

Alcune forme dolorose sono legate a problemi particolari, come le esostosi, le


ipertrofie ossee, le periostiti. In questo caso il rimedio da usare è HEKLA LAVA,
associato a CALCAREA FLUORICA, che vengono impiegati anche per periodi
lunghi. Le spine calcaneari si curano molto bene e in breve tempo. Per problemi
come l'alluce valgo e le noccette alla base dell'alluce, i rimedi vanno impiegati per
periodi lunghi, ma si possono ottenere risultati molto buoni e si può evitare
l'intervento chirurgico.

CALCAREA FLUORICA è il rimedio delle deformazioni ossee, di distrofie


legamentose e muscolari con alterazioni profonde del tessuto osseo ed elastico.
Indicato in tutte le situazioni reumatologiche che comportano una deformazione ,
esostosi, alterazioni ossee e legamentose. E' anche il rimedio per l'iperlassità
legamentose, con lussazioni incoercibili, distorsioni recidivanti, lombalgie croniche e
ripetute che si verificano al minimo movimento. I dolori sono spasmodici e
lancinanti, < con il tempo umido e il freddo, > con applicazioni calde e il massaggio e
il blando movimento.

CAUSTICUM : corrisponde a soggetti magri, tutti pelle e ossa, irrigiditi per


deformazione articolare e del rachide che comprendono scoliosi, iperlordosi, cifosi,
angolazioni degli arti, muscoli bloccati per la perdita di elasticità, il tessuto
connettivale è praticamente inesistente. Questo quadro corrisponde ad uno degli
ultimi stadi del rimedio che quindi andrebbe somministrato prima di arrivare a questi
livelli di compromissione. Quando il soggetto tende a dimagrire, specie nel viso, con
diminuzione del connettivo e dei muscoli, specie a livello delle tempie, con
evidenziazione degli zigoi, le ossa sono molto evidenti subito sotto la cute, le
articolazioni sono dolenti e anchilosate, i dolori sono brucianti, è la calce viva, quindi
i dolori sono lancinanti e parossistici.
TUBERCOLINUM RESIDUUM : trova indicazione in tutti i reumatismi cronici e
degenerativi, è un grande rimedio di fibrosi a carico di articolazioni e aponeurosi che
conducono ad anchilosi progressiva che resta il principale segno del rimedio,
deformazioni osteo-articolari. Dolori spasmodici, sensazione di rigidità, < al mattino,
dopo il riposo, > con il movimento. Indifferenza alle variazioni climtiche. E' il
rimedio di eccellenza per il morbo di Dupuytre.

RADIUM BROMATUM : è un buon rimedio nelle rarefazioni ossee, quindi


dell'osteoporosi, tropismo cervicale e lombare, ma anche del ginocchio e dei piedi. <
alla fine della notte, al mattino, > con il movimento e stirandosi, il dolore ricompare
dopo sforzi fisici e alla fine della giornata.

DOLORE AI DENTI

I denti sono il simbolo del gustare la vita e produrre idee nuove, afferrare le occasioni
che si presentano, con atteggiamento favorevole, positivo, con coraggio di addentare

la vita con gusto" è


una frase che spiega questo concetto.
I denti sono la parte ossea filogeneticamente più antica della storia dell'uomo.
Il dente è messo sempre in correlazione con animali feroci che proprio con questo
mezzo sbranano le loro prede, quindi il mordere è correlato con la logica del
predatore.
Se i denti sono guasti, malati, non sono in grado di masticare e quindi di digerire,
ovvero di criticare, di elaborare le idee.
La bocca è la sede della parola, della fonazione. Alla parola sono legati un numero
grande di significati simbolici, dalla parola dell'uomo saggio e dotto che sa sempre
quello che dice, alla parola dell'uomo cosmico, dell'intellettuale presuntuoso, che
parla e non dice niente , dando a questa un significato di vacuo, di vuoto.
La vita nasce con la prima inspirazione e finisce con l'ultima espirazione, da cui la
parola "spirare", la respirazione è un continuo rinnovamento, uno scambio tra interno
ed esterno di cataboliti tossici e di sostanze nuove e fresche.
L'alimentazione è un percorso simbolico del cibo all'interno del corpo che viene
digerito dallo stomaco, ovvero viene metaforicamente digerito il mondo esterno.
Se questa digestione non avviene, il soggetto non riesce ad adattarsi al mondo esterno
e sviluppa problemi quali le intolleranze alimentari.
Il cibo viene trasmutato in oro, ovvero in buona energia che ci consente di vivere
bene.
Esiste un legame simbolico tra la bocca e uno degli archetipi fondamentali che la
contraddistinguono : la fame, intesa come quantità sufficiente di nutrimenti che
consenta una normale sopravvivenza dell'individuo. Al di fuori del semplice stato di
necessità, al suo opposto troviamo l'avidità. Tutto dovrebbe essere equilibrato per
consentire una vita armoniosa .

La bocca ha anche un antico legame con il fuoco, con la antica paura nei riguardi del
mostro fiammeggiante che sputa fuoco dalle fauci,

il drago che rappresenta la "bestia", il mostro che va combattuto e sconfitto dall'eroe


che lo affronta con la sua forza e il suo coraggio.
Il drago è una bestia presente in tutte le antiche culture, simbolo di lotta, di guerra e
di violenza.
Nel medioevo il drago è stato condotto all'estinzione per merito di eroi senza macchia
e senza paura, senza scrupoli e in caccia di onori e gloria.
Pinocchio, una volta entrato nel ventre del pesce alla ricerca di suo padre che ha
ormai dato per perduto per sempre, subisce una serie di trasformazioni alchemiche
che lo portano a diventare, da semplice balocco di legno, a bambino.
In questo caso la bocca è il crogiolo in cui avviene questa trasmutazione.

La bocca è collegata con l'intestino, ovvero uno squilibrio della flora batterica
intestinale può condurre alla comparsa di carie e infezioni di vario genere al suo
interno.
Il mal di denti ci colpisce quando abbiamo paura, quando cala la fiducia in noi stessi,
quando abbiamo dubbi sulle nostre azioni e i nostri comportamenti.
La carie è conseguenza di una tensione emotiva che si scarica così sul corpo fisico.
I denti conserverebbero la memoria psico- emozionale della nostra intera vita, quindi
un dolore ai denti sarebbe un messaggio per portare in superficie nella nostra
coscienza un problema irrisolto, affondato nella nostra sfera inconscia.
Gli incisivi centrali superiori corrispondono al padre e alla madre.
Il destro corrisponde al maschile, quindi all'autorità, a dio,all'animus.
Il sinistro è il lato femminile, quindi la donna, la madre, l'anima.
Gli incisivi inferiori centrali sono il posto occupato dai genitori nella vita quotidiana.
Gli incisivi laterali sono sensibili all' energia di quelli centrali e le danno forma.
Sono i primi denti che compaiono nel bambino.
I canini nascono intorno ai 13-14 anni, quando si sviluppa l'energia sessuale interiore
ed esteriore e corrisponde alle grandi trasformazioni che avvengono nell'individuo.
I premolari corrispondono all'io, al desiderio individuale, "io voglio" è una frase che
può spiegare il significato di questi denti, il modo di esprimere volontà, sentimenti,
progetti, realizzazioni future.
I primi molari compaiono verso i 6-7 anni , nel momento in cui il bambino comincia
a prendere il suo posto nella vita. Rappresentano la nostra sensibilità, il nostro
riconoscimento affettivo, il modo di lavorare, la morte vista come ristrutturazione di
una situazione preesistente e sua conseguente rinascita.
I secondi molari nascono intorno ai 12 anni e sono il riflesso del soggetto con l'altro,
ovvero il suo modo di proiettarsi sull'altro e il riflesso che l'altro gli rimanda indietro.
Sono legati ai rapporti con il prossimo, agli scambi interpersonali, alla gestualità, ai
rapporti in generale con l'esterno.
I denti del giudizio compaiono intorno ai 20 anni è corrispondono all'integrazione
dell'individuo nella sfera spirituale. Qui è concentrata l'energia dell'individuo
collegata con la coscienza collettiva, universale. Rappresentano l'uomo nel mondo
spirituale.

I principali rimedi da utilizzare nel caso di dolore ai denti sono quelli sotto riportati
ARNICA : E' un rimedio utilissimo per ogni tipo di trauma, sia recente che passato:
contusioni, distorsioni, frattura, ecc., ma può essere utilizzato per il dolore che
compare dopo che il dentista ha estratto il dente, oppure é intervenuto
chirurgicamente. Arnica toglie il dolore e

riduce il gonfiore e l'infiammazione.

Tutta la parte "traumatizzata" fa male ed il dolore può estendersi fino alle orecchie.
Sapore amaro e secchezza della bocca sono altri due importanti segni del rimedio.
Ricordiamo di Arnica:
- dolore per cure chirurgiche
- gonfiore della parte
- sanguinamento
Il dolore di ARNICA da la sensazione che tutto il corpo sia ammaccato, come se
avesse subito percosse.

COFFEA CRUDA Il dolore è insopportabile. La parte è sensibilissima per la


presenza di una nevralgia.
C'è un netto miglioramento ponendo acqua fredda oppure ghiaccio sulla parte
dolente.
Nervosismo ed agitazione.
Ricordiamo di COFFEA cruda:
- dolore insopportabile, nevralgico
- miglioramento con acqua fredda o ghiaccio sulla parte.

BELLADONNA Il dolore é lancinante, violento ed improvviso. Può anche essere


pulsante. E' peggiorato dai piccoli movimenti della bocca. La lingua é gonfia,
asciutta, ed appare piuttosto arrossata. Anche le gengive sono molto rosse. C'é sete,
desiderio di bibite rinfrescanti o di succo di limone. La parte dolente é ipersensibile al
tocco. Può esserci anche sanguinamento delle gengive.
Ricordiamo di Belladonna:
- dolore violento
- peggioramento toccando la parte o per piccole scosse
- sete con desiderio di bibite rinfrescanti
- lingua rossa ed asciutta

MERCURIUS SOLUBILIS I sintomi più importanti di MERCURIUS ci vengono


forniti non tanto dalle caratteristiche del mal di denti quanto dall'aspetto della lingua e
dalla bocca.
La lingua sembra quasi floscia e presenta, sulla sua superficie, una patina biancastra o
giallastra. I suoi margini presentano l'impronta dei denti. L'alito ed il gusto sono
cattivi; c'é molta saliva. Il dolore ai denti migliora con il calore.
Ricordiamo di MERCURIUS SOLUBILIS :
- gusto ed alito cattivi
- lingua patinosa
- grande salivazione
- miglioramento con il caldo

CHAMOMILLA Il male ai denti è piuttosto intenso e peggiora in un ambiente caldo


dopo aver bevuto bevande calde mentre migliora bevendo quelle fredde. E’
abbastanza caratteristica un’intensa agitazione che nel bambino piccolo può portare
alle convulsioni.

CHAMOMILLA è uno dei rimedi omeopatici indicati nei dolori dovuti alla
dentizione.
L’alito cattivo, c’è molto sudore alla testa ed al viso, le gengive sono infiammate e
possono esserci anche disturbi all’apparato digerente (crampi all’addome, molti gas
nell’intestino).
CHAMOMILLA è utile anche negli adulti, per quelle persone molto nervose, che
dopo un colpo di freddo o di vento sviluppano dolori molto acuti.
Ricordiamo di CHAMOMILLA i seguenti usi e modalità:
- nella dentizione
- peggioramento con il caldo
- miglioramento con le bevande fredde
- agitazione e dolori molto acuti
- il colpo di freddo

PULSATILLA E' un importante rimedio per il mal di denti ed é molto utile nella
dentizione (bambini molto lamentosi e piagnucolosi). Il dolore diminuisce con
l'acqua fredda. La bocca é secca. Non c’è sete. L’alito é pesante. C'é molta
salivazione e spesso si possono notare tagli al centro della lingua.
Ricordiamo di PULSATILLA :
- gusto ed alito cattivi
- lingua tagliata al centro
- salivazione
- miglioramento con il freddo .

Le emozioni sono sensazioni fisiche che derivano dal contatto, sia fisico, che psichico
o mentale con il mondo esterno o con il nostro spazio interiore. Sono sensazioni
fisiche che portano senso di piacere o di dolore.
Una emozione negativa è legata a sensazioni di dolore, dando origine a contratture
del diaframma e di altri muscoli, difficoltà respiratorie, dolori allo stomaco e
problemi intestinali, mentre una emozione positiva porta ad una sensazione di piacere
che conduce ad una condizione di benessere, il soggetto è rilassato e sereno, i muscoli
sono rilassati, la respirazione risulta migliorata, come pure la circolazione sanguigna.
Nel nostro corpo è scritta tutta la storia emozionale dell'individuo, ad esempio una
mandibola prominente è segno di una forte determinazione, mascelle sporgenti sono
segno di una vita vissuta a"muso duro".
Ad ogni blocco emozionale corrisponde il blocco della parte del corpo che sarebbe
stata usata per esprimere l'emozione trattenuta. Ad esempio un soggetto che sopprime
l'aggressività avrà una contrattura di scapole, braccia e spalle, o delle mascelle per
non mordere.
Chi ha fatto un'esperienza dolorosa anche nell'infanzia, magari senza aver potuto
esprimere la rabbia, che è figlia del dolore, per non sentire questo dolore, cerca di
non provare emozioni, diventando meno sensibile, diminuendo anche il piacere che
può provare in alcune situazioni.
Questo può anche rallentare la crescita del bambino, dando origine ad una prima fase
di una sindrome depressiva, accompagnata ad ansia.
Spesso troviamo soggetti che sentono emozioni forti , ma non vogliono lasciarle
uscire, magari per il timore di dover affrontare il giudizio altrui , in tal caso si
assisterà ad una contrazione muscolare nella zona del corpo deputata ad esprimere
quella emozione, si potrà avere una condizione di ansia derivata dalla compressione
dell'emozione che cerca di uscire, ma viene trattenuta, originando una dura lotta che
stanca molto il soggetto.
Le emozioni influenzano molto il corpo che le rimanda alla nostra percezione sotto
forma di sensazioni piacevoli o spiacevoli.
Le emozioni bloccate, a seconda dell'estensione e della profondità di questo blocco,
provocano contratture muscolari, ansia, depressione.

Il cammino di crescita per sbloccare tali emozioni prevede il passaggio attraverso tre
fasi basilari:
-recupero della consapevolezza delle emozioni
-la loro accettazione
-la loro manifestazione verbale e corporea.

INFIAMMAZIONE
E' un processo legato alla simbologia del fuoco, al settore delle malattie "eruttive",
comprese le esantematiche che rappresentano per il bambino piccolo il primo contatto
con il dolore.
Il calore è legato con i sentimenti e le emozioni.
La conoscenza del fuoco risale agli albori della civiltà umana, l'uomo cambiò la sua
vita quando venne in contatto con questo elemento.

Deriva dal greco "PYR", da cui origina la parola s-pir-iti, ovvero il mondo occulto dei
morti, ignoto e nascosto, che la coscienza non riesce a controllare con la ragione.
Camminare sui carboni accesi è una cerimonia propiziatoria che si fa per dare una
dimostrazione di coraggio, una iniziazione verso la vita adulta, una demonizzazione
delle paure e degli atteggiamenti dell'infanzia, proiettati verso un mondo nuovo.
Il cavaliere dal cuore puro affronta il drago che sputa fuoco dalle sue fauci : questo
simboleggia il pericolo , il terrore, la paura più tenace.
Il fuoco, d'altronde è anche luce e calore,

quando l'uomo primitivo lo conobbe e lo imparò ad usare, ebbe la possibilità di


illuminare la sua abitazione e di cuocere i cibi che aveva a disposizione, rendendoli
più gradevoli e digeribili.
Il fulmine e il vulcano che erutta fuoco possono portare una morte terribile , con
molta sofferenza, questo fuoco è paragonabile a quello che arde nell'inferno, portatore
di distruzione e dolore.
Lo spirito santo è rappresentato da una fiamma.
Il fuoco come elemento purificatore, che però deve essere controllato e dominato
dall'uomo, attraverso il contrapposto femminile rappresentato dall'acqua e dalla terra.
L'acqua è usata per spegnere il fuoco.
Il fuoco rappresenta il maschile : il sole, il colore rosso, la forza, il centro, l'energia
dilagante e potente (YANG), mentre il femminile è dato da acqua e terra (YIN),
sensibilità, concretezza (cum creta, con la terra), la madre.
Chi ha paura del fuoco cerca di raffreddare le emozioni, ottenendo una vita con poche
passioni, pochi istinti, scarsa inventiva.
Il fuoco è comunque bello da vedere, affascina per la emanazione della luce e del
calore che da esso emana, rimanda al caldo del cuore e delle passioni , da il senso
della vita vissuta con sentimenti e partecipazione profonda.
Il buio blocca, le tenebre nascondono e impediscono di guardare la realtà, che può
essere quindi confusa, caotica, in antitesi con il mondo illuminato della civiltà.

TRIADE BRUCIANTE :

ARSENICUM, SULPHUR e PHOSPHORUS.


ARSENICUM è il soggetto che vuole e cerca tutto caldo, perché il freddo lo collega
con l'idea della morte, cerca allora di succhiare il calore e l'energia dagli altri che lo
circondano . Il soggetto ARSENICUM vuole tutto caldo, sia il cibo che le bevande,
nonché l'ambiente in cui vive. Legame totale con la morte che è fredda e nera.

SULPHUR è il caratteristico "filosofo straccione" , il primo attore sulla scena, parla,


da spettacolo di se, è un grande intrattenitore, usa molto la parola per conquistare gli
altri. Molto simile ai politici che parlano molto e non portano a termine niente.
Ha secrezioni offensive, suda molto, ha una cute malsana, con un aspetto sempre
poco pulito, non è curato nel vestire, emana molto calore ed odore. Lo solfo è il falso
oro. Ha sempre caldo e tende ad essere poco vestito.
SULPHUR è il vulcano che erutta fuoco, la sua forza distruttrice quando si riversa nel
mondo.

PHOSPHORUS: è un soggetto solare, simpatico, estroverso, con doti artistiche,


consuma molto facilmente le sue scarse energie, come fa il fiammifero che brucia
molto quando viene acceso, ma la sua fiamma è di breve durata, La testa del
fiammifero è fatta di P. Ama molto gli animali, la compagnia ed è anche sempre
allegro, ma anche ingenuo e facilmente viene ingannato, Ama mangiare e bere cibi
freddi, mangia molto ,ma consuma velocemente le sue forze.

ARNICA MONTANA

Appartiene alla famiglia botanica delle Compositae o Asteraceae, da sempre questa


pianta è conosciuta, nella trdizione popolare, per le suedoti vulnerarie.
Quindi, sin dai tempi più remoti, viene impiegata per la cura dei traumi, come
contusioni, ematomi, emorragie, fratture.
Questo mare magnum di conoscenze è stato tramandato, nel corso dei secoli, da
racconti, proverbi, favole, ovvero attraverso il meraviglioso mondo dei simboli.
Si tratta di un sapere che origina nelle culture antiche e nell'esperienza pratica dei
nostri antenati, che hanno utilizzato le piante in generale, seguendo una simbologia
considerata quasi magica.
La sperimentazione omeopatica del rimedio dinamizzato sul soggetto sano, ha
confermato tutte le caratteristiche del farmaco, note da tempi lontani.
Il pensiero di base di ARNICA, legato sia a fatti reali che immaginari, verte sulla
vulnerabilità sia fisica che psichica.

La chiave di lettura di questo rimedio omeopatico è lo sportivo, con tutti i problemi


cui uno sportivo può andare incontro: disturbi
muscolari, traumi, lividi, ematomi, disturbi cardiacied inoltre stati
febbrili ed eruzioni cutanee, allorché sussiste una particolare condizione psichica.
In tal caso il soggetto ha una sensazione di contusione muscolare (come se fosse stato
percosso), di indolenzimento, di estrema stanchezza (come se avesse fatto uno sforzo
fisico intenso e prolungato); tutto il corpo sembra rotto, a pezzi; il materasso su cui è
disteso gli sembra troppo duro e si rigira continuamente alla ricerca di una posizione
comoda; è depresso e misantropo, vuole essere lasciato solo, non vuole che gli si parli
né che ci si avvicini poiché teme di essere toccato. Durante la notte ha insonnia ed
agitazione, soprattutto dopo una fatica intensa.
ARNICA MONTANA è bisbetico, irritabile, triste, pieno di timore; solitamente è
pessimista, indifferente, poco stabile nelle decisioni; è malinconico, scontroso,
imbronciato, pletorico; ha carnagione colorita; è debilitato e flaccido.

Il SOGGETTO ARNICA MONTANA ha prevalentemente una costituzione


sulfurica e un temperamento sanguigno.

Il soggetto è di per se timoroso e può diventare molto pauroso, le sue emozioni sono
così intense che sembra tracimino dalla sua anima, come l'acqua che continuo a
versare in un bicchiere già colmo. Queste emozioni dilagano nella sua esistenza.
Tutti i problemi quotidiani vengono vissuti da questo soggetto come paure che lo
bloccano: ha paura di poter avere un incidente, paura di ferirsi, paura che possa
capitare qualcosa che gli arrechi danno e questo lo fa star male, si sente sempre sotto
minaccia e sta al sicuro tra le pareti domestiche che lo proteggono.
Queste sono sensazioni che lo rendono fragile, tanto ch può arrivare all'ipocondria.
Si cura molto, ha paura delle malattie, ha paura di farsi male, quindi fa molti
accertamenti diagnostici.
Il dolore viene avvertito in ogni parte del corpo.
Dal punto di vista psicosomatico, diventa un individio affetto da artrite e artrosi che
lo porteranno inesorabilmente ad una forma di invalidità che lo bloccherà, non potrà
più uscire di casa, dove si sente tranquillo. Il blocco del movimento è visto come una
prevenzione contro i pericoli, con l'immobilità non corre il rischio di farsi male e
nessuno otrà fargli del male.

ARNICA cura il dolore e la fragilità del soggetto, quindi lavora tanto a livello fisico
che mentale.

Citata già da [Link] e utilizzata dalla scuola medica di Salerno, descritta dal
Mattioli.

Chiamata "la china dei poveri", è oggi ritenuta pianta velenosa per uso interno e
medicinale per uso esterno, in tintura contro le ecchimosi.

I montanari ne fumano le foglie; succedaneo del tabacco da fiuto.

In molte zone del vecchio continente, l'ARNICA , insieme a piante quali il RIBES,
la VERBENA, l' ERICA, l'IPERICO era considerata benefica per la cura e la
protezione degli animali che vivevano in montagna negli alpeggi. Queste piante ,
durante la notte di San Giovanni, la cosiddetta notte dei fuochi, al solstizio d'estate,
venivano portate in chiesa, per essere benedette, come propiziatorie di buon auspicio
per la stagione estiva.
Per molto tempo ARNICA venne considerata la "panacea dei caduti", rimedio
miracoloso per ogni tipo di trauma, infatti il suo principale impiego è proprio in
questo campo, è la regina dei traumi.

La pianta , assunta per uso interno, è tossica, usata in omeopatia e localmente,


funziona in modo straordinario su questi problemi, oltre che per shock di natura
psicologica, nei problemi alle corde vocali, in quelli circolatori, nell'acne.

Il più importante alcaloide contenuto è l'arnicina, oltre a varie sostanze resinose , che
sono in grado di risolvere infiammazioni di varia natura, legate principalmente ad un
evento traumatico. Sono contenuti in tutta la pianta, ma soprattutto nei fiori che
vengono raccolti nel periodo di massima fioritura.

Per uso eserno la forma migliore di utilizzo è quella di gel , oppure di TM diluita in
acqua , imbevendo con la soluzione garze poste sulla parte contusa.

Il dio Giove detronizzò il Padre è lo esiliò ai freddi confini del sistema solare.
Quando i ghiacci cominciarono a sciogliersi, sulla Terra iniziarono a crescere piante
belle, colorate, piene di bei fiori.

Tutte le piante sono in relazione con il Sole, perchè senza sole, non potrebbero
vivere, la luce consente la fotosintesi clorofilliana che è la vita della pianta.

Gli Inni Orfici ineggiano al Sole come "portatore di luce, di vita, come fecondatore",
ogni nuovo giorno è un rinnovarsi di nuova vita.

Tutte le piante hanno un cuore come gli uomini.

Nella sombologia planetaria del Sole, troviamo ARNICA, ricca di flavonoidi,


potassio e calcio. E' definita "erba delle cadute", intesa come caduta dal piedistallo
del proprio ego, cozzando contro il duro mondo della materia.

L'ARNICA ci ricorda il nostro sole interiore, facendo nascere in noi il calore e il


coraggio, tonifica il sistema nervoso e può curare la depressione.

E' legata al mito degli eroi , forti e imbattibili, con una parte comunque fragile (il
tallone di Achille, unico punto vulnerabile di questo famoso e coraggioso eroe),
apparentemente avvolto in una robusta corazza, ma comunque con punti deboli che
dimostrano come anche il più importante degli eroi ha punti di debolezza e di
cedimento.

Il soggetto ARNICA è dunque chi in salute e malattia, è in grande pensiero per la


propria vulnerabilità, sia fisica che mentale, per la fragilità che sente dentro di se.
Goethe , dopo aver assunto ARNICA sotto forma di decotto , nel 1823, dopo una
grossa crisi di debolezza che quasi lo portò alla morte, descrive la pianta nel modo
seguente : " vogliate notare come questa magnifica pianta, appartenente alle alte
vette, alla roccia primordiale, cresce sugli scalini del trono degli dei. Si radica
nell'abbondante freschezza degli alti pascoli, fa parte della primavera e della prima
estate, ha bisogno dell'aria pura e della freschezza del mattino. La sua rosetta di foglie
è circolare, di un verde brillante, che già raffigura il suo secondo cerchio vitale,
quello dei fiori, Il gambo delicato sale diritto verso l'alto, non c'è più la spirale
fogliare, tutt'al più accade che un paio di foglioline venga trascinato nello slancio.

Di già il bocciolo del fiore è arrivato in cima e schiude I suoi involucri, lasciando il
posto a cerchi di luce giallo-arancio che volteggiano nella luce del sole di San
Giovanni: Che profumo di spezie soave! Cos'è che era all'opera nella foglia e che si
manifesta poi nel fiore. Gli elementi sublimi che regnano sulle cime, trovano in
questa pianta l'essere interamente formato che li vive, che li riceve dal mondo
vegetale, li perfeziona, li manifesta sotto forma di colore e di profumo. Come potrei
descrivere questo profumo?... vorrei chiamarlo potere di guarigione"….

Il poeta tacque, ma il suo potente sguardo, che aveva ritrovato la sua luce solare,
errava lontano sognante, come se vedesse ampi spazi sconosciuti.

ARNICA è una vera pianta di montagna , vive in ampie zone aperte, ama la luce, più
vive in alto, più è aromatica, ama l'umidità dei pascoli e delle torbiere, vuole di
preferenza terreni ricchi di Silicio e rifugge il calcare che per lei è nocivo, anche se è
presente a dosi molto basse, i concimi chimici la uccidono.

E' una pianta ricchissima di principi attivi. Nel fiore abbiamo flavoni, pigmenti simili
al carotene, la colina, molte sostanze cardioattive. Nelle parti verdi troviamo tannini,
nel rizoma l'inulina, amido, gomme e sostanze amare.

Gli oli essenziali sono presenti nel fiore, nelle foglie e nel rizoma e hanno attività
diverse, proprietà antiinfiammatorie e irritanti sulla cute. La pianta contiene Silicio
che da sruttura e fornisce la capacità da parte di questa di accogliere la luce cosmica.

ARNICA è di assoluta utilità nella cura dei traumi recenti, ma anche di quelli antichi ,
quelli che la nostra mente ha accuratamente conservato nelle spire più profonde della
memoria. In questi casi, una volta individuato il trauma che ha colpito il soggetto,
bisogna cercare di capire l'entità del danno profondo che questo ha subito, magari
anche molti anni prima, se non addirittura nell'infanzia.

Dando il farmaco a diluizioni alte, si va a lavorare sulla sfera mentale più profonda e
si cerca di portare in superficie ciò che ha arrecato il danno al mio paziente, e in
questo modo, si deve provare a fargli elaborare il danno e a ricondurlo in una
condizione di equilibrio.
ARNICA pensa molto alla morte, in modo abbastanza razionale, sa che il trapasso è
ineluttabile e quindi si prepara in tempo al momento in cui questo avverrà. Lascerà le
sue carte perfettamente in ordine, lascerà ben chiare le sue volontà, metterà molta
cura nel distribuire i suoi beni, con disposizioni ben precise che non diano possibiltà
di lasciare qualche dubbio.

DD con ARSENICUM si potrebbe fare, ma in questo rimedio c'è la paura costante e


totale della morte, per lui tutto è nero, tutti i suoi pensieri riconducono alla morte,
anche il sonno è visto come un qualcosa che potrebbe , ogni volta che si mette disteso
sul letto, rinnovare il ricordo che la morte è li con lui e potrebbe impedirgli di vedere
l'alba del nuovo giorno.

La sua vita è permeata di morte, in tutto è sempre presente, sia nei suoi pensieri che
nei suoi comportamenti e nei suoi discorsi. Soggetto depresso a livello sia fisico che
mentale, triste cupo, vuole stare da solo, non desidera che gli si parli, ne vuole seere
avvicinato. Tutto il suo corpo è indolenzito, come se fosse stato pesantemente
contuso.

Relazioni: RHUS TOX, indolenzimento ed agitazione. BELLIS PERENNIS,


traumatismo pelvico e della colonna veretebrale, CHINA ed IPECA nelle emorragie,
LACHESIS e SULPHURICUM ACIDUM nelle ecchimosi.

La parola trauma deriva da TARAMI, che significa "passare di la" in lingua sanscrita,
anche la parola trapano deriva da questo temine.

Una lastra ai raggi X evidenzia un piano bidimensionale, mentre ecografia, RMN e


TAC lavorano su un piano tridimesionale, ovvero dal piano al volume.

Nel trauma l'enegia vitale è in genere alta, quindi la guarigione è frequente.

L'omeopatia valuta il trauma in modo individuale e diverso caso per caso. Il pensiero
lineare non basta, e neppure il pensiero circolare, si va dunque verso un sistema di
comprensione reticolare, molto più complesso. L'omeopatia può cambiare la vita del
soggetto trattato e modificare il suo futuro.

Le predisposizioni familiari possono influenzare l'attività del rimedio.

Fino a che punto un trauma ci serve? Questo interrompe una continuità tra la vita
passata e quella attuale del paziente, interrompe uno stato e ne apre un alro
nell'ambito dell'inconscio collettivo. Una famiglia con problemi trasmette questi
problemi al figlio. Il trauma può essere sia fisico ch emotivo.

Il trauma è legato ad un numero enorme di sintomi.


ACIDI: disfunzioni, famiglia con molti problemi, perdite irreparabili, sensi di colpa,
malattie degenerative precoci e coniche, lutto, perdita dal punto di vista somatico che
va dal corpo alla mente. Amputazione vera e propria di una parte del corpo, la perdita
è quindi irreparabile. L'acido è perdita della casa, degli affetti, di soldi, il soggetto
pensa di non poter fare nulla , siamo di fronte a casi che non possono avere una
risoluzione.

ARSENICO E SUOI SALI: perdite e malattie precoci, angoscia , malattie


degenerative, traumi precoci e gravi, come la morte di qualcuno a cui si è legati.
L'ambiente è ostile e minaccioso, la famiglia non può essere di aiuto in situazioni
tanto gravi, il soggetto è debole, non si sente sicuro nell'ambiente che lo circonda.

ASTERACEAE : sono le cosiddette piante vulnerarie, sono ARNICA, BELLIS,


ECHINACEA, CALENDULA, ACHILLEA, "vulnus" vuol dire ferita, ovvero un
trauma che viola l'integrità fisica, le malattie sono ignorate per non perdere la forza
fisica che queste persone hanno, soggetti forti, molto marziali, con una spessa corazza
che li difende, sono guerrieri e combattenti molto attivi e pugnaci.

BRASSICACEAE : traumi fisici violenti, perdita di immagine sociale che viene


messa in discussione, non c'è tanto un danno economico, quanto un danno proprio
all'immagine che il soggetto da di se.

CACTACEAE : malattie e perdite precoci, dolore in pazienti terminali, malattie con


esito infausto, il legame affettivo con la famiglia è molto tenace e questo rende più
difficile il distacco con il congiunto ammalato, perdita precoce di persone care, non
vuole affezionarsi troppo per non soffrire. Pazienti che sono grandi consumatori di
farmaci, ipocondriaco, che soffre molto. L'ambiente è vissuto come minaccioso.

SALI DI CARBONIO : famiglia disfunzionale, malattie psichiche, perdita,


depressione, ritro inteso come strategie difensiva, dormire e svenire sono armi
difensive. L'evento traumatico rende meno vivibile l'ambiente circostante.
Abbandono affettivo, debolezza e deponteziamento, soggetto che non sa affrontare la
vita.

OPIUM : abbandono, abuso, isolamento, sofferenza e dolori , ritiro, evasione,


distacco della corporeità. Abbandoni precoci, interruzione di una relazione, il dolore
di vivere. Il corpo è anestetizzato, non avverte nessun tipo di bisogno primario, come
la fame e la sete, distacco affettivo. L'anestesia è un grosso compenso.

EUPHORBIACEAE : sono piante tossiche. Gravi violenze domestiche, abusi, vissuto


colpevolizzante, esperienze spiritiche, malattie vissute come profonde e d indelebili.
Il diavolo è molto presente nella vita di questo soggetto. Vergogna nel raccontare I
suoi sintomi. Dentro il suo corpo c'è un essere estraneo malefico che non gli
appartiene e che lo intossica.
FABACEAE : perdita di coesione del sistema, malattie neurologiche e traumatiche
che causano cambiamenti. Vissuto molto traumatico. LATHYRUS si usa per malattie
neurologiche degenerative gravi, che hanno tempi di convalescenza lunghi. La
perdita di coesione è determinante nella vita del paziente che evita contatti per non
stare male. Paresi improvvise, sembra che una parte del suo corpo sia staccata e non
possa più funzionare bene. Vissuto di un trauma che non c'è stato.

LILIACEAE : malattie invalidanti. ALLIUM CEPA è il rimedio dell'arto fanasma,


quindi di perdite molto gravi che non sono state alaborate, così come il lutto non
integrato. Il dolore è silenzioso e non [Link] soggetto non ne parla, non si
racconta, l'evento doloroso è come se fosse incistato in una parte di anima e non
vuole essere svelato. Depressione a seguito di una malattia. Tende a recuperere il
dolore che lo affligge.

SALI DI MAGNESIO : abbandoni precoci. E' il rimedio degli orfani. La perdita è


vissuta con rassegnazione. Vissuto di vero abbandono, per soggetti che hanno vissuto
in orfanotrofio o in collegio. L'abbandono è ineluttabile, è così e basta, solo nel sogno
cerca di ristabilire I contatti, diarrea paragonabile al pianto, sindromi da
malassorbimento, mangia poco perchè non vuole crescere.

ANACARDIACEAE : sensazione di essere bloccato, sdoppiamento della personalità.

SCIATICA E SCIATALGIE

La sciatica è un'algia monoradicolare di origine veretebrale, espressione di un


conflitto disco-radicolare, la radice del nervo viene compressa nello spazio
interdisco-apofisario.

Sono dunque coinvolti due elementi.

-elemento meccanico essenziale

-elemento radicolare infiammatorio, conseguenza del primo.

In questa malattia si riduce la componente meccanica della sporgenza posteriore


laterale del disco, il che può determinare sia una protusione, sia una vera e propria
ernia.

L'ernia discale richiederà praticamente sempre l'intervento chirurgico, ma in assenza


di una vera e propria ernia, la osteopatica potrà essere trattata efficacemente da un
osteopata. La terapia medica e anche quella omeopatica non può intervenire
sull'elemento radicolare infiammatorio reversibile. In asenza di lesioni che possano
giustificare l'intervento del chirurgo, si possono associare il trattamento osteopatico
con quello omeopatico.

In omeopatia si usano inizialmente i rimedi abituali del trauma e i rimedi di


infiammazione, scelti a seconda delle loro modalità generali.

Rimedi di trauma : ricordiamo ARNICA e RUTA, oltre che HYPERICUM che si usa
nei traumi ai nervi, con dolore intenso fino all'estremità degli arti, i sintomi < con il
tempo freddo e umido, al tocco, con le perturbazioni metereologiche intense.

Rimedi infiammatori : ricordiamo ACONITUM, BELLADONNA, da utilizzare


secondo i loro segni caratteristici, oltre ARSENICUM ALBUM con il bruciore che >
con il calore, < tra l'1 e le 3 di notte, è un malato ansioso, agitato che non crede di
poter guarire e ha il pensiero fisso della morte che sempre incombe su di lui.

Rimedi da usare a seconda delle modalità del dolre sono : BRYONIA che < con il
movimento e necessita di immobilità assoluta e PHYTOLACCA con dolori lineari
notturni folgoranti e la talalgia, più raramente si usa RHUS TOX.

L'attacco nevralgico può far pensare a KLAMIA LATIFOLIA con dolori nevralgici
folgoranti, fulminei, con irradiazione centrifuga, ovvero dal centro alla periferia, <
dal sorgere del sole al tramonto, quindi per l'intera giornata, con il movimento,
piegandosi in avanti e > con il riposo e coricati sul dorso.

LEDUM PALUSTRE ha dolori centripeti, ovvero dalla periferia verso i centri


nervosi, dolore intenso alla pianta del piede. < di notte, con il calore del letto, ma
anche con il movimento, mentre > con il freddo.

COLOCINTHYS è ben conosciuto per la sua lateralità sinitra, ma è anche un buon


rimedio per la sciatica destra. I dolori sono violenti e crampiformi, laceranti,
intorpidimento che possno provocare violenti parossismi provocati anche da un
contatto molto lieve. I sintomi < con l'estensione dell'arto colpito e > con la flessione
dell'arto stesso, piegandosi in due, mentre > con una forte pressione e con il calore.

MAGNESIA PHOSPHORICA si usa per dolori nevralgici bruschi, folgoranti che si


alternano con spasmi muscolari con < dal freddo e dal movimento e > con il calore,
chinandosi in avanti, piegandosi in due e con le frizioni. Lateralità predominante e
non esclusiva è la destra.

DIOSCORREA VILLOSA contrasta con i due rimedi precedenti. < stando coricati,
stando piegati in due e > con l'estensione del tronco e l'immobilità dell'arto.

Ci sono poi alcuni rimedi che hanno modalità ben precise.


AMMONIUM MURIATICUM : < da seduto con la sensazione di contrattura dei
muscoli e dei tendini, come se questi fossero troppo corti,

GNAPHALIUM : > stando seduti e c'è sensazione di intorpidimento alternata a


dolore.

MEDHORRINUM : < stando coricati in posizione prona e > durante la notte.

LAC CANINUM : sciatalgie bilaterali, alternanti, come sono tutti i sintomi dei latti,
con < a giorni alterni.

SEPIA : è indicato nella sciatica osservata durante la gravidanza, spesso < in


posizione seduta.

GELSEMIUM : debolezza dell'arto inferiore con tremori, dolore lancinante,


improvviso che fa sobbalzare il paziente, < on il tempo umido, alle 10 di mattina e >
con il movimento continuo.

CAUSTICUM : paralisi progressiva che può manifestarsi gradualmente in sedi molto


localizzate. Il soggetto ha bisogno di agitare le gambe durante la notte. < con il
tempo secco, l'aria fredda, il movimento, > con l'umidità e l'aria calda.
PLUMBUM : dolori nevralgici, crampi dolorosi e progressiva atrofia dei muscoli, <
con il movimento e di notte, > con una forte pressione e con il massaggio.

Esistono forme di sciatalgia recidivante, nel caso in cui non si debba intervenire con
un intervento chirurgico, è necessario usare I rimedi lesionali, in modo particolare è
indicata CALCAREA FLUORICA.

OSTEOPOROSI

Di distingue in osteoporosi primaria e secondaria. La primaria si distingue in : senile


che sopraggiunge intorno ai 70 anni, che non è altro che uno degli elementi che
caratterizzano il processo di invecchiamento, mentre l'osteoporosi presenile si
presenta tra I 50 e I 70 anni, il cui esempio più eclatante è dato da quella che si
manifesta nel periodo post-menopausale. In quest'ultimo caso molto importanti sono I
fattori genetici predisponenti.

Pensare ad un fattore genetico, conduce inevitabilmente ad evocare un terreno, vale a


dire una vera e propria predisposizione. I meccanismi cellulari e tissutali che
riconducono ad una modificazione ossea durante il periodo peri-menopausale sono da
considerare un fenomeno fisiologico e non patologico.

Lo squilibrio che porta all'attività osteoclastica con la conseguente perdita di materia


ossea, è solo patologica e si osserva in terreni predisposti, quindi non tutte le donne
sviluppano la malattia.

L'osteoporisi menopausale si riscontra più facilente in terreni tubercolinici e più


ancora in quelli luesino-tubercolinici.

Il tubercolinismo in fase scompensata è un fattore che conduce alla


demineralizzazione delle ossa, mentre il luenismo porta ad alterazioni del tessuto
connettivo, tendenza ad ulcerazioni, a rarefazioni e , in campo osseo, al cedimento.

Con l'omeopatia , essendo questa un trattamento di terreno, si può pensare di


prevenire e di curare l'osteoporosi in modo molto efficace.

PREVENZIONE : si fa in generale con tutti I grandi rimedi di fondo, scelti in base


alla legge di similitudine.

TRATTAMENTO CURATIVO : in questo campo i rimedi lesionali si aggiungono ai


rimedi di fondo, oltre che ai rimedi utilizzati nella terapia del dolore. Si alleviano i
disturbi della menopausa in questo modo, che arriverà in modo tardivo nelle donne
seguite con trattamento omeopatico.

Gli omeopati sono molto cauti nei confronti dei rattamenti ormonali, riservandone
l'uso ai casi più difficili. Il trattamento ormonale prolungato induce una diatesi
sicotica che complica il quadro generale della paziente.

Psora e sicosi sono due diatesi piuttosto rare nella patologia osteoporotica, più
frequente la diatesi tubercolinica. I rimedi più utili in quest'ultima sono:

NATRUM MURIATICUM : le mestruazioni sono irregolari, con la sensazione di


pesantezza, < al mattino. Può essere presente anche amenorrea e leucorrea acquosa e
acida.

SILICEA : le mestruazioni sono anticipate oppure in ritardo, sempre abbondanti, con


sensazione di freddo glaciale in tutto il corpo durante il periodo pre-mestruale,
leucorrea lattiginosa e irritante, prurito vulvare, mastopatia.

PHOSPHORUS : mestruazioni in anticipo, poco abbondanti, ma di lunga durata,


amenorrea e leucorrea irritante.

SEPIA : mestruazioni ritardate, scarse, con sangue nero, sensazione di pesantezza, di


pressione, come se gli organi interni dovessero fuoriuscire dalla vulva, amenorrea e
leucorrea con perdite giallastre e acide. Molta freddolosità, secchezza vaginale,
possibili prolassi uterini, cistocele, rettocele, vampate di calore.

TUBERCOLINUM : mestruazioni anticipate, ogni 3 settimane, abbondanti e di lunga


durata. Trova indicazioni nel periodo pre-mestruale, quindi è un rimedio protettivo
per l'osteoporosi.

TUBERCOLINUM RESIDUUM è invece un rimedio lesionale che viene impiegato


nel trattamento curativo della malattia.

LUEINISMO : LACHESIS MUTUS è il grande rimedio della menopausa, oltre a


CALCAREA FLUORICA, AURUM METALLICUM, PHYTOLACCA, KALIUM
IODATUM, oltre a LUESINUM.

LACHESIS MUTUS : sindrome premestruale, mestruazioni brevi con sangue nero,


grande rimedio di tutti i disturbi provocati dal blocco delle mestruazioni, vampate di
calore, cefalea, ecchimosi spontanee.

LACHESIS insieme a SEPIA è uno dei rimedi più importanti da usare nel periodo
peri-menopausale.
CALCAREA FLUORICA : grande rimedio lesionale dell'osteoporosi post-
menopausale che può anche essere usato come preventivo. Le mestruazioni sono
abbondanti, con dolori crampiformi al basso ventre, indurimento uterino e
mammario.

AURUM : rimedio lesionale, ma anche di mestruazioni ritardate, scarse, con dolori


crampiformi all'utero. < compiendo uno sforzo con le braccia, violente palpitazioni e
vampate di calore.

PHYTOLACCA : mestruazioni frequenti, abbondanti, dismenorrea, è il grande


rimedio delle mastopatie fibro-cistiche con nodosità dure e dolenti.

KALIUM IODATUM : mestruazioni irregolari, scarse, leucorrea sierosa, irritante,


dolori a livello ovarico.

LUESINUM : leucorrea acida, giallastra, abbondante, difficoltà di memoria e di


concentrazione, umore alternante.

VERTIGINI

Sono una patologia molto frequente, spesso come una complicazione di malattie
cervicali.

La psiche ha un ruolo fondamentale nella comparsa della cervicalgia. Il fatto che la


cervice sostiene il capo, indica già il suo significato simbolico: essa rappresenta
infatti il sostegno di ciò che contiene la mente quindi i pensieri, le preoccupazioni, le
paure, gli impegni, le responsabilità.

La rigidità nucale che la cervicalgia comporta esprime al meglio la rigidità psichica


del paziente che ne è affetto, indica una persona con una forte razionalità che riesce
ad imporre un forte controllo sulla parte emozionale e degli istinti.
Chi soffre di questo disturbo è vittima di un meccanismo inconscio che impedisce di
“mollare la presa mentale”. Sono persone fortemente emotive che però non riescono
ad esternare il dolore, a piangere, in poche parole, ad esprimere le emozioni. Spesso
la causa è posturale e questo convalida la tendenza a prediligere l’attività mentale
statica rispetto al movimento, al cambiamento nei confronti dei quali il soggetto non
riesce ad adattarsi completamente.

La cervicale è un segmento della colonna vertebrale composto dalle prime sette


vertebre (numerate dalla C1 alla C7) a partire dall’alto. Queste vertebre hanno la
funzione di sostegno del capo; la struttura meccanica della cervicale è composta da
legamenti che tengono insieme i segmenti vertebrali ed è avvolta da muscoli che
permettono il movimento in armonia con la colonna vertebrale.
I muscoli principali sono i trapezi per il sostegno della testa e gli sterno-
cleidomastoidei per la rotazione.
L’apparato muscolare serve anche per attivare alcuni movimenti delle spalle e delle
braccia, ecco perché spesso nei sintomi della cervicalgia gli arti superiori sono
coinvolti.

Il termine "cervicale", indica la zona colpita dal disturbo, spesso è usato nel
linguaggio comune per definire il dolore che colpisce il collo. In realtà il nome
corretto del disturbo è cervicalgia, cioè dolore cervicale.
La cervicalgia colpisce l’80% delle persone. Il sinomo si presenta prevalentemente
nel sesso femminile. Le cause possono essere diverse.

In generale il dolore insorge quando la struttura della cervicale viene sottoposta ad


uno stress meccanico non corretto o esagerato.
La causa più comune sono tutti i traumatismi come quelli dovuti allo sport oppure nel
caso del cosiddetto colpo di frusta (brusco evento traumatico che coinvolge il rachide
cervicale).

Altre cause importanti sono la postura errata prolungata nel tempo (come accade
durante l’attività lavorativa), le infezioni, le correnti d’aria, il clima freddo-umido,
tensioni psichiche, artrosi.

Ci sono tre tipi di cervicalgia: la cervicalgia vera e propria che provoca un dolore
nella zona interessata; la forma cervico-cefalica (con sintomi quali vertigini, cefalea,
disturbi della vista e dell'udito, disturbi della deglutizione); la forma cervico-
brachiale (con dolore alla nuca e al braccio che spesso si irradia anche alla mano
provocando fitte e formicolio diffuso).
La cefalea tensiva, le vertigini con nausea (spesso anche vomito) sono aspetti
sintomatici comuni a tutte e tre le sindromi e sono piuttosto invalidanti per il
paziente. Si presentano con modalità diverse e con prevalenza di un sintomo rispetto
ad un altro in base alla persona.

La psiche ha un ruolo fondamentale nella comparsa della cervicalgia. Il fatto che la


cervicale sostiene il capo indica già il suo significato simbolico: essa rappresenta
infatti il sostegno di ciò che contiene la mente quindi i pensieri, le preoccupazioni, le
paure, gli impegni, le responsabilità.
La rigidità nucale che la cervicalgia comporta esprime al meglio la rigidità psichica
del paziente che ne è affetto ; è indicativa di un persona con una forte razionalità che
impone un controllo sulla parte emozionale e istintuale.
Chi soffre di questo disturbo è vittima di un meccanismo inconscio che non consente
di “mollare la presa mentale”. Sono persone fortemente emotive che però non
riescono ad esternare il dolore, a piangere, ad esprimere le emozioni.

Spesso la causa è posturale e questo conferma la tendenza a prediligere l’attività


mentale statica rispetto al movimento, al cambiamento ai quali non riescono ad
adattarsi facilmente.
Quando il disturbo degenera in artrosi è un segno di quanto quel tipo di approccio si
sia prolungato nel tempo, tanto da aver intaccato la struttura ossea.

Il sintomo, però, esprime anche un’esigenza importante; simboleggia la volontà di


movimento, di modificare quella che è stata per troppo tempo una “postura
esistenziale”.

L'omeopatia consente di curare in modo molto soddisfacente le patologie cervicali.

Quando il disturbo compare in seguito ad un trauma, ad esempio nel colpo di frusta o


nei traumi dello sportivo, che comporta una contrattura muscolare persistente,
soprattutto sul muscolo trapezio, in questo caso il rimedio d’elezione è quello
indicato per tutti i traumi, Arnica montana.

ARNICA lamenta una sensazione di contusione, indolenzimento generale,


stanchezza muscolare. I sintomi < al minimo contatto e muovendosi, mentre > con il
riposo e la pressione locale.

Hypericum perforatum ha un’azione elettiva in caso di traumi delle terminazioni


nervose. Caratteristica del rimedio è un peggioramento quando si sollevano le braccia
e con il movimento (cervico-brachialgia). I dolori sono acuti e lancinanti e spesso
derivano da traumi contusivi della colonna. I sintomi peggiorano con il freddo e
l’umidità e al minimo tocco sulla zona colpita. Migliorano sdraiandosi sull’addome.

Bryonia si utilizza quando il sintomo degenera in artrosi cervicale. È il caso del


tipico dolore cervicale accompagnato da forti vertigini che peggiorano con il
movimento. I dolori sono pungenti, strappanti, a fitte, descritti come una punta che
penetra. Spesso sorgono a distanza di tempo rispetto alla causa patogena (ad esempio
un brusco passaggio dal caldo a freddo). Una chiave di Bryonia è l’immobilità: i
sintomi dolorosi peggiorano con il movimento e migliorano con l’assoluta immobilità
e con la pressione sulla zona colpita.

Actaea racemosa (cimicifuga) è utile nel caso di dolori e tensioni alla nuca, derivati
soprattutto da cattiva postura (posizione seduta al computer, macchina da cucire,
pianoforte ecc.). La cervicalgia di actaea consiste in una forte rigidità con spasmi
dolorosi dei muscoli, dolori nevralgici e intensi,fitte al trapezio. Il dolore si concentra
alla nuca e peggiora tirando indietro la testa e con il freddo umido. Nelle donne
spesso l’associazione tra il torcicollo e i disturbi mestruali causa nausea e conati di
vomito.
Il dolore alla nuca è presente anche in Gelsemium; questo ottimo rimedio è indicato
quando il paziente ha uno stato di indolenzimento generale con sensazione di
costrizione accompagnato da debolezza muscolare e delle ginocchia, cefalea
occipitale che si irradia al collo e alle spalle, forti nevralgie.

Una delle cause più comuni di cervicalgia è l’umidità; Dulcamara è il rimedio che si
sceglie quando i disturbi derivano da questa condizione climatica. Spesso il dolore
cervicale di Dulcamara si presenta anche dopo forti sudate o dopo essersi bagnati i
piedi. Una caratteristica del rimedio è il miglioramento in seguito al movimento.

Caratteristiche simili a Dulcamara si ritrovano anche in un altro rimedio, Rhus


Toxicodendron. Anche la cervicalgia di Rhus è scatenata dal freddo–umido e spesso
i dolori sono di tipo reumatico. Rhus è indicato per quello che viene comunemente
chiamato torcicollo. È presente una forte rigidità del muscolo trapezio del collo con
un’irradiazione al’occipite. I dolori migliorano con il calore e la pressione forte mente
peggiorano con il freddo. Una caratteristica chiave è il miglioramento dei sintomi se
il paziente si muove. La sintomatologia peggiora con l’immobilità.

FRATTURE OSSEE

Una frattura ossea consiste in una interruzione dell'integrità della struttura dell'osso.

Una frattura può essere spontanea, come accade nell'anziano quando "cede" il femore
e si rompe, oppure da trauma, che si manifesta quando un trauma violento supera la
resistenza dell'osso stesso, diretta, quando viene colpita direttamene la zona
interessata, indiretta, composta o scomposta, singola o multipla che comporta un
dolore molto forte, deformazione, ematoma ed impossibilità ad usare la parte lesa.

Dopo eventuale riduzione ed immobilizzazione dell'arto colpito tramite bendaggio o


ingessatura, si usa subito ARNICA a diluizione alta, da 200 ch in su per alcuni giorni,
per poi passare ad una diluizione di 30 ch per un periodo di alcune settimane.

Il rimedio da associare ad ARNICA in questa situazione è SYMPHYTUM che ha


una importante azione nel consodilamento dell'osso.

Se al trauma fisico si accompagna anche uno stato di shock, dare ACONITUM alla
200 ch, in monodose.

Una frattura interrompe di netto quello che il soggetto stava facendo o stava per fare.
Allora ci si deve domandare :" perchè questa azione è stata inconsciamente e
bruscamente interrotta? " Si parla ovviamente di piccoli incidenti, di cose che si
sarebbero potute evitare, causati da un momento di distrazione. L'interruzione
"psicologica" che si è manifestata in modo tanto evidente sul corpo, può dipendere da
qualcosa che il soggetto teme e che non osa fare.

In ambito psicosomatico è importante valutare quello che si stava facendo e che non
si è potuto fare, ma anche il dove l'osso si è fratturato. Ad esempio se un incidene
capita ad una mano, questo può essere messo in relazione con l'impedimento a
prendere, a toccare, a fare qualcosa.

Un incidente alle dita del piede può significare l'incapacità a procedere verso una
direzione che si era prefissato di raggiungere.

Il tallone è legato con il bisogno di sicurezza che può venire a mancare, così come
accade quando sentiamo che la terra c sta mancando sotto i piedi.

Una frattura al ginocchio indica l'incapacità di piegarsi verso una situazione.

La gabbia toracica protegge gli organi interni come il cuore e i polmoni, una frattura
vuol dire essere incapaci a proteggere qualcosa e qualcuno che per noi è di grande
interesse.

La mandibola, che accoglie i denti, il cui scopo funzionale è quello di mordere, di


masticare, è legata a rabbia ed aggressività, più o meno manifesta, a situazioni che il
soggetto non riesce a gestire come vorrebbe.

DISTURBI DELLA CRESCITA DEL BAMBINO

Oltre alle terapie preventive e curative con la vitamina D e alle comuni regole
igienico-dietetiche, con l'omeopatia si curano molto bene questi problemi.

I bambini sono appartenenti a due categorie:

TIPO CALCAREA CARBONICA : lattante grosso, (bebè cadum), troppo calmo e


placido, addome ingrossato, diatesi acida, sudori aciduli, soprattutto alla testa durante
il sonno e nel corso del pasto.

Le diarree sono molto acide, frequente può essere l'intolleranza al latte, ipertofia
tonsillare e rinofaringiti a ripetizione.

La persistenza del ginocchio valgo e la base del torace svasata sono i disturbi più
frequenti.
I rimedi complementari da usare in questo caso sono SULPHUR IODATUM,
LYCOPODIUM, TUBERCOLINUM.

TIPO SILICEA : bambino magro, gracile, demineralizzato, talvolta rugoso e con


aspetto vecchieggiante. E' molto freddoloso, ha molti disturbi del sonno.

La stipsi è frequente, con feci piccole e dure. I problemi rinofaringei sono molto
frequenti.

Comune sarà il ginocchio recurvatum e il torace carenato.

I rimedi complementari più usati sono: NATRUM MURIATICUM,


LYCOPODIUM, CALCAREA FLUORICA, LUESINUM.

In modo preventivo e curativo , è molto utile dare le 3 CALCAREE, CARBONICA,


FLUORICA e PHOSPHORICA, meglio se in forma di complesso in bassa diluizione.

MORBO DI DUPUYTREN

Il morbo o malattia di Dupuytren è una patologia della mano che, progredendo,


può causare la contrazione di una o più dita sul palmo.

A esserne colpita è l'aponeurosi palmare, ossia la sottile fascia fibrosa che ricopre e
avvolge il muscolo e continua nel tendine, assicurando al muscolo stesso l'inserzione
ossea.

Il primo a identificarla, nel 1834, fu il chirurgo francese Guillaume Dupuytren, che la


riconobbe nel suo cocchiere, risolvendola con l'ausilio del bisturi.

È una delle più frequenti malattie della mano, ma sono in pochi a conoscerla.
Colpisce dal 3% al 13% circa della popolazione europea, in prevalenza di sesso
maschile, e si presenta più frequentemente in persone di discendenza nord europea, in
particolare scozzesi, islandesi e norvegesi.

Quanto più si è giovani al momento della comparsa dei primi sintomi, tanto più è
probabile che la patologia evolva in maniera grave e, col tempo, interessi più dita.
Sebbene non metta in pericolo la vita del paziente, la patologia è potenzialmente
invalidante perché può compromettere significativamente la normale funzionalità
dell'arto: nei soggetti in cui il quadro clinico progredisce fino a diventare “contrattura
di Dupuytren” ogni attività quotidiana, anche la più banale, può divenire oggetto di
profonda frustrazione, tanto da avere ripercussioni psicosociali. La sindrome,
progressivamente invalidante, deve essere trattata al momento della diagnosi, perché i
risultati sono direttamente proporzionali alla rapidità d'intervento.

È possibile una predisposizione genetica: la frequenza di casi nei quali almeno un


parente presenta lo stesso disturbo è del 70%. In genere i pazienti si convincono che
il problema sia stato determinato da traumi pregressi o lavori pesanti. Tuttavia una
sollecitazione importante, come quella prodotta da lavori manuali impegnativi, può
aggravare alcuni sintomi, ma non determinarli. Non è un caso che la malattia colpisca
anche chi svolge attività che non sforzano le mani.

Sintomi
Clinicamente la malattia si manifesta in principio con noduli nel palmo della mano
che il paziente scambia per callosità; gradualmente il dito si piega, dapprima alla
base, poi fino alle articolazioni che si trovano nella sua parte centrale.

La mano può anche presentare cordoni solidi e prominenti lungo il palmo,


progressivo irrigidimento delle dita e conseguente difficoltà di movimento
flessoestensorio che, col tempo, degenera fino all'immobilità.

I principali rimedi omeopatici da usare in questo caso sono I seguenti.

TUBERCOLINUM RESIDUUM : è il principale rimedio da prescrivere sempre, sia


nelle forme iniziali , per rallentare l'evoluzione della malattia, sia in quelle più
avanzate. In fase iniziale piò portare ad un ammorbidimento dell'aponeurosi palmare
e un ripristino della normalità funzionale.

Nella patogenesi del rimedio c'è la retrazione dell'aponeurosi palmare. Indiffernza


alle variazioni climatiche, possibile rigidità che < a riposo e > lievemente con il
movimento.

NATRUM MURIATICUM: è molto adatto al soggetto giovane.

RADIUM BROMATUM : è indicato nelle forme più avanzate, quando si affianca


alla rigidità anche anchilosi, specie dopo riposo e comparsa della difficoltà
funzionale dopo movimento prolungato.

BARYTA CARBONICA : indurimenti cornei dell'aponeurosi, evoluzione lenta, <


con il freddo, spesso non c'è dolore.

ANTIMONIUM CRUDUM : pelle ispessita, dura che spesso nasconde la


contrazione dell'aponeurosi, sensibilità palmare dolorosa, < con l'umidità. Spesso le
unghie della mano sono spesse.

GRAPHYTES : mani callose, indurite, screpolate, con unghie deformate e dolenti.


CALCAREA FLUORICA : si usa quando la malattia insorge accanto ad altre
patologie, come artrosi degenerativa.

La durata della terapia omeopatica deve essere piuttosto lunga, in questo modo si può
arrivare ad una totale risoluzione della malattia, senza ricorrere all'intervento
chirurgico.

ALIMENTAZIONE E DOLORE

L'obesità è uno dei fattori di rischio principali per le manifestazioni artrosiche,


portando a stress le articolazioni da un lato e, dall'altro, per una serie di sostanze
contenute nel tessuto adiposo che concorrono al mantenimento dello stato
infiammatorio.

Tra le sostanze contenute nel tessuto grasso che contribuiscono all'incremento


dell'infiammazione ricordiamo la Leptina, il tumor necrosis factor alfa ( TNF-alfa) ed
alcune citochine, come l'interleuchina-6, rilasciate dai macrofagi che si accumulano
nei tessuti dei soggetti in sovrappeso. Riducendo la massa grassa, si riducono queste
sostanze.

L'atrosi al ginocchio peggiora notevolmente nei soggetti obesi, quindi una riduzione
del peso porta ad un miglioramento del dolore e ad un recupero della funzionalità
delle articolazioni. Purtroppo il dimagrimento è difficile, quindi bisogna che i
soggetti in sovrappeso con artosi si sottopongano ad un buon regime alimentare per
raggiungere condizioni di salute favorevoli.

Ci sono alcuni composti alimentari che introduciamo con la dieta che contengono
principi biologicamente attivi ad esempio sull'infiammazione, come gli acidi grassi
omega-3, la glucosammina, la condroitina solfato, l'olio di oliva.

Gli omega-3 sono gli acidi grassi polinsaturi che hanno un ruolo determinante nella
riduzione dell'infiammazione articolare, con miglioramento delle condizioni generali
del paziente artrosico. I cibi che contengono maggiori quantità di queste sostanze
sono il pesce, I semi oleosi, le noci. Queste sostanze riducono la produzione di
citochine infiammatorie e l'attività degli enzimi responsabili della degradazione delle
cartilagini articolari, come le metalloproteasi.

Nella terapia dell'artrosi è bene integrare l'alimetazione con gli acidi grassi essenziali
omega-3.
Glucosamina e condroitin-solfato sono componenti naturali delle cartilagini articolari,
vengono chiamate "condroprotettori" perchè la loro azione è rivolta proprio verso le
cellule che compongono il tessuto cartilagineo, chiamate condrociti. Nell'artrosi vi è
uno squlibrio tra produzone e distruzione delle cartilagini articolari, a favore dei
processi degenerativi, quindi è importane la loro integrazione con la dieta.

I condroprotettori stimolano la sintesi delle molecole della matrice e dell'acido


ialuronico, sostanza responsabile della viscosità e della qualità del liquido sinoviale.
Inoltre hanno un'attività antiinfiammatoria, antiossidante e inibiscono la sintesi degli
enzimi che degradano la cartilagine.

L'olio di oliva è molto usato nella dieta mediterranea, il migliore è quello extra-
vergine. E' fonte di acidi grassi poli-insaturi, tra cui l'acido oleico, che lo rende
particolarmente stabile e quindi in grado di essere usato anche per cuocere i cibi,
inoltre contiene molti antiossidanti , vitamina E e caroteni che si sono rivelati utili per
la prevenzione di malattie degenerative come l'arteriosclerosi e il cancro.

L'oleocantale svolge attività antiinfiammatoria attraverso l'inibizione di uno degli


enzimi resposabili della sintesi dei mediatori dell'infiammazione, la COX-2.

CENNI DI MEDICINA ANTROPOFISICA

Fu ideata agli inizi del secolo scorso da Rudolf Stainer (1861-1925) e da Ita Wegman
(1873-1943), il termine deriva da antrophos = uomo e sophia = sapienza, saggezza,
secondo questa teoria gli uomini e i regni della natura sono legati da un'origine
comune.

La coscienza umana ha una particolarità, ovvero la capacità di valutare la realtà tanto


con la percezione, quanto con il concetto. Un'osservazione è scientifica quando
l'attenzione del ricercatore non è diretto solo sul risultato dell'osservazione stessa, ma
anche sull'intero processo dell'osservazione, deve sapere ciò che ga osservato e come
è pervenuto al risultato.

"se conosco la relazione tra me stesso e il mondo esterno, la nomino verità" (Goethe).

Hahnemann studia la medicina del "perchè", Steiner , con l'investigazione scientifica


di Goethe, quella del "come". Il "perchè" e il "come" si completano e si oppongono,
come il principio di similitudine e quello di analogia.

L'Antroposofia è antropologia allargata che descrive l'uomo e il suo rapporto con


l'universo nei suoi aspetti più differenti. In questo modo si può avere una visione di
insieme dei vari processi di malattia- salute e di guarigione, oltre che un approccio
più specifico alla cura delle malattie.
E' una medicina complementare a quella tradizionale.

La medicina Antroposofica indaga ed esplora nel campo psichico e fisico del paziente
epr arrivare a comprendere le cause che hanno determinato l'insorgere del male nel
soggetto colpito, è una medicina basata sulle evidenze.

Il soggetto viene riconosciuto e trattato come un "unico" e viene reso partecipe e


attivo nel processo di guarigione. Lo scopo di questa particolare medicina è quello di
rendere più responsabile il paziente che viene coinvolto nella scelta della terapia a lui
più appropriata, si valuta ciò che è più evidente , a livello sia fisico che psichico, oltre
a condizioni particolari come il ritmo sonno-veglia, la crescita, come espressione
della forza vitale, la tensione muscolare e la mimica, come espressione dell'animico,
la disribuzione del calore, la postura, l'andatura.

La malattia e la cura per essa sono strettamente allacciate con la natura , con il
cosmo che sovrasta, si cerca qual'è il processo che la causa e si cerca nella natura
terrestre la risoluzione.

Secondo Steiner l'uomo è formato da 4 parti:

-Corpo fisico che determina l'apparenza dell'essere umano, la sua manifestazione


tipica nella medicina moderna è il risultato dell'esame clinico. In essa sono presenti
forze centripete.

-Corpo eterico-Corpo di formazione vitale, con presenza di forze centrifughe, dirette


verso la periferia, dette forze anaboliche. E' il corpo delle forze funzionali formatrici.
Nella medicina moderna sono questi I segni clinici soggettivi, le nostre sensazioni.

-Corpo astrale o dei sentimenti che si esprime attraverso il sistema endocrino o il


sistema PNEI.

-L'io o Auto-coscienza.

L'uomo è "triplo" per quanto riguarda le funzioni dell'organismo:

-Uomo neuro-sensoriale, attraverso le funzioni delle percezioni e dei pensieri.

-Uomo ritmico, funzioni del sentimento.

-Uomo metabolico e l'Uomo membra : funzioni metaboliche, del movimento, della


riproduzione.

Nello studio del rimedio vegetale è importante la proiezione della ripartizione in 3


umana e di quella della pianta, anche essa tri partita.
La respirazione clorofilliana della foglia la compariamo con la respirazione ritmica
dell'uomo.

La radice segue le leggi della gravità, è sensibile alla terra e alle sue sostanze come la
componente dei nervi e dei sensi fa per ilmondo circostante.

Nella parte del fiore e del frutto abbiamo il metabolismo complesso della pianta, in
riferimento ai suoi organi riproduttori, come negli organi addominali e riproduttivi
dell'uomo.

Equlibrio e disequilibrio sono così ben evidenziati, come pure il rapporto tra spirito e
materia, tra Universo e Terra, tra coscienza e vita, passato e futuro..questi elementi si
incontrano nell'armonia o nel conflitto, tra salute e malattia.

La guarigione si trova nell'incontro tra questi elementi di natura spirituale, ovvero i


"processi" della natura sono visti come fonte di guarigione.

"Quando un merlo molto vorace ha inghiottito un ragno della specie Aranea


Diadema, quest'ultimo manifesta la sua natura intima all'interno dell'uccello
attraverso la comparsa di crampi violenti che lo spingono a gettarsi su una pianta di
giuscquiamo e di ingoiarla : la pianta diventa l'antidoto adeguato e la bestia guarisce".

Questo è un famoso aneddoto narrato da Stainer : la natura ci fornisce un sistema per


guarire.

"La guarigione ideale è la restaurazione rapida, dolce, duratura della salute, ossia la
rimozione del male nella sua totalità nel modo più rapido, più sicuro e innocuo, e per
ragioni evidenti"Hahnemann, Organon paragrafo 2.

Se chiedete ad un medico non omeopata che cosa sia una guarigione, la sua mente
girerà solo intorno all'idea di scomparsa della condizione patologica.

Se, per esempio, si tratta di una eruzione cutanea, la sua scomparsa viene considerata
un successo terapeutico.

Se si tratta di stitichezza, il buon esito della cura sarà l'evacuazione dell'intestino.

In una affezione al ginocchio, un'amputazione praticata sopra il ginocchio potrebbe


essere considerata una guarigione.

Nel caso di una malattia acuta, si arriva a parlare di successo terapeutico anche solo
quando il paziente sopravvive.
Questo concetto di cura è condiviso anche dal paziente, che lo mutua dal medico,
quindi si ricorderà della grande abilità con cui il medico è riuscito a eliminare
un'eruzione cutanea e ritornerà da lui quando manifestazioni più gravi potranno
mettere in pericolo la sua vita. Quindi costui dirà al medico "lei mi ha curato
splendidamente una malattia della pelle, perchè non dovrebbe durare questi disturbi
al fegato che ora mi affliggono?"

Purtroppo il medico ha commesso uno sbaglio : ha spinto ciò che era superficiale e
innocuo, nelle regioni più interne dell'organismo e il paziente morirà per l'ignoranza
scientifica del suo medico.

Il secondo paragrafo dell'Organon tocca 3 punti distinti, che vanno evidenziati.

Il primo dice che si deve "restaurare" lo stato di salute e non di eliminare i sintomi,
che vuol dire ristabilire l'ordine nell'essere umano ammalato.

L'eliminazione dei sintomi non coinvolge l'intero essere umano, il fatto di eliminare
la stitichezza, l'eruzione cutanea, il tumore al ginocchio, non equivale al recupero
della salute nell'intera economia dell'uomo. Se l'eliminazione dei sintomi non
corisponde al ritorno della salute, non si può chiamare guarigione.

Ogni cambiamento nelle manifestazioni esteriori della malattia provocato dal medico,
porta ad un aggravamento di natura profonda, avviando il paziente verso maggiori
sofferenze.

Ogni qual volta si fa sparire un sintomo esterno, dovrebbe avvenire il corrispondente


miglioramento interno, il che avviene quando alla malattia subentra l'ordine.

La perfezione dlla guarigione consiste in primo luogo, nel restaurare la salute e


questo va fatto velocemente e in modo duraturo, il che è il secondo punto.

La cura dev'essere rapida, dolce e i suoi effetti debbono essere permanenti.

Quando si sopprime un sintomo esterno con la violenza, come succede quando si


interviene con un purgante nella stitichezza, la cura non si piò dire ne dolce, ne
durevole, anche se è rapida. Quando si ricorre ad un farmaco violento, la sua azione e
reazione non ha nulla di dolce.

All'epoca di Hahnemann le cure mediche erano brutali, il salasso, la


sudorazione…erano molto in voga. Nel tempo la medicina ha cambiato d'abito : oggi
i medici usano pillole ricoperte di zucchero e tentano di rendere i farmaci più
gradevoli, inoltre i farmaci sono molto più potenti, poichè più concentrati, ma la
catena delle reazioni che questi prodotti può scatenare è sconosciuta.
Le scoperte basate sulla chimica del petrolio hanno avviato un processo di distruzione
dell'intelligenza e della volontà umana, perchè la violenza di questi principi è lenta e
insidiosa.

Questi farmaci distruggono la mente e gli apparenti benefici non sono mai
permanenti. Possono sembralo, ma ciò è dovuto al fatto che l'economia
dell'organismo è ora scossa da una malattia nuova e più insidiosa, più sottile e tenace
della manifestazione iniziale, proprio per la sua tenacia i sintomi iniziali non si
ripresentano .

La natura della malattia, la sua essenza non è cambiata, questa c'è sempre e contunua
a causare la distruzione dell'uomo dall'interno, ma la sua manifestazione è cambiata e
alla malattia naturale si è sovrapposta una malattia indotta dal farmaco, ancora più
grave dell'altra.

Il modo di curare può essere dolce solo se si adegua al flusso della natura ed elimina
la malattia attraverso il ritorno all'ordine interno. La medicina in questo caso guarisce
e non interviene con violenza sull'economia dell'organismo.

Il terzo punto è "per ragion I evidenti", che significa legge, principi fissi, una legge
certa quanto quella di gravità, non congetture, empirismo, metodi tortuosi, uso dei ,
farmaci in base alle istruzioni scritte dal produttore. I principi dell'omeopatia non
sono mai cambiati, quindi occorre familiarizzare con questi principi e con queste
dottrine, le proprietà dei rimedi non cambiano, bisogna conoscere bene la loro azione
e il corretto uso porta alla guarigione in modo stabile e duraturo.

Da "Lezioni di filosofia omeopatica" [Link].

.....il numero di libri si puo’ calcolare.


ogni libro ha 410 pagine ogni pagina 40 righe, ogni riga 40 lettere.
dunque ogni libro ha 656000 lettere. ogni lettera ha 25 diversi valori
possibili, dunque in totale ci sono 25^656000 libri che e’ un numero con
917049 cifre. La Biblioteca di Babele - Jorge Louis Borges.

RIFLESSOLOGIA PLANTARE ANTALGICA

E'una disciplina che appartiene all'universo "olistico", teoria secondo cui la "totalità
dell'organismo" deve essere considerata in modo essenziale, intendendo con questo
che esso è qualcosa di più della somma delle singole parti.
Fare riflessologia vuol dire imparare ad osservare l'uomo nella sua complessità,

avendo ben presente le sue caratteristiche fisiche, psichiche ed emotive, la sua


reazione con la madre e il padre, con l'interno e l'esterno, con il presente e il passato,
mettendo massima attenzione all'ascolto di quanto il paziente racconta.

La riflessologia plantare ha una grande virtù terapeutica, può essere utile tanto per
prevenire problemi patologici, quanto per curare malattie funzionali.

Ogni disfunzione organica si evidenzia in parti del corpo diverse e anche lontane dal
punto in cui ha origine la disfunzione e, stimolando queste zone, questa può essere
curata.

I piedi zono molto ricchi di terminazioni nervose che hanno numerose zone riflesse,
possiamo quindi pensare ad una vera e propria mappa di tutti gli organi inerni.

La riflessologia planate è un sistema di cura molto valido, privo di effetti collaterali,


gli organi non vengono sollecitati individualmente, ma è l'intero organismo che è
stimolato, sollecitato verso una risposta positiva, mettendo in moto in tal modo il
processo di guarigione.

L'apprendimento di queste tecniche consente di alleviare il dolore, la depressione,


l'ansia, la stanchezza, la tensione, la stitichezza, l'insonnia,lo stress in casi in cui la
medicina tradizionale si è rivelata poco efficace. Con il massaggio si può effetture un
"accertamento" (non diagnosi che è di esclusiva competenza del medico)sull'attuale
stato di salute del soggetto, quindi queste tecniche sono anche utili nella prevenzione
di molte malattie. Inoltre con la riflessologia plantare si può attuare un ottimo
trattamento di mantenimento e delle condizioni di benessere fisico-psichico della
persona.

La riflessologia plantare ha una storia molto antica, la sua origine risale a oltre 5000
anni fa in Cina e in India, dove si iniziò ad usare la pressione esercitata dalle dita per
stimolare i campi energetici dell'organismo, nacqueroqui l'agopuntura, l'acupressione,
la digitopressione e lo shatsu. La medicina Ayurvedica, una tra le più antiche che si
conoscano, usa proprio la riflessologia tra le sue tecniche operative.

Nella "Tomba dei Medici" a Saqquara, Egitto (2330 a.C.) è dipinta sulle pareti una
scena di massaggio plantare dei piedi e delle mani.

Fu Ippocrate a insegnare ai suoi discepoli questa tecnica di massaggio che poi si


diffuse anche in occidente.

Si narra che nel Rinascimento Benvenuto Cellini facesse uso di queste pratiche per
alleviare I suoi dolori.

Nel 1834 uno studioso svedese, Pher Henrik Ling, osserò il collegamento tra dolori
provenienti da alcuni organi e alcune zone del piede.

Negli anni 20 del XX secoloWilliam Fitzgerard, medico a Boston, scoprì che


esercitando delle pressioni in alcune zone del piede, si potevano effettuare piccoli
interventi chirurgici senza usare anestetici.

Come è sempre accaduto, queste pratiche mediche non sono mai state accettate
nell'ambito accademico.
Con la riflessologia si tende ad ottenere un riequilibrio dell'intero organismo,
stimolando le sue possibilità di autoguarigione, grazie alla proiezione completa,
ancestrale di tutto il corpo solo su una parte di esso, il piede o la mano, attraverso il
massaggio si agisce sulla parte riflessa malata.

Gli organi stimolati producono una paggiore ossigenazione dei tessuti, attraverso il
sitema dei vasi sanguigni che li irrorano. Le parti riflesse stimolate producono una
risposta antalgica con scompars del dolore e il recupero funzionale dell'organo .

Con la riflessologia palntare possiamo ottenere una stimolazione nervosa : grazie alla
pressione sulla zona riflessa si inviano stimoli al cervello che può rispondere
all'impulso dato.

Vengono liberati ormoni che inducono il cervello a produrre endorfine che hanno
proprietà analgesiche simili a quelle della morfina e dell'oppio, ma con una portata
più ampia.

Viene stimolato il sistema linfatico con acellerazione della circolazione linfatica con
beneficio sull'intero corpo. Stimolando il sistema circolatorio si ha un incremento
nella eliminazione di tossine e scorie che possono ristagnare nelle zone periferiche
dove c'è minore afflusso di sangue. Viene ristabilito il circuito bioenergetico, ovvero
vengono sbloccati I meridiani che sono canali energetici atraverso cui scorre il
sangue e il QI.

Con il massaggio si rilassano mente e corpo, quindi questo viene impiegato per
ridurre stress e ansia.

Il massaggio si fa con il dito pollice che esercita una pressione o una frizione in modo
energico, senza provocare solletico e senza superare la soglia del dolore del soggetto.
Vengono massaggiate le zone riflesse su ambedue i piedi.

Molto importante è l'eliminazione di tossine che avviene atraverso i reni, la pelle, il


fegato, il polmone e l'intestino (sono i cosiddetti organi emuntori).

La zona riflessa del rene si trova al centro della pianta del piede in un punto dove di
solito il piede non fa alcun movimento a meno che il soggetto non cammini a piedi
nudi.

Durante il massaggio al rene arriva un maggiore quantitativo di sangue e diventa più


attivo. Durante un ciclo di rattamenti si vedrà che l'urina divenat sempre più scura, da
un colore giallo paglerino diventerà giallo-marrone e anche il suo odore sarà molto
offensivo, questo vuol dire che il rene sta eliminando veleni.
Se il rene è rallentato, questi ristagneranno nel sangue, con conseguente aumento
della pressione sanguigna, indurimento delle arterie, formazione di varici,
infiammazione delle articolazioni, insorgenza di artrosi cronica.

Si può verificare la comparsa di eczema perchè anche la pelle non è più in grado di
eliminare tossine, si può arrivare anche all'insorgenza di psoriasi.

La vescica può infiammarsi con dolori brucianti al momento della minzione, questo
disturbo è noto con il nome di cistite. E' più frequente nella donna probabilmente
perchè le uretre femminili sono più corte e il pericolo di infezione diventa maggiore.
Il punto di vescica si trova sul bordo interno del piede, subito prima del tallone.

Il metabolismo non dipende solo da quello che manigiamo, ma anche da quello che
l'apparato digerente può ricavare ed assimilare dai cibi assorbiti. Nel corso della
digesione ogni stazione del tubo digerente, lungo 9-10 metri, acquista una sua

importanza peculiare.

DENTI : gli alimenti ben masticati sono digeriti più facilmente, con la masicazione il
cibo viene rimpicciolito. Le ghiandole salivari producono circa 4 litri di saliva al
giorno. Il punto riflesso della mascella superiore è sotto l'unghia dell'alluce.

Le zone riflesse della testa sono invertite sul piede, quindi mascella destra, piede
sinistro. In caso di dolore in questa zona massaggiare il punto sotto l'unghia
dell'alluce invertito.

Il boccone triturato ed imbevuto di saliva arriva all'esofago, tubo lungo circa 25 cm


che collega la bocca allo stomaco. Il punto riflesso di stomaco si trova sotto la
callosità dell'alluce. Una metà dello stomaco è riflessa sul piede destro, l'altra su
quello sinistro. Con questi punti si curano I problemi gastrici di ogni genere, anche
l'ulcera.
Questi sono alcuni esempi di trattamento di problemi fisici con la riflessologia
plantare,ne ho solo citato alcuni, per dare un'idea dell'importanza che questa tecnica
ha nella cura di molte patologie, senza dilungarmi troppo.

Nella tradizione cinese, i punti di riflessologia plantare corrispondono a quelli di


agopuntura.
"non piangere perchè una cosa finisce, sorridi perchè è accaduta". G.G. Marquez

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