KIERKEGAARD
Biografia
● nasce in Danimarca
● Muore giovane (44 anni)
● Ha una vita estremamente comune
● Famiglia semplice non benestante
● Padre pastore —> cristianesimo luterano
● Egli da molta importanza al tema religioso
● Nella sua famiglia c è qualcosa di cupo, sembra quasi una punizione divina —>
parecchie disgrazie
● senso di colpa e inadeguatezza che rimane sempre, senso molto pressante
● Studia teologia in linea con il padre
● Poi studia filosofia
● Viaggia in Germania
● Rifiuto nei confronti della filosofia sistematica (Schelling e Kant)
● Non si sposerà mai
● Personaggio polemico
Tema dell’esistenza
critica ad Hegel, in particolare al fatto che riconduce ogni fenomeno alla dialettica
dello spirito assoluto => in questo atto sbaglia il fatto di considerare l’essenza e non
l’esistenza
(Hegel non dà tanto spazio al singolo => il finito non esiste esiste solo in quanto
negazione . per lui non ci sono singolarità al massimo per lui c è l insieme, l’ umanità)
Kierkegaard si focalizza piu’ sull’esistenza
-essenza: propria dell’universale
-esistenza: propria del singolo
● esistere significa essere gettati nel nulla
● da cio’ due sensazioni: angoscia e disperazione
> angoscia= caratterizza tutta la vita dell’uomo ed e’ data dal fatto che la vita umana
sia caratterizzata dalle decisioni; decisioni implicano possibilita’; la mia scelta puo’
portare a qualcosa di positivo, come di negativo; di conseguenza c’e’ la possibilita’, sì
di qualcosa di positivo, ma anche la possibilita’ nel nulla; come tutto puo’ accadere, di
conseguenza nulla puo’ accadere; da qui l'angoscia del nulla
l’angoscia ha a che fare con ciò che non siamo noi —> noi che guardiamo al di là di noi
(rapporto tra il singolo e il mondo)
● ciò che non dipende da noi
● ciò che ci viene dal mondo
● ha a che fare con il futuro
● ha a che fare con la possibilità che
● indeterminata, è legata alla possibilità
≠ da paura che è più determinata, concreta
es. gesù
● ha paura sulla croce
● è angosciato di essere tradito
> disperazione
● non dipende dal mondo; è un rapporto di me con me
● quando l’io si rende conto della propria esistenza
● scissione essere e dover essere
● perché ci disperiamo?
○ perché proviamo a essere noi stessi (=scontrarsi con i nostri limiti, la
nostra solitudine)
○ oppure lottiamo contro noi stessi, scegliamo di essere altro (= non ci
realizzeremo mai)
si puo’ dare anche senso teologico all’angoscia: come inadeguatezza del singolo senza
la presenza di Dio e definibile anche come la fonte del peccato originale
Kierkegaard propone 3 vie per fuggire dall’angoscia: le prime due sono presentate
nell’opera “Aut aut”
Il genere di scrittura è simile a quello della letteratura. Scrive un diario e scritti sempre
attribuiti ad altri
Scrive :
1. Diario
2. Scritti di carattere religioso
3. Opere di carattere filosofico : pubblicate sotto pseudonimo ogni volta diversi
● Mantiene l’anonimato come se volesse lasciare spazio ad altre possibilità di vita
—> come se lui non volesse prevalere ma dare spazio anche ad altro .
● "Enten eller” : In un cassetto finge di trovare delle carte . Trova che alcune
trattano di questioni di Eros , altre sembrano scritte sul matrimonio (vita uomo
qualunque che ha sposato una donna —> lo pseudonimo in quest’opera è Victor
Eremita
● sa di non sapere, ama socrate —> distacco da ciò che sta presentando
“AUT AUT”
opera piu’ famosa di Kierkegaard
definisce due vie per fuggire dall’angoscia: la possibilita’ di scegliere fra la vita estetica
e la vita etica
La vita estetica :
-Ricerca dell'individuo di ricondursi alla bellezza e al piacere .
-vita estetica rappresentata dalla figura del Don Giovanni: aspira a vivere vita vissuta
istante per istante per istante (carpe diem); ma vivendo cosi’ e giacendo con ogni
donna, lui non ha mai vissuto davvero un istante e mai incontrato davvero una donna
=> esito nichilistico => non fugge dall’angoscia perche’ subentra la noia
-Leporello racconta la storia:
● Don Giovanni a ronta la vita con atteggiamento leggero, gioioso e ironico di
chi insegue il godimento immediato .
● Il don Giovanni sembra uno che sceglie ma in realtà non è così . Sono le
situazioni che scelgono lui perché lui vuole tutto , lui non può scegliere , tutte le
donne vanno bene
● Anima che vaga tendente un po’ alla disperazione —> continuare a stare dietro
agli eventi
● Le donne nell'opera si vendicano di don Giovanni
● pensa di essere libero e di scegliere, in realtà no. Don Giovanni è vincolato dai
suoi vizi
-filosofo spiega con questa storia che la vita estetica morde e fugge, don Giovanni non
sta costruendo nulla, non ha un ruolo sociale e non si identifica in nulla => disperazione:
non riuscire ad avere una personalità => da qui si genera la noia
La vita etica :
-rappresentata dall’ideale del Marito, che compie scelte radicali: legarsi per la vita ad
una sola donna, formare una famiglia, cercare un lavoro
-cio’ pero’ non risolve angoscia, perche’ sono scelte prese per seguire i dettami etici,
non per disposizione personale => disperazione
-eticita’ ti impone la scelta giuste
“TIMORE E TREMORE”
dove troviamo la risoluzione all’angoscia? dal pentimento nella vita etica si giunge alla
vita religiosa
vita religiosa
-rappresentata dalla figura di Abramo, che si a da totalmente alla volonta’ di Dio (ad
esempio dimenticandosi pure dell’etica: per Dio avrebbe sacrificato suo figlio)
-paradosso della fede
● il singolo, che e’ eticamente subordinato alle leggi universali, attraverso questo
rapporto con l’assoluto si trova ad essere superiore, all’universale, ha una
posizione privilegiata perché ha un rapporto con il divino
● attraverso l’esposizione totale all’altro radicale (Dio), all’interno dell’istante
l’uomo che si dedica alla vita religiosa riesce a superare l’angoscia e attraverso
questo legame col divino a gettarsi in un’angoscia totale, fino ad essere
arrivato ad un livello di altro talmente elevato (perche’ piu’ altro da noi di Dio
non c’e’ nulla), che giunge ad una decisione totalmente radicale, slegata dalla
vita terrena e quindi una decisione che non crea angoscia
-attraverso questa esposizione a Dio, il singolo riesce a trovare la sua singolarita’
autentica per sopportare mancanza di senso e di risposte alla vita: il singolo trova la
sua singolarita’ nel rapporto con Dio, quindi nella solitudine;
solo nel rapporto con dio puoi essere totalmente solo; un legame assoluto con
l’assoluto