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Kant

vita e pensiero di Kant
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IMMANUEL KANT (1724 - 1804)

3 opere fondamentali:
- Critica della ragion pura, 1781 → ragione che ragiona in termini astratti, ragione
teoretica (cosa possiamo conoscere)

- Critica della ragion pratica, 1788 → ragione che agisce moralmente (come possiamo
agire, cioè qual è la legge morale base, se esiste una legge morale universale che
vale per tutti)

- Critica del giudizio, 1790→ riguarda se il bello è oggettivo è soggettivo, riguarda la


filosofia estetica
Kant ha due obiettivi:
1. Gnoseologico: dimostrare che le leggi fisiche della natura sono necessarie e
universali → perché da quanto detto da Locke e Hume c’è il dubbio che le leggi
siano soggettive (prosegue così l’opera di fondazione del metodo scientifico che
va dalla rivoluzione scientifica a Locke, per opporsi però allo scetticismo
humiano.)
Nel contempo però vuole dimostrare i limiti della conoscenza umana, ponendosi
così tra il razionalismo panteista spinoziano e lo scetticismo humiano → al
contrario di spinoza e cartesio la conoscenza ha dei limiti

RAZIONALISMO SPINOZIANO KANT- si pone in mezzo SCETTICISMO HUMIANO


Platone, Sant’Anselmo, Cartesio, Aristotele, Empirismo epicureo,
Spinoza... Galilei, Hobbes, Locke, Hume...

La conoscenza umana può Non si può conoscere La conoscenza umana è


giungere alla razionale Dio, ma si possono estremamente limitata, con
dimostrazione dell’esistenza conoscere leggi Hume e Locke si mettono in
dell’assoluto, Dio universali e necessarie discussione le leggi della fisica.

2. Morale: Se il mondo è costituito da leggi universali e necessarie, di per sé l'uomo


non è libero. È come una pietra posta sul crinale di una montagna una volta che
per un impercettibile causa cade a sx, poniamo, tutto quello che ne consegue
non dipende che dall’iniziale casuale deviazione a sx.
Ciononostante per Kant l’uomo esercita nel mondo delle leggi necessarie anche
la sua libertà, e lo dimostrerà. Noi siamo frutto di concatenazioni di cause che mi
hanno portato a dove essere ora, il libero arbitrio non esiste, in qualche modo
può seguire ciò che le circostanze ci portano a fare. Se noi non siamo liberi ciò ci
toglie dalla responsabilità morale. Se non ci fosse la libertà come possiamo darci
responsabilità doversi → soltanto chi è libero può sentirsi in obbligo di fare
qualcosa, se io non fossi libero non avrei bisogno di avere doveri o obblighi e
non mi sentirei nemmeno in colpa. In teoria non esiste la libertà umana eppure ci
sentiamo in colpa, abbiamo delle responsabilità…
I risultati dell’operazione kantiana:
1. Kant dimostrerà che l’uomo è cittadino del mondo fenomenico (ciò che appare),
dove leggi fisiche necessarie sono conoscibili e determinano gli accadimenti,
anche quelli umani. In questo mondo le leggi sono conoscibili, ma la ragione
umana non può andare oltre l’esperienza (fenomeno). Nel mondo
dell’apparenza, dell’esperienza noi siamo determinati da leggi fisiche che si
possono conoscere

2. Come cittadino del mondo noumenico [nous in greco significa mente, qui
noumeno = ciò che è concepito dalla mente] (il mondo della sostanza in sé —>
che per Kant resta inconoscibile ) Kant dimostrerà che l’uomo è libero e deve
rispondere a leggi morali che non si trovano in natura, ma solo nella ragione
umana. Esiste quindi una legge morale razionale, esiste un’anima spirituale e un
Dio, anche se non lo si può conoscere. (Tra fenomeno e noumeno Kant
introduce un dualismo che assomiglia a quello cartesiano tra res extensa e res
cogitans)

→ noi siamo cittadini sia del mondo fenomenico (la libertà non esiste perché le leggi
fisiche ci condizionano) sia del mondo noumenico (mondo razionale, ideale) dove
sperimentano la nostra libertà, il nostro libero arbitrio

Critica della ragion pura, 1781

- Kant si pone un problema: perché la matematica e la fisica rispetto alla metafisica


(filosofia) funzionano e quest’ultima no
- Punto di partenza: la metafisica serie di considerazioni inconcludenti per cui essa
non ha un metodo in grado di farla progredire nel sapere.
- matematica e fisica sono una forma di conoscenza cumulativa, i loro saperi
progrediscono
- Perciò deve fare una analisi critica della ragione quando fa metafisica
- C’è un problema di metodo: la matematica e la fisica hanno un buon metodo, la
filosofia ha un metodo fallimentare, sbagliato→ qual’è il metodo adatto per la
filosofia, per evitare di moltiplicare le teorie filosofiche?
- Kant intende mostrare capacità e limiti della ragione… fin dove essa può arrivare.

- In particolare cercherà di rispondere alle seguenti domande:


1. Se l’uomo ha un’anima immortale
2. Se il cosmo è limitato o illimitato, eterno o creato, se in esso c’è libertà per
l’agire umano oppure no.
3. Se possiamo conoscere Dio.
- Anticipando la risposta: la filosofia teoretica che fa metafisica non può conoscere
Dio, né l'anima, ma nemmeno dimostrare che non esistono.
- Ma nell’ambito pratico Dio e l’immortalità dell’anima sono condizioni necessarie per
garantire l’azione libera e quindi morale dell’uomo.

Punto di partenza: IPOTESI di LAVORO


ovvero la rivoluzione copernicana nella conoscenza, in chiave gnoseologica :

Come si spiega la conoscenza, come conosciamo?


- secondo la filosofia tradizionale: il soggetto si adegua all’oggetto → significa che il
soggetto coglie l’essenza dell’oggetto
- secondo Kant invece l’oggetto si adegua al soggetto

FILOSOFIA TRADIZIONALE KANT

Nella conoscenza l’uomo si adegua Nella conoscenza l’oggetto si adegua


all’oggetto... all’uomo…

binomio: FENOMENO E NOUMENO


→ la mente di questo fenomeno coglie il noumeno
- Il fenomeno è la realtà come appare
- Il noumeno è la cosa in sé
→ noi conosciamo della realtà ciò che appare
→ la cosa in sé esiste ma non la conosco

- In realtà quando conosciamo nell’esperienza acquisita c’è qualcosa di razionale,


come se i fenomeni si adeguassero al nostro pensiero
- Esempio del software: i dati sensibili sono riconosciuti solo dalla forma mentale,
dalle categorie mentali che uso
- Esempio degli stampi dei biscotti, sono loro a dare la forma alla materia (esperienza)
- Esempio della rete del pescatore che pesca solo ciò che è filtrato dalla rete stessa.

- Lo spazio e il tempo, così come il principio di causalità, non esistono in natura, ma


sono modi di concepire la realtà, cui i fenomeni si adeguano
- si parla dell'IO LEGISLATORE DELLA NATURA
→ l’uomo crea le leggi per la natura
→ le leggi si inventano non si scoprono → le conoscenze scientifiche leggono i dati
della realtà interpretandoli → diverse teorie spiegate da diversi punti di vista
→ lo scienziato interpreta i fenomeni, inventa le leggi, le applica alla realtà per
vedere se funzionano

Conseguenze:
- il mondo fenomenico è soggetto a leggi di natura perché è plasmato dalla mente
umana. Spazio, tempo e leggi fondamentali sono filtri con cui il fenomeno è
filtrato…→ lo spazio e il tempo sono due intuizioni pure con cui noi conosciamo la
realtà, secondo kant spazio e tempo sono un modo per vedere le cose, non sono la
realtà, spazio e tempo sono soggettivi
- la conoscenza è soggettiva (perché non è legata all’oggetto, ma al soggetto, perché
le intuizioni si riferiscono al soggetto) e universale (perché siamo tutti esseri umani e
abbiamo tutti lo stesso modo di vedere le cose)

- Questo consentirebbe, dato che è ancora una ipotesi di lavoro, alla scienza di
vantare leggi universali e oggettive.

SCHEMA DELLA Critica della ragion pura

Estetica trascendentale Analitica Dialettica Trascendentale


(come conoscono i sensi) trascendentale (come (come conosce la ragione)
conosce l’intelletto)

FACOLTA’ leggi fondamentali della Intelletto: ho esperienza, Ragione, idee: intelletto


conoscenza sensibile: il penso ad essa (la che vuole ragionare senza
bambino conosce con i ricordo) esperienza
sensi (1^ approccio
empirista)

INTUIZIONI funziona con le intuizioni intelletto usa 12 Le idee regolative: Dio,


PURE: modo SPAZIO-TEMPO CATEGORIE mentali anima, mondo→ cerco di
(prerogative dell’uomo) (appartengono ordinare il metasensibile
all’intelletto non alla pensando che esistano
realtà - sono il nostro queste cose oltre-fisiche →
modo di concepire la quando la ragione va oltre
realtà) l’esperienza crolla (ognuno
dice la sua)

SCIENZA sulla base dell’estetica sulla base delle 12 METAFISICA (si può fare?
FONDATA nasce la MATEMATICA categorie mentali nasce no non è possibile )
FISICA
- Si può fare matematica e fisica contro lo scetticismo di Hume ma non si può fare
metafisica
- Come la colomba ce4rca di volare dove non c’è aria e cade, l'intelletto che cerca di
conoscere la metafisica facendo a meno dell’esperienza casca in errore, sbaglia
- Significato di “trascendentale” = ciò che rende possibile una conoscenza, le
prerogative che la permettono, la sua caratteristica fondamentale.

ESTETICA → studia la sensibilità (come conosciamo empiricamente)


- Studia la percezione, la sensibilità.
- Quando conosciamo sensibile, noi esprimiamo GIUDIZI
- I giudizi possono essere GIUDIZI A PRIORI = che non derivano dall’esperienza, che
si ricavano dalla logica interna. (es. il cerchio è una circonferenza)
- oppure A POSTERIORI = che derivano dall’esperienza. (es. ho visto un elefante)
- Inoltre essi possono essere ANALITICI = che non aggiungono nulla di nuovo alla
conoscenza (es. il cerchio è una circonferenza)
- SINTETICI = che aggiungono qualcosa di nuovo alla conoscenza.

- Quando facciamo esperienza quand’è che possiamo formulare giudizi scientifici?


che permettono di progredire nella conoscenza con certezza assoluta?

*analitici a posteriori non esistono→ è una ridondanza

GIUDIZI SINTETICI A GIUDIZI ANALITICI A GIUDIZI SINTETICI A PRIORI


POSTERIORI PRIORI

Aggiungono qualcosa alla Non aggiungono nulla Aggiungono qualcosa di nuovo


conoscenza, ma derivano solo all'esperienza, ma sono alla conoscenza e si basano
dall’esperienza assolutamente certi su PRESUPPOSTI
Non mi permette di avere una (tautologie). Non si CONOSCITIVI UNIVERSALI
conoscenza universale, è una aggiunge nulla di nuovo. (che fanno parte del pensiero
conoscenza empirica, non è universale. non ci umano)(a priori).
posso generalizzarla, proprio permette di prodreghire Posso universalizzare il mio
perché parto dall’esperienza. nella conoscenza giudizio.

es. Dietro di me c’è un es. Il cerchio è una figura es. 2 + 6 = 2 alla terza...
elefante. i cui punti distano i principi della geometria, della
ugualmente dal centro. matematica e della fisica.

- I primi due non sono scientifici , il primo si basa sull'esperienza individuale, nel
secondo si ricava una conoscenza a partire da un concetto che già possiedo
- Il giudizio sintetico a priori è l’unico scientifico
- Secondo kant la conoscenza scientifica mette insieme teoria e pratica, soggetto e
realtà, conoscenza e esperienza
- Le intuizioni pure di spazio e tempo + il fenomeno
→ GIUDIZIO SINTETICO A PRIORI: scientifico perché aggiunge qualcosa di nuovo
alla mia conoscenza ma si fonda su delle categorie a priori che sono lo spazio e il
tempo. La fisica e la matematica funzionano, sono valide proprio perché si basano
su spazio e tempo
- Le forme della conoscenza: intuizioni pure di spazio e tempo
- Cosa rende veri, a priori i giudizi della geometria? come fanno a valere sempre e ad
essere veritieri?
- Grazie allo spazio→ se no non potrei conoscere i fenomeni collocati nello spazio
- Lo spazio non è un dato frutto di esperienza, perché per vedere le cose collocate
nello spazio devo presupporlo (contro Newton - x lui nella realtà esiste lo spazio
vuoto, ma secondo Kant lo spazio esiste soggettivamente).

La rivoluzione della metafisica e le basi della moralità: Brano pag. 362


introduzione
- L’esito della critica della ragion pura è conoscere la realtà soltanto nell’ ambito
fenomenico
- Quei temi che non si possono conoscere scientificamente diventano necessari nel
mondo morale → la mia ragion pratica deve èresuppre la libertà, l'esistenza di dio
per giustificare i comportamenti umani, però non lo dimostrerà mai
- La ragion pratica è la morale, ragiono su come comportarmi
- Sul piano razionale non posso conoscere dio , ma sul piano morale è possibile
recuperare queste dimensioni
brano
- Ci si potrà sicuramente convincere che la metafisica è ancora ben lontano da aver
preso un cammino della scienza→ la metafisica non è scienza
- Essi compresero che la ragione arriva a vedere solo ciò che essa stessa produce
secondo il suo progetto r. 24 → lo scienziato trova quello che cerca, a per cercare
deve averlo presupposto
• empirista→ esperienza
• kant→ teoria+pratica: la ricerca scientifica è un mix di teoria e pratica
→ io legislatore della natura: è l'uomo che impone le leggi alla natura
- lo scienziato deve costringere la natura a rispondere alle sue domande → l’uomo è
attivo
- Se io faccio esperienza a caso non posso collegare i fenomeni in una legge
necessaria→la natura si adegua alla ragione
- Io non percepisco passivamente ciò che la natura mi dice, sono io che detto leggi
alla natura
- Anche la fisica ha iniziato ad essere produttiva con la riv scientifica di galilei → è
diventata scientifica perché hanno smesso di andare a caso e hanno cercato di
imporre alla realtà fisica le leggi che venivano anticipate→ le leggi scientifiche sono
imposte dall’uomo e imponendole all’oggetto queste leggi sono universali
- La metafisica come un campo di battaglia dove unos is contra con l’altro ma
nessuno ha ragione

- 2 domande: perché la metafisica non è universale? e perché l'uomo ha l’aspirazione


di certe domande ?
- Come hanno funzionato la fisica e la matematica vediamo se può funzionare la
metafisica. Per trovare una via d'uscita ai fallimenti della metafisica proviamo a fare
un capovolgimento ammettendo che debbano essere gli oggetti a regolarsi alla
nostra conoscenza
- ma ragionando come un empirista hanno ragione gli empiristi dicendo che non si
possono ricavare leggi universali dall’esperienza, ma se si adottano modi a priori
della conoscenza le cose sono diverse , si possono ricavare leggi scientifiche
universali se c’è un ‘a priori' nella conoscenza (ovvero intuizioni pure di spazio e
tempo)

Brano p. 369 sull’intuizione pura di spazio righe 1-26


- Lo spazio è assoluto ma non nel senso newtoniano
- per poter distinguere due oggetti devo poter avere l’idea dello spazio
- La geometria è una scienza che determina le proprietà dello spazio sinteticamente e
a priori

Brano p. 370 sull’intuizione pura di tempo righe 1-24


- Lo spazio è una forma trascendentale di conoscenza della realtà.
- Lo stesso vale per il tempo. Quando colloco gli oggetti e gli avvenimenti nel tempo li
colloco secondo una linea del tempo fatta di istanti, secondo un prima, adesso e poi
stabilendo così una successione di punti temporali. Dal tempo e da questa
successione nasce l’aritmetica.
- L’apriorità dello spazio garantisce l’universalità dei principi geometrici.
- L’apriorità del tempo garantisce l’universalità dei principi matematici.

- Quindi il processo conoscitivo funziona come spiegato a p. 299


schema p. 299
- secondo Kant a noi non importa la sostanza, ciò che conta è che i fenomeni
vengano ordinato da 2 intuizione pure
- nel momento in cui i contenuti fenomeni si trasformano in concetti manipolandoli
allora passo al livello dell'intelletto
- L'intelletto è il fondamento della fisica
ANALITICA TRASCENDENTALE → studia l’intelletto
La conoscenza sensibile non basta. Come si spiega il nesso nel principio di
causalità? come si spiega la permanenza degli oggetti?
- La risposta risiede nell’intelletto che con le sue 12 categorie consente di avere delle
aspettative sui fenomeni.
- ESTETICA →riguarda SENSIBILITA’ → intuizioni pure di spazio e tempo
- ANALITICA → riguarda INTELLETTO → forme pure o concetti o categorie

1. Quante sono.
- Le categorie aristoteliche erano 10 e si trovano nella realtà → categorie della
sostanza
- Le categorie kantiane sono quelle aristoteliche, perfezionate, precisamente 12 e si
trovano nell’intelletto.
- si dividono in QUANTITÀ, QUALITÀ, MODO, RELAZIONE. p 302 → sono categorie
dell’intelletto

2. Perchè le applichiamo sempre?


- Quando facciamo esperienze percettive, abbiamo bisogno di sintetizzare in un’unica
immagine un flusso continuo di sensazioni che in sé non dicono nulla, ma che
raggruppate in concetti o categorie permettono la “visione” intellettiva del mondo →
queste sensazioni le devo mettere in ordine, è a questo che servono le 12 categorie
Esempio
- Somma di sensazioni = è la somma di singoli fotogrammi a se stanti
- Visione intellettiva con le categorie = è il film che i singoli fotogrammi letti ad una
determinata velocità permettono di “vedere”.
- Quando vedo il fuoco che brucia la carta non “vedo” solo sensazioni specifiche dei
due fenomeni, ma vedo la “sostanza” fuoco, vedo la sua realtà unitaria (l’unità della
quantità), i suoi accidenti (che è caldo, che si muove, gli accidenti della relazione),
“vedo” il nesso causale...ecc…→ le cose che vedo si riferiscono al mio software

L’Io penso o appercezione trascendentale


- l’io penso è l'autocoscienza: io so quello che sto facendo
- ogni atto intellettuale è accompagnato dall’io penso
- l'io penso è una definizione dell’autocoscienza, accompagna ogni mia conoscenza
- Noi possiamo stabilire che c’è un'entità che accompagna le nostre azioni, come
un’autocoscienza → Io penso
- Kant sostiene che ogni giudizio conoscitivo dell’intelletto (“il fuoco sta bruciando la
carta…”) è accompagnato dall’appercezione trascendentale, o io penso, ovvero dalla
coscienza di star pensando qualcosa → ogni mio atto conoscitivo è accompagnato
dall’autocoscienza. Esiste un'autocoscienza che fa sì che io possa dire che le
diverse sensazione della giornata siano le mie sensazioni
- Come se a presiedere ogni atto conoscitivo intellettivo ci fosse la coscienza o
l'autocoscienza dell’atto che Kant chiama appunto io penso.
- L’Io penso accompagna ogni nostro giudizio e ogni giudizio per questo è un “mio”
giudizio.

3. Come le applichiamo ai fenomeni. // non studiare


Come colleghiamo le categorie ai fenomeni?
La regola con cui l’intelletto associa una categoria ad una serie di sensazioni si chiama
SCHEMATISMO TRASCENDENTALE

→ Con la facoltà dell’immaginazione, l’intelletto dispone in base a degli schemi temporali i fenomeni
che registra come sensazioni e ricava i concetti. La conoscenza concettuale o intellettuale è una
conoscenza che sfrutta l’intuizione interna del tempo.

La serie di sensazioni che permane nel tempo è una sostanza

La serie di sensazioni che ha un grado, una è una quantità


quantità intensiva

La serie di sensazioni che mutano al mutare o è una relazione o un rapporto di causa-effetto


alla presenza di un'altra serie di sensazioni nel
tempo

- la sostanza, la quantità , il rapporto causa-effetto che sono categorie dell'intelletto sono in realtà frutto
dell'immaginazione che grazie all’intuizione pura del tempo le ordina menatelmente
Brano pag. 373 righe 1 - 6
- Interessante notare che per K. l’intuizione pura dello spazio regola l’ordine dei fenomeni esterni, che
si presentano appunto secondo una disposizione spaziale (è l’intuizione esterna), mentre l’ordine con
cui applichiamo le categorie ai fenomeni è sulla base della loro disposizione temporale (la causa
viene prima dell’effetto, la sostanza è un fenomeno permanente nel tempo…). Perciò il tempo è
l’intuizione interiore.

- Per Kant, per concludere, gli schemi dello schematismo trascendentale fanno da ponte tra i fenomeni
e le categorie e sono regolati dall’immaginazione.

OGGETTO DELLA fenomeni schematismo categorie


CONOSCENZA trascendentale
SENSIBILE

FACOLTA’ sensibilità immaginazione intelletto


- l’oggetto della conoscenza sensibile sono i fenomeni e con lo schematismo trascendentale passo alle
categorie
- dalla sensibilità con l'immaginazione passo all'intelletto
- con la sensibilità conosco i fenomeni
- con l’immaginazione attuo lo schematismo
- con l'intelletto manipolo le categorie
Il principio di causa-effetto e lo scetticismo di Hume (p. 307/308)
- Secondo Hume noi non possiamo essere sicuri che la successione di due
avvenimenti sia necessaria secondo il principio causale, perché il nesso causale noi
non lo percepiamo, percepiamo solo un continuo flusso di sensazioni.
- il nesso causa- effetto è un mio modo di ordinare il fenomeno e diventa scientifico
quando tutti noi utilizziamo lo stesso software
- Invece secondo Kant quando la nostra percezione registra un cambiamento (per es.
una nave che lungo un fiume percorre il fiume da est verso ovest) noi “ci aspettiamo”
che la nave si troverà ad ovest e non ad est perché il cambiamento è “interpretato”,
“letto”, “colto” secondo un nesso causa-effetto che è il nostro modo di catalogare,
filtrare e “leggere” i dati sensibili.

Conclusione
- Distinzione tra fenomeno e cosa in sé…
- Cosa in sé come concetto limite: non è conoscibile, ma deve esistere
necessariamente, ma fuori dallo spazio e dal tempo.
- a noi il mondo in sé, la sostanza sfugge, abbiamo a che fare solo con fenomeni
- non è possibile conoscere il mondo nella sue essenza, ne conosciamo il riflesso che
per noi risulta essere comunque oggettivo
→ idealismo trascendentale = la conoscenza delle proprietà degli oggetti non
dipende dalla conoscenza oggettiva della realtà, ma dalle caratteristiche della nostra
mente.

Conclusione sul libro pag. 310: Il senso della rivoluzione kantiana


- è ovvio che noi presupponiamo la cosa in sè, noi non conosciamo il
manichino, a realtà in se stessa ma ne conosciamo il fenomeno
- tu non puoi dire che le cose in sé esistono, conoscendo solo il fenomeno, ma
kant gli fa dire che le cose in sé dobbiamo presupporre se no non
esisterebbero i fenomeni e questa fonte è la cosa in sè, il noumeno che esiste
fuori dallo spazio dal tempo → se c’è un raggio di luce ci deve essere una
fonte
DIALETTICA TRASCENDENTALE → anima, mondo, Dio
- le idee regolative: idee di anima, di mondo e di Dio
- metafora della colomba: come vola una colomba? perché c’è l’attrito dell’aria ,
l'intelletto è come una colomba che quando va oltre l’esperienza pretende di volare
ancora ma in realtà l'intelletto senza esperienza non conosce
- la sensibilità, l’intelletto conoscono veramente l’esperienza
- ma quando la ragione cerca di andare oltre l’esperienza come una colomba che
cerca di volare senza atmosfera, cade a terra

Idea di anima insieme della totalità dei fenomeni interni al PSICOLOGIA


soggetto pensante, l’anima è la coscienza RAZIONALE

Idea di mondo insieme della totalità dei fenomeni esterni al COSMOLOGIA


soggetto pensante RAZIONALE

Idea di Dio la Causa prima del mono stesso TEOLOGIA RAZIONALE

Intuizioni, categorie, idee - sensibilità, intelletto, ragione


sensibilità intuizioni di spazio e tempo esperienza

intelletto categorie esperienza

ragione idee di anima, mondo, Dio a priori

Critica della psicologia razionale (=coscienza)


- Confusione tra anima come sostanza e io penso: l’io penso esiste come facoltà
conoscitiva ma non posso sapere se è una sostanza…
- errore: il confondere l'autocoscienza con una realtà sostanziale che valga per sè
stessa→ perchè si attribuisce la sostanza anima ad un facoltà, l’autocoscienza,
senza avere esperienze dell’anima
- non si fa esperienza dell’anima, l’errore è pensare che l'autocoscienza sia una realtà
a sé stante, si confonde l’io penso con l’anima

Critica alla cosmologia razionale


- Quando si cerca di spiegare il cosmo nella sua totalità si cade in 4 antinomie →
origine, divisibilità del mondo, se c’è principio ordinatore, se Dio è un ente
necessario o contingente (=contraddizioni, opposizioni irriducibili)
- queste 4 antinomie sono irrisolvibili → non si avrà mai una prova provata
- non c’è una prova empirica per decidere quale tesi sostenere → non abbiamo le
esperienze per dare una risposta
- p. 314 schema della antinomie.
- La metafisica quando vuole prendere in esame il mondo casca in 4 antinomie
- Le tesi sono frutto dell’interpretazione religiosa
- La scienza sostiene le antitesi

- Tra religione e scienza non si può dare una risposta perché nessuna delle due ha
esperienze di quello che si afferma→ le 2 tesi rimangono sospese e una contraria
all’altra, non si sa a chi dare ragione

- Non abbiamo gli strumenti per prendere posizione né per una tesi, né per l’altra →
non si può dire chi ha ragione
- Noi non possiamo avere esperienze del mondo nella sua totalità → l’universo
totalmente inteso non lo conosciamo, perciò non possiamo avere esperienze del
mondo nella sua totalità
- Secondo Kant precisamente le prime 2 antinomie sono entrambe false
- Secondo lui non c’è modo di pronunciarsi
- Le tesi rappresentano la concezione "religiosa"
- Le antitesi quella “scientifica”...

- Critica: una determinazione per una tesi o per l’altra ci è preclusa perchè non
abbiamo esperienza del mondo nella sua totalità…

Critica alle prove dell’esistenza di Dio


- Contro la prova ontologica (parte dell’idea di dio, a priori): salto indebito nella realtà,
passaggio indebito dalla logica all’ontologia→ kant la smonta
critica: cartesio- io penso a dio , dio è un essere perfetto, deve avere l’esistenza per
logica→ secondo kant no (sul piano logico-teorico cartesio ha ragione, ma su quello
partico no), dio non l’ha mai visto, non dice nulla della realtà.
L’errore è il salto indebito che si fa dall'emporio al teorico, salto indebito dalla mente
alla realtà. La conoscenza scientifica non prescinde dal fenomeno

- Contro la prova cosmologica (a posteriori): di causa in causa risalgo all’ultima causa


(es big bang), ma poi presuppongo un ente necessario (Dio) che abbia creato l’inizio
e abbia messo in essere il big bang. Di nuovo K. critica il salto indebito dal piano
logico al piano ontologico, passaggio indebito dal pensiero all’essere.
Io vado di causa in causa dal big bang a dio, ma non è detto che siccome c’è il big
bang ci deve essere un creatore Dio -

- Contro la prova teleologica (da telos = scopo, fine): il mondo è stato creato per
qualcosa, c’è un Architetto. La vita è garantita sulla terra da una serie di coincidenze
che ci fanno riflettere se sia veramente frutto del caso o ci sia un ‘architetto’ dietro.
...critica: di nuovo il passaggio indebito oltre l’esperienza.

Brano a pag. 379


- Metafora della colomba: l’intelletto come una colomba: una colomba non vola
senza atmosfera così senza esperienza la ragione non conosce

Critica della ragion pratica, 1788

Critica della ragion pura pars destruens...

Critica della ragion pratica (etica) pars construens...

Critica della ragion pura si occupa della mente quando pensa


Metafisica della natura: insieme delle regole razionali che regolano
la nostra conoscenza.
A partire dalla realtà, dall’esperienza, per cui una ragion pura (senza
esperienza) va criticata
È un giudizio critico sulla ragione che pretende di essere pura ma
fallisce

Critica della ragion pratica si occupa dell’uomo quando agisce


Metafisica dei costumi (= dei comportamenti, dell’etica): insieme
delle regole morali, delle leggi, degli obblighi, che regolano la nostra
azione.
Ma non a partire dalla realtà, dall’esperienza, per cui una ragion
etica “pratica” (che agisce in base alla convenienza concreta) va
criticata

1. La metafisica come disposizione naturale


→ siamo in qualche modo predisposti a pensare che esista una libertà che ci
permetta di scegliere bene e male
→ scegliendo il bene pensiamo di essere premiati da dio ma per fare ciò dovremo
essere immortali

- La metafisica come slancio spontaneo alla ricerca di senso oltre l’esperienza


esiste…
- Quali interessi ha la metafisica?...la libertà, Dio, l’eternità....
- La libertà: per scegliere tra il bene e il male devo essere libero.
- Dio: chi sceglie il bene deve poter aspirare ad un premio, alla giustizia, perciò
pretendo che Dio esista.
- L’immortalità: se deve esistere un Dio che premia il giusto, dopo la morte devo
continuare a vivere.
- La ragione teoretica ci spiega che tutto il mondo è una concatenazione causale di
nessi di cui non si ha coscienza piena (idea del mondo), di cui non si conosce la
causa prima (dio) per cui l’uomo non è libero.
- La ragione teoretica non sperimenta dio, per cui essa non esiste
- Sul piano teoretico dio non è conoscibile ma sul piano pratico avremo questa
esigenza, sentiamo l’esigenza di una vita dopo la morte, di essere premiati da Dio
ecc. → metafisicamente abbiamo queste esigenze ma teoreticamente queste
esigenze non hanno un fondamento

- L’essere umano è l’unico essere che si pone la domanda di Dio → nell'aspetto


umano c’è una sentimento di ricerca→ ma ciò non dimostra nulla

- La domanda metafisica trova una risposta nella morale→ Kant dà per scontato il
bene e il male→ noi tutti sappiamo che quando agiamo non tutte le cose sono bene
o male → riteniamo che bene e male esistono
→ esiste un criterio di condotta, una legge di condotta → l’uomo è pensato di fronte
due alternative: bene o male
- ma esiste una regola comune che può valere per tutti ? → per kant il male o il bene
non si scoprono oggettivamente, ma scopro in me una regola di condotta→ per Kant
esiste una legge autonoma (che viene da me, devo darmela io a me stesso)

→ se seguiamo questa regola ci comportiamo tutti alla stessa maniera → quando mi


trovo di fronte a qualsiasi comportamento dovrei chiedermi se vorrei che tutti si
comportassero così…( continuazione più avanti)
Ma la morale è un’esperienza reale! → la morale esiste, la gente si dà una regola
e cerca di rispettarla
- Giusto e ingiusto, bene e male sappiamo tutti che esistono
- E anche per quanto riguarda la libertà “sappiamo” di essere liberi perché possiamo
scegliere
- Cfr l’esempio platonico della banda di ladri…
- Solo chi è libero può sentirsi in colpa, avere rimorsi, o darsi degli
obblighi…(l’animale, come un cane non può avere sensi di colpa, non ha
responsabilità, il cane non è educato [da e-ducere], ma addestrato…)
- Ciononostante la metafisica teoretica non può che limitarsi a sospendere il giudizio
(agnosticismo) sulla morale e sulla libertà…
- Un’altra metafisica, quella pratico-dogmatica può dirci qualcosa in merito, non però
sulla natura umana (chi è l’uomo, domanda senza risposta?) ma sul suo destino,
sulla sua destin-azione (visione esistenziale), su ciò che deve fare, ciò verso cui
deve andare
- Non so chi sono filosoficamente, ma so come devo comportarmi.
- Non so se e dove giungerò, ma so quale direzione prendere.
2. La morale come via per scoprire la mia destinazione
Che cosa rende la vita degna di essere vissuta? Qual è la destinazione dell’uomo
nel mondo? Cosa dà valore alla vita dell’uomo nel mondo?
→ se io nella mia vita posso scegliere che strada prendere la domanda è qual è il
criterio che dovrebbe guidare queste scelte

a) Il sapere è il fine ultimo della nostra esistenza…?


b) La felicità…?
c) La volontà buona, la bontà…?
(pag. 322)
- scegliere per essere felici e per il piacere è un po’ egoista
- l’essere umano dovrebbe coltivare una volontà buona → è la volontà che dà vita al
bene

Perché la volontà buona ha un valore assoluto? cos’è una volontà buona?


a) Ha un valore assoluto perché tutto il resto può essere vissuto in modo
strumentale...
L'intelligenza…
La generosità…
La felicità…

- La felicità del malvagio ci ripugna (ammesso che sia veramente felice), la generosità
che dilapida i beni o accontenta solo gli amici ci disgusta, l’intelligenza usata per fare
del male ci offende…→ non scegliamo per essere intelligenti, felici, generosi perché
non è il bene ultimo
- Solo una volontà buona merita la felicità, perché non c’è nulla di
incondizionatamente buono al di fuori della volontà buona
- La volontà buona è buona per se stessa, per essere buona, non per altri fini. Per
questo ha un valore assoluto→ il criterio massimo di condotta è che la mia volontà
sia buona

b) Ma cos’è una volontà buona?


- La volontà buona è quando agisci per dovere, quando sia pur libera di scegliere,
agisce per un obbligo razionale.
- L’uomo potrebbe essere soggetto a passioni, emozioni, desideri, condizionamenti
ecc…, ma sa che per agire bene deve seguire la legge, il dovere che la ragione si
autoimpone.

- L’azione buona, la volontà buona implica il rispetto per alla legge.


Sul piano razionale teorico le mie Ma sul piano pratico (morale) io so benissimo come
azioni sono spiegate da agire e so che l’azione buona è quella che segue una
concatenazioni causali che non legge, una legge che mi autoimpongo, che evita i
implicano la libertà condizionamenti esterni e per la quale sono imputabile
di giudizio (buono o cattivo).

- La legge morale è quella autoimposta e solo in questo senso la mia volontà può dirsi
auto-noma, quindi libera.
- La libertà consiste nel darsi una legge, razionalmente, senza condizionamenti.
- La libertà equivale all’obbedienza.

Come si definisce una legge morale


Dalle massime: se… allora → le massime sono soggettive
→all’imperativo categorico: 3 formule che si chiamano ‘regola aurea’

- La massima è una disposizione acquisita dall’educazione o per abitudine che


l’individuo soggettivamente si dà per fare scelte buone.
Es.: se vedo una persona in difficoltà, cerco di aiutarla; a domanda rispondo sempre
dicendo la verità; non copio in classe…

- La massima morale soggettiva diventa una legge morale, cioè un IMPERATIVO…


…quando con la ragione mi chiedo se essa possa valere per tutti in ogni tempo.
Se la risposta è sì, allora diventa un imperativo, che fa passare il soggetto dal piano
individuale al piano universale della razionalità che accomuna tutti gli uomini in
un’unica comunità.
Obiezione di Gianluca (VCSA): non è detto che se una legge mi obbliga ad un certo
comportamento sia automaticamente universalizzabile. Ovvero, magari esiste una morale,
ma essa è soggettiva, io non posso imporre agli altri quello che per me è un dovere. E’ un
dovere solo per me.
Insomma, la visione individualistica sottesa a questa obiezione intende che non possa
esistere una morale universale, ma solo soggettiva e tutt’al più comunitaria.
Risposta: nel momento in cui cerco di educare la mia volontà a essere una volontà buona
cioè a comportarsi bene, ricerco un imperativo che è tale per me non come individuo
particolare, ma come uomo. Non perseguo i miei interessi particolari, altrimenti la mia
volontà sarebbe interessata, condizionata, ma in quanto pura, svincolata da interessi
contingenti personali essa si presenta come una volontà umana, quindi una volontà che
potrei apprezzare in ciascuno dei miei simili.
In altre parole di fatto di solito quello che per me è assolutamente buono e giusto è
impossibile che lo accetti come disprezzato negli altri perchè io non lo reputo buono solo per
me, ma anche per l’uomo che io rappresento, per l’uomo che è in me. E’ un’esigenza di
moralità che sperimentiamo ogni giorno, altrimenti non ci metteremmo a giudicare il
comportamento di un santo rispetto a quello di un serial killer…
IMPERATIVI IPOTETICI IMPERATIVI CATEGORICI

Se ...allora... Devi

SE vuoi imparare a suonare il piano, Mantieni le promesse!


DEVI studiare

T 11 La volontà buona come valore assoluto p. 380

Le tre formule dell’imperativo categorico: regola aurea

1. Agisci come se tu fossi il Legislatore del mondo


2. Agisci come se quello che decidi di fare diventasse legge universale, come se la
tua legge dovesse valere per tutti
3. Agisci trattando l’uomo come fine e non come mezzo, agisci facendo agli altri
quello che vorresti facessero a te

- Kant chiede come dovrebbe agire un essere umano


- Rispetto a delle morali religiose imposte dall’alto kant le rivoluziona, la morale deve
essere auto imposta perché la vera libertà consiste nell'obbedienza→
nell'obbedienza a te stesso ovvero coltivare la propria natura animale e razionale →
ovvero quando non coltivo ose personale ma quando coltivo la morale che penso
possa essere universale
- Per kant la morale dovrebbe essere universale seguendo le 3 formule

Caratteristiche delle 3 leggi: →importante!


● Formale e non materiale→ ti dice come pensare all’etica e non cosa pensare,
come pensare prima di agire, mi devo chiedere cosa vorrei che facessero gli altri
nella mia situazione
● Legge autonoma→ non è eteronoma, me la dò io, è la persona che se la
autompimone, le idee morali le ho prese perché razionalmente penso che sia un
modo universale
● Legge universale che istituisce un regno dei fini e della razionalità→ considera
la razionalità comune
● Incondizionato→ non è che agisco così per essere felice, ma agisco così
perché si deve agire così, è giusto così
● Intersoggettiva→ perché mi obbliga a tenere conto degli altri, a considerare
come fondamentalmente umana la convivenza con gli altri
● Conta l’intenzione: la bontà dell’azione morale risiede nell’intenzione.
fondamentalmente non conta il risultato o se hai avuto successo ma l’intenzione
che tu hai
- Le formule dell’imperativo categorico, p. 332
- Il capovolgimento della morale platonica: non vogliamo il Bene perché è buono, ma il
bene è buono perché lo vogliamo.

Leggere la sintesi pag. 335: i capisaldi della morale kantiana.

Problema: bene supremo e bene sommo…


● Bene supremo: virtù che si realizza con la volontà buona→ il bene supremo è
la buona volontà
● Bene sommo: virtù corretta + la felicità→ ci aspettiamo che comportandosi
bene arrivi anche un premio (come una serenità personale) → ma nella vita
questo spesso non succede (es. Gesù, Gandhi, Socrate)

- La morale orienterebbe la volontà al bene sommo, la volontà buona dovrebbe


garantire il raggiungimento della virtù e insieme della felicità

- Probabilmente io non posso dimostrare che metafisicamente dio esiste e che siamo
eterni però ho l’esigenza di un premio che spesso non si riceve e ciò mi porta a
pensare che dopo la morte ci sia una vita eterna e ci sia un dio che premi le mie
azioni che ho compiuto nella terra → dio e l’eternità non sono dimostrate ma sono
ragionevoli nel piano pratico, infatti è ragionevole sperare che la mia esigenza di
bene sommo possa essere garantita, se non nella terra, dall'esistenza di dio
nell’aldilà

- Perciò Kant introduce il concetto dei postulati della ragion pratica → sono delle
ipotesi ragionevoli
● Dio
● L’immortalità dell’anima
● La libertà umana.

Lettura pag. 340

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