FILOSOFIA :
Pierre Janet, professore al College de France, psicologo, 1889 France, sosteneva il ruolo fondamentale dei traumi psicologici sulla frammentazione dello spirito e anticipava di poco
Freud nell’affermare l’importanza dei ricordi subconsci nella quotidianità.
Freud (1856-1939). Freud nasce in Austria nel 1856 da genitori ebrei. Successivamente la famiglia si trasferisce a Vienna dove Freud intraprende con successo gli studi di medicina
fino a conseguire la libera docenza in neurologia. A cavallo del secolo, il giovane medico si mette in luce per una brillante quanto innovativa teoria sull’isteria, individuandone le cause
non in una ragione organica, bensì psicologica, approfondendo contemporaneamente il metodo dell’ipnosi che, però, successivamente abbandonerà quando elaborerà la propria
teoria psicologica chiamata psicanalisi. Grazie a innovative metodologie di indagine e ardite ipotesi teoriche (inconscio, pulsioni e complesso di Edipo, su tutte) Freud diventa uno dei
medici e degli intellettuali più influenti del ‘900. Nel 1923 gli viene diagnosticato un tumore alla mascella che lo condiziona per il resto della sua vita, che termina con la morte a
Londra nel 1939.
Sigmund Freud, padre della psicoanalisi, ha rivoluzionato il nostro modo di comprendere la mente
umana attraverso la propria teoria della psiche strutturata in tre istanze principali: l’Io, l’Es e il
Super-Io. Questi tre elementi rappresentano differenti aspetti della personalità e sono
costantemente in interazione tra loro, determinando il comportamento e le decisioni di un individuo.
L’Es è l’istanza più primitiva e istintiva della psiche. Rappresenta le pulsioni primordiali e le
necessità biologiche, come la fame, la sete e il desiderio sessuale. L’Es opera secondo il
principio del piacere, che cerca di soddisfare immediatamente queste pulsioni senza considerare
le conseguenze o la realtà esterna. È una forza cieca e impulsiva che desidera solo soddisfazione.
L’Io, d’altro canto, rappresenta la parte conscia e razionale della mente. È la nostra “facciata”
esterna, l’aspetto della personalità che interagisce con il mondo esterno. L’Io opera secondo il
principio della realtà, cercando di mediare tra le esigenze impellenti dell’Es e le restrizioni del
mondo esterno. L’Io comprende la necessità di posticipare la gratificazione, prendere decisioni
ponderate e comportarsi in modo socialmente accettabile.
Il Super-Io agisce come un giudice o un controllore interno, rappresentando i valori morali e le
norme sociali introiettate durante l’infanzia, in gran parte attraverso l’educazione dei genitori e delle
figure autoritarie. Il Super-Io si sforza di far sì che l’Io aderisca a questi standard, spesso
attraverso sentimenti di colpa o vergogna quando si agisce in contrasto con questi valori.
La dinamica tra queste tre istanze è al centro della teoria freudiana della personalità. I conflitti tra
l’Es, che cerca gratificazione immediata, l’Io, che tenta di navigare nella realtà, e il Super-Io, con le
sue aspettative morali, creano tensioni e ansie che possono manifestarsi in varie forme di disturbi
psicologici. La psicoanalisi, come metodo terapeutico, mira a rendere consci questi conflitti e a
permettere all’individuo di trovare un equilibrio più sano tra queste forze in competizione all’interno
della mente.
Il tema della duplicità umana in Freud
La concezione bipartita di amore e morte è esposta da Freud in Al di là del principio di piacere
(1920). Nell’opera citata lo psicanalista affronta il tema della duplicità umana e del dualismo insito
in ogni uomo tra pulsioni di vita e pulsioni di morte:
•se da un lato l’uomo risponde a un principio vitale, dinamico, rappresentato dall’eros,
indispensabile per il raggiungimento di una soddisfazione individuale;
•dall’altro risente anche di un principio di morte, statico, da Freud stesso definito thanatos
determinato dalle imposizioni sociali, che si traduce in atteggiamenti aggressivi verso il mondo o
in tendenze autodistruttive.
Il ragionamento di Freud parte dalla considerazione che ogni uomo desideri per se stesso la
felicità, che spesso si traduce nel soddisfacimento di impulsi di natura sessuale. Tuttavia, i limiti
imposti dalla società spesso gli impediscono di raggiungere la meta. L’uomo si trova in questo
modo imbrigliato da regole che cercano di indirizzare le sue pulsioni libidiche e dalla condivisione
di valori quali monogamia e fedeltà.
La psicoanalisi secondo Freud
Quando si parla di psicoanalisi, il nome di Sigmund Freud emerge prepotentemente come colui
che ha gettato le fondamenta di questa disciplina rivoluzionaria.
Freud introdusse un modo radicalmente nuovo di esplorare e comprendere la mente umana,
sostenendo che molte delle nostre azioni, pensieri e sentimenti sono influenzati da desideri e
paure inconsci. La psicoanalisi si presenta come una tecnica terapeutica e una teoria della
mente, mirata a sondare queste profondità nascoste del nostro essere.
Freud propose che l’essenza della nostra personalità e dei nostri comportamenti è radicata
nell’inconscio, una parte della mente a cui non possiamo accedere direttamente ma che esercita
un’immensa influenza su di noi. Attraverso la tecnica della libera associazione, in cui il paziente
esprime liberamente qualsiasi pensiero gli venga in mente, e l’analisi dei sogni, Freud cercava di
sbirciare nell’inconscio, rivelando desideri repressi, conflitti irrisolti e traumi passati.
Uno degli aspetti fondamentali della psicoanalisi è l’idea del trasferimento. Durante la terapia, i
pazienti possono iniziare a trasferire sentimenti e atteggiamenti che hanno nei confronti di figure
significative nella loro vita, come genitori o partner, sul terapeuta. Questo fenomeno fornisce
preziose intuizioni sulla dinamica delle relazioni del paziente e sugli schemi comportamentali che
possono essere radicati nell’infanzia.
Freud credeva fermamente che eventi traumatici o esperienze dolorose dell’infanzia potessero
essere repressi nell’inconscio, dando luogo a nevrosi o altri disturbi nella vita adulta. Attraverso la
psicoanalisi, queste esperienze represse possono essere riportate alla consapevolezza e
affrontate, permettendo al paziente di ottenere una maggiore comprensione di sé e, in ultima
analisi, una guarigione.
L’approccio di Freud ha suscitato ammirazione e controversia. Mentre molti elogiano la sua
audacia nel sondare le profondità della mente umana e identificare l’influenza dell’inconscio, altri lo
criticano per le sue teorie su sessualità e sviluppo. Nonostante ciò, l’impatto di Freud sulla
psicologia e sulla psichiatria è ineguagliabile, e la sua eredità vive nella pratica e nella teoria della
psicoanalisi contemporanea
freud e surrealismo: La caratteristica comune a tutte le manifestazioni surrealiste è la
critica radicale alla razionalità cosciente, e la liberazione delle potenzialità immaginative
dell'inconscio per il raggiungimento di uno stato conoscitivo "oltre" la realtà ("sur-realtà") in cui
veglia e sogno sono entrambe presenti e si conciliano in modo armonico e profondo. Il Surrealismo
è certamente la più "onirica" delle manifestazioni artistiche, proprio perché dà accesso a ciò che
sta oltre il visibile. Inoltre, esso comprende immagini nitide e reali ma accostandole tra di loro
senza alcun nesso logico.
Il surrealismo è quindi un automatismo psichico, ovvero quel processo in cui l'inconscio, quella
parte di noi che emerge durante i sogni, emerge anche quando siamo svegli e ci permette di
associare libere parole, pensieri e immagini senza freni inibitori e scopi preordinati. I surrealisti si
avvalevano di diverse tecniche per far in modo di attivare il loro inconscio
Il pensiero surrealista si manifestò spesso come ribellione alle convenzioni culturali e sociali,
concepita come una trasformazione totale della vita, attraverso la libertà di costumi, la poesia e
l'amore.
Ha elaborato una teoria scientifico-filosofica, secondo la quale i processi i processi psichici
inconsci esercitano influssi determinanti sul pensiero e sul comportamento umano e sulle
interazioni tra individui: di formazione medica, tentò di stabilire correlazioni tra la visione
dell'inconscio (rappresentazione simbolica di processi reali) e delle sue componenti con le strutture
fisiche della mente e del corpo umano.
A Londra Freud incontrò Salvador Dalí, uno dei più importanti esponenti dell'avanguardia artistica
del surrealismo, il movimento culturale fondato da André Breton. L'artista spagnolo fu
accompagnato a far visita a Freud dallo scrittore esule Stefan Zweig, il loro incontro avvenne in un
caffè, dove Dalí, su un tovagliolo, fece rapidamente un ritratto di Freud, che ne rimase stupito.
STORIA DELL’ARTE:
Nel 1924, dopo qualche anno di tentennamenti dalla rottura con il dadaismo, nasce il surrealismo,
ed esce il primo manifesto (firmato tra gli altri da Aragon, Breton,René Crevel,Robert Desnos,Paul
Éluard, Pierre Naville,Benjamin Péret, Soupault e Roger Vitrac). Al manifesto viene allegata la
raccolta di Breton Poisson soluble. Breton formula il ben noto manifesto del surrealismo,
definendolo “un automatismo psichico puro per mezzo del quale ci si propone di esprimere, o
verbalmente, o per iscritto, o in qualsiasi altro modo, il funzionamento reale del pensiero. Dettato
dal pensiero, in assenza d’ogni controllo esercitato dalla ragione, al di fuori d’ogni preoccupazione
estetica o morale … “. "Il surrealismo si fonda sull'idea di un grado di realtà superiore connesso a
certe forme di associazione finora trascurate, sull'onnipotenza del sogno, sul gioco disinteressato
del pensiero. Tende a liquidare definitivamente tutti gli altri meccanismi psichici e a sostituirsi ad
essi nella risoluzione dei principali problemi della vita
I surrealisti, quindi, hanno cominciato a considerare la creatività automatica come una forma di
attività artistica superiore, l’unica in grado di raggiungere la fonte della creazione poetica suprema,
svincolata dalla tirannia della ragione, appellandosi a quel nebuloso universo subconscio tanto
proclamato da Freud;
Era il sogno l’anima del surrealismo ed è quindi evidente la relazione tra sogno e creazione
artistica
Ogni opera surreale, infatti, può essere interpretata come metafora della realtà trasferendo così al
fruitore un messaggio vivo, con una forza devastante, in maniera molto più eloquente e incisiva di
qualsiasi opera dichiaratamente realista:
Se il realismo mira all’essenza dell’Essere, il surrealismo aspira al suo Mistero, esattamente come
la psicoanalisi
Il movimento surrealista è di gran lunga il più longevo fra le avanguardie storiche e la sua
diffusione capillare in tutto il mondo ha reso la sua storia molto variegata rispetto a movimenti
circoscritti nel tempo e nello spazio come il dadaismo o il futurismo. L'attività del primo gruppo
surrealista parigino, gravitante intorno ad André Breton, vide la partecipazione di un grande
numero di scrittori e artisti di diverso orientamento, spesso in conflitto tra loro e con la guida
spirituale del movimento. Tra gli artisti di arti visive più riconosciuti, spaziamo tra Joan Miró nel suo
allucinato mondo parallelo popolato di forme geometriche colorate e sospese che ricerca
l'interiorità delle cose con crescente astrazione. Con Max Erns l'illogica scava nel profondo
dell'animo umano; René Magritte che gioca molto sull'estraniamento dalla realtà e le sue opere
sono sollecitazioni visive che ci portano a riflettere. E, naturalmente, c'è Salvador Dalí ("il
surrealismo sono io"), con la sua fantastica o fantasmatica proiezione del "sogno" e del pensiero
subcosciente o pre-cosciente in una visionaria pseudo-realtà.
STORIA
La voce di alcune opposizioni al pensiero freudiano, è rappresentata da
Benedetto Croce, il quale che ha definito la psicoanalisi in diverse occasioni
come ‘pseudoscienza’, ‘guazzabuglio’ ed ‘empirica’, oltre a considerare la psicologia, in
generale, come un’ancella della filosofia, o come un mezzo empirico ‘al servizio della
rievocazione estetica’. Nei confronti di Freud, nonostante accettasse parecchi punti positivi
(certe considerazioni sul sogno o sul comico, per esempio), respingeva ogni pretesa
‘metafisica’ del freudismo (l’«inconscio», identificato erroneamente con l’«inconoscibile»;
la confusione del «sano» con il «malato»; l’impossibilità teorica della «sublimazione») [3].
In quel periodo anche Giovanni Gentile era dell’idea di Croce; e anche le sue
successive asserzioni, in qualità di Ministro della Pubblica istruzione, «la sua
politica ministeriale di indebolimento diretto e indiretto dell’insegnamento della
psicologia nella scuola media e universitaria; il suo influsso su riviste e su
indirizzi di studio in campo non solo filosofico; perfino la sua direzione
dell’Enciclopedia Treccani» hanno fatto sì che le teorie psicoanalitiche
trovassero molta difficoltà a essere accettate e applicate nella cultura italiana.
Gentile, 1875/1944, siciliano,
1922 sostenere apertamente il partito fascista: si tratta di una posizione definitiva che il filosofo
siciliano porta avanti coerentemente e che non è mai messa seriamente in discussione, e che lo
rende, in definitiva, l’intellettuale fascista più importante
Dal 1922 al 1924 ricopre la carica di ministro della Pubblica istruzione, carica affidatagli dallo
stesso Mussolini, portando a termine, nel giro di pochi mesi un’importante riforma scolastica che,
nonostante alcune modifiche apportate già dopo pochi anni, ha resistito a lungo nei suoi capisaldi
principali.
Rimane fedele al regime anche durante la crisi seguita all’omicidio Matteotti, e nel 1925 si
fa promotore del Manifesto degli intellettuali fascisti, in cui ricollega l’esperienza politica fascista a
quella risorgimentale, e lo individua come un’ancora per la salvezza morale dell’Italia: posizioni
che lo allontanano definitivamente da Benedetto Croce che, invece, si schiera su posizioni
antifasciste.
Nel 1925 Mussolini gli affida la direzione dell’Istituto Treccani per l’Enciclopedia italiana, carica
che mantiene fino al 1938, e nel 1931 è tra i promotori del Giuramento di fedeltà al fascismo
imposto ai docenti universitari italiani, nel 1932 assume la direzione della Scuola Normale
Superiore di Pisa. Dopo l’8 settembre del 1943 aderisce alla Repubblica Sociale Italiana, dove
viene nominato presidente della Reale Accademia d’Italia; nonostante si trovi nel pieno dei
travagliati momenti del conflitto, Gentile prosegue il suo lavoro e scrive Genesi e struttura della
società, l’ultima opera, che viene pubblicata postuma. Il 15 aprile del 1944 viene ucciso da
alcuni gappisti fiorentini.
La filosofia di Gentile è nota come Attualismo per il fatto che si concepisce lo Spirito come
qualcosa in grado di pensare la realtà creando ciò che esiste.
L’Attualismo concepisce lo Spirito come qualcosa di unico e indivisibile in grado di creare la realtà.
In questo senso l’arte, la religione e la Scienza sono modi dell’uomo di rapportarsi al reale, ma
fallaci in quanto pongono l’oggetto dello studio fuori dell’uomo. Su di esse c’è la filosofia che opera
una sintesi tra il piano soggettivo e quello oggettivo.
Per Gentile lo Spirito è qualcosa di unico e indivisibile, e va inoltre considerato come qualcosa di
attivo, che pensando agisce producendo la realtà, e producendo quindi anche le arti, le scienze e
la filosofia, che vengono identificate come tre momenti diversi della vita dello Spirito.
L’arte, intesa come espressione personale e soggettiva dell’artista che la produce, rifugge da
qualsiasi tentativo di oggettivizzazione. La religione e la scienza, invece, sono frutto del tentativo di
comprensione dell’uomo, che proietta, erroneamente, al di fuori di sé l’Io e l’oggetto della sua
ricerca: la religione, ad esempio, non solo proietta all’esterno dell’Io il suo oggetto, ma si
sottomette ad esso venerandolo; allo stesso modo la scienza opera una divisione del lo Spirito
ponendo al di fuori di sé, come oggetto, quella natura che si pone come obiettivo del suo studio.
ITALIANO
Croce critica il decadentismo: perché priva di valori e ideali
Spiegazione del decadentismo
FISICA
Tra i vari esponenti del Surrealismo, chi interpreta al meglio la nuova concezione dello spazio e del
tempo che si va delineando ad inizio Novecento, è il pittore spagnolo Salvador Dalí, il quale restò
fortemente influenzato dagli sconvolgimenti teorici della teoria della relatività di Einstein.
L’interpretazione di Dalí ci ricorda le proprietà metriche dello spazio-tempo elaborate nella teoria
della relatività di Einstein, secondo cui la materia ha l’effetto di curvare lo spazio e il tempo. Infatti,
gli orologi molli sciolti al sole, che segnano ore differenti, rappresentano proprio la curvatura del
tempo che perde la rigida struttura meccanica per adattarsi alla percezione soggettiva, e scorre
con ritmi differenti in punti diversi dell’universo.
CRISI DEL CONCETTO NEWTONIANO DI TEMPO E SPAZIO ASSOLUTI
Lunghezza e tempo non vengono piu' considerate grandezze assolute, indipendenti dal sistema di
riferimento utilizzato, ma diventano grandezze relative, dipendenti dallo stato di moto
dell'osservatore che le misura e quindi dipendenti dal sistema di riferimento inerziale utilizzato.
La Relativita' introduce il nuovo concetto di spazio-tempo, secondo il quale lo spazio ed il tempo
sono grandezze legate tra loro indissolubilmente; contrariamente a quanto sostenuto dalla
Meccanica Classica Newtoniana che invece considerava spazio e tempo due entita' distinte.
Dalla Teoria della Relativita' di Einstein viene postulata la struttura quadridimensionale
dell'Universo, che risulta composto da quattro dimensioni: lunghezza, larghezza e profondita' (le
tre dimensioni dello spazio) ed il tempo.
Anche il concetto di simultaneita' perde la sua assolutezza e diviene un concetto relativo. Infatti, se
la velocita' della luce e' finita ed e' la stessa per ogni osservatore, come sostiene il secondo
postulato della Teoria della Relativita' ristretta (invarianza della velocita' della luce), due eventi
simultanei, in un sistema inerziale, non lo sono piu' se osservati da un altro sistema inerziale in
moto rispetto al primo.
INGLESE
De Chirico, infatti, ebbe una grande influenza sul Surrealismo
britannico, nato in netto ritardo rispetto a quello francese.
EDUCAZIONE CIVICA boh