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LATINO

Cesare, nato nel 100 a.C., diventa console nel 59 a.C. e conquista la Gallia, ma inizia una guerra civile attraversando il Rubicone nel 49 a.C. Le sue opere principali, 'Commentarii de bello Gallico' e 'Commentarii de bello civili', offrono un resoconto dettagliato delle sue campagne militari e della sua vita politica, scritte in uno stile semplice e diretto, con l'intento di giustificare le sue azioni.

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Cesare, nato nel 100 a.C., diventa console nel 59 a.C. e conquista la Gallia, ma inizia una guerra civile attraversando il Rubicone nel 49 a.C. Le sue opere principali, 'Commentarii de bello Gallico' e 'Commentarii de bello civili', offrono un resoconto dettagliato delle sue campagne militari e della sua vita politica, scritte in uno stile semplice e diretto, con l'intento di giustificare le sue azioni.

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CESARE

Cesare nesce nel 100 a.C. a una famiglia nobile, la gens Julia studia retorica e intraprende la
professione forense(avvocato) ed inizia il “cursus onorus”. Nel 60 a.C. stringe con Pompeo e
Crasso il “trium viratum”(accordo privato) con Crasso e Pompeo per favorire la sua elezione a
console. Infatti nel 59 a.C. diventa console e negli anni successivi dal 58 a.C. al 50 a.C. conquista
tutta la Gallia e arriva in Britannia.
Nel 49 a.C. tornando dalla Gallia attraversa con l’esercito in armi con il Rubicone che segnava il
confine con lo stato dando inizio ad una guerra civile. Nel 48 a.C. sconfigge le truppe Pompeiane a
Farsalo, nel 48 Pompeo viene ucciso dai sicari del re Tolomeo e infine nelle battaglie di Tarso e
Menda sconfigge definitivamente i seguaci di Pompeo. Tornando a Roma esercita la dittatura a
tempo indeterminato provocando la reazione dell’aristocrazia senatoria che lo uccisero alle idi di
marzo nel 44 a.C.

LE OPERE
Le opere di Cesare giunti fino a noi comprende i “commentarii de bello Gallico” e “commentari
de bello civili”. Il genere del commentario di cui Cesare è il massimo esponente si basano su una
serie di appunti e annotazioni che vengono rielaborate in un momento successivo. Hanno una
finalità informativa, pratica e politica vogliono cioè fornire un resoconto dettagliato e ragionato
della dinamica dei fatti e anche quello di giustificare il proprio operato. Cesare nella sua opera
unisce la monografia all’annalistica in quanto commenta i fatti anno per anno(7anni). Cesare parla
di sé stesso in terza persona e cerca di dare l’immagine di un generale competente rispettoso della
giustizia e motivato dalla necessità di tutelare i romani dalla aggressività degli altri popoli.
All’interno del de bello Gallico sono presenti molti excursus etnografici
(parla della popolazione, delle loro abitudini e la loro cultura).
I “commentarii de bello civili” sono divisi in tre libri comprende gli anni dal 49 a.C. al 47 a.C.
Il primo libro parla dell’attraversamento del Rubicone e i primi scontri con le legioni di Pompeo
scontri che continuano nel secondo libro.
Il terzo libro affronta le due sconfitte subite da Pompeo a Farsalo e la sua uccisione da parte di
Tolomeo.
Lo stile dei commentari di Cesare viene definito da cicerone come “nudi ma sinceri, semplici e
ricchi di grazia”. Cesare cerca di fornire una esposizione oggettiva e distaccata degli eventi e
proprio per questo che parla si sé in terza persona ricorrendo al discorso indiretto. La costruzione
della frase è sempre molto lineare evitando arcaismi e utilizzando parole del “sermo cotidianus”.

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