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Riassunto Del Manuale Unmasking Buddhism

Il documento esplora la percezione del Buddhismo nei paesi occidentali e il suo sviluppo sociologico, evidenziando la storicità del Buddha e le sue origini. Viene discusso il concetto di Buddhismo come un insieme di diverse forme e dottrine, tra cui Mahayana e Theravada, e l'importanza della soteriologia. Infine, si analizzano elementi fondamentali del Buddhismo come Dharma, Samsara e Nirvana, insieme alla dottrina del Karma.

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Riassunto Del Manuale Unmasking Buddhism

Il documento esplora la percezione del Buddhismo nei paesi occidentali e il suo sviluppo sociologico, evidenziando la storicità del Buddha e le sue origini. Viene discusso il concetto di Buddhismo come un insieme di diverse forme e dottrine, tra cui Mahayana e Theravada, e l'importanza della soteriologia. Infine, si analizzano elementi fondamentali del Buddhismo come Dharma, Samsara e Nirvana, insieme alla dottrina del Karma.

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BUDDHISMO ATTRAVERSO I MEDIA E I PAESI OCCIDENTALI

- Islam e Buddhismo visti come la causa di degenerazione economica, politica e spirituale;


– Buddhismo visto dai media come qualcosa che è seguito da pochi, da intellettuali enfatizzandone l'importantza,
l'impatto e lo sviluppo da un punto di vista sociologico, nei paesi occidentali

– ORIGINI DEL BUDDHISMO E STORICITA' DEL BUDDHA


– La storicità del Buddha è oggi ampiamente dibattuta; la leggenda del Buddha potrebbe essere semplicemente
derivata dall'alterazione dell'immagine del Buddha storico, che ritroviamo in alcuni testi in pali che sembrano essere
basati su certi fatti storici e codici monastici che chiaramente rappresentano il Buddha come un eminente e pragamtico
individuo = "E' giusto dire che egli nacque, vissse e morì, il resto rimane un misto di mito e leggenda"= la sua
miracolosa nascita e la sua morte, che sembra sia stata causata dall'aver mangiato carne di porco contaminata,
contribuendo a fornire una delle motivazioni delle tendenza dei buddhisti al vegetarianesimo
– Siddharta Guatama nacque nel V sec. a.C., figlio del re dell'India del nord. Sua madre, regina Maya, sognò che
un elefante bianco toccò uno dei lati del suo corpo e il mattino dopo realizzò di essere incinta; il bambino al momento
della nascita cantò "la canzone della vittoria"---> [<< Io solo sono colui che è onorato sulla terra e sotto i cieli >>]--->
per provare quanto recitato nel canto, fece sette passi in quattro direzioni diverse e per ogni passo, sbocciò un fiore di
loto. Sette giorni dopo sua madre morì ed egli fu cresciuto da una zia; Secondo le seguenti previsioni, sarebbe diventato
un monaco universale e il suo spirito una guida, ragion per cui il padre decise di relegarlo nel palazzo per proteggerlo
dalla realtà e prevenire ogni influenza spirituale negativa. All'età di 16 anni sposa Yashadhara, con la quale ha un
bambino, Rahula; ebbe tre spose e seguì la carriera tradizionale come monarca, fino a che non realizzò che in realtà il
destino aveva invece altri piani per lui---> All'età di 29 anni lasciò il palazzo e rinunciò ai suoi doveri di principe,
sceglienodo di praticare per 6 anni, diversi tipi di pratice ascetiche---> scoprì dunque la Via nel mezzo, espressione con
la quale si identifica la realizzazione di un modus vivendi che si configura tra il piacere edonistico e l'asceticismo--->[
L'edonismo afferma che il piacere sia il bene primario, il più importante e che ogni uomo al il diritto di fare qualsiasi
cosa per raggiungere il massimo piacere possibile; l'asceticismo invece è uno stile di vita caratterizzato dalla completa
astinenza rispetto al piacere, spesso al fine di raggiungere traguardi dal punto di vista spirituale, proponendo l'astineza
dal piacere ordinario al fine di raggiungere una più profonda pace interiore. Il termine "ascetico", potrebbe derivare dal
greco "askèsis" che significa "allenamento" o "esercizio" e questo spiegherebbe perchè molte pratiche ascetiche
coinvolgono il corpo impegnato in un determinato tipo di esercizio fisico]. Ad un certo punto della sua vita, si trovò a
dover affrontare Mara, demone che cerca di distogliere Siddharta dal raggiungimento del risveglio, cercando prima di
sedurlo tramite l'apparizione delle "sue tre figlie"--> [ Taiha (bramosia), Arati (noia), Roga (Passione) ]e poi di
spaventarlo tramite l'apparizione di "un esercito di 10 esseri mostruosi", ossia ciò che ostacola la vita spirituale-->
[Piacere sessuale, Frustrazione, Fame e Sete, Desiderio, Pigrizia, Terrore, Dubbio, Presunzione o Ingratitudine,
Guadagno o Ricompensa ingiustamente ricevuti, Esaltazione di se stessi]. Mara è dunque colui il quale distrae gli esseri
dalle pratica di liberazione dal Samsara, trasformando la vita in qualcosa di mondano, seducente, o facendo seminare il
nevativo come positivo, causando la Morte Spirituale che ostacola la via verso il bodhi---> Il termine Mara pare infatti
derivi dalla radice indoeuropea "mer" (morire). Lo step finale di una vita volta alla spiritualità e quindi, lo step raggiunto
dallo stesso Buddha storico è il cosiddetto Risveglio, che consiste in 4 stadi di meditazione = Il Buddha è in grado di
trascendere dal suo sè fisico = psicodarma o cosmodarma del risveglio.
– Vita dei santi come imitazione della vita del Buddha presa come modello = tutti passano attraverso gli stessi
stadi come il Buddha = 1) crisi spirituale---> 2)esistenza ascetica che guida fino al risveglio--> 3) l'acquisizione di
straordinari poteri---> 4) Compito di dare precetti ai propri seguaci--> 5) Gelosia e critiche a causa dal proprio successo
in una società corrotta--> 6) Morte e funerale con onoreficenze
– Crescita della diffusione di ipotesi e leggende relative alle vite passate del Buddha = Jakatas (vite anteriori del
Buddha), che si articolano intorno alla dottrina del karma e della reincarnazione del Bodhisattva in vari esseri viventi,
sia umani che animali---> episodi che non hanno alcun legame cronologico gli uni con gli altri e in cui il Buddha appare
come prtagoista, testimone e figura secondaria e in cui rinasce animale o ogni volta in una condizione sociale diversa,
ambientanti lungo il Gange, dove gli uomini colloquiano, in tempi remoti e senza particolari specificazioni;
– La tradizione Mahayana fa riferimento a numerosi buddha metafisici che sono già presenti, sebbene invisibili
all'occhio umano;
– Inizialmente presentato come un essere umano dalle caratteristiche soprannaturali, il Buddha storico si è
trasformato in un dio, principalmente con la tradizione Mahayana---> BUDDHA STORICO O METAFISICO? =
Stabilire l'autenticità storica del Buddha è molto importante in quanto soltanto la vita del fondatore può garantire di
conseguenza l'autenticità della religione stessa. La scuola Theravada ha in particolar modo la tendenza e preservare la
memoria del fondatore al fine di provuorne l'autenticità e di conseguenza l'autenticità della dottrina stessa e in questo
modo il Buddha storico, sembra aver oscurato in parte il Buddha metafisico--> [ "Facendolo discendere dall'altare su cui
è stato posto dalla fede ceca e dalla superstizione, è un filosofo nato per la felicità dell'uomanità]

FORME DI BUDDHISMO
– Due verità: convenzionale e ultimata---> alla verità ultimata si accede tramite le mezze verità
– "Buddhism is not an essence in itslef, it is something buddhists do"
– Differenti dottrine Buddhiste che si configurano come il risultato di una serie di riforme nei vari paesi dell'Asia e
dei contatti con l'occidente sviluppati durante il periodo coloniale---> "Buddhism is both one and many" = unità in cui
sono concentrate le diverse forme di buddhismo;
– Soteriologia: studio della saggezza intesa come stato di liberazione da una condizione non desiderata;

– Buddhismo Tibetano: fortemente influenzato dalla tradizione indiana del Grande Veicolo (risultato da una
fusione di Tantra e Scolasticismo);
– Buddhismo Zen: sviluppatosi in Cina a partire dal VI;
– Theravada: "la via degli eletti" che è la forma dominante di Buddhismo nello Sri Lanka, in Cambogia, nelle
Laos, Maynmar e Thailandia;

– Compare inizialmente in India intorno al V secolo a. C. e gradualmente si diffonde intorno al resto del
subcontinente, in particolar modo durante il regno di Ashoka, nel III secolo a.C., fondatore del primo impero indiano, il
quale ebbe egli stesso un ruolo fondametale per la diffusione del Buddhismo In questo periodo, la dottrina buddhista si
scinde tra "il gruppo dei pochi eletti", partigiani di una stretta interpretazione degli insegnamenti del Buddha e tra la
"grande assemblea" rivalutando il suo spirito anzichè le sue parole. Si parla di Grande e Piccolo Veicolo, dove per
"veicolo" in intende "mezzo per raggiungere la salvazione", articolate secondo una distinzione che non è poi così rigida
in realtà:
1) Grande Veicolo (Mahayana) numerosi dibattiti sulle sue origini ( reazioni del popolo all'opulenza dei monasteri,
setta che cercava di guadagnare un supporto economico). Considera la salvazione accessibile a tutti, si concentra su virtù
quali compassione, saggezza, che considera il Buddha come qualcosa di puramente metafisico che deve guidare
gradualmente il popolo verso la verità---> concetto della "perfezione della saggezza" (epresso nell'omonimo sutra)--->
comincia a diffondersi in Cina, da lì si diffonde il Corea, dalla Corea al Giappone e poi in Vietnam; enfasi posta su una
serie di Buddha e Bodhisattva
2) Piccolo Veicolo (Hinayana) = Inizialmente trasmesso dallo Sri Lanka al regno di Ashoka, si diffonde nel Sud-Est
Asiatico, noto oggi come Theravada---> Si concentra sul rispetto e l'osservanza di uno stile di vita ascetico; sviluppatasi
intorno al III sec a.C. e diffusasi a partire dall'India, intorno al V sec. d.C.---> "indianizzazione" di alcuni paesi dell'Asia;
non è libera da elementi metafisici ed esoterici;
– 3) Veicolo del Diamante = Buddhismo esoterico e tantrico, che riprende molte concezioni mahayane; Circolo
della vita e della morte (Nirvana e Samsara), che si distingue dalle precedenti forme di buddhismo, per i rituali (mantra,
mandala) che sono particolarmente enfatizzati. Questa tendenza al rituale, si diffonde in India fino ad arrivare in Tibet,
in Cina , in Giappone e in tutto il resto del Sud-Est asiatico, oggi riconosciuti, soprattutto nel Buddhismo tibetano, come
rituali ufficiali----> Il Buddhismo Tibetano infatti si presenta come una forma risultata dall'influenza del Tantrismo e
dello Scolasticismo;

ELEMENTI FONDAMENTALI DEL BUDDHISMO


– Dharma = legge cosmica naturale = modo in cui le cose sono o dovrebbero essere; l'ordine entro il quale sono
articolati la vita e l'universo possibile; fondamento della realtà; esso non può essere né pensato, né espresso, per
conoscerlo non bisogna pensarlo ma raggiungere il risveglio, ossia la fine di tutte le illusioni;
– Samsara = raffigurato come una ruota o definito come "oceano dell'esistenza", "cerchio della vita e della
morte"; la vita terrena, il mondo materiale impregnato di dolore e sofferenza, è in realtà insostanziale, un miraggio,
un'illusione maya nella quale l'uomo è immerso, per cui egli non è altro che afflitto da una sorta di ignoranza metafisica
= visione della vita terrenza che vede l'uomo che agisce intrappolato nel samsara; alcune scuole, come quella Mahyana,
ritengono che non ci sia differenza tra nirvana e samsara, per cui il samsara e il nirvana rappresenterebbero insieme il
cerchio della vita e della morte;
– Nirvana = Parola sanscrita, ultimo stato raggiunto dal Buddha; fine ultimo della vita, stato in cui si ottiene la
liberazione dal dolore; riuscire a liberarsi da 3 difetti fondamentali (brama, odio, illusione); traguardo ultimo della
propria pratica del Dahrma, realizzato tramite il raggiungimento della consapevolezza della vacuità del sé; Nella dottrina
Hinayana corrisponde all'estinzione di tutti i desideri, mentre in quella Mahayana corrisponde ad una rivoluzione
mentale, definita secondo quattro termini (permanenza, purezza, benedizione, soggettività); Esso si raggiunge in seguito
all'illuminazione (bodhi), il risveglio, l'esperienza per la quale il Buddha diventa "il risvegliato"---> pura esperienza in
cui il risveglio è una forma di benedizione suprema grazie a cui questo mondo è ripulito da tutti gli aspetti negativi e le
false percezioni causate dalle illusioni; al momento del risveglio il Buddha raggiunge l'onniscienza, la conoscenza di
tutti i dharma o elementi che costituiscono la realtà; al risveglio, si oppongono due ostacoli, passione e conoscenza,
intesa come quella conoscenza empirica che non è altro che l'illusione nella quale siamo intrappolati e che fa si che la
coscienza sia un qualcosa di doloroso;
– La conoscenza è intesa come tutto ciò che viene percepito (conoscenza empirica). Essa costiuisce il mondo
materiale, ma è in realtà insostanziale. Dunque è illusione. Entro tali illusioni si articola l'ocenao dell'esistenza, ovvero il
samsara, entro il quale l'uomo è intrappolato. Soltanto attraverso il risveglio o illuminazione è possibile comprende il
dharma, ovvero le realtà per come essa è realmente. Una volta risvegliati, avendo compreso la vera essenza del sè,
ovvero la vacuità del sè, si raggiunge il Nirvana--->La realtà (intesa come natura, cose e conoscenza) è inconoscibile in
quanto vuota; Secondo la dottrina Mahayana infatti---> [ "Se le cose non esistono in se stesse, può la natura delle cose
essere veramente l'oggetto di conoscenza? Se la verità ultima non può essere concettualizzata, la conoscenza deve essere
non concettuale e non linguistica---> Concetto di prajnaparamita del Buddhismo Mahyana = particolare forma di
conoscenza---> [prjana (sapienza); param (al di là); ta (lei che è andata); ]---> perfezione o saggezza che portano alla
"non-conoscenza" ovvero la realizzazione della buddhità e quindi dell'illuminazione attraverso la consapevolezza della
vacuità del sé, ossia dell'insostanzialità dei fenomieni in quanto imperamenti e interdipendenti; 5 Skandna = parti in cui
è articolata la realtà psicosfisica (forma, sensazione, percezione, discriminazione, coscienza )---> tutto ciò è espresso nel
sutra del cuore.
– Dottrina del Karma = intessuta in tutta la struttura del pensiero indiano; i racconti che narrano la storia del
Buddha quando era ancora nella fase di bodhisattva e si preparava per l'illuminazione finale e suprema, non sono altro
che l'idea del karma applicata completamente e illustrata nella carriera di un personaggio moralmente perfetto; il
principio del karma è ciò che costituisce l'individualità di uno--->["ciò che un uomo semina, raccoglie"]--->["tutti gli
esseri hanno il karma come loro parte, essi sono eredi del loro karma e sorgono dal loro carma che è il loro rifugio,
destinando gli uomini alla maschinità o alla grandezza"]---> [ " le sue buone azioni e la sua malvagità, tutto quello che
fa un uomo finchè è qui, questo è ciò che egli può chiamare suo, questo porterà con sé quando si muove e questo è ciò
che lo segue e come la sua ombra non lo lascia mai" (Nikaya = termine con cui si identificano i volumi delle prime
scuole buddhiste); adattamento al termine sanscrito karman ("atto", "azione", "compito", "obbligo" o talvolta come "atto
religioso", "rito" e l'etimologia della parola è data dalla radice verbale sanscrita "kr", ("fare" "causare") presupponendo
la condizione di creare qualcosa agendo; indica presso le religioni/filosofie indiane il generico agire volto ad un fine,
inteso come attivazione del principio causa-effetto, quella legge secondo la quale questo agire coinvolge gli esseri
senzienti nella fruizione delle consefuenze morali che ne derivano, vincolandoli così al samsara, ciclo delle rinascite.
Nel Buddhismo il karma è un principio universale secondo il quale un'azione virtuosa volontaria genera una o più
rinascite, viceversa una non virtuosa. Ogni manifestazione degli esseri senzienti possiede una certa quantità di "semi del
karma", frutto di azioni compiute in innumerevoli vite precedenti che finchè non saranno esauriti costringeranno
l'individuo a permanere nel ciclo del samsara; essi possono essere distrutti con il raggiungimento dell'illuminazione-->
con l'estizione del debito karmico è possibile raggiungere il Nirvana. I 5 aggregati di parti costituenti (Skandha), si
combinano e si dissolvono secondo la legge del karma---> [ "Disciplinando se stesso nelle 6 virtù della perfezione, un
uomo può beneficiare gli altri esseri in vari modi e questo attira certamente benedizioni su di lui, non solo in questa vita,
ma anche nella prossima"]---> ["Il karma può essere interiore o nuovamente fisico (che si esprime nell'atto del parlare e
dei movimenti del corpo)"]. Karma con o senza intimazione = se un atto viene compiuto con forte intimazione, la mente
dell'agente avrà la tendenza a compiere azioni buone o cattive della stessa natura----> ["Ogni karma una volta
commesso, continua a produrre le sue conseguenze fino a quando il suo corso è troncato dallo stato di Arhat o dalla
morte o fino a quando esso ha dato il suo frutto. La legge del karma è dunque valida per le buone e le cattive azioni"]. Il
karma tende a sottolineare la libertà individuale, la responsabilità morale e il sentimento dell'indipendenza e il centro di
gravità morale sarà sempre il "sé"---> Cosa include in se stesso?---> ["Nel senso assoluto della parola non esistono
individui, in quanto essi sono così intimamente legati l'un l'altro, non soltanto in una vita comunitaria, ma anche nella
totalità dell'esistenza]---> L'individualità è un semplice aspetto dell'esistenza---> Nel pensiero noi separiamo un
individuo dall'altro e anche nella realtà noi tutti sembriamo essere distinti e separabili--> L'individualità è una finzione
perchè noi non possiamo fissarne i limiti e accertarci della sua estensione ed i suoi confini che si compenetrano
reciprocamente senza lasciare nessun segno tra i cosiddetti individui---> Il se individuale è un'illusione--->Dalla dottrina
individualistica del karma fino alla sua concezione cosmica con l'avvento del Mahyana = La rete dell'universo si estende
nel tempo e nello spazio partendo da un centro conosciuto come "sé", in cui la responsabilità delle azioni ricade sulle
spalle del cosiddetto individuo = il se decide di assoggettarsi ad un sistema di preparazione morale e spirituale al fine di
sanare le sue impurità, e sanando le propreie sanerà di conseguenza anche tutto il resto del mondo. L'ignoranza circa il
significato dell'individuo, ovvero l'affermazione del sè, non è altro che il concetto di peccato---> superata l'ignoranza e
l'asserzione del sé si è senza peccato = il peccato consiste ne l fatto di essere venuti ad esistere come individui isolati
dalla totalità delle cose---> dovremmo dunque mutare la nostra rotta identificando noi stessi con lo stesso cosmo, con la
totalità dell'esistenza,con il Buddhata (essenza della condizione di Buddha) in cui noi abbiamo la nostra essenza =
l'inevitabilità del peccato diventa un'occasione per dedicarci ad un piano superiore di esistenza dove regna un princio
diverso da quello dell'individualismo e della responsabilità del sé---> Intenso desiderio di essere liberati dalla finalità
dell'esistenza individuale.
– Differenze tra Hinayana e Mahayana dovute anche al diverso modo di considerare il karma :
1) L'Hinayana considera il karma come quacosa che opera individualmente = praticare autodisciplina, asceticismo,
atuoconoscenza al fine di sbarazzarsi di questa vita di dolore prodotta dalla cattiva condotta di ciascun individuo = ogni
individuo è responsabile delle proprie azioni e nessuno può far nulla per aiutare l'altro;
2) Il Mahayana considera il karma (amore) come un qualcosa la cui funzione fosse estendibile il più possibile = il karma
deve avere un significato conmologico = quando il Buddha fu illuminato non accumulò meriti soltanto per il suo
esclusivo beneficio e tutto l'universo consdivise la sua saggeza e la sua virtù. L'impresa dei seguaci Mahayana è
infinitamente più grande rispetto a quella dei seguaci Hinayana perchè va oltre l'individuo----> nel cuore del seguace
deve operare qualcosa di più che individuale affinchè la sua opera sia efficace.
– La concezione del sè---> [dottrina dell'anatman (prefisso "a" privativo e "atman", ovvero "sè", "sè stesso",
nucleo essenzioale della personalità, negato dal buddhismo = il "non sè" )---> deriva dalla radice indoeuropea et-men
(respiro)] = è l'essenza di tutte le cose che non dipendono da altri fenomeni, ma che possiedono una natura intrinseca
non condizionata. La personalità è determinata dall'associazione degli skandha (forma, sensazione, ideazione,
aggregazione psichica, coscienza)---> il sè, la personalità individuale, non è concreto, dunque non si parla di
reincarnazione come nell'induismo bensì di rinascita, nel senso di trasformazione radicale dell'individuo. La non
esistenza del sé è "anatta", ossia mancanza di un sè permanente. Tutto, nel mondo empirico, è solo un flusso di dharma,
che in quanto processi impersonali ed evanescenti, devono essere definiti "anatta", cioè semza un sé persistente, senza
un'esistenza indipendente. "Anatman" significa "non sè", nel senso di un ente che non è indipendente e gli stessi
aggregati del corpo sono un "non sè"---> non c'è sostanza di fondo permanente negli esseri umanità = anatman, dukka
(sofferenza) ed impermanenza sono le caratteristiche di tutta l'esistenza---> la giusta compresione è data dalla
comprensione profonda di questi tre elementi ---> [ "Poichè non esiste un vero sè umano, non vi è alcuna durata
nell'esperienza e per questo motivo non vi è felicità autentica"]. Nel Buddhismo Mahayana, l'unico sè vero ed eterno non
è altri che il Buddha stesso, raggiungibile da tutti gli esseri a causa della loro potenzialità innate di liberarsi dai
condizionamenti mondani; la natura del Buddha non rappresenta un sè sostanziale, ma piuttosto la potenzialità di
realizzare la buddhità attraverso pratiche corrette.---> ["Non se significa risvegliare un sè che è così vasto e senza limiti
che non può essere visto"]---> il fatto che le cinque componenti fisiche e mentali non includano un sè sostanziale o
permanente non impedisce di cercare al di fuori di queste componenti oltre la nostra coscienza ordinaria---> questo è il
motivo per cui l'introspezione Buddhista a volte si definisce come una ricerca del verso che non si configura più come
l'io in senso stretto, ma come una realtà superiore, come quella del Buddha.
– Quattro Nobili Verità:
1) dukha = Sentimento universale di impermanenza dato della fugacità di tutte le cose; nascita, sofferenza, vecchiaia,
malattia, morte, contatto con qualcosa che non ci piace, separazione da qualcosa che piace, fallimento nella
realizzazione dei propri desideri = tutto ciò è sofferenza;
2) samudaya = la "sete" e la brama che ci guida verso una vita dedita alla ricerca del piacere e alla realizzazione dei
desideri;
3) nirodha = la soppressione della sofferenza attraverso la completa distruzione del desiderio e del dolore, che non è
altro che il raggiungimento del Nirvana.
4) marga = l'Eightfold path per permettere la cessazione del dolore = Wisdom ( right view and intention), Ethical
conduct (right speech, right action, right livelihood), Concentration (right effort, rithminfullness, right concentration) ---
> [" L'antico patto non è altro che l'antica strada praticata dal Sé correttamente risvegliatosi (The Rightly Slef-Awekened
One)...Io seguo il patto e seguendolo arrivo alla diretta conoscenza dell'agonia della morte, alla sua origine ed infine alla
sua cessazione"]
– Spirito di tolleranza: spirito di tolleranza e compassione come uno degli più ideali più apprezzati della cultura
buddista, motivo per cui non c'è un solo esempio di persecuzione
o di una goccia di sangue versata e nessuna costrizione nella conversione di persone al buddismo o nella diffusione di
esso--->il buddhismo è una religione tollerante, non vi è alcun dogma fondamentale o finale, nè autorità ecclesiastica nel
Buddismo (quello degli inizi, prima che diventasse, in Cina, una vera e propria istituzione). Ciò rende a prima vista
difficile parlare di ortodossia o buddista «fondamentalismo». Tuttavia, in pratica, la situazione non è sempre stato così
armoniosa e ci sono stati diversi scontri per dottrina, come quelli in Cina e in Giappone tra l'ottavo e il tredicesimo
secolo d.C---> Il problema principale risiede nelle relazioni del buddhismo con le culture ha incontrato durante la sua
espansione verso Oriente---> tentativo di stabilire la supremazia buddista---->la maggior parte delle importanti divinità
locali vengono convertiti, mentre altri sono retrocessi
al rango di demoni da distruggere attraverso riti appropriati--->Il buddismo, in realtà, ha
spesso cercato di sradicare semplicemente culti locali---> violenza simbolica---->Nello Sri Lanka e Sud-Est asiatico,
dove il buddismo theravada è dominante, l'assimilazione di culti locali sembra essere stata meno spietato, anche se la
violenza simbolica è presente comunque; in Giappone invece dispone inoltre di numerosi racconti di dei indigeni
più o meno forzata per convertire, molti i kami furnono cosiderati già come dei Buddha, essenzialmente, facendo
scaturire una sorta di sintesi tra Shinto e Buddhismo. Soltanto con la"rivoluzione culturale" dell'era Meiji (1868-1873),
durante il quale il buddismo è stato denunciato come "religione straniera "----> fondamentalismo Shintoista----> gran
numero di suoi templi distrutti o confiscati---> visione del Buddismo in contrapposizione che rifiuta locali e credenze
ritenute forme di superstizione.
– Importanza della compassione: di tutti i valori del buddismo, la compassione (karuna) è quello più ammirato
dagli occidentali, diventato marchio dell' immagine del buddhismo e ulteriormente promossa dalla figura del Dalai
Lama, attraverso i media. A differenza della pietà cristiana, che si concentra maggiormente sull'uomo, la compassione
buddhista si estende a tutti gli esseri viventi---> questo senso di comunione è una conseguenza della legge della
retribuzione karmica e alla possibilità che gli esseri viventi hanno di rinascere in varie forme, sia umane che non umane.
Nel Mahayana, in particolare,ogni essere, si dice posseieda la natura di Buddha. Come manifestazione di quella natura
di Buddha in noi stessi, la compassione riflette la compenetrazione di tutte le cose. Non è un dovere etico,
ma piuttosto una realizzazione ontologica. La compassione è stata portata alla ribalta della dottrina buddista con
l'emergere del Mahayana durante il primo secolo d.C, diventando un cruciale elemento per raggiungere Risveglio. La
compassione è l'ideale caratteristica dei bodhisattva che, a differenza del Buddha, ritardare la propria definitiva entrata
nel Nirvana, giurando di non lasciare il mondo delle passioni fino a quando avranno salvato tutti gli esseri viventi--->
paradossi della compassione buddhista = 1) Missione del Bodhisattva di salvare tutti gli esseri, nonostanti essi siano in
realtà considerati manifestazioni fenomeniche illusiorie; 2) la compassione, in linea di principio, è una passione e la
pratica del buddismo dovrebbe sradicare le passioni di tutti i tipi. Come è possibile, allora, a "soffrire con" (nel
etimologico; 3) omidicio compassionevole, legittimazione di certe violazioni delle regole o della violenza---> un'azione
che può sembrare cattiva non può comportare karma negativo se l'intenzione era buona---> ciò nel corso della storia ha
consentito a molti Bodhisattva di visitare bordelli in modo da portare la loro parola alle prostitute che vi lavorano o
veicolati da concezioni come quella secondo cui attraverso l'orgasmo sarebbe possibile raggiungere il risveglio
attraverso l'orgasmo ----> Secondo alcuni testi Mahayana, un bodhisattva può uccidere un criminale, senza incorrere in
punizioni se il criminale è in procinto di uccidere altri o ferire un buddista o se è in procinto di creare un karma negativo
per se stesso. Questa posizione è fatta risalire alla storia in cui il Buddha, in una vita passata, ha ucciso un brigante al
fine di salvare la vita di 500 commercianti e per evitare che il brigante rimanesse vittima di un karma negativo--->
violenza estrema giustificata ome benefico per la maggioranza e un atto degno di lode dato che è anche vantaggioso per
la vittima---> l'omicidio è ammesso se ciò comporta che verranno salvati gli altri esseri. Questo concetto è servito a
giustificare molte esecuzioni politiche--->La questione se si possa sacrificare una persona per proteggere un certo
numero di persone è diventata una questione familiare nella società moderna--->concezioni spesso malviste dai buddisti
conservatori oppure non valide per tutte le dottrine--> la dottrina Theravada, ad esempio, vede impossibile uccidere con
o attraverso compassione = chi sviluppa intenzioni compassionevoli non è più in grado di prevedere l'omicidio, in
quanto solo le radici del male, dell'odio e dell'illusione possono portare l'intenzione di uccidere e queste radici vengono
esitinte dalla compassione stessa; nel Buddhismo Mahayana, al contrario, l'idea dell'omicidio compassionevole sembra
essere giusta, così come nel buddhismo tantrico, esso è considerato giusto per elimitnare i demoni e il concetto di
compassione è stato a volte presumibilmente utilizzato in tempo di guerra per "Alleviare" un nemico della sua esistenza
malvagia, concezione molto simile applicata, per esempio, dai warriormonks del Giappone medievale
– Importanza della pace: In un'epoca in cui il mondo occidentale si sta trovando sempre più
di fronte alla possibilità di nuove "guerre sante", il Buddismo sembra offrire l'esempio rassicurante di una religione
pacifica. Compassione e non violenza sono spesso citati come due delle caratteristiche principali del Buddhismo. Il
termine "non-violenza" è una traduzione comune del termine sanscrito ahimsa e di solito è definita come l'astinenza dal
ferire o dall'uccidere, principio morale fondamentale in India che ha raggiunto fama internazionale grazie a Gandhi, che
ha applicato un'interpretazione molto ampia del termine
con l'obiettivo di sradicare ogni forma di odio. Concetto esistente quindi nell'Induismo, dove questo principio è legato
alla concezione secondo la quale l'Atman non può essere distrutto o distruggersi, ma trasmigra da una vita all'altra, nel
Janismo, dove l'omicidio è essenzialmente quello che ostacola la meditazione e il Risveglio. L'ahimsa come principio
morale fondamentale che includere l'idea secono cui l'universo costituisce un insieme per cui ferendo un altro essere si
ferisce se stessi, che la violenza verso gli altri sia moralmente inquinanti e la regola di non fare agli altri qualcosa che
non si vuole per se stessi. In relazione alla legge karmika la violenza è qualcosa che deve essere evitata per lasciare fare
il proprio corso al ciclo dell'esistenza per il bene e raggiungere il Risveglio o Nirvana. Secondo altre concezione spesso
alcune forme di violenza sono tuttavia necessarie a mantenere l'ordine nella societàal ciclo continuo di nascite e morti---
> Dunque anche se in linea di principio, il buddismo condanna ogni forma di omicidioLa violenza era giustificato da
considerazioni di ordine pratico, come ad esempio, quando il Dharma è minacciato, è necessario spietatamente
combattere le forze del male---> l'omicidio in questo caso è piamente qualificato come "Liberazione"---> violenza
simbolica nei suoi rituali--> il Buddhismo tantrico in particolare comprende una serie significativa di tecniche magiche
progettate per sopraffare demoni = tendenza a paragonare i suoi nemici a orde di demoni e ha cercato di sconfiggerli
attraverso rituale. L'imperatore giapponese Go-Daigo (1288-1339), per esempio, ha cercato di sconfiggere lo shogun
effettuando rituali buddisti che essenzialmente si riduceva alla magia nera. Nel corso della storia il Buddhismo, in
particolar modo in Cina e in Giappone si è conformato alla società. In Giappone ad esempio--->[ "La religione divenne
feudale contemporaneamente come la società stessa; conflitti armati tra le sette e le corte imperiale, tra sette e signori,
tra sette e sette, andando di pari passo con le battaglie feudali "]--->A partire dall'XI secolo, i grandi monasteri
guadagnarono quasi una completa autonomia, divennero importanti proprietari terrieri---> epoca dei monaci guerrieri
che proteggevano gli Shoen, ossia le loro tenute, dalle intrusioni; inoltre il buddismo fu segnato dalla creazione, durante
i Tokugawa, di un forte regime militare, per cui si spiega in parte il motivo per cui, dopo la Restaurazione Meiji (1868),
il buddismo paradossalmente sembrava essere incapace di resistere al militarismo e fu travolto con una"mobilitazione
spirituale" a sostegno della guerra. Per quanto riguarda il Tibet invece, intrighi e guerre si sono avuti durante la
diffusione del lamaismo in Mongolia e nel corso della storia, si è trovato coinvolto in numerose guerre ed è stato
lacerato da secoli da lotte intestine travarie sette buddiste. In sintesi, e senza voler negare che un ideale di pace e la
tolleranza si trova nel cuore del buddismo non mancano fonti che suggeriscono che la violenza e la guerra sono
consentiti quando il Dharma buddhista è minacciato da infedeli. Il buddhismo, dunque è solo colpevole di non
mantenere una distanza sufficiente dalle politiche ideologiche o nazionalistiche o dall'impostazione sociale da cui si è
evoluto.
– Importanza dell'uguaglianza: caratterizzato da un percorso di salvezza aperto a tutti, probabilmennte, in parte,
come reazione al sistema delle caste dell'India. Rinunciando ai suoi doveri regali, il Buddha ha abbandonato i valori
dominanti della società indiana, tra cui il già citato sistema delle caste ( sacerdoti, guerrieri, artigiani e contadini e i fuori
casta)---> rifiuto delle differenze di status sociale a favore di un'esperienza spirituale. Nello spirito di uguaglianza, il
Buddha ha aperto le porte della sua comunità in erba a chiunque fosse sinceramente desideroso di unirsi a lui nella
rinuncia al mondo. Tra i suoi primi discepoli c'erano persone provenienti da varie caste e alcuni di loro erano importanti
personaggi politici, tra cui diversi piccoli re del nord dell'India. Anche se trasformato dalla tradizione in nell'equivalente
di un monarca universale per via delle sue origini principesche e come un riformatore coraggioso che si ribella
apertamente al sistema delle caste, il Buddha probabilmente mise in atto una sorta di processo di ammissione per i
membri della sua comunità, in cui il richiedente dover giurare di essere perfettamente sano nel corpo e nello spirito. La
comunità buddista, dunque, nel corso della storia è stata relativamente tollerante per quanto riguarda l'origine sociale dei
suoi membri, in quanto alcune distinzioni sociali sono rimaste = monasteri buddist come mezzo di ascesa sociale;
alleanza tra "esercito e Chiesa in Giappone o sitazione in cui, come nelle società occidentali, un cadetto di un'importante
famiglia veniva spesso destinato al sacerdozio fin dalla nascieta ed erafacilmente in grado di raggiungere le posizioni più
elevate, rimaste inaccessibili
ad altri monaci, casi in cui i principi o uomini aristocratici continuavano a condurre una vita di lusso presso il
monastero. Differenze di status era forse ancora più marcate tra
le monache, che nel Giappone medievale, sono state spesso costretti ad intraprendere la vita religiosa dalle loro famiglie,
in modo da svolgere riti ancestrali, dove quelle provenienti da famiglie aristocratiche conducevano una vita
relativamente facile con il sostegno finanziario delle loro famiglie, mentre quelli da meno abbienti spesso vivevano in
condizioni di estrema povertà. Anche oggi, le monache sono trattate come cittadini di seconda classe nella maggior parte
delle società asiatiche, private di alcuni diritti fondamentali e risorse materiali---> La questione del rapporto tra le donne
e il Buddismo è uno degli aspetti più problematici della religione--->Si dice che il Buddha inizialmente rifiutato di
ammettere la propria zia materna e la madre adottiva al suo ordine e solo dopo l'intervento di un suo discepolo e molto
amato cugino, ci viene detto, ha deciso di accettare l'ordine delle donne, ma non senza imporre alcune regole piuttosto
severe su di loro prima, a causa della loro presunta imperfezione, in quanto donne, regole del tutto in linea con la
mentalità misogina dell'epoca, esistenti ancora oggi---> le monache sono inferiori e subordinate ai monaci in tutte le
circostanze, private dell'autorità spirituale ed intrappolate in uno stato di dipendenza povertà che le rende
particolarmente vulnerabili a fluttuazioni politiche, economiche e sociali. In teoria, il principio Mahayana della non
dualità implica l'uguaglianza tra uomini e donne, ma in realtà, le monache sono ancora ritenute inferiori a monaci in vita
monastica. Tuttavia, essi stanno cominciando a lottare per ottenere una situazione di maggiore uguaglianza ora che le
culture asiatiche sono sempre più in contatto con la modernità, tentativi, che tuttavia, incontrano spesso una forte
resistenza da parte delle autorità ecclesiastiche. La più forte forma di misoginia è espressa in alcuni testi buddisti che
descrivono le donne come esseri perversi, quasi demoniache. In Tibet come in Giappone, le donne sono state escluse dal
luoghi sacri e la sporcizia delle mestruazioni e del parto
significava che le donne fossero state condannati in un particolare modo. E che dire dello Zen, una tradizione che, in
linea di principio, non è interessata al genere dei suoi adepti e sostiene che il Risveglio sia ugualmente aperto a tutti? A
livello istituzionale, le cose sono piuttosto diverse. In Giappone, almeno, i "maestri" Zen sono quasi sempre uomini e le
donne svolgono solo un ruolo subordinato. La situazione sta cambiando nella parte occidentale dove in alcuni centri
Zen, leader femminili stanno cominciando emergere.
L'omosessualità, invece, è stata a lungo diffusa nel buddismo giapponese. Dunque anche se in teoria si afferma che la
salvezza è accessibile a tutti gli esseri viventi , tuttavia, deviazioni culturali hanno minato fortemente questa proposta.
– Assenza di dogmatismo: al massimo si parla "pratica corretta", oltre al fatto che sussiste una certa pluralità,
ossia la presenza di diverse forme di Buddhismo, dovuta, in parte, all'assenza di un'autorità centrale a differenza del
cristianesimo o dell'Islam o alla convinzione che le verità del buddhismo siano adattate alle capacità individuali e il loro
valore è quindi puramente pragmatico. E' quindi raro trovare uno spirito di settarismo o il fanatismo tale da sfociare in
forme di eresia analoghe a quelle cristiane, ad eccezione del Giappone che si configura come un caso più particolare---->
evoluzione di alcune scuole buddiste nel periodo medievale----> Setta Nichiren, i cui seguaci hanno rifiutato di rispettare
lo shogun e---> È interessante notare che l'unico altro caso di tale intransigenza in Giappone si riferisce a cristiani
giapponesi. Nonostante la mancanza di inquisitori, il buddismo ha avuto i suoi eretici a volte---> caso dei due monaci
Devadatta e Mahadeva, dove il primo sostiene un approccio più rigoroso alla pratica religiosa e la rigida osservanza del
vegetarismo, mentre il secondo è rinomato per i cinque punti realitivi alla natura fallibile ed imperfetta degli arhat,
causando uno scisma nella comunità----> fasi di formazione del Mahayana---> la successiva tradizione continuò ad
accusarlo--->la sua dottrina non può, tuttavia, essere considerata eretica nel senso letterale del termine---> l'unica
tendenza buddista unanimemente riconosciuta come "Eretica" di entrambi i suoi contemporanei è il Tachikawa-ryu,
presumibilmente fondata da due sacerdoti Shingon, la quale, secondo i suoi oppositori, avrebbe predicato l'unione
sessuale come metodo supremo per diventare un buddha "in questo corpo" (sokushin jo¯butsu). Nonostante l'aspetto
sessuale fosse considerato accettabile dal buddhismo tantrico suscitò reazioni violente in Giappone--->Il Tachikawa-ryu
è stato quindi vietato nel XIV secolo, ma nonostante la sua scomparsa formale, la sua influenza ha continuato a farsi
sentire durante l'epoca Edo relativamente a tutti i livelli della società (nel palazzo imperiale e le scuole ufficiali del
Buddismo, così come nei culti del villaggio).

LA FIGURA DEL BODHISATTVA


– Colui che raggiunge il risveglio = comprende, dunque, la vera natura delle cose e l'ordine delle leggi cosmiche--
-> [ "Non c'è un regno del vedere e così via fino ad arrivare a nessun regno della coscienza...Dal momento che non si ha
nulla da conseguire si bodhisattva, perchè ci si è interamente affidati alla pranjaparamita (comprensione della vacuità
dei fenomeni) e la mente non conosce ostacoli, si è oltre il pensiero illusorio"];
– Il risbeglio non implica la liberazione o l'astinenza dal mondo sensoriale = procendendo lungo il cammino
verso il Nirvana si acquisisce comprensione della vera natura delle cose (Dharma)---> Un Buddha è uno che ha
raggiunto la comprensione del meccanismo casuale per mezzo del quale gli esseri senzienti vengono in esistenza =
Comprensione della vera natura delle cose e della vacuità dei fenomeni (Bodhisattva)---> Liberazione dal mondo della
percezione (Buddha); Il Bodhisattva dunque è un uomo finalmente vivo in questo mondo o in un altro;
– Differenze tra Bodhisattva e Arhat: il primo è colui che nella sua grande compassione aspira a diventare
Buddha, solo per guidare tutti gli esseri verso il risveglio e rifiuta la salvazione se essa è soltanto individuale---> egli
deve raggiungere 6 tipi di perfezione (generosità, pazienza, energia, moralità, concentrazione, saggezza); il secondo,
invece è colui il quale pratica solamente per se stesso al fine di raggiungere il nirvana il più presto possibile;
– La carriera del bodhisattva non è più limitata solamente ai monaci, ma è aperta anche ai laici, sia agli
uomini che alle donne e l'ultimo goal non è più il raggiungimento del nirvana, bensì mettersi al servizio dell'umanità per
la salvezza di quest'ultima (Sutra del Loto);
– Originariamente, prima di chiamarsi Mahyana, tale scuola filosofica veniva indentificata con il termine
Bodhisattvayana (il veicolo del Bodhisattva)= veicolo di un Bodhisattva che guarda alla Buddhità al fine di garatire il
beneficio per tutti gli esseri senzienti--> un bodhisattva che ha raggiunto pienamente questo obbiettivo è detto
"bodhisattva illuminato", in grado di stabilire il dharma e condurre i discepoli verso l'illuminazione;
– Momento cruciale della carriera di un bodhisattva: momento iniziale = risveglio, in cui il "credente" desidera
conseguire tal momento affinchè tutti gli esseri siano salvati---> momento finale = il supremo risveglio è
definitivamente ottenuto.
– Sebbene il termine "bodhisattva" possa essere applicato ad ogni seguace del Mahayana, inizialmente designava
alcuni esseri umani particolarmente gloriosi, che dopo un lungo periodo di pratica hanno accumulato mlti meriti e che
hanno avuto il potere di maifestare se stessi in diverse forme, umane o animali---> trasformazione del Buddhismo in un
culto basato su fede e devozione---> ridefinizione della disciplina monastica per adattarla a nuovi valori comela fede e
l'altruismo, in quanto evitare il male non è abbastanza---> nascita dei precetti dei bodhisattva: lavori sociali (costruzione
di templi, ospizi, strade e ponti...) e altre pratiche che identificano la dottrina buddhista stessa.

RUOLO DEI RITUALI


– Con la parola "riti", non ci si riferisce soltanto a preghiere, la recitazione delle scrittura, ma anche alle piccole
azioni della vita di tutti i giorni, necessarie al cammino verso l'illuminazione.

BUDDHISMO COME RELIGIONE INDIANA


– Buddha rigetta il sistema indiano delle caste e il sacrificio brhamanico--> [Brhamanismo = predecessore
dell'induismo = sacrifici prevalentemente di cavalli al ritorno del re dai suoi successi militari e dove egli era l'unico che
era l'unico a poter realizzare tale pratica]
– Buddhismo come reazione contro l'induismo = la salvazione è possibile per tutti gli individui, è universale--->
il Buddha riforma dunque il sistema delle caste; reazione conyto i valori sociali indiani;
– Al fine di comprendere il Buddhismo dobbiamo allontanarci, oltre che dagli elementi magici e superstizioni
(comunque in un certo qual modo presenti nella tradizione induista), dal costesto sociale indiano e considerare l'Asia,
come un qualcosa di unitario, se vista attraverso il Buddhismo, nonostante le diverse forme e le diverse influenze, come
nel caso del taoismo e del confucianesimo in Cina.

BUDDHISMO COME CULTO DEL NIENTE-LA CONCEZIONE OCCIDENTALE NICHILISTA DI BUDDHISMO


– Precedente considerazione del Buddhismo come il perseguimento del nulla, rispetto alla corrente
considerazione che vede tale dottrina come qualcosa di terapeutico, razionale, volto alla compassione e tollerante;
– Tendenza a demonizzare il Buddha o a idealizzare il Buddhismo;
– Nel corso degli ultimi secoli vi era la tendenza a guardare al Buddhismo, come a una dottrina nichilista, a
causa della scorretta interpretazione del concetto di Nirvana--->[ I buddhisti vedono il nirvana come una forma di
salvazione, inteso come una sorta di dimensione analoga al paradiso cristiano; Buddhismo come forma di agnosticismo e
reazione alla concezione dell'esistenza dell'anima e di Dio]
– Differenti opinioni dei vari filosofi del XIX secolo = Hegel--->[ Vuotezza come un altro nome per "pienezza"],
Nietzsche--> [ Buddhism as an "asthena of the will], Shopenahuer---> [Il Nirvana ci appare come qualcosa di
inconcepibile nel linguaggio e nel pensiero, di impensabile e di impronunciabile]
– Due errori principali su cui si basa tale concezione nichilista:
1) Nirvana come semplice inesistenza o distruzione;
2)Metodo dialettico che procede secondo la negazione respingendo però la nozione di vuoto= anche se non possiamo
dire nulla sulla realtà ultima non significa che essa non esisita.
IL SUCCESSO DEL BUDDHISMO
– Non dovuto all'aspettativa del risveglio;
– Inizialmente considerato la causa di mali a causa di alcuni avvenimenti (epidemie, invasioni), diventa ciò che
effettivamente può proteggere lo stato;
– Attività dei monaci, tra cui quella di pregare per la salute dell'imperatore e la prosperità del popolo;
– Numerosi compromessi per sopravvivere come istituzione = la prima comunità era formata da un gruppo di
persone ordinarie che formarono le basi di un'istituzione che è spravvissiuta per secoli, mantenendo viva la fiamma del
"risveglio", diventato il sibolo del buddhismo autentico ed della cultura locale e dei bisogni popolari.

BUDDHISMO COME FILOSOFIA, RELIGIONE , SPIRITUALITA' O SAGGEZZA?


– Aspetto filosofico = dottrina morale fondata sulla compassione--->spiritualità--->saggezza
– Aspetto religioso/divino = dimensione metafisica che non deriva però da una forma di rivelazione, nonostante
includa aspetti realistici associati a pratiche religiose;
– Buddhismo come terapia piscosomatica: Alcuni hanno tentato di andare al di là della scelta del buddismo
come filosofia o religione sottolineando che è prima di tutto
una terapia psicosomatica, una sorta di yoga. Questo aspetto terapeutico
è sempre stata una componente essenziale del Buddhismo, anche se non sempre nel modo in cui lo vediamo oggi. Anche
se è davvero possibile che il buddismo sia stato influenzato dal pensiero medico indiano, i monaci buddisti hanno anche
svolto un ruolo importante in quanto i medici del corpo e dell'anima, nonostante negassero l'esistenza di quest'ultima. Il
buddismo è infatti una forma di terapia, ma più in un puramente senso medico che nel consueto senso spirituale. Inoltre,
come in quasi tutte le società tradizionali, le cause di un gran numero di malattie (fisiche e mentali) venivano
identificate con influenze demoniache, per cui anche nel Buddismo i rituali di esorcismo costituivano un potente
antidotoa. Eppure, nonostante il Buddismo canonuco screditasse la pratica medica, in quanto rappresentava un ostacolo
al Risveglio, vari monaci erano specializzati in questa pratica. L'interpretazione psicologica della meditazione buddista
costituisce un aspetto fondamentale del Buddhismo moderno in Occidente--->Secondo questo punto di vista, la dottrina
e l'arte buddista sono legate fortemente all'aspetto psicologico---> Mandala esoterici, così come i mantra, per esempio,
sono spesso interpretati come archetipi universali e quindi come aspetti importanti del rituale esoterico, spesso presentati
come una sorta di magia, anche se, alcuni seguaci del Buddismo tibetano negano l'aspetto magico del mantra, cercando
di razionalizzarlo----> I Mantra diventano così qualcosa "che protegge la mente ", non da qualsiasi disastro in quanto
tale, ma da distrazione e confusione mentale. Questa definizione etimologica,
– Buddismo e Magia: quando si tratta di una malattia, naturale, umana o di origine sovrannaturale, il buddismo
ha essenzialmente sviluppato una tecnica medica per affrontare tali le cause, in particolare quelle soprannaturali,
ricercate spesso nei demoni, negli dei e negli spiriti che popolano l'invisibile mondo--->vasta gamma di tecniche tra cui
possesso e l'astrologia. Nel Buddhismo tantric in particolare, i demoni sono stati ritualmente richiamati attraverso un
supporto, solitamente un bambino, con una sorta di esorcismo che aveva lo scopo di trasferire il demone che possedeva
un malato nel corpo del medium, dove poteva essere più facilmente cacciato via. Le tecniche buddiste non sono, però,
limitate e ai rituali di protezione; essi costituiscono spesso rituali di aggressione. Un testo tantrico tradotto in cines
descrive un rituale di sottomissione usato per la guarigione che richiede la produzione sia di un mandala e statuette
dell'uccello divino Garuda, la recitazione di un mantra e l'accensione di un fuoco rituale, bruciando animali, vegetali o
anche resti umani. Certi rituali, spesso tibetani, coinvolgono il sacerdote che invoca una divinità protettrice e lancia le
sue offerte in direzione della forza ostile, un dono sacrificale destinato a simboleggiare la carne e le ossa dei suoi nemici
offerto alla divinità stessa o coinvolgono danze, come quella Cham, in cui un'effige è usata per rappresentare il demone
che sarà esorcizzato o il nemico che ha bisogno di essere sconfitto, rituale che culmina con il ballerino mascherato, che
rappresenta la divinità Mahakala, che colpisce l'effigie al fine di "rilasciare" il demone.
– In tempo di guerra, rituali, ai quali ci si apprestava segretamente, venivano messi in atto con l'intent di
manipolare e forze occulte e portare la vittoria al loro campo, come al tempo del V Dalai Laman o come i rituali richiesti
dai leader cinesi fino all'inizio del XX secolo. In Cina e in Giappone, riti del fuoco (goma) utilizzati per esorcismi erano
(e sono tuttora) effettuati accendendo un focolare di forma triangolare dove figure di carta rappresentanti il presunto
aggressore vengono bruciate. Nel 1329, Go-Daigo eseguito un rituale se stesso con l'obiettivo di "Dissipare rapidamente
uomini dannosi e dissipare gli atti del male" ossia per liberare la terra dei guerrieri che governavano il paese di fatto.
Alcuni di questi rituali possono derivare da concezioni pre-buddhisti, elementi sciamanici inglobati nella dottrina
buddista enel corso dei secoli. diventandone parte integrante---> Quando il Buddha è stato introdotto in Tibet, Cina e
Giappone, è stato essenzialmente visto come un dio più potente rispetto alle già esistent divinità locali e allo stesso
modo i rappresentanti del Buddha, i monaci, sono stati ricercati come taumaturghi.

INFLUENZE TRA BUDDHISMO E CRISTIANESIMO


– Influenze reciproche tra Buddhismo e Cristianesimo, e numerosissimi analisi e dibattiti su Buddha e Cristo come
figure e sulle vite dei due individui = La leggenda del Buddha venne conosciuta dai cristiani nell'Iran Orientale e
nell'Asia Centrale dove i cristiani venivano a contatto con i Buddhisti---> leggende che testimonierebbero tale influenza
come quella di Barlaam (pio eremita) e Josaphat (figlio del re indiano Abenner e convertito dall'eremita) = anticamente
venerati come santi cristiani, protagonisti di un romanzo agiografico popolarissimo in età medioevale ispirato alla
vicenda della conversione del Buddha---> Secondo la leggenda il Re Abennar, in India, perseguitava la chiesa cristiana e
il suo reame fondato dall'apostolo Tommaso, quando gli astrologi predissero che il suo stesso figlio, un giorno, sarebbe
diventato cristiano, ragion per cui lo isolò, impedendogli ogni contatto esterno. Nonostante quest'isolamento, Josaphat
incontrò l'eremita Barlaam che lo convertì al cristianesimo, mantenedno la sua fede nonostante la rabbia di suo padre, il
quale alla fine, si convertì e lasciò il trono a Josaphat, ritirandosi nel deserto per diventare un eremita. Josaphat, più
tardi, abdicò e si ritirò insieme al suo maestro, Barlaam.

BUDDHISMO NELLA SOCIETA' E NELLA STORIA


– Il concetto di salvezza intriso nella concezione di karma ha avuto non pochi effetti sulla società---> la
nozione karmica di retribuzione, ha contribuito, anche all'estero, a divulgare una serie di valori morali, incoraggiando gli
individui ad elevarsi spiritualmente e socialmente---> concetto di reincarnazione come conseguenza della dottrina del
karma, il passaggio di ogni essere vivente ad un altro livello di esistenza determinato dal suo karma;
– Concetto della reincarnazione e la sua funzione politica = E' necessario considerare il fenomeno della
reanicarnazione all'interno del contesto determinato dal paese in cui esso è stato divulgato (Tibet, Mongolia, Sri Lanka)
e quindi della cultura e dalla forma di Buddhismo attraverso la quale si è diffuso. In Tibet ade esempio, ci si concentra
per lo più sulla rinascita di indivui carismatici, come nel caso del Tibet---> certi esseri possono scegliere la forma con
cui desiderano riapparire per perseguire la loro missione. Reincarnazione come l'appropiarsi di qualcosa da un punto di
vista politico---> Dalai Lama come una sorta di re in Tibet---> Althan Khan in Mongolia---> Reincarnazione del Dalai
Lama ricercata ricercata sempre tra questi popoli e mai tra le comunità Afro o lantine oppure cinesi--->distizione politica
visibile già a partire dalle reincarnazioni stesse---> La successione del Dalai Lama si è configurata infatti, sempre
intorndo ad una lunga serie di intrighi nei monasteri = durante il periodo che va dalla scoperta del nuovo Dalai Lama
fino alla maturità di quest'ultimo, il governo era controlato da un reggente, il quale riusciva spesso a mantere il potere
anche dopo che questo fosse effettivamente detenuto dal Dalai Lama---> tra il XVIII e il XIX secolo, quattro Dalai
Lama morirno prima di ascendere al trono in misteriose circostanze, situazione che terminò con l'ascesa del XIII Dalai
Lama.
– Buddhismo come insegnamento universale e l'ideologia naizionalista: afferma di essere universale,
trascendendo tutte le razze e culture. Nonostante ciò, molti aspetti del buddhismo riflettono le sue origini indiane e
inoltre, dati i suoi stretti legami con lo Stato, il buddismo ha contribuito in molti casi, a far emergere una coscienza
nazionale, come nel caso dell'episodio kamikaze, durante le invasioni mongole del XIII secolo in Giappone, invocati da
rituali buddisti hanno portato all' emergere di una ideologia nazionale che considerava il paese una "Terra divina"
(Shinkoku) che ha giocato un ruolo importante nel Giappone imperialista del ventesimo secolo, alimentando il il
desiderio impulsivo del paese per la conquista in tutto il continente asiatico---> Durante la seconda guerra mondiale, i
buddisti giapponesi hanno sostenuto lo sforzo di una guerra senza riserve---> nazionalismo moderno---->
fondamentalismo. In India,invece, la rinascita del buddismo nel XX è avvenuta in seguito a riforme sociali che si
configuravano come una possibilità di via di fuga dalla loro condizione---> rifiuto di massa dell'induismo e del suo
sistema di casta che li aveva repressi per tanti secoli--->Purtroppo le loro richieste di ottenere luoghi sacri buddisti
presto cominciarno a scontrarsi con il preesistente induismo, sul quale era in un certo qual modo improntata l'ideologia
nazionalista indiana, sfociando in un confronto tra due forme di fondamentalismo. Abbracciare il nazionalismo in nome
di modernizzazione, in quanto il Buddhismo traidizionale, oltre ad essere visto spesso come una superstizione, risultava
essere un ostacolo al progresso e alla modernizzazione---> parteciparzione buddhista a movimenti nazionalisti e
adattamento nel quadro del moderno stato-nazione, in particolare per rispondere alle sfide presentate dalla rapida
espansione del cristianesimo, come quelle dei missionari. In Giappone, il nazionalismo Zen è il risultato delle interazioni
tra Buddismo e modernità occidentale--> "Nuovo Buddhismo" = cosmopolita e umanista. Buddismo promosso a
rappresentare un mezzo per proteggere lo Sri Lanka contro le forze colonizzatrici dell'Occidente. Nel tempo, il
nazionalismo buddista si è evoluto in risposta al colonialismo occidentale. Buddisti hanno cercato di promuovere il loro
dottrina come qualcosa che è utile alla nazione come in Cina, dove il clero buddista hanno cercato di guadagnare il
favore delle forze di occupazione, in questo caso i giapponesi che erano anche Buddisti, così come il clero buddista in
Corea che ha mantenuto stretti legami con le occupanti giapponesi, con conseguente interna divide. Nel caso del Tibet,
questo nazionalismo è di più recente origine, in quanto, essendo stato a lungo oggetto di minacce esterne,di per sé era
praticamente sconosciuto prima di entrare a far parte della Repubblica Popolare Cinese nel 1951. l'ascesa del
nazionalismo tibetano era dovuta più al carismatica personalità del Dalai Lama il quale nonostante i disaccordi interni
continua a formare un punto di riferimento per tutte le aspirazioni nazionaliste all'interno del Tibet stesso e nella
diaspora. Differenze tra le varie situazioni del concetto di nazione e dell'ideologia nazionalista: nel caso giapponese,
diversamente da quello singalese e coreano, i buddisti identificano la nazione con lo Stato, e il nazionalismo ha
sostenuto incondizionatamente il paese nei suoi sforzi, menntre nel caso Thailandese i monaci sono percepiti (e
percepisconose stessi) come simboli di patriottismo e come membri di una comunità che va al di là del sangha e include
la nazione nel complesso e come tali, si sentono in dovere di giustificare certi atti di violenza commessi in nome della
nazione---> Nonostante le sue tendenze universalistiche, il buddismo non può essere compreso al di fuori del suo
contesto culturale---> Durante le guerre che hanno portato due paesi buddhisti in conflitto (come i Mongoli di Kublai
Khan e i giapponesi durante il XIII secolo) i buddisti non hanno mostrato alcuna esitazione a schierarsi con loro nazione,
nonostante le loro dichiarazioni di "internazionalismo". La "riscoperta" occidentale del buddismo nel corso del XIX
secolo ha portato i buddisti a vedere se stessi come partecipanti a un movimento pan-asiatico, o addirittura una religione
universale non impedendo tuttavia il consolidarsi di un senso di appartenenza nazionale---> Rifiutaro della reclusione
monastica per diventare attivamente coinvolti nel mondo, in ambito sia sociale che politico, dove quest'ultimo aspetto
può rapidamente trasformarsi in fanatismo patriottico, come il caso del Tibet, dove la dissidenza politica si diffuse tra i
monaci portando alla rivolta di Lhasa del 1959---> le proteste ripresero nel 1987---> Questa nuovo militantismo ha
richiesto ai monaci di scegliere tra il rispetto della loro tradizione buddista e abbandonarsi allo spirito nazionalista e
combattere per liberare il Tibet dall'oppressione cinese, attivismo da parte dei monaci successivamente diminuito,
soprattutto in seguito alla decisione del
Dalai Lama di astenersi da ogni violenza armata e la politica della nonviolenza è stata generalmente rispettata fino alle
violente proteste di Marzo 2008.
– Ruolo dei monaci: il Buddismo è essenzialmente una forma di monachesimo--->Sangha (monaci, monache,
laici, e laiche)---> dottrina che ruota attorno alla comunità monastica ----> tendenza dei monaci a vivere chiusi e lontano
dal mondo talvolta criticata e considerata come una potenziale causa motivo del declino del Buddismo---> nonostante
tale tendenza la storia rivela che il Buddismo è stato sempre impegnato e coinvolto nella politica e nella vita sociale,
talvolta anche troppo. I laici contribuiscono a sostenere i monaci attraverso le loro offerte, mentre i monaci in cambio
danno loro il dono del loro insegnamento, il Dharma,"economia" buddista rimasta una caratteristica dominante del
buddhismo asiatico per molto tempo e che permise ai monasteri di assicurarsi una relativa indipendenza economica,
diventando proprietari terrieri. I monasteri, inoltre, sono spesso influenzati dalle tendenze sociali e politiche. La storia
del buddismo è piena episodi di sanguinosi conflitto tra i grande monasteri nello Sri Lanka, in Tibet e in particolare in
Giappone. La violenza all'interno del Sangha è spesso percepita come un segno dei tempi, in quanto è stata spesso
considerata come la prova che la fine è vicina. ente morale e criteri interni. Il lassismo etico che caratterizza alcuni testi
del Mahayana
ha senza dubbio giocato un ruolo nelle esplosioni di violenza monastica avvenuta nel Giappone medievale così come
l'emergere dei "monaci-guerrieri", così come i monaci cinesi del monastero Shaolin erano coinvolti nella lotta contro i
pirati giapponesi o come i monaci coreani hanno svolto che nel X secolo hanno difeso la Corea contro il Jurchen, dagli
invasori mongoli, giapponesi e Manciù, tra cui, molti, erano anche buddisti. L'istituzione del sistema feudale in
Giappone sembra essere stato responsabile per la svolta degli episodi di violenza nei monasteri---> la violenza
monastica sembra quindi essere determinata storicamente---> Dal decimo al XVI secolo, i monaci giapponesi erano
coinvolti in più di 400 "incidenti" - che vanno da proteste a vere e proprie battaglie campali---> Durante il regno
dell'imperatore Shirakawa (1053-1129) che spesso i monaci intervenivano in dispute politiche e dalla fine del secolo XI,
i loro attacchi non erano più limitati alle autorità governative, in quanto cominciarono a rivoltarsi l'uno contro l'altro---
>L'istituzione di monaci-guerrieri di solito è fatta risalire al sacerdote Ryogen (912-85)---> questi monaci erano come i
guerrieri giapponesi in tutti i modi: cavalcavano su cavallo e portavano un arco e una freccia e usavano mostrare le teste
dei nemici dopo averle tagliate---> I conflitti più frequenti furono quelli ad opera dei monaci Enryakuji, un grande
monastero Tendai e quelli di Kofukuji, uno dei grandi monasteri di Nara, parzialmente o completamente distrutti dai
monaci di fazioni rivali in diverse occasioni---> Diversi storici giapponesi hanno sostenuto che questo fenomeno è
specifico per il Giappone medievale, nel senso che i monaci armati e guerrieri rappresentano due risposte al feudalesimo
nella società giapponese per cui la militarizzazione dei monasteri divenne inevitabile e la protezione del monastero fu
garantita da poteri secolari---> necessità di mettere in riga questi grandi centri del Buddismo a partire della fine del XVI
secolo---> Nel 1571, Oda Nobunaga
bruciò i monasteri del Monte Hiei a terra e il suo successore, Toyotomi Hideyoshi (1537-1598), fece lo stesso nel 1585
contro un centro della setta Shingon, sradicare monastica--->Altra causa di repressioni atibuddiste, spesso, è stata il
parassitismo monastico--->la repressione più violenta è avvenuta nell'845, in Cina. quando più di 2.000 monaci e
monache furono costretti a rinunciare alla loro vita consacrata e un gran numero templi e statue furono distrutte. Mentre
questi grandi centri monastici del Giappone non hanno mai più recuperato la loro prosperità dopo le severe repressioni, a
partire dalla fine del Medioevo, i grandi monasteri tibetani, si sviluppavano sempre di più. I monasteri, inoltre, avevano
il loro proprio servizio di sicurezza. Un altro aspetto interessante riguarda le tensioni tra i monaci ei laici che hanno
determinato,fin dall'inizio della storia del buddismo indiano, che vede i laici, più in generale, interessati all'accumulo dei
meriti attraverso le loro azioni, mentre i monaci sono di solito impegnati nel perseguimento della salvezza, anche se
comunque, migliorare il karma è stato anche uno degli obiettivi della pratica monastica, spesso cercando di ottenere tale
miglioramento attraverso rituali, fino a che le linee di demarcazione tra laici e monaci, si sono talvolta indebolite---> Al
giorno d'oggi, la versione laica del Buddhismo tende ad essere più importante, soprattutto con l'abbandono della regola
del celibato.

LA FIGURA DEL DALAI LAMA


– Il Dalai Lama, il cui nome significa "Oceano di Saggezza", è l'incarnazione della compassione buddista e della
tolleranza. Il suo ruolo istituzionale, tuttavia, è relativamente limitato: egli non è affatto il "Papa della chiesa buddista"
(come era ancora detto fino a non molto tempo fa in Occidente). Anche se in un certo senso è il rappresentante del
nazionalismo tibetano, è, tecnicamente parlando, solo il capo spirituale delle comunità buddisti tibetane e in esilio.
Paradossalmente, pur essendo portavoce di una tradizione molto antica, il Dalai Lama, in particolar modo quello attuale,
ha portato un'aria di modernità per Buddhismo tibetano---> Fa anche costante riferimento a valori quali la tolleranza, la
compassione, il rispetto per la vita in generale, non solo quella umana e la responsabilità universale. Egli ha dichiarato
che farebbe del Tibet una zona demilitarizzata, una sorta di riserva ecologica e spirituale per l'umanità. È per tutti questi
motivi che è stato insignito del Premio Nobel per la Pace nel 1989---> Il Buddismo è stato dunque percepito come una
sorta di umanesimo, appositamente adattato ai nuovi problemi etici sollevati dalla
crisi "umanitaria" e dal progresso scientifico moderno. Nonostante il suo spirito di tolleranza, il Dalai Lama non ha
sempre potuto impedire lotte intestine tra i vari
gruppi che compongono la comunità di tibetani in esilio--> Dalai Lama stabilisce una distinzione tra il principio della
violenza e la realtà politica che può richiedere una certa dose (sostanziale, in questi casi) di violenza ---> ridefinisce la
non violenza in un modo piuttosto paradossale ---> ["Se uno di motivazione è positiva, ma le circostanze richiedono un
comportamento duro, essenzialmente si sta praticando la non violenza" ---> In riferimento alle vicende tra USA, Iraq e
Afghanistan]

BUDDHISMO COME RELIGIONE ATEA


– Buddhismo ateo, monoteista o politeista? = Certamente il primo Buddhismo non riconosceva un dio creatore
o come l'induismo o le religioni monoteiste Occidentali ---> Secondo il Buddismo, l'universo è regolato da un legge
impersonale - il Dharma. Tuttavia, la scon lo sviluppo della scuola Mahayana numerosi Buddha e Bodhisattva hanno
cominciato a costituire un vero e proprio pantheon di divinità, tutti con diverse virtù e funzioni, come il cosmico Buddha
Dainichi (il cui nome significa Grande Sole), definito come il principio sovrano della tutte le cose, per cui non siamo
lontani dal concetto di un Dio personale o come, nella scuola della Terra Pura, il Buddha Amitabha (meglio noto con il
suo nome giapponese di Amida), generalmente considerato come un salvatore, secondo la promessa che egli guiderà
tutti coloro che lo invocano---> Tra le diiverse opinioni di studiosi, ritroviamo quella secondo cui il Buddhismo non è un
politeismo e che le rappresentazioni di divinità in religione tibetane non hanno nulla a che vedere con "dei" intesi come
entità di esistenza autonoma, in quanto essi sono "archetipi di conoscenza, di compassione, di altruismo e dunque oggetti
di meditazione grazie ai quali è possibile far emergere queste qualità in noi attraverso tecniche di visualizzazione (
punto di vista, spesso rappresentante di una particolare èlite, talvolta Occidentalizzato, in quanto mentre, in teoria,
queste divinità sono dichiarate simboliche, in pratica sono prese molto sul serio, soprattutto nel buddhismo tibetano--->
nel buddismo giapponese, invece, esponenti come il maestro Zen Soto Keizan Jokin (1268-1325), per esempio ha
dichiarato che un patriarca Zen non obbedisce né a un dio né a un padrone", ma allo stesso tempo sosteneva di avere
spesso visioni di divinità nei suoi sogni e di aver seguito le loro raccomandazioni alla lettera---> Keizan non è un caso
isolato, anzi, è altamente rappresentativo dei monaci giapponesi del medioevo
– Distinzioni del Buddismo giapponese tra dei puramente "simbolici" (che sono conosciuti come "manifestazioni
temporanee"o gongen) e dei "reali" o demoni
– Gli dei furono i primi abitanti del cosmo buddhista e ciò che lo governava prima di essere sfrattati e poi
reintegrati (a un livello subordinato) da parte del Buddha e il suo seguito. Secondo l'ortodossia, anche se il buddhismo
non riconoscere l'esistenza di dei nativi, che si differenziano dal Buddha e dei santi buddisti, in quanto sono soggetti alla
legge di causa ed effetto per cui la loro divinità è il risultato di un buon karma ed è solo temporaneo. Essi possono
acquisire poteri sovrumani per un tempo, ma non sono in alcun modo completamente esseri liberi e onnipotenti, come
nell'induismo
– Nel Mahayana gli dei sono semplici proiezioni della mente umana, illusioni causate dal nostro karma, o entità
astratte create dalla nostra mente.
– Allora, chi sono questi dèi buddisti? Paradossalmente, si potrebbe dire che il Buddha stesso sia ai ranghi più
alti in mezzo a loro----> somiglianze tra il Buddha e il grande Dio Vishnu, non si può negare che i vari aspetti
dell'immagine del Buddha sono state ereditate dalla immagine del Hindu Le sette misure adottate dal Buddha come un
bambino appena dopo la sua
– Secondo il maestro giapponese Nichiren il Buddha è il signore, la madre e il padre, il master originale di tutti
gli esseri di questo mondo---> scritture Mahayana come ad esempio il Sutra del Loto, lo dipingono come un eterno,
come un Buddha sovra-mondano che ha dato luogo a tutta una serie di buddha metafisici quali Amitabha (il Buddha che
regna sulla Terra Pura occidentale) e cinque Buddha Dhyani che corrispondono alle cinque direzioni del mandala
(quattro Buddha ai quattro punti cardinali con Shakyamuni al centro, poi sostituito da Vairochana)---> il Buddha
Vairochana, paragonato al sole, è percepito come l'essere-tutto e fine-tutto di tutte le cose. Dopo i Buddha sono i
bodhisattva, considerati o buddha futuri o emanazioni dei diversi Buddha.
– Senza dubbio, il bodhisattva più popolare è Avalokiteshvara (Guanyin in cinese, Kannon in giapponese), il
bodhisattva della compassione spesso rappresentato con tratti sia maschili che femminili e materni. Alcuni testi
affermano che Avalokiteshvara è semplicemente una manifestazione del Buddha Amitabha, anche se in fede popolare lui
/ lei ha acquisito una personalità distinta. Altro bodhisattva di particolare importanza in Cina e Giappone è Kshitigarbha
(Dizang in cinese, Jizo in giapponese), rappresentato come un giovane monaco amabile. Nel Buddismo popolare, egli
guida la "Anime" e intercede per loro conto con ---> noto in particolare come il protettore dei bambini morti.
– Anche gli Arhat, discepoli del Buddha storico sono talvolta venerati collettivamente dai, buddhisti--->
circa 500 arhat, presentati al pubblico occidentale dal missionario gesuita Matteo Ricci, ch per ironia della sorte, è stato
lui stesso successivamente divinizzato tra questi 500 arhat.
– Altre divintà indiane, cinesi, giapponesi acquisite dal buddhismo, tra cui Indra e Brahma, due grandidivinità del
pantheon indiano che si sono evoluti per diventare protettori del Buddismo---> Shiva e Vishnu.
– Rapporto del buddhismo con la religione locale = induismo e Buddismo sono state a lungo religioni rivali e
nella mitologia indù il Buddha si è ridotto ad essere un semplice avatar di Vishnu che è apparso solo per ingannare gli
eretici (ossia i buddisti) e
condurli alla rovina---> L'immagine di Shiva in unione sessuale con la consorte (simbolo
della sua energia creativa) ha notevolmente influenzato in seguito il Buddhismo, in particolare nella sua forma tantrica---
> Il figlio di Shiva, il dio dalla testa d'elefante, appare nella forma ambivalente in quanto rappresenta sia il bene che il
male--->doppio corpo, sia maschile che femminile
– Si potrebbe quindi affermare che due tipi di fede coesistono nel Buddismo = il primo vede gli dei come una
categoria di esseri legati al desiderio che devono il loro successo temporaneo a un buon karma, soggetti alle leggi del
desiderio, sofferenza, e della retribuzione karmica che possono raggiungere la salvezza attraverso la conversione al
buddismo, che essi devono giurare di proteggere; il secondo, ossia la dottrina della vacuità della scuola Mahayana,
afferma che esistono dèi solo a livello di verità convenzionale ---> tutte le cose sono vuote e irreali e Il Buddha è l'unico
vero essere, perché è stesso vuoto.
– Nel buddhismo tantrico, gli dei, proiezioni di varie facoltà spirituali, devono essere visualizzati inizialmente
per essere poi mentalmente dissolti.
– Buddismo potrebbe essere descritto come una religione politeista nel senso che riconosce la relativa
esistenza di numerosi dèi che agiscono come mediatori o anche salvatori, diventando oggetti di culto, ma potrebbe
anche essere descritto come monoteista---> Infine, dato che questo Buddha non è un dio nel senso occidentale del
termine ed è considerato essere il primo ad aver compreso questa realtà ultima Buddismo potrebbe anche, al limite,
essere descritto come ateo. Chiaramentequeste categorie rigide non sono appropriati per descrivere questo fenomeno
complesso e le sue credenze e pratiche.

BUDDHISMO CHAN/ZEN
– Zen, insieme con il buddismo tibetano, è una delle più note (piuttosto incompreso) forme di Buddhismo in
Occidente. Per la maggior parte dei seguaci occidentali, il buddihsmo è un percorso interiore, centrato sulla meditazione.
– Il termine Zen deriva dal sanscrito Dhyana (pronunciato chan-na in cinese, da qui la sigla chan, letta zen in
Giapponese) che si riferisce alla meditazione o, più specificamente, alla concentrazione.
– Si svliluppa in Cina nel corso del VI secolo dC. All'inizio dell'ottavo secolo, diviso in due tendenze, le scuole
del Nord e quelle del Sud. Quest'ultima è diventata la forma ortodossa di Zen;
– Le Origini: Buddhismo Chan, insieme di lignaggi che compongono una scuola buddhista dalle origini
leggendarie che si fanno risalire all'altrettanto leggendario Bodhidharma, -monaco indiano, o persiano, seguace della
corrente del Buddhismo Mahāyāna, giunto in Cina attorno al VI secolo. Il termine Chánjiā fu adottato per la prima volta
-pare- dall'eclettico monaco e studioso cinese Zōngmì. Attualmente con Chán si intende una corrente religiosa buddhista
sviluppatasi in Cina, grazie ad una profonda inculturazione in ambiente daoista, a partire dalla dinastia Tang, fiorita sotto
iSong, introdotta in altri paesi di influenza cinese. Molto nota è l'interpretazione giapponese di questa scuola, che prende
il nome di Zen---> Secondo gli "Annali dei Monasteri di Loyang", pare che un monaco indiano o persiano sia giunto
nella città, nel monastero Shaolin sul Monte Canto in Cina, non troppo lontano dalla capitale cinese di Luoyang, dove il
monaco indiano si dice
abbia vissuto nel VI secolo. Secono altre agiografie si è creata una sintesi con altri a crearsi un sintesi con altri
personaggi, Fotuo e Sēngchóu, ma la fonte più importante sulla vita di Bodhidharma resta quella in cui si parla di un
brahmano originario dell'India meridionale che arrivò in Cina per diffondervi le dottrine del Mahāyāna, giunto per mare
durante la Dinastia Song meridionale raggiungendo da qui la capitale della Dinastia Wei settentrionale, Luoyang
– Ideologia Chan: Quando il Buddismo arrivò in Cina, è stato adattato alla cultura e alla comprensione cinese--
-> si ritiene che si sia probabilmente sviluppato in seguito all'interazione tra Mahāyān e taoismo oppure che derivi dalle
pratiche yoga; è stato inoltre esposto al confucianesim; Buddismo percepito e assimilato attraverso il Taoismo per via
della somiglianza tra le pratiche buddhiste e quelle taoiste---> I rappresentanti del primo Buddhismo erano
profondamente influenzati dalle opere taoiste di Laozi e Zhuangzi, questo contesto, equiparando- in qualche misura -
l'ineffabile Tao e la natura di Buddha, in quanto la natura del Buddha deve essere trovata nella vita umana di "tutti i
giorni", proprio come il Tao.
– Importanza della meditazione nello Zen = la meditazione seduta era solo una delle quattro forme di
meditazione o di Samadhi: (1) seduto, (2) in piedi, (3) metà seduti, metà in piedi, (4) "forma libera". La seconda e la
terza forma corrispondono all "invocazione del Buddha Amida" praticata in particolare dalle scuole della Terra Pura. La
quarta è la più alta
forma di meditazione e rappresenta una sorta di meditazione "attiva" che consiste
nel meditare durante le attività quotidiane. Il lavoro manuale, per esempio, è una forma importante della meditazione
Zen, un tratto che differenzia questa scuola da altre scuole del Buddismo. Mentre alcuni la vedono come la via suprema
dell'osservanza religiosa, la meditazione da seduti è stata spesso, nel corso del IX secolo, criticata in particolar modo dal
fondatore della setta Linji(Rinzai in giapponese), Linji Yixuan, che ha attaccato la tendenza contemplativa ritendendo
che la meditazione risieda nelle piccole cose quotidiane, perchè è in esse che risiede il Dharma del Buddha e non
nell'arrestare il flusso dei pensieri----> nonostante tale disprezzo, l'atto di seduta in meditazione ha continuato a svolgere
un ruolo significativo nella vita dei monaci Zen, soprattutto in alcune sette Giapponesi--->In Giappone oggi, la
meditazione seduta è praticata solo in un pochi grandi monasteri. Nella maggior parte dei templi zen, come nei templi di
altre sette, sacerdoti passano la maggior parte del loro tempo a svolgere riti funebri per i loro parrocchiani. Con la
diffusione di
Buddismo zen in tutta Europa e negli Stati Uniti, c'è stata la tendenza ad ignorare l'aspetto più religioso e rituale dello
Zen, concentrandosi invece sulla sua tecnica meditativa, quasi analogamente alla pratica delloYoga indiano.
– La diffusione dello Zen in Occidente è dovuta in gran parte alla DT Suzuki, con i suoi saggi, grazie ai quali
il Buddhismo Zen ha esercitato una notevole influenza su diverse generazioni durante gli anni'60, influenzando anche la
stessa cultura hippy, affascinano anche le generazione precedenti. Tale era la fama di Suzuki che egli è riuscito a
convincere i suoi lettori occidentali che lo Zen potrebbe rivaleggiare tranquillamente con il misticismo cristiano, o
meglio, che il misticismo zen fosse era superiore a tutte le altre forme di misticismo, sia orientali che occidentali---> lo
Zen non è né una filosofia né una religione---> ["lo spirito di ogni religione o la filosofia. E 'proprio per questo che lo
Zen può essere praticata da chiunque, sia buddisti o cristiani , così come grandi pesci e piccoli pesci sono entrambi
soddisfatti vivendo in uno stesso oceano. "]---> Zen viene paragonato all'oceano per sottolinearne il carattere universale
cultura, apparentemente senza alcun timore di contraddire se stesso. In un'altra sua opera, intitolata Zen e Cultura
giapponese, che era
anche estremamente influente in Europa e negli Stati Uniti, ha contrastato la natura puramente intuitiva dello Zen con
l'ingombrante razionalità del West, che stabilisce la propria superiorità
– Zen come strumento di interpretazione della cultura del paese, chiave master che fornisce accesso sia
all' estetica (pittura, poesia) che militarismo giapponese---> Zen come religione dei Samuri---->L'idea che lo Zen sia
la religione di guerrieri, e che in un certo qual modo si identifichi attraverso il Bushido (la via del bushi, ossia del
guerriero) è stata comunemente accettata in Occidente dai tempi di Suzuki. Il concetto di Zen come ideologia marziale
si sarebbe sviluppato in seguito al periodo di pace durante tutto il regime Tokugawa, con il ritorno al Giappone
imperialista e quindi con la restaurazione Meiji; Una tradizione simile si è sviluppata in Cina, per cui il Bodhidharma
fondatore semi-leggendario della setta Chan (Zen), si ritiene sia il fondatore della tradizione di una particolare arte
marziale, Bei Shaolin. Un certo numero di luoghi comuni relativi allo Zen e alle arti marziali prevalgono ancora oggi--->
["Rende la vita una battaglia pacifica, una battaglia interna in cui tutte le attività diventano arti della pace"]----> Mentre
gli shogun (leader militari) del Giappone medievale può essere stato efficace seguaci dello Zen, soldati semplici (bushi)
tendevano piuttosto a seguire il Buddhismo della Terra Pura.---> [Il Buddha Amida ha promesso di dare il benvenuto
seguaci nella sua Terra Pura occidentale]---> insegnare ai suoi seguaci a ignorare la morte, dichiarazioni sulla natura
uguale di vita e di morte.

IL BUDDHISMO E LA SCIENZA
– I seguaci occidentali del buddismo tibetano non perdono mai l'occasione per sottolineare l'interesse del Dalai
Lama nel campo della scienza, in particolare per la neurologia
– Sarebbe sbagliato chiamare il buddhismo una "scienza della mente" se per "scienza" si intende una
forma di conoscenza sulla base della ricerca sperimentale e di una concezione materialistica della natura e
l'umanità---> i buddhisti hanno cercato di sottolineare la compatibilità del buddismo con la scienza moderna---> essi
sentono che la scienza è sulla strada sbagliata quando si tratta di meta-fisico o spirituale mondo, che tendono
essenzialmente a negare---> Le nuove tecnologie relative alle neuroscienze hanno consentito loro di ottenere immagini
sempre più precise dei piccoli incavi del cervello e il modello di un cervello infinitamente complesso, sembrerebbe
sostenere l'idea buddista dell'assenza di sé.
– L'esistenza di una razionalità buddhista non può essere negata : essa è ancorata ad un quadro
soteriologico che la rende incompatibile con il discorso scientifico, spesso anche a causa dei suoi paradossi e delle sue
contraddizioni---> il Buddhismo si basa sul concetto del primato della coscienza, mentre la scienza vede coscienza come
un semplice sottoprodotto evoluzione della struttura neurologica del cervello). Quindi quali sono i processi
neurobiologici che causano la coscienza e il contenuto emotivo di un'emozione o addirittura lo stato supremo del
Risveglio? Risveglio può da un punto di vista scientifico essere considerato portatore di un certo contenuto intellettuale,
dal punto di vista buddista, non può essere ridotto ad una serie di algoritmi entro i quali si articolano i processi del
cervello e alle connessioni sinaptiche tra le sue centinaia di miliardi di neuroni. Gli scienziati restano divisi sulla
questione se eisista o meno il dualismo tra cervello e coscienza. Vi è, tuttavia, una convergenza apparente tra scienza e
buddismo in quanto entrambi riconoscono che tutto ciò che costituisce il sé (gioie e ansie, ricordi, piani, un senso di
identità personale) sia il risultato di una concatenazione di cause ed effetti. Tuttavia, al di là di questo, gli elementi che
entrano in gioco in ogni caso sono estranei (ad esempio i dharma o aggregati fisico-psicologici del modello buddista e le
cellule nervose e molecole nel modello scientifico).
– Incompatibilità tra la teoria darwiniana dell'evoluzione della coscienza con l'ontologia buddhista che
vede la coscienza (lo si chiami la natura di Buddhao altro) come eterno e trascendentale, anche se può non sempre
manifestarsi nella stessa misura negli esseri umani. Aspetto cosmologico: per molti buddhisti, l'universo nel suo insieme
è il Buddha, o in altre parole la coscienza risvegliata che si manifesta perfettamente nel Buddha storico e deve essere
riattivato attraverso le pratihe buddhiste, essendo stata oscurato temporaneamente tra gli esseri umani. Eppure, secondo
alcuni studiosi, il buddismo potrebbe anche essere definito come un tentativo di andare al di là del cosmo = L'universo è
una scena cosmica dove la salvezza dell'uomo si svolge---> la retribuzione karmica e la trasmigrazione, due nozioni
fondamentali del Buddismo, non possono essere ridotti a semplice causalità morale o psicologico, in quanto formano
parte integrante di un intero sistema cosmologico. Due tipi di cosmologia possono essere identificati = 1) Hinayana---> [
il singolo universo è centrata intorno al monte Sumeru, una sorta di pilastro cosmica pilastro che collega i tre livelli di
realtà (il regno celeste, il mondo umano, e gli inferi, dove il mondo umano è un disco piatto che poggia su quattro strati
o "ruote" - terra, acqua, vento, e spazio) e al cui vertice si trova il Cielo dei Trentatré Dèi, governato da Indra, una
divinità
di origine vedica e circondato da cinque oceani circolari separati da catene montuose; 2) Mahayana ---> [l' universo è
'un po' come una sfera, analogamente a quella di Pascal, il cui centro è ovunque e la circonferenza da nessuna parte,
dove un numero infinito di mondi coesistono, alcuni puri, altri impuri o misti e ciascuno è il dominio di un particolare
Buddha. Il mondo in cui viviamo è un impuro ed è il "campo" del Buddha Shakyamuni.--> Il cosmo è infinito e
composto da 3.000 grandi universi e da un numero infinito di piccoli universi, la cui durata della vita all'interno di
ognuno di essi, varia considerevolmente dai dieci agli 80.000 anni--->Con questa nozione di un cosmo infinito e una
proliferazione nel numero di buddha, il tempo sembra scomparire--->Secondo questa concezione, la salvezza buddista,
non è più la domanda della salvezza di un individuo, ma di una salvezza cosmica che coinvolge una quantità incredibile
di energia e di tempo]--->Come possiamo vedere, questi due tipi di cosmologia coinvolgono due diversi tipi di salvezza:
il primo caso implica un temporale lento e laborioso processo; nel secondo, Buddha e Bodhisattva (e talvolta i seguaci
stessi) possono recarsi in altri lontani mondi (come la Terra Pura del Buddha Amitabha) alla velocità della luce. Il primo
caso implica che Nirvana sia dominato da un individuo, mentre il secondo implica un nirvana cosmico dominato da una
metafora spaziale. L' aspetto cosmologico era predominante nel buddhismo tantrico, il quale azichè
prosciugare il flusso dell'esistenza, ossia il samsara, dove tutto è sofferenza, distruggendo l'energia che muove il
desiderio, sostiene di dover tornare alla fonte passando attraverso immagini e simboli---> simbolismo cosmologico---
>c'erano quindi due forme di pratica
sulla base di cosmologie radicalmente opposte: 1)(quello del primo Buddismo) "caduta" nel ciclo di vita e morte
(samsara), portando ad una rottura radicale tra due piani ontologici (verità e l'illusione); 2) (quella del buddhismo
tantrico), il passaggio da uno a più è percepito come emanazione continua, ossia anzichè presentare una soluzione di
continuità tra l'assoluto e il relativo, il buddhismo tantrico presuppone la continuità del flusso di coscienza e quindi,
piuttosto che negare il mondo alla scoperta di una realtà puramente spirituale, come secondo le correnti Hinayana e
Mahayana, esso mira a ritornare alla fonte da cui deriva--->Piuttosto che mettere radicalmente fine a tutte le attività
mentali e tutto il desiderio, il buddhismo tantrico sostiene una trasformazione (o "inversione") dell'attività mentale
attraverso il desiderio, per cui piuttosto che rifiutare il mondo e il corpo, li trasforma in mandala, in immagini rituali o
microcosmi che forniscono accesso alla realtà del macrocosmo.

IL BUDDHISMO E IL VEGETARIANESIMO
– Vegetarianismo buddista originariamente derivato dalla condanna del Buddha rispetto al acrificio
animale, ma è forse stato influenzato dalle pratiche di certi rinunciatari indù e Janisti---> principio della non-violenza
(ahimsa) espresso in seguito alle disposizioni del re Ashoka, che vietano il sacrificio degli animali e limitano il consumo
di carne e le categorie di animali che possono essere uccisi.
– Spesso sollevata la domanda con cui ci si chiede se il Buddha stesso fosse vegetariano--->v arie fonti
canoniche insistono sul fatto che il Buddha non abbia mai mangiato carne---> Nonostante ciò, una tradizione diffusa
suggerisce che il Buddha morì per mangiare carne di maiale contaminata, leggenda che è stata oggetto di molte
discussioni nel corso del tempo, in quanto probabilmente il termine tradotto come "maiale" si riferisce in realtà ad un
fungo o una specie di tartufo---> In ogni caso, il Buddha sembra avesse visioni relative ad un consumo della carne
piuttosto moderato sul consumo di carne pare che fu suo cugino, Devadatta, a proporre l'adozione di cinque regole, tra
cui il divieto di mangiare carne e pesce, ma Buddha si rifiutò di far rispettare questa regola e continuò a limitarne il
consumo attraverso il divieto di dieci tipi di carne, già vietati dalla società in quel momento. I monaci avevano il
permesso di mangiare carne, purché non fossero a conoscenza del fatto che l'animale fosse stato ucciso appositamente
per loro---> trecondizioni necessarie relative al consumo della carne da parte dei monaci di mangiare (né vedere,
sentire, nè sospettando che un animale sia stato ucciso per loro) sono legate ad un'ignoranza circa le origini della carne,
impossibile da dimostrare, tra l'altro percepita come una sorta di ipocrisia---> il consumatore della carne è ugualmente
responsabile della macellazione dell'animale in quanto la domanda crea l'offerta---->Tuttavia, le regole diventano
gradualmente più severe: inizialmente, è sufficiente per un monaco non uccidere un animale se stesso, ma dopo diventa
indirettamente responsabile degli atti commessi da altri---> alla fine, il consumo di carni viene percepito come essendo
incompatibile con il precetto che vieta l'uccisione. Nel Buddhismo Mahayana, il consumo di carne rappresenta una
palese contraddizione della Regola d'oro ("Non fare agli altri ... "). Come affermato dal maestro Guanding cinese: "Per
analogia con se stessi, non si può desiderare di mangiare gli altri--->[ "La crescentepopolarità del vegetarianesimo nei
circoli brahmanici potrebbe aver forzato Buddisti a seguire l'esempio. Come afferma il Lankavatara Sutra: Se anche non
buddhisti si astengono dal mangiare carne, come può buddisti continuano a mangiare quando la compassione costituisce
il principio fondamentale della loro dottrina?"]
– Il vegetarismo è dopo tutto una forma di rinuncia, le motivazioni potrebbero anche avere molto poco a
che fare con la compassione. Il mancato rispetto di uno stile di vita vegetariano è citato come un ostacolo alla
liberazione nel Lankavatara Sutra, e potrebbe portare alla rinascita in un regno inferiore. Sembra quindi che ragioni
soteriologiche costituiscano la motivazione principale.
– Il contesto culturale e demografico svolgono una parte importante nella tradizione del vegetarianismo
buddista. Iinizialmente ai monaci è stato richiesto di astenersi dal mangiare carne di cavallo e di elefante perché questi
animali sono stati considerati reali simboli.
– In Cina, la questione del vegetarianismo è stato oggetto di molti dibattiti tra chierici e laici allo stesso
modo, all'inizio del VI secolo d.C---> I cinesi sono grandi appassionati di carne, soprattutto di maiale e il consumo di
carne è sempre stato un privilegio di classe, in quanto la carne veniva percepita come un "supplemento" per il riso---> In
ogni caso, la carne non è mai stato oggetto di alcun tabù etico---> l'astinenza totale è stato richiesta solo durante certi
periodi caratterizzati da digiuno e purificazione--->Il dibattito è venuto a concentrarsi su altre questioni (rituali,
economiche, gastronomiche e dietetiche).
– Il Mahaparinirvana Sutra, dal quale, molti leader cinesi, hanno attinto alcuni precetti, condanna il
consumo di carne e pesce - in contrasto con i testi Vinaya della scuole mahayana e hinayana--->["Il buddismo
auspica un rigoroso vegetarismo"]---> sottolineato il divieto di uccidere e causando sofferenza, così come il valore
dietetico di verdure e diversi fattori economici. Nonostante una certa riluttanza iniziale, il vegetarianismo stretto diventa
così un mezzo per la comunità monastica buddhista per differenziarsi radicalmente dai laici i quali dovevano mangiare
carne in occasioni specifiche e in base a diversi obblighi sociali, fino a che il divieto non finì per includere anche loro.
– Il contesto culturale ha anche svolto un ruolo importante in Giappone –--> il vegetarianismo, al tempo
dal monaco Shinran (1173-1263), fu abbandonato da questi e dai suoi seguaci, in quanto andava in contrasto con
l'abbandono del sè richiesto dalla totale fiducia nel Buddha Amida e durante la Restaurazione Meiji (1868), il consumo
di carne fu stato consentito a tutti i monaci (come pure il matrimonio) e il vegetarianismo, oggi, esiste solo in luoghi
specifici, come i monasteri Zen---> Il Buddismo giapponese ha sviluppato l'idea che tutti gli esseri hanno una natura di
Buddha e sono quindi fondamentalmente
identici--->["Tutti gli esseri senzienti hanno una natura di Buddha e diventeranno Buddha. Come potrebbero buddha
mangiare l'un l'altro?"]
– Mentre buddhisti occidentali sono vegetariani per lo più rigorosi, quelli orientali hanno avuto la tendenza a
rompere questa regola.
– Inaspettati effetti sociali del vegetarianismo: vegetarianismo come strumento per facilitare la mobilità
sociale all'interno del sistema delle caste indiano---> Astenersi dal mangiare carne, considerato un cibo impuro, offre un
mezzo per aumentare la purezza rituale di un gruppo---> vegetarianismo come mezzo per esprimere le differenze sociali
e religiose---> ciò comporta tuttavia fenoameni di discriminazione sociale, come in Giappone, per esempio, dove la
minoranza etnica dei burakumin è spesso discriminata perché svolge professioni considerate impure, in quanto
prevedono la macellazione degli animali, o la lavorazione delle pelli---> Paradossale situazione di violenza sociale in
nome della non violenza.

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