Costume e Moda
Costume e Moda
Il tessuto no al II secolo era cos tuito da una materia organica naturale sogge a alla decomposizione veloce a di erenza
del metallo, ripensando infa ad an chi scavi si possono ritrovare bellissime bbie, collari e spade ma non ves , che
sopravvivono solo in rarissime situazioni dove c’è una combinazione di acidità del terreno e umidità o assenza di essa che
preservano i tessu . L’abbigliamento più an co sopravvissuto è quello dell’an co Egi o o successivamente di epoca
romana proveniente dalle tombe dalle quali si sono salva mol indumen per via della secchezza dell’aria impedendogli
la decomposizione preservando tuniche ancora originali mantenute.
Il lusso
Il lusso è una delle chiavi interpreta ve più rilevan per comprendere la moda. Dai tempi dei romani no al XIV secolo
l’abbigliamento europeo si sviluppa e si modi ca rela vamente poco: tra l’abbigliamento dell’uomo ricco e quello del
povero l’unica di erenza stava nella qualità delle sto e e nell’uso di ornamen da parte dei ricchi. A par re dal Medioevo
l’abito ha cominciato a rappresentare la posizione o il ruolo sociale della persona. Si fa risalire appunto per questo la
nascita della moda al tardo Medioevo primo Rinascimento (XIII-XIV secolo), dove l’Europa a raversava una fase di grande
crescita economica.
Da qui la forma degli abi iniziò a cambiare a ritmo sostenuto (“principio del cambiamento”). Signori e re, magistra e
prela furono considera tanto più magni ci quanto più era il fasto di cui si circondavano. Il lusso della corte era anche
immagine dello Stato e della sua ricchezza e potenza economica. Per secoli, tali modi che saranno accessibili soltanto alla
classe borghese e dei ricchi. Tu avia, nel XVI secolo la Riforma protestante creò le premesse per una nuova cultura
rela va al lusso, alla ricchezza e al loro signi cato e co: la ricchezza, segno del favore divino, non poteva essere
sperperata per l’orgoglio personale, ma doveva essere ges ta, in nome della comunità; quindi, modes a e moderazione
diventarono le vere do da comunicare a raverso l’abito.
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anni è nata una nuova cultura della seconda mano sia grazie a Vinted che a piccoli negozi individuali in Italia. In Inghilterra
i negozi di abi usa per bene cenza sono frequen ssimi, mentre la nostra mentalità predominante ca olico- cris ana ci
propone più servizi religiosi.
Il ves ario aveva un costo elevato e inoltre chi voleva un nuovo abito doveva “farselo fare”. Si iniziava dal tessuto. In mol
casi la materia prima (lana e lino) veniva prodo a in casa, lata da mogli e glie e tessuta dai mari .
I tessu , sopra u o quelli di lana, venivano infeltri , poi carda per renderli più uniformi e in ne n in laboratori
specializza . La produzione di tessu e abi di maggiore qualità avveniva in ci à:
• Ci si rivolgeva a una bo ega di commercian di panni lana e sar , a “pelliccia” e "zuppardi"
• Per i meno abbien c’erano gli “strazzaroli” e altri venditori di abi di seconda mano
Il costo dell’abito era notevole: una parte consistente della spesa totale deriva dal materiale stesso. La confezione
incideva in misura minore dal momento che richiede con nui aggiustamen e numerose sedute di prova da parte del
cliente. La maggior parte del ves ario era confezionata ar gianalmente in casa o su misura da sar e sarte. L’acquisto di
un nuovo abito era un’a vità ben piani cata, che spesso veniva fa a coincidere con le fes vità ci adine o religione più
importan , o con matrimoni e funerali e che richiedeva di essere decisa per tempo.
Donne e moda
La donna era considerata par colarmente sogge a all'in uenza della moda. L'associazione fra moda e donna è rimasta
no ai giorni nostri. Nel Medioevo rappresentava una conferma della natura nefanda della moda che andava a colpire il
“sesso debole”: la donna, in quanto incapace di resistere alle tentazioni, era più sogge a a diventare una “vi ma della
moda”. Sia le leggi suntuarie che le prediche frequen di uomini di chiesa e moralizzatori sui pericoli del lusso e della
moda erano infa speci catamente indirizzate alle donne (ad esempio De usu cuiuscumque ornatus di Giovanni da
Capestrano o Tractatus de ornatu mulierum di Orfeo Cancellieri). Savonarola non va per il so le e richiama le donne
all’onestà che le dis ngue dagli animali.
La donna deve ripudiare tu e le mode ritenute vergognose: la donna del Medioevo non esprime una propria posizione
ma è una vi ma passiva di impulsi e desideri che non sa domare. Lo stesso principio si ritrova nelle leggi suntuarie. La
donna non prende mai parte all’elaborazione e alla stesura di queste leggi. Le donne hanno una posizione subalterna:
quello che possono o non possono indossare è stabilito non dalla loro condizione sociale ma non da quella dei loro mari ,
padri o fratelli.
Questa posizione subalterna della donna nei confron del potere patriarcale è stata teorizzata alla ne dell'O ocento dal
sociologo americano Veblen che nella sua opera “La teoria della classe agiata” ipo zzò che il vero mo vo per cui le donne
erano viste come “creature della moda” non era la loro vanità ma la posizione sociale dei loro mari . La donna diventa
“fe ccio”, dimostrazione palese del potere e del benessere della famiglia e del marito. La donna medievale e
rinascimentale non si esprime e non comunica a raverso il lusso e la moda ma la comunicazione avviene per interposta
persona da parte del maschio. Si tra a di una teoria alquanto diversa da quella proposta dal sociologo Simmel, che
interpreta la moda come fa ore di “compensazione” per la donna: esclusa da un'a va vita pubblica, ella crea la sua sfera
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di scelta ed espressione proprio nella moda. Le donne erano escluse dalla vita poli ca e professionale, e allo stesso
tempo rappresentavano l’onore e la dignità della famiglia.
La s lista di Dior si confronta con l’an ca Grecia della cultura classica. Realizzano una sorta di trailer visivo della
collezione, dei documentari e dei lm interi: Dior usa mol ssimo il lmato per raccontare il pensiero dietro alle collezioni.
L’idea è presa dal mondo del cinema: creando un trailer invogliano a vedere la Collec on per intero e tu o ciò che ne
consegue. Ogni Resort Collec on ha un tema principale e tu a la squadra fondamentale parete per un viaggio nella
cultura di quel determinato paese analizzandone la cultura; documentare ogni fase della produzione è pico di Dior che
vuole coinvolgere il suo pubblico tenendoci parte del loro mondo. Ques video vengono realizza anche perché qualche
anno fa Dior è stata protagonista di un episodio molto sgradevole: vengono fa s lare in passerella dei gilet realizza con
tecniche di ricamo tradizionali di paesi rurali Romeni senza dare il giusto credito alla cultura tradizionale. Ciò ha scatenato
uno scandalo che li ha porta ad essere molto più a en a coinvolgere le popolazioni locali nella realizzazione delle loro
collezioni.
Greenwashing = Una forma di appropriazione indebita di virtù e di qualità ecosensibili per conquistare il favore dei
consumatori o per far dimen care la propria ca va reputazione di azienda le cui a vità comprome ono l’ambiente.
Per questa collezione in par colare hanno trovato ar giani greci con i quali hanno collaborato che pra cavano ancora
lavorazioni risalen alle an che tradizioni dando così il senso di “an co”.
Durante l’an chità classica si sviluppa l’arte di rappresentare il corpo nudo in relazione al drappeggio del tessuto; infa ,
la bellezza è esaltata dal drappeggio quindi si crea una visione idealizzata che verrà tramandata nella storia. L’abito
nell’an chità classica è un abito che arriva ad avere una sua iden tà solo sul corpo e con esso muovendosi con lui: il
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tessuto veniva rimborsato sopra alla cintura intrecciata in vita (chiamata Colophos), e se fosse stato drappeggiato male
sarebbe stato da persona non ra nata. Questo “snobismo” nell’abbigliamento lo ritroviamo anche nei Romani con le
Toghe, indossate da uomini e così ingombran da necessitare uno schiavo apposito per essa che diventa anche in questa
cultura uno status symbol: se la tua toga è drappeggiata male sei “un contadino arrivato in ci à”.
Il giovane di Mothia = perfe o esempio scultoreo del lino leggerissimo pieghe ato, ques tessu
venivano a orciglia per creare le pieghe che poi si adagiano sul corpo me endolo in mostra, ma allo
stesso tempo si vela il corpo = gioco del vedere e non vedere lasciandoci immaginare ciò che c’è so o.
Indossa una sorta di tunica con una fascia sul pe o (probabilmente stava facendo sport) dando un
forte senso di realtà. Il conce o di ves re e di velare il corpo svelando in parte rimane presente
nell’abbigliamento Occidentale no ad oggi.
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fermavano a pensare che potesse essere importante: storicamente tessuto e abbigliamento hanno poca importanza al
contrario di un metallo prezioso.
Ci sono situazioni molto par colari dove qualcosa è sopravvissuto:
• In an co Egi o, per una combinazione di temperatura e assenza di umidità la maggior parte dei luoghi di sepoltura
si sono deser ca e ci hanno donato dei tessu come lenzuola di lino perfe amente conserva . Il lino inizia ad
essere lavorato in Egi o circa 6000 anni fa, abbiamo ancora i colori originari e riusciamo a ricostruire il tu o
avendo ancora delle fon primarie, dandoci la storia ampia di un periodo storico fondamentale
• Per l’abbigliamento occidentale abbiamo pochissimo, solo dalla Danimarca arriva qualche fonte dove i corpi sono
sta preserva con i loro indumen in situazione di umidità e acidità perfe a che ha creato un composto di terra
che ha mantenuto i capi, come alcuni del 1370 A.C che alcuni archeologi sono riusci a ricostruire.
Nei musei abbiamo qualcosa da qualche an ca tomba ma si parla di piccolissimi frammen di tessu , poco ci è arrivato
dal Medioevo e dal 500’, cominciamo ad avere però accessori in più o frammen di tessu ricicla dall’abbigliamento
come, ad esempio, quello ecclesias co che non veniva u lizzato tu i giorni e ha quindi una vita molto prote a
all’interno di luoghi cura . Per l’abbigliamento la situazione di conservazione è molto diversa rispe o ai gioielli poiché il
primo no all’industrializzazione veniva riciclato; quindi, un abito per quanto bello o nobile poteva benissimo essere
ritagliato per realizzare altro, andando così a perdere proprio il pezzo originale. Dato che il tessuto non andava sprecato
sappiamo grazie ad archeologi che ad esempio a Londra gli scar di tessu venivano ritaglia , tenu , e diventano carta
igienica.
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LE ORIGINI DEL LUSSO NELLA MODA
Il Rinascimento Italiano, parliamo del periodo tra il 1400-500’, era un periodo molto par colare per quanto riguarda il
conce o di lusso. Per avere una nozione del mondo della moda oggi bisogna sempre analizzare la storia e confrontare ciò
che è con ciò che è stato.
Termini importan
• Haute Couture = il lusso nell’Alta Moda oggi, le eralmente “alta sartoria” in termini francesi, u lizzato
esclusivamente per abi femminili, in Italia si u lizza il termine alta moda. Questo termine è stato ideato nel 1800
per de nire l’alta sartoria prodo a a Parigi esclusivamente per la moda femminile. È una sartoria costosissima e di
al ssima qualità ar gianale e professionale, basta pensare che spesso oggi l’ul ma prova di un abito su
commissione viene fa a mandando una persona responsabile della Maison con una sarta in qualunque parte del
mondo si trovi l’acquirente, un servizio assolutamente specializzato.
• “Su misura” = abbigliamento realizzato su misura del cliente maschile, che richiede varie prove e ritorni
sicamente in sartoria per provare gli abi .
Tu o in una s lata viene scelto con cura, dalla musica all’ambientazione, i riferimen storici, la lavorazione ar gianale su
ogni elemento Haute Couture, speciale per l’ar gianalità messa e la qualità dei tessu . I prezzi per ques abi variano da
un minimo di 20.000$ no a circa 200.000$ se non di più. Sono prezzi ovviamente irraggiungibili per gran parte della
popolazione, ma si paga sia il nome che l’ar gianalità, il fa o che diverse persone abbiano lavorato per ore e ore al capo
in ques one.
Questa s lata in par colare si è svolta in un museo. Nell’Haute Couture le s late danno l’idea della Maison e della
stagione con la sua idea di quel momento, ma un cliente può far realizzare qualsiasi abito anche senza ispirazione alla
collezione a uale. I capi realizza per le modelle in s lata vengono conserva nell’archivio della Maison, alcuni vendu o
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compra dai musei, generalmente non si ene tu a una collezione altrimen si avrebbero degli archivi enormi, ma si fa
una selezione dei capi più iconici della collezione.
La ci à fa moda
Le ci à dell'Europa medievale erano centri non solo di produzione e commercio, ma anche di consumo. La ci à era anche
il luogo in cui sfoggiare nuovi abi , specie per le èlites, che sempre più spesso sceglievano di risiedere all'interno delle
mura urbane. La ci à diventa quindi, nel Medioevo, il palcoscenico perfe o per la creazione e la rappresentazione di
nuove mode. È anche il luogo in cui il principio della gerarchia medievale, in cui lo status sociale di un individuo era
determinato dalla nascita, viene ad essere messo in discussione. Nello spazio sociale la condizione sociale è determinata
dalla ricchezza più che dai natali, quindi abi elegan , costosi e all’ul ma moda possono innalzare lo status sociale di
persone ricche ma dal lignaggio breve quali facoltosi mercan e ar giani.
Giacca maschile
Nell’immagine lo percepiamo dalla forma che viene data al corpo, è una giacca maschile
che non segue la sionomia naturale: questa giacca è un rarissimo esempio di capo
sopravvissuto e ci fa vedere come il sarto abbia voluto dare un pe o muscoloso, una
pancia pia a e un punto vita stre o all’uomo che avrebbe dovuto indossarla. Siamo in
un momento importan ssimo che coincide a quando si incomincia nell’arte a percepire
un nuovo interesse nel percepire il corpo umano. Invece che avere un giromanica
classico è scavato e arrotondato, costruito con cerchi concentrici di sto a così che si
possa muovere bene il braccio: un uomo che poteva perme ersi questa giacca era
sicuramente un cavaliere con la spada, che aveva quindi la necessità di muovere il
braccio. Nel romanzo della rosa si fa riferimento ad un bravo sarto come “colui che sa
tagliare il giro manica”. Me endo insieme queste fon sappiamo che questa giacca era
fa a di seta tartara, (tessuto Russo importato dalla Cina) appartenuta a Charles de Blois,
seppellito con essa nel 1364.
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Importanza del bo one
Si è arriva a questo a raverso il bo one, inventano nel 1200: cominciamo a vedere il bo one u lizzato come elemento
essenziale per creare le forme e sopra u o u lizzato come decorazione, essendo molto grandi sicuramente non erano
comodi, ma la forma rimane tale grazie a ques bo oni. Questo ci racconta molto di un periodo di grande evoluzione e
dell’inizio dell’interesse per la moda come qualcosa che può cambiare il modo in cui appariamo agli altri.
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IL 1400: L’INDUSTRIA DEL LUSSO IN ITALIA
Con la ne del 1300 l’Italia inizia a dis nguersi per la sua cultura ar s co-le eraria, inizia il Rinascimento come fenomeno
culturale visto come di grandissima importanza e con ammirazione anche dall’estero. L’Italia si costruisce una fama per
inven va e qualità ar gianale e ra natezza. Parlando di Rinascimento abbiamo una forte in uenza a livello loso co e
ar s co di imitare il vero, la realtà, tu o ciò che le epoche Cris ane no ad allora non avevano permesso.
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Monumento Funebre di Jacopo della Quercia
Viene rappresentata una giovane donna morta a 20 anni, i cui genitori pagano per realizzare questa opera estremamente
moderna:
• Viene rappresentata come vera, sembra semplicemente addormentata ed è all’ul ma moda
• Riferimento all’an chità classica: prende l’idea del sarcofago dell’an chità classica.
È il primo monumento funebre davvero rinascimentale.
Il suo corpo è molto percepibile so o l’abito, l’ar sta ci vuole far intuire
questo corpo giovane e bello, fru o probabilmente di ciò che era successo
nella moda femminile: non solo gli uomini vogliono apparire muscolosi e
belli, ma anche le donne vogliono me ere in mostra il loro corpo, mentre
prima gli abi erano tuniche dove il corpo non si percepiva. Sartorialmente
parlando per la donna abbiamo un nuovo sistema di modellare il corpo nella
parte alta: la tunica è sagomata al corpo, cucita da un lato e lasciata aperta
so o l’altro per in larlo meglio, dove si in la un laccio da rare così da dare
la forma come un corse o che dà supporto. Si portano sempre due stra di
abi : uno modellante so ostante e una sopravveste, in questo caso con
maniche a sbu o, che viene ripresa con una cintura (ricamata in oro) so o il seno per enfa zzare. Cominciamo anche a
vedere i capelli, cosa che la Chiesa aveva assolutamente vietato no al 1200 circa: si u lizzava un velo per coprirsi, mentre
qui si comincia a vedere un capello acconciato e una sorta di corona imbo ta di seta. La chiesa cri cherò tan ssimo gli
uomini in questo periodo con disegni spesso sa rici.
Con il 1400 inizia l’interesse per l’abbigliamento complesso nella costruzione e sfarzoso nella decorazione. Il culto
dell’apparire si sviluppa grazie anche ad un nuovo legame con la fede che non è più totalizzante. L'élite si autocelebra
facendosi rappresentare in a reschi nelle chiese, nei palazzi e sugli ogge . Il conce o di farsi fare un ritra o dipinto o
scolpito, come in età classica, prende piede in questo periodo in tu a Europa, in Italia in uenzato da reper archeologici,
l’idea del ritra o prima era considerata non usuale.
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L’inizio dell’Italia come riferimento nell’ambito dei tessu
L’Italia col 1400 diventa famosissima grazie le sue sto e e alla seta in par colare, la cui storia ha dei passaggi molto
precisi:
• Abbiamo un primo incontro tra l’Italia e la seta già nel VI secolo, quando con la presenza dei Bizan ni la seta viene
importata dalla Cina, che produceva seta da esportare da secoli e secoli via terra anche verso l’Occidente. Già nella
Roma Imperiale si incontravano sete cinesi rarissime arrivate da Palmira, in Siria, no a noi.
• Si conosceva questo tessuto morbido e lucente ma non si sapeva di cosa fosse fa o: il mistero comincia ad essere
svelato nel VI secolo quando i Bizan ni rubano le eralmente il segreto dalla Cina, scoprendo come si fa e di cosa è
fa a. Portano quindi bachi da seta e informazioni a Costan nopoli dove l’imperatore Gius niano inizia una
manifa ura di seta inizialmente segreta, nel giro di pochissimo i bizan ni diventano i principali esportatori del
tessuto in occidente.
• Nella storia italiana sarà la Sicilia a conoscere prima di tu i segre della seta.
• Nel 1200 i tessitori Arabi in Sicilia scappano verso nuovi luoghi, in par colare Lucca in Toscana o re asilo poli co a
mol di loro dove si inves rà su a vità di produzione di seta. La prima ci à a produrre seta sarà quindi Lucca nel
XII secolo. Altre di queste persone vanno in Spagna che sviluppa anch’essa la sua produzione, ma l’Italia sarà
capos pite nella sua tessitura, nei suoi disegni, e nel commercio di questo bene di lusso: il disegno era trado o in
tessitura con un abilissimo lavoro di intrecci che richiede mesi di lavoro per un abito solo. Non era un tessuto alla
portata di tu .
Cominciamo a vedere anche il velluto. L’Italia diventa capos pite di questo tessuto sopra u o per i suoi disegni dato che
erano spesso gli stessi ar s come Da Vinci a disegnare i tessu , nel suo caso per la tessitura di Milano. I maggiori centri
di produzione erano Firenze, Venezia, Genova e Milano che competono tra di loro con rivalità, e sappiamo che i tessitori
dovevano rmare dei contra blinda dove si stabiliva che se fossero scappa dalla ci à sarebbero sta puni con la
morte dato che vigeva la paura di perdere i pochissimi ar giani prepara in quest’ambito.
Il Drappo d’Oro
Il velluto più importante che segna la storia del tessuto è il drappo d’oro: un velluto di seta broccato con lo d’oro, la sua
in uenza è molto legata al Medio Oriente e alla loro simbologia (melograno). Tu i colori sono fa con estra naturali
come per il rosso per il quale si usava la cocciniglia polverizzata, più complessa era l’estrazione del pigmento, più costoso
sarebbe stato il tessuto. Il colore più di cile da realizzare era il nero, molto vola le.
Produzione di lana
Abbiamo anche la produzione di lana per cui era famosissima la Toscana, poteva essere lavorata da tessu molto spessi a
nissimi. Era sempre lana di pecora, quelle più pregiate che oggi conosciamo arriveranno molto tempo dopo. Le
lavorazioni di ques tessu sono complessissime e un bravo tessitore faceva solo pochi cen metri al giorno, da questo
deriva il loro costo eleva ssimo.
Le leggi Suntuarie
Le leggi Suntuarie o sull’abbigliamento oggi ci sembrano bizzarre; ai nostri giorni esistono leggi che ci proibiscono di
andare in giro nudi, ad esempio, per quanto riguarda gli uomini è la nudità inferiore, mentre per le donne riguarda tu o il
corpo. Questa regola che vige ancora oggi è un costru o sociale derivato da an che leggi religiose. Nei secoli passa le
leggi che venivano create per regolamentare l’abbigliamento non riguardavano esclusivamente la nudità ma erano delle
vere e proprie regole sul lusso, decidendo chi potesse indossare determina abi e chi no. Queste leggi sono state create
principalmente per contenere le persone che indossano l’abbigliamento della famiglia reale, per perme ere agli
aristocra ci di crearsi un loro status symbol fa o anche di abi che potevano indossare solamente loro. Venivano date
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multe a chi indossa gli abi in modo scorre o: se ci si ves va con drappo d’oro o abi sontuosi si veri cava lo status
sociale pena una multa monetaria, l’indumento veniva piombato ossia veniva passato un lo nel tessuto a cui si a accava
un piombino di piombo. Firenze è una ci à ricca e queste persone arricchite non erano sempre nobili, ma spesso
commercian che giustamente volevano indossare abi belli che si potevano perme ere per cui comincia una sorta di
s da al potere andando in giro con i piombini sul proprio abito, no ad arrivare al punto in cui più piombini avevi e più eri
ammirato.
Le leggi suntuarie erano par colarmente comuni in Italia nel tre e Qua rocento, nel Cinquecento in Inghilterra e fra il
Cinque e Seicento in Francia. Queste leggi regolano non solo la spesa per l'abbigliamento, ma anche quella per cerimonie
come matrimoni e funerale, stabilendo legi mamente cosa potesse o non potesse essere scambiato fra gli sposi o fra
suoceri e nuore, e addiri ura quante candele fossero permesse ad un funerale. Le leggi suntuarie non regolano tu i pi
di consumo, ma solo quelli ritenu eccessivi, cioè̀ “suntuosi”: al centro dell’a enzione è il super uo e scopo della legge è
tenere a freno il lusso e le forme di cambiamento, sos tuzione e rimpiazzo is gate dalla moda.
Il loro obie vo è quello di mantenere lo status quo, e nel far ciò preservare il benessere della nazione: è, in primo luogo,
il lusso ad essere condannato. Invece delle sete importate dall’Asia, è preferibile u lizzare i tessu di più modesta
lavorazione ma prodo in loco, perché così si darà lavoro al tessitore e ai suoi lavoratori, alla donna che la il materiale e
all’ar giano che fa la ntura.
Le leggi suntuarie ponevano un ulteriore problema: per farle rispe are bisognava creare un sistema di polizia. Ad
esempio, a Firenze, nel 1330, i cosidde U ciali delle Donne avevano il compito di multare le donne che non
rispe avano le regole suntuarie vigen . Giravano per strade e piazze e disponevano della facoltà di fermare chi infrange
la legge e di sequestrare in loco tu gli ogge proibi . Per chi si fosse trovato in questa situazione l'unica via di scampo
era correre verso una chiesa, luogo in cui gli u ciali civici non potevano esercitare i loro poteri.
Il 1500
Nel 1500 l’Italia malgrado la situazione geopoli ca con invasioni di territorio, guerre, dominazioni spagnole e caduta del
ducato di Milano, con nua a produrre arte spe acolare e tessu , e ad esportare tu o questo. Si cominciano ad avere
molte superpotenze come Re Enrico VIII d'Inghilterra, Carlo V di Spagna e Francesco I di Francia: sono tre esempi di ritra
di Stato dove nell’abbigliamento vediamo il culto della magni cenza ossia il farsi vedere a raverso esso.
I re e imperatori commissionarono tan ssimi ritra durante la loro vita e cominceranno a fare dono del proprio
autoritra o ad altre persone importan , un regalo diploma co ma anche un regalo con un secondo ne cioè tu coloro
che sono a favore di questa cosa appendono un’immagine di questa persona nella propria casa. Con il 500 nasce il ritra o
a gura intera
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•È seduta su uno sgabello sopra una pedana coperta da un tappeto
•La gonna è tagliata molto lunga, non si devono vedere i piedi che indossano scarpe
al ssime
• C’è un orlo che può essere abbassato o piegato in su, si vede da una linea presente nella
parte bassa dell’abito
• A lato c’è la nutrice con una scimmie a (gli animali eso ci erano presen nelle cor ,
importa da paesi lontani
Katherine Parr moglie di Enrico VIII:
• La ves zione è un’operazione molto lunga
• Tuniche di lino sono il primo strato poi ci sono i sopravves
• Maniche molto larghe, sfarzose
A ne 500 si ha la separazione tra tessu per arredamento e tessu per abbigliamento; ques ul mi hanno mo vi più
piccoli, i tessu sono molto pregia e spesso di manifa ura italiana. Ogni paese in Europa crea il proprio s le di
abbigliamento; si possono riconoscere gli s li delle diverse nazioni. Elisabe a I aveva chiesto al proprio ambasciatore, che
però declinò la richiesta, di procurare un sarto francese ma che sapesse anche tagliare secondo lo s le italiano.
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IL 1500
Nel 500 si ha molto interesse nell'abbigliamento da parte degli ar s e quindi la rappresentazione di abbigliamento vero.
Si ha l’invenzione della stampa che con la ne del 400 si cominciano ad avere i libri stampa , Venezia diventa un centro di
editoria e di stampa di libri internazionale perché vengono anche da fuori per stampare i libri a Venezia. Per noi questa
storia del libro stampato è importante perché nel 1500 si scrivono libri di ogni genere. Con l’arrivo della stampa dei libri
scoppia un nuovo interesse per la scri ura non solo romanzi, poesie ma anche dei manuali di vita quo diana. Vengono
stampa libri che insegnano e raccontano ad esempio come fare cer lavori oppure insegnano come comportarsi,
insegnano come fare cose ar gianali e qui si ha un riscontro su quello che s amo vivendo.
A ne 400 l’Italia è in una situazione molto di cile perché essa non era ancora un paese uni cato, come si sa
l’uni cazione dell’Italia avverrà cen naia di anni dopo, nel 1861. Quando si parla di Italia si parla di secoli prima, si parla
di un territorio diviso in piccoli sta che arriva alla ne del Qua rocento sono molto spesso in guerra fra di loro oppure
si fanno tenta vi dispera per tenere fuori gli stranieri. Francesi, spagnoli, austriaci, c’è un con nuo tenta vo di invadere
l’Italia perché era un paese composto da sta ricchi, che producevano molte cose di lusso e quindi faceva invidia a tan
altri paesi. L’Italia a ne 400 sta lo ando con francesi, austriaci e spagnoli.
Dal Qua rocento in poi e durante i due secoli successivi la corte divenne uno dei più importan luoghi non solo di
creazione di nuove mode, ma anche di produzione di nuovi codici di comportamento. L'abito diventa così, all'interno
della cultura di corte, un importante simbolo, oltre che manifestazione materiale di ricchezza e potere. Nella storia della
moda è la gura del “cor giano” a primeggiare: il cor giano è un uomo di cultura, abile nelle ar e in ba aglia e
sopra u o capace di plasmare la propria immagine al ne di acquisire potere. I ves corredano l'immagine di
“superuomo” del cor giano in quanto il messaggio che egli deve trasme ere non si esprime solamente nelle sue azioni,
nella sua produzione le eraria o in comba mento, ma anche a raverso l’abbigliamento, Il modo di ves re del
Qua rocento si basava sul conce o di abbondanza o super uità. Nell'uomo del Cinquecento ricercatezza ed eleganza
sono o enute grazie al ra nato abbinamento di colori primari. Da un lato, quindi, lo sfarzo, la sontuosità e la pompa
a raverso lo sfoggio di abi ricchi; dall'altro una ricercatezza non meno costosa ma pacata.
Le cor italiane
Nascono le cor italiane a Milano, Mantova, Ferrara e Urbino. Questo mondo delle cor , che mandavano i loro
rappresentan a vivere nelle altre cor e anche all’estero.
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Personaggio molto importante per la storia della moda: Baldassarre Cas glione che era un intelle uale, un nobile
diploma co quindi di alto livello e durante la sua carriera lavorerà per diverse cor e verrà spedito in altre cor . Viene
ritra o da Ra aello tra il 1514 e il 1515. Ques diploma ci osservavano tu o e narravano la vita degli altri di corte ma lui
aveva un occhio su tu o su quello che succedeva e ad un certo punto verso la metà degli anni 20 decide di prendersi un
po’ di fare una pausa e scrive un libro in tolato “il libro del cor giano” che viene pubblicato a Venezia nel 1528. Questo
libro viene dedicato alla duchessa di Urbino (Elisabe a Gonzaga che è morta nel 1526) quindi lui in quel periodo stava
lavorando per la corte di Urbino. Questo libro verrà pubblicato in Italia in italiano e sarà subito sold out, è ancora in
stampa oggi. Durante la sua vita viene trado o in varie lingue e viene pubblicato in inglese a Londra nel 1561 e la regina
Elisabe a I aveva una copia nella sua biblioteca privata quindi lei subiva il fascino del mondo italiano, che arriva all’inizio
del 500 si era creato un po’ un mito dell’Italia come centro di cultura, come centro dell’arte e di eleganza. Questo libro è
un manuale di comportamento e viene raccontato a raverso una serie di personaggi per imitare i modi e la moda della
borghesia. Questo libro viene comprato sopra u o da una nuova classe emergente che è quella dell’alta borghesia e
questo libro diventa una sorta di manuale. Quindi diventa un fenomeno editoriale questo libro e ci da informazioni
interessan ancora oggi: pensieri su come ves rsi in certe occasioni, ad esempio, l’abbigliamento maschile: un uomo deve
pensare molto bene a cosa indossare perché l’impa o visivo in un primo momento stabilisce quello che sarà il rapporto e
ogni persona deve rispe are la propria classe sociale, se ci si veste in modo diverso si stanno ingannando le altre persone.
Quando un uomo deve fare a ari, quindi commerciante di un certo livello, si deve ves re nel modo giusto perché il
business che farà in quel momento verrà in quello momento verrà ripensato. Il colore migliore da far indossare ad un
commerciante è il nero che è un colore sobrio, costoso quindi è persona sobria, senza ricami ma ves ta di qualità.
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La moda femminile: 1530 – 49
Verso la ne del 30 questa acconciatura diventa più semplice e
tu a quella pelle in vista prima, ora comincia ad essere un po’ più
coperta inizialmente con dei pezzi di tessuto in seta trasparente. I
grandi volumi delle maniche cominciano ad assorbirsi per arrivare
agli anni 40 in cui l’abito è più grosso. La camicia è più chiusa e LA MODA
FEMMINILE: 1550 –
incomincia a creare l’inizio di una sorta di colle o. 70 • [Link], Maria de Medici, 1555
I primi corsetti, da
metà secolo
B. Veneto Parmigianino Bronzino
La moda femminile: 1550 – 70 Dama in verde
1530c
Camilla Gonzaga e figli
1540c
Eleonora da Toledo
1549
Con la metà del 500 verrà introdo o l’uso del corse o che sarà
realizzato in metallo. Ques erano fa su misura, ne sopravvivono LA MODA FEMMINILE: 1530-49
alcuni in Europa, quindi, è una moda che non si sa esa amente da
dove parte ma si pensa dalla Spagna. Cominciano ad avere delle curve
par colari e stringe le silhoue e sui anchi. Da questo momento in
poi quindi le donne si abituano ad indossare qualcosa che modellano
il loro corpo e questa cosa andrà avan per anni.
Le guerre in Italia
In Italia c’è una situazione par colare alla ne del 400: ci sono guerre interne tra i vari sta , ci sono i problemi con gli
stranieri quindi invasioni da parte dei francesi, ci sono gli austriaci che ad un certo punto con i matrimoni di stato si
collegano con gli spagnoli. L’Arazzo è un tessuto che come se fosse un quadro fa o con i li, un’arte di tessitura un po'
diversa da quella che si può fare per fare il tessuto dell’abbigliamento. Esso è fa o in piccole sezioni perché il tessitore sta
cambiando i colori dei li e avrà un cartone dipinto da un ar sta con la scena formando un telaio. Dove c’è un colore
aggiunge un lo di quel colore e costruisce il suo arazzo. Gli arazzi erano importan ssimi e con il 1300 in poi cominciano
sempre più ad essere u lizza come elemen di arredamento ma anche per decorazioni perché erano facilmente
trasportabili però tenevano anche caldo dentro un ambiente ed erano anche molto decora vi. Noi diamo molta
importanza agli a reschi però gli a reschi erano una categoria inferiore, costavano meno e ci vuole molto più tempo per
fare un arazzo che un a resco. Ai tempi farsi a rescare un castello era meno importante rispe o a farsi fare una serie di
arazzi da appendere.
C’è una serie di arazzi collega ad un evento storico importan ssimo in Italia che è la ba aglia di Pavia nel 1525: è stato
fa o qualche decennio dopo la ba aglia. Qualcuno ha fornito le informazioni a chi ha fa o il cartone per questa opera. Ci
sono gure femminili, donne molto ben ves te e nei campi dei solda c’erano sia nobildonne ma anche le pros tute che
facevamo parte di tu o il mondo dell'intra enimento, ci sono anche le contadine quindi rifornivano cibo. Ci sono anche
gure maschili: solda ves con abi molto gon con dei tagli che sono quasi tu o dei lanzichenecchi, personaggi che
entrano nell’immaginario colle vo di quel periodo perché erano mercenari che arrivavano dalle montagne svizzere,
quindi solda a pagamento. Lavoravano per tu e le par e hanno una cara eris ca del loro modo di essere che in uenza
la moda di questo periodo, ricevevano un salario ma avevano anche diri o da contra o di saccheggiare quello che
volevamo.
Scena della cappella dell’oratorio Suardi, Trescore: ci fa vedere la presenza di lanzichenecchi nella zona di Bergamo.
Avevano la fama di essere molto violen , entravano nei palazzi e saccheggiavano non soltanto l’oro ma anche gli armadi.
Hanno un a eggiamento di s da contro tu , stanno u lizzando l’abbigliamento per mostrare questo nuovo
a eggiamento.
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Nella moda italiana l’uso di queste mutande e di ques tagli fa su tessuto dai sar in modo molto sapiente: gilet chiaro
sopra una giacca scura tu a tagliuzzata, l’idea di far vedere il tessuto che c’è so o che dovrebbe essere in pelle di
camoscio. Ques tagli vengono fa in modo preciso, possono essere grandi o piccoli, tan o pochi.
tessuto e le par laterali chiamate cimose si piegano a metà e su questa piega viene messo il cartamodello, taglio, cucio e
l’abito cadrà dri o per via del senso dell’orditura. Ma se si vuole u lizzare l'elas cità del tessuto, lo spiazza dri o e ci si
mente il cartamodello, esso non cadrà dri o ma storto. Sistema u lizzato per so oves , abi da sera con spalline uidi
sul corpo). Queste mutande sono super aderen ed erano necessarie per far salire le calze, a accate con due stringhe,
che venivano tagliate a forma, sono su misura e seguono la forma del piede e del polpaccio. Durante la prima metà del
400 si ha un problema perché la giacca si fa sempre più corta ma si hanno sempre le calze divise quindi si ha in vista la
parte davan e dietro della mutanda. Alla chiesa non piace, quindi viene inventata una sorta di poncho e questo risolve il
problema per qualche decennio.
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La cosa che cambia tra paese e paese è l'acconciatura: in Italia si potano i capelli a carré, tu pari;
invece, in Francia e in Germania gli uomini hanno la frangia.
Ai piedi portano delle scarpe molto leggere, vengono scoperte come fare la suola rigida arcata con
il tacco. La suola è sempre pia a e leggera. Anche l’uomo quando fa freddo usa gli zoccoli con una
fasce a che segue la forma della calza per rialzarsi dalla pioggia. Non hanno ancora sviluppato
delle calzature belle e pesan . La scarpa so s cata è quella leggera.
Gli sposi:
• Lui è ves to di nero perché si sta sposando, i suoi capelli sono
raccon in un foulard. Non si sa se è nobile ma è un
abbigliamento costoso di seta nera.
• Lei è ves ta di rosso, rosso corallo era uno dei colori più ama in
Italia e fuori dall’Italia quel rosso viene iden cato come un
colore pico della moda italiana sia per l’uomo che per la
donna. Ha una camicia ricamata, porta un paio di so omaniche
che possono essere in parte ricamate in oro. I suoi capelli
all’interno della re na sono compra al mercato. LA MODA • L. Lotto, gli sposi, 1523
MASCHILE: • Bronzino, giovane uomo, 1530c
Per l’abbigliamento maschile questa divisione tra calza e pantaloncino si sviluppa dal 20 andando verso i 50 e diventa
sempre più decorata e luminosa. La giacca di seta nera del Bronzino (giovane uomo) è tu a ricamata. La braghe a con
delle punte d'oro che diventa un elemento decora vo, camicia che sale con un piccolo merle o.
Evoluzione del pantaloncino braghe a: la parte del pantaloncino è diventata a forma di palloncino
con molta imbo tura dentro. A volte c’è anche il so o pantaloncino. Anche Alessandro Farnese
porta delle braghe pantaloncino e delle calze di seta. Con il 1500 si ha no zia dell’industria delle
calze fa e ad ago, lavorate ai ferri. Da quel momento in poi inizia l’industria della calza ad ago e
muore l’usanza di u lizzare le calze in lana. Per chi può perme erselo sono fa e in seta mentre
per gli altri vengono fa e in lino e in lana. Ci sono delle scarpe pia e in sto a con de agli,
quindi, non sono scarpe per una vita molto a va ma che vanno bene a tu .
Il lusso maschile
Per quanto riguarda il lusso maschile
• Ci sono pellicce pregiate: si comincia a vedere un grande commercio di pelliccia in Europa, la pelliccia di zibellino è
la più pregiata che viene dalla Russia.
• Ricami su abi e su accessori.
• Lavorazione ad intarsio sulla pelle, poi cucita su una base di raso di seta rosso.
• Gioielli
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IL 1600
L’importanza dell’impero spagnolo, la sua cultura di corte e la moda: 1550 – 1600
L’imperatore Filippo II era glio di Carlo V, colui che ha riunito il grande impero dove il sole
non sorge mai come lui lo ha chiamato. Già con il momento del passaggio di potere da
padre a glio si esprime la preoccupazione della ges one di un impero così vasto e quindi
Filippo II comincia a formulare un’idea di ges one nuova che coinvolge anche la moda.
Decide di fare un sistema con una corte principale e lì ci sarà il potere principale, ma poi
ci saranno una serie di cor satelli dove il potere verrà ges to localmente seguendo
leggi. Lui si ves va quasi sempre di nero che viene qui viene mostrato con il rosario in
mano, porta un berre o di pelle che venivano realizza in Lombardia. Porta le braghe
a palloncino. Filippo II introduce un nuovo abito di corte che viene de nito cosa si può
indossare se si fa parte della corte che comprende una certa forma e l’uso di cer
colori. Qui c’è Clara Eugenia, la glia di Filippo II: la forma del suo abito è un mix tra
abbigliamento maschile e abbigliamento femminile, la forma della gonna è in uenzata
dal secolo precedente. Queste pologie di abbigliamento verranno indossate per lungo
tempo anche quando la moda al di fuori della borghesia era cambiata, perché questo
era l’abbigliamento prescri o dai regolamen .
Abito di corte
Prende l’abbigliamento che si sviluppa negli anni 70/inizio anni 80’ e per decenni rimarrà quello all’interno della corte. Era
sempre in tessuto lavorato in oro o argento, tessuto ricamato, a rappresentare la ricchezza.
Viene inventato il pizzo "punto in aria" dove viene preso un ago, la merle aia prende il lo e crea delle anse e ci si me e
tanto tempo e dev'essere fa o dalla stessa persona, per fare il colle o pizzo "punto in aria" ci volevano mesi.
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Si evolve il modo di produrre il pizzo e si inventa il pizzo "a tombolo" che è una
sorta di cuscino o scatola semi-rigida, all'interno si me ono fuselli di legno, la parte
semi-morbida è la copertura della ruota dove si appuntavano gli spilli, è l’arte di
saper intrecciare i li per creare una forma.
La Gorgiera veniva indossata sia da uomini che da donne. Veniva lavata in modo da
renderla bianca e all’ul mo lavaggio viene aggiunto l’amido (colla), il tessuto si
impregnava e successivamente veniva piegato a sarmonica, il tessuto veniva poi
asciugato a raverso coni con manici in legno. Le gorgere costosissime vengono
indossate per uscire in pubblico, so o la Gorgiera c’era un collare di cartone
rives to in seta in modo da rialzarla.
La moda femminile
L’abito di corte si fossilizza, rimane sta co nella sua forma perché non deve cambiare, deve rappresentare il potere. Al di
fuori di questa realtà la società si evolve e con l’inizio del 600 c’è il commercio con altri paesi del mondo. L’Olanda sarà il
primo paese ad avere una compagnia delle Indie, gruppo di inves tori che cos tuiscono la o a per girare il mondo.
Dalla Cina si importano seta e porcellana bianca, che ancora non si conosceva, la porcellana prodo a in Europa nei primi
decenni sarà solo imitazione di quella cinese.
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Molto interesse che arriva sia dalla Cina che dal Giappone è il kimono fa o con pannelli di
seta, ves più o meno di questa forma erano entra in Europa con la caduta di Bisanzio.
In questo momento e in par colare dalla metà del 600 il kimono avrà un’in uenza nella
moda femminile: abito ispirato alle ves orientali, aperto davan lungo, si prendono due
allumini e vengono tenu insieme con una clip che viene a accata con una cintura e
questo viene chiamato manto. Realizzato dai sar che hanno visto queste ves eso che, il
conce o di eso smo è solo parzialmente reale, c’è molta fantasia, una cosa eso ca,
comincia a far parte della cultura europea già con il 500 con, ad esempio, le piume che
arrivano dall’amazzonia. Questo indumento (kimono) fa parte dell’eso smo e viene usato
in due modi: chi riesce a comprarlo deve essere ricco e si ha una moda per abbigliamento
da casa per ricevere gli ospi , sia usata per l’uomo che per la donna. In ambito maschile
con nua ad essere importante per essere usato a casa mentre la donna comincia a
portare la veste in camera da le o ma comincia a farsi fare una veste s le kimono da
portare tu i giorni. Questo manto viene rappresentato nel giornale di moda, prima
rivista di moda le Mercure galant: portata so ogonna, porta questo velo appoggiato sulla
testa, scarpe un po’ a punta con tacco invece la scarpa maschile era con un tacco molto
alto.
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IL 1700
Il manto di inizio 1700
Con questo periodo inizia ad andare di moda il collezionismo. Il manto è un capo rarissimo che è a forma di T, indossato
con corse o, con copri corse o e so ogonna in vista in seta tu o ricamato. Probabilmente indossato una volta è poi
conservato.
Il corse o steccato
Il corse o: in italiano spesso si usa la parola busto, modella il corpo ma a volte il
corse o ha una sto a bella e si vuol far vedere una parte, la parte esterna è in seta
bianca, quindi non è da biancheria in ma. I più belli avevano all’interno pelle
scamosciata. Indossa sempre sulla camicia in ma. Si passa dall’uso del metallo a
corse con stra di tessuto dove vengono cucite delle fessure dove in lare stecche di
legno in avorio.
Con il 600 inizia il grande momento della caccia alle balene, di solito cacciate nel mare
del nord, e si riportavano in Europa varie par delle balene: qualcuno ha dato uso a
quello che c’è stato dentro le balene, hanno delle lamine di car lagine che venivano
ripulite e poi si potevano tagliare molto ni ed è il loro materiale plas co. si cerca: il
grasso (come lubri cante, come materiale da me ere nei trucchi), la carne e un uso a
quello che c'è dentro la bocca delle balene, loro hanno lamine di car lagine (= fanoni).
L’Olanda vende questo materiale in tu a Europa, anche l’America segue la moda di
Francia e Inghilterra. Veniva usato questo materiale perché è più essibile. Ogge di cili da realizzare, fa su misura e si
ha un enorme mercato. Il desiderio di una silhoue e alla moda è importante anche per le donne non ricche, il corse o fa
parte della moda femminile.
I corse vengono fa su misura e abbiamo un enorme mercato di corse di seconda mano. Il desiderio di una silhoue e
alla moda è importante anche per le donne meno ricche, l'idea del corse o fa parte dell'iden tà femminile, così come
quella di non tagliarsi i capelli, di lasciarli lunghi.
La ci à di Lione diventa la capitale della produzione di seta grazie all’interesse del re che crea le manifa ure reali,
prodo o che verrà venduto e viene esportato. Miglioramento dal punto di vista tecnologico: con l’interesse del re la
Francia ha una marcia in più, sta migliorando il sistema di comunicazione quindi si potevano inviare campiona però si
capisce da questa realizzazione perché i mo vi realizza a Lione cambiano in modo regolare quindi è una cosa studiata
Le sete bizzarre
C’è un mix di mo vi naturalis ci, archite onici e di pura fantasia, si sta giocando su più par . Vengono prodo in vari
paesi europei. Si comincia a sapere qualcosa di più sulla Cina, sul Giappone e i disegni rappresentano qualche mo vo
oreale mischiato a qualche elemento archite onico bizzarro, non c'è prospe va. Le sete viaggiano in giro per l'Europa.
Fra Galgani, Elisabe a Piavani Ghido : i capelli non sono bianchi, sono incipria
francese. "Denim" termine deriva dalla Francia. MODA FEMMINILE: dal 1720 al 1770 circa
‘La robe a la française’
(ampia veste aperta davanti, il tessuto viene ripreso in pieghe
lungo il dorso e sulle spalle) 21
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La moda maschile
Si è voluta presso il 600. Andando verso l’ul ma fase del 600 le proporzioni cambiano ma con nuano
ad essere tre pezzi: c’è il gilet che perde le maniche e diventa sempre più corto, la giacca sopra è a
maniche lunghe, più ampia della parte inferiore ed è aperta ai la per perme ere di indossare la spada
(importante insieme al cappello per indicare lo status elevato).
L’abito di corte
L’abito di corte francese con nua ad esistere e viene ado ato nelle cor di tu a Europa. Il volume
della so ogonna con cerchi diventa sempre più grande e per questo cambia l’archite ura, cambiano le
porte, cambia il modo di ballare. Tessu fa a mano è un tessitore che realizza pochi cen metri al
giorno. C’è un’evoluzione del secolo precedente.
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Si comincia ad avere nuove idee questo grazie alle famose marchandes de modes ovvero
inventrici di nuove mode e s li. Ci sono tre s li diversi:
• Abito alla polonaise: è un abito aperto davan con il volume della gonna che viene
raccolta in vari modi per creare questo volume un po’ come le tende a pacche o, a volte
potevano avere dei ran ver cali e a ne giornata l’abito veniva messo via pia o per
non rovinare la seta. Realizzato con seta cinese dipinta a mano. Il Giappone aveva iniziato
a fare commercio con l'Europa ma gli errori da parte degli olandesi decisero di chiudere i
por e da allora per 200 anni non si sa più niente del Giappone. Qui si parla di seta
cinese, il trasporto di ques tessu delica ssimi fa a mano e di ques tessu spedi
dalla Cina per l’Europa probabilmente il 30% si perdevano quindi quando arrivavano
venivano vendu a prezzi molto al . Quindi l’idea dell’abito dipinto tu o a mano è un
lusso estremo. L’altra cosa che piaceva mol ssimo era il fa o della delicatezza e s le
naturalis co botanico che facevano i cinesi per il mercato occidentale. A questo punto sia
i cinesi che gli indiani che lavorano il cotone e dopo il 1500 si cominciava a vedere l’arrivo
del tessuto cotone in Europa. Quello che piaceva era questo s le naturalis co che
rappresentava la natura come era, perché nella rappresentazione fa a da ar s europei per
la produzione tessile la natura era in qualche modo s lizzata. Fa o molto bene per
camminare, con una so ogonna in seta trapuntata. Queste erano le so ogonne piche per
tenere caldo, poteva dare un po’ di calore necessario. La so ogonna è più corta e viene
indossata di giorno per passeggiare.
• Marchesa gen li: ar sta francese, collezionista intelle uale, porta una versione di questo
abito rato su, avevano delle tasche ver cali dove l’abito veniva in lato in queste tasche. È
un desiderio di essere più pra che nel movimento. La chiusura davan con bo oni, si può
ves re da sola: in la il corse o e lo allaccia davan . Interesse per la moda più pra ca
• Moda all’inglese diventa la moda negli anni 80: nto gilet so o con i bo oni, so ogonna in
nta o a contrasto. La parte dietro è molto aderente, si comincia a vedere le nervature con
colori a contrasto e venivano inserite delle stecche dietro per dare giusta curva alla schiena
perché poi la gonna era sostenuta da una ciambella imbo ta che veniva allacciata in vita,
morbida che rialza un po' la gonna. I ori diventano sempre più piccoli, arriva agli anni 70
c’era l’interesse per la riga dri a e il ore mentre con gli anni 80 scoppia l’interesse per le
righe che prima non erano molto indossate perché era associata alla cultura musulmana
perché quando c’erano i mussulmani provenien dal Medio Oriente in Europa si indossano
tessu fa a righe. Anni 70 scoppia l'amore per le righe sia nell’abbigliamento maschile che
quello femminile.
Questa moda inglese fa parte di un fenomeno culturale negli anni 80 chiamato anglomania. Tu o ciò che ha a che fare
con l’Inghilterra ha molto interesse in Europa. In Europa gli anni 80 niscono per essere più violen , non è solo la Francia
che comincia ad essere molto irrequieta dal punto di vista poli co, c’è molta frustrazione da parte del popolo verso la
famiglia reale, verso il fa o che la corte di Versailles ospita migliaia di persone che non devono pagare le tasse perché
sono privilegiate e quindi vengono mantenute. Con gli anni 80 ci sarà una recessione economica, vari se ori di lusso
andranno in crisi, tra cui anche quelli tessili, ad esempio, cominceranno ad andare di moda il cotone di importazione e la
Francia, che come gli altri paesi durante il 700 aveva cominciato a me ere dei dazi molto al sull’importazione del cotone
indiano, decide di togliere di ques dazi quindi si ha più prodo o accessibile e la regina fa aumentare questo interesse.
Quindi il se ore della seta di lusso di Lione va in crisi, arriveranno i setaioli a marciare per le strade di Parigi protestando.
Il fa o che la regina è una promotrice dell’industria locale fa alcune cose che sono a contrasto con quello che doveva
essere in linea con la famiglia reale.
In Inghilterra c’è un sistema di monarchia più aperta rispe o a quella della Francia, c’era un governo funzionante, molto
a vo, a ento alla popolazione, e per quanto riguarda il Re inglese non fa costruire un Versailles ma spinge i suoi
cor giani a vivere nelle campagne a ges re i loro territori e a far fru are la terra. Perché se la terra era molto fer le c’era
molta esportazione. L’aristocra co inglese viveva principalmente nella sua tenuta principale, si facevano costruire un
mega palazzo in campagna. Passa le sue giornate in campagna indossando un abbigliamento molto pra co e la le ura che
viene data a questo sistema di questa società inglese al di fuori era di una società bilanciata tra potere e la realtà del
popolo, il governo che si interessa di anche quello che sta succedendo. In Inghilterra si spinge intelle uali a scoprire
nuove cose non solo sul paese ma anche sulla moda. Vari intelle uali verranno in Inghilterra a studiare il sistema inglese.
Gen luomo inglese che si fa ritrarre nel suo abbigliamento quo diano, quindi, indossa una giacca da cavallo molto
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probabilmente in tela cerata per renderlo impermeabile, per dare protezione dal vento e dalla pioggia. La giacca color
talpa la porta con so o un gilet di seta o di lana, una camicia bianca e delle braghe o pantaloni da cavallo in pelle di daino,
al naturale, molto aderen , arrivavano n so o il ginocchio e porta gli s vali da cavallo neri con la fascia marrone. Porta i
suoi capelli naturali ed è rappresentato a ne colazione, sta leggendo un giornale. Ha una bella casa con dei bei mobili
con la porcellana cinese, si ene aggiornato leggendo il quo diano, con di anco il cane è pronto per andare a ges re le
sue terre. Quindi un messaggio diverso ai ritra francesi.
Donne di questo periodo: uso dell’abbigliamento di cavallo anche per le donne, il completo comprende tre pezzi base: la
giacca, delle braghe e la gonna tagliata molto lunga quindi quando la donna si siede di lato non si vedevano le gambe.
Questo s le è tra il maschile e il femminile. Tu o l’abito è realizzato sempre da sar maschili. Usando ques abi la donna
si acconcia molto più semplice legando i capelli con una coda dietro. Il rosso va molto di moda per andare a cavallo per la
donna e tu o ci parla del mondo maschile. Portano i pantaloni so o perché se cadono sono coperte. Unica occasione in
cui le donne hanno i pantaloni e questa usanza va avan no agli anni 20 e 30.
c’era più spazio di espressione. In questo decennio le donne iniziano a viaggiare molto più di prima: cominciano ad
andare da sole o con amiche a fare il gran tour, che era l’usanza dei ce sociali più al di accrescere la propria cultura.
Negli anni 70: scoperte archeologiche e l’interesse per il mondo an co. Si torna con opere d’arte che rappresentano
ques luoghi. Per fare ques viaggi cominciano a indossare il completo a due pezzi simile al completo maschile chiamato
redingo e, il soprabito da cavallo e la di erenza con l’abito da cavallo è che questo è lungo con la gonna di colore nero,
verde scuro o nella stagione più bella più chiaro. Si porta anche il cappello che viene presa dai francesi. Gli anni 80 sono
un decennio dal punto di vista poli co e culturale che hanno grande speranza per il futuro
Illuminismo
Illuminismo è la ricerca del sapere e qui ci sono due immagini nell'enciclopedia di Diderot: 17 volumi di testo e 11 volumi
di immagini, un lavoro enorme, non era mai stato fa o niente di simile prima. Ci lavorano diverse persone so o Diderot e
lavoreranno fra il 1751 e il 1772. Raccolgono il sapere e il sapere sull’abbigliamento sono informazioni su come fare cer
tessu e quindi ci sono due tavole per far vedere di quando parlano della sartoria. I sar uomini possono fare abi per le
donne ma raramente le donne possono fare abi per uomini. Il ricamo sugli abi veniva fa o su commissione ma
facevano dei pezzi già ricama .
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fa pubblicare in inglese. Lui è ves to con questo panno di lana molto ne e molto ra nato, non ci pizzi e ricami, lui è
molto elegante ma molto sobrio, tra o dell’abbigliamento maschile che troveremo da ora in poi.
abbigliamento alla moda in imitazione di quello delle contadine. Lei -siMarieinteressa anche
Antoinette visita
fabrica nel 1781
la alle
novità della moda andando anche in varie direzioni.
La chemise à la Reine
È un altro indumento che viene associato a Maria Antonie a che è la camicia della regina. Questo è un abito bianco,
semplicissimo che si rifà alla forma della veste in ma, quindi, è un indumento di cotone, molto leggero, dal punto di vista
sartoriale semplicissimo, in bianco che viene durante il 700 indossato dalle contadine francese del sud della Francia in
piena estate. Maria Antonie a vede queste contadine al lavoro nei
campi a orno al 1778, durante una sua gravidanza, e dice di volere
quel ves to quindi si fa fare una versione fashion di quello usando
mussola (come una garza, tessuto leggerissimo e semi trasparente)
di cotone indiano. Si fa commissionare questo abito semplicissimo.
Porta una sciarpa in vita. Con questo po di indumento porta un
corse o più morbido rispe o a quelli di prima. Si fa ritrarre dalla
sua pi rice personale. Questo quadro fa scoppiare uno scandalo
perché la regina si mostra come una contadina, lei ha il dovere di E. Vigée Le Brun
M-A, 1782
JL David, i coniugi Lavoisier
1788
Rivista di moda
1789
La ques one moda è molto importante nella rivoluzione perché i rivoluzionari hanno verso quello che il lusso e il potere
quindi i ricami, le sete, i pizzi, le grandi acconciature, tu o quello che era stato indossato alla corte di Versailles viene
visto come poli camente scorre o. Chiunque aveva a che fare con il mondo dell’aristocrazia comincia ad avere paura:
tu quei fornitori scappano verso altri paesi. Il mondo dell’editoria di moda sopravvive no al 92, l’ul ma edizione di un
giornale di moda sarà nel 92. Chi rimane in Francia ha assolutamente abbandonato qualsiasi elemento del proprio
costume/abbigliamento legato al lusso. Tu i produ ori e i commercian di pizzo muoiono da un momento all’altro. Il
problema è che si perderanno le conoscenze ar gianali. I rivoluzionari (Sanculo ) si vestono senza le braghe ma
indossavano dei pantaloni che avevano un’origine marinara, pantaloni di tela e hanno un taglio e portano un gilet. Si
comincia ad indossare la coccarda e se non la si indossava si veniva arresta . Le donne invece prendono il corse o e lo
tolgono e indossano i pantaloni. Quando i giacobini vedono queste donne ves te in questo modo le arrestano. Appena
arriva Napoleone fa una legge che vieta alle donne di indossare i pantaloni. L'abito stava diventando semplice, si comincia
a confezionare l'abbigliamento in casa, si spende meno.
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La moda maschile: 1789-92
Si iniziarono ad u lizzare giacche squadrate sulla pancia e il cappello a cilindro che rimane per tu o
l’O ocento ed era un capo molto elegante, accessorio per la fascia alta MODA FEMMINILE:
si notano 1789-92
marsine di colori della
Francia, che mostrano molto patrio smo. I sar con nuano a produrre abbigliamento ma si interrompe la
produzione di abi di corte, mol aristocra ci cominciano a fuggire dalla Francia e Versailles si
svuota. Bianco, rosso e blu - colori della rivoluzione, tu e le classi sociali sono favorevoli al
cambiamento e li indossano in senso patrio co. LA MODA
1789 - 92
Moda femminile: 1789-92
Taglio dell’abito negli anni 90’ a chemise, è l’unico taglio che vediamo, uso della seta e di grandi
cappelli. Viene abbandonato il pizzo in quanto legato a Versailles, crolla la sua industria.
cappello a cilindro che viene ado ato in questo momento e lo troviamo per tu o l’O ocento, ha una coccarda bianca,
rosa e blu, porta un soprabito con un grande colle o.
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La moda inglese maschile: lo s le “dandy”
Il dandy è un modaiolo, l’uomo viene ricordato come il primo s lista maschile, non era un sarto
ma impar va lezioni di s le ai suoi amici in cambio di favori/regali. Il termine viene coniato da Lord
Byron per de nire il suo amico George Brummel che negli anni 90 diventa consigliere di moda del
principe di Galles. Brummel indica la sobrietà come cara eris ca essenziale per ogni gen luomo e
introduce l’uso del nero per l’abito da sera. Sopra si indossava la giacca con le code dietro, la parte
inferiore poteva essere una braga no al ginocchio, un pantalone aderente per far vedere i muscoli,
le scarpe sono nere e lucide. Brummel cerca di educare l’uomo inglese sul fa o che non è una
ques one di apparire, ma gli uomini di qualità si devono riconoscere fra di loro ed essere sobri.
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IL 1800
Industrializzazione del se ore tessile
La prima rivoluzione industriale iniziò in Inghilterra ma le idee si di ondono velocemente. C’è l’invenzione di macchine
per lare e tessere meccanicamente: è il desiderio di creare macchine che sempli cano la vita dell'uomo (lavorare la
terra, realizzare tessu ...). Nel 1785 Edmund Cartwright inventa il telaio potenziato con l'uso del vapore. Nel 1804 c’è
invenzione del telaio Jacquard che rimpiazza la conoscenza tecnica del tessitore, trasferendo il disegno su una serie di
cartoncini che vengono passa a raverso il telaio durante la tessitura era un macchinario ssato sopra un telaio, l'arrivo
di questa macchina scaccia via la conoscenza tecnica del tessitore. Si ha momento di svolta che coincide con l'inizio della
produzione del cotone in Europa, il cotone deriva dall'America che ha incominciato a col varlo grazie anche alla schiavitù.
Negli anni 40 ci sono comple forma da gonna e corpe o separa , la • Il volume della gonna è creato con sottogonne inamidate
È un momento molto oppressivo per le donne, nasce il conce o di donna vista come angelo del focolare, c’è molta
repressione della gura femminile, la cultura dominante vuole che le donne non studino più così tanto, la donna deve
limitarsi ad essere moglie e madre, le donne avevano poco potere giuridico. Era importante per una ragazza arrivare
vergine al matrimonio , essere pudica , sposarsi e fare una famiglia.
Con l’800 la moda maschile si “fossilizza” su un modello, quello del dandy con l’abito a tre pezzi che ha molta importanza
e veniva data pulizia, rigore ed eleganza. S di erenzia della moda del 1700 dove questo a eggiamento era visto dai
francesi in modo in e emminato (disprezzo verso la donna).
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MODA MASCHILE: 1850-1900
moda urbana: dalla ‘finanziera’ al completo tre pezzi
Nel tempo libero vi è l’evoluzione dell’abbigliamento informale. Anni 50 Anni 50-60 Anni 80 Anni 90
Le riviste di moda maschile venivano consultate in sartorio, non erano pensate come riviste di intra enimento.
Per gli uomini il completo da sera è nero con la giacca con le code, giacca, gilet bianco e crava a
bianca, guan , cappello a cilindro e scarpe nere = uomini tu uguali.
In occasioni sociali la donna è la “protagonista” perché indossa abi che a rano l’a enzione. L’uso
dell’abito bianco da sposa inizia quando la Regina Vi oria decide di indossare il bianco per il suo
matrimonio con pizzi fa a mano con velo fa o di pizzo. Il bianco era par colarmente di moda negli
anni 40 per gli abi da sera. Questo matrimonio viene seguito da mass media provenien da tu o il
mondo in par colare riviste da qui scoppia la moda dell’abito bianco per la sposa, legame tra bianco e
regina = purezza, verginità già ai tempi di Elisabe a I.
Si inizia la lavorazione dell’alluminio u lizzato per sos tuire le stecche di balena dei corse , inoltre inventano dei gance
per chiudere i corse e la chiusura viene posizionata sul davan . È un passo avan per l’emancipazione femminile quindi
la donna riusciva a ves rsi da sola.
Negli anni 50 c’è il ritorno dei tacchi (2 o 3 cm): la scarpa è sempre con una suola nissima ma adesso si vedono un paio
di cen metri di tacco. La donna portava addiri ura 10 so ogonne una sopra l'altra, si portano so o i mutandoni, il
cavallo era aperto.
A orno al 54 c’è la crinolina, un copri crinolina l'abito; di colpo le donne hanno una libertà di leggerezza che è
meravigliosa. Le donne impazziscono di gioia con la crinolina. Questo indumento diventa indispensabile per apparire alla
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moda. Inizialmente è "a campana" poi inizia a crescere di volume, con la seconda metà degli anni
'60 diventa piramidale dietro. Versione moderna dei panier, fa a con una stru ura di alluminio
per dare volume che a sua volta era una versione moderna del moda di campagna si sfru ava la
gonna e si cambiava il corse o smanicato di giorno e con una scollatura di sera. È una gabbia la
quale forma determina la silhoue e, gabbia rigida a campana. A ne anni 50’ molte aziende la
realizzano, stecche essibili con strisce di tessuto. Bisognava imparare a camminare e a sedersi
per far si che non si vedesse ciò che stava so o. Rivoluzionaria per le donne, in quegli anni le
donne portavano ancora dieci so ogonne indossate l’una sopra l’altra per dare l’e e o ampio.
Spesso venivano prese di seconda mano, chi seguiva la moda da vicino al primo cambio di forma
preferiva indossare la novità, chi non poteva perme erselo acquistava Second hand. Vi era un
corse o creato apposta da indossare sopra la crinolina, forma ampia ed allungata.
Donna borghese diversa dalla donna dell’ alta società per lei gli abi sono un inves mento che
deve sfru are al massimo. Uso di camice e in lino o cotone che si potevano cambiare più
volte al giorno. Giacche di velluto portate sopra la gonna di seta (parte di un abito). Giacca e
gonna = tailleur u lizzato specialmente per viaggiare, abito a due pezzi, con gli anni 60 nasce
la moda per le giacche svasate per poter stare sedute senza indossare il corse o. Il conce o di
pra cità viene colto nella seconda moda del 800 dall’alta moda.
Vince un concorso pubblico per creare un mantello per l’imperatrice Eugénie il suo nome compare su tu e le riviste
venendo così approcciato da un inves tore che gli concede dei soldi per aprire un’a vità nella Rue de la Paix , apre così
una maison, non c’era ancora l'idea del sarto che de a legge questo aspe o inizia con lui, a eggiamento da s lista si
inizia ad u lizzare questo termine pura creazione mentale, introduce l'idea della creazione dell’abito a livello ar s co,
de a legge sui clien chi diventerà suo cliente. Le clien venivano invitate, bisognava conta are la maison e prendere
appuntamento.
Le dame di corte di Eugenie vestono su modello dell’abito da sera, diventa così fornitore della famiglia reale. Una donna
della nuova borghesia aspe ava mesi per un appuntamento così come il tempo di a esa nella maison. L’atelier non ha
vetrine, non vuole che i giornali scrivano lo per segno quello che le sue clien indossano, nel giro di 3 anni divenne
molto famoso.
Già negli anni 60 aveva fondato un sindacato di s lis di alta moda (altri s lis avevano aperto maison e altri sar si sono
modernizza ) per proteggere la fascia. Con la metà degli anni 60 sta succedendo qualcosa con l’America, scopre che c’era
un giro di falsi di abi di moda francesi nte e che e cerca di arginare questa problema ca È lui che inventa il conce o di
stagioni.
Worth presenta modelli alla cliente la quale dovrà scegliere, si parla di pezzi unici. Lui è il primo a scrivere il nome della
maison e l’indirizzo che viene ubicato all’interno dell’abito. Prezzi 3 volte più al di quelli degli altri sar a Parigi. Solo nel
68 decide di collaborare con le riviste e con l’America crea carta modelli
All’esposizione universale di Londra del 1851 la Maison Gagelin fu la sola di a a presentare una produzione di capi
pron , mantelli e mantelet. Vinse la medaglia di prima classe solo per una delle sete ricamate. All’esposizione di Parigi del
1855, invece, la medaglia fu assegnata a Gagelin nella sezione “Confezione di ar coli di abbigliamento. Fabbricazione di
ogge di moda e di fantasia” per un manto di corte di seta ricamato in oro che si appoggiava alle spalle, contrariamente
all’uso ormai codi cato di applicarlo in cintura. Dal 1853 Worth entrò in società con il nuovo proprietario, Octave-François
Opigez-Gagelin. I soci cominciarono ad avere divergenze e il 1° luglio 1858 il sodalizio si sciolse. Worth aveva creato una
nuova società “Worth ET Bobergh” insieme a O o Bobergh. La nuova Maison o riva servizi diversi: vendeva sto e, ma
sopra u o propose abi esclusivi proge a da Worth, anche con varian di colori e tessu , che venivano confeziona su
misura secondo le modalità imposte dalla crea vità del couturier. Fu questa la nascita della haute couture. La scelta non
competeva più a una confusa signora, molto ricca di denaro e di obblighi sociali, ma veniva delegata a qualcuno che, per
inves tura professionale, si accollava questo compito.
• La moda di Worth
Worth si inserì in questa moda senza cambiarne la foggia, ma proponendo ves più semplici rispe o a quelli che
uscivano dalle mani delle couturières di lusso. Le sue esperienze nella sartoria furono le basi di abi in cui tessuto e forme
erano sempre stre amente correla e il taglio si incaricava di costruire una stru ura perfe a, su cui poteva essere
applicata ogni sorta di decorazione senza intaccare la ves bilità del capo. La sua fama iniziale derivò anche da un modello
da sera dall'aspe o lieve e di un roman cismo par colare: il tessuto pesante con cui era realizzata la gonna era coperto di
tulle di seta. L'abito risultava ancora più lussuoso per il raddoppiamento del tessuto necessario, ma suggeriva quell'idea di
frivolezza che cara erizza la pi ura del 700.
L'ingombro del ves to veniva mascherato e la sua pesantezza annullata da questa nuvola leggera da cui le "bianche spalle
delle signore" emergevano in modo conturbante come da una scultura di zucchero lato, resa ancora più impalpabile per
il colore candido con cui veniva normalmente realizzata. Il successo in una ristre a cerchia di clien della borghesia non
era però su ciente perché il nome di Worth diventasse sinonimo di moda. Per raggiungere questo risultato era
necessario conquistare l'imperatrice e le sue dame → L'obie vo fu raggiunto nel 1860, quando Marie Worth, ves ta con
un abito del marito, fu mandata a so oporre i gurini di un album di modelli a una vera aristocra ca, la principessa
Pauline von Me ernich, moglie dell'ambasciatore austriaco. Pauline ordinò due modelli: un completo da giorno e un
abito da sera in tulle di seta bianco e argento, con cui si presentò a corte. L'interesse da parte dell'imperatrice nella
maison segnò il suo de ni vo successo. Raggiunta la fama voluta, Worth cominciò ad apportare i primi cambiamen alla
foggia dell'abito femminile. U lizzando la nuova "vetrina" cos tuita dalle corse dei cavalli a Longchamp e la moglie come
modella, presentò un nuovo coprispalle in merle o di dimensioni rido e al posto dei lunghi e avvolgen scialli che in quel
periodo coprivano gli abi , e un cappello che lasciava vedere l'acconciatura, eliminando l'ormai tradizionale bavolet.
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Presto, sia le cor europee sia la ricca borghesia americana cominciarono a ordinare toile es per ogni occasione e le
riviste femminili documentarono la di usione delle sue proposte. Le tes monianze concrete degli abi realizza da Worth
negli anni 60 sono quasi inesisten ; è però possibile seguire le sue idee a raverso i ritra di corte di Winterhalter, le
mode che egli stesso assecondò o trasformò e le traduzioni dei suoi modelli realizzate dalle altre sartorie, ormai coinvolte
in un meccanismo di copia delle sue proposte. Il 1864 fu l'anno dell'a ermazione: Worth divenne fornitore u ciale degli
abi da sera e di rappresentanza dell'imperatrice. A questo punto poteva perme ersi di uscire con proposte davvero
innova ve. La prima venne creata appositamente per Eugenia, la cui passione per le passeggiate era messa in di coltà
dalla lunghezza e dall'ingombro delle gonne alla moda: Worth crea un abito il cui orlo si ferma alla caviglia. Il modello era
cos tuito da una so oveste "corta" e una sopravveste drappeggiata.
La seconda proposta ebbe un grande peso nello sviluppo della moda: Worth intervenne sulla forma della crinolina, la
ridusse dras camente sul davan , spostando l'ampiezza sul dietro che assunse la forma di un breve strascico. La
diminuzione di tessuto nella gonna, però, fu immediatamente compensata con l'adozione di un elemento decora vo: una
sopragonna lunga no al ginocchio, che fu chiamata "tunica". Il raddoppiamento consen va di introdurre soluzioni
este che nuove operando sul drappeggio di questo elemento e sul contrasto di tessuto e di colore fra le due so ane. Nel
1869 la mezza crinolina si ridusse ulteriormente trasformandosi in un sellino di crine rigido, la tournure, che sosteneva
solo la parte alta del dietro della gonna in modo da creare un e e o di ricaduta verso il basso. Il suo risultato
fondamentale fu quello di modi care la silhoue e femminile: il davan cominciava a aderire al corpo e il dietro si avviava
ad assumere e sostenere forme decora ve sempre più complesse. Anche in questo caso si tra ava di un revival, ma il
riferimento si spostava alla corte di Luigi XIV e al manteau degli anni 1680-90.
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• Il ruolo del “couturier”
Dal 1870/71, quando Boberg gli vende e la sua quota di partecipazione, Worth diresse da solo la sua Maison. Poi
coinvolse nell’azienda i gli. Worth aveva costruito dal nulla il personaggio di couturier. Questo ruolo doveva essere
riconosciuto e egli scelse di comunicarlo a raverso gli ar s del passato. Aveva costruito un abbigliamento ispirato agli
autoritra di Rembrandt. Il “traves mento” non era casuale ma nalizzato a ra orzare l’idea di originalità del prodo o e,
di conseguenza, di proprietà intelle uale del creatore. Auten co era solo l’abito cucito all’interno della maison. Worth si
era reso conto che la semplice clientela borghese non sarebbe stata in grado di garan rgli il successo che egli cercava.
Forse solo le dame dell’aristocrazia.
Con la metà dell’O ocento c’è l’invenzione delle nte nte, queste pi ure hanno un costo sulla salute quindi si comincia
ad avere problemi di allergie varie quindi già con la seconda metà dell’O ocento comincia a svilupparsi anche una
controcultura della moda.
Si è passa dalla linea princess a l’abbandono per cinque/sei anni di una so ostru ura mentre nel 88 è tornata una
piccola sella dietro. Pochi anni dopo poi sparisce e si ha uno s le degli ul mi anni del secolo dove c’è un piccolo
cuscine o dietro che dà un pochino di slancio alla coda della gonna. Si modella la moda a raverso quello che c’è so o e
se uno vuole essere alla moda negli anni 90 deve abbandonare ques abi con spalla stre a perché ora si indossa la
manica con spalla a sbu o.
I giornali di moda sono pubblica ovunque, le riviste americane tendono a mandare i loro giornalis a Parigi per prendere
spunto per le riviste.
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Le celebri es
Le celebri es erano aristocra che e a rici ves te dalle
grandi Maison Parigine. Da tu o il mondo si va a Parigi
per fare shopping di alta moda, si veniva anche dall’altra
parte del mondo, si stava a Parigi per se mane perché
farsi fare un abito, voleva dire fare delle prove e ci vuole
del tempo. Cleo de Merode diventa un’icona del
momento, è un’a rice di teatro con un passato nebuloso,
si dice che nasce da una pros tuta in un bordello, cresce
in un bordello. Poi però si ritrova sul palcoscenico e avrà
mol ssimo successo, aveva un seguito di donne che • [Link]
impazzivano per lei. Lei come le altre a rici giocano molto sull’abbigliamento, t/1629/boldini-e-la-moda
LE CELEBRITIES:per le rappresentazioni teatrali queste
aristocratiche e attrici GIOVANNI BOLDINI E LA MODA
celebri es andavano a farsi fare gli abi nelle case di moda. Quindivestite
per gli spe acoli
dalle grandi ambienta nel contemporaneo loro
Mostra 2019
facevano degli accordi con le case di moda, ci sono dei con non pagaMaisonda parte di queste a rici con grandi case di moda.
Parigine
Era un modo per le case di moda per mostrare le sue creazioni, in alcuni casi il nome della maison appare sul programma
dello spe acolo.
Donne e sport
• Equitazione
Le donne sono sempre andate a cavallo ma un po’ prima della metà del 1600 le donne si vestono in
modo maschile per andare a cavallo e con nuerà no agli anni 20. È il completo all’amazzone,
solitamente è in nero però ci potevano essere delle varian , dal punto vita c’è il corse o so o che
inizialmente era un pochino meno rigido, so o la gonna ci sono i pantaloni, la gonna è simmetrica
perché seduta sulla sella di lato quindi la gonna lunga copriva gambe e piedi. Quindi abbigliamento
sempre legato al mondo maschile.
• Il bagno in mare
Altri sport che cominciamo a vedere con la metà dell’O ocento sono lega
all’acqua. Le donne non nuotano ancora ma dalla ne degli anni 50 si
indossa un abito o giacchina con i pantaloni in cotone per entrare in acqua,
perché è salutare per una donna rinfrescarsi nell’acqua ci si doveva
rinfrescare, le donne non sapevano nuotare. Cominciamo a vedere queste
cabine di legno montate su un carre o, si pagava, si entrava dentro e la
cabina veniva trainata dentro l’acqua. Si indossavano ves lunghi di cotone 1859c 1876c 1890c
pesante. Si comincia a frequentare le località mari me anche in inverno per • Dalla fine degli anni 50 si indossa un abito o
DONNE E SPORT: giacchina con I pantaloni, in cotone per entrare
prendere l’aria, perché l’aria di mare fa bene quindi si ha anche la rappresentazioneIl BAGNO
di donne
IN in inverno
in acqua. in spiaggia.
MARE • NON si nuota, ci si rinfresca
L’abbigliamento da mare aveva queste cara eris che. Più si va avan più si rimpicciolisce l’abbigliamento, la donna
comincia a fare vedere un pochino di pelle. In Europa gli uomini indossavano ves tu o in uno di maglina di cotone o di
lana, questa era una versione da mare per quello che indossavano in inverno, per lo sport indossavano la cano era,
maglie di maglina che era un prodo o di basso costo industriale.
• La bicicle a
La bicicle a diventa una realtà degli anni 80, ci sono le bicicle e riprodo e a livello
DONNE E
industriale nel senso che erano ormai facilmente reperibili, non costavano un patrimonio
SPORT:
quindi mol ssime persone (sia uomini che donna) si interessano a questo mezzo di
LA BICICLETTA
trasporto, in par colare è mezzo di libertà per le donne, il poter muoversi al di là del
• Anni 80 e 90
con ne della casa. Già da subito piace la bicicle a e inizialmente le donne •indossano delle
Inizialmente le donne
indossano delle braghe
braghe al ginocchio. Le prime bicicle e sono quelle maschili che hanno una alcriticate
barra centrale
ginocchio, molto
è quindi è impossibile salirci se non alzando la gamba. Nella parte alta c’è l'uso di unala gonna
• Viene inventata
pantalone
giacca, camicia e crava a, si pensa a questo mezzo di trasporto come qualcosa perle donne
• In America il
partecipano a gare
genere maschile. Inizialmente vengono cri cate molto queste braghe sopra ciclistiche
u odagli perannila90
libertà delle donne. Quindi grande problema ma arrivata al 1900 viene inventata la gonna
pantalone, le braghe vengono abbandonate.
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ARTE, MODA E SOCIETÀ TRA FINE 800 E INIZIO 900
Ribellione della moda parigina
In America la moda diventa una ques one poli ca con la metà del 1800. Nell’ambito borghese c’è un discorso della
contro cultura della moda partendo da donne che vogliono il loro ruolo nella società quindi s amo parlando di ar ste,
donne che hanno potuto esprimersi, esprimendosi tramite convegni, incontri pubblici e le ques oni erano contro le
discriminazioni, di condizioni delle classi più basse della società quindi per esempio la mancanza di assistenza medica;
quindi, sono donne con una cultura che si o rono di aiutare. Amelia Bloomer che era una giornalista e aveva ricevuto una
buona educazione era abbastanza colta per fare la giornalista. Ad un certo punto viene conta ata da due signore che
avevano un’idea sull’abbigliamento, fa vedere un completo di loro intenzione che si sono fa fare da una sarta e dicono
che la moda contemporanea non va bene, è molto scomoda. Chiedono se si può portare un corse o meno stre o con
delle braghe di ispirazione turca che le donne turche indossavano delle tuniche con pantaloni so o. Le sposa questa idea
e scrive un ar colo che rimbalza sui grandi giornali americani e inizia a ricevere migliaia di le ere perché anche lei ado a
questo po di abbigliamento. Da questo momento per dieci anni quasi abbandona il suo lavoro da giornalista e
incomincia a girare per l’America per portare questa riforma della moda. Era alla ne una ques one poli ca, lei come
donna sta proponendo qualcosa di diverso per la donna. Molte donne in America ado ano questo po di abbigliamento,
prova a fare lezioni a Londra. Con nuerà a ves rsi sempre in questo modo, molto interessante che le due signore che
avevano inventato questo look decisero di abbandonarlo, perché le persone le ascoltavo solo per l’abbigliamento e non
per quello che dicevano. Lei invece con nua ma avrà un suo seguito. Il suo costume viene ado ato da varie sezioni della
società e in America le donne potevano diventare già dei medici; quindi, avevano accesso ad un’educazione universitaria
mentre in Europa questo non era ancora possibile. Nel mondo medico si ado a il bloomer costume per le donne che
lavorano nella medicina, sia le infermiere che hanno una sorta di uniforme basato sul bloomer costume mentre le donne
medico indossano l’abito con i pantaloni che segue comunque la moda contemporanea.
Liberty’s of London
Gli ar s bizzarri dell’arts and cra s frequentano il primo negozio del signor liberty che era un emporio di cose eso che,
qualsiasi cosa arrivava a Londra, dai tappe medio orientali alle porcellane cinesi, lui aveva tu o questo nel suo emporio.
Gli ar s andavano perché vedevano cose completamente diverse, il Giappone si apre al commercio, quindi, arrivano in
Europa ogge eso ci dal Giappone e stampe giapponesi che avranno grande impa o sull’arte contemporanea. Il signor
liberty fa un sacco di soldi con il suo emporio, fa un sacco di amicizia con quelli dell’arts and cra s e quando decide di
costruirsi il suo grande magazzino chiama un archite o di loro e gli commissiona un edi cio completamente diverso da
quei modelli di liberty e scelgono uno s le neo-elisabe ano. Questo edi cio è patrimonio dell’Inghilterra. Le persone che
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vanno a comprare sono anche persone che si interessano di quegli ogge , quello che manca è l’abbigliamento e
cominciano le richieste per l’abbigliamento e me ono su il reparto di alta moda; quindi, lavoro slegato con il sistema
moda. Le cose in catalogo rimangono in catalogo perché vogliono essere in an moda. Alla base di questo indumento è la
comunità e le donne indosseranno ques abi per anni e anni perché voglio essere an moda. Sono ispirate alle bo eghe
dell’età classica. Questo negozio rappresenta il tramite tra un mondo molto isolato, dove non si seguono le regole e il
mondo convenzionale.
PAUL POIRET
S lista che ha accolto questa voglia di cambiamento, all’inizio del 1900. Lo s lista è francese, nasce a Parigi nel 1879 e
morirà nel 1944. Sua moglie Denise è importante. Coglie questo mondo e sua moglie lo aiuta, lei è un personaggio molto
fantasioso. Ques personaggi non si sentono lega ad un certo po di comportamento sociale molto rigido. Denise era
molto ar s ca, avevano un’a vità che andava molto bene. Denise era molto ar s ca e aveva un’a vità che andava a
gon e vele ed era molto avan nel modo di ves re.
La rivista Memod che viene fa a nel 1900 inventa una rivista di moda. Si lega ai migliori ritra s e ques ritra s
vengono intervista . Le ipote che le rici di questa rivista sono quelle che vanno da ques pi ori a farsi fare il ritra o. Da
un lato era abbastanza tradizionale ma dall’altro fa una cosa sperimentale. Fino a questo punto abbiamo visto solo le
illustrazioni, una delle ragioni di questo è perché mancava la tecnologia per stampare le foto. Mol degli ar s che
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diventano famosi a Parigi per mantenersi facevano le illustrazioni di moda che venivano messe in un set ampliato. Anzi si
vuole portare la fotogra a nei giornali di moda, non c’è il colore ma lui fa questa cosa. Inizialmente c’erano delle cri che
ma nel giro di dieci anni tu e le altre riviste ado ano la fotogra a, sembrerebbe che l’illustrazione sparisca.
Fare la modella per i pi ori era un lavoro fa o per le pros tute, ragazze a cui non importava essere ves te ma bastava
essere pagate quindi, non era un lavoro di spe acolo. Fare la modella per un illustratore andava bene perché non si
vedeva la faccia, rimaneva anonima, mentre per i fotogra non andava bene quindi la rivista invita giovani donne
dell’aristocrazia e le celebri es (le a rici di teatro) a fare delle modelle me endo i loro nomi, per loro era pubblicità
mentre la rivista si man ene un livello decoro, a ra ancora più a enzione ed era venduta molto di più.
Una silhoue e belle époque con il corse o ad esse spinge il busto avan e i anchi indietro, inizialmente lo alzava un
pochino. I primi tre anni segue in queste silhoue e, quindi entra nelle riviste di moda, ma l’anno seguente si ha una
silhoue e diversa; quindi, succede qualcosa che nel 1906 lo porta a creare qualcosa di diverso per l’anno successivo. Un
abito che diventa iconico chiamato abito Josephine che è ispirato a Josephine Bonaparte, la moglie di Napoleone: la
silhoue e completamente diversa, scende dri o a colonna; quindi, lui prese ispirazione dal periodo tra il neoclassico e
l’inizio dell’impero. Lei ves ta con un abito bianco con la manica corta, sopra porta uno scialle cashmere, porta il velo con
uno spillone sui capelli proprio come una matrona romana.
• Eso smo
L’altra grande in uenza è l’eso smo. Poiret rimane in uenzato dall’arrivo del commercio giapponese, lui stesso comincia a
collezionare kimoni e stampe giapponesi, e un evento vero e proprio a Parigi l’arrivo dei balle russi, lui andrà a ques
spe acoli cerebrali e rimane abbagliato. I balle russi erano come oggi danza contemporanea abbastanza estrema, super
all’avanguardia, ballerini e ballerine quasi seminudi, la donna con gonna di tulle trasparente con de agli, i piedi nudi e
quindi un’enorme carica sensuale e questo era assolutamente nuovo e venduto come arte di alto livello. I biglie per
vedere ques spe acoli erano costosissimi e tu o questo avrà un’in uenza su Paul Poiret. Lui inventa quello che viene
chiamato kimono da sera. I pallet di colori della Belle Époque erano molto tenui, colori pastello slava , colori molto so
mentre lui prende i colori delle tavolozze di Ma sse e lavora su tessu con colori scuri. Aggiunge ricami provenien da
qualche altra epoca oppure da qualche altro paese. Lui collezionava qualsiasi cosa che trovava e li usava nel suo modo.
In ques anni collabora con ar s per quanto riguarda i designer degli ar s . Comincia a viaggiare e fa due viaggi: a New
York per fare accordi commerciali e fa un giro per strada, vede un negozio dove ci sono dei guan con un cartello. Torna a
Parigi e fonda il primo gruppo che sarà la contra azione della moda. Nello stesso anno andrà a fare una tournée in
Europa, vende una serie di automobili, che è arrivata sulla scena a inizio secolo, erano costosissime. Lui prende le
automobili, le fa dipingere con tu i suoi colori, prende le modelle ves te coordinate e partono per il tour dell’Europa
portando abi . Vanno a Vienna dove conosce gli ar s della secessione viennese e ordina tessu per l’anno seguente. Poi
arriva in Russia dove porta lo s le Paul Poiret e avrà grande successo. A Parigi collabora con ar s . Avrà un enorme
successo con i tessu e segna un momento di svolta.
Nel 1911 collabora con un fotografo, un giovanissimo fotografo, arrivato a Parigi dalla Germania perché aveva sen to dire
che lì c'erano dei fotogra sperimentali che stavano cercando di fare qualcosa di più ar s co con questo metodo. S amo
parlando di Edward Steichen che diventerà il primo fotografo di moda con una crea vità par colare. Propone a Poiret di
fare una cosa sperimentale: fare uno shoo ng in uno studio e realizzano.
• Il dopoguerra
Nel dopoguerra, nulla fu come prima. Poiret usciva dall'esperienza duramente provato dal punto di vista economico,
perché per far fronte alle di coltà del periodo bellico, aveva dovuto vendere tu e le sue proprietà, inoltre era stato
colpito dal punto di vista umano: la febbre spagnola gli aveva ucciso due gli e la tragedia aveva minato il suo
matrimonio, che anni dopo si concluse con un divorzio. Grazie ad un viaggio in Marocco ritrovò lo s molo crea vo per
ricominciare il lavoro con desiderio di riprendere il discorso sull’Oriente. Le sue collezioni si fecero via via più sapien e
lussuose, i materiali diventarono sempre più ricerca , i ricami elabora e le ispirazioni colte. Negli stessi anni gli vennero
richies sempre più spesso costumi di scena e per feste mascherate ma, al contrario, diminuì il suo successo presso la
clientela del suo atelier. Nel 1922 aveva fa o un nuovo viaggio negli Sta Uni , per esportare i suoi modelli, ma nello
stesso anno era esplosa la moda a la garconne che sanciva il successo di Chanel e Patou che si erano accaparra una
buona fe a della clientela con creazioni dalle linee semplici e sobrie. In breve tempo le elaborate e sontuose creazioni di
Poiret furono considerate fuori moda, ed unitamente alle di coltà nanziarie legate ad operazioni sbagliate e ad un
gusto per il lusso e la mondanità, tentò diverse strategie per rilanciare la sua immagine, ma i suoi modelli, ormai, erano
troppo complica , decora e vistosamente lussuriosi. Le donne non si riconoscevano più negli idoli che Poiret sapeva
evocare, ma volevano essere giovani, libere ed indipenden . Poiret fu costre o a ri rarsi dall'a vità. Saltuariamente si
dedicò alla realizzazione di costumi per il teatro ed il cinema. Suoi sono infa gli abi di scena del lm L'Inhumaine di
Marcel L'Herbier del 1924. Egli aveva perfe amente compreso che la cultura di riferimento del nuovo gusto americano
che aveva invaso l’Europa lo stava tagliando fuori dal mercato. Nel 1929, la maison stessa fu chiusa, ed i suoi preziosi abi
furono vendu al chilo, come se si tra asse di stracci.
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IL 1900
LA PRIMA GUERRA MONDIALE E GLI ANNI 20
Le donne e la guerra del 1914 – 18
Il crollo delle vendite e questo stava me endo in di coltà il se ore, prima di tu o perché il fashion shopping si ferma, le
francesi cominciano a rallentare le loro spese e arriva al 15 comincia a subentrare il senso di colpa perché per la prima
volta gli sembra sbagliato spendere soldi. Il governo chiede a Poiret su come risolvere e mantenere vivo questo se ore
della moda. Nuova silhoue e, la gonna diventa ampia, non si può riciclare la moda no all’anno prima. Tu e le case di
moda escono con questa moda allo stesso momento per presentare questo s le di moda per invogliare le donne, anche
se c’è la guerra, a comprare nuovi indumen . In questo modo si produce quindi decidono di mandare una delegazione del
sindacato, si portavano i capi e si prendevano gli ordini. Poche persone rischiano di fare il viaggio con ques bauli per
portare questo s le in America. La vita delle donne cambia con la Prima guerra mondiale che cominciano a fare
volontariato, molte giovani andavano a fare corsi per fare le infermiere. Non potevano arruolarsi. Le donne più grandi
fanno molto volontariato. Tu e queste cose portano le donne consumatrici dell’alta moda a passare più tempo fuori casa
quindi ad avere un abbigliamento più pra co. Mentre le donne della classe medio bassa ma anche della classe media, si
ritrovano a dover ges re le imprese del marito oppure donne che andavano a lavorare in fabbrica. Le donne per la prima
volta vanno a fare lavori che no a quel momento gli erano sta nega e scoprono che c’è un mondo fuori, che si possono
guadagnare dei soldi. Ricevono busta paga e saranno le donne che spenderanno in cibo e pagheranno l’a o, anche
organizzando la famiglia quindi una presa di potere da parte delle donne. Una delle cose che emerge con il 1918 è che ci
sarà un incremento di domanda di abbigliamento femminile a basso costo. Queste donne vanno a lavorare in fabbrica e
per lavorare in fabbrica usano indumen comuni. Queste donne che ges vano il budget familiare si tenevano una piccola
parte per usarlo nel ne se mana per sé stesse e questo rimarrà dopo anche la ne della guerra mondiale. e sarà una
spinta per la modernizzazione del se ore della moda femminile. Un momento assolutamente rivoluzionario per la psiche
femminile e ci sarà l’impa o che avrà dopo la guerra.
Le crinoline di guerra
Abbassa il punto vita, gonne ampie a più stra , uso di decorazioni preziose come i ricami + della pelliccia / piume.
La shiloue e cambia, so o le gonne c’erano delle crinoline o so ogonne, la gonna cosi corta non si era mai vista!
Le calzature sono in vista: s vale da giorno e décolleté da sera, con tacco.
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tessuto molto par colare il jersey, un tessuto industriale di basso costo, che era u lizzato per
l’abbigliamento spor vo maschile.
Nel 1916 Coco Chanel prende in considerazione questo tessuto poco costoso e lavora sul conce o
che la vita delle donne nel contesto della guerra deve essere poi pra ca, e fa una collezione es va
con questo tessuto, deve vendere questo conce o anche le clien sono abituate a ves rsi con capi
pregia .
Come fa a far diventare ques comple alta moda? Sono fa su misura e ricama a mano, la
lavorazione è unica. Lei è la musa di se stessa, si fotografa con addosso i suoi abi , avrà un enorme
successo, con la ne della guerra è lei quella che richiama l’a enzione.
L’abito diventa molto più semplice , la moda da giorno è molto sobria mentre l’abbigliamento da
sera e’ un po’ più elaborato , il punto vita è reso più largo ed è so o a quello naturale , c’è volume
nelle gonne dato da stra .
La moda prende ispirazione dal movimento Bauhaus, l’e e o sulla moda è espresso dall’art decò e dal futurismo italiano ,
l’abito ha una forma a t molto semplice, quello per la sera ha delle spalline so li e spesso è molto scollato dietro , l’Italia
degli anni 20 è molto importante per la maglieria, e l’Italia produce maglieria di alta qualità e aveva industrie molto
famose ma non s lis famosi .
Viene pubblicato un romanzo “la garconne” una donna che scopre che il danzato sta con la migliore amica tu lo
sapevano, lei ha una no e di rivelazione dove amme e che la stanno usando e la ma na dopo se ne va , non avendo
l’eredità del padre, il romanzo racconta le sue esperienze, anche con altre donne e racconta l’esperienza con la droga
(oppio) che spesso veniva dato anche ai solda per tranquillizzare dallo stress post trauma co della guerra .
Molte donne si tagliarono anche i capelli per essere sempre più simili agli uomini, troupe di ballerine argen ne che
arrivano in Europa con ques tagli , tu e le donne avranno poi i capelli taglia cor . A metà degli anni 20 le ragazze si
tagliano i capelli da maschio, si fa anche usi di trucco , che viene creato in laboratorio con agen conservan .
La biancheria in ma
Negli anni 20 c’è la necessità di un nuovo po di biancheria in ma.
Nel 1917 vediamo l'invenzione di un lo elas co tessuto per creare elas cità , le curve femminili
sono fuori moda, se si hanno curve è un problema, c’è il reggiseno per appia re e nascondere il
seno e schiacciare tu o, chi aveva un seno prosperoso si me evano delle fasce per appia rlo e
veniva usata la culo e. Portavano le mutande di seta, guaine per schiacciare sedere a anchi. Per
una ragazza formosa per realizzare questo look era complicato. La guaina si me eva sempre sopra la
so oveste leggera e chi voleva portava le calze. Spesso si usava il pagliacce o tu o unito, reggiseno
e culo e a acca . Veniva u lizzato il rayon come nta seta, molto meno caro
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Moda da sera: lusso ed eso smo
La moda da sera è molto di erente da quella da giorno, alla sera c’è molto glamour, con paille es e perline che la fanno
da padrone, anche in linea con le nuove in uenze musicali, la danza è molto frene ca e gli
abi si devono ada are a questo.
Il cappo o kimono deriva ancora da Paul Poiret, che in uenza lo s le del cappo o da sera
negli anni ’10, la ricchezza nel tessuto e nelle lavorazioni c’è sempre, vi è anche l’uso della
pelliccia sia all’interno del capo sia nei bordi del collo e delle maniche, visto che è uno
status simbolo. Solo negli anni ’30 si ha un’esplosione per il cappo o fa o tu o in pelliccia.
Il taglio dell’abito da sera è sempre a colonna e non si portano le maniche, e c’e’ una
scollatura molto profonda dietro, per far vedere che non si ha reggiseno.
È arrivata con la Prima guerra mondiale la musica dall’America: il Jazz. Si balla in un nuovo
modo, abi che si shakerano quindi gli abi sono lavora con frange o perline. Dall’America
arrivano ingegneri che portano l’idea della produzione a catena, quindi, c’è la catena di
montaggio anche nell’abbigliamento quindi non più un sarto che lavora con la macchina e
produce tu o il capo ma diverse persone con tapis roulant che porta i capi da un estremo
all’altro. Si cerca di velocizzare la produzione a raverso ques nuovi sistemi ingegneris ci e ques nuovi macchinari.
NANCY CUNNARD
Nancy Cunard è un’ eredi era americana molto indipendente, si trasferisce a Parigi perché molto interessata all’arte e
diventa amica del mondo aristocra co. Diventa un’ importante mecenate, e negli anni ’20 è un personaggio che contava a
Parigi, che ves va nelle grandi case di moda, vestendosi da Coco Chanel.
Fonda la sua azienda in Australia nei primi anni del 900 e nel giro di pochi anni diventa ricchissima, lei dal niente emigra
da Cracovia senza soldi e nei primi anni del 900 fa un viaggio a Parigi, decide di dare i suoi prodo alla Francia. Qui
conosce Poiret e nasce un’amicizia di collaborazione. L’abbigliamento ma anche tu o quello che è lo s le, il make-up
parte dalla creazione dell’immagine. Dopo le s late le aziende o hanno il loro luogo sico o occupano grandi spazi delle
grandi aziende e prendono uno sta contemporaneo, lavorano tu a la se mana.
Con gli anni Dieci si inizia a parlare del cinema e cominciamo a vedere collaborazioni tra case
produ rici di lm e ar s , prima di tu o in America. Abbiamo il cinema che diventa poi un
importan ssimo veicolo per parlare di moda. Con gli anni 20 il cinema americano si sviluppa
molto rapidamente anche grazie all’invenzione della plas ca, che può essere rigido o come
la pellicola dei lm, una volta inventa ques , i lm che possono essere trasporta , vediamo
l’ascesa dell’America come capitale del cinema.
Questo bracciale o realizzato in materiale plas co viene inventato da Coco Chanel e lei
incredibile collezione di bracciali (di avorio) che comprava ogni volta che andava in Africa, le
amava fare la caccia di ossa. Era un’americana molto benestante che arriva a Parigi
economicamente indipenden , che voleva dire poter essere fuori dagli schemi. Lei andava a
caccia, tornava con pelli di animali e quando andava, andava a visitare i villaggi e comprava i
gioielli etnici. A Parigi li portava tu insieme, nessuno a quel tempo usava gioielli etnici.
Eso smo in ltrato a raverso un immaginario fantasioso. Chanel viene a conta o con questo nuovo materiale, va ad una
fabbrica e va dagli ar giani per farselo modellare come l’avorio ma lo riporta in un ambito più occidentale. Immagine di
rivista di moda, fan fatal (donna mangia uomini) donna con abito da sera con i bracciali, c’è anche un po’ an co Egi o
perché scoperta la tomba di Tutankhamen ed era stata fa a la prima mostra con i gioielli trova nella tomba e quindi
questo diventa uno dei loni all’interno dell’Art Decò.
I primi pantaloni
Si cominciano ad indossare i pantaloni in casa, non ancora all’aperto, e viene chiamato il pigiama da casa,
non era da camera da le o. La parte so o è un pantalone, che è tornato prima per necessità durante la
guerra, ma ora si usa in un contesto più modaiolo nel contesto privato della casa. La donna aveva molta
voglia di portare il pantalone. Sono fa inizialmente in seta cinese con dei ricami, di solito erano due o
tre pezzi, il pantalone era morbido. Immagine di rivista di moda: due signore sdraiate su dei cuscini che
fumano l’oppio e rappresentano la trasgressione.
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Lo sport
Lo sport diventa importante per la donna negli
anni 20, gli uomini nel mentre stanno cercando di
riprendersi dalla guerra. Con gli anni della guerra le
donne abbandonano quegli indumen in cotone e
cominciano ad indossare il costume da bagno
maschile e cominciano a nuotare, scoprono che
sono capaci a nuotare. Le donne scoprono l’amore
per il mare. Quando gli uomini tornano dal fronte
le donne con nuano ad indossare questo
indumento e per tu gli anni ’20 sarà così.
All’inizio del ‘900 in America quando una donna provocò a indossare un qualcosa del genere
• Durante la PrimafuGuerra
arrestata
le donnepercominciano
indecenza,
a
LO SPORT: nuotare utilizzando I costume maschilida bagno
mentre ora, 20 anni dopo, è una cosa normalissima. Da qui la inizia anche
donna la vera e propria industria dei costumi
di alta moda. Si usa anche la cu a di gomma, che è una vera • Durante
e propria rivoluzione, ma siglihanno
anni 20 si sviluppa
anche l’industria
scarpe e dei
da mare.
nuotatrice costume da bagno di moda
Le donne si appassionano al nuoto e cominciano a pra care il nuoto ma anche ad altri sport a livello agonis co come, per
esempio, il tennis e durante il decennio si sviluppa l’industria del costume da bagno. C’è l’u lizzo di macchine per fare la
maglieria quindi si comincia a usare il macchinario per fare abi o ogge di moda.
La moda maschile
I nuovi edi ci cominciano ad avere il riscaldamento centralizzato, in alcuni casi anche l’aria condizionata, questo perché si
con nua ad u lizzare il gilet fa o dello stesso tessuto del completo o il gilet di lana fa o a mano, per una situazione più
formale. Le camicie anche colorate, blu, nere però generalmente erano di bianco. La moda da giorno è formata da tre
pezzi in lana, cotone o lino e si usa sempre il cappello.
Per l’estate il colore era chiaro: fotogra a coppia con completo di colore chiaro. Viene introdo a la giacca da cena, più
corta ed informale dell’abito da sera con le code. Il cilindro viene u lizzato solo con la giacca a code. Quindi si ha un
passaggio: se prima per la sera si portava un abito da sera questo abito passa ad una sera molto formale, per un ballo.
Adesso per andare ad una cena si me e il completo per la cena e la giacca aveva un taglio molto simile a quello del
giorno con la crava a a farfalla nera e camicia bianca. Con gli anni 20 viene inventano un principio chimico per conservare
il trucco, che in quegli anni ques prodo duravano se mane, vengono inventa dei conservan quindi in quel
momento vediamo lo sviluppo di un make-up industriale. Chiedono ai nuovi designer modernis di usare i nuovi materiali
e chiedono ai fotogra di moda di fare campagne pubblicitarie.
GLI ANNI 30
Con il 1928-29 l’epoca dell’abito a tunica si esaurisce e gli s lis cominciano a proporre qualche novità. È anche un
periodo di grandi cambiamen visto che c’è il crollo della borsa di Wall Street e la Grande Depressione in America. Questo
va a impa are sulla società medio-bassa e quella operaia, visto che crollano i toli in borsa di grandi aziende. Questo avrà
ripercussioni immediate su alcuni se ori tranne per il cinema che sfornava diversi lm e la gente con nuava ad andare al
cinema. Certe industrie crollano completamente quindi avremo certe par dell’America in depressione totale, altre che
invece con nueranno. La Haute Couture Parigina perde qualche cliente ma non crolla.
Nel 1929 la moda a Parigi comincia a rinnovarsi, le maison impostano le scelte s lis che del decennio, e hanno una
durata molto breve, per via anche dei repen ni cambiamen di gusto, ma anche da dall’impa o del mondo dell’arte.
L’abbronzatura non è più un qualcosa da evitare, ma diventa sinonimo di benessere del potersi perme ere di andare in
vacanza. Inoltre l’abito si allunga in modo simmetrico, inserendo due pannelli di colore diverso sui la della gonna. Questo
è anche collegato al modo di ballare, perché il charleston è stato abbandonato, ora il ballo è di coppia. I due lembi
scendono in modo drappeggiato, perché viene usata una nuova tecnica: taglio in sbieco.
L’abito da sera di seta ricamato, vengono inseri due lembi di sto a taglia in sbieco, si ha un doppio strascico
asimmetrico. Questo comincia a cambiare il modo di ballare, quindi c’è un ritorno al ballo di coppia. Viene inventata la
permanente e quindi i capelli hanno le onde, capelli lavora a ricci andranno di moda no alla Seconda guerra mondiale.
Il capello a onde perché negli anni 20 viene inventata la permanente quindi il cappello lavorato a ricci con nuerà ad
andare di moda no alla Seconda guerra mondiale perché nella guerra non avevano il materiale.
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Negli anni ’30 si ha un decisivo cambio di silhoue e, con un ritorno delle curve non enfa zzate, quindi naturali. Vi è un
ritorno di una femminilità naturale, con una predilezione per la magrezza, ricollegabile all’amore per l’a vità sica.
Comincia ad andar di moda fare le diete, tu i giornali riportano la dieta migliore. Nelle grandi ci à si hanno anche delle
sale palestra che o rivano un servizio di personal trainer, successivamente tra amen este ci.
La nuova Silhoue e
Nella silhoue e si ha un punto vita naturale, il seno si vede, ma non è prorompente, i anchi sono tenu più stre ,
mentre la gonna arriva sempre so o le ginocchia. Gli abi sono a nta unita, perché si gioca sulle cuciture, dove si hanno
anche rouches e volant Si ha un grande ritorno del velluto. L’abito da sera è lungo e ha sempre una lavorazione molto
par colare, portando anche ad un’asimmetria.
I saloni di bellezza hanno anche i personal trainer quindi la donna è sempre molto curata. Il taglio in sbieco che diventa
dominante del 1930, sia per il giorno che per la sera. Si lavora sulla costruzione dell’abito prendendo queste riprese. Abi
lunghi con la manica lunga ed era da prima serata.
Il taglio ‘in sbieco’ - tessuto tagliato in diagonale, non sul dri o lo = limita la direzione dei li di ordito, messi sul telaio.
Si sfru a la naturale elas cità del capo. Tagliando la seta di sbieco, rimane aderente ma essibile, tessuto uido. Con nua
la moda dell’abito scollato, i reggiseni degli anni 30 hanno dei lacce ad incrocio.
MADELEINE VIONNET
S lista parigina che cominciò a sperimentare il taglio in sbieco subito dopo la prima guerra. Lei
viene considerata la migliore per i suoi abi in taglio in sbieco e le altre case di moda seguono
seguono questo trend, anche Chanel che con nuerà a fare la maglieria. Abbigliamento pra co
per il giorno e con gli anni 30 anche lei abbandona questo look e seguirà questa silhoue e alla
moda e sugli abi da sera ado a il taglio in sbieco. Impossibile non usare il taglio in sbieco in
questo periodo. Con ques tessu taglia in sbieco con il calore del corpo, la seta cambia forma
e si modella benissimo al corpo. Cambia anche il conce o della decorazione, non più
decorazioni applicate ma la decorazione è il drappeggio. Sono ques tessu che vengono
annoda e diventano una decorazione.
ELSA SCHIAPARELLI
Lei è di Roma, viene da una buona famiglia, sposa un diploma co e alla ne degli anni 20 lei approda a Parigi dove inizia
con la maglieria facendo realizzare maglioncini alle magliaie. Lei di disegna un modello nero con un occo bianco e se lo
fa fare a maglia. Lei dal niente inizia la sua a vità.
All’inizio degli anni 30 avrà grandissimo successo anche perché ha uno s le molto diverso anche se lei seguiva i trend. Lei
era molto fantasiosa e comincia già da subito a collaborare con un gruppo di ar s chiama surrealis a Parigi, che
faranno proge per lei.
Lei introduce il cappo o da sera mentre prima per la sera si usava il kimono, introduce l’idea del tailleur ma anche il
cappo o lungo da sera. Quindi prende indumen da giorno e li porta alla sera, alla sera si porta il lungo sia per andare
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fuori a cena. Lei prende a modello delle zuccheriere e fa fare dei
ricami con questo mo vo, c’è sempre di qualcosa di surreale, qualcosa
che non c’entra assolutamente niente e diventa elemento focale.
Collabora con un designer importante di scarpe (Perugia), scarpe da
giorno con la zeppa e l’idea della zeppa viene introdo a negli anni 30
da Ferragamo, quindi qui la zeppa è con il tacco rosa.
Inventa il ‘mid look’ che è un abito con base color carne in tulle di 1927-28
COCO CHANEL
Era all’apice e rimane sul podio, lei è la musa di sé stessa, indossa un gilet con un pantalone da uomo. Negli anni 30
indossa un pantalone da uomo, con una piega centrale con un risvolto quindi minimalismo di gusto, quindi gol no di
cashmere nero dello stesso colore del pantalone, il nero come eleganza senza tempo, impreziosito da gioielli, due spille
che porta che venivano realizzate per decorare l’abito da sera. Porta un tulle ricamato in paglie e, sia per il giorno che
per la sera porta ves con gioielli. Con gli anni 30 il pantalone esce per strada come indumento casual, non così tanto a
Parigi quanto per andare in vacanza. Comincia ad andare di moda la vacanza balneare e abbronzarsi; quindi, andava di
moda l’abbronzatura che prima era sinonimo di campagnola. I pantaloni li troviamo nell'alta moda della crociera che
andava molto di moda fare le vacanze in crociera. Lei con un pantalone bianco maschile, guarda la moda maschile. Il
pantalone da resort è a vita alta, molto aderente, viene inventata la zip. Schiaparelli la me e sull’abito come protagonista.
La gamba scende allargata quindi i pantaloni palazzo.
• Il pantalone femminile
Da un lato abbiamo questo pantalone resort, però non si andava in giro con questo pantalone.
Invece abbiamo un altro po di pantalone che viene ado ato da molte donne in altri contes che
è il pantalone da uomo. La persona che sdogana il pantalone da uomo venendo dal contesto della
garçonne sarà l’a rice Marlene Dietrich. Nel 1932 lei abbandonò Berlino, diventata famosa da
molto giovane, e lei era assolutamente contro della situazione poli ca del nazionalsocialista di
Hitler. A Berlino si hanno locali, ristoran per uomini e donne gay e gli ar s vivevano li. Si ha per
la prima volta un certo po di turismo a seconda delle proprie preferenze. Sono sta scri diversi
libri ambienta lì. A Berlino le donne potevano andare in giro ves te da uomini. Lei abbandona
Berlino e acce a un lavoro a Hollywood, va seguita dalla stampa e avrà un’in uenza sulle a rici. Si
comincia a vedere il pantalone da uomo nei lm quindi in America alla ne degli anni 30 molto
diverso dal pantalone palazzo viene indossato dalle donne americane. Questo uso del pantalone
non verrà percepito in Europa che va contro il pantalone maschile da donna.
Si scopre che la maggior parte delle persone che va al cinema sono donne e dicono che tra le cose più interessan dei
lm sono gli abi . Gli studi di Hollywood o rono a Coco Chanel milioni di soldi per ves re la star di tre lm in America. Lei
va in America, odia Hollywood perché lo trova un ambiente strano, quindi, rompe il contra o e torna a Parigi. Nel
fra empo, era stata chiamata da Schiaparelli dove si trovò benissimo, e per tu gli anni 30 ves rà molte star, collaborerà
con costumis quindi c’è un’in uenza con i costumi. Riapre un piccolo atelier a New York durante gli anni della guerra.
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• Le pellicce
La pelliccia andrà molto di moda negli anni 30, che provenivano da Russia e
Polonia, veniva indossata sia di giorno che di sera. La pelliccia come status
symbol: qui abbiamo abito da sera di Chanel, la pelliccia di scimmia veniva
dall’africa, non era in commercio. Questo è un capo realizzato con una
pelliccia che era stata portata dall'Africa a Chanel. Non aveva bisogno di altre
decorazioni.
LE PELLICCE
• La moda maschile
Rimane tu o abbastanza uguale. Negli anni 30 si ha uno sviluppo della silhoue e maschile
con spalle larghe, il doppio pe o che segna il punto vita quindi è imponente. Il gen luomo
porta sempre il cappello, i guan e il bastone o l’ombrello che dura no agli anni 60. Per il
mare l’uomo cambia e va verso il pantaloncino che era problema co perché non aveva
ancora la bra elas ca quindi si usava una cintura in pelle bianca che diventa elemento
moda ed elemento necessario. Negli anni 20 si sviluppa il lo elas co che viene elabora
con il tessuto per fare la guaina; quindi, Schiaparelli prende questo tessuto come le fasce
elas che, questa striscia elas ca viene inserita nelle mutande da uomo che non sono più i
mutandoni di maglia in cotone ma i boxer dello stesso tessuto della camicia quindi in tela o
in seta e poi la grande novità degli anni 30 sono le mutande spor ve fa e in maglia con
una fascia elas ca. Con gli anni 30 iniziano ad usare il pigiama per dormire, anche le
donne, non si usa più da casa ma per dormire.
A Parigi con la situazione della moda: da un lato si ha la presenza dei tedeschi che si scopre che hanno un loro piano che
riguarda l’alta moda francese; infa , fanno un incontro con il presidente dell’alta moda che in quel momento era Lucien
Lelong, viene chiamato dai tedeschi e viene informato del fa o che tu o il sistema dell’alta moda francese verrà spostata
in Germania. Quindi lui deve tornare per incominciare a prepararsi. Questo perché i tedeschi volevano appropriarsi non
solo dal punto di vista idealis co della Francia ma dei business più importan . Lui informa le case di moda che sono
riuscite a rimanere aperte, a questa informazione alcune decisero di chiudere poi c’è un altro problema che il mondo
dell’alta moda era collegato con la cultura ebraica della Francia perché abbiamo ad esempio tu o il se ore della pelliccia
che era storicamente in mano a famiglie importan ebree. Quindi già nei primi mesi dell’occupazione cominciano a
sparire ques laboratori ebrei. Lui capisce che le cose sono complicate e quindi va al prossimo incontro con i tedeschi per
farsi dire dove andare, o a Monaco o a Berlino. Quelle case di moda che riescono a rimanere aperte passeranno i prossimi
qua ro anni a lavorare per i tedeschi, gli unici paesi che potevano commerciare con la Francia occupata erano la Spagna,
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fascista, che però usciva da una guerra civile, dove viene devastata, e poi l’Italia di Mussolini che però aveva già smesso di
fare business con la Francia per via dell’embargo economico sull’Italia già negli anni 30. Il numero di en era calato e
c’erano sempre meno lavoratori e Lelong apre una scuola di formazione di alta moda interna al sindacato. Si con nua a
produrre moda come se la guerra non ci fosse nel senso che con nuano ad usare pellicce. Questo nel resto del mondo
durante la guerra era impensabile ma loro con nuano.
Quando Parigi viene liberata nel se embre 1944 e il resto del mondo verrà a sapere quello che è successo e questo
succederà a raverso i primi reportage fotogra ci. Vogue America aveva una sua corrispondente di guerra, la fotografa
Lee Miller, a ancata dalle truppe americane, lei negli anni 20 era stata tra le prime modelle professioniste americane ad
arrivare a Parigi dove si comincia a prendere questa professione sul serio che in America era già una professione. Finita
carriera da modella, negli anni 30, torna a New York e apre il suo studio fotogra co. Lei arriva a Parigi, va nelle strade
dell’alta moda e scopre che c’erano ancora riviste di moda, gli atelier erano aper e stavano lavorando, fa cen naia di
fotogra e. I rullini fotogra ci venivano spedi in America, arrivano alla sede di New York dove vengono stampa .
Chiamano il governo per mandare qualcuno a vederle ma vengono censurate per diversi anni perché Vogue vede
un’a vità di moda commerciale di moda viva e ha paura che se pubblicano queste immagini le donne americane si fanno
pensieri. Nel 45 la Francia può con nuare a fare moda.
LE DONNE E LA GUERRA:
Le donne e la guerra
Con la Seconda guerra mondiale tu paesi coinvol perme ono le
donne di arruolarsi nelle forze armate, l’unica cosa che non era
permesso era sparare e non possono usare i mezzi di trasporto
(carrarma e aerei). Quindi, avremo un grandissimo numero di donne
giovani coinvolte in guerra e poi le fabbriche chiedono l’aiuto delle
dinne per lavorare al posto degli uomini che partono per la guerra,
quindi anche qui donne che si ritrovano ad andare a lavorare. Bisognava
indossare qualcosa di consono o per fare quei lavori come per esempio
guidare treni, il pantalone però negli anni 30 veniva sdoganato e si
usavano solo per andare in vacanza. Si usano i pantaloni perché era un
abbigliamento consono per lavorare. Le donne in Inghilterra non apprezzavano molto questo pantalone ma volevo tenere
qualcosa della loro femminilità e le gambe erano un punto focale, quindi, portavano salope e da lavoro però alla ne si
me evano la gonna. Non c’erano i soldi e non si trovavano le calze di seta. In America viene inventato il nylon nella
seconda metà degli anni 30, ma non esistevano ancora in Europa. Si ha la produzione di uniformi anche per le donne che
già nella Prima guerra mondiale era stata una novità, dover produrre così tante cose anche in taglie diverse e si era
a rontato il discorso delle taglie. Arriva alla Seconda guerra mondiale c’erano già le tabelle di misura quindi si a ronta
questo problema. Pubblicità di una casa di moda maschile che questo negozio faceva le uniformi su misura, a seconda del
grado dell’esercito, sopra ad un certo grado si poteva fare su misura e non prendere quelle già pronte; quindi, il tessuto
era dato dall’esercito e si pagava solo la manifa ura. So o la giacca si porta il gilet fa a maglia. Donne in uniforme
militare con tute da lavoro. Foto americana con il po di pantalone che si usava in America. I capelli sono avvol in un
turbante, che inizia dallo street style, cioè le donne a causa dei bombardamen hanno più di coltà ad andare dai
parrucchieri; quindi, più di colta a mantenere i capelli in ordine e quindi cominciano ad usare fazzole per fare i
turban che diventa una moda che è realizzata anche dalle modiste dell’alta moda.
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ma anche come canale di comunicazione tra governo e la le rice. Quindi tu e ques even venivano comunica
a raverso questo canale. Importan erano i merca ni di scambio dove si portavano le cose che non andavano più bene e
si potevano prendere altre cose e funzionò molto bene. Quindi i negozi normali non vendevano più le cose normali ma
venivano assegna una quan tà di capi provenien dalle fabbriche che erano state requisite dal governo. Queste
fabbriche ricevevano regolarmente le istruzioni dal mistero che mandava carta modelli, disegni tecnici, bozze , fotogra e
e mandava i tessu ; quindi, c’è organizzazione pazzesca e in queste mode si risparmia tan ssimo. In questo modo
l’Inghilterra sopravvive al discorso guerra. Nel 45 l’Inghilterra era in bancaro a, ma grazie all’America che ha fa o un
grande pres to riesce a sopravvivere; quindi, essa è rimasta in questo stato no al 48, il tempo necessario per ricostruire
l’industria. Le donne inglesi hanno dovuto con nuare i ves u li es mentre negli altri paesi stava andando in modo
diverso.
La moda americana nasce nel 40 quando prende piena consapevolezza. La situazione per quando riguarda le donne nella
società era più avan rispe o all’Europa, la maggior parte delle donne avevano il voto, era più emancipata di quella
europee. Con il nire della guerra ci sarà una nuova immagine della cultura popolare della donna e sarà legata al cinema.
Si cominciano ad avere lm dal 1946 dove si ha una donna sexy, apparente sessualmente disponibile a mostrare diverse
par del corpo come le cosce, i capelli sciol e non raccol e questa immagine arriva dalle riviste so porn e per i tempi
questo era abbastanza spinto.
Nel 1946 esce un lm “gilda” che fa diverse scene in cui lei era ubriacaLaves ta aderente
donna e con i capelli
‘sexy’ (sessualmente sciolpassa
disponibile) e da
dalequel
riviste di
momento in poi i lm aprono questa nuova categoria. l’Italia sarà in uenzata come
soft porn agliHollywood
altri paesi
neldopo la guerra
1946 con dove si
il film ‘Gilda’.
comincerà a portare le a rici ai concorsi di bellezza. Quindi abbiamo nuove immagini di donna molto presente che
contrasta con l’altro ideale della donna che è la casalinga perfe a, che regnerà per 15 anni, che è molto sponsorizzata dal
governo, ancora una volta si chiede alle donne di rinunciare al loro lavoro e di occuparsi dei loro uomini che avevano
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comba uto. Inizialmente le donne acce ano questa cosa ma ci sarà un incremento di suicidi di casalinghe perfe e, di
problemi di abuso di alcool quindi situazioni molto complesse. Quindi la casalinga ben perfe a è sempre ben ves ta,
sempre in ordine, il suo corpo è sempre ben modellato nella silhoue e proposta dalla moda dominante.
La moda in Italia
Nel 47 l’Italia era in un momento abbastanza cri co dal punto di vista poli co, le imprese di moda erano messe male ma
tra il 45 e il 47 arrivano dei fondi americani con il piano Marshall per aiutare a ricostruire alcuni pi di se ori. Per il
se ore dell’abbigliamento ci sono fondi che arrivano per ricostruzione delle fabbriche per la maglieria e allo stesso tempo
arriva la materia prima dall’America e le commesse sono da richiesta di capi da par di grandi magazzini americani. L’Italia
ricomincia vendere all’estero prodo italiani tramite questo sistema nanziato dal piano Marshall.
Arriva al 47 la maglieria made in Italy, già conosciuta in America, non veniva venduta con un marchio italiano, con
l’e che a del grande magazzino che lo aveva ordinato. Cominciamo a vedere un inizio di una nuova conoscenza del paese
Italia come produ ore di moda anche da parte degli Sta Uni . Però nel 47 le grandi sartorie non avevano ancora fa o
delle proprie collezioni, cominciano a comprare i modelli dalla Francia. La moda fa a tu a di tessu di lusso, quindi cos
già al in partenza, nei vari paesi dove veniva importata questa moda era dispregia vo. Le case di moda francesi
cominciano a vendere la possibilità di riprodurre ques capi; quindi, un grande magazzino americano va da una Maison e
compra i diri per riprodurre per quella stagione tan capi della collezione. Agli americani vengono forni i disegni
tecnici, cartamodello, la fele a (l’abito realizzato a sala intera con una tela di cotone in nta unita dove si vedono le
cuciture) più la cartella con i campioncini dei tessu originali che hanno fornito per la collezione. Anche per via delle tasse
molto alte sulla seta importata in America c’è la possibilità di usare tessu prodo da altri paesi. La possibilità di creare
un capo in Haute Couture francese. Questo sistema viene ado ato, anche dal punto del Bayer, dagli italiani che vogliono
la moda francese, che hanno richiesta da parte dei clien delle stampe italiane del capo francese. Quindi si ha una serie di
grandi tra orie che mandano il Bayer a Parigi a vedere le collezioni e a fare accordi per poter riprodurre quei capi in Italia.
Questa è la nascita della se mana della moda italiana e della ripresa della moda in Italia dopo non solo la guerra ma
anche il ventennio fascista dove c’era stato l’embargo sull’Italia. L’Italia che produce tu o da sé deve inventarsi uno s le
italiano, ma all’indomani della guerra chi aveva i soldi voleva la moda quindi le grandi sartorie me ono da parte la propria
crea vità perché sanno che hanno delle tra e assicurate riproducendo gli abi francesi.
In Italia si stava riproducendo ciò che si vedeva sulle riviste francesi, le riviste italiane andavano a Parigi a vedere le
collezioni. Nel 1951 a Firenze viene inventata la se mana della moda italiana, si ha personaggio Gian Ba sta Giorgini che
decide, quasi da solo, che l’Italia deve diventare compe va nel mondo dell’abbigliamento come era stata negli anni
preceden . Quindi fa una ricerca sul territorio, lui aveva già una grande conoscenza in tu o quello che era la condizione
del lusso in Italia perché negli anni 20 c’era stato il Bayer per i grandi magazzini americani. Lui comincia a viaggiare per
l’Italia a cercare le vecchie sartorie, a scoprire chi avesse riaperto, a scoprire nuovi nomi di giovani s lis che avevano
voglia di fare e si inventa questo evento che lui ospiterà nel suo palazzo a Firenze, coinvolge i suoi amici e si arriva a
febbraio 1951 quando la maggiorate di case di moda italiane non aderiscono perché non vogliono entrare in con i o con
le case di moda francese che stavano rappresentando l’Italia. Tira dentro nuovi s lis come Roberto Cappucci, Emilio
Schubert che prende in pres to dei soldi, fa abito da sera. Questo evento sarà di due giorni e mix tra Bayer, i grandi
magazzini di New York e i giornalis americani e rimangono impressiona da quello che vedono. Giorgini conosceva la
cultura americana prima della guerra e sapeva che le donne americane passavano molto del loro tempo indossando
abbigliamento casual. Con i giovani fa fare degli abi di questo po quello che lui chiama bou que collec on, erano
collezioni di lusso. Emilio Pucci faceva queste stampe colorate e lui si concentra su quel po di abbigliamento con camicie
comode, stampate con la seta, i pantaloni che negli anni 50 sono a vita alta, molto aderen con una lampo a lato e
niscono a usola so o la caviglia, molto diversi dal pantalone anni 30/40 s le maschile. Giorgini fa vedere queste
collezioni prima degli abi da sera, ci fu un grande successo, gli americani possono iniziare a conoscere ques s lis e
iniziano a fare degli ordini e i giornalis fanno le interviste che verranno pubblicate. Per alcuni di ques s lis italiani sono
pron per me ere su le loro a vità. Nel secondo giorno c’è una s lata serale con abi da cocktail e da sera, che non sono
molto diversi da quelli che venivano mostra in Francia. La cosa vincente è che la manodopera italiana costava molto
meno quella francese e quindi ques capi risultavano meno cari di quelli francesi anche in originale. Le aziende italiane
vengono conosciute in America anche grazie alle riviste di moda.
Fra il 51 e il 53 il se ore moda italiano riparte grazie all’America. L’Italia era un paese che a rava per l’arte e per il
turismo; quindi, si comincia ad avere una carenza di capi ma poi più si esce dal dopoguerra, più l’Italia diventa una meta
turis ca americana importan ssima e aprono bou que di marca. Quindi parte questo se ore e questa industria diventa
sempre più importante. Arriva al 1959 la Fashion Week a Firenze me eva in mostra collezioni dall’alta moda no al
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pronto, scarpe, tessu , pelli, maglieria ma cen naia di aziende che venivano a esporre a Firenze, ovunque c’erano spazi si
facevano queste presentazioni e arrivavano migliaia di persone da tu o il mondo. Abito di Capucci che faceva abi
scultorei, la sua fondazione fa mostre di ques campi senza tempo, si concentrerà sempre su questa collezione di alta
moda.
Ferragamo è molto importante per la storia della moda perché studia lo s le o e inventa questa stru ura della scarpa
per poter avere un tacco nissimo, prima degli anni 50 non esisteva. Una volta inventato, questa scarpa entra nella storia.
Il piano Marshall vedrà l’inves mento anche con il mondo del cinema perché agli americani faceva molto comodo poter
realizzare lm in Italia perché la manodopera costava poco. Era pieno di ar s , costumis , scenogra che erano capaci e
necessiteranno un lavoro perché cine ci à con la caduta di Mussolini viene chiusa e tra il 45 e il 47 diventa un capo
profughi per i dispersi della guerra, era un vasto accampamento dalle persone che tornavano dai campi di prigionia
militare o dai campi di concentramento. Arrivano i soldi del piano Marshall, cine ci à viene svuotata da queste persone
che erano di passaggio, e si producono lm di Hollywood perché costavano meno rispe o che in America. Arrivano molte
star del cinema ma anche donne americane che vengono a stare a Roma e conoscendo già la moda italiana tramite le
riviste americane e fanno shopping quindi sartorie come le sorelle fontana a Roma ves ranno non solo le star nazionali
ma anche quelle italiane. L’alta moda come base produ va si concentra su Roma perché lì c’è la clientela ma si spostano
a fare le s late su Firenze.
C’è un’altra so ocultura che viene considerata la Beat Genera on, teenager che ri uta la cultura molto conquista e
ar ciale del teenager delle pubblicità perché loro sono molto più intelle uali e spirituali. Questa è la vera contro cultura
americana del dopo guerra quindi an consumismo e super cialità di teenager. Ragazzi crea vi e loro sono molto
an moda, ri utano tu o quello che è quell’abbigliamento in vendita dei grandi magazzini, non vedono la necessità di
cambiare abbigliamento con nuamente quindi loro vestono abi usa . Le ragazze portano i capi maschili e poi l’uso del
colore nero come un colore an conformista, legato al lu o. Questo nero come ri uto di una cultura consumista. I ragazzi
usavano un maglione a collo alto nero invece indossare la camicia con la crava a e la giacca. Ascoltano musica jazz ma
anche cubana, africana quindi frequentano locali mul etnici. Questa cultura si sviluppa da subito dopo la guerra in poi.
Foto dello scri ore Jack Keruac che scrive un suo best seller ancora in pubblicazione che rappresenta un’epoca e sarà
fondamentale per la generazione seguente. La sua famiglia è di classe media, viene mandato all’università e dopo il primo
anno abbandona e parte sulla strada, va con i soldi che aveva in tasca quindi lui farà mille esperienze. Torna e si me e alla
sua macchina da scrive e racconta la sua storia e ado a un sistema modernista di scri ura, copra un rotolo in nito di
carta e lui scrive tu o in un ato questo manoscri o che poi diventerà un libro che verrà pubblicato. Subito quei giovani
intelle uali sconcerta per l’America costumista, seguono questa strada. Quindi questa generazione esprime una contro
cultura della moda dove ragazzi scelgono di non seguire questo discorso della moda convenzionale.
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GLI ANNI 60 E 70
Anni 60: un decennio di grandi cambiamen
L’America sarà al centro di tensioni poli che, avremo l’assassinio di J.F. Kennedy nel 1963, evento che è stato preso in
dire a quindi comincia in quegli anni la televisione in dire a a livello mondiale quindi uno shock molto forte per quello
che lo hanno visto. Siamo nel pieno della guerra fredda, quindi per quanto riguarda la società americana c’era una cultura
molto maschilista; quindi, ognuno si teneva il proprio per siero per sé, si viveva a livello super ciale. La s da con l’Unione
sovie ca, la guerra in Vietnam che era cominciata in contemporanea alla guerra in Corea dove l’America ha mandato le
sue truppe. Quindi abbiamo una generazione che va nella Seconda guerra mondiale poi dopo pochi anni di nuovo
americani che vengono manda dall’altra parte del mondo in corea e poi nuova generazione che viene mandata in
Vietnam. Abbiamo anche le escala on delle tensioni razziali, la rivolta degli afroamericani degli anni 50 in poi, sono loni
molto importan . Giovani che volevano aprire dei dialoghi su queste ques oni a raverso il discorso della marcia
me endoci la faccia e cercare un confronto. L’America sta vivendo un momento par colare, rivolte cominciano nel 60 in
Università. I cambiamen arriveranno dalla strada e gli studen si ribellano in tu o il mondo, si comincia in America con
ques oni legate al servizio militare obbligatorio che dopo diventano ques oni più intelle uali e loso che su come e
perché le ques oni di potere, all’interno delle grandi Università e dove si ribellano anche contro i professori. Queste
rivolte vengono seguite dalla stampa internazionale, si accendono i focolai in altri paesi. Con il maggio 68 la situazione a
Parigi esplode, cambierà il sistema universitario, in Italia seguono a rallentatore, il potere della chiesa era forte in quegli
anni e le rivolte sono negli anni 70. L’università di Tokyo viene occupata dagli studen nel 68, grazie anche alla televisione
entrata negli anni 50.
Inizio di a vismo femminista, sociologa che studierà il fenomeno dei suicidi delle casalinghe perfe e. Pubblica nel 63 un
libro dove smonta questa storia della casalinga perfe a e questo porta le donne a confrontarsi, a esternare le loro
frustrazioni e nel giro di tre anni viene fa a un’organizzazione quindi si dà voce alle donne anche in modo più costruito. In
America con gli anni 70 ci saranno molte più donne ad entrare nel mondo del lavoro che cominciano a fare carriera e
inoltre ci sarà l’invenzione della pillola an concezionale, negli anni 60 è commercializzata in America, in Italia arriva molto
dopo e questo arrivò stravolge un aspe o dell’iden tà femminile. Adesso la donna poteva essere padrona di quando
procreare, mentre prima gli an concezionali erano usa solo dall’uomo che decideva se e quando si dovevano fare i gli.
Questo sarà un aspe o della modernità che avrà un impa o molto forte sulle ragazze in Inghilterra. Con il 1964 in
Inghilterra si ha uno stravolgimento del mondo della moda da livello della strada e nel giro di pochi anni salirà a livello
dell’alta moda e sono personaggi giovanissimi che introducono nuovi modi di ves re, nuovi modi di relazionarsi alla moda
dissociando la moda dall’essere adulto.
Personaggio come Mary Quant che già qualche hanno prima aveva aperto una sua bou que quindi un piccolo negozio di
marca dove lei vendeva capi che comprava all’ingrosso, vicino ad un’accademia d’arte. Quindi questo negozio è molto
ar s co. I suoi capi costavano, non era fast fashion e arrivata al 64, molto in uenzata dall’accademia d’arte, dove studia il
suo danzato vede dei trend che nascono in ambito di Accademia d’arte e lei comincia a farsi disegnare e riprodurre dei
capi. Uno dei capi che diventerà la minigonna, lei prende quest’idea e la trasforma. Il suo pensiero è di fare moda comoda
per andare a ballare la musica pop degli anni 60.
C’è una cultura giovanile che sta creando arte, musica e anche moda per loro stessi e questo è il loro grande
cambiamento, si relazionano con la stessa generazione. A loro non interesse fare moda da vendere con i più grandi.
Biba era una creatrice che prima di tu o inventa una piccola collezione che vende per posta, dopo pochissimo tempo ha
fa o un negozio e poi dopo poco apre un mega store. Prende un edi cio di un grande magazzino degli anni 20 e diventa
un mega store giovanile dove c’era musica, si ballava tra gli abi . Il suo grande problema è che andò in bancaro a perché
non riusciva a ges re questo negozio anche per le persone rubavano. La moda era sempre con minigonna, scarpe basse
per ballare, bisognava sembrare diverse.
La forza di questo movimento giovanile nella moda è tale che una rivista come Vogue, arriva al 66, si convertono e
includono capi di ques marchi nuovi e si ha tu a una nuova generazione di s lis . Quindi c’è grandissima crea vità.
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della casa discogra ca per quanto riguarda abbigliamento e capelli, un sarto che li veste tu uguali. Puli , ves uguali
con comple e crava a, taglio di capelli uguali. Un look rispe abile. Le loro danzate vengono mandate nella bou que di
Mary Quant nella King’s road, Londra, a rifarsi il guardaroba per accompagnare i Beatles in tournée internazionale in
America. Portano la nuovissima minigonna all’estero e da li parte il trend internazionale della minigonna. Questa
minigonna rappresenta il desiderio di libertà, di ribellione contenuta. Con il 1965 la minigonna è ovunque e diventerà
sempre più corta
Nel 66 anche Pierre Cardin si lancia nel mondo ‘space age’ realizzando accessori ma anche archite ure (villa fuori Parigi).
Look che si manifesta tramite alcuni elemen : elme o e visiera astronauta, s vale , uso di materiale che non veniva
u lizzato nella moda: la plas ca e tessuto plas co. Inizia l’uso degli s vali al - riparano da freddo e da sguardi, uso di
maxicappo a coprire la minigonna. Più si accorciano le gonne più si allungano Moda gli s vali a Parigi: vicina al mondo dell’arte
sperimentale
contemporanea OPTICAL ART e MINIMALISMO
Moda sperimentale a Parigi: Op cal e Minimalismo
Vicina al mondo dell’arte contemporanea c’è l’op cal art che crea
confusione visiva, tridimensionalità e movimen e anche
minimalismo. Emerge Paco Rabanne con la sua formazione da
scultore ma con sua mamma sarta esperta. Lui si esprime
nell’abbigliamento come ar sta scultore, fa degli abi crea con
dei moduli come il cerchio, quadrato etc. Non porta reggiseno, va
di moda il vedo - non vedo. Si abbraccia questa nuova cultura
proveniente dall’Inghilterra di togliere il reggiseno alle modelle. PACO RABANNE A. COURREGES
L’ideale femminile passa dalle curve al corpo senza curve:
magrezza. Caccia dalla se mana della moda italiana a Firenze
perché in collezione s lano abi neri ispirata a ragnatele, le ragazze sono senza reggiseno e con le luci si nota la
trasparenza. Fu uno scandalo per la stampa e per Palazzo Pi . Cominciano a mostrare i loro abi a Milano in contes
ar s ci, fanno una s lata a teatro, in una piscina con archite ura space age con vetrate. Pressione da parte della stampa
per scollegare la moda pronta da Firenze e portare le s late a Milano (succederà̀ a ne anni 60, Missoni an cipa).
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Si tra a di giovani che in uenza dal libro on the road, partono per l’oriente, si viaggia alla scoperta di altri popoli e altre
realtà. Viaggio: si arriva a Londra e da lì partono con il magic bus che par va da Londra e arrivava a Nuova Delhi, facendo
tu o il percorso via strada. Lungo la strada si comprano ves locali, cibo locale, gioielli locali, vivono l’esperienza del
viaggio. Facevano uso di sostanze in par colar modo: marijuana, hashish, oppio, erano reduci di guerra tossicodipenden .
Vivienne Westwood - s lista, danzata con studente di scuola d’arte. Lei comincia a lavorare giovane, si diploma e diventa
maestra d’asilo, con nua però a frequentare gli amici del fratello che frequentano la scuola d’arte: sono alterna vi, non
precisi sui trend di moda. Il fratello molla gli studi per andare in America e diventa manager di band musicali, i sex pistols;
contra o con grande casa discogra ca.
King’s road/Londra diventa la via di negozi punk, il punk nisce sulle riviste di moda. Vivienne si realizza abi da sola dai
15 anni, inizia a creare nuovo look con indumen strappa per poi ssarsi sulla moda bondage = idee prese dai negozi di
sex shop, le me ono nei loro indumen .
Questa moda creata a ra molte persone, aprono un negozio in King’s road davan alle case popolari, viene chiamato
‘sex’ - riferimento per andar contro alla cultura dominante inglese, molto chiusa, governo conservatore. Negli anni 70 il
punk muore, perché diventa commercializzato
Si sviluppa il conce o di ‘sexy’ - sensualità espressa sulle riviste di moda ad es. Cosmopolitan = momento di liberazione
sociale, diventa un giornale di moda femminista dove la donna non si nasconde più! toli esplici su sesso e piacere +
foto di donne con grandi scollature o in bikini. Sessualizzazione dell’immagine di moda.
NY, lo studio 54
Ves da sera - eleganza, ra natezza, mono spalla in seta, tacco alto.
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• Versace: Apre a Milano nel 78, Sbarca in America e o ene successo porta l’elemento di sexyness → abbigliamento
per donna forte e dinamica.
GLI ANNI 80
Il successo del Made in Italy
Gli industriali della moda, coloro che producono, hanno mol ssima cura del prodo o nale, anche se è un prodo o
industriale. Durante gli anni 70 si vede la consolidazione di alcune aziende, altre crescere grazie all’o mo prodo o. Con
gli anni '80 si hanno industrie che producono per conto terzi, perché s lis di altri paesi cercano la qualità industriale
delle aziende italiane.
Milano diventa capitale della moda, e si consolida durante gli anni ’70, avanza anche nel se ore del design e consolida la
sua posizione anche in questo se ore. Le riviste di moda, basate a Milano già dall'800 in poi, è la capitale anche
dell'editoria di moda. Iniziano ad aprirsi gli show room, diversi dai soli negozi, che potevano essere anche appartamen
visitabili tramite appuntamento e u ci di rappresentanza nella capitale della moda come punto di ritrovo. Si ha inoltre lo
sviluppo del retail, ossia la vendita al de aglio, che si consolida con la nascita di vie come Montenapoleone.
Questa necessità nel voler pronunciare le spalle proviene dalla gura della "donna manager". Si predilige il tailleur con
tagli maschili per le donne. Il primo a rendersene conto fu Armani, che capì lo spazio delle donne nella società e intuì lo
sconvolgimento nella moda nel ves re le donne che ormai lavoravano in u cio e dovevano dis nguersi dalle segretarie.
La donna doveva dis nguersi e Armani crea il look "corazza" che aiuta la donna ad iden carsi con qualcosa che sia
maschile ma sempre femminile allo stesso tempo, riesce a mescolare le due cose. Par dai capi stessi: voleva mantenere
la costruzione sartoriale, ma alleggerire al tempo stesso togliendo alcuni stra interi, mantenendo la buona costruzione
delle spalle, ma ammorbidire le linee del capo a nché si renda visibile la morbidezza e le linee del corpo della donna.
In Italia rapidamente troverà successo grazie al seguito di varie giornaliste interessate al suo prodo o che ne parleranno
nelle riviste e faranno lui grande pubblicità.
Una tra le più conosciute fu Adriana Mulassano.
Il segreto di Armani sta nell’aver sempre mantenuto una grandissima qualità, una clientela fedelissima e aver colto
sopra u o il momento giusto, capendo il nuovo bisogno delle donne che si sono immediatamente iden cate in quello
s le che non si è mai del tu o rinnovato. Non vuole allontanarsi dallo s le di base che lui ha creato nel tempo ma
facendo di volta in volta dei piccoli accorgimen per stare dietro alla società che cambia. Armani uomo esploderà invece
nel 1980 grazie ad un lm per cui il protagonista era ves to dallo s lista. Film: "American giogo" tramite cui porterà lo
s le Armani in tu o il mondo. La carità italiana di portare colori di diverse sfumature insieme colpisce molto ed esploderà
questo fenomeno. Il conce o del destru urato lo porterà anche nell'abbigliamento maschile, sopra u o per i comple
es vi.
Per la sera
Negli anni '70 ancora si vede l'uso del metallico, contaminato dalla disco dance. Presente ancora il monospalla e abi
delica e ra na lunghi.
La donna manager
Con gli anni '80 questa gura diviene sempre più prevalente, la gura della donna lavoratrice che raggiunge livelli sempre
più ampi. Le donne "imitano" gli uomini di potere portando comple giacca-pantalone, sto e maschili e le cara eris che
spalle larghe. Si evitava la troppa femminilità data da colori pastello, ricami e merle e allo stesso tempo la troppa
sensualità sul posto di lavoro. Cultura degli Yuppies, coloro che lavorano in borsa, i cosidde uomini d’a ari.
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Trend degli anni 80
Palestre modernissime per corsi di aerobica che perme evano di avere un corpo scolpito da mostrare in abi aderen .
Nasce una cultura del corpo pazzesca, il troppo magro non fa più moda e vengono sos tuite da un sico muscoloso. Le
curve venivano messe in mostra a raverso ves crea con l'u lizzo della lycra, questo nuova bra che si univa ad altri
tessu sui cui si inizia a sperimentare. Tessu e abi che modellano il corpo.
Londra
Londra a ra molto i giovani per lo shopping e per la musica. Negli anni '70 però fa cò nel rinnovarsi, anche a livello
industriale e si avranno s lis che si appoggiano ad industrie italiane per produrre la propria moda. Abbiamo i primi jeans
stretch. Con gli anni '80 arriva un declino della moda inglese. Vi erano s lis famosi, ma la loro produzione era ancora
ar gianale. Fa cano a farsi conoscere no allo sbocciato interesse americano. Abi di s lis inglesi porta a s lare in un
night club a NY dove vennero col e rilascia dalla stampa. Al loro rientro in Inghilterra ques s lis avranno un grande
rilancio in relazione all'a vità musicale. Londra capitale della moda giovanile. Minigonna che diventa assoluta due anni
dopo il 64 quando è comparsa per la prima volta. a ra mol ssimo i giovani per la musica e per il London Lifestyle. Uno
dei problemi della moda inglese sarà quello di fa care nel rinnovarsi e dal punto di vista produ vo.
Avremo s lista come Vivienne Westwood che appena passa ad avere il suo negozie o ad avere una vera e propria
collezione con un vero prodo o e marchio di Westwood si appoggia all’Italia, trova un socio in a ari italiano e produce la
moda in Italia. Con la ne dei 70 e inizio 80 c’è un declino della moda inglese. Interesse calato mol ssimo rispe o al
decennio precedente. Il mondo della moda inglese non diventa importan ssimo per quanto riguarda il fa urato. Ad un
certo punto arriva interesse da New York non dagli s lis ma dal mondo della musica.
Il danzato di Westwood che era manager di Band musicali, tra cui i Sex Pistols. Andava regolarmente a New York e
frequenta il mondo della musica Underground. Già dell’indomani appaiono fotogra e e ar coli sullo s le inglese degli
anni 80 dopo una s lata organizzata da una amica del marito di Westwood che ges va dei locali. Di colpo arrivano tu i
giornalis stranieri e riparte l’interesse della stampa straniera. Musica che viene rappresentata da due riviste una è I-D
Dall’altra parte WHAM con George Michael.
Il problema dell’aids colpisce molto il mondo della moda, dove gli omosessuali riescono a ges re la loro vita in maniera
più libera. Comincia un lento cambiamento no al primo momento del coming out quando la gente ha iniziato
pubblicamente a dire che era Gay per arrivare agli anni 2000 a situazioni più ges bili. La musica inglese ha avuto un
grande cambio negli anni 80, il Punk diventa per s ga .
La musica Pop diventa il veicolo per questa generazione giovane di parlare di argomen scomodi, viene venduta come la
solita musica pop ma nei tes c’era un for ssimo messaggio an omofobia, an bullismo, an razzismo, tenta vo di
cambiare la società a raverso il canale della musica pop. Con gli anni 80 avremo l’inizio di quelli che sono i video musicali,
iniziano ad esistere grazie alla liberalizzazione delle tv di stato e iniziano le tv private.
Il Glam rock è stato il primo momento facendo spe acolo di parlare di Inclusione, alterna vità alle regole prestabilite.
una volta rma i contra così come i Beatles si sono ripuli d’immagine. Ogni volta che usciva un nuovo disco o un
nuovo video la gente aspe ava di vedere quale sarebbe diventato un nuovo trend dominante nei mesi a venire.
Due s late che stravolgono tu quelli che partecipano a questo evento. Lo s le degli abi molto destru urato,
le eralmente i capi non seguono un discorso di modellis ca occidentale. Allo stesso tempo non è abbigliamento della
tradizione giapponese. Uso dei colori completamente diversi. Il nero diventa il colore più importante insieme al bianco e
in generale non colori, se c’è il colore è una punta. In generale il nero diventa il colore più importante. Nero che era
sempre stato il colore del lu o. Rapporto conce uale, design che ha alle spalle un’idea, un pensiero, una sensazione che
non si esprime necessariamente con i temi più convenzionali della moda e della modellis ca. Si vuole far pensare chi
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vede questa moda e chi la indossa. Ques due nomi arrivano a Parigi, scioccano tu . Mol hanno bocciato e denigrano
ques s lis . Incassano questo pensiero ma con nuano a tornare perché da subito c’è un pò di interesse, alcuni
personaggi sono interessa a questo strano s le. Si comincia a vedere gli stessi giornalis ves con gli abi Giapponesi.
Interesse alla moda alterna va occidentale.
Rei Kawakubo, moda costosissima per le tasse di importazione, tu o fa o a mano, in uenza del punk ovviamente
presente, nello spirito, Hanno voluto fare una mostra sovversiva verso la moda occidentale entrando nel cuore della
moda occidentale per sbilanciare lo status quo. Gli s lis dovevano spiegare la conce ualità ai Buyer così che potessero
spiegare ai commessi, per far capire la conce ualità degli abi .
Romeo Gigli
In uenzato dalla moda giapponese e dal conce o di destru urato. Dal
1983 iniziò il suo successo internazionale che durò per 10 anni. Il suo s le
era picamente roman co, ispirato alla strofa, all'oriente, agli s lis
giapponesi contemporanei. Inventa la forma a bozzolo: colle alza , che
includono s li diversi. Poi tru ato dalla sua socia e dal marito che gli
tolsero la possibilità di usare il suo nome nel brand. Quindi già all’inizio
degli anni 90 questo s lista crolla. ROMEO GIGLI
L’INFLUENZA DEI dal 1983, successo internazionale per 10 anni
GIAPPONESI SULLA Stile romantico ispirato alla storia, all’oriente, agli
Il gruppo “sei di Anversa” MODA ITALIANA: stilisti giapponesi contemporanei
La silhouette a ‘bozzolo’
Durante la loro formazione all’accademia di moda ad Anversa i loro professori li portano a conoscere questo mondo dei
giapponesi contemporanei, e il conce o di destru urazione. Ques sei ragazzi sono: Dries van Noten, Ann
Demeulemeester, Dirk Van Saene, Walter Van Beirendonck, Dirk Bikkembergs e Marina Yee; escono dalla scuola con uno
sguardo sulla moda con una crea vità di erente, rivolta al discorso del destru urato.
La se mana della moda inglese un anno sceglie i “Sei di Anversa” per l’assegnazione della s lata di moda gra s che ogni
anno assegna a uno s lista di erente. Hanno un successo stratosferico per il loro sguardo nuovo sulla moda e da lì a poco
tempo trovano degli sponsor dispos a lanciare i loro marchi. All’inizio degli ani 90 abbiamo quindi un ri uto dei valori
accademici italiani, e uno sguardo nuovo su un po di moda di erente, uno s le nuovo e in uenzato dal post-punk,
a eggiamento di s da. Ricordiamo anche Margiela che era controcorrente, porta s lata in pos assurdi, ad esempio
dentro gli stadi, si rompe con il discorso moda convenzionale.
ANNI 90
Poli ca e società
• La caduta del muro di Berlino 1989:
Costruito nel 1961 per tenere il Comunismo fuori dall’Occidente. Nella no e tra 9 e 10 o obre 1989 dopo mesi di
dimostrazioni, crolla le eralmente e ideologicamente.
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World wide web
Il World Wide Web è un mezzo di comunicazione globale che gli uten possono usare per leggere e scrivere a raverso
computer connessi a Internet. Il termine è spesso erroneamente usato come sinonimo di Internet stessa, ma il Web è un
servizio che opera a raverso Internet. Internet diventa di uso a orno al 1995.
Con il 2002 scoppia la prima «bolla dotcom» a seguito di rapidi inves men in start up nel se ore digitale e speculazioni
nanziarie. Si s ma una perdita di capitale inves to di 5 trilioni di $.
Grunge
Parlando di an moda, bisogna nominare il Grunge, termine con il quale si intende la scena musicale negli anni 80
sviluppata sopra u o a Sea le. Genere di musica molto post-punk, fanno parte di ques gruppi i Nirvana. U lizzavano
ves strappa e di seconda mano, riprendono il look degli anni 70, capelli lunghi e rock, era molto presente anche tra
loro l’uso di droga; infa , il cantante Kurt Cobain morirà a causa dell’uso di droga. Questo s le è una riformulazione delle
subculture americane. Arriva lo s le grunge sulle passerelle della fashion week di New York grazie a una collezione
disegnata da Marc Jacobs. Marc Jacobs vuole portare la vita vera dei giovani sulla passerella, vuole portare la moda
commerciale fuori dal contesto conservatore. Lavorerà anche per Louis Vui on, in uenzando il brand con il suo
minimalismo.
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mohair Colori brillan come arancione, blu o verde. Gucci sdoganato, raggiunge così una clientela più ampia; con la moda
maschile idem.
Anche Versace porta colore nella moda maschile, reinventa lo s le casual di Miami = collaborazione con la serie tv ‘Miami
vice’ - giacca sartoriale leggermente oversize portata sbo onata + t shirt girocollo colore pastello/forte.
Dolce e Gabbana - esordio nel 1989 circa, prima e seconda collezione allineate con un discorso intelle uale/culturale
della Sicilia an ca poi negli anni 90’ si scosta da tu o ciò: so oves sexy, puntano al glamour.
Jean Paul Gaul er - a Parigi in quel periodo porta lo street style sulle passerelle del pret a porter, fa s late in pos
improbabili.. apertamente omosessuale, seguiva un’este ca gay.
Chanel - alla sua morte viene chiamato il tedesco Karl Lager eld (1983 - 2019), collaboratore anche di Fendi e di Chloé, ha
disegnato mol marchi anche in contemporanea! riusciva benissimo a sdoppiarsi di conseguenza le aziende non sentono
con i o. Negli anni 80 rimane vicino al lavoro di Coco Chanel = bon ton, tweed, comple , bianco e nero.. negli anni 90
sente necessità di una svolta, svecchiando il marchio come le altre aziende. Si lancia nel discorso del massimalismo, la
minigonna non è più anni 60’ - comunque ra nata ma sexy, alta sartoria Chanel + scarpa Chanel con tacco più alto del
solito.. pubblico di donne più giovani o 70enni rifa e (in quegli anni molte donne si rifacevano, spopola la chirurgia
este ca).
Givenchy - chiama l’inglese John Galliano ma solo per un anno, viene poi spostato nel 97 alla direzione crea va di Dior
no al 2011; tanto uso di droga che nisce per insultare i clien del quar ere ebraico di Parigi e la stampa lo documenta,
viene cacciato.
Torna sulle riviste dopo qualche anno come dire ore crea vo della maison Margiela; look sempre esagera e costrui ,
massimalismo senza volgarità.. per le sue s late spendeva cifre incredibili. Rilancia l’haute couture negli anni 90’, Margiela
viene chiamato da Hermes molto tradizionale, porta un’este ca un po’ più monacale, svecchiando Hermes.
A Milano cen naia di s lis inglesi nelle aziende come Missoni ed Armani; l’italia si rende conto che ha bisogno di nuovo
sangue e nuove idee, bisogno di svolta.
A. Mcqueen sos tuisce Galliano, ar sta irriverente pieno di idee, in passerella manda capi che magari non verranno
nemmeno mai indossa ma sono talmente scenogra ci che fanno la storia della collezione!
Grande successo no al 2007 dopodiché sempre più pressione e problemi, aveva anche una sua linea personale quindi
faceva Londra - Parigi di con nuo, muore suicida.
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