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Il documento presenta un'azione teatrale ispirata alle 'Troiane' di Euripide, in cui il coro lamenta la caduta di Troia e la cattura delle sue donne. Menelao si confronta con Elena, accusandola di essere la causa della guerra, mentre Ecuba la difende, sottolineando la sua manipolazione da parte degli dei. La scena culmina con la richiesta di vendetta di Menelao e il triste destino di Astianatte, il figlio di Ettore, gettato dalle mura dai Greci.

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Il documento presenta un'azione teatrale ispirata alle 'Troiane' di Euripide, in cui il coro lamenta la caduta di Troia e la cattura delle sue donne. Menelao si confronta con Elena, accusandola di essere la causa della guerra, mentre Ecuba la difende, sottolineando la sua manipolazione da parte degli dei. La scena culmina con la richiesta di vendetta di Menelao e il triste destino di Astianatte, il figlio di Ettore, gettato dalle mura dai Greci.

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ARNALDO CLASSICI CONTRO- PARRHESIA – 20 GENNAIO 2025

AZIONE TEATRALE DALLE TROIANE DI EURIPIDE (Traduzione di Alessandro Grilli-


INDA 2019)
CORO-
Cantami,Musa, tra le lacrime,
con nuove melodie ,un canto di lutto
per la fine di Troia.
Per cantare Troia leverò alta la mia voce
ora che il grande carro a quattro ruote
mi ha perduta,infelice,
e resa prigioniera dei Greci.
I Greci lasciarono alle porte
un cavallo dai finimenti d’oro,
risonante d’armi nascoste,fino al cielo.
Dalla rocca di Troia tutto il popolo
ruppe in un grido : “ Avanti ora che gli affanni
sono finiti, questa sacra insegna
portatela fino al tempio della vergine dea,figlia di Zeus.”
Tutti,fanciulle e vecchi, lasciarono
Le case ,ebbri di gioia, e accolsero
Il rovinoso inganno.
Tutta la gente di Frigia si slanciò alle porte
per offrire alla dea quel tranello
fabbricato dagli Achei con i pini dei nostri monti-
rovina della terra di Dardano-
e gioia per la vergine signora di puledre immortali.
Con cordami di lino,come fosse
lo scafo scuro di una nave lo portarono
al tempio di marmo della dea,rovina della patria.
Quando il buio della notte
scese sulla fatica e sulla festa
risuonarono i flauti africani,
e le canzoni della nostra terra;
le vergini intrecciarono danze,
dando voce alla loro allegria.
Nelle case la vampa lucente del fuoco,
nero bagliore offriva al sonno.
Nella sua sacra casa, io celebravo
con la danza e col canto
la vergine dei monti ,figlia di Zeus.
Per la città corse un grido
di morte dalle case troiane.
Teneri bimbi le braccia atterrite
tendevano alle madri,stretti alle loro vesti.
Ares uscì dall’agguato,
opera della vergine Atena .
Uomini sgozzati agli altari, teste
mozzate nelle camere: TROIA
E’ UN DESERTO. E’ questo che alla Grecia florida
di giovani offre una corona di fanciulle,
strazio per la patria troiana.

(Dal coro avanza Menelao ,poi Ecuba ed Elena, si siedono al tavolo )


MENELAO : Splendida luce del sole,questo è il giorno in cui io,Menelao,metterò le
mani su mia moglie. Sono venuto a Troia non per una donna,come pensa la gente:
volevo inseguire quel farabutto,ingannatore degli ospiti,che mi ha portato via la
moglie dalla casa. A lui almeno gli dei l’hanno fatta pagare: a lui e alla sua terra,che
l’esercito greco ha abbattuto. Io sono venuto qui per portare via la Spartana – non
mi piace chiamare per nome quella che una volta era mia moglie… E’ qui,nelle tende
delle prigioniere,con le donne di Troia : tutti quelli che con me hanno lottato per
riconquistarla mi hanno lasciato scegliere se ucciderla o ricondurla viva in Grecia.
ECUBA : Faresti bene,Menelao,ad uccidere tua moglie. Ma evita di guardarla,che il
desiderio di lei non ti catturi. Gli occhi degli uomini lei li conquista,come conquista la
città e fa avvampare le case. Cosi potenti sono i suoi incantesimi. Io la conosco
bene,come la conosci tu,e tutti quelli che lei ha fatto soffrire.
ELENA : Menelao,il solo inizio già mi fa paura. So bene che tu mi odi,ma te lo voglio
chiedere lo stesso: cosa hanno deciso di fare i Greci della mia vita ? E tu?
MENELAO – Non c’è stato bisogno di contare i voti : l’esercito unanime,l’esercito che
hai offeso,ti ha assegnato a me perché io ti uccida.
ELENA- Mi è concesso rispondere? Mostrare che se morirò ,la mia morte non sarà
secondo giustizia?
MENELAO- Non sono venuto per discutere, ma per ucciderti
ECUBA-Ascoltala, Menelao, accontentala prima che muoia. Lascia che poi ribatta io a
quello che dice. Tu non sai nemmeno cosa lei ha fatto a Troia. Qualunque discorso la
condannerebbe comunque a morte senza scampo.
MENELAO : Sono discorsi inutili, ma se vuole parlare le è permesso. Ma sappi che
glielo concedo solo per le tue parole, non certo per fare piacere a lei.
ELENA
Che io abbia torto o ragione ,tu forse non hai nemmeno intenzione di rispondermi,
visto che mi riteni tua nemica. Io invece voglio contestare punto per punto le accuse
che credo tu mi rivolgerai.
Primo : è stata lei l’origine di tutti i mali quando ha messo al mondo Paride. Secondo
: la rovina mia e di Troia l’ha causata il vecchio pastore ,quando si astenne
dall’uccidere Paride neonato,apparso in sogno come funesta fiaccola. Il resto sta
così: tre dee erano in lite,e Paride doveva far da giudice. Afrodite, però, pur di
risultare superiore in bellezza alle altre dee, gli aveva promesso il mio corpo
affascinante, che lei tanto ammirava. Fa’ attenzione al resto del racconto : la vittoria
è stata di Afrodite,e le mie nozze con Paride hanno evitato alla Grecia il dominio
straniero,la sconfitta,la tirannide. Ma quella che per i Greci è stata una fortuna,ha
rovinato me, venduta per il mio bel corpo. Paride mi ha presa in moglie a forza,e
invece del trionfo,la mia bellezza mi è valsa questa condizione di schiava .Le
sentinelle delle porte spesso mi hanno sorpresa mentre con le funi cercavo di
calarmi di nascosto dagli spalti. Come potrebbe essere giusto condannarmi a
morte,mio sposo? Non ha senso voler essere più forte degli dei
CORO- E’ spaventoso : lei sembra dire cose giuste, ma le sue azioni sono malvagie.
ECUBA- Comincerò con lo schierarmi dalla parte delle dee, e dimostrerò che questa
donna ha torto. Io non credo che la dea Era e la vergine Atena siano giunte a tal
pun- to di follia da esporre alla conquista di stranieri Argo o Atene,le città a loro più
care. Non far sembrare stupide le dee solo per mascherare la tua colpa. Poi hai
sostenuto – e questo fa proprio ridere- che Afrodite ha accompagnato mio figlio alla
casa di Menelao: Pensi che restandosene tranquilla sull’Olimpo non sarebbe riuscita
ugualmente a portarti a Troia con tutta Sparta dietro ? Dici poi che a Troia non sei
rimasta di tua volontà, e volevi calarti dalle mura..Quando mai ti hanno scoperta con
un cappio al collo o mentre affilavi un pugnale ? Una donna virtuosa dovrebbe fare
così,non credi? Eppure io ti ripetevo spesso i miei consigli : “Vattene,figlia mia,Ti farò
passare di nascosto alle navi dei Greci. Fa’ cessare la guerra tra noi e loro !” . Ma a te
questo non andava,te ne stavi superba nel palazzo di Paride e volevi che i Troiani ti
adorassero prosternati. E ora dopo tutto questo,maledetta, ti sei fatta bella invece
che presentarti contrita,tremante di paura,con le vesti stracciate e il capo rasato,
onesta e non sfrontata dopo tutte le colpe che hai commesso! Menelao,ecco come
intendo concludere il discorso : offri alla Grecia un premio che sia degno di te :
Uccidi questa donna
CORO- Menelao,punisci tua moglie in modo degno della tua antica stirpe
ELENA- Ti prego,ti supplico,non mi ammazzare,non mi incolpare di questo male che
mi viene dagli dei. Perdonami !
ECUBA- Non tradire i tuoi compagni, quelli che lei stessa ha ucciso.
MENELAO- Smettila,vecchia! Di lei non mi importa. Servi,conducetela alle navi,dove
verrà imbarcata.
CORIFEA ( correndo dal coro )
Aaa! Sventure si alternano a sventure,sempre nuove. Spose infelici dei
Troiani,guardate il corpo di Astianatte,che i Greci hanno gettato crudelmente dalle
mura
TALTIBIO
Ecuba,l’ultima nave rimasta sta per salpare verso le coste di Ftia,trasporta il resto
del bottino che spetta al figlio di Achille. Lui ,Neottolemo.è già partito con
Andromaca. Mi ha fatto tanto piangere sentirla singhiozzare per la fine di Troia,e
chiamare Ettore rivolta alla sua tomba. Ha chiesto sepoltura per questo bambino,il
figlio del tuo Ettore,che ha perso la vita cadendo dalle mura. Chiede che sia lo scudo
di Ettore la tomba del bambino. Lo metto tra le tue braccia ,questo povero morto,
perché tu lo avvolga in un a veste e lo cinga di corone,per quanto puoi. Andromaca
è andata via,e l’urgenza del suo nuovo padrone le ha tolto anche questo,di mettere
suo figlio nella tomba. Dopo che tu avrai adornato il corpo,noi lo copriremo di terra
e salperemo .Questo ti viene comandato,e tu eseguilo al più presto.
ECUBA- AAA Greci! Potete vantarvi più della forza che dell’intelligenza : perché
avete commesso un crimine così inaudito ? Per paura di questo bambino? Temevate
che avrebbe risollevato Troia dalla sua rovina? Ora che la città è espugnata, e i
Troiani sono stati distrutti, vi ha fatto paura un bimbo così piccolo. E’ inaccettabile la
paura che agisce senza il filtro della ragione.
TALTIBIO
Ora vado a scavare la tomba : finiremo prima,se ciascuno di noi fa la sua parte ; poi
ce ne andremo a casa.

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