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Il Positivismo, nato in Francia nel XIX secolo, enfatizza la conoscenza scientifica e l'osservazione della realtà, con Auguste Comte come principale esponente. Il Realismo, sviluppatosi negli anni '30 dello stesso secolo, si concentra sulla rappresentazione oggettiva della società borghese, mentre il Naturalismo, emerso nella seconda metà del XIX secolo, applica un approccio scientifico alla letteratura per rivelare la vera natura umana. Infine, il Verismo, nato in Italia negli anni '70, si ispira al Naturalismo e si dedica alla rappresentazione cruda della realtà popolare, con Giovanni Verga come figura centrale.

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Il Positivismo, nato in Francia nel XIX secolo, enfatizza la conoscenza scientifica e l'osservazione della realtà, con Auguste Comte come principale esponente. Il Realismo, sviluppatosi negli anni '30 dello stesso secolo, si concentra sulla rappresentazione oggettiva della società borghese, mentre il Naturalismo, emerso nella seconda metà del XIX secolo, applica un approccio scientifico alla letteratura per rivelare la vera natura umana. Infine, il Verismo, nato in Italia negli anni '70, si ispira al Naturalismo e si dedica alla rappresentazione cruda della realtà popolare, con Giovanni Verga come figura centrale.

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Il POSITIVISMO

- Nasce in Francia intorno agli anni Venti dell’Ottocento.


- Il termine, coniato dal filosofo Henri de Saint-Simon, si riferisce ad un metodo di
conoscenza della realtà basato sulle scienze positive (matematica, fisica e scienze naturali) e
sull’osservazione dei fenomeni reali.
- Se il Romanticismo era fondato su sentimento e fantasia, il Positivismo esprime una
illimitata fiducia nella scienza e nel progresso.
- Principale esponente del pensiero positivista è Auguste Comte che teorizza, nel suo Corso
di filosofia positiva, come l’uomo abbia iniziato ad interrogarsi non tanto sul perché delle
cose, quanto sul come, studiando i rapporti di causa-effetto.
- Un posto centrale assume nell’ambito del pensiero positivista la teoria dell’evoluzione di
Charles Darwin, secondo la quale le specie tendono a modificarsi per variazioni casuali e,
pertanto, sopravvivono solo gli individui “più adatti”. È il caso, quindi, che determina la
“selezione naturale”. Alcuni pensatori, successivamente, estesero le nozioni di lotta per
l’esistenza e sopravvivenza del più adatto al campo delle relazioni fra classi sociali e popoli,
giungendo a teorizzare il trionfo dei forti sui deboli, dell’aristocrazia sulla massa,
dell’Occidente civilizzato sui “selvaggi”. Fu questo il cosiddetto “darwinismo sociale”.

Il REALISMO

- Nasce in Francia intorno agli anni Trenta dell’Ottocento.


- Il termine indica la tendenza narrativa a rappresentare la realtà in maniera concreta e
oggettiva.
- I principali esponenti sono: Dickens, Stendhal e Balzac. Questi autori descrivono
attentamente la classe borghese nei suoi gusti e nelle sua aspirazioni, nonché la nuova
società industriale; utilizzano una tecnica descrittiva che permette di ritrarre ambienti,
caratteri e comportamenti umani con precisione e oggettività; si servono di una prosa piana e
accessibile ad un pubblico vasto e di media cultura.

Il NATURALISMO

- Nasce in Francia nella seconda metà dell’Ottocento.


- Il termine rimanda alle scienze naturali perché lo scrittore indaga la realtà quotidiana con la
stessa obiettività impersonale con cui viene studiata dagli scienziati.
- Precursore del Naturalismo è considerato Gustave Flaubert che introduce due grandi
novità: la focalizzazione interna ai personaggi (il narratore assume il punto di vista di uno
dei personaggi) e l’impersonalità, elementi che segnano l’abbandono del narratore
onnisciente, nonché la partecipazione emotiva dello scrittore alle vicende narrate (es:
Manzoni).
- Il Naturalismo condivide con il Realismo l’attenzione per la realtà sociale contemporanea
mentre la letteratura ha il compito di rivelare la vera natura umana.

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- Lo sviluppo industriale è giudicato responsabile degli squilibri sociali, dello sfruttamento e
della povertà e, pertanto, il Naturalismo si propone di risvegliare le coscienze affinché le
classi subalterne possano migliorare la propria condizione.
- Compito dello scrittore è di rappresentare la realtà umana e sociale in maniera fedele, in
tutta la sua pienezza e varietà, colta negli aspetti di malessere e sfruttamento, nonché di
denunciare le sofferenze dei più deboli.
- Principali esponenti del Naturalismo sono: Zola e Maupassant.

Il VERISMO

- Nasce in Italia negli anni Settanta dell’Ottocento.


- Il termine si riferisce alla ricerca del vero e della verità, entrambi legati alla dura e cruda
realtà popolare che l’autore verista viva.
- Ispiratosi al Naturalismo e a Zola, che criticava i mali e le contraddizioni della società
francese, il Verismo si diffonde principalmente a Milano e, tuttavia, i principali esponenti
sono meridionali, giacché è nel Sud che si evidenzia una maggiore arretratezza e degrado.
- Luigi Capuana, teorico del Verismo, dispone: l’abbandono del romanzo storico-politico in
favore del romanzo di costumi popolari; scegliere la realtà italiana e ritrarla dal vero; seguire
il canone dell’impersonalità.
- Giovanni Verga, l’autore più rappresentativo del Verismo, nei suoi 5 romanzi avrebbe
dovuto ritrarre la società dal livello più basso a quello più alto, dimostrando che il progresso
segue una legge naturale che segna la vittoria del più forte sul più debole.
- Secondo Verga: gli avvenimenti narrati devono avere le caratteristiche di un fatto realmente
accaduto; lo scrittore deve sostituire all’invenzione romanzesca una ricostruzione scientifica
dei processi psicologici; il carattere dei personaggi deve emergere dai loro gesti e
comportamenti; l’autore deve scomparire dalla narrazione, seguendo il canone di oggettività
e impersonalità, in modo che l’opera sembri “essersi fatta da sé”.

Noviello, 5B, 17/09/2021


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