Il POSITIVISMO
- Nasce in Francia intorno agli anni Venti dell’Ottocento.
- Il termine, coniato dal filosofo Henri de Saint-Simon, si riferisce ad un metodo di
conoscenza della realtà basato sulle scienze positive (matematica, fisica e scienze naturali) e
sull’osservazione dei fenomeni reali.
- Se il Romanticismo era fondato su sentimento e fantasia, il Positivismo esprime una
illimitata fiducia nella scienza e nel progresso.
- Principale esponente del pensiero positivista è Auguste Comte che teorizza, nel suo Corso
di filosofia positiva, come l’uomo abbia iniziato ad interrogarsi non tanto sul perché delle
cose, quanto sul come, studiando i rapporti di causa-effetto.
- Un posto centrale assume nell’ambito del pensiero positivista la teoria dell’evoluzione di
Charles Darwin, secondo la quale le specie tendono a modificarsi per variazioni casuali e,
pertanto, sopravvivono solo gli individui “più adatti”. È il caso, quindi, che determina la
“selezione naturale”. Alcuni pensatori, successivamente, estesero le nozioni di lotta per
l’esistenza e sopravvivenza del più adatto al campo delle relazioni fra classi sociali e popoli,
giungendo a teorizzare il trionfo dei forti sui deboli, dell’aristocrazia sulla massa,
dell’Occidente civilizzato sui “selvaggi”. Fu questo il cosiddetto “darwinismo sociale”.
Il REALISMO
- Nasce in Francia intorno agli anni Trenta dell’Ottocento.
- Il termine indica la tendenza narrativa a rappresentare la realtà in maniera concreta e
oggettiva.
- I principali esponenti sono: Dickens, Stendhal e Balzac. Questi autori descrivono
attentamente la classe borghese nei suoi gusti e nelle sua aspirazioni, nonché la nuova
società industriale; utilizzano una tecnica descrittiva che permette di ritrarre ambienti,
caratteri e comportamenti umani con precisione e oggettività; si servono di una prosa piana e
accessibile ad un pubblico vasto e di media cultura.
Il NATURALISMO
- Nasce in Francia nella seconda metà dell’Ottocento.
- Il termine rimanda alle scienze naturali perché lo scrittore indaga la realtà quotidiana con la
stessa obiettività impersonale con cui viene studiata dagli scienziati.
- Precursore del Naturalismo è considerato Gustave Flaubert che introduce due grandi
novità: la focalizzazione interna ai personaggi (il narratore assume il punto di vista di uno
dei personaggi) e l’impersonalità, elementi che segnano l’abbandono del narratore
onnisciente, nonché la partecipazione emotiva dello scrittore alle vicende narrate (es:
Manzoni).
- Il Naturalismo condivide con il Realismo l’attenzione per la realtà sociale contemporanea
mentre la letteratura ha il compito di rivelare la vera natura umana.
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- Lo sviluppo industriale è giudicato responsabile degli squilibri sociali, dello sfruttamento e
della povertà e, pertanto, il Naturalismo si propone di risvegliare le coscienze affinché le
classi subalterne possano migliorare la propria condizione.
- Compito dello scrittore è di rappresentare la realtà umana e sociale in maniera fedele, in
tutta la sua pienezza e varietà, colta negli aspetti di malessere e sfruttamento, nonché di
denunciare le sofferenze dei più deboli.
- Principali esponenti del Naturalismo sono: Zola e Maupassant.
Il VERISMO
- Nasce in Italia negli anni Settanta dell’Ottocento.
- Il termine si riferisce alla ricerca del vero e della verità, entrambi legati alla dura e cruda
realtà popolare che l’autore verista viva.
- Ispiratosi al Naturalismo e a Zola, che criticava i mali e le contraddizioni della società
francese, il Verismo si diffonde principalmente a Milano e, tuttavia, i principali esponenti
sono meridionali, giacché è nel Sud che si evidenzia una maggiore arretratezza e degrado.
- Luigi Capuana, teorico del Verismo, dispone: l’abbandono del romanzo storico-politico in
favore del romanzo di costumi popolari; scegliere la realtà italiana e ritrarla dal vero; seguire
il canone dell’impersonalità.
- Giovanni Verga, l’autore più rappresentativo del Verismo, nei suoi 5 romanzi avrebbe
dovuto ritrarre la società dal livello più basso a quello più alto, dimostrando che il progresso
segue una legge naturale che segna la vittoria del più forte sul più debole.
- Secondo Verga: gli avvenimenti narrati devono avere le caratteristiche di un fatto realmente
accaduto; lo scrittore deve sostituire all’invenzione romanzesca una ricostruzione scientifica
dei processi psicologici; il carattere dei personaggi deve emergere dai loro gesti e
comportamenti; l’autore deve scomparire dalla narrazione, seguendo il canone di oggettività
e impersonalità, in modo che l’opera sembri “essersi fatta da sé”.
Noviello, 5B, 17/09/2021
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