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Photo: Augusto Biagini
MICROFONI
E PICKUP
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Microfoni
I microfoni sono dei trasduttori.
Permettono cioè di passare da onda sonora a segnale elettrico.
LIBRO [Link] 3
Microfoni
LIBRO [Link] 4
funzionamento: è costituito da un diaframma al
quale è collegata rigidamente una bobina
mobile che si muove tagliando le linee di forza
di un campo magnetico. La tensione indotta che
si preleva ai capi della bobina risulta
proporzionale al movimento del diaframma e
quindi dell’onda sonora che lo investe.
SEGNALE
Dinamico (o a elettrico
bobina mobile)
Generalmente meno
sensibile agli shock
meccanici e ONDA
sonora
all'effetto Larsen e
DIAFRAMMA
MAGNETE
quindi adatto per il
live. Meno costoso
dei condensatori,
non necessita di BOBINA
phantom power.
LIBRO [Link] 5
Microfoni
Dinamico (o a bobina mobile)
Shure Shure AKG
SM58 SM57 D112
LIBRO [Link] 6
funzionamento: Il diaframma funge da
armatura mobile di un condensatore a
capacità variabile. La tensione proveniente
dalla phantom power carica il condensatore e
viene “modulata” dal condensatore variabile in
funziona della forma d’onda che lo investe.
a
Condensatore
Microfono
generalmente molto
sensibile, più costoso e
adatto per le
registrazioni in studio.
Per funzionare
necessita di un’energia
ausiliaria che prende il
nome di phantom
power (48v)
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Microfoni
Dimensioni della capsula
Nei microfoni a condensatore le dimensioni della capsula o dimensioni
del diaframma determinano molte delle caratteristiche del microfono.
Small diaphragm Large diaphragm
Condenser Condenser
< 1 inch (2,5 cm) > 1 inch (2,5 cm)
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Microfoni
Dimensioni della capsula
Small diaphragm Large diaphragm
Condenser Condenser
Disturbo intrinseco
Sensibilità
Capacità di far fronte a SPL importanti
Range di frequenze percepite
Influenza dell’ambiente
Range dinamico
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Microfoni
a Condensatore
Neumann AKG SE Electronics
M149 P170 SE 4400A
LIBRO [Link] 10
funzionamento: è un caso particolare del microfono
a bobina mobile. Troviamo sempre un magnete ma
al posto della bobina qui abbiamo un sottilissimo
nastro metallico che funge contemporaneamente
da diaframma e da elemento trasduttore di energia
meccanica in energia elettrica. Tra le estremità del
nastro è prelevabile una tensione elettrica che è
proporzionale alla velocità con cui esso si muove.
a Nastro
(ribbon)
E’ molto delicato e
sensibile agli shock
meccanici. Può
raggiungere
un’elevata sensibilità
e risulta quindi ottimo
per la registrazione in
studio.
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Microfoni
a Nastro (ribbon)
Royer Labs RCA Sontronics
R-122V 44BX Apollo
(stereo)
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Microfoni “speciali”
funzionamento: È costituito da un materiale
detto piezoelettrico che ha la proprietà di
generare un segnale elettrico quando viene
schiacciato. Lo schiacciamento è dovuto
direttamente alla superficie del corpo
vibrante su cui è appoggiato il microfono.
Microfono
Piezoelettrico a
Contatto
Traduce in segnale audio
le vibrazioni dirette di
un corpo a cui è
appoggiato. Per questa
ragione non produce un
segnale molto fedele a
quello che ascoltiamo
ma riduce a zero il
rischio di effetto Larsen.
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Microfoni “speciali”
funzionamento: è un sottoinsieme di
microfoni a condensatore in cui il campo
elettrico viene creato da una piastra
posteriore a carica permanente.
Electret
Non necessitano di
phantom power pur SEGNALE ONDA
MATERIALE DIELETTRICO
basandosi sul principio sonora
FONOASSORBENTE
elettrico
DIAFRAMMA
PIASTRA RIGIDA
dei microfoni a
condensatore. Sono
molto usati come
microfoni lavalier per
presentatori TV o in
dispositivi quali
smartphone e tablet.
LIBRO [Link] 14
Microfoni “speciali”
funzionamento: Si tratta di un piccolo
microfono a condensatore o
piezoelettrico che viene montato molto
vicino a una superficie e puntato verso di
essa.
A zona di pressione
Detto anche PZM o ONDA
boundary layer è un tipo sonora
di microfono che viene SEGNALE
posizionato in prossimità elettrico
di una grande superficie CAPSULA
DIAFRAMMA
piana. Viene posizionato PIASTRA
per esempio sui tavoli
delle sale conferenza.
LIBRO [Link] 15
Microfoni “speciali”
funzionamento: Sono praticamente dei
microfoni dinamici o a condensatore con
una capsula resistente all’acqua
Idrofoni
Gli idrofoni nascono
come strumenti scientifici
per lo studio dei fondali
marini, sostanzialmente si
tratta di membrane
microfoniche
impermeabili che
captano le vibrazioni
attraverso l’acqua.
LIBRO [Link] 16
Microfoni
Risposta in frequenza
La risposta in frequenza di un microfono è la sensibilità del
microfono alle diverse frequenze. E’ rappresentata tramite un
diagramma cartesiano.
Risposta in frequenza lineare Risposta in frequenza ottimizzata
Tutte le frequenze vengono riprese in modo Pensata per enfatizzare una particolare
equivalente dal microfono. sorgente sonora in una certa applicazione.
LIBRO [Link] 17
Microfoni
Risposta in frequenza
Frequency
response di
un Neumann
M 149
LIBRO [Link] 18
Microfoni
Risposta in frequenza
Frequency
response di
un Beta SM57
LIBRO [Link] 19
Microfoni
Risposta in frequenza
Frequency
response di un
Beta 58 A alle
diverse
distanze dalla
sorgente
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Microfoni
Regolazioni (pad e low-cut)
PAD
Permette di attenuare la
dinamica del suono in
ingresso.
Da utilizzare in caso di
sorgenti molto rumorose.
LOW-CUT filter
Permette di attenuare le
frequenze basse in
ingresso.
Di solito si attiva per
ridurre l’interferenza del
vento o altri tipi di
disturbo.
LIBRO [Link] 21
Microfoni
Pattern polari
La caratteristica
polare (pattern
polare),
descrive la sensibilità
di un microfono
relativa all’angolo di
arrivo del suono, cioè
come il microfono
sente i suoni
provenienti dalle
diverse direzioni.
LIBRO [Link] 22
Microfoni
Pattern polari
Cardioide
Ha la sensibilità più elevata
direttamente in asse
davanti alla capsula e la
sensibilità minima a 180°
fuori asse, dietro alla
capsula.
LIBRO [Link] 23
Microfoni
0°
SUPERCARDIOIDE -5dB
Pattern polari -10dB
-15dB
-20dB
Supercardioide e -25dB
Ipercardioide 270° 90°
Offrono un’apertura di
ripresa in asse più ristretta
rispetto a quelli con la
caratteristica cardioide e
una maggiore attenuazione
del suono ambientale. Di 180°
contro sono caratterizzati
anche da una leggera
sensibilità dalla parte
posteriore.
LIBRO [Link] 24
Microfoni
Pattern polari
Omnidirezionale
Ha una sensibilità che non
varia a seconda dell’angolo
dal quale proviene il suono,
perciò, il microfono non
deve essere puntato in una
direzione specifica.
LIBRO [Link]
Microfoni
Pattern polari
Figura 8 (bidirezionale)
Questo microfono riprende
sorgenti sonore dalle parte
anteriore e posteriore della
capsula, ma non dai lati.
Nelle due zone ha una
ripresa con angoli molto
stretti risultando quindi
molto selettivo.
LIBRO [Link]
Microfoni
Accessori
Supporto
antivibrazione (ragno)
Ha lo scopo di attutire le
vibrazioni meccaniche
provenienti dall’asta e
quindi dal terreno su cui
l’asta è appoggiata.
LIBRO [Link]
Microfoni
Accessori
Filtro antipop (pop filter)
E’ usato soprattutto in studio e
serve per ridurre o eliminare
gli artefatti causati in
particolare da alcune
consonanti (per esempio la ‘p’)
che sono generati dall’impatto
dell’aria sulla membrana del
microfono mentre si registra
una voce.
Permette anche di proteggere
il microfono dalla saliva che col
tempo può danneggiarlo.
LIBRO [Link] 28
Microfoni
Accessori
Filtro antivento
Consiste di un involucro
spugnoso che va montato
sopra la capsula del
microfono e che, come
suggerisce il nome stesso,
rappresenta un efficace
sistema per ridurre il
disturbo provocato dal
vento e dalle consonanti
sibilanti.
E’ fondamentale per la
registrazione in esterno
(field recording).
LIBRO [Link] 29
Microfoni
Accessori
Riflettore parabolico
Si applica prima della
capsula del microfono e
permette di puntare il
microfono stesso verso
una sorgente sonora ben
precisa. Il suono viene
raccolto fisicamente dal
riflettore che lo indirizza
alla capsula del
microfono rendendo
molto selettiva la ripresa.
LIBRO [Link] 30
Microfoni
Tecniche di ripresa stereofonica
L’utilizzo di due o più microfoni per creare un’immagine stereo
fornisce profondità e localizzazione spaziale di uno strumento
nella registrazione. Ci sono tanti diversi metodi per ottenere la
stereofonia.
LIBRO [Link] 31
Microfoni
Tecniche di ripresa stereofonica
MICROFONI COINCIDENTI
Per questi tipi di microfonazione, i
microfoni vengono collocati nello stesso
punto. Questo fa sì che ai due microfoni
arrivino due segnali pressoché identici,
e la differenza tra i due sarà dettata solo
dall’ampiezza e non dalla fase.
Per questo, una microfonazione di
questo tipo fornisce un segnale “mono-
compatibile” di frequente utilizzo in
ambito radiotelevisivo, ma anche nella
registrazioni di strumenti dalla spazialità
ridotta.
LIBRO [Link] 32
Tecniche di ripresa stereofonica
La Tecnica X/Y
Utilizza due microfoni identici
con caratteristica polare
cardioide, con le capsule dei
due posizionati proprio in
contatto una con l’altra
(coincidenti) o separate una
dall’altra da meno di 30 cm
(quasi-coincidenti). I
microfoni vengono orientati
uno verso l’altro ad un
angolo da 90° a 135°.
I due microfoni vengono
indirizzati con il pan alla
destra e alla sinistra nel mix.
A causa della vicinanza dei due
microfoni, il suono arriva alle due
capsule nello stesso momento,
riducendo i problemi di sfasamento.
LIBRO [Link] 33
X/Y MICROFONI COINCIDENTI
LIBRO [Link] 34
X/Y MICROFONI COINCIDENTI
LIBRO [Link] 35
Tecniche di ripresa stereofonica
Tecnica Mid-Side (M/S)
La tecnica M/S impiega una
capsula microfonica con
caratteristica polare cardioide ed
una capsula bidirezionale,
configurate in modo coincidente.
La capsula cardioide (mid) viene
puntata direttamente alla
sorgente sonora mentre la
capsula bidirezionale (side)
riprende a destra e sinistra i suoni
fuori asse della capsula cardioide.
Il segnale del cardioide viene posto al
centro del mix, mentre quello del
bidirezionale viene mandato a due canali
posizionati a destra e sinistra, con uno dei
due in controfase rispetto all’altro.
Regolando il livello del segnale “mid”
rispetto al segnale dei lati, si può creare
un’immagine stereo più ampia e più stretta,
senza spostare i microfoni. Questa tecnica è
perfettamente monocompatibile.
LIBRO [Link] 36
M/S MICROFONI COINCIDENTI
LIBRO [Link] 37
M/S MICROFONI COINCIDENTI
LIBRO [Link] 38
Microfoni
Tecniche di ripresa stereofonica
MICROFONI VICINI
Queste tecniche prevedono l'impiego di
due microfoni posti ad una piccola
distanza l’uno dall’altro. In caso di sorgenti
molto ampie tanto le distanze quanto le
inclinazioni reciproche tra i microfoni
possono essere modificate.
Con questa configurazione, oltre alle
differenze di ampiezza, si è un grado di
registrare anche le differenze di fase tra i
due segnali.
Questo da una parte migliora la resa
dell'effetto stereo ma pregiudica
sensibilmente la mono-compatibilità di
questa tecnica.
LIBRO [Link] 39
Tecniche di ripresa stereofonica
Tecnica ORTF
Questa tecnica
stabilisce di
posizionare i due
microfoni a
condensatore con
diagramma polare
cardioide ad una
distanza di 17 cm e ad
un angolo di 110°.
LIBRO [Link] 40
ORTF MICROFONI VICINI
LIBRO [Link] 41
Tecniche di ripresa stereofonica
Tecnica NOS
Prevede l'utilizzo di
due microfoni a
cardioide posti a 30
cm di distanza con un
angolo di 90°.
LIBRO [Link] 42
NOS MICROFONI VICINI
LIBRO [Link] 43
Microfoni
Tecniche di ripresa stereofonica
MICROFONI LONTANI
I microfoni vengono posti a grande distanza gli uni dagli altri. La
distanza tra i microfoni dipende dalla dimensione della sorgente
sonora. La regola è di mantenere il rapporto 3:1 tra la distanza tra i
microfoni tra di loro e la distanza dei microfoni dalla sorgente sonora.
Queste tecniche impediscono di avere una compatibilità mono.
LIBRO [Link] 44
Tecniche di ripresa stereofonica
Tecnica A/B e Coppia
Distanziata
Utilizza due microfoni con
caratteristica polare
cardioide o omnidirezionale,
separati da una distanza da
1 a 3 metri e indirizzati con il
pan completamente a destra
e a sinistra nel mix.
Questa tecnica si usa spesso
per la ripresa dell’immagine
stereo di un gruppo o di uno
strumento.
A causa della distanza relativamente
grande tra i due microfoni e la
conseguente differenza nel tempo di
arrivo del suono ai microfoni,
possono risultare delle cancellazioni
e delle somme a certe frequenze.
LIBRO [Link] 45
A/B MICROFONI LONTANI
LIBRO [Link] 46
Microfoni
esempi di posizionamenti
LIBRO [Link] 47
Microfoni
esempi di posizionamenti
LIBRO [Link] 48
Microfoni
esempi di posizionamenti
LIBRO [Link] 49
Microfoni
esempi di posizionamenti
LIBRO [Link] 50
Microfoni
esempi di posizionamenti
LIBRO [Link] 51
Pickup magnetici funzionamento: composto da una serie di nuclei di
materiale magnetico intorno ai quali vengono
avvolte numerose spire di sottile filo conduttore. La
vibrazione della corda produce un'interferenza nel
campo elettromagnetico del nucleo che a sua volta
induce una debole corrente elettrica nelle spire
Sono i pickup avvolte intorno.
responsabili di
trasdurre il
suono di una
chitarra
elettrica, di un
basso
elettrico o di
un pianoforte
elettrico in
segnale
elettrico.
LIBRO [Link] 52
Pickup magnetici CHITARRE E BASSI ELETTRICI
In relazione al numero di avvolgimenti che compongono il pick-up, si parla di
single coil (una sola bobina), e humbucker (due avvolgimenti).
Formato da una bobina di filo Sono due single coil accoppiati ma humbucker
con le bobine invertite
single molto sottile avvolta intorno ad
un certo numero di magneti. magneticamente ed elettricamente
coil una rispetto all’altra.
Timbrica brillante, definita e con
rapido attacco. Suono potente, pieno, ricco nei
medi e quindi meno brillante
rispetto a un single coil.
LIBRO [Link] 53
Pickup magnetici CHITARRE E BASSI ELETTRICI
LIBRO [Link] 54
Pickup magnetici CHITARRE E BASSI ELETTRICI
La distanza di un pickup dalle corde e dal ponte determinerà il
volume e timbro:
più vicino il pickup alle corde e al ponte: più volume, più acuti, meno sustain.
più lontano il pickup dalle corde e dal ponte: più medio-bassi, meno volume e
meno acuti.
LIBRO [Link] 55
Pickup magnetici PIANOFORTE ELETTRICO
In un pianoforte elettrico
tipo Fender Rhodes,
l’azione è simile a quella di
un pianoforte tradizionale,
ma nel Fender Rhodes i
martelletti percuotono
cilindretti metallici (di
lunghezze diverse in base
alla nota), chiamati tine,
per creare un suono
metallico.
Questi entrano anche in
risonanza con sbarre
accordate (risonatori)
poste sopra ogni tine.
LIBRO [Link] 56
Pickup magnetici PIANOFORTE ELETTRICO
Il segnale elettrico è prodotto da un pickup magnetico la cui
uscita viene portata in ingresso ad un amplificatore.
Risonatori Meccanica Amplificatore
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Strumenti elettrici
Negli strumenti elettrici che abbiamo visto, il timbro non è
dipendente solamente dallo strumento ma dall’intera catena.
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