Integrazioni
Nevo displastico
Epidemiologia e localizzazione presente nel 5-20 % della popolazione, più
frequenti al tronco
Forme cliniche
o Lesioni pigmentate in paziente con uno o più melanomi associati a storia
di melanoma familiare
o Lesioni pigmentate in pazienti con melanomi sporadici
o Lesioni pigmentate in pazienti che non hanno successivamente sviluppato
un melanoma
o Lesioni pigmentate singole
Criteri 1) componente maculare con o senza papula centrale 2) > 5 mm
3) margini irregolari 4) pigmentazione irregolare
Istopatologia alterazioni strutturali (iperplasia delle creste epidermiche con
proliferazioni di melanociti singoli o organizzati in nidi, disposti alla GDE, effetto spalla
se presente una componente intradermica; nevociti fusati o epitelioidei), alterazioni
citologiche (atipia nucleare dei nevociti, anche random, che determina la diagnosi)
Rischio di cancerizzazione 100 % in pazienti con familiarità positiva per
melanoma (follow-up necessario), 3-10 % in pazienti senza familiarità. Il rischio
dipende anche dal numero dei nevi. La maggior parte dei melanomi insorge
comunque DE NOVO
Varianti Sindrome del nevo displastico, nevo displastico solitario (se rimane tale e
rimosso non sussiste un aumentato rischio di melanoma)
Dermatofibroma
Epidemiologia e localizzazione spesso agli arti inferiori,
comune nei giovani di entrambi i sessi
Aspetto macroscopico nodulo singolo o multiplo, <1cm,
brunastro (emosiderina). Caratteristica l’iperplasia
dell’epidermide sovrastante e dei melanociti (50 % dei casi)
Istologia proliferazione di fibroblasti che presenta una
regressione spontanea . Proliferano 1) cellule fusate 2) cellule giganti plurinucleate 3)
cellule schiumose 4) macrofagi (emosiderina)
Prognosi probabilmente benigna (elevate mitosi, assenti atipie), potrebbe avere
natura riparativa (ed essere una risposta a traumi)
Dermatofibrosarcoma protuberans
Aspetto macroscopico placca dura sulla quale insorgono
noduli rosso scuro con tendenza all’ulcerazione
Epidemiologia e localizzazione al tronco e all’estremità,
raramente testa-collo, giovani-adulti
Varianti FIBROBLASTOMA A CELLULE GIGANTI nei bambini
Istologia proliferazione di cellule fusate con scarse atipie, di
basso grado, che si dispongono in corti fasci intrecciati, e
perifericamente infiltrazione finger like dell’ipoderma
Comportamento biologico grado intermedio di malignità, mitosi alte ma poche
atipie, RECIDIVA FREQUENTE (dovuta alle caratteristiche infiltrative: è importante
resecarlo completamente), raramente metastatizza, possibilità di trasformazione in
FIBROSARCOMA (allungamento dei fasci)
DD Neurofibroma diffuso (CD34 e non proteina s100)
Sarcoma di Kaposi
Neoplasia sarcomatosa idiopatica multifocale di origine
vascolare. È un tumore mediterraneo.
Aspetto macroscopico macule, placche e noduli
presenti in successione di colore rosso scuro, presenti
su cute, mucose e visceri
Forme cliniche
o Classico più comune tra i maschi caucasici, 5°
decade, decorso lento (fino a 15-20 anni). Localizzazione acrale. Più alta
incidenza di linfomi
o Endemico frequente in Africa (10 % delle neoplasie). Decorso simile
al classico, frequenti le localizzazioni cutanee acrali, diffuse e le
infiltrazioni ossee
o Epidemico (AIDS-associato) riguarda fino al 20 % dei pazienti con
AIDS. Localizzazioni multiple, mucose e anche viscerali senza
coinvolgimento cutaneo. Clinicamente causa sanguinamento
o Iatrogeno nei pazienti in terapia antirigetto con
immunosoppressori. Regredisce dopo sospensione
Istopatologia caratteristicamente diviso in 3 fasi. Si pensa derivi dal
mesenchima vasogenico multipotente.
o Macula proliferazione di vasi irregolari disposta intorno alle strutture
annessiali, con associato infiltrato infiammatorio plasmacellulare
o Placca proliferazione di strutture vascolari che interessa in derma e
inizia a dissecare i fasci di fibre collagene, cellule fusate aggregate in
corti fasci, globuli ialini (da degenerazione dei globuli rossi)
o Nodulo proliferazione di cellule fusate che si dispongono in fasci
intersecantesi, spazi vascolari dilatati, depositi di emosiderina e
globuli
ialini. La proliferazione degli elementi tende a essere circondata da una
pseudocapsula.
Eziologia probabile natura reattiva (lesioni diploidi), che non spiega però le
forme aggressive letali. Correlato a infezione da HHV8 (rinvenuto in tutte le
lesioni e condizione necessaria ma non sufficiente per l’innesco della malattia),
che è strettamente legato all’ EBV.
Diagnosi favorita (al momento) dal ritrovamento di HHV8 in una lesione
vascolare di dubbia interpretazione
Tumori annessiali
Generalità
Differenziazioni
T. a differenziazione ghiandolare eccrina
Poroma eccrino localizzazione, clinica, varianti
DEVO FINIRLI BASTARDI FATE FINTA CHE NON ESISTANO, COMUNQUE
BASTANO CENNI QUINDI FUTTITIVINNI
Sarcoma di Ewing
Generalità e classificazione tumore primitivo dell’osso molto maligno, a
piccole cellule blu, ascrivibile alla categoria dei PNET (rappresenta il meno
differenziato), che origina da cellule mesenchimali indifferenziate del
midollo osseo
Basi molecolari traslocazione 11-22 t e produzione di proteine chimeriche,
EWS-FLI o EWS-ERG
Epidemiologia 6-10 % dei tumori ossei maligni, l’80% viene diagnosticato
prima dei 20 anni, raro dopo i 30 anni
Localizzazione
o Diafisi e meta-diafisi di ossa lunghe femore, tibia, omero
o Scheletro del tronco anca, colonna, coste, scapola
Clinica dolore, tumefazione in rapida espansione, sintomi sistemici
Localizzazione intraossea e imaging insorge nelle cavità midollari e invade
la corticale, apparendo come osteolisi o chiazze ravvicinate. Si espande nelle
parti molli del midollo ma può superare l’osso compatto diafisario, generando
una massa voluminosa non radiopaca. Può generare una reazione
osteogena da parte del periostio.
Aspetto macroscopico massa di scarsa consistenza e colorito grigiastro
(encefaloide), focolai di emorragia e necrosi, colliquazione (simula
un’OSTEOMIELITE)
Istologia Neoplasia a piccole cellule blu, proliferazione di piccole cellule
con nuclei piccoli e ipercromici, che formano alveoli o strutture laminari
Immunoistochimica CD99, p30/32, Vimentina, ENS
DD radiologica (osteomielite, osteosarcoma, granuloma eosinofilo),
istologica (linfoma [glicogeno, IIC], neuroblastoma [età d’insorgenza]
Evoluzione e prognosi è la neoplasia primitiva dell’osso con il decorso più
rapido, la prognosi è migliorata grazie ai protocolli di polichemioterapia
ciclica (spv. 5 anni 50-60%)
Metastasi ai diversi distretti scheletrici, rare le m. linfonodali regionali , a
distanza ad encefalo e polmone (precoci)
Tumore di Wilms
Generalità ed epidemiologia il tumore più frequente nei bambini e uno dei
più comuni dell’infanzia (95 % si presenta tra 6 mesi- 5 anni, raro in età adulta
ma possibile), importante per la comprensione della tumorogenesi (teoria del
doppio colpo), guaribile nell’80 % dei casi con i moderni approcci
terapeutici
Basi genetiche ampie delezioni del cr. 11, nella regione corrispondente al
gene WT-1 (oncosoppressore, importante anche per lo sviluppo embrionale del
rene e delle gonadi) e altri geni, particolarmente importante nelle forme
sindromiche. Nei casi sporadici, il WT-1 è mutato solo nel 15% dei casi, e ciò
giustifica l’esistenza di altri fattori patogenetici molecolari
Quadri sindromici sindrome WARG (Wilms, Anidria, Ritardo mentale,
alterazioni Genitourinarie; WT-1 e PAX-6), s. di Denys-Drash (Wilms +
pseudoermafroditismo + sclerosi mesangiale diffusa)
Lesione preneoplastica aggregati di cellule indifferenziate che presentano
residui di blastema metanefrico, presenti anche alla periferia del tumore,
soprattutto nelle forme bilaterali
Aspetto macroscopico e fattori prognostici correlati massa giallo-grigia
sepimentata e incapsulata, con aree di emorragia e necrosi.
Istologia trifasica
o Blastema renale indifferenziato, piccole cellule addossate le une alle
altre
o Tessuto connettivo sia fibroblastico che muscolare liscio o striato
o Componente epiteliale abbozzi di strutture tubulari e/o glomerulari
Nel referto va riportata la percentuale delle 3 componenti. la componente
stromale può prendere una linea differenziativa (es "rabdomioblastica"(?)),
e questo può rendere più complessa la diagnosi
Metastasi linfonodali, ematogene (polmone, fegato), estensione diretta (fegato,
intestino, vertebre)
Marker WT1, CD56
Prognosi valutare i margini di resezione, la stadiazione (soprattutto
importante l'invasione del tessuto adiposo perirenale), la presenza di
anaplasia(che va segnalata nel referto, e che è indice di una scarsa risposta alla
chemioterapia), la rottura post-asportazione
Diagnosi differenziale Adenoma Metanefrico (nell’adulto)
Liposarcoma
Epidemiologia uno degli STM più frequenti (20%), particolarmente rappresentato
tra la 5° e la 7° decade
Localizzazione estremità inferiori, tronco, retroperineo, funicolo spermatico (i
tumori del funicolo coinvolgono spesso anche la t. vaginale per la contiguità
anatomica)
Istologia generale proliferazione di lipoblasti in vari stadi di sviluppo, da
univacuolati7++ì a multivacuolati. I vacuoli sono intracitoplasmatici e si addossano al
nucleo, distorcendolo
Forme anatomo-cliniche (probabilmente rappresentano diverse forme, a
differenziazione variabile, di un comune spettro anatomo-clinico)
o Ben differenziato (atipico) il più comune, malignità intermedia, localmente
invasivo (recidiva locale frequente nelle forme profonde, nelle quali può avere
esito fatale), metastatizza solo dopo dedifferenziazione (Liposarcoma
dedifferenziato)
o Mixoide / a cellule rotonde) elementi ovalari immersi in una matrice
mixoide contornata da un abbondante vascolarizzazione (aspetto a zampe di
gallina), la variante a CR rappresenta una forma ipercellulare e meno
differenziata (nidi di cellule rotondeggianti), e può la suddetta componente
può essere presente in isolati focolai o costituire l’unico aspetto. La prognosi
dipende dalla presenza in percentuale di componente a Cellule rotonde (buona
se <5 %, alta possibilità di diffusione metastatica se prevalente o esclusiva e spv
5 anni del 70 %)
o Polimorfo aggressivo, costituito da lipoblasti giganti, presentanti diverse
atipie
Criteri diagnostici identificazione dei LINFOBLASTI
Specificità delle varie localizzazioni
o LS retroperitoneale
Generalità è il più frequente S. retroperitoneale in età adulta, in tale
sede ha prognosi peggiore
Aspetto macroscopico massa singola o multipla, che può raggiungere
dimensioni notevoli, ben circoscritta ma priva di capsula
Istotipi più rappresentati Ls ben differenziato, Ls pleomorfo
Ls ben differenziato lipoma like, sclerosante, infiammatorio
(quasi esclusiva del retroperitoneo), a cellule fusate; può
progredire nella forma DEDIFFERENZIATA
Ls dedifferenziato può derivare da un LS BEN
DIFFERENZIATO o insorgere ex novo, presenta aree sarcomatose
con evidenti atipie, aggressivo (spv 3 anni 53 %)
Ls pleomorfo altamente aggressivo, architetture disordinata ed
elevato pleomorfismo, aree di necrosi, spv <30 %
Ls mixoide/a cellule rotonde fusione dei geni CHOP-TLS,
rarissimo nel retroperitoneo
o LS mediastinico
Generalità questa localizzazione è indice di malattia multientrica
(es. coesistono localizzazioni retroperitoneali e alla coscia)
Progressione di malattia recidiva locale, metastasi polmonari
Condrosarcoma
Generalità tumore le cui cellule tendono alla differenziazione cartilaginea, con un
ampio spettro di quadri clinico-patologici
Forme clinico-patologiche
o Centrale intra- o iuxtamidollare, origina da cellule ossee o da un condroma
o Periferico origina da una precedente esostosi
o Periostale
Epidemiologia e insorgenza rappresenta il 20 % dei sarcomi ossei, 75 % primari, 25
% secondari a evoluzione di forme benigne; dalla 3° alla 7 ° decade (è un sarcoma
dell’adulto), più frequente negli uomini
Localizzazioni femore, anca, tronco
Stadiazione istologica 3 stadi a cellularità crescente
Specificità delle varie forme
CS CENTRALE
o Generalità ed epidemiologiagenera all’interno dell’osso, infrequente,
prognosi peggiore. Può derivare da un condroma
o Localizzazioni e invasione ginocchio (femore distale e tibia prossimale), omero
prossimale, tronco, in sede metafisaria e diafisaria. Può facilmente invadere le
epifisi e le articolazioni. Risparmia lo scheletro della mano
o Crescita lenta negli stadi I e II (invade il canale midollare diafisario, lesione non
sempre rilevabile dai radiogrammi), rapida nel III
o Imaging radiografico osteolisi a limiti sfumati, corticale interrotta, talvolta
ispessita, radiopacità più compatta nelle varianti iper-calcifiche
o Aspetto macroscopico massa grigia, scarsa consistenza, gelatinosa nelle aree
mixoidi e encefaloide nelle aree indifferenziate, foci di ossificazione, tessuto
osseo prossimale eroso o talvolta addensato
o Istologia 3 gradi a cellularità crescente
I stadio di transizione tra condroma e CS, aggressivo se insorge nelle
ossa lunghe o nel tronco
II struttura parzialmente o totalmente mixoide
III la differenziazione cartilaginea è irrilevante, molte atipie
o Progressione lenta tra condroma e I, e tra I e II, rapida e di riscontro usuale
tra II e III
o Metastatizzazione gradi II (precoci o tardive) e III (precoci); ematogene
(invasione di una vena, trombi neoplastici che possono crescere tanto da
raggiungere il cuore destro e talvolta configurare quadri di scompenso cardiaco e
insufficienza respiratoria);
o Basi genetiche iperploidia (tipica dei CS centrali, nei periferici riscontriamo
perdita di eterozigosi)
CS PERIFERICO
o Generalità genera dall’esterno dell’osso e si espande sopra di esso, alla sommità
di una esostosi
o Epidemiologia più spesso maschi adulti, mai prima della pubertà
o Localizzazione tronco, radice degli arti. Classicamente risparmia i segmenti
distali
o Clinica tumefazione poco dolorosa o indolente a crescita lenta. Patognomonica
la ripresa dell’accrescimento di un’esostosi dopo il raggiungimento dell’età
adulta
o Imaging massa bernoccoluta, più o meno calcificata (morfologia delle c.
granulare o ad anello); depositi di calcio scarsi nelle forme aggressive
o Aspetto macroscopico e rapporto con i 3 gradi istologici aumentato
spessore del rivestimento cartilagineo (>1 cm) rilevabile come
IRREGOLARITÀ, che può diffondersi in profondità. Può invadere la spongiosa dell’
esostosi e l’osso dalla quale la stessa deriva. Massa molle, edematosa grigiastra, con
aree di calcificazione/ossificazione, che diminuiscono all’aumentare della
malignità della neoplasia
o Istologia e classificazione 3 stadi, cartilagine ben differenziata, più
frequenti gli stadi I e II
o Forme ereditarie il 30 % dei CS periferici si sviluppa in pz portatori di
esostosi ereditarie multiple
o Metastasi e progressione di malattia l’accrescimento è molto lento in tutte
le fasi, rare e tardive le metastasi polmonari
o Prognosi per vari fattori, quali la possibilità di escissione totale, rarità degli
eventi di progressione (incidenza molto bassa dello stadio III) ha prognosi meno
severa rispetto al CS centrale
Osteosarcoma
Epidemiologia 60 % in giovani < 20 anni, 20 % in anziani portatori di patologie
ossee
Sedi METAFISI di ossa lunghe, ginocchio, spalla, ossa cranio facciali, femore, bacino
Clinica dolore e tumefazione, limitazione nei movimenti
Sierologia fosfatasi alcanina elevata nel 50 % dei casi, l’aumento è correlato alla
gravità del quadro
Imaging variabile, immagini di osteolisi o miste (osteolisi- osteogenesi, addensamenti,
lesioni eburnee)
Cause genetiche 1) mutazioni di RB (oncosoppressore, x1000 rischio), 2) aberrazioni
cromosomiche complesse (responsabili dei casi sporadici, più sono complesse più la
neoplasia sarà grave), alla base della classificazione in:
o Osteosarcomi di basso grado
o Osteosarcomi di alto grado
Aspetto macroscopico intermedio tra quello di un tessuto molle, encefaloide ed
eburneo; voluminoso, infiltra i tessuti circostanti (diffusione lungo i legamenti alle
articolazioni) e l’osso compatto (arrivando al midollo), parte periferica di scarsa
consistenza.
Istologia struttura caratterizzata da attività osteoblastica, esistono diverse varianti:
o Osteoblastica
o Condroblastica
o Fibroblastica
A piccole cellule
Teleangectasica
o Paraostale
Le caratteristiche sono alto grado di malignità del tessuto sarcomatoso,
produzione di osso/osteoide da parte delle cellule neoplastiche, deposto in modo
disordinato. È presente invasione degli spazi midollari dell’osso.
La diagnosi istologica prevede che lo studio di prelievi plurimi e ampi che
possano rappresentare la maggior parte possibile degli aspetti tumorali.
Evoluzione il decorso è di solito rapido, con precoci metastasi polmonari, che si
rendono evidenti quando hanno raggiunto un volume di 0,5-1 cm e vengono per questo
riscontrate all’imaging diverso tempo dal loro impianto. Micrometastasi polmonari sono
presenti nell’80 % dei casi in fase prococe.
Prognosi grazie ai protocolli attuali, spv. a 5 anni del 60-80 %
Variante paraostale infrequente (5 %), insorge nella parte superficiale delle ossa, ha
prognosi migliore e si localizza nelle ossa lunghe, in prossimità della metafisi, e in
particolare nella faccia posteriore del femore distale (60%)
Carcinoma a cellule di Merkel
Epidemiologia e clinica Si manifesta in individui adulti, con noduli rosso rameici che
raramente superano i 4 cm, o a volte con lesioni destruenti, localizzati al volto e alle
estremità. Generalmente UNINODULARE, noduli multipli sono indice di recidiva
Istologia proliferazione intradermica di piccole cellule blu rotonde, cellule con atipie
disposte in trabecole, lembi e pseudorosette. L’epidermide è risparmiata, anche se a volte
la neoplasia tende ad ulcerare.
Marker Citocheratina 20, Cromogranina, ENS (differenziazione intermedia tra epiteliale
e neuroendocrina)
Comportamento biologico recidive e metastasi linfonodali frequenti. Mortalità del
30 %.
Prognosi sovrapponibile a quella del microcitoma polmonare, ma a differenza del
microcitoma non esprime il TTF1.