Anatomia Patologica Speciale
Anatomia Patologica Speciale
Oggi facciamo la prima lezione di anatomia patologica speciale; che vuol dire “anatomia
patologica speciale o sistematica”?
Vuol dire che adesso trattiamo le patologie mentre fino a ieri abbiamo trattato le basi
patologiche e come si arriva a fare un esame citologico e istologico.
Tutto ciò che io osservo con gli occhi è frutto di una realtà microscopica e questo è vero per
la realtà che ci circonda e per tutte le patologie.
Quando abbiamo spiegato la patologia coccolare abbiamo posto un’enfasi particolare sulla
patologia neoplastica e abbiamo visto quanto diverse siano le categorie tumorali tra di loro, è
come se avessimo a che fare con delle galassie totalmente diverse perchè una cosa sono i
carcinomi, altra i linfomi, altra ancora i sarcomi ecc..
Per ciascuna categoria valgono dei principi non soltanto dal punto di vista della diagnosi ma
anche della comprensione di base.
Che cosa abbiamo capito dopo 200 anni? Poco! Quello che abbiamo capito è prevalentemente
relativo ai carcinomi (tumori che originano dagli epiteli o dalle cellule staminali che sono
presenti negli epiteli) i quali sono i tumori umani più frequenti; abbiamo capito che un
carcinoma, prima di diventare invasivo, nella stragrande maggioranza dei casi (ma ahimè già la
tiroide è una eccezione!) un carcinoma per diventare invasivo quindi essere potenzialmente
metastatico che cosa deve fare? Deve avere un precursore, qualcosa che lo precede quindi
non è che la mattina mi alzo e mi trovo che ho il carcinoma della mammella, dell’utero! Io sono
portatore, tramite i miei tessuti, di un precursore cioè di qualcosa che precede il carcinoma.
Il precursore biologico e morfologico, nei carcinomi, si chiama displasia.
Tutta questa progressione cellulare da una cellula normale, per acquisizioni di alterazioni
biomolecolari, mi porta a cambiare la morfologia e quindi mi dà l’arrivo della displasia. Ai fini
didattici (non me lo dite all’esame!) la displasia è il viaggio che la cellula intraprende verso la
malignità.
Che co’è la malignità?
Il primum movens della malignità dopo la displasia di alto grado è il carcinoma in situ in cui, se
io osservo al microscopio queste cellule, vedo che sono francamente maligne, neoplastiche ma
perchè le definisco ancora come carcinoma in situ?
Tutta la displasia finanche incluso il carcinoma in situ perchè io devo averla concettualmente
in testa come un’ unica categoria?
Perchè tutte queste alterazioni cellulari, frutto di alterazioni genetiche, che cosa fanno?
Ancora sono tutte limitate all’epitelio! Quindi tra l’epitelio e il connettivo abbiamo detto che
c’è quella struttura sottilissima e affascinante che si chiama membrana basale per cui queste
cellule neoplastiche non hanno invaso o superato questa membrana basale.
Se le cellule neoplastiche (displasia fino anche al carcinoma in situ) non hanno superato la
membrana basale non possono avere ancora alcun potenziale metastatico. Da qui deriva
l’enorme concetto di cui abbiamo parlato: se io fossi in grado di diagnosticare tutte le lesioni
epiteliali nella loro fase di precursore ossia displasia/ carcinoma in situ significa che io
toglierei da quella ghiandola, da quel tessuto epiteliale il precursore cioè toglierei l’humus da
cui poi origina il carcinoma invasivo dopo che le cellule del carcinoma in situ hanno distrutto la
membrana basale.
Oggi quindi, laddove è possibile, noi su cosa basiamo gran parte della lotta ai tumori ? La
basiamo sulla potenziale individuazione dei precursori cioè della displasia e del carcinoma in
situ cioè noi cerchiamo di diagnosticare la displasia, il carcinoma in situ degli epiteli in modo
che trattandoli evitiamo che da quel precursore possa poi originare il carcinoma invasivo.
Fin quando diagnostichiamo le lesioni displastiche o carcinomatose in situ noi eliminiamo la
possibilità della metastasi perchè gli epiteli non sono vascolarizzati.
Ma in realtà tutti gli epiteli, tutte le ghiandole sottostanno a questa teoria oncogenetica ossia
precursore, displasia>carcinoma in situ?
Non tutti! Non tutti gli organi, non tutte le ghiandole e come vedremo per esempio la tiroide
ne fa eccezione.
TIROIDE
Macroscopicamente questa è la tiroide classica: lobo destro, istmo e lobo sinistro e a volte c’è
anche il lobo piramidale che non sempre è presente perchè è una variante anatomica.
Se pensate alla embriogenesi capite poi che posso trovarmi in altre sedi la tiroide.
La tiroide è un organo endocrino che ha due tipi di cellule che producono cose totalmente
diverse; ci sono le cellule follicolari cioè le cellule epiteliali follicolari e le parafollicolari o
cellule C.
Qual’è l’unità anatomo-funzionale della tiroide? Sono le cellule follicolari!
Partiamo da qui, la realtà microscopica è questa: la tiroide è fatta da tanti follicoli; cos’è un
follicolo?
E’ una struttura costituita da cellule che circoscrivono un lume il quale non ‘è vuoto ma è colmo
di un materiale un po’eosinofilo, rosato e si chiama colloide. La tiroide quindi è fatta da tanti
follicoli e ogni follicolo è fatto da tende cellule che si chiamano cellule follicolari e sono delle
cellule epiteliali. All’interno dei follicoli c’è la colloide e cosa c’è dentro questa colloide? Ci
sono tante molecole tra cui i precursori degli ormoni tiroidei.
La tiroide serve a tante cose ma certamente è una ghiandola fondamentale per lo sviluppo>
vedi cretinismo. L’azione viene esplicata dagli ormoni tiroidei i quali sono sintetizzati dalle
cellule follicolari.
Oltre alle cellule follicolari ci sono altre cellule che qui io non vedo perchè avrei bisogno delle
indagini immunoistochimiche; sono delle cellule messe molto vicine alle cellule follicolari,
talvolta stanno pure tra le cellule follicolari> si tratta delle cellule C parafollicolari (“C”
perchè producono calcitonina).
Le cellule C parafollicolari producono calcitonina, ormone antagonista del PTH e sono delle
cellule totalmente diverse, non hanno nulla a che spartire con le cellule follicolari.
Perchè conoscere l’ideologia già è tanto, perchè conoscere l’istologia significa capire il 50%
della patologia?
Perchè è ovvio che se ci sono i follicoli, le cellule epiteliali follicolari e ci sono le cellule C
parafollicolari ci saranno delle patologie che colpiscono proprio questi due comparti.
La tiroide è un organo endocrino che va incontro molto spesso a patologie ed è un organo le cui
patologie possono essere endemiche, sporadiche ma che colpisce particolarmente proprio la
nostra area, tutta l’area del Mediterraneo; la Sicilia è ai primi posti al mondo per la patologia
tiroidea.
Il concetto che abbiamo mutuato nella medicina per capire le malattie è un concetto della
fisica ed è il concetto dello spettro! Che significa spettro? Significa che per parlare di una
cosa, per dare nome e cognome a una cosa nel mondo è come se io prendessi due asticelle e le
pianto tra due estremo: tutto ciò che è tra le due asticelle è lo spettro. Mediamente sto al
centro tra le due asticelle e la malattia è così ma la malattia può essere anche più spostata
agli estremi ma non può essere qualcosa al di fuori di queste asticelle perchè se vado fuori
dallo spettro, dalle asticelle si tratta di un’altra malattia.
Lo spettro quindi è la variabilità è un concetto clinico-patologico, tra le asticelle ci sono le
varianti cioè non vi aspettate che una malattia sia sempre perfettamente come descritta nei
libri perchè esiste uno spettro, una variabilità.
Il gozzo multinodulare è la patologia più comune della tiroide ed è caratterizzato dal fatto
che la tiroide si trasforma in un numero variabile di noduli, pochi o tanti noduli, può essere
totalmente trasformata in decine di noduli> questa è la base macroscopica della tiroide; se sai
la base macroscopica fai la diagnosi.
Qual’è la base microscopica del gozzo multinodulare? cosa succede? perchè la tiroide ad un
certo punto mi fa tanti noduli?
Perchè succede qualcosa e dove? nel tessuto tiroideo, nelle cellule; che patologia è il gozzo
multinodulare?
E’ una patologia benigna e perchè?
Perchè ce lo dicono 200 anni di studi, perchè tutti gli studi clinico-patologici dicono che il
gozzo è una patologia benigna.
Quindi il gozzo multinodulare è una patologia benigna iperplastica; cioè non sappiamo bene
perchè (sappiamo solo qualcosa) i follicoli della tiroide, le cellule follicolari costituenti
cominciano a proliferare. Questi noduli macroscopicamente visibili, evidenziabili alla ecografia,
palpabili sono frutto di una iperplasia.
Perchè c’è l’iperplasia?
Qualcosa sappiamo, qualcosa ancora ci sfugge. Questa patologia spesso è endemica cioè
colpisce almeno il 10% della popolazione e da noi in Sicilia è endemica, negli Anni’50-60 era
endemica e le aree colpite erano non tanto quelle costiere ma quelle dell’entroterra quindi da
questo si è capito che il problema era la carenza di iodio.
Se non introduciamo iodio facciamo il gozzo e questo ci ha fatto capire la patogenesi; ormai lo
iodio quindi ci devono essere anche altri meccanismi. Qui ce ne usciamo con una piccola
sconfitta dicendo che probabilmente c’è anche la predisposizione genetica cioè noi dell’area
mediterranea (Sicilia, Cipro, Sardegna) andiamo trasferendo qualcosa con i nostri geni per cui
non abbiamo un corretto e funzionante corredo enzimatico per la sintesi degli ormoni tiroide;
altra causa potrebbe essere l’assunzione di certi farmaci ma comunque ancora non è chiaro
perchè, il punto, per la spiegazione dei gozzi verosimilmente ancora sporadici, è che abbiamo
dei difetti genetici-enzimatici per cui succede quello che succedeva prima quando mancava lo
iodio cioè o perchè ci manca lo iodio (ormai ne abbiamo in abbondanza) oppure perchè abbiamo
problemi nella costituzione degli enzimi.
Sia nel caso endemico che sporadico la tiroide deve mantenere l’omeostasi cioè deve
mantenere costante il livello di T3 e T4 costante nel sangue; appena il livello di T3 e T4 si
abbassa si produce il TSH il quale stimola le cellule follicolari. Laddove non abbiamo il difetto
il TSH sveglia le cellule, si comincia a produrre tanto e se questo stimolo è cronico il tessuto
che fa?
Qui apriamo un altro concetto filosofico e cioè che per noi è patologia ma se ci mettessimo dal
punto di vista delle cellule questo è compensazione cioè lo stimolo che arriva a queste cellule
ha l’obbiettivo di far produrre più ormone per mantenere l’omeostasi ma, appena vado al
massimo cioè più di quello non posso produrre, come posso aumentare la produzione
dell’ormone? Se aumento i follicoli!
Gli ormoni è come se dicessero ai follicoli “ signori miei, qui dobbiamo aumentare di numero”
quindi iperplasia. Allora il primum movens del gozzo multinodulare è la iperplasia, la
proliferazione dei follicoli tiroidei; i follicoli tiroidei proliferano e quindi aumentano di numero
perchè cosa fanno loro? Perchè aumentando di numero producono più ormone e quindi
mantengono l’omeostasi.
Quindi la tiroide a questo problema di carenza di iodio sia su base alimentare (raro ormai) sia
si base genetica reagiasce! Per mantenere normale il livello di T3 e di T4 a livello sierico fa
questo, inventa l’aumento numerico dei follicoli: proliferazione follicolare.
Quindi cosa osserviamo? Tanti follicoli, proliferazione enorme di follicoli.
Questo processo è particolare perchè non è che lo stimolo arriva allo stesso modo a tutti i
follicoli ma ad alcune aree cioè alcuni follicoli stanno tranquilli, rimangono nel proprio zoo
mentre alcuni vengono investiti da questo stimolo iperplasiogeno e proliferano; questo perciò è
il primum movens>proliferano, poi fanno anche qualche altra cosa e questa è già qualcosa di più
patologico. I follicoli di solito sono piccoli ma questo stimolo poi porta a produrre tanto
ormone dunque tanta colloide e allora la colloide iperprodotta comincia ad accumularsi nei
follicoli e de avete l’occhio vi rendete conto quanto siano grandi questi follicoli che vedete,
almeno 20-30 volte quelli normali.
Quindi oltre alla iperplasia follicolare comincia anche la dilatazione dei follicoli; perchè si
dilatano i follicoli? perchè si accumula tanta colloide.
Questi due appena detti già sono due importanti parametri microscopici.
Poi cosa succede?
Intanto questa iperplasia e questa dilatazione, siccome colpiscono alcune aree della tiroide e
altre no, pian piano tutto cresce e quale sarà il risultato macroscopico? Si comincia a formare
un micronodulo che nel tempo diventa un nodulo vero e proprio. Questa condizione patologica
interessa zone diverse ed ecco allora che il risultato macroscopico di questa proliferazione
dei follicoli con accumulo di colloide sarà la multinodularità.
Poi il prof ci fa vedere l’immagine di una sezione dove ci sono tanti follicoli piccoli e altri
dilatati eccessivamente perchè c’è accumulo della colloide e addirittura vediamo un follicolo
rotto perchè è talmente dilatato che non ce la fa e si rompe e quindi che succede? La colloide
passa nell’interstizio.
I nostri tessuti sono fatti che non sopportano! Non sopportano nessuna sostanza estranea,
appena c’è una sostanza estranea nei nostri connettivi succede l’inferno, c’è una reazione
immediata. Quando ho una sostanza estranea nel tessuto questo reagisce e come? Reagisce
solo in un modo: chiama il sistema immunitario! Ecco allora che, dopo la proliferazione
follicolare, dopo la dilatazione e l’accumulo enorme nei follicoli della colloide, avviene anche un
processo flogistico cioè nello stroma ovvero nel tessuto connettivo tra i follicoli che succede?
Succede che si ha un richiamo di flogosi quindi a arrivano i linfociti, le plasmacellule ecc..Il
problema è che questo gozzo è una patologia che ci portiamo spesso da tanto tempo quindi è
un processo flogistico cronico.
Vedete nella slide?
Ci sono dei puntini che son linfociti e addirittura questi elementi possono entrare all’interno
del follicolo dilatato e sapete cosa sono questi elementi? Sono istiociti cioè macrofagi. Da
dove originano questi istiociti o macrofagi? Dai monoliti circolanti del sangue! Allora quando un
mono cita circolante nel sangue passa nel tessuto diventa un istiocita o macrofago. Questi qua
se li guardate hanno un citoplasma spesso chiaro, sembra schiuma e quindi questi si chiamano
istiociti schiumosi per dire che all’interno del citoplasma hanno questo aspetto schiumoso
perchè contengono detriti cellulari, un po’ di colesterolo ecc ecc…
Questi stessi istiociti però nel gozzo di lunga durata possono anche mangiare cioè fagocitare
materiale emosiderinico e quindi da schiumoso l’istiocita diventa scuso, marrone perchè nella
Hb c’è ferro e quindi questi istiociti che hanno fagocitato il ferro che deriva dal catabolismo
della emosiderina diventano sideròfagi cioè istiociti che si sono mangiati il ferro.
Allora nel gozzo che cosa c’è?
C’è tanta colloide perchè viene iperprodotta, c’è l’iperplasia follicolare perchè è il primum
movens e poi che ci sarà soprattutto se è di lunga durata? Un processo flogistico cronico e
ideologicamente l’elemento più importante in questo caso sono gli istiociti schiumosi oppure i
siderofagi; questi sono gli elementi fondanti del gozzo; ma cosa succede ad un tessuto che è
preda di flogosi cronica?
Qualunque tessuto del nostro corpo sede di flogosi cronica come reagisce? Cioè se io mi taglio
alla fine perchè c’è la guarigione? Perchè c’è la flogosi! Poi ci sarà il tessuto di granulazione
ecc e questo vale per tutti i tessuti quindi voi la cicatrice dovete conoscerla bene perchè
mentalmente e concettualmente potete applicarla a tutti i processi flogistici cronici del
nostro corpo.
Non soltanto il nostro tessuto non sopporta il materiale estraneo e quindi evoca la flogosi ma
poi, ad un certo punto, il tessuto se ne frega anche della flogosi perchè non sopporta neppure
la flogosi per tutta la vita e allora che cosa fa il tessuto? Il tessuto sostituisce il tutto, non
può avere la restitutio ad integrum e allora l’area flogosata viene sostituita da tessuto
fibroso.
Il tessuto quando deve riparare fa fibrosi, facendo cicatrice cioè finisce la flogosi e
intervengono i fibroblasti dei tessuti connettivi che si trasformano in miofibroblasti,
producono il collageno e laddove c’era la flogosi c’è la fibrosi, c’è una cicatrice. Quindi laddove
c’è la cicatrice c’era un processo flogistico ecc ecc..
La tiroide non fa eccezione a tutto questo! Nelle aree di flogosi alla fine come ripara ?
Formando tessuto fibrotico! Quelle aree che diventano fibrosi sono cicatrici ma possono fare
anche altro e cioè, laddove c’è tessuto fibroso postflogistico, il nostro organismo deposita in
quelle aree calcio.
Se tu prendi in mano quel gozzo di quella signora di lunga durata e cerchi di tagliarlo per
campionarlo cioè per selezionare macroscopicamente i tessuti da osservare poi al microscopio,
se lei prende il bisturi e taglia questo gozzo di lunga durata avrà qualche difficoltà cioè la
lama stridula perchè c’è tessuto sclerocalcifico. Molte volte i gozzi li dobbiamo mettere in un
altro liquido dopo averli fissati per decalcificare altrimenti non riusciamo a tagliare.
Se io facessi un RX al collo di quella signora avrei trovato le calcificazioni.
Quindi è un processo cronico che inizia come processo iperplastico e che nel tempo assume
anche un aspetto prima flogistico, poi ripartivo e infine sclerocalcifico.
Non ci stupiamo del fatto che, se è vero che la metaplasia colpisce gli epiteli (metaplasia
squamosa dell’epitelio bonchiale in seguito al fumo di sigaretta, metaplasia squamosa
dell’urotelio, Barrett), la metaplasia non è esclusivamente appannaggio degli epiteli ma anche
dei tessuti mesenchimali e quindi dove voglio arrivare? Voglio dirvi che in quell’area
sclerocalcifica i fibrosblasti, sotto stimolazione ambientale, formano non tessuto sclerotico
ma talvolta cosa possono fare? Possono fare un tessuto ancora più resistente e quindi osso.
Allora non solo tagliando non lo taglio perchè c’è tessuto sclerocalcifico ma nel gozzo, nelle
aree di sclerosi, posso trovare anche una metaplasia ossea frutto del fatto che i fibroblasti in
quell’ambiente si trasformano in osteoblasti e formano osso. Questo non è in tutti i gozzi ma
dipende da quanto tempo dura quel gozzo.
Quindi c’è il tessuto fibroso sclerocalcifico in cui dentro ci sono i fibroblasti che hanno
prodotto il collageno e che cosa può succedere in questo tessuto sclerocalcifico? Può
succedere che i fibroblasti si trasformano in osteoblasti producendo osso quindi ci sarà
tessuto osseo nelle aree sclerocalcifiche quindi l’osso che si forma è un tessuto metaplastico,
stavolta è una metaplasia a partenza dagli elementi fibroblastici connettivali; voi siete portati
a pensare alla neoplasia nell’epitelio (esofago di Barrett) ma la neoplasia esiste anche nei
tessuti connettivi.
Capite che significa iperplasia follicolare? E’ il primum movens, ci sono tanti follicoli.
All’interno del gozzo poi posso trovare una cosa interessante, cioè quando aumento il numero
dei follicoli perchè sono un follicolo e faccio più follicoli ma che cosa posso fare io per
produrre sempre di più oltre a fare follicoli? Quell’epitelio follicolare quando prolifera, oltre a
fare follicoli, che cosa fa? Qui le cellule sono furbe, è come se avessero studiato l’istologia
dell’intestino! Voi sapete tutti che il nostro intestino ha una certa lunghezza; per poter
assorbire tanto l’intestino poteva fare due cose: o lasciare la mucosa piatta ma madre natura
ci avrebbe dovuto dotare di un’altra area per accogliere tutto l’intestino oppure ha lasciato
questi metri che abbiamo ma ha cambiato la mucosa cioè la mucosa ha i villi e con questo
escamotage la mucosa con i villi ha aumentato enormemente la superficie assorbente e quindi
il numero delle cellule epiteliali. Ora lo stesso accade nella tiroide cioè sotto la stimolazione
oltre s formare follicoli l’epitelio follicolare si dilata e invece di fare solo follicoli le cellule
epiteliali fanno delle piccole proiezioni endoluminali (dove c’è la colloide) e formano queste
strutture che si chiamano simil-papille o papille quindi oltre ad una iperplasia follicolare c’è
anche una iperplasia papillare.
Nel gozzo multinodulare posso avere le cellule di Hurtle?Si! O perchè c’è la folgori o per altri
motivi posso averle! La cellula di Hurtle non vuol dire niente di maligno, la cellula di Hurtle
significa “travestimento morfologico”, look diverso! Quindi ci sono dei gozzi in cui posso avere
prolferazione follicolare e modificazione delle cellule in c di Hurtle. Hurtle non vuol dire nulla!