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Regola ABC, ABCD, ABCDE, XABCDE in

medicina d’urgenza: cosa deve fare


il soccorritore
Posted on 20/11/2019

Con “regola ABC” o semplicemente “ABC” in medicina si indica una tecnica


mnemonica che ricorda ai soccorritori in generale (non solo ai medici) le tre fasi
essenziali e salvavita nella valutazione e nel trattamento del paziente, specie se
incosciente, nelle fasi preliminari del Basic Life Support; la sigla è infatti un acronimo
di tre termini inglesi:
1. airway: vie aeree;
2. breathing: respiro;
3. circulation: circolo.
La pervietà delle vie aeree (cioè il fatto che le vie aeree siano libere da
impedimenti che possano impedire il flusso aereo), la presenza di respiro e la
presenza di circolazione sanguigna sono infatti tre componenti vitali per la
sopravvivenza del paziente.
La regola è utile soprattutto per ricordare al soccorritore le priorità nella
stabilizzazione del paziente: pervietà delle vie aeree, presenza di respiro e di
circolo devono essere infatti controllate ed eventualmente ristabilite in
questo preciso ordine, pena la minor efficacia delle manovre successive. In
parole semplici, il soccorritore che si trovi a fornire il primo soccorso ad un
paziente, dovrà:
1. per prima cosa controllare che le vie aeree siano libere (in particolare se il paziente
è incosciente);
2. successivamente dovrà controllare se l’infortunato respira;
3. infine dovrà verificare la presenza di circolazione, ad esempio al polso radiale o
carotideo.
La formula “classica” della regola ABC è rivolta soprattutto ai soccorritori in
generale, cioè quelli che non appartengono al personale sanitario; a nostro avviso
la formula ABC, così come la scala AVPU e la manovra GAS, dovrebbe essere
conosciuta da tutti e insegnata fin dalle scuole primarie.
Per i professionisti (medici, infermieri e paramedici) sono state ideate formule più
complesse, denominate ABCD, ABCDE e XABCDE più usate in ambito sanitario
da soccorritori, infermieri e medici. In alcuni casi vengono usate formule ancora
più complete, come ABCDEF o ABCDEFG o ABCDEFGH o ABCDEFGHI.
L’ABC è più “importante” del dispositivo di estricazione KED: in caso di incidente
stradale con infortunato nel veicolo, per prima cosa vanno verificate pervietà delle
vie aeree, respiro e circolazione e solo dopo si può far indossare all’infortunato
collarino e KED (a meno che la situazione non richieda una estrazione rapida, ad
esempio qualora non ci siano fiamme intense nel veicolo).
Prima dell’ABC: sicurezza e stato di coscienza
In caso di emergenza medica, la prima cosa da fare (dopo aver ovviamente
accertato se la vittima è in un luogo sicuro, ad esempio lontana da fiamme,
scariche elettriche, fumo, macchinari in movimento…), è controllare lo stato di
coscienza del paziente: se è cosciente, infatti, è scongiurato il rischio di un
arresto respiratorio e cardiaco. Per verificare se la vittima è cosciente o meno, è
sufficiente avvicinarsi dalla parte in cui è rivolto il suo sguardo.
Importante: MAI chiamare la persona perché se è presente un trauma al
rachide cervicale il suo eventuale movimento repentino della testa
potrebbe essere addirittura letale. Se la vittima risponde è opportuno
presentarsi ed informarsi sul suo stato di salute; se invece reagisce ma non riesce
a parlare, si può chiedere di stringere la mano al soccorritore. In caso di assenza di
reazioni è necessario praticare uno stimolo doloroso alla vittima, tipicamente
un pizzicotto nell’arcata sopra cigliare. La vittima potrebbe non reagire affatto
(stato di incoscienza) o reagire tentando di sottrarsi al dolore ma rimanendo in uno
stato quasi addormentato, senza rispondere né aprire gli occhi: in quest’ultimo
caso la persona è incosciente ma sono presenti sia l’attività respiratoria che quella
cardiaca. Per valutare lo stato di coscienza, può essere usata la scala AVPU.
Leggi anche:
 Primo soccorso e BLS (Basic Life Support): cos’è e come si fa
 Chiamare il Pronto Soccorso: quale numero e cosa fare in attesa dell’ambulanza
Prima dell’ABC: posizione di sicurezza
In assenza di qualsiasi reazione, e quindi di incoscienza, il corpo del paziente deve
essere posizionato supino (pancia in su) su un piano rigido, preferibilmente sul
pavimento; la testa e gli arti devono essere allineati con il corpo. Per fare ciò,
spesso è necessario spostare l’infortunato e fargli compiere vari movimenti
muscolari che dovranno avvenire con cautela, e solo se di vitale necessità, in caso
di trauma o sospetto trauma.

Posizione laterale di sicurezza


In alcuni casi è necessario porre il soggetto nella posizione laterale di sicurezza.
Importantissimo: molta attenzione deve essere posta nel maneggiare il corpo in
caso di traumi alla testa, al collo ed alla colonna vertebrale. In caso di
lesioni in tali zone, spostare il paziente potrebbe solo peggiorare la situazione e
potenzialmente causare danni irreversibili al cervello e/o al midollo spinale (ad
esempio paralisi totale del corpo se la lesione è a livello cervicale) oltre a
rappresentare per il soccorritore, una possibile fonte di grane legali, anche penali.
In questi casi, a meno che non si sappia molto bene quello che si sta facendo, è
preferibile lasciare l’infortunato nella posizione in cui si trova. Unica eccezione è
che il soggetto non si trovi in un ambiente totalmente insicuro, ad esempio
una camera in fiamme e satura di gas: in questo caso i rischi di creare un danno
ortopedico/neurologico da spostamento sono “superati” dai vantaggi di evitare la
molto probabile morte del paziente per ustione o inalazione di gas.
Il torace deve essere scoperto ed eventuali cravatte devono essere rimosse poiché
possono ostruire le vie respiratorie. Spesso gli indumenti vengono recisi con un
paio di forbici (le cosiddette forbici di Robin) per non perdere tempo.
Leggi anche:
 Posizione laterale di sicurezza: come, quando e perché può salvare una vita
 Posizione di Trendelenburg (antishock): cos’è e quando è consigliata
Prima dell’ABC: controllare la presenza di emorragie
E’ importante verificare, prima ancora di controllare la pervietà delle vie aeree, che
il soggetto non presenti emorragie: soprattutto se copiose (ad esempio perché lesa
una grossa arteria) che possono rappresentare causa di ipovolemia, ipotensione e
morte per shock. Se non si interviene rapidamente per bloccare una o più
emorragie massive, il decesso può purtroppo sopraggiungere in pochi
minuti. In caso di emorragie, comprimere la zona con le mani, con bende o altro
materiale disponibile. Per approfondire, leggi il paragrafo denominato “X”
Emorragia massiva.
“A” Pervietà delle vie aeree nel paziente non cosciente
Il maggior pericolo che corre una persona incosciente è proprio l’ostruzione delle
vie aeree: la stessa lingua, a causa della perdita di tonicità della muscolatura, può
cadere all’indietro e impedire la respirazione. La prima manovra da effettuare è
una modica estensione del capo: va posta una mano sulla fronte e due dita sotto la
protuberanza mentoniera, portando la testa all’indietro sollevando il mento. La
manovra di estensione porta il collo oltre la sua normale estensione: l’azione, pur
non dovendo essere compiuta con violenza, deve essere efficace.
In caso di sospetto trauma cervicale, la manovra deve essere evitata come
ogni altro movimento del paziente: in questo caso, infatti, va eseguita solo se è
assolutamente necessaria (in caso ad esempio di un paziente in arresto
respiratorio), e deve essere solo parziale, per evitare danni anche gravissimi e
irreversibili alla colonna vertebrale e quindi al midollo spinale.
I soccorritori e i sanitari del servizio di emergenza 112 utilizzano, per mantenere la
pervietà delle vie aeree, presidi come le cannule oro-faringee, o manovre delicate
come la sublussazione della mandibola o l’intubazione. Il cavo orale deve quindi
essere ispezionato tramite la “manovra a borsellino” che si effettua ruotando
assieme l’indice e il pollice. Se sono presenti oggetti che ostruiscono le vie
respiratorie (come ad esempio protesi dentarie) vanno rimossi con le mani oppure
con pinze facendo attenzione a non spingere il corpo estraneo ancora più in
profondità. Se è presente acqua o altro liquido, come in caso di annegamento,
emesi o sanguinamento, bisognerà inclinare lateralmente la testa dell’infortunato
per permettere al liquido di fuoriuscire. In caso di sospetto trauma deve essere
ruotato tutto il corpo con l’ausilio di più persone, in modo da mantenere la colonna
in asse. Strumenti utili per asciugare i liquidi possono essere fazzoletti o
salviettine, meglio ancora un aspiratore portatile.

“A” Pervietà delle vie aeree nel paziente cosciente


Se il paziente è cosciente, segnali di ostruzione delle vie aeree possono essere
movimenti asimmetrici del torace, difficoltà respiratorie, lesioni alla gola, rumori
respiratori e cianosi.
Leggi anche:
 Intubazione: rischi, anestesia, rianimazione, dolore alla gola
 Differenze tra respiro normale e patologico
 Respiro patologico: le alterazioni del ritmo respiratorio normale
 Cianosi in volto, mani o labbra: significato, cause, rischi, cure
 Pallore in viso: significato, sinonimo, cause, ansia, cosa mangiare

Intubazione
“B” Respiro nel paziente non cosciente
Dopo la fase di pervietà delle vie aeree è necessario controllare se l’infortunato
respira. Per controllare la presenza di respiro nel NON cosciente, si può usare la
“manovra GAS“, acronimo di “guardare, ascoltare, sentire”. Bisogna quindi dare un
“colpo d’occhio” sul torace, ovvero controllare con uno sguardo di 2-3
secondi se il torace si espande. È necessario fare attenzione a non confondere
ansimi e gorgoglii emessi in caso di arresto cardiaco (respiro agonico) con la
respirazione normale: per questo è consigliabile considerare il respiro assente se la
vittima non respira normalmente. In caso di assenza di segni respiratori sarà
necessario praticare la respirazione artificiale bocca-bocca o con l’ausilio di
dispositivi di protezione (pocket-mask, scudo facciale, ecc…) o, per i
soccorritori, di un pallone autoespandibile (AMBU). Se la respirazione è presente,
bisognerà anche notare se la frequenza respiratoria è normale, aumentata o
diminuita.
Leggi anche:
 Come si misura la frequenza respiratoria?
 Frequenza respiratoria normale, alta, bassa, a riposo e sotto sforzo
 Respirazione artificiale bocca a bocca: quando farla e come farla
 Manovra GAS (Guardare Ascoltare Sentire) in medicina d’urgenza
 Manovra OPACS in medicina d’urgenza: significato, esecuzione e vantaggi
“B” Respiro nel paziente cosciente
Se il paziente è cosciente, non servirà controllare la presenza di respiro, ma
bisognerà effettuare l’OPACS (Osservo, Palpo, Ascolto, Conto, Saturazione). La OPACS
serve principalmente per verificare la “qualità” della respirazione
(certamente presente se il soggetto è cosciente), mentre la GAS serve
principalmente per verificare se il soggetto incosciente respira o no. Il
soccorritore dovrà quindi valutare se il torace si espande correttamente, sentire se
ci sono deformità palpando leggermente il torace, ascoltare se sono presenti
rumori respiratori (rantoli, fischi…), contare la frequenza respiratoria e misurare
la saturazione con un saturimetro. Bisognerà anche notare se la frequenza
respiratoria è normale, aumentata o diminuita. Per approfondire, leggi anche:
 Saturazione dell’ossigeno: valori normali e patologici in anziani e bambini
 I migliori saturimetri professionali per uso ospedaliero e casalingo
 Insufficienza respiratoria acuta e cronica: cause e conseguenze

Polso radiale
“C” Circolazione nel paziente non cosciente
Controllare la presenza del polso carotideo (al collo) o di quello radiale. Se non è
presente né il respiro né il battito cardiaco, contattare immediatamente il Numero
Unico per le Emergenze 112, comunicando all’operatore che vi risponderà che
si è di fronte ad un paziente in arresto cardiopolmonare. E’ importante
cominciare al più presto la rianimazione cardiopolmonare. In alcune formule, la
C ha assunto il significato di Compressione, in riferimento alla vitale necessità di
praticare immediatamente il massaggio cardiaco (parte della rianimazione
cardiopolmonare) in caso di respiro assente. In caso di paziente traumatizzato,
prima di valutare la presenza e la qualità del circolo è importantissimo prestare
attenzione ad eventuali importanti emorragie.
Leggi anche:
 Come, dove e quando si misura la frequenza cardiaca?
 Frequenza cardiaca normale, alta, bassa, a riposo e sotto sforzo
 Differenza tra arteria brachiale, radiale, ulnare e della mano

Polso carotideo
“C” Circolazione nel paziente cosciente
Se il paziente è cosciente, il polso da valutare sarà preferibilmente quello radiale,
dato che la ricerca del carotideo potrebbe far preoccupare ulteriormente la vittima.
In questo caso, la valutazione del polso non servirà ad accertarne la presenza
(scontata, dato che il paziente è cosciente) ma soprattutto valutarne la frequenza
(bradicardia o tachicardia), la regolarità e la qualità (“pieno” o “debole/flebile”).
Supporto avanzato di rianimazione cardiovascolare
Il supporto avanzato di rianimazione cardiovascolare (in inglese “advanced
cardiovascular life support” da cui l’acronimo ACLS) è un insieme di procedure
mediche, linee guida e protocolli, che vengono adottati da personale medico,
infermieristico e paramedico al fine di prevenire o trattare un arresto cardiaco o
migliorare l’outcome in situazioni di ritorno a circolazione spontanea (ROSC).
Leggi anche:
 Massaggio cardiaco: quando farlo e come farlo [LINEE GUIDA]
 Massaggio cardiaco: quante compressioni al minuto?
 Il massaggio cardiaco si esegue in assenza di…
 Bradicardia: sintomi, conseguenze, rimedi, notturna e grave
 Tachicardia improvvisa: cosa fare, ansia, rimedi, valori, dopo i pasti
 Extrasistole: a riposo, ansia, sono pericolose, cure e gravidanza
 Fibrillazione atriale: terapia, rischi, cosa fare, ECG, quando preoccuparsi
 Fibrillazione atriale: parossistica, persistente e cronica
 Fibrillazione atriale: farmaci e terapia dell’aritmia cardiaca
“D” Disabilità
La lettera D indica la necessità di stabilire le condizioni neurologiche del paziente: i
soccorritori usano la semplice ed immediata scala AVPU, mentre medici ed
infermieri utilizzano la Glasgow Coma Scale (Scala di Glasgow, chiamata anche GCS).
L’acronimo AVPU significa Alert, Verbal, Pain, Unresponsive. Con alert si intende un
paziente cosciente e lucido; con verbal si intende un paziente semi-cosciente che
reagisce agli stimoli vocali con bisbigli o a tratti; con pain si intende un paziente
che reagisce solo agli stimoli dolorosi; con unresponsive si intende un paziente
incosciente che non risponde a nessun tipo di stimolo. Procedendo dalla A (alert)
verso la U (unresponsive) lo stato di gravità aumenta.
Leggi anche:
 Glasgow Coma Scale per la classificazione del coma
 Pediatric Glasgow Coma Scale in italiano: scala pediatrica del coma
 Scala AVPU: significato e corrispondenza con Glasgow Coma Scale
“D” Defibrillatore
Secondo altre formule, la lettera D ricorda che in caso di arresto cardiaco si rende
necessaria l’eventuale defibrillazione: i segni di fibrillazione (FV) o tachicardia
ventricolare (TV) senza polso saranno infatti gli stessi di un arresto cardio-
circolatorio.

Soccorritori esperti utilizzeranno un defibrillatore semiautomatico, mentre i


professionisti sanitari addestrati ne utilizzeranno uno manuale. Nonostante
fibrillazione e tachicardia ventricolare rappresentino l’80-90% di tutti i casi di
arresto cardiaco[1] e la FV sia la principale causa di morte (75-80% [2]) va valutato
correttamente in quali casi sia realmente necessaria la defibrillazione; i
defibrillatori semiautomatici non consentono la scarica se il paziente non presenta
FV o TV senza polso (per altre aritmie o asistolia), mentre la defibrillazione
manuale, prerogativa esclusiva di professionisti sanitari addestrati, può essere
forzata previa lettura dell’ECG.
Leggi anche:
 Defibrillatore: cos’è, come funziona, prezzo, voltaggio, manuale ed esterno
 Differenza tra fibrillazione ventricolare ed arresto cardiaco
 Fibrillazione ventricolare: cos’è, terapia, cause scatenanti, frequenza
 Arresto cardiaco: conseguenze, cause, coma, terapia, cosa fare
“D” Altri significati
La lettera D può anche ricordare:
 Definizione del ritmo cardiaco: se il paziente non è in fibrillazione o tachicardia
ventricolare (e non viene quindi defibrillato) deve essere identificato il ritmo che ha
causato l’arresto cardiaco attraverso la lettura dell’ECG (eventuale asistolia o
attività elettrica senza polso).
 Drugs (medicinali): trattamento farmacologico del paziente, tipicamente
attraverso accesso venoso (procedura medico-infermieristica).
“E” Esposizione
Una volta stabilizzate le funzioni vitali si procede con un’analisi più approfondita
della situazione, chiedendo al paziente (o ai parenti, nel caso non sia attendibile o
in grado di rispondere) se soffra di allergie o altre patologie, se sia sotto terapie
medicinali e se abbia mai avuto eventi simili. Per ricordare mnemonicamente tutte
le domande anamnestiche da porre negli spesso concitati attimi del soccorso, i
soccorritori utilizzano spesso l’acronimo AMPIA o l’acronimo SAMPLE. Soprattutto in
caso di eventi traumatici, è necessario quindi verificare se il paziente abbia
riportato lesioni più o meno gravi, anche in distretti del corpo non
immediatamente visibili. Il paziente deve essere spogliato (tagliando i vestiti se
necessario) e deve essere eseguita una valutazione dalla testa ai piedi,
controllando eventuali fratture, ferite o emorragie minori o nascoste (ematomi). A
seguito del controllo testa-piedi il paziente viene ricoperto con una coperta
isotermica per evitare una possibile ipotermia.
Leggi anche: AMPIA e SAMPLE in medicina d’urgenza: significato, esecuzione e vantaggi
“E” Altri significati
La lettera E in coda alle precedenti (ABCDE) può anche ricordare:
 Elettrocardiogramma (ECG): monitoraggio del paziente.
 Environment (ambiente): solo in questo momento il soccorritore può preoccuparsi
di fenomeni ambientali di minore importanza, come freddo o precipitazioni.
 Escaping Air (fuga d’aria): controllare se sono presenti ferite toraciche che,
avendo perforato i polmoni, potrebbero portare ad un collasso polmonare.
“F” Vari significati
La lettera F in coda alle precedenti (ABCDEF) può significare:
 Feto (nei paesi anglofoni fundus): se la paziente è di sesso femminile, bisogna
accertarsi se sia o meno incinta, ed eventualmente a che mese della gravidanza.
 Famiglia (in Francia): i soccorritori devono ricordarsi di assistere, per quanto
possibile, anche i familiari: essi infatti possono dare indicazioni sanitarie importanti
per le cure successive, come ad esempio segnalazione di allergie o terapie in
corso.
 Fluidi: controllare se vi è perdita di liquidi (sangue, liquido cerebro-spinale…).
 Fasi finali: contattare la struttura che deve accogliere il paziente critico.
“G” Vari significati
La lettera G in coda alle precedenti (ABCDEFG) può significare:
 Glicemia: ricorda a medici ed infermieri di controllare il tasso glicemico nel
sangue.
 Go quickly! (Via veloce!): a questo punto il paziente deve essere trasportato il più
velocemente possibile in una struttura di cura (pronto soccorso o DEA).
“H” e “I” Vari significati
H e I in coda alle precedenti (ABCDEFGHI) possono significare
 Hypotermia: prevenire l’assideramento del paziente utilizzando una coperta
isotermica.
 Intensive care post resuscitation: assicurare la terapia intensiva dopo la
rianimazione per assistere il paziente critico.
“X” Emorragia massiva
In alcuni casi, all’acronimo ABCDE, si antepone la lettera X, andando a formare la
sigla XABCDE. La X sta per “eXsanguinating“, cioè “sanguinamento” e descrive
la necessità di gestire l’emorragia massiva immediatamente dopo aver stabilito la
sicurezza delle scena del soccorso. La posizione della X all’interno dell’acronimo,
non è certo casuale: in caso di paziente traumatizzato, PRIMA ancora di
valutare la pervietà delle vie aeree e la presenza e la qualità del circolo è
necessario prestare attenzione ad eventuali importanti emorragie. Come
purtroppo sanno bene i soccorritori professionisti, un’abbondante perdita di
sangue è pericolossissima per il paziente e – se non trattata – potrebbe rendere
inutile ogni successivo tentativo di rianimazione, dal momento che una copiosa
perdida ematica – specie se proveniente da una grossa arteria – fa
rapidamente abbassare la volemia (il volume di sangue circolante) e di
conseguenza determina ipotensione arteriosa e shock. Se l’emorragia è
massiva e non viene bloccata, il decesso può sopraggiungere in pochi minuti. Se
possibile l’emorragia deve essere bloccata applicando pressione (con le mani o con
bende o elastici se disponibili, oppure con qualsiasi altro strumento reperibile).
Leggi anche: Shock ipovolemico, emorragico, allergico, anafilattico, cardiogeno, ostruttivo,
distributivo, settico
Varianti
 AcBC…: una piccola c subito dopo la fase airways ricorda di prestare particolare
attenzione alla colonna vertebrale.
 DR ABC… o SR ABC…: D, S ed R all’inizio ricordano
 Danger (pericolo) o Sicurezza: il soccorritore non deve mai mettere in pericolo se
stesso od altre persone, allertando eventualmente corpi di soccorso specializzati
(Vigili del Fuoco, Soccorso Alpino).
 Response (reazione): bisogna innanzitutto verificare lo stato di coscienza del
paziente, chiamandolo ad alta voce.
 DRs ABC…: in caso di incoscienza shout for help, chiama aiuto.

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