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Goldoni

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La vita e le idee

UN «AVVENTURIERO ONORATO»
Un variopinto Nelle sue Memorie, scritte negli ultimi anni dì vita. Carlo Goldoni si
affresco
presenta come un «uomo pacifico e di sangue freddo», animato da
convinzioni e atteggiamenti tipicamente settecenteschi: curiosità cordiale per i più vari
aspetti della realtà, amore dell'avventura e dei viaggi, gusto per i piaceri e le gioie della
vita, equilibrata apertura alle nuove idee di libertà e tolleranza. Nelle sue numerosissime
commedie si riflettono come in un variopinto affresco i costumi, i sentimenti, i vizi e le
virtù che animano la società del suo tempo.
La giovinezza Nasce aVenezia nel 1707 da una famiglia borghese decaduta «dalla più
felice agiatezza nella più penosa inediocrità di fortune», ma il clima
familiare è affettuoso e indulgente. Il padre, medico, «non sapeva fissarsi in nessun luogo,
mania che lia lasciato in eredità a suo figlio»: a dodici anni Carlo Io segue a Perugia, dove
inizia gli studi. Un anno dopo è mandato dai genitori a Ikimini a studiare filosofia, ma la
scuola lo annoia e ciò che più lo appassiona è il teatro, la vita avventurosa e vagabonda
TO5 degli attori girovaghi: fa amicizia con una compagnia di comici e fugge da Rimini sulla
loro barca per ricongiungersi con la madre, che lo accoglie a braccia aperte. Dopo questa
prima fuga la sua vita prosegue all'insegna dell'instabilità e dei bruschi spostamenti.
Intraprende gli studi di giurisprudenza a Pavia, ma viene espulso dal collegio per aver
scritto una pepata satini contro le ragazze della città. Segue allora il padre a Udine, Mo-
della e Feltre. Dopo la morte del padre, si laurea in legge a Padova (1731) e incomincia a
fare l'avvocato a Venezia; ma per svincolarsi da un'incauta promessa di matrimonio deve
rifugiarsi a Milano. E continua a vagabondare.
Le prime opere In mezzo a questi continui spostamenti Goldoni conosce a Genova
teatrali una ragazza che sarà per lui una docile e pazientissima moglie, e pren-
de contatto con il capocomico del teatro veneziano di San Samuele, per il quale. stabi-
436 4 CARLO GOLDON1
litosi nuovamente aVenezia, compone alcune opere teatrali allineate al gusto del tempo:
intermezzi musicali, tragedie, tragicommedie in versi. La prima commedia vera e pro-
pria è Modi lo cortesan (1734), un copione a soggetto in cui però la parte del protagoni-
sta è scritta per intero, seguita, nel 1743, da Li donna di garbo, interamente scritta in ogni
sua parte. Sono i primi passi verso quella "riforma - del teatro comico a cui Goldoni de-
dicherà tutta la sua vita. Ma la sua situazione finanziaria è precaria, e i debiti lo spingo -
no ancora alla fuga: vagabonda per la Romagna negli anni della guerra di successione
austriaca, offrendo la sua opera di scrittore ora agli spagnoli ora agli austriaci; poi passa
in Toscana, dove riprende a fare l'avvocato, e coglie l'occasione per familiarizzarsi «con
fiorentini e senesi, che sono i testi viventi della buona lingua italiana».
AI teatro Sant'Angelo Nel 1748 firma un contratto con GiroIamo Medebac, l'impresario del
teatro Sant'Angelo di Venezia, e sì stabilisce nuovamente nella sua cit-
»D23 tà. Diventa così uno scrittore professionista che vive del proprio lavoro e lega la propria
fortuna al rapporto col pubblico; caso più unico che raro nella letteratura italiana del
tempo. In cinque anni scrive con ritmo febbrile una quarantina di commedie di gran-
de successo (tra le quali sedici composte, per sfida, in un solo anno) che si allontanano
litosi nuovamente aVenezia, compone alcune opere teatrali allineate al gusto del tempo
intermezzi musicali, tragedie, tragicommedie in versi. La prima commedia vera e pro-
pria è N'Iogioolo cortesau (1734), un copione a soggetto in cui però la parte del protagoni-
sta è scritta per intero, seguita, nel 1743, da La dogma di garbo. interamente scritta in ogni
sua parte. Sono i primi passi verso quella "riforma - del teatro comico a cui Goldoni de-
dicherà tutta la sua vita. Ma la sua situazione finanziaria è precaria, e i debiti lo spingo -
no ancora alla fuga: vagabonda per la omagna negli anni della guerra di successione
austriaca, offrendo la sua opera dì scrittore ora agli spagnoli ora agli austriaci; poi passa
in Toscana, dove riprende a fare l'avvocato, e coglie l'occasione per familiarizzarsi Qcon
fiorentini e senesi, che sono i testi viventi della buona lingua italiana».

AI teatro SantAngeio Nel 1748 firma un contratto con Girolamo Medebac, l'impresario del
teatro Sant'Angelo dì Venezia, e si stabilisce nuovamente nella sua cit-
.D23 tà. Diventa così uno scrittore professionista che vive del proprio lavoro e lega la propria
fortuna al rapporto col pubblico: caso più unico che raro nella letteratura italiana del
tempo. In cinque anni scrive con ritmo febbrile una quarantina dì commedie di gran-
de successo (tra le quali sedici composte, per sfida, in un solo anno) che si allontanano
in modo sempre pg.i deciso dagli schemi della commedia dell'arte, modificando a poco
a poco le abitudini degli attori e del pubblico: dalla 14.2ova scaltra (1748) alla Locandiera
(1753). Nel 1753, in seguito a contrasti economici con Medebac. passa al teatro San Lu-
ca che gli offre un contratto più vantaggioso.

AI teatro San Luca L'attività goldoniana di questi anni si situa sullo sfondo di una situa-
zione culturale particolarmente dinamica: aVenezia ci sono ben quat-
tordici teatri, che si contendono senza esclusione di colpii favori degli spettatori. Il più
accanito rivale di Goidoni è l'abate Pietro Chiari, autore di romanzi di consumo oltre
che di commedie, che gli muove una vera e propria guerra cercando con ogni ille220 di
catturare i gusti del pubblico: per fronteggiare la concorrenza Goldoni sperimenta gene-
ri e tematiche nuove (tragicommedie di argomento esotico, commedie storiche in ver-
si). Ormai è diventato una celebrità nazionale e viene chiamato a lavorare a Bologna, a
Parma, a Roma; tra il 1756 e il 1762 scrive alcune delle sue più belle commedie (I! Cam-
pieno, 1756;1 rusteghi, 1760; la Trilggia della Villeggiatura, 1761; Sior Mero brontoloni 1762; O
8
IL
barqffe chiozzotte, 1762). Ma intanto sulla scena veneziana è comparso un nuovo e più
pericoloso concorrente. che propone una radicale alternativa di gusto e di stile al teatro E
goldoniano: l'ultraconservatore conte Carlo Cozzi, che accusa Goldoni di volgarità, cat-
tivo gusto e spirito sovversivo, e ottiene grande successo di pubblico con le sue fiabe te-
atrali. Stanco dei ritmi di lavoro imposti dalla concorrenza e preoccupato per le sue con-
dizioni economiche, Goldoni reagisce al =mento di crisi con l'ultima fuga della sua
vita: dà un commosso addio a Venezia con la commedia Una delle ultime sere di caruovah.
(1762) e accetta di trasferirsi a Parigi come autore teatrale presso la Comédie itaiienne.
A Parigi Qui gli attori e il pubblico sono abituati a identificare il teatro italia-
no con la commedia dell'arte e Goldoni deve ricominciare da capo la
sua lotta. Dopo sette anni di lavoro ottiene un grande successo con una commedia in-
teramente scritta, Le (iourne biegrfaisant ("Il burbero benefico", 1771); ma quando scade il
contratto lascia volentieri la Coniédie e accetta l'incarico di maestro d'italiano della fa-
miglia reale, che gli frutta una pensione dì corte.

La fine Dopo la rivoluzione francese le sue condizioni economiche sono ag-


gravate dall'abolizione delle pensioni di corte decretata dall'Assemblea

VITA 17413. .1753 .1762


— 1707 AL teatro SontAngelo Al teatro SI trasferisce Muore a
Nasce o Venezit, San Luca o Porgi
1700 1710 1720 1730 1740 1750 1760 1770 1780
1790

O° O O'
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1734—I 1743- 1760- -1762 Lim
OPERE
Mornoío La donna ' I ruslegh . Le bawfre te bourru
coriesan di garbo chozzotte bientaisan!
1753 - •1/56
La iocandiera li Carluxe. __________________________________________.1761
La vineggiaturo Witogiai

Pietro Lorighi,
Ridaw. xvtil secolo.
(Amsterdam
Rijksrnuseutn)
La vita e le idee 439

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