PAROLA. ETIMOLOGIA.
VANGELO Deriva dal greco εὐαγγέλιον (euangélion), che
signi ca "buona notizia" o "lieto annuncio". È
composta da εὖ (eu, "bene") e ἄγγελος
(ángelos, "messaggero").
PERDONO Il termine "perdono" proviene dal latino
perdonare, composto da "per"
(completamente) e "donare" (dare, regalare).
Indica un dono totale, senza riserve, che
cancella il debito o l'o esa.
AMORE La parola italiana "amore" ha radici nel latino
amor, ma nel Nuovo Testamento spesso si
utilizza il greco ἀγάπη (agape), che indica un
amore incondizionato, divino.
GIUSTIFICAZIONE Dal latino iusti catio, composta da iustus
("giusto") e facere ("rendere, fare"). Signi ca
"essere dichiarati giusti".
PECCATO Dal greco ἁμαρτία (hamartía), che signi ca
"mancare il bersaglio". Nel latino diventa
peccatum, che indica un errore morale o
spirituale.
REDENZIONE Dal latino redemptio, che signi ca
"ricomprarsi". È legata a redimere, cioè pagare
un prezzo per liberare qualcuno.
GRAZIA Deriva dal greco χάρις (cháris), che signi ca
"favore immeritato". Nel latino diventa gratia,
usato per indicare un dono gratuito.
FEDE Dal greco πίστις (pístis), che signi ca " ducia,
convinzione". È legata al credere e al
con dare.
RESTAURAZIONE Dal latino restauratio, che signi ca "ricostruire,
riportare allo stato originale".
PROPIZIAZIONE Dal greco ἱλαστήριον (hilastérion), che signi ca
"mezzo per placare" o "sacri cio di
espiazione".
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-El Origen del Idioma Italiano:
L’italiano come lingua romanze ha una storia importante che risale all'antica Roma e si è evolta
nel corso dei secoli.
—1. RADICI NEL LATINO
L'italiano è un discendente diretto del latino, la lingua dell'antica Roma. Tuttavia, non tutto il latino
era uguale:
Latino classico: usato nella letteratura, nell'oratoria e dall'élite romana, rappresentava uno
standard formale.
Latino volgare: era la lingua quotidiana dei comuni cittadini e soldati romani. È questa forma di
latino che ha dato origine all'italiano e alle altre lingue romanze (francese, spagnolo, portoghese,
rumeno, ecc.).
Una prova storica di ciò può essere rappresentata dalle iscrizioni rinvenute a Pompei in latino
volgare; se confrontate con il latino classico, si notano grandi di erenze.
—2. LA FRAMMENTAZIONE DEL LATINO
Con la caduta dell'Impero romano l'Europa so re una frammentazione politica e culturale. Questa
frammentazione l’ha risentita anche il latino, che iniziò a diversi carsi in dialetti regionali in uenzati
da:
1) Lingue germaniche: introdotte da invasori come gli Ostrogoti e i Longobardi.
2) Lingue celtiche: nell'Italia settentrionale, soprattutto nella regione della Gallia cisalpina.
3) Lingue greche: nell'Italia meridionale e in Sicilia, grazie all'in uenza dell'Impero bizantino.
Questi dialetti hanno costituito il seme delle lingue romanze.
—3. EVOLUZIONE DIALETTI IN ITALIANO
Durante il Medioevo, il latino rimase la lingua scritta e prestigiosa in tutta Europa, ma la gente
parlava dialetti locali che variavano da regione a regione.
In Italia sono emersi diversi dialetti principali: il toscano, il veneziano, il napoletano, il siciliano, il
lombardo.
Il dialetto toscano (e in particolare quello orentino) ha avuto un ruolo cruciale nello sviluppo
dell'italiano standard, grazie all'in uenza culturale e letteraria di Firenze.
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—4. LETTERATURA NEL’UNIFICAZIONE LINGUISTICA
Nel XIII secolo le opere letterarie cominciarono a essere scritte in volgare anziché in latino. Questo
cambiamento è stato importante nella storia della lingua italiana.
Dante Alighieri (1265-1321)
La sua opera La Divina Commedia fu scritta in toscano orentino e ha stabilito un modello per la
lingua letteraria.
Dante ha fatto l’uso nella sua opera del "volgare" come degno di una letteratura seria.
Altri autori di rilievo:
Francesco Petrarca e Giovanni Boccaccio utilizzarono anch'essi il toscano, consolidandolo come
dialetto di base dell'italiano letterario.
—5. I’l RINASCIMENTO, L’UNITA DELLA ITALIA E L’ITALIANO MODERNO.
Il Rinascimento italiano (XIV-XVI secolo) ra orzò ulteriormente la posizione dell'italiano come
lingua culturale. Firenze, epicentro del Rinascimento, ha difuso il dialetto toscano attraverso i suoi
artisti, scrittori e studiosi.
Durante questo periodo ci fu un grande sforzo per "puri care" e standardizzare la lingua.
Il latino rimase la lingua u ciale e accademica, ma l'italiano fu sempre più utilizzato in ambito
quotidiano e letterario.
L'Italia fu uni cata come nazione solo nel 1861. Prima di allora, i vari Stati italiani utilizzavano i
dialetti locali.
Dopo l’uni cazione, Giuseppe Mazzini e altri leader promossero il toscano come base per una
lingua nazionale.
Nel 1868, Alessandro Manzoni, autore de I promessi sposi, revisionò la sua opera per adattarla al
toscano orentino, in uenzando notevolmente la standardizzazione della lingua.
Le s de linguistiche
dopo l’uni cazione, Nel 1861, solo il 2,5% degli italiani parlava l'italiano standard; la maggior
parte utilizzava i dialetti locali.
Il sistema scolastico e i media furono fondamentali per di ondere l'italiano standard in tutto il
Paese.
—6. L’ITALIANO DEL SECOLO 20-21
Con l'avvento della radio, della televisione e dell'istruzione obbligatoria, l'italiano standard si è
a ermato come lingua comune in Italia.
In uenza straniera: nel corso del XX secolo, l'italiano ha adottato molte parole dall'inglese,
soprattutto in settori come la tecnologia e la cultura popolare.
Conservazione del dialetto: Anche se l'italiano standard domina, i dialetti locali sono ancora
parlati in molte regioni e fanno parte dell'identità culturale italiana.
—8. ITALIANO MODERNO.
Radici latine: oltre l'80% del vocabolario italiano ha radici latine.
Fonetica: la pronuncia italiana è relativamente semplice, con un sistema di vocali chiaro e
coerente.
Ricchezza letteraria: l'italiano rimane una lingua chiave per la musica classica, l'opera e la
letteratura.
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