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07/06/20

[Link] Elisabetta Rancini


Logopedista

Le particolarità
del linguaggio
nello Spettro
Autistico Lieve
• Osservazione e strategie di
intervento nel bambino e
nell’adulto
• Modulo E
[Link]
[Link]

Hanno tutti una cosa in comune:


Linguaggio il linguaggio suona innaturale
Hans Asperger ([1944] 1991)

1
07/06/20

Sviluppo in ritardo del linguaggio

Criteri
diagnostici Linguaggio espressivo superficialmente perfetto

della Sindrome
di Asperger, Linguaggio formale e pedante

almeno 3 su 5,
Christopher Prosodia insolita, caratteristiche peculiari della voce

Gillberg (1989)
Difficoltà di comprensione, incluse difficoltà di
interpretazione di significati letterali/impliciti

Anomalie di inflessione
Criteri Parlare troppo
diagnostici della
Parlare troppo poco
Sindrome di
Asperger, Scarsa coesione della conversazione
almeno 2 su 7 Uso peculiare della conversazione
(Szamari et al.
Uso peculiare delle parole
1989)
Pattern ripetitivi del parlato

2
07/06/20

Circa 1 bambino su 4 inizia con un


profilo Kanner e sviluppa un
fenotipo Asperger entro i 6-8 anni

• Grazie a una diagnosi precoce e a programmi di intervento


Traiettorie precoci, intensivi ed efficaci, bambini che da neonati e
nella prima infanzia avevano manifestato chiari segni di
autismo grave potevano in seguito compiere progressi
notevoli, spostandosi lungo il continuum autistico (Wing
1981) (bloomers)
• Bambini autistici che nella prima infanzia sviluppano un
linguaggio funzionale finiscono per rientrare nella
traiettoria evolutiva e per presentare il profilo di abilità
tipico del bambino con Sindrome di Asperger (Szatmari
2000) (bloomers + High)
• A un certo punto del loro primo sviluppo la diagnosi di
autismo è corretta, ma tra i quattro e i sei anni di età un
Six Developmental Trajectories sottogruppo distinto di bambini autistici può mostrare un
Characterize Children With notevole miglioramento del linguaggio, del gioco e della
Autism, Christine Fountain, Alix motivazione a socializzare con i pari. La loro traiettoria
S. Winter and Peter S. evolutiva si modifica e negli anni della scuola primaria il
Bearman. Pediatrics; pubblicato
online il 2 aprile 2012; DOI:
profilo di abilità diventa coerente con le caratteristiche
10.1542/peds.2011-1601. Six della sindrome di Asperger (Attwood 1998; Dissanayake
Developmental Trajectories. 2004; Gillberg 1998; Wing 1981) (bloomers + High)
6

3
07/06/20

Late Talkers

Alcuni bambini più piccoli, che


successivamente ricevono una
diagnosi di sindrome di Asperger,
possono sviluppare il linguaggio in
ritardo, ma le loro prime parole
possono consistere in
un’enunciazione composta da
diverse parole o frasi.

La parte di immagine con ID


relazione rId3 non è stata
trovata nel file.

Disturbo del Linguaggio


• Le prove formali sulle competenze comunicative
possono rilevare sia il ritardo nello sviluppo del
linguaggio, sia caratteristiche specifiche che non
sono tipiche
• La valutazione segnala un pattern di abilità
linguistiche che ricorda il disturbo della
comunicazione sociale (pragmatica):
buone l’area sintattica, lessicale e fonologica,
difficoltà nell’uso del linguaggio nel contesto
sociale, per esempio nell’arte della
conversazione o nei suoi aspetti pragmatici e
tendenza all’interpretazione letterale

4
07/06/20

La parte di immagine con ID


relazione rId3 non è stata
trovata nel file.

Disturbo del Linguaggio


• Misdiagnosi: difficoltà di socializzazione come
conseguenza del ritardo nel linguaggio ricettivo
(ansia e ritiro) Vs difficoltà nel ragionamento
sociale (Teoria della Mente) proprie dell’Autismo
• Doppia diagnosi: difficoltà nel linguaggio non
verbale, nella contestualizzazione delle emozioni,
difficoltà semantico-pragmatiche non spiegabili
dal solo ritardo nel linguaggio

La parte di immagine con ID relazione rId3 non è


stata trovata nel file.
• Disturbo da deficit di
attenzione-iperattività
• Ritardo o disturbo del
linguaggio
• Un disturbo della
coordinazione motoria
• Un disturbo dell’umore
• Un disturbo
dell’alimentazione
• Disturbo
Diagnosi di altri disturbi dell’apprendimento non
verbale
dello sviluppo

10

5
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Caratteristiche essenziali:
difficoltà persistenti nella
DSM-5: reciprocità della
disturbo dello comunicazione sociale e
spettro dell’interazione sociale, e
autistico pattern di comportamento,
interessi o attività ristretti,
ripetitivi.

11

A.2. Deficit nei comportamenti comunicativi non-


verbali usati per la comunicazione sociale.
Comunicazione verbale e non-verbale scarsamente
integrata, contatto oculare o linguaggio del corpo
anomalo, difficoltà nella comprensione e nell’uso dei
gesti; mancanza di espressività facciale e di
comunicazione non verbale.

DSM-5 È strettamente legato al contesto culturale.

Criterio A Comprende tutta la comunicazione non verbale


(linguaggio del corpo, espressioni facciali, intonazione,
prosodia della voce; sia negli aspetti ricettivi che
espressivi).

12

6
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Manuali diagnostici – SA / ASC lieve


Definizione Nel DSM-5 Nell’ICD-11

Nell’ICD-11 la Sindrome di Criterio A.2 sono riportate Il manuale riporta che “le
Asperger corrisponde al difficoltà nell’integrazione difficoltà pragmatiche di
codice 6A02.0 “Disturbo della comunicazione verbale linguaggio si possono
dello spettro autistico senza e non-verbale e le peculiarità manifestare come una
disabilità intellettiva e con nella prosodia come comprensione troppo
lieve o nessun deficit l’intonazione sono letterale del linguaggio degli
nell’uso funzionale del considerate all’interno di altri, un linguaggio parlato
linguaggio” questo criterio. che manca della normale
Nel DSM-5 gli aspetti Criterio A.3 le difficoltà ad prosodia e tono emotivo,
funzionali del linguaggio adattare il comportamento che appare monotono, una
sono separati dagli aspetti (anche linguistico) al mancanza di consapevolezza
diagnostici. contesto sociale della propria scelta
linguistica in un particolare
In entrambi i nuovi manuali il Criterio B.1 è riportata la contesto sociale, o una
linguaggio funzionale non possibile presenza di ecolalia precisione pedante nell’uso
rientra nella definizione di e frasi idiosincratiche. del linguaggio”.
Spettro Autistico.

13

• Pur essendo una manifestazione unica di capacità


cogni[va e interazionale, il linguaggio in generale
e quello umano in par[colare non è un sistema di
simboli o segni isolato, bensì ̀ si intreccia a molte
altre condo^e non verbali, che supportano,
commentano, contestualizzano ciò che le persone
Comunicazione dicono.
• Il linguaggio, nella sua accezione più generale, può
verbale e non essere inteso come un «sistema simbolico di
comunicazione», ossia come un sistema in cui
verbale l’informazione che passa tra un emi?ente e un
des@natario è codificata in modo simbolico.
Ancora più astra^amente e in generale, il
«linguaggio» può essere inteso come la facoltà di
comunicare simbolicamente.
• Linguaggio: insieme dei codici simbolici (di natura
verbale o non verbale) che perme^ono di
trasme^ere, conservare, elaborare informazioni.

14

7
07/06/20

Difficoltà
Difficoltà nel riconoscere espressioni o tono di voce se non accentuati

Impressione del linguaggio del corpo “strano”, “rigido” o “teatrale”

Uso ridotto o errato dei gesti

Scarsa o eccessiva espressività facciale

Difficoltà nel rispe^o dello spazio personale

Difficoltà ad integrare le diverse modalità comunicative. Es. linguaggio oculare


presente ma mancanza di coordinazione tra sguardo, gesti, parole, etc.

Prosodia insolita (tono, ritmo, volume della voce)

15

Il linguaggio emotivo e il linguaggio del corpo e l'intonazione


possono non solo distrarre, essere superflui e sovraccaricare
visivamente e uditivamente, ma possono anche provocare risposte
emotive che qualcuno potrebbe non essere in grado di elaborare o
affrontare (Williams 1996, p.117)

16

8
07/06/20

E attraverso tutta questa


preoccupazione condensante per i
sentimenti e le questioni emotive,
nessuno si è mai preoccupato di
spiegarmi cosa significassero le parole!
Nessuno mi ha mai detto che si
aspettavano di vedere sentimenti sul
mio viso, o che li confondeva quando
usavo le parole senza mostrare
espressioni corrispondenti. Nessuno ha
spiegato quali fossero i segnali o come
usarli. Hanno semplicemente assunto
che se non potevano vedere i miei
sentimenti, non riuscivo a sentirli. Penso
che questo dimostri una grave
mancanza di prospettiva!
(Sinclair 1992, p.298)

17

Qualità e difficoltà del linguaggio


La comprensione del
Articolazione,
linguaggio dipende Produzione del
da buone abilità non vocabolario e
Comprensione linguaggio
verbali. grammatica
del linguaggio
continuano a
svilupparsi bene
nonostante ci siano
Abilità non
La COMUNICAZIONE verbali scarse abilità non
EFFETTIVA, si realizza verbali.
solo quando tutte le
tre aree si sviluppano
equamente e vengono Il bambino tipico impara queste abilità dalla
utilizzate nascita, esse sottendono lo sviluppo delle
simultaneamente. abilità verbali.
Le abilità non verbali nell’AS sono in ritardo.
18

9
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Età Comunicazione/ Linguaggio Gesti Prosodia Coordinazione


Pragmatica gestuale/prosodica
Nascita- • Sorrisi sociali, • Succhiare, piangere, • Riflesso del • Emerge variazione • Collegamenti
6 mesi • Contatto oculare suoni vegetativi, grasping intonazione con il diretti tra mano
prolungato. vocalizzazioni (afferrare) cooing e il pianto. e bocca
• Turni verbali con (cooing) • espressioni
il genitore facciali non
(proto- comunicative
conversazioni)
6-8 mesi • Risposta al nome • Gioca con i suoni, • Raggiunge • Indizi prosodici • Movimenti
• azioni mirate borbottio canonico oggetti, agita e che esprimono ritmici della
• attenzione ritmico/comprensio batte emozioni positive mano con
congiunta ne di alcune parole ritmicamente la e negative borbottio
mano canonico
8-14 • Uso intenzionale • Borbottii variegati, • Routine • Atti linguistici • Produzioni
mesi della prime parole. Il gestuali precoci espressi vocaliche non
comunicazione bambino produce • gesto di attraverso coincidenti nel
(linguaggio e sequenze sillabiche puntamento l’intonazione tempo con il
comparsa dei complesse. (deittico) • emergere della gesto di
gesti) • Compaiono i primi • Funzioni distinzione tra puntamento.
suoni simili a parole dichiarative e sillabe accentante
richiestive e non accentate

19

Importanza dei Turni


Verbali
• Il dialogo diretto su un bambino, in cui
neonati e adulti interagiscono, è
particolarmente predittivo delle competenze
linguistiche emergenti (Ramírez-Esparza, García - Sierra e
Kuhl, 2014; Weisleder & Fernald, 2013).

• Questa forte associazione riflette un


“circuito di feedback sociale” in cui le
vocalizzazioni comunicative infantili (ad esempio,
borbottio) hanno maggiori probabilità di
suscitare risposte da parte degli adulti
rispetto alle vocalizzazioni non comunicative
(ad esempio, ridere, piangere; Warlaumont, Richards,
Gilkerson e Oller, 2014), e quindi le vocalizzazioni
infantili sono continuamente rafforzate dalle
risposte degli adulti.

20

10
07/06/20

• Le interruzioni di feedback sociale in


questo circuito porta ad effetti negativi
sullo sviluppo del linguaggio.
• Nei bambini con disturbo dello spettro
autistico (ASD), questo ciclo potrebbe
essere influenzato negativamente da
deficit di motivazione sociale,
Indici di rischio interazione reciproca ed elaborazione
della ricompensa (Chevallier, Kohls,
a 6-7 mesi Troiani, Brodkin e Schultz, 2012).
• Nel tempo, un sistema interrotto di
feedback sociale potrebbe contribuire
ai ritardi linguistici e comunicativi
osservati frequentemente in questi
bambini (Sigman et al., 1999).

21

• Lallazione scarsa e indifferenziata: i bambini


che producono meno vocalizzazioni legate al
linguaggio, offrono meno opportunità ai
genitori di rispondere e di conseguenza
ricevono un feedback sociale meno
contingente (Warlaumont et al., 2014).

Indici di rischio • Ridotti turni di conversazione: i primi modelli


a 6-7 mesi atipici, come l'ipervocalizzazione, potrebbero
portare a un ridotto "circuito di feedback
sociale" (Warlaumont et al., 2014) in base al
quale un aumento delle vocalizzazioni non sta
suscitando risposte reciproche da parte degli
adulti. Questi effetti a cascata nel tempo
potrebbero influenzare il ritardo nello
sviluppo del linguaggio nell'ASD.

22

11
07/06/20

I gesti comunicativi deittici (8-12 mesi)


Indicare, mostrare, dare e richiedere
Si riferiscono ad un oggetto/evento esterno, che tuttavia si ricava esclusivamente
osservando il contesto. Di solito sono accompagnati da uno sguardo diretto
alternativamente all’oggetto al referente.

Non sono azioni che permettano di raggiungere un obiettivo, ma comunicano ad


altri tale obiettivo, e sono solitamente accompagnati dallo sguardo al destinatario
del gesto

Manifestano un’intenzionalità comunicativa

23

Funzione dei gesR deiSci

Dichiarativa (10-12 mesi)


Richiestiva (8-9 mesi) per per attirare l’attenzione
richiedere l’intervento o dell’adulto e condividere
l’aiuto dell’adulto con lui l’interesse per un
evento esterno.

24

12
07/06/20

Funzione dichiarativa
• Richiederebbe una capacità più
avanzata rispetto a quella
richiestiva, ovvero la comprensione
dell’interlocutore non solo come
possibile strumento-agente utile
per raggiungere i propri scopi, ma
anche come individuo che possiede
propri stati psicologici, quali
l’interesse per gli eventi esterni. Si
ha passaggio da interazione diadica
a interazione triadica e presenza di
attenzione congiunta.

25

Funzione dei gesti referenziali (12 mesi)


Hanno origine sociale, nascono all’interno di routine
sociali o di giochi con l’adulto e vengono appresi per
imitazione. Fanno da ponte con il linguaggio perché
hanno una natura convenzionale ma hanno portata
esplicativa limitata per la loro natura iconica

Rappresentano un referente specifico, il loro


significato cioè non varia a seconda del contesto
ad es aprire le mani in segno di Uccello, scuotere
la testa per il “no”, fare “ciao” con la mano

26

13
07/06/20

Importanza dell’Attenzione
Congiunta

• Impegnarsi in comportamenti di:


• IJA (Initiating Joint Attention)
• RJA (Responding to Joint
Attention)
• Facilita lo sviluppo delle
competenze sociali di base e
migliora le abilità linguistiche
(Cochet et al., 2016; Sodian et
al., 2015

27

• Non utilizza gesti deittici (indicare, dare,


mostrare) e gesti referenziali
• Precedenti studi dimostrano che l'intervento
gestuale migliora il vocabolario nei bambini TD
(LeBarton et al., 2015), il che potrebbe indicare che
Indici di rischio l'inclusione di gesti dichiarativi deittici nei primi
a 12-14 mesi programmi di intervento ASD potrebbe essere
estremamente utile.
• I gesti dichiarativi deittici sono un predittore
affidabile dello sviluppo linguistico sia nella
popolazione tipica che in quella ASD (Özçaliskan et
al., 2016).

28

14
07/06/20

• Questo tipo di gesto è il più marcatamente


compromesso nell'ASD (Baron-Cohen, 1989; Goodhart e
Baron-Cohen, 1993; Mastrogiuseppe et al., 2015)

• Una differenza quantitativa ricorrente in


letteratura è la percentuale di gesti più bassa
tra i campioni ASD rispetto ai campioni TD (Mundy
et al., 1986; Attwood et al., 1988; Colgan et al., 2006; Mastrogiuseppe et
Indici di rischio al., 2015; Lebarton e Iverson, 2016; Özçaliskan et al., 2016) o

• l'unicità dei gesti strumentali nell'ASD


a 12-14 mesi (Mastrogiuseppe et al., 2015)

• Il fatto che questi tipi di gesti pongano richieste


sociali e interattive più elevate potrebbe essere
ciò che sta alla base del deficit socio-
comunicativo (Goodhart e Baron-Cohen, 1993) e quindi il
loro sviluppo è tra gli obiettivi principali degli
interventi precoci.

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Età Comunicazione/ Linguaggio Gesti Prosodia Coordinazione


Pragmatica gestuale/prosodica
Nascita- • Sorrisi sociali, • Succhiare, piangere, • Riflesso del • Emerge variazione • Collegamenti
6 mesi • Contatto oculare suoni vegetativi, grasping intonazione con il diretti tra mano
prolungato. vocalizzazioni (afferrare) cooing e il pianto. e bocca
• Turni verbali con (cooing) • espressioni
il genitore facciali non
(proto- comunicative
conversazioni)
6-8 mesi • Risposta al nome • Gioca con i suoni, • Raggiunge • Indizi prosodici • Movimenti
• azioni mirate borbottio canonico oggetti, agita e che esprimono ritmici della
• attenzione ritmico/comprensio batte emozioni positive mano con
congiunta ne di alcune parole ritmicamente la e negative borbottio
mano canonico
8-14 • Uso intenzionale • Borbottii variegati, • Routine • Atti linguistici • Produzioni
mesi della prime parole. Il gestuali precoci espressi vocaliche non
comunicazione bambino produce • gesto di attraverso coincidenti nel
(linguaggio e sequenze sillabiche puntamento l’intonazione tempo con il
comparsa dei complesse. (deittico) • emergere della gesto di
gesti) • Compaiono i primi • Funzioni distinzione tra puntamento.
suoni simili a parole dichiarative e sillabe accentante
richiestive e non accentate

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07/06/20

Sensibilità precoce alla prosodia

• Le caratteristiche prosodiche, come il ritmo del linguaggio , l’intonazione e gli


schemi di stress lessicale, possono fornire ai bambini un punto di partenza
nell’apprendimento precoce delle parole (Jusczyk, 1999; Goyet, Millotte,
Christophe e Nazzi, 2016)
• I bambini hanno bisogno di segmentare il flusso vocale per estrarre le singole
forme-parole, sfruttando ogni possibile indizio per i confini delle parole
presenti nell’input vocale (Thorson; De Carvalho, Dautriche, Millotte e
Christophe, 2016)
• L’intonazione aiuta il bambino ad avviare l’organizzazione grammaticale della
lingua madre (Hohle, 2009; Jusczyk, 1997) ad es. dimensioni delle parole e
delle frasi nel discorso

31

Sensibilità precoce alla prosodia

• Comprendere il percorso evolutivo dell’intonazione contribuirà a tracciare lo


sviluppo della comunicazione e dell’interazione sociale e potenzialmente
segnalare problemi di linguaggio (Filipe, Branco, Frota, Castro e Vicente, 2014;
Koegel, Green-Hopkins, & Barnes, 2010).
• I bambini iniziano con un ritmo più «uniforme» dove producono più materiale
vocalico che consonantico nelle loro espressioni in generale, i pattern ritmici
specifici della lingua iniziano a emergere già dai 12 mesi. I modelli simili agli adulti
compaiono già a 2 anni.
• Il ritmo conferisce prevedibilità che può essere sfruttata per lo sviluppo del
linguaggio infantile

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16
07/06/20

Sensibilità precoce alla prosodia

• A 2 mesi discriminano tra le lingue che differiscono nel ritmo e


nell’intonazione
• 6-9 mesi preferenza dello stress lessicale del loro linguaggio ambientale
• 6-12 mesi usano la struttura prosodica nella segmentazione delle parole nel
discorso continuo.
• Entro i 18 mesi accedono ai componenti sintattici, assegnazione di una
categoria sintattica (verbo vs nome)

33

Ruolo della prosodia nella prima infanzia

• Gli indizi prosodici servono per avviare l’acquisizione del linguaggio. La capacità di
percepire i modelli prosodici della lingua target sembra innescare l’apprendimento da
parte del bambino in altri domini linguistici.
• Le prime vocalizzazioni del bambino possono essere pronunciate con schemi prosodici
che svolgono molte funzioni, come esprimere conforto o malcontento, fare una
richiesta o una dichiarazione o esprimere sorpresa (Esteve-Gibert &Prieto, 2013).
• Nella segmentazione precoce delle parole, nell’identificazione del referente e nella
mappatura semantica delle parole, nonché il suo ruolo di facilitazione o «avvio del
processo» nella decodifica delle informazioni sintattiche e pragmatiche (Hòhle, 2009).
• Fattori come l’accentuazione (Grassmann & Tomasello, 2007, 2010), stress lessicale (Curtin, Campbell, &
Hufnagle, 2012; Graf-Estes & Bowen, 2013), accenti specifici del tono (Thorson & Morgan, 2015) e il ruolo del
Discorso Diretto dal Bambino (Graf-Estes & Hurley, 2013; Ma, Golinkoff, Houston e Hirsh-Pasek, 2011) sono
stati analizzati e collegati alle abilità di mappatura delle parole.
34

17
07/06/20

Ruolo della prosodia nella prima infanzia

• Le caratteristiche prosodiche, come il ritmo del linguaggio , l’intonazione e gli


schemi di stress lessicale, possono fornire ai bambini un punto di partenza
nell’apprendimento precoce delle parole (Jusczyk, 1999; Goyet, Millotte, Christophe e Nazzi, 2016)
• Per l’apprendimento della segmentazione delle parole, la mappatura delle
parole e lo sviluppo sintattico (Gervain & Mehler, 2010)
• Modelli speciali prosodici spesso usati dai caregiver «discorso orientato ai
bambini» nella cultura occidentale , per facilitare l’apprendimento delle lingue
dei neonati (Thiessen, Hill e Saffran, 2005).

35

Ruolo della prosodia nella prima infanzia


• Per analizzare le frasi in costituenti significativi e identificare alcuni dei
componenti sintattici di una frase anche prima di aver acquisito un ampio
vocabolario (Christophe, Millotte, Bernal e Liddz, 2008; Morgan, 1986; Morgan & Demuth, 1996).
«i ragazzini corrono molto velocemente» tende ad essere percepita:
(i ragazzini) unica unità prosodica frase-sostantivo
(corrono molto velocemente) seconda unità prosodica frase verbo

• Ogni volta che un limite prosodico viene percepito nel flusso vocale, coincide
sempre con un confine sintattico (Nespor & Vogel, 1986)

36

18
07/06/20

Età Comunicazione/ Linguaggio Gesti Prosodia Coordinazione


Pragmatica gestuale/prosodica
14-18 mesi Ragionamento sul Distinzione dei Comparsa dei Atti linguistici espressi L’indicazione appare
comportamento movimenti della gesti iconici e attraverso allineata con le
intenzionale degli mandibola (parlare referenziali l’intonazione/parole sillabe accentate
altri vs masticare) prosodiche di base non durante le
marcate combinazioni nel
discorso
18-24 mesi Rappresentazioni Combinazioni di due Gesti iconici e Inventario completo di Coordinazione dei
mentali simboliche parole/movimenti referenziali accenti di tonalità e di toni gesti al linguaggio,
della mandibola di confine/ parole entrambe le
come gli schemi prosodiche specifiche della modalità esprimono
motori degli adulti. lingua la stessa
Poi esplosione del informazione
vocabolario.
Prescolari Comprensione della La lunghezza e la Gesti vanno Intonazione segnala la Movimenti della
(3-5 anni) falsa credenza complessità delle insieme a struttura delle informazioni testa e del corpo
/capacità di parole aumentano ritmo del sintonizzati con gli
assimilare gli adulti notevolmente/sono battito eventi del
in grado di linguaggio.
raccontare storie
brevi/perfezionare il
controllo motorio
del parlato
37

Link video

38

19
07/06/20

Diversi sistemi
di percezione e
comunicazione «Dobbiamo rinunciare alle nostre
assunzioni convenzionali non
autistiche e lasciare che ci
insegnino i loro sistemi di
comunicazione per costruire ponti
tra i due mondi»

39

Funzionamento Esecutivo

Multitasking o guardo o ascolto

Velocità di concedere il tempo per


elaborazione riflettere e rispondere

40

20
07/06/20

Elaborazione uditiva
• Filtrare il rumore di fondo (Alcantara et al. 2004)
• Percepire, a distinguere e a elaborare le
informazioni uditive (Jansson Verkasalo et al.
2005).
• Difficoltà a “completare gli spazi vuoti” nella
conversazione
• Bambini che hanno difficoltà nell’elaborazione
delle informazioni uditive possono essere ritenuti
oppositivi o provocatori
• Molti bambini possono diventare oppositivi o
“dire di si” (per poi non fare quanto chiesto) al
fine di non apparire stupidi o di evitare
rimproveri nell’immediato
• Spesso questo processo inizia nell’infanzia e il
bambino non è consapevole di metterlo in atto

41

• «Normalmente le cose le guardo in modo concreto,


Percezione senza giudicarle o interpretarle. Normalmente non
letterale vedo le cose connesse se non cerco attivamente una
connessione. Connetto in maniera attiva e in base al
ragionamento e all’utilità. Tutte le associazioni sono
formate consapevolmente e possono essere recise
coscientemente».
• Gli individui autistici sembrano percepire tutto così com’è,
questa è una sorta di percezione letterale, per esempio
possono vedere le cose senza interpretazione (una visione
letterale). Feigerberg (1986) suggerisce quando vediamo
(sentiamo, ecc.) il cervello non ha bisogno di elaborare tutti
gli stimoli; semplicemente colma le lacune e prevede il
quadro finale. E questa capacità del cervello di vedere
prima di vedere effettivamente non è limitata alla visione.
Lo stesso si può osservare con altri sensi, ad esempio
possiamo sentire ciò che ci aspettiamo di sentire o provare.

42

21
07/06/20

• Temple Grandin (2006) ricorda


Percezione distorta come la sua logopedista l’aiutò ad
ascoltare le consonanti
enfatizzando le consonanti nelle
• Sebbene la percezione frammentata possa anche parole, c e p in cup. I problemi con
essere definita «distorta» non significano in propriocezione possono rendere
realtà la stessa cosa; vi è proprio un difficile comprendere i confini e le
cambiamento (distorsione) nella percezione della relazioni tra gli oggetti nello spazio
forma, dello spazio, del suono, ecc. Si dice che le e i loro corpi. Addirittura sono
distorsioni più comuni peggiorino nello stato di confusi anche su parti del loro
sovraccarico nervoso e sovraccarico di corpo. Confusi anche nella
informazioni. Nel campo visivo le distorsioni più percezione del movimento;
comuni sono scarsa distorta profondità e perdendo ogni senso della
percezione dello spazio (mondo 2d), «doppia prospettiva. «Qualcosa
visione» distorsioni di forma di dimensione e sembrerebbe mostruosamente
movimento. Pensate nei disegni cosa si crea…La grande se venisse verso di me di
percezione dello spazio è diversa, può essere fretta o se fossi impreparato. Ho
espanso o sembrare più piccolo. Alcuni individui sentito che qualcosa mi cadeva
hanno problemi nell’elaborazione di suoni addosso e mi schiacciava (Gerland
1997)
complessi (Boddaert et al. 2004).
43

Gestalt percettiva
• Percezione e distorsione uditiva, visive,
senso equilibrio e movimento.
• Problemi a concentrarsi sulla voce di
una persona quando sono in tante a
parlare
• Filtro Figura / Sfondo
• Spostamento dell’attenzione

44

22
07/06/20

È risaputo che ai bambini


autistici non piacciono i
cambiamenti e che amano le
Gestalt Percettiva routine. Se si modifica il
minimo dettaglio l’intera scena
(gestalt) è diversa, cioè
«AVERE UN CERVELLO SENZA sconosciuta. Per riconoscere le
cose , esse devono essere
SETACCIO…»(WILLIAMS 1999C, P. 41) esattamente le stesse che
hanno sperimentato. Solo allora
sapranno che cosa farne
(Williams 1996)

45

Gestalt sensoriale

• La percezione della gestalt può portare a diverse esperienze sensoriali e strategie


compensative (volontarie e involontarie) che la persona acquisisce per far fronte al
sovraccarico di informazioni sensoriali.
• Le esperienze sensoriali più comunemente segnalate nell'autismo sono:
• Percezione frammentata
• Percezione distorta
• Percezione ritardata
• Ipersensibilità e/o iposensibilità
• Disturbo di alcuni stimoli (intolleranza sensoriale)
• Fascinazione con alcuni stimoli (fascinazione sensoriale)
• Incoerenza della percezione (fluttuazione tra iper-eiposensibilità)
• Arresto sensoriale (difficoltà ad interpretare un senso)

46

23
07/06/20

Gestalt

• «i dettagli saltano fuori da noi prima di tutto, e poi solo gradualmente,


dettaglio per dettaglio, l’intera immagine si sposta a fuoco. Quale parte
dell’intera immagine cattura i nostri occhi per prima dipende da una serie di
cose. Un colore vivido, una forma possono attirare la nostra attenzione, quindi
i nostri cuori si affogano in esso e non possiamo concentrarci su nient’altro.
(Higashida 2013, p.92)»
• Senza percepire le unità separate come parti integrate di un tutto, è
impossibile interpretare la situazione. Ciò potrebbe comportare una
concentrazione dell’attenzione eccessivamente ristretta o risorse di memoria
insufficienti per gestire l’attività. In questo caso la relazione delle cose
scompare.

47

«Imparare come funzionano i sensi di


ogni persona autistica è una chiave
cruciale per comprendere realmente
quella persona» (O’Neill 1999)

48

24
07/06/20

Pedanteria
• Scelta di parole esageratamente
formale
• Linguaggio imparato dagli adulti o
dalla televisione piuttosto che dai pari
• Usa un accento straniero o quello
della madre (Baron-Cohen e Staunton
1994)
• Tollera male le astrazioni e la
mancanza di precisione: “forse”,
“magari”, “a volte” o “più tardi”

49

• La persona tende a
interpretare letteralmente
quello che dice
l’interlocutore e a essere
notevolmente confusa dalle
espressioni idiomatiche,
dall’ironia, dalle figure
retoriche e dal linguaggio
figurato, dai sottintesi e
specialmente dal sarcasmo
• Le figure retoriche e il
linguaggio figurato risultano
illogici, e li considerano un
ulteriore esempio del fatto
che le persone tipiche non
Sarcasmo riescono a chiarire le
proprie intenzioni

50

25
07/06/20

Interpretazione
letterale

• Reazione emotiva a commenti come


“Bruciava dalla voglia”
• Confusione davanti a metafore
• Comprensione di istruzioni (non è
oppositività):
• “Perchè non esci fuori a giocare?”
• «Puoi passarmi il sale?» «Si»
• Consegne dei compiti (non è detto che sia
DSA)
• Riportare gli eventi “Cosa hai fatto a Scuola”?

51

52

26
07/06/20

Quando l’interpretazione letterale è secondaria


Linguaggio:
Kalandadze (2018) ha mostrato che complessivamente, gli individui con disturbo
dello spettro autistico hanno una comprensione peggiore del linguaggio
figurativo. Le differenze erano piccole quando si teneva in conto l’abilità
linguistica. Forte correlazione tra linguaggio e teoria della mente e il suo ruolo
come mediatore tra la capacità di prendere la prospettiva e le abilità sociali
(Peterson et al., 2016; Rieffe et al. 2017; Peterson e Wellmann, 2018).

Non-verbale:
difficoltà nella comprensione del significato del tono di voce, dei volti o della
prosodia rendono più letterali perché le parole non sono messe in contesto
(Kleinman, Marciano e Ault 2001; Rutherford, Baron-Cohen e Wheelwright 2002;
Lartseva, Dijkstra e Buitelaar, 2015)

53

Lettura

• Possono esserci problemi specifici di


percezione e di linguaggio che incidono
sulla capacità di lettura
• Una lettera leggermente diversa può
apparire nuova
• Il «campo visivo di lettura» può essere
molto ristretto
• Alcuni bambini valutati in precedenza con
un ritardo significativo nell’apprendimento
della lettura possono acquisire la capacità
di leggere a un livello adeguato nel giro di
qualche giorno

54

27
07/06/20

Lettura
• L’iperlessia (una capacità avanzata di
riconoscere le parole a fronte di una
comprensione relativamente ridotta
dei termini o dell’argomento) è più
comune di quanto ci si aspetterebbe
(Grigorenko et al. 2002; Tirosh e Canby
1993)
• Ma il 20% ha problemi nella lettura
(Reitzel e Szatmari 2003)
• I programmi convenzionali di recupero
per la lettura potrebbero non rilevarsi
efficaci come ci si aspetterebbe

55

• I bambini possono essere


straordinariamente bravi a
occuparsi dei dettagli, ma
sembrano avere difficoltà
considerevoli a percepire e
comprendere il quadro
complessivo o il succo del
discorso
• Possono esserci difficoltà
residue di un disturbo del
linguaggio
• Possono esserci difficoltà
di teoria della mente che
Comprensione del testo interferiscono con la
comprensione del testo

56

28
07/06/20

Forma scritta
• Usare informazioni in forma scritta può
aiutare l’elaborazione.
• Diffusa l’iperlessia (lettura precoce)
• Verificare che le informazioni fornite siano in
linea con la reale comprensione del bambino

57

Valutazione e caratteristiche
• I test standardizzati per misurare il linguaggio ricettivo ed espressivo
possono non essere sensibili. La struttura linguistica può essere
superficialmente adeguata all’età
• Sintassi, grammatica e lessico altamente sviluppati (Paul e
Sutherland 2003)
• Ma sono presenti difficoltà (che possono richiedere logopedia
specializzata) nel sostenere una conversazione reciproca (Linblad
2005), che possono inibire un suo inserimento riuscito tra i
compagni
• Il bambino può dare dimostrazione di capacità linguistica nel
contesto delle prove formali con il logopedista, manifestando però
difficoltà sul piano della velocità di elaborazione necessaria nelle
situazioni di vita reale e nell’ascolto
• La valutazione dovrebbe esaminare anche la capacità di trasmettere
pensieri e sentimenti con mezzi di comunicazione diversi dal
linguaggio parlato. Spesso il linguaggio scritto è superiore alla loro
capacità di comunicare verbalmente (Frith 2004)
58

29
07/06/20

Enfatizzazione di parole, e la scioltezza e intonazione


del discorso. Aspetti prosodici.

Pedanteria o creatività nell’uso del linguaggio

Valutazione e Comunicazione di emozioni

caratteristiche
Interpretazione, richiamo ed esecuzione di istruzioni
pragmatiche verbali complesse.

Abilità narrative (la capacità di raccontare una storia)

Figure retoriche e del linguaggio figurato

59

• La pragma[ca (dal termine greco prak@cos che


significa “pra[co”) è la disciplina che studia gli
effeQ della comunicazione sui parlanR. Partendo
dal presupposto che la comunicazione influenza il
comportamento dei parlan[, la proposta è basata
su una visione relazionale della comunicazione.
• Nella “Pragma[ca della comunicazione”, dunque,
Pragmatica il primato spe^a alla relazione. In una sequenza
comunica[va, ogni scambio di messaggi restringe
il numero delle possibili mosse successive: i
messaggi palesi che sono sta[ scambia[ entrano a
far parte del par[colare contesto interpersonale e
pongono le loro limitazioni all’interazione
successiva, esa^amente come in una par[ta a
scacchi. È un processo di interazione tra le diverse
persone che stanno comunicando» (Watzlawick).

60

30
07/06/20

• È un complesso insieme di abilità che


perme^ono di comunicare (dare e
ricevere informazioni) in modo efficace.
• Le competenze pragma[che
comprendono a~ linguis[ci, abilità
conversazionali e di regolazione del
La discorso (includendo la scelta e l'uso di
codici e registri), inferenze (implicazioni e
competenza presupposizioni), abilità narra[ve e
comunicazione referenziale (Bates, 1976)
pragmatica • Tu^e le categorie evidenziate, seppure in
misura diversa, implicano inoltre
un'abilità, de^a Teoria della Mente
(Theory of Mind - ToM), che perme^e di
rappresentarsi con precisione gli sta[
mentali (conoscenze, competenze,
emozioni, ecc.) dell'interlocutore.

61

1. Comprensione ed uso del linguaggio del


corpo e delle espressioni facciali.

2. Capacità interpretative.

Come
3. Ruolo del parlante e dell’ascoltatore.
promuovere
le abilità 4. Abilità di ragionamento e di previsione.
pragmatiche
5. Abilità prosodiche.

6. Capacità di conversazione.

62

31
07/06/20

Espressioni facciali
Emozioni
Come Gesti
promuovere Posizione del corpo
Postura
l’abilità Prossimità
pragmatica: Direzione del corpo
Movimenti delle mani
il linguaggio Tocco
del corpo Comprensione delle relazioni interpersonali
Vestiario
Età

63

Comprensione delle situazioni

Come
promuovere
l’abilità Connessione delle informazioni
pragmatica:
le capacità
interpretative
Regole di comportamento

64

32
07/06/20

Cosa fa il parlante

Come Cosa fa l’ascoltatore


promuovere Dare informazioni / scambio di informazioni
l’abilità
pragmaRca: Iniziare, mantenere e finire una comunicazione

il ruolo del Presa del turno


parlante e
dell’ascoltatore Negoziare

Stile

65

Trarre le conclusioni

Come
promuovere Fare previsioni
l’abilità
pragmaRca:
le abilità di Scegliere opzioni appropriate

ragionamento
Conoscere il significato nascosto
(metafore, linguaggio figurato)

66

33
07/06/20

Come promuovere
l’abilità pragmatica:

L’INTERVENTO
PROSODICO

67

La prosodia

• È l’aspetto non verbale


della comunicazione
orale, che avviene
attraverso la
modulazione di volume,
tono e ritmo, compresi
durata, pause e tempo.

68

34
07/06/20

È necessaria per trasmettere emozioni e


significato, ponendo l’accento su ciò che
LA PROSODIA è importante e risolvendo le ambiguità
nelle parole e nelle frasi (Diehl et al.
2008).
In un discorso, fornisce segnali che
regolano l’interazione all’interno della
conversazione.

69

MODULAZIONE PROSODICA

• Nel discorso, la variazione prosodica è


segnalata da:
• cambiamenti di tonalità (frequenza
fondamentale o F0),
• lunghezza dei suoni (durata),
• intensità (volume) e
• qualità del timbro e riduzione segmentali
(ritmo) (Bolinger, 1989; Lehiste, 1970;
Shattuck – Hufnagel & Turk, 1996).
• Da queste variazioni nell’acustica, la prosodia
comunica all’ascoltatore informazioni
essenziali riguardanti distinzioni lessicali,
significato, contesto ed emozione

70

35
07/06/20

• È la frequenza o l’altezza di un
suono.

• Alto o basso

• L’intonazione è l'effetto
TONO percettivo di
tipo melodico prodotto dalla
variazione dell’altezza dei suoni
durante la pronuncia delle parole
di una lingua.

71

VOLUME

• È l’intensità di un suono
• Alto, normale, basso

72

36
07/06/20

RITMO

• È il tempo. Velocità e durata del


discorso.
• Numero di parole e di pause nel
tempo.

73

TIMBRO

• È la qualità della voce


• Intensa, dolce, secca, aspra,
squillante, esile, calda, dura,
morbida…ecc..
• Dipende dalle caratteristiche
anatomo-fisiologiche dell’individuo

74

37
07/06/20

È l’accento posto su certe


sillabe all’interno delle
parole o su alcune parole
all’interno di frasi. Si
ENFASI esprime attraverso volume,
tono, ritmo (durata)
• Enfasi grammaticale.
• Enfasi pragmatica.

75

ENFASI
GRAMMATICALE

Tono, volume e ritmo


possono essere
utilizzati per
enfatizzare una sillaba
rispetto ad un’altra e
cambiare il significato
della parola
VEstiti-veSTIti

76

38
07/06/20

ENFASI
PRAGMATICA

Il tono, il volume e
la durata servono
per enfatizzare una
parola rispetto ad
un’altra e cambiare
il significato della
frase.

77

Domanda
GRAMMATICALE Affermazione
Significato parola

Pensieri
Funzioni della Opinioni
PRAGMATICA
prosodia Intenzioni
Informazioni nuove

Sentimenti
AFFETTIVA
Atteggiamenti

78

39
07/06/20

FUNZIONI DELLA PROSODIA

• Costituisce la «struttura organizzativa del discorso» (Beckman, 1996)


1. Separazione del discorso in blocchi di informazioni
2. Invia segnali per la presa del turno
3. Evidenzia informazioni importanti (enfasi)
• Ruolo chiave grammaticale e pragmatico nella conversazione
1. cambio di significato di una parola.
2. tipologia (asserzione, domanda, richiesta, ecc)
3. stato delle informazioni (nuova vs vecchia, visione parziale o ampia,
contrasti, posizione epistemica del parlante rispetto allo scambio di
informazioni), educazione, stato affettivo, genere, funzioni indicizzate
come età e stato dialettale del parlante (Gussenhoven, 2004; Ladd,
2008; Nespor & Vogel, 2007; Prieto, 2015)

79

Tra il 47% e il 57% degli adolescenti


con una condizione nello Spettro,
senza disabilità intellettiva, presenta
difficoltà nella prosodia (Simmons e Baltaxe
1975; Shriberg et al. 2001).

Prosodia e La carenza di prosodia tende a


Spettro persistere anche quando altri aspetti
della comunicazione migliorano (Kanner
Autistico 1971; McCann et al. 2007).

Le difficoltà nella prosodia si


ripercuotono profondamente sulla
comunicazione sociale (Mesibov 1992) e
producono una prima impressione di
stranezza (Van Bourgondien e Woods 1992).

80

40
07/06/20

Difficoltà a tenere conto delle


informazioni in possesso
dell’ascoltatore nella generazione di
un discorso coeso e facilmente
comprensibile.

Prosodia e Poche strategie orientate


Spettro all'ascoltatore (Lake, Humphreys e Cardy (2011).
Difficoltà con l’assunzione di prospettive e con la teoria della

Autistico mente.

Difficoltà con le regole della


conversazione

81

Parametri prosodici nell’AS

• Volume: troppo basso, troppo alto. Difficoltà


di modulazione del volume in base al
contesto ambientale.
• Tono: voce monocorde (tono piatto e
inflessibile, poca variazione), cantilenante
(pattern ripetitivi), lamentosa, esagerazione
del tono, voce gracchiante.
• Ritmo: stentato, troppo veloce o troppo
lento. Mancanza di pause e/o di riempitivi.
Presenza di disfluenza (esitazioni, false
partenze)
• Timbro: voce ipernasale o iperorale.
• Enfasi: scorretto uso dell’accento.

82

41
07/06/20

Check-list
Primo screening dei paramentri prosodici: questionario

• Hai una voce nasale?


• Parli a un volume troppo alto la maggior parte del tempo?
• Hai una voce stridente?
• Pensi di riuscire a diminuire il volume della voce in contesti specifici (ad es. in
chiesa, a scuola, a teatro, etc.)?
• Hai difficoltà a sussurrare?
• Hai un volume della voce troppo basso?
• Gli altri ti dicono spesso che non riescono a sentirti quando parli?
• Hai una voce gracchiante?
• Pensi di avere la bocca e/o la lingua tese?

83

Check-list

• A fine giornata fai fatica a parlare?


• Pensi di respirare bene?
• La tua voce cambia a seconda del contesto sociale?
• Hai difficoltà a proiettare la voce a distanza? (es. a farti sentire da persone
distanti)
• Parli troppo velocemente?
• Parli troppo lentamente?
• Hai difficoltà nel pronunciare alcuni suoni?
• Quando parli tendi a cancellare o troncare delle sillabe?
• Gli altri ti dicono che non si capisce quello che vuoi dire perché non fai le
pause quando parli o le metti nei punti sbagliati?

84

42
07/06/20

Check-list

• Ti capita spesso di lasciare parole e/o frasi a metà?


• Ti capita spesso di ripetere frasi, parole o sillabe quando parli?
• Esiti a cominciare a parlare?
• Riesci a modulare l’intensità ed il tono della voce per dare la giusta enfasi al
discorso che stai facendo?
• Hai un tono cantilenante?
• Hai un tono di voce monotono?
• Hai un tono di voce infantile o che reputi eccessivamente “leggero”?
• Hai un tono adeguato a seconda della situazione?

85

Valutazione - osservazione: Volume

1. SCREENING. Voce stridente o flebile. Alto o basso.


2. PERCEZIONE DEL VOLUME (parole, frasi) PRODUZIONE DEL VOLUME
(parole).PRODUZIONE DEL VOLUME (frasi sussurate, in ambiente esterno, in
emergenza)
3. SOSTEGNO DEL RESPIRO (Videoregistrazione postura e respiro)
4. MODULAZIONE in base alle situazioni (rumore ambientale, distanza
dall’interlocutore, contesto sociale.
5. Bocca e lingue tese
6. Muscoli respiratori contratti
7. Trattiene le proiezioni di tono

86

43
07/06/20

Valutazione -
osservazione: Ritmo
• Formulazione anomala: veloce o
lenta. Difficoltà nell’articolare idee.
• Iperverbalità o disfluenza
• Discorso stentato, false partenze ed
esitazioni.
• Discorso intellegibile
• Difficoltà nell’articolare parole.
• No pause
• Cadenza del discorso poco variabile
• Variazione del respiro.
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87

Stress

• Un aumento dei livelli di stress,


specialmente quando si tenta di
conversare in un luogo affollato, può
incidere sulla comprensione del
linguaggio e sulla fluenza verbale
• Alcuni sono inclini a balbettare
quando sono in ansia
• In questi casi il problema non
riguarda strettamente le difficoltà
nelle competenze di linguaggio, ma
gli effetti dell’emozione sulla
capacità di parlare
88

44
07/06/20

Esercitazione

• False partenze: quando


lo studente ripete
parole o più parole o
pezzi di parola.
• Esitazioni: sono non
parole come “uhm”,
“ah”, “uh”.
• Analisi qualitativa degli
errori.

89

VALUTAZIONE DIRETTA:
TIMBRO

• Intensa, dolce, secca, aspra,


squillante, esile, calda, dura.
• Qualità ipernasali, eccessivamente
intensa e risonante, dura, sgradevole.
• Qualità iperorali.
• Sostegno del respiro.

90

45
07/06/20

TIMBRO
ORALE VS
NASALE

IMPORTANZA
DEL MIX
BILANCIATO

91

COME RILASSARE I MUSCOLI DEL VOLTO

92

46
07/06/20

Lingua in una posizione


concava e rilassata.
Inspira attraverso la bocca,
nella posizione dello
sbadiglio, come il leone
stanco.
Pensa a “...” e abbassa la
mandibola.
Parla come se “sbadigliassi” il
suono e le parole
Esercitazione

93

il tono generale (alto o basso)

VALUTAZIONE
OSSERVAZIONE: la forma del tono (domanda o
affermazione), è l’alzarsi e l’abbassarsi del
MODULAZIONE tono nel tempo che incide sul significato
DEL TONO

l’enfasi per variazioni di significato e


trasmissione di emozioni

94

47
07/06/20

Valutazione qualitativa della conversazione

• Scelta del registro (formale, poco formale, ecc.)


• Capacità di fare domande
• Contenuti
• Avvio, mantenimento, chiusura
• Modalità di formulazione (discorso stentato, disorganizzato, poco coeso, ecc.,
mancanza di riempitivi, di pause)
• Presa del turno
• Uso del corpo e della mimica facciale (asincronia tra gesti e parole)

IMPORTANZA DELLE ABILITA’ SOCIALI

95

Intervento Prosodico

• Comunicazione Efficace

• Enfasi: tono, volume, ritmo


Prosodia • Timbro

• Presa di Prospettiva
Cognizione Sociale • Regole di Conversazione

• Regolazione Attentiva
Funzioni Esecutive • Regolazione Emotiva

96

48
07/06/20

Presa di Prospettiva: esempio di attività

• Cos’è una voce monocorde?


• Perché dovrei preoccuparmi della voce monocorde?
• Come si sentirà l’ascoltatore se loro non mi comprendono?
• L’ascoltatore non dovrebbe sempre chiedere di essere sicuro di capirmi?
Usando le regole per la fluenza:
• fai finta che sono un tuo caro amico. Parlami della Voce Monocorde e cosa
tu vorresti che io facessi come ascoltatore?
• Fai finta che sono un adulto che non conosci molto bene. Mi hai appena
incontrato, sono un amico dei tuoi genitori. Dimmi perché dovrebbe essere
importante usare le strategie?

97

Funzioni Esecutive: cosa sono

Abilità che permettono ad una persona di:


1. pianificare un’attività (per es. identificare cosa serve per completare un’attività;
suddividere attività lunghe in progetti più corti; prefissare obiettivi; calendarizzare li
progetti per il completamento);
2. organizzare l’attività (materiali, personale di supporto, etc)
3. eseguire l’attività
4. stare focalizzato sul compito ed evitare distrazioni (attenzione, self-regulation)
5. impegnarsi nella risoluzione continua dei problemi (essere consapevoli dei blocchi e
stabilire le possibili soluzioni)
6. persistere anche quando l’attività è difficile

98

49
07/06/20

FUNZIONI ESECUTIVE ATTIVITÀ MODI PER INCORPORARE LE


STRATEGIE PER LA FLUENZA

Flessibilità cognitiva Generare soluzioni multiple su Uso delle strategie mentre si parla
problemi di linguaggio durante i giochi e mentre di parla di
risoluzione di problemi.
Memoria di lavoro Qualsiasi gioco di memoria che
coinvolge l’uso di strategie visive Seguire la gerarchia di linguaggio:
mentre si parla e si lavora
• Parole
• Frasi
Recupero dalla memoria Attività che richiedono • Periodi
categorizzazione, generare sinonimi • Letture
e contrari • Conversazione strutturata
• Conversazione libera
Inibizione della risposta Attività che richiedono al parlante
di filtrare le distrazioni mentre
parla

Auto-monitoraggio Attività che richiedono


monitoraggio del proprio
linguaggio o di quello degli altri

99

Attività di Problem solving

«Quando risolvi i problemi che ti citerò di


seguito, usa le strategie per la fluenza. Potrei
domandarti di scrivere le risposte prima e poi
di condividerle oralmente usando le
strategie».
Primo problema: Noti che quando un tuo
amico ti sta raccontando una storia, continua
a cambiare la formulazione di quello che dice.
Fai una lista dei motivi per cui questo può
succedere.
Secondo problema: Stai parlando con
qualcuno e ascolti molte parole «riempitive».
Dì due soluzioni per diminuire il numero di
«parole riempitive».
100

50
07/06/20

SCHEMA GRAFICO SEQUENZIALE:


conversazione spicciola
• Insegnamento delle regole
per rispondere alle domande
di altri sul proprio conto
• Diminuire i dettagli
• Rispettare il tema
• Applicare le regole per la
fluenza
• Frasi intere e non singole.

101

SCHEMA GRAFICO SEQUENZIALE:


descrizione di una persona
• Insegnamento delle regole
per parlare di sé
• Organizzazione dei pensieri
• Parlare di se stessi
• Parlare di qualcun altro
• Applicare le regole per la
fluenza
• Frasi intere e non singole.

102

51
07/06/20

SCHEMA GRAFICO:
riassunto dell’articolo

• Affrontare un’interrogazione
• Strumento flessibile per
varie materie.
• Condivisione con la scuola:
Integrazione con Power
Point.

103

SCHEMA GRAFICO: fare


il bucato.
• Processi cognitivi:
pianificazione, analisi del
compito.
• Regole per la fluenza.
• Idee e progetti per Youtuber,
videoregistrazioni.
Condivisione con i compagni.

104

52
07/06/20

SCHEMA GRAFICO IN
FORMA DI TRAMA
• Processi cognitivi: pianificazione.
• Formulazione di una storia in
presenza di un contesto, di
un’azione che aumenta, di un
picco e di un’azione che cala.
• Differenza tra una storia piatta e
una trama.
• Enfasi pragmatica.

105

LA REGOLA DELLE DOMANDE PER LA


DUE DOMANDE CONVERSAZIONE
REGOLA DELLE • Come stai?
• Prima persona: come
DUE DOMANDE stai? • Hai fatto qualcosa di
• Seconda persona: Io interessante ultimamente?
Conversazione bene e tu come stai? • Com’è stata la tua
giornata?
spicciola • Prima persona: Oggi
sto molto bene grazie. • Hai passato un bel fine
settimana?
• Baker, J.E. (2003), Social
• Come ti è sembrato (il
Skills Training for Children and test, la lezione di
Adolescents with Asperger’s matematica, la partita ieri
Syndrome and Related Social sera ecc?)
Communication Disorders
• Hai visto qualcosa di
bello in TV ieri sera?

106

53
07/06/20

DIAGRAMMA DI VENN

• Per trovare interessi in


comune
• Domande generali e
specifiche su:temi
personali (scuola/lavoro,
interessi, famiglia, amici)
e altri temi (gusti,
obiettivi, altre persone,
ricordi).
107

IMPORTANZA REGOLE E TECNICHE


• Ascoltare
DI • Visualizzare
CODIFICARE I • Codificare
• Riprodurre
PARAMETRI
PERCETTIVI
PROSODICI TRAINING PERCETTIVO – TRAINING
ESECUTIVO

108

54
07/06/20

RESPIRARE – respiro pieno V

PAUSA – fermare immediatamente il flusso


REGOLE
TECNICA
di aria chiudendo le corde vocali x
RESPIRO-
PAUSA
Mentre trattieni il respiro pensa a quello
che dirai
Rilascia l’aria in modo controllato mentre
parli

109

Per affrontare la disarticolazione prodotta dalla tensione


muscolare
Interporre una vocale simile a quella già contenuta nella
parola disarticolata all’interno del gruppo consonantico.
Tecnica della
vocale ombra Parole esempio: STRESS….ST…o..Ro…ESS (aumentare la
velocità)

110

55
07/06/20

Tecnica “starnuto-pausa”
I risuonatori nasali

• Per aumentare il volume


della voce. Veicolare il
flusso di aria nelle cavità
nasali

111

REGOLE POSTURALI

Per aumento forza dei


muscoli e per una
respirazione efficace.

112

56
07/06/20

Modulazione emotiva e comportamentale: obiettivi per trovare la calma

• Fermati o • Autostima
cavalca • Ridurre le
l’onda Calmarsi da
[Link] Iniziare da
trappole
r e il uno stato di interne
controllo di calma

Comunicare Mantenere
le emozioni calma e • Consapevolezza del corpo
• Quando e come. concentrazio • Consapevolezza delle emozioni
• Perché? Per ritrovare la ne • Consapevolezza riguardo a
calma. Per restare calmi. distrazioni interne ed esterne
Per risolvere i problemi. • Conseguenze sul pensiero
• Prepararsi prima per situazioni
critiche

113

RELAZIONE TRA IL SISTEMA NERVOSO E CARDIOVASCOLARE

114

57
07/06/20

Il diaframma

115

116

58
07/06/20

Il sostegno del respiro

Finalità:
• aumentare l’espansione dei
polmoni sviluppo muscolare
• sviluppare la respirazione
diaframmatica

117

CALMARSI DA SOLI

Strategie quando si è in • Schema grafico


preda ad emozioni forti della storia
personale +
Riferimento alle altre Misuratore
persone (le emozioni e i
comportamenti degli altri)

118

59
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Cos’è successo

Grafico della Conseguenze


storia positive o Misuratore
negative?
personale
Cosa puoi fare la
prossima volta?

119

MISURATORE
Punto di non ritorno

1) Fermarsi

2) Respirare profondamente
Fuori controllo

3) Contare mentalmente

4) Dire: “Io posso smettere


Calmo e controllato
di ….”
5) “Invece posso pensare …”.

120

60
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FERMATI O
CAVALCA
L’ONDA

• Pensare a un’emozione
forte come se fosse
un’onda.

• L’onda viene e va, la


calma tornerà da sola,
con il tempo.

• Non vale in situazioni di


pericolo!!

121

STABILIRE LA
CALMA

AFFRONTARE LE
CAUSE SCATENANTI
INTERNE

122

61
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TRIGGER
ESTERNI

123

GESTIRE LE
CAUSE
SCATENANTI
ESTERNE

PROGRAMMA

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TRAPPOLE
E
VIE D’USCITA

125

I SENTIMENTI
FORTI DELLE
PERSONE

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VERBALIZZAZIONE
DELLE EMOZIONI

127

Link video

128

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