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ROBERT MERTON

Robert Merton criticò gli aspetti più estremi e meno difendibili dello Struttural-funzionalismo, come ad
esempio:

 POSTULATO DELL’UNITÀ FUNZIONALE secondo il quale tutte le credenze sociali e culturali siano
funzionali per la società. Infatti, non tutte le strutture, usanze o idee hanno funzioni positive.
 POSTULATO DEL FUNZIONALISMO UNIVERSALE che Merton rifiuta sostiene che ogni forma o
struttura sociale e culturale svolge funzioni positive (un cieco nazionalismo)
 POSTULATO DELL’INDISPENSABILITÀ secondo il quale ogni aspetto della società sia
indispensabile/necessarie per tutta la struttura sociale. Merton sosteneva che tutti questi postulati
funzionali sono privi di fondamento empirico e si basano su sistemi stratti, teorici il sociologo ha,
dunque, il compito di verificarli empiricamente.

Merton si dedicò a teorie di medio raggio a differenza di Parsons che si basava sulla creazione di grandi
teorie generali.

Concetto chiave per lo Struttural-funzionalismo è quello di FUNZIONE per Merton si definiscono come
«le conseguenze osservate che operano per l’adattamento e l’adeguamento di un dato sistema»

Formulò anche il concetto di DISFUNZIONE perché così come le strutture sociali o istituzioni possono avere
conseguenze positive, possono essere anche negative: es: schiavitù negli USA fenomeno che portò
conseguenze positive per i bianchi (forza lavoro gratuita), e conseguenze negative (totale dipendenza
dall’economia agricola). Distingue poi da funzioni manifeste (premeditate) e latenti (non premeditate):

 MANIFESTE per quanto riguarda la schiavitù era di aumentare la produttività economica degli
Stati del sud;
 LATENTE creare una vasta sottoclasse che servì a elevare lo status dei bianchi del sud.

Merton può essere considerato come il fondatore della Sociologia della Scienza un ramo della sociologia
della conoscenza che si occupa dell’ambiente sociale in cui si sviluppano quelle che sono le attività
scientifiche. Le reciproche relazioni tra scienza e società costituiscono l’oggetto di studio della Sociologia
della Scienza.

Merton cerca di andare a individuare quali sono le conseguenze della società sulla scienza. Afferma che la
SCIENZA è una forza dinamica di mutamento sociale la società cambia in relazione alle spinte che
derivano dal piano tecnico-scientifico. La scienza comporta delle conseguenze sulla società es: Hiroshima.

LA SOCIETÀ HA INTROIETTATO LA CONCEZIONE CHE LA SCIENZA SIA PURA E DISINTERESSATA.

Merton è uno dei primi sociologi ad indagare sulla figura dello scienziato, il quale viene rappresentato
come una figura disinteressata che lavora per il bene della società.
ETHOS della Scienza è quel complesso di valori e norme a cui si ritiene sia impegnato, anche
emotivamente, l’uomo di scienza.

Merton ci dice che sociologicamente ci sono 2 livelli di analisi motivazionale e istituzionale(situazionale).

Gli scienziati possono essere motivati da un disinteressato desiderio di sapere, dal guadagno economico, da
spirito di competizione, insomma le motivazioni dello scienziato sono le stesse degli esseri umani-
motivazioni personali.

Il corso della storia ha reso sempre più difficile anche per gli scienziati più “disinteressati” di ignorare o
trascurare il fatto che la scienza stessa dipende in diversi modi dalla struttura sociale. In altre parole,
Merton ci dice che è difficile che il lavoro di uno scienziato non sia condizionato dalla struttura sociale.
Esempio la scienza all’interno di una struttura sociale di tipo totalitario difficilmente proseguirà il suo
corso naturale (durante il nazismo la SCIENZA ERA CONTROLLATA DALLA POLITICA).

Sentimenti dell’Ethos della scienza: onestà intellettuale, integrità (non deve essere parziale), dubbio
sistematico (lo scienziato deve dubitare), disinteresse (lo scienziato non può avere un interesse personale
nel suo lavoro perché la scienza DEVE dire la verità), impersonalità

Merton riprende il Teorema di Thomas e lo riformula in quella che viene definita “PROFEZIA CHE SI
AUTOAVVERA”. TEOREMA DI THOMAS se gli uomini definiscono come reale una situazione, essa
sarà reale nelle sue conseguenze. Esempi crisi finanziaria del 29 (la crisi nacque da voci che affermavano
che le banche non avevano più soldi, quindi le persone andavano a prelevare tutto il denaro e
inevitabilmente la banca fallì davvero).

Uno dei contributi più conosciuti dello struttural-funzionalismo è il concetto di anomia.

Nella sociologia di Merton troviamo anche il concetto di ANOMIA, ripreso da Durkheim ma riformulato. Per
spiegare il concetto di anomia, Merton fa riferimento alla società americana dell’epoca che pone
l’attenzione sulla meta del successo economico questo in sociologia viene definito come una teoria a
medio raggio, ovvero non generalizzabile a tutte le tipologie di società.

Egli afferma che ogni società ha una propria struttura culturale che propone a ciascun individuo delle METE
culturalmente valide da raggiungere e indica anche i MEZZI socialmente accettati (tramite le norme
istituzionali) per poterle raggiungere. Un sistema sociale si mantiene in equilibrio (non vi è devianza o
criminalità) nel momento in cui le mete (“le cose per cui vale la pena di lottare”) e i mezzi (“procedimenti
leciti per tendere agli obiettivi culturali”) sono integrati tra di loro vuol dire che dovrebbero essere
accessibili a tutti gli individui.

Secondo Merton si verifica una situazione di ANOMIA quando l'accentuazione è posta troppo sui fini (mete)
o troppo sui mezzi. L'anomia non è da intendersi in senso letterale quale mancanza di norme, quanto una
frattura che viene a crearsi fra mete e mezzi culturali. DISGIUNZIONE TRA NORME CULTURALI E SCOPI.

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