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1. 1984 - INT.

ALBA - CAMERA DA LETTO

All'interno di una baracca che sporge sul mare, Corrado (62),


un anziano pescatore, si sveglia alle prime luci dell'alba.
Corrado è un uomo dagli occhi azzurri e il viso raggrinzito
visibilmente stanco, una folta barba grigia, ingiallita
nell'area intorno la bocca e una corporatura tozza. La stanza
è molto rudimentale, con solo la presenza di un letto, un
comodino, sul quale tiene una copia di Marcovaldo di Italo
Calvino, che di solito legge prima di andare a dormire e la
sua pipa in legno, ed un armadio, nel quale tiene quei pochi
vestiti che indossa ciclicamente. La pareti sono consumate e
il pavimento polveroso.

2. 1984 - INT. ALBA - CAMERA DA LETTO

Corrado si prepara per uscire, guarda dalla finestra e dice


fra sé e sé:

"Che razza di tempo..."

Si infila il lungo cappotto nero, mette il cappello di lana,


imbraccia la canna da pesca e con un fiammifero infiamma il
tabacco della sua pipa, sospirando.

3. 1984 - EST. ALBA - BAIA

Il tempo è nuvoloso, ma i raggi del sole levante tingono le


nuvole di arancione. Soffia un vento forte e freddo, e
Corrado si reca alla sua piccola imbarcazione. Esce in mare,
si allontana leggermente dalla costa e inizia la sua
giornata. Infilza l'esca sull'amo e la lancia in mare,
continuando così per buona parte della mattinata, assaporando
il tabacco della sua pipa. Con l'avvicinarsi del pomeriggio,
inizia ad avviarsi verso casa.

4. 1984 - EST. POMERIGGIO - MERCATO CITTADINO

Corrado arriva al mercato seguendo la strada pressoché dritta


che va dalla sua casa alla cittadina a bordo della sua
Innocenti Nuova Mini rossa del 1975. La cittadina è
tranquilla. La maggior parte dei suoi abitanti si conoscono,
e si salutano sorridendo, mentre bambini scorrazzano per le
strade, ma Corrado presenta la sua solita espressione stanca.
Monta la sua bancarella e inizia a vendere il pesce pescato
la mattina. Sergio (61), un uomo con più o meno la stessa età
di Corrado, un paio di occhiali rettangolari, una lunga
sciarpa avvolta al collo e dal viso recentemente rasato, lo
approccia con un'espressione gentile e i due si salutano

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2.

amichevolmente.

SERGIO
Buongiorno Corrà.

CORRADO
Buongiorno. (freddamente)

I due parlano un po' del più e del meno, evidentemente si


conoscono da tempo, e nel mezzo della conversazione Sergio
tira fuori una foto dalla tasca interna del suo giaccone
grigio.

SERGIO
Vuoi vedere che ho trovato?

Corrado fa un cenno di interesse per poi accennare un


sorriso. È una foto di classe. Anno scolastico 1932/1933. Una
classe molto numerosa, durante l'ultimo anno delle
elementari, nella quale però, lo sguardo di Corrado si
sofferma su una bambina, seduta affianco a lui.

SERGIO
Allora anche tu ricordi come si
sorride ogni tanto (ridacchia).

Corrado torna serio di colpo e ridà la foto a Sergio, che la


ripone nella giacca.

CORRADO
Devi comprare qualcosa?

SERGIO
No grazie, ti ho visto e ho pensato di
venirti a salutare.

CORRADO
Beh, grazie tante.

SERGIO
Senti, che ne dici se uno di questi
giorni andiamo a bere qualcosa
insieme? Potremmo anche invitare
qualche altro amico (sorride).

CORRADO
Scusa, ma ho da fare. (mettendo in
ordine la bancarella)

SERGIO
Stai sempre a lavorare. Abbiamo una

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3.

certa età, Corrà. Una chiacchierata


fra amici al bar potrebbe farti bene.
E in ogni caso (rivolge lo sguardo un
gruppo di bambini intenti a giocare
fra loro), potrebbe essere tutto ciò
che è rimasto alla gente come noi.

Corrado, immerso in ciò che sta facendo, non si degna di


rispondere.

SERGIO
Beh, in caso sai come trovarmi.

Sergio si allontana, forzando un sorriso nei confronti del


vecchio amico.

5. 1984 - EST. SERA - MERCATO CITTADIN0

Ormai è buio, perciò Corrado carica in macchina ciò che è


rimasto invenduto e si dirige verso casa. Prima di salire in
macchina, rivolge un ultimo sguardo alle luci della
cittadina. Bar, negozi in chiusura e lampioni. La sua
espressione è quasi totalmente priva di emozione, se non
fosse per un lieve accenno di nostalgia nei suoi occhi.

6. 1984 - EST. ALBA - BAIA

Alle prime luci dell'alba, come ogni mattina, Corrado si


prepara, e quindi sale sulla sua barca. Prima di allontanarsi
dalla costa però, nota qualcosa muoversi fra le canne che
costeggiano l'acqua. Incuriosito, ci si avvicina e vi trova
Leonardo (22), un giovane evidentemente ebbro. Il giovane ha
una folta chioma di capelli e una barba corta. Indossa un
cappotto con sotto un maglione rosso e sta girovagando a
vuoto nei pressi del mare. Corrado, impietosito, lo aiuta a
tenersi in piedi e lo porta nella sua abitazione, mentre il
giovane mormora parole incomprensibili.

7. 1984 - INT. POMERIGGIO - SALOTTO

Corrado aiuta Leonardo a sedersi, e il giovane si addormenta


pressoché subito. Diverse ore dopo, si risveglia seduto con
il capo chino su un divano grigio, sentendo il suono di una
moka borbottare sul fornello. Si alza, confuso dal luogo in
cui si trova, e seguendo il suono arriva in una piccola
cucina, nella quale, seduto ad un tavolino con quattro sedie
intorno, c'è Corrado, intento a leggere il giornale e ad
assaporare il tabacco dalla sua pipa. Leonardo è abbastanza
imbarazzato, ma Corrado rompe freddamente il silenzio.

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4.

CORRADO
Passata la sbornia?

LEONARDO
Mi scusi, questa è casa sua?

CORRADO
Sì, ti ho trovato stamattina in
condizioni penose nei pressi della
costa. Saresti potuto annegare.

LEONARDO
Non volevo esserle di disturbo.
(imbarazzato) Se posso fare qualcosa
per ripagare la sua genti-

CORRADO
Lascia stare e siediti. Il caffè è
pronto.

Corrado si alza, apre la dispensa e prende due tazze,


porgendone una a Leonardo. Dopodiché, spegne il fornello,
prende la moka e riempie la propria tazza, per poi
appoggiarla sul tavolo.

CORRADO
Fa' pure.

LEONARDO
Grazie.

Leonardo versa il caffè nella sua tazza.

CORRADO
Quindi, che ci facevi là fuori?

LEONARDO
Ieri sera ho alzato un po' troppo il
gomito. Volevo arrivare alla stazione
ma mi sono perso, non conoscendo il
paese.

CORRADO
Non vivi qua?

LEONARDO
Studio Scienze Politiche
all'università. La maggior parte dei
miei compagni di corso vive qui, e
siamo usciti a bere qualcosa.

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5.

CORRADO
Ottimi amici...

LEONARDO
Già (ride), probabilmente non volevano
neanche che venissi. È solo che inizi
a sentirti solo dopo tanto tempo
lontano da casa.

CORRADO
Ed è la solitudine che ti porta a bere
in quel modo?

LEONARDO
Cosa vuole dire?

CORRADO
Che se l'Università deve portarti al
suicidio dovresti probabilmente
lasciar perdere.

LEONARDO
E tornare da mio padre con la coda fra
le gambe? Era già deluso dalla facoltà
che ho scelto, non posso permettermi
anche di fallire.

CORRADO
E deluso perché?

LEONARDO
È convinto che scienze politiche non
mi porterà mai da nessuna parte, ma io
voglio crederci. Vorrei tanto cercare
di cambiare le cose facendo sentire la
mia voce. Lei ha un partito di
appartenenza, signor?

CORRADO
Abate. Ma chiamami Corrado e basta se
proprio devi. Comunque no, ho smesso
di interessarmi alla politica tempo
fa.

LEONARDO
Dopo la guerra?

CORRADO
Già. (esita per un attimo) Dopo la
guerra. (sospira)

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6.

Leonardo è davvero interessato al passato di Corrado, ma


l'anziano pescatore, poco interessato a parlarne, si alza,
prende in mano la tazza da cui ha bevuto il caffè e la ripone
nel lavandino della cucina.

CORRADO
S'è fatta una certa ora. Dovresti
darti una mossa se non vuoi essere
assente alle lezioni domani.

LEONARDO
Domani è domenica. Però ha ragione, e
la ringrazio ancora per tutto ciò che
ha fatto.

Corrado fa un cenno con la mano come per dire "di niente", e


quindi Leonardo si infila la giacca e si avvia verso
l'uscita. Però, un attimo prima di varcare la porta, la voce
di Corrado lo ferma.

CORRADO
Invece di bere, se hai bisogno di
parlare, puoi sempre passare di qua.

LEONARDO
Volentieri. Ci vediamo, allora!
(sorridendo)

Leonardo esce e Corrado ha uno sguardo pensieroso, mentre


lava le tazze da cui hanno bevuto.

9. 1944 - EST. MATTINA - STAZIONE FERROVIARIA

La stazione è gremita di persone. Hanno praticamente tutte


un'espressione ansiosa sul volto, come se stessero tutti
aspettando la medesima cosa. Ad un certo punto si sente in
lontananza il treno in avvicinamento. Per le persone
presenti, il suono emesso dal vapore era come il ticchettio
di un orologio che segnava l'imminente morte di una persona
cara. Il treno era carico di soldati, rimandati a casa dopo
che il loro plotone era stato vittima di un'imboscata e
quindi sterminato. I sopravvissuti vennero ritenuti non
idonei a continuare la permanenza sul fronte dati i danni
subiti, sia mentali che fisici. Nel momento in cui iniziano a
scendere dal treno, fra la gente lì presente scoppia una
grande commozione. Fra gli abbracci di chi riaccoglieva il
proprio figlio o marito, spunta Corrado (22), dal volto
ancora senza rughe ma incredibilmente provato, e il braccio
ingessato. Si guarda intorno, ma apparentemente non c'è
nessuno che sia lì per lui.

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7.

10. 1984 - INT. ALBA - CAMERA DA LETTO

Corrado viene bruscamente svegliato dal suono di qualcuno che


bussa alla sua porta. Non ha neanche il tempo di chiedersi
chi possa essere quando Leonardo si affaccia alla finestra.

LEONARDO
Eccola qui! Iniziavo a credere non
fosse in casa.

CORRADO
Hai idea di che ore sono?

LEONARDO
Sì, l'ora per un pescatore di iniziare
la propria giornata!

CORRADO
E tu in tutto questo cosa c'entri?

LEONARDO
Ho preso alla lettera il suo
suggerimento di ieri pomeriggio.
(sorride)

Corrado sospira, e senza rispondere chiude la tapparella.

11. 1984 - EST. ALBA - BAIA

Corrado esce di casa come suo solito, ben coperto per il


freddo, con l'immancabile pipa e imbracciando la sua canna da
pesca. Questa volta però, anche l'altra mano tiene una canna
da pesca, evidentemente più vecchia e malridotta di quella
che usa di solito, ma ancora funzionale. Porge questa a
Leonardo, visibilmente confuso non avendo mai pescato.

CORRADO
Se proprio ci tieni, almeno renditi
utile.

Quindi i due salgono sulla barca, con il sole che sorgendo


tinge il mare di un colore dorato, ed escono in mare.

12. 1984 - EST. ALBA - MARE

Una volta allontanatosi dalla costa, Corrado spiega a


Leonardo i rudimenti della pesca, per poi lanciare l'esce in
mare con grande precisione. Leonardo fa lo stesso, anche se
in modo più goffo. Probabilmente deludendo le aspettative del
giovane, Corrado si rivela una persona per niente loquace,
specialmente durante il lavoro. Dopo circa un'ora, decide di

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8.

rompere il silenzio.

LEONARDO
Anche mio padre servì in guerra, sa?

Corrado risponde con un semplice cenno di comprensione.

LEONARDO
La vostra è una generazione di uomini
straordinari. Gente che ha combattuto
per il proprio paese con coraggio ed
onore. Ben altra stoffa rispetto a me
e i miei coetanei.

CORRADO
Combattuto in nome di un pazzo, con lo
stesso onore che ci ha uccisi.

LEONARDO
Come scusi?

CORRADO
Ascolta, non ho idea di cosa ti
affascini così tanto di quel periodo,
ma in noi c'era ben poco di
straordinario.

LEONARDO
Ma siete gli eroi d'Italia!

CORRADO
Forse parli di qualcun altro. Alla tua
età non ero che come te. E come me
tanti altri: onore e difendere il
proprio paese dal nemico era tutto ciò
a cui pensavo. Stronzate
_________

LEONARDO
Non può dire così! Tanti uomini sono
morti in nome di quei val-

CORRADO
E poi?

LEONARDO
Poi?

CORRADO
Una volta che sei morto. Cosa ti è
rimasto? L'onore? Ne dubito. Spesso
non rimanevano neanche le ossa.

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9.

LEONARDO
Non credo loro la vedessero così.

CORRADO
No. Neanche io. Ma non avranno neanche
più la possibilità di pensarci. Siamo
stati carne da macello.

Cade un lungo silenzio, spezzato soltanto dalla voce di


Corrado, che con un'inusuale gentilezza si rivolge a
Leonardo.

CORRADO
Conosci Sergio?

LEONARDO
Il medico?

CORRADO
Il medico. Riuscì ad evitare
l'arruolamento grazie agli studi
universitari. Tutti noialtri lo
vedevamo come un vigliacco, ma
guardaci adesso. Lui, un uomo che ha
realizzato tanto ed è contento di ciò
che ha realizzato, mentre la metà di
noi piange ancora ciò che ha perso,
mentre l'altra metà è morta.

LEONARDO
Mi scusi. Non volevo di certo che la
discussione prendesse un tono simile.

CORRADO
Beh, direi che è ora di rientrare.

LEONARDO
Probabilmente ha ragio- HA ABBOCCATO!

Corrado si avvicina e cerca di spiegargli come comportarsi in


un momento simile, quando la canna da pesca di spezza, e
Leonardo riesce per un pelo a non cadere in acqua. Leonardo
ha uno sguardo deluso, ma inaspettatamente, Corrado scoppia
in una fragorosa risata

CORRADO
La prima di tante. (ridendo)

Leonardo risponde con un sorriso e i due voltano la barca


verso la costa e tornano a casa.

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10.

13. 1984 - EST. POMERIGGIO INOLTRATO - CASA DI CORRADO

Corrado e Leonardo ritornano a casa. Mentre Corrado ripone il


cappotto nell'armadio, Leonardo nota la copia di Marcovaldo
sul comodino e ne legge a gran voce il titolo.

LEONARDO
Italo Calvino? Non credevo le piacesse
leggere.

CORRADO
Oh, quello. Non sono uno che legge
molto, è solo un passatempo.

Leonardo gira il libro e inizia a leggere la sinossi sul


retro.

LEONARDO
..."Protagonista di tutti i racconti è
Marcovaldo, un manovale con problemi
economici, ingenuo, sensibile,
inventivo, interessato al suo ambiente
e un po' buffo e melanconico."

CORRADO
Non ne fa una giusta. Ma un po' l'ho
sempre invidiato.

LEONARDO
Invidiato?

CORRADO
È spensierato, ed ha sempre la sua
famiglia al fianco, per quanto
stressante.

LEONARDO
Sembra interessante.

CORRADO
Prendilo se vuoi. Io saran dieci anni
che lo leggo e rileggo. Ti va qualcosa
da bere?

LEONARDO
Perché no.

Corrado si avvicina al frigorifero, lo apre e prende due


birre, per poi darne una a Leonardo. I due si siedono allo
stesso tavolino dal quale hanno bevuto il caffè il giorno
prima, ed iniziano a sorseggiare le bevande. Parlando del più

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11.

e del meno, il tempo sembra passare molto velocemente, e


presto si fa sera. Quasi invertendo i ruoli nella situazione
di due mattine precedenti, Corrado beve fino a risultare
leggermente brillo, mentre Leonardo si contiene, per paura di
ripetere ciò che è successo. In questo stato, Corrado inizia
a borbottare parole apparentemente senza senso.

CORRADO
Laura... (borbottando)

LEONARDO
Come?

CORRADO
Laura. L'ho conosciuta per tutta la
vita, e tanto l'ho amata. Ci sperai,
quel giorno alla stazione ci sperai,
ma non venne. No, non venne.

Leonardo, pur non capendo di preciso ciò di cui Corrado sta


parlando, decide di ricambiare il favore, e quindi ripone le
due birre sul tavolo, per poi lasciare l'amico, ormai
assopitosi, a riposare sul divano.

14. 1984 - INT. GIORNO - CASA DI CORRADO

Corrado riapre gli occhi, anche se dopo l'alba contrariamente


alle sue abitudini. Abbastanza confuso, si rende conto di
essere solo. Gira un po' per la casa, per noi notare un
foglio piegato in due sul tavolo. Lo apre e legge ciò che
dice.

LEONARDO
Caro signor Corrado. Ho provato a
svegliarla, ma non volendo
costringerla ho deciso di lasciar
perdere. Sono tornato alla
quotidianità, ma le rinnovo i
ringraziamento per tutto ciò che ha
fatto per me e ciò che mi ha
insegnato. Passerò di nuovo appena
posso. Leonardo

Corrado accenna un sorriso, ripiega la lettera e guarda fuori


dalla finestra, rendendosi conto che l'orario per andare a
pesca è ormai ben che passato, nonostante la giornata sia
ancora giovane, e questo lo porta a vestirsi e uscire lo
stesso.

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12.

15. 1984 - EST. GIORNO - CITTADINA MARITTIMA

Corrado arriva in cittadina a bordo della sua insostituibile


Innocenti Nuova Mini rossa. Gira un po' per la città,
visitando i luoghi in cui è cresciuto e notando con nostalgia
tutte le differenze rispetto a ciò che conosceva meglio di
qualsiasi altra cosa in passato. Si rivede tanto nei bambini
quanto nei ragazzi che incrocia nel suo cammino, fino a
ritrovarsi davanti ad un'insegna, la quale recita "Bar
Atlante". Con uno sguardo che è un misto fra la sicurezza di
ciò che troverà all'interno e l'imbarazzo che prova ad
entrarci dopo così tanto, scende dalla macchina e si
incammina verso il locale. Apre la porta, e la campanella
annuncia a chi c'è all'interno l'arrivo di un nuovo cliente.
Lì, al balcone, Sergio, intento a parlare con il barista. Si
gira, e come se non si fossero mai allontanati, accoglie
Corrado a braccia aperte.

FINE

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13.

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