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L’ARTE ETRUSCA

QUANDO
La civiltà etrusca fiorì dal IX - VIII secolo a.C fino al al IV secolo a.C. Si concluse definitivamente
nel I secolo a.C. con la perdita amministrativa di tutti i territori da parte di Roma.

DOVE
Nella regione compresa tra i fiumi Arno e Tevere, nell’attuale Toscana, Umbria e Lazio.
Alla fine del VII secolo a.C. la civiltà etrusca estese la propria presenza a nord, nella Valle Padana,
e a sud, nel Lazio meridionale e in Campania.
Centri importanti furono Volterra, Tarquinia, Cerveteri, Veio, Vulci.

CITTA’
I sacerdoti tracciavano le vie principali, il cardo da nord a sud, il decumano da est a ovest, e un
solco sacro come perimetro.
Le costruzioni sono quasi del tutto scomparse perché realizzate con materiali deperibili (tufo, legno,
terracotta).
Rimangono le mura di difesa, costruite con blocchi di pietra (esempio a Perugia, a Volterra) e le
porte d’accesso con la copertura ad arco.
Nella parte alta della città si ergeva l’Acropoli con i templi.

L’ARCO
Gli Etruschi utilizzarono con regolarità l’arco. Nel sistema trilitico (usato ampiamente dai Greci) il
peso del muro che sovrasta l’apertura grava sull’architrave che, se soggetta a troppo peso, rischia di
spezzarsi.
Con l’arco, invece, il peso della muratura viene distribuito in modo graduale lungo le pareti laterali;
questo consente di praticare aperture più ampie. Pietre a forma di cuneo sono disposte a raggiera e
rimangono incastrate grazie alla pressione esercitata dalla pietra centrale chiamata “chiave di volta”.

TOMBE
Gli Etruschi, come gli Egizi, credevano nella vita oltre la morte.
Le tombe venivano collocate fuori dalle città, nelle necropoli, cioè nelle “città dei morti”.
Erano in genere ipogee, cioè scavate sotto il livello del suolo.
Alcune erano coperte all’esterno da piccole colline di terra, poste su una base circolare di pietra.
L’interno presentava una pianta circolare con una copertura costituita da pietre sovrapposte dette a
falsa cupola (tombe a tumulo). Nelle forme successive, più complesse, le parti emergenti
riproponevano la facciata dei templi o delle abitazioni (tombe a edicola) o strutture a forma di case
a schiera (tombe a dado). Altre tipi di tombe sono quelle a pozzetto e rupestri.
L’accesso alla tomba era costituito da un corridoio, con pendenza variabile, a seconda del terreno.
L’interno richiamava spesso una casa di abitazione caratterizzata da una sala centrale intorno alla
quale erano disposti i vari ambienti. Veniva arredato con oggetti cari al defunto (esempio armi, vasi,
oggetti per la cura del corpo, gioielli, vestiti).
Gli Etruschi praticavano sia il rito dell’incinerazione, sia quello dell’inumazione.

PITTURA
La pittura etrusca, giunta fino a noi, era destinata prevalentemente all’ambito funerario.
Le pareti delle tombe venivano decorate con affreschi o rilievi dipinti che rappresentavano scene
religiose o di vita quotidiana, es. riti, danze, banchetti, giochi, scene di caccia e pesca. Solo più
tardi comparvero raffigurazioni più tragiche quali mostri.
Le figure risultano stilizzate e seguono per lo più lo schema egizio (volto e arti di profilo, occhio e
busto frontali), ma talvolta risultano poste di scorcio/profilo.
Sono contornate da una linea scura. I colori sono vivaci, stesi a tinte piatte; prevalgono l’ocra, il
rosso, il verde-azzurro e il nero. Il colore diverso della pelle distingue le donne (colore chiaro) dagli
uomini (colore scuro).
Il volume e la profondità dello spazio non sono rappresentati. Le figure sono collocate, infatti,
lungo un’unica linea di base e disposte spesso in sequenze ritmiche.
Esempi significativi si trovano nella necropoli di Tarquinia.
TEMPIO
Richiama il tempio greco, ma l’alto basamento e la scalinata danno importanza alla parte frontale
dell’edificio. Il tempio è preceduto dal prònao, cioè da un atrio composto da una o due file di
colonne.
Le colonne sono di ordine tuscanico (da Tùscia, come i Romani chiamavano il territorio etrusco).
Sono simili a quelle greche di ordine dorico, ma hanno il fusto liscio e presentano una base.
Le celle sono in genere tre, in onore alle tre divinità protettrici della città.
L’edificio era costruito con materiali deperibili, mattoni e legno e rivestito da elementi ornamentali
in terracotta: per questo motivo i templi sono andati distrutti. E’ possibile ricostruire l’immagine
del tempio attraverso gli scavi archeologici (con il ritrovamento delle fondamenta o di modellini
votivi) e la descrizione fatta da Vitruvio, architetto romano del I secolo a.C.
La costruzione veniva abbellita da dipinti parietali, da antefisse e acroteri in terracotta policroma.

SCULTURE
Gli scultori etruschi erano abili artigiani, particolarmente esperti nella lavorazione delle materie
prime presenti nel territorio:
- l’argilla (terracotta per le statue dei templi, per i sarcofagi e i vasi);
- i metalli ferro, rame e oro (realizzavano le armi e i gioielli es. in filigrana)
con il bronzo (lega rame + stagno) ottenevano le statue di varie dimensioni;
- l’alabastro (per eseguire statuette, oggetti o lamine sottili per tamponare le finestre).
La scultura etrusca ha spesso una funzione funeraria.
Le spoglie del defunto venivano conservate in urne cinerarie o in sarcofagi.
I canopi sono vasi funerari in terracotta o in bronzo; avevano la funzione di contenere le ceneri del
defunto. Il coperchio ha la forma stilizzata di una testa umana; il vaso riproduce spesso l’immagine
sommaria e schematica di un corpo.
I sarcofagi
Il sarcofago conteneva le ceneri (incinerazione) o il corpo del defunto (inumazione). Era eseguito in
terracotta o in pietra, comunemente a forma di cassa con le pareti decorate e il coperchio a doppio
spiovente.
Talvolta sul coperchio veniva raffigurato il defunto a figura intera, adagiato sulla kline (il letto
funebre dei greci), spesso con a fianco il coniuge, nell’atto di partecipare ad un banchetto (lui tiene
in mano la pàtera, lei il ventaglio o lo specchio).
La presenza di ritratti, posti sulle urne o sui sarcofagi, è una componente tipicamente etrusca: i
personaggi raffigurati con un certo realistico, l’attenzione ai particolari (es. la rappresentazione
della ruga o della vena) e l’ interesse per l’espressività dei gesti e dei volti saranno ripresi dalla
scultura romana.
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PITTURA
Dipinti parietali nelle tombe.
- Soggetti: danze, spettacoli, giochi, scene di lotta, banchetti.
- Tecnica: affresco su un leggero strato di argilla e calce steso sulla parete di tufo.
- Funzione: ricreare l’ambiente e gli aspetti di vita del defunto.

Rappresentazione della figura umana


- Stilizzazione della figura e realismo nei particolari.
- Posizione simile alla figura egizia, ma con l’aggiunta anche dello scorcio/profilo.
- Tinte stese in modo piatto.
- Presenza di linee scure di contorno.
- Differente colorazione della pelle dell’uomo (ocra rossa) e della donna (ocra gialla).
- Colori vivaci (prevalenti il rosso, il bianco, l’ocra, il verde, l’azzurro).
- Rappresentazione quasi assente dello spazio: le figure sono poste sullo stesso piano.

SCULTURA
Gli Etruschi erano molto abili nella lavorazione dei metalli (soprattutto nella fusione del bronzo).
- Canòpi in terracotta o in bronzo
- Sarcofagi in terracotta o in pietra
- Antefisse e acroteri in terracotta
- Sculture in bronzo (es. la Lupa Capitolina, la Chimera d’Arezzo, l’Arringatore del Trasimeno)

CURIOSITA’
I contatti con la Grecia si intensificarono quando i Greci fondarono le prime colonie nel sud dell’Italia, nella prima metà
dell’VIII secolo a.C.
Gli Etruschi adottarono dai Greci: un alfabeto simile, parte della loro mitologia, forme della statuaria

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