GALILEO GALILEI
1. Critica al "principio di autorità" rifiuta il metodo basato su questo principio consiste
nel prendere per vero ciò che è scritto nei testi sacri o tramandato da filosofi come Aristotele, senza
metterlo alla prova con l'osservazione o l'esperimento.
Perché lo critica?
Per Galileo, questa forma di sapere è "verbosa" e "libresca", cioè fatta di parole e
interpretazioni che non si confrontano con la realtà dei fatti.
Viene messo in dubbio tutto ciò che è basato solo sull’esegesi (interpretazione) di testi
tradizionali, perché questi non si basano su esperienze concrete o prove razionali.
Esempio concreto: I filosofi tradizionali avrebbero discusso per anni se un oggetto pesante cadesse
più velocemente di uno leggero basandosi sui testi di Aristotele, mentre Galileo avrebbe
semplicemente fatto un esperimento per scoprirlo.
Galileo chiama "mondo di carta" questo tipo di sapere, sterile e lontano dalla realtà, dove: a) non
si osserva la natura per capire come funziona; b) il mondo reale non viene indagato direttamente,
ma attraverso libri o speculazioni teoriche; c) la riflessione personale è ignorata: si segue ciò che è
scritto senza mettere in discussione le conclusioni.
Un sapere che non si confronta con la realtà rimane un esercizio intellettuale inutile, privo di
connessioni con il mondo vero e con il progresso della conoscenza.
Galileo critica due caratteristiche del pensiero tradizionale:
1. Essenzialismo:
o È il tentativo di scoprire l’essenza profonda o la natura ultima dei fenomeni
naturali.
o Galileo lo considera un’impresa irrealizzabile per la mente umana, perché è
impossibile avere conoscenze certe e assolute sull’essenza delle cose.
Esempio: La scienza aristotelica si chiedeva "Cos’è il fuoco?" oppure "Qual è la sua natura
profonda?", senza preoccuparsi di capire come funziona o si comporta. Galileo ritiene che la
scienza debba limitarsi a studiare i fenomeni osservabili, non interrogarsi su domande
speculative che non hanno risposte misurabili.
2. Finalismo:
o È l’idea che ogni fenomeno naturale abbia uno scopo o un fine.
o Questo pensiero considera la natura come qualcosa di progettato per l’uomo o
destinato alla "gloria di Dio."
Esempio: Aristotele e la scolastica avrebbero detto che il cuore batte "per garantire la vita
dell’essere umano," un fine, dunque. Galileo invece si concentra sul meccanismo: come
batte il cuore? quali sono le sue connessioni causali?
Per Galileo la scienza non deve preoccuparsi di "perché esiste una cosa" (la sua causa ultima o il
suo fine) ma di come funziona e quali sono le relazioni tra i fenomeni.
Galileo propone un metodo scientifico che integra:
"Sensate esperienze": osservazioni accurate, condotte con strumenti, misure e verifiche.
"Necessarie dimostrazioni": spiegazioni razionali e matematiche, fondate su leggi
universali e non su ipotesi basate sui sensi o la tradizione.
Sintesi del suo approccio:
Galileo unisce il rigore della matematica all’osservazione empirica. Non si limita a guardare o
misurare, ma formula leggi matematiche che descrivono il comportamento dei fenomeni naturali.
Perché questa critica è rivoluzionaria?
Prima di Galileo:
La scienza era legata alle spiegazioni qualitative, finaliste e basate sui testi tradizionali.
Prevaleva la filosofia naturale aristotelica, con approcci speculativi e non pratici.
Con Galileo:
La scienza diventa operativa: non si limita a interpretare il mondo, ma cerca di descriverlo e
spiegarlo con leggi universali.
Si crea una separazione tra scienza e teologia: mentre la teologia si occupa del significato
ultimo dell’esistenza, la scienza indaga come funziona la natura.
Nasce la scienza moderna, basata su osservazione, misurazione e modelli matematici.
1. Galileo e il "libro della natura"
Galileo paragona l'universo a un grande libro, sempre aperto davanti a noi. Tuttavia, non possiamo
leggerlo se non impariamo la sua lingua: la matematica. Per lui, il linguaggio con cui è scritto il
mondo è costituito da figure geometriche (cerchi, triangoli, ecc.). Questi "caratteri" matematici
permettono di comprendere la realtà e i suoi fenomeni in modo razionale e rigoroso. Senza la
matematica, provare a capire la natura è come perdersi in un intricato labirinto.
Galileo ci dice che non possiamo affidarci solo ai nostri sensi o a descrizioni vaghe per
comprendere il mondo. Serve un sistema rigoroso, basato su numeri, forme e relazioni precise.
2. Il metodo scientifico e la conoscenza umana
Galileo propone un nuovo modo di fare scienza: non si basa solo sulla speculazione filosofica, ma
utilizza l’osservazione della realtà, la formulazione di ipotesi e la loro verifica mediante
esperimenti. Questo metodo si allinea al carattere matematico dell’universo.
Esempio concreto: Quando studia il movimento degli oggetti, Galileo misura distanze e tempi e
poi ricava leggi matematiche. Non si limita a dire che qualcosa "cade perché ha un fine naturale",
come sosteneva Aristotele.
Importante: Galileo crea un legame tra la struttura matematica del mondo e il metodo scientifico.
L’universo funziona in modo ordinato e prevedibile, e la scienza è lo strumento che ci permette di
svelarne le leggi.
3. Qualità oggettive e soggettive
Un altro elemento fondamentale della scienza galileiana è la distinzione tra:
Qualità oggettive (primarie): Sono le caratteristiche misurabili e indipendenti dai nostri
sensi, come la dimensione, il peso, la forma. Ad esempio, un oggetto ha una certa
lunghezza, che possiamo misurare in centimetri: questa esiste, che noi lo percepiamo o no.
Qualità soggettive (secondarie): Sono quelle legate alla nostra percezione, come il colore,
il sapore o l’odore. Queste non esistono realmente nella natura, ma dipendono dal modo in
cui i nostri sensi interpretano il mondo.
4. La fisica come "meccanica"
Il suo approccio porta a una nuova idea di fisica, vista come una scienza meccanica. Cosa
significa?
Galileo non si interessa a questioni filosofiche come “qual è lo scopo di un oggetto” o “perché un
corpo si muove”, ma studia semplicemente come funziona:
Quali sono le proprietà misurabili di un corpo?
Come interagiscono tra loro?
Quali sono le cause del loro comportamento?
Differenza con Aristotele: Aristotele credeva che i corpi avessero scopi intrinseci (ad esempio, il
fuoco "sale" perché il suo fine naturale è stare in alto). Galileo abbandona questa visione qualitativa
e punta tutto su cause materiali, leggi fisiche e relazioni matematiche.
5. Confronto con i filosofi rinascimentali
Galileo rompe con molti pensatori del suo tempo e del passato:
Aristotele pensava che la natura fosse governata da qualità come il caldo, il freddo o
l'umidità, intrecciate agli scopi dei fenomeni.
Bruno, Telesio e Campanella, pur aprendo la strada a nuove idee, rimanevano ancorati a
una visione qualitativa della natura, legata alla filosofia naturale tradizionale.
Galileo, al contrario, stabilisce che la scienza debba:
1. Escludere tutto ciò che è soggettivo o legato ai sensi.
2. Concentrare l’analisi su ciò che può essere osservato, misurato e calcolato.
Risultato: Galileo non guarda più al "perché" filosofico, ma al "come" scientifico.
In che modo Galileo rivoluziona la scienza?
1. Introduce la matematica come lingua universale per descrivere la realtà.
2. Differenzia tra qualità oggettive (misurabili) e soggettive (dipendenti dai sensi).
3. Applica il metodo scientifico, che combina osservazione ed esperimenti per arrivare a leggi
generali.
4. Impone una visione della fisica come scienza rigorosamente "meccanica" e matematica.
5. Elimina le spiegazioni filosofiche qualitative, creando un modello di scienza moderno e
operativo.
In conclusione, Galileo ha dato il via alla scienza moderna, trasformandola in uno strumento
concreto per comprendere il mondo, basato su numeri e esperimenti, e non su sensazioni o finalità
astratte.