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Devianza

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In ogni società vi è un insieme di valori e di norme di condotte spesso differenti

non giudichiamo, ma domandiamoci, relatività delle norme, infrazione delle aspettative di ruolo
(reazione)

controllo sociale (socializzazione, processo esterno): adattamento individuale al modello sociale,


gruppo di riferimento, sistema di trasmissione culturale, attaccamento alle istituzioni e alle persone

Indagare le motivazioni che hanno condotto la persona a compiere atti socialmente disadattivi, il tipo di
rapporto che questa instaura con il mondo (visione) e la sua attività intenzionale (assenza, distorsione).
Difetto nella capacità di significazione attiva del reale (desiderio di dominio, egocentrismo, )
Quanto più debole è il vincolo che lega alla società più è probabile che una persona commetta reati
(grado di genitorialità ricevuta insufficiente, mancanza di interazioni sociali (attaccamento, impegno,
attività convenzionale, credenze insufficienti) = diminuzione dell'accettazione delle norme e morale
sociali)

Capacità di procrastinare la gratificazione, evitare atti I cui costi a lungo termine sono maggiori dei
benefici a breve termine

l’adolescente si trova a combattere tra il desiderio di emergere, di costruire e affermare la propria


identità e le pressioni e le aspettative della società, del mondo degli adulti – dei genitori in modo
particolare – e delle istituzioni. Il bisogno di differenziarsi, di sperimentare, trova spazio nel gruppo dei
pari, luogo in cui ciascun soggetto vede allargate le proprie possibilità di azione, forte del supporto
degli altri.
“I giovani, anche attraverso la devianza, esprimono una novità che a volte appare irrazionale, non
rientrante nella nostra visione del mondo e della vita e nella nostra categoria d’azione: ebbene, essi ci
comunicano qualcosa, esprimono in forma simbolica bisogni disattesi, speranze deluse”

una rielaborazione generale dello stare nel mondo, della relazione con sé stessi, con gli altri e la
ridefinizione dei valori. Accanto a tutte quelle che sono le condizioni più propriamente biologiche
come la ricerca del piacere, della novità (sensationsee-king, noveltyseeking), gli sbalzi di umore,
l’impulsività, la maggiore difficoltà di autocontrollo.
Il bisogno di differenziarsi, di sperimentare, trova spazio nel gruppo dei pari, luogo in cui ciascun
soggetto vede allargate le proprie possibilità di azione, forte del supporto degli altri
entrare nel mondo soggettivo della persona ed assegnare a lui stesso il compito di rieducarsi
Il punto di partenza di ogni processo rieducativo (e educativo) è l’educabilità del ragazzo, quello spazio
di cambiamento e trasformazione presente in ogni individuo

ciascuno deve essere educato secondo le sue disposizioni, creare le condizioni per riaccendere un
desiderio autentico nei ragazzi difficili è il passaggio che segna il cambiamento, a partire da quello di
poter essere altro, e cioè, di ristrutturare una nuova visione del mondo

Il primo momento è quello della conoscenza, dell’incontro, ascolto profondo e dall’accoglienza a


prescindere, è necessario che l’educatore non si ponga mai come il modello da seguire ma che lasci che
la sua vita sia una provocazione per il ragazzo: ciò che fa la differenza è la sua qualità umana di essere
al mondo, vivere esperienze diverse da quelle che ha sempre vissuto.

suscitare nei giovani il desiderio di mettersi alla prova e soprattutto che rimandino il sapore della
soddisfazione immediata
crescere nella partecipazione responsabile alla vita sociale

progressiva acquisizione dell’autonomia, cioè la maturazione nell’ottica dello sviluppo umano


capacità di simbolizzazione, di anticipazione, di autoriflessione e di autoregolazione

obbligo di giocarsi in un doppio ruolo = sentimenti di ambivalenza da posizioni contrastanti

originaria sensazione di debolezza che porta ad aggressività finalizzata ad ottenere prestigio


nell'ambiente ed a placare le pulsioni istintive

organizzeranno le loro relazioni in modo tale che ci si debba prendere cura di loro, apprezzare malattie
e sofferenze come mezzo infallibile per attirare l’attenzione di chi sta loro vicino, tensione intrapsichica
e costanti stati emotivi di paura, insicurezza e dubbi sulle proprie capacità, estorcere loro la
realizzazione di ciò che hanno perso per essere sempre stati “ricacciati indietro”, insicurezza del
bambino sul suo ruolo di genere. Da questo feroce sforzo protestatario derivano tutte le forme di
sessualità precoce e di autoerotismo.

ambizione di crescere del bambino e con il suo desiderio che vengano soddisfatte le sue pulsioni

contraddizione intrinseca che c’è tra sottomissione e tendenza alla soddisfazione pulsionale

attivata da una delusione o da una denigrazione che faccia riaffiorare il vecchio e sopito sentimento di
inferiorità infantile, facendo riscoprire al bambino la dignità della sua mente, Suicidio e nevrosi infatti
non sono che forme infantili di reazione alle sempre infantili sopravvalutazioni di queste cause, delle
inferiorità e delle delusioni

la questione della comunicazione, i luoghi di incontro e luoghi di trasgressione, la trasgressione come


stile di vita; la relazione gruppo/trasgressione, un determinismo che il giovane non riesce ad affrontare

dimensione pubblica e il senso di responsabilità dei propri atti, il fine dell’educazione è la proiezione
degli individui nel contesto sociale allargato

il benessere psicologico delle persone transgender sia inversamente correlato all’intensità


dell’intolleranza sociale percepita, accogliere e riconoscere il loro vissuto, mettendo in atto strategie
inclusive e di prevenzione di discriminazione omotransfobica e di atti di bullismo

L’identità sessuale è composta da quattro componenti: il sesso biologico, l’identità di genere, i ruoli di
genere e l’orientamento sessuale. Modalità più fluide di fare esperienza di sé stessi sono la naturale
espressione della variabilità umana. Essere cittadini del mondo (identità terrestre) nella globalizzazione
degli esseri umani e delle loro forme di vita, la crescente diversità sul piano non solo culturale, ma
anche economico e sociale. Persona contemporaneamente affiliata a una pluralità di gruppi come
portatore di benessere e arricchimento. Lo straniero che risiede con voi sarà per voi come un
compatriota, e tu lo amerai come te stesso. Disponibilità ad accogliere le novità dell'altro in modo
interculturale (pluralismo socio-culturale) e non assimilandolo. Educazione ai diritti umani.

mancanza di risorse economiche adeguate che ad un accesso limitato ad ambiti sociali, individui la cui
capacità di partecipare pienamente alla vita sociale è fortemente compromessa, perdita del senso di
appartenenza ad una determinata comunità, la marginalità, la precarietà economica, la deprivazione
culturale, la solitudine, la carenza di legami familiari e sociali, senso di insicurezza sociale, d
vulnerabilità, di mancanza di relazioni, di precarietà lavorativa e di inadeguatezza rispetto ad un
sistema dominato dalla competitività e dalla produttività, perdita del senso di appartenenza ad una
comunità può condurre l’individuo ad una totale deresponsabilizzazione civica.
Contribuire a contrastare ogni forma di clonazione culturale, favorendo una educazione rispettosa delle
diversità. La diversità deve imporsi come risorsa culturale e non come un problema.

I bambini non posseggono un linguaggio ufficiale ma riflettono e acquisiscono la parola degli adulti.
Mantenere il confine dei ruoli dell'infanzia, giovinezza e adultità.

Fare I conti con la fragilità ed il limite, una famiglia umana in cui ogni generazione abbia il suo posto,
scoprire e attuare I suoi specifici impieghi attivi.

principale passaggio che interessa l’individuo adolescente, quello dalla dipendenza familiare alla
autonomia libera e consapevole

“tentativi dolorosi di ritualizzare il passaggio all’età adulta da parte dei giovani” in cui il rischio è
continuamente cercato con intensità sempre maggiore, da leggere come richieste di accesso al mondo
degli adulti, perché si ha l’impressione di non essere mai abbastanza, di non essere all’altezza della
società che continua a fare richieste e pressioni continue

produrre una destrutturazione interiore, mettendo in crisi il modo di esistere del giovane.
l’altro è una provocazione, che spinge a uscire da sé l’interlocutore, decentrandosi
costruire relazione che permettano davvero l’espressione dell’unicità di ogni individuo, che sappiano
valorizzare le differenze intergenerazionali

trasformazione dell’attività intenzionale del ragazzo verso un ottimismo esistenziale, in cui il ragazzo si
senta finalmente protagonista della sua storia, capace di realizzarsi proprio a partire dal contatto con la
realtà, con i suoi limiti, con le altre persone

i fare esperienze diverse ha al centro la dimensione del vivere insieme, nel rispettarsi e nel rispettare,
crescere nella partecipazione responsabile alla vita sociale.
trasformando ciò che è indeterminatezza e insicurezza in un’opportunità piuttosto che limite
guardare e comprendere il suo passato con occhi nuovi, quelli maturati nel corso della rieducazione per
aprirsi alle possibilità

Lasciare un bambino o un ragazzo libero di sperimentarsi gli permetterà di scoprirsi e di trovare il


proprio stato di benessere
comunicare e confrontarsi rispetto ai diversi ruoli familiari
il queer rifiuta la rappresentazione del soggetto come statico, unitario e isolato rispetto agli altri
posizionamenti identitari

mantenere un clima positivo e costruttivo in classe e di innescare un dialogo collettivo con i propri
alunni, che contribuisca a sviluppare la loro agency e azioni un processo di coscientizzazione da cui
emerga la visione di una realtà dinamica, complessa e composita

rapporto fra libertà e responsabilità personale, in riferimento alle problematiche della vita collettiva
situazione a rischio d’individualismo e d’indifferenza
condividere situazioni e prendersi in carico i bisogni altrui, esprimersi, associarsi e riconoscersi
il bisogno di relazione con i propri simili, il mettere radici, il bisogno d’identità e di trascendenza,
nonché il bisogno d’orientamento complessivo e di devozione

forme espressive e comunicative attraverso le quali ogni essere umano - iscritto in una determinata
cultura - manifesta il suo essere in relazione a una civiltà, condividendone creativamente e criticamente
linguaggi e valori, con la consapevolezza di doverli, a seconda delle situazioni, conservare, innovare o
cambiare, corporeo, estetico, critico, morale e religioso

l’espansione di sé ed il contatto con l’altro da sé, espandere i contatti sociali permette l’espansione di se
stessi e questa consente di poter attivare ulteriori contatti, tutta la vita umana nella sua evoluzione
richiede ulteriori contatti e la conseguente espansione della coscienza

il consolidamento dell’individualità, grazie allo sviluppo del senso d’appartenenza, amplificazione


della comprensione, tramite la formazione culturale, la dilatazione della responsabilità, attraverso
l’espansione dei compiti di vita e l’assunzione di ruoli sociali, attraverso i quali poter manifestare
l’autentico senso della solidarietà.

senso d’appartenenza (rassicurazione affettiva e riconoscimento sociale, senso della cittadinanza),


senso d’intercultura (necessità di porsi in relazione con l’altro e con la diversità),
senso della solidarietà (consapevolezza dell'interconnessione e dell'interdipendenza di tutta l'umanità
con tutte le persone e l'universo naturale)

un interessamento etico, il cui effetto è la gioia di sentirsi utili agli altri e di far parte di un consesso
umano più ampio. Farsi solidali significa poter vivere la soddisfazione della partecipazione e della
riconoscenza, dando un senso ai doni e alle opportunità che la vita offre

vita familiare e cittadina, spirito di classe a scuola, nei contesti sociali aperti alla diversità, ambienti
comunitari e d'animazione, gruppi associativi

ogni persona costituisce in sé stessa una continuità di vita e d’apprendimento, capacità di trasferimento
di valori e significati in contesti diversi, qualcosa che si estende al di là della situazione immediata che
influisce in modo diretto sull’individuo in via di sviluppo, gli oggetti ai quali risponde o le persone con
le quali interagisce faccia a faccia

rapporto dell’io con sé stesso, con l’altro e con il mondo, inquadrare il soggetto nella sua
determinazione concreta (spazio-temporale, logica ed esperienziale), nelle sue dinamiche relazionali
(progettuali e dialogiche), nonché nelle sue idealità costanti (l’essere felice)

La presa di coscienza della propria storicità per educare l’uomo a vivere il mondo e ad aprirsi all’altro
da sé nel mondo
comprendere la sua soggettività storica, sottoposta alla storicità, elaborare un progetto di vita del
mondo e per il mondo, vivere la soggettività in funzione dell’intersoggettività, storicità conferisce un
valore relativo anche alle opinioni e ai punti di vista, accettazione della pluralità dei punti di vista,
far comprendere al soggetto che egli è singolare. Educare il soggetto ad interpretare la vita e ad essere
consapevole della propria responsabilità in quanto soggetto storico fa emergere l’esigenza di
comprendere la responsabilità del singolo nei confronti della collettività in cui vive e nella quale
spende la propria esistenza
temporalità, la linguisticità e l’esteticità
rendersi consapevole del suo essere sottoposto al tempo
Attraverso la memoria, il soggetto si inserisce nel processo storico e si sente partecipe della storia
riconoscimento di sé come soggetto diverso nel tempo rispetto all’uomo del passato, ma co-
appartenente allo stesso mondo
ricerca di una verità che il soggetto costruisce interpretando l’esperienza quotidiana mediante l’uso di
un linguaggio autentico e veritativo

comprendere delle sensazioni che modificano l’essere dell’uomo, “comprendere” la verità presente
nell’opera d’arte e la produzione artistica rappresenta una “messa in opera della verità”, il fruitore viva
l’opera d’arte come se fosse a lui contemporanea

o le diverse interpretazioni devono trovare un momento di sintesi, i dialoganti siano disposti a cambiare
la propria opinione e manifestino la disponibilità ad accettare il punto di vista altrui, i dialoganti
devono raggiungere l’intesa.
L’intesa si raggiunge nel gioco interpretativo, lì dove si manifestano le diversità, non è la somma delle
singole verità, bensì la nascita di una nuova, diversa verità.
andare oltre i propri limiti conoscitivi e interpretativi, disponibilità di imparare dall’altro per uscire da
una visione “privata” delle cose

una competenza riflessiva sull’esperienza secondo i parametri del bello inteso come ricerca di senso,
forma, armonia, equilibrio tesa alla comprensione e all’apertura verso l’inedito, il non detto,
l’inesplorato, il non ancora raggiunto.
il rapporto della bellezza con la verità e il bene

Educare a costruire un progetto di vita, scegliere liberamente comportamenti, condotte di vita e


orientamenti valoriali

la libertà inizia ogniqualvolta si verifichino concrete opportunità di responsabilità verso un altro o nei
confronti di una situazione data

scegliere di essere attraverso l’assunzione di atti di responsabilità (seppur piccoli e limitati) che
riguardino sé stessi, gli altri e il mondo

evitare alienazione e ostinazione riferendosi solo agli altri o auto-referenziandosi sempre

individuare un compito personale in ogni situazione esistenziale e cercare di portarlo avanti, il valore
dell’apporto, la logica del significato e il senso della corresponsabilità, la collaborazione sociale da
parte di tutti e la possibilità per ognuno di sviluppare le proprie attitudini, cooperazione e
collaborazione

modifica il suo modo di perseguire uno scopo man mano che procede l’azione, in forza delle situazioni
che si creano e della partecipazione dei figli, degli allievi o di membri del gruppo

saper scegliere i termini adeguati e gli esempi giusti


stesso piano in termini esistenziali e linguistici, accettando la soggettività dell’altro e creando contatti
emotivi e regolativi, oltre che cognitivi
condizione del proporre e non dell’imporre, offrendo vere opportunità di intervento
validità del contenuto e dello scopo della comunicazione.
possibilità del controllo su ciò che si afferma, far riferimento a situazioni concrete e a ciò che si fa
ascolto paritetico

modalità di rapportarsi all’esistenza personale, interpersonale e transpersonale

un gruppo è molto più intelligente ed efficace della somma delle sue singole parti. Il noi è sempre più
ricco dell’insieme dei singoli componenti, dalle idee di tutti può venir fuori l’idea giusta.
La forza di un gruppo è nella sua coesione e nell’entusiasmo della cooperazione
visione d’insieme, funzione del proprio contributo, coinvolgimento nei processi decisionali
unione del volere, del potere e del dovere non in ciò che si fa, ma nel modo con cui lo si fa

coscienza collettiva allargata, una cittadinanza di partecipazione e corresponsabilità, logica


interazionista, la relazione al senso e al fine della vita, autotrascendenza, esperienze accomunanti, è per
chi facciamo le cose a dare un senso a ciò che facciamo

saper collocare il sapere all'interno di un contesto, educare al limite

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