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Acido: Chimica - e Donatore-Accettore

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Chimica acido–base e donatore-accettore

1
Definizioni
Descrizione Data
di Acido
Acido
e Base
Definizioni
Base Acido
Esempi
Base
Lavoisier 1776 Ossido di N, P, S Reagisce con l’acido SO3 NaOH
Liebig 1838 H sostituibile da metallo Reagisce con l’acido HNO3 NaOH
Arrhenius 1894 Forma ione idrossonio Forma ione idrossido H+ OH-
Bronsted-Lowry 1923 Donatore protone Accettore protone H3O+ OH-
H2O OH-
Lewis 1923 Accettore coppia elettronica Donatore coppia elettronica Ag+ NH3
Ingold-Robinson 1932 Elettrofilo Nucleofilo BF3 NH3

Lux-Flood 1939 Accettore di ione ossido Donatore di ione ossido SiO2 CaO
Usanovich 1939 Accettore di elettrone Donatore di elettrone Cl2 Na
Sistema solvente Anni 50 Catione solvente Anione solvente BrF2+ BrF4-
Orbitali di frontiera Anni 60 LUMO dell’accettore HOMO del donatore BF3 NH3

2
Acidi-Basi: concetto di Brönsted-Lowry
H2O + H2O H3O+ + OH -

H3O+ + NO2 - H2O + HNO2

Coppie acido-base coniugate


La specie H3O+ è una descrizione
Acido Base
semplificata del protone in acqua,
H3O+ H2O poiché forma numerosi legami a idrogeno
e una migliore rappresentazione è H9O4+.
HNO2 NO2 -

Le reazioni con solventi non acquosi con idrogeni ionizzabili sono analoghe a quelle in acqua

NH4+ + NH2 - 2NH3

In un dato solvente la reazione procede verso la formazione degli acidi e basi più deboli rispetto ai reagenti

3
La classificazione di acido «debole» o «forte» è
strettamente legata alla natura del solvente
Una base acquosa debole può essere forte in un solvente più acido. Gli acidi acquosi deboli
appaiono forti nei solventi con caratteristiche basiche. L’equilibrio di ionizzazione di NH3 è
molto più spostato a destra in acido acetico glaciale rispetto all’equilibrio in acqua:

4
Acidi poliprotici
Un acido poliprotico perde protoni in successione e le deprotonazioni successive sono progressivamente meno
favorevoli; un diagramma di distribuzione riassume come la frazione di ogni specie presente dipende dal pH della
soluzione.
Un esempio è l’acido solfidrico: pKa1 = 7,04

pKa2 = 19

La rappresentazione più chiara delle concentrazioni delle specie che si


formano nei successivi equilibri di trasferimento protonico degli acidi
poliprotici è un diagramma di distribuzione, cioè un diagramma che
mostra la frazione di soluto presente sotto forma di una data specie X,
f(X), in funzione del pH. Si consideri, ad esempio, l'acido triprotico
H3PO4, che rilascia tre protoni in successione per dare H2PO4–, HPO42– e
PO43–. La frazione di soluto presente come molecole intatte di H3PO4 è

La concentrazione di ogni soluto a un dato pH può essere calcolata dai


valori di pKa.
5
La definizione di acidi e basi secondo il sistema solvente
La definizione di acidi e basi secondo il sistema solvente estende la definizione di Brønsted-
Lowry fino a includere specie che non partecipano al trasferimento di protoni.

Un acido fa aumentare la concentrazione di H3O+


e una base fa aumentare quella di OH-.

Una analogia si può ritrovare nelle reazioni di


autoionizzazione di alcuni solventi aprotici, come BF3.

In quest’ultima reazione «sol» indica soluzione nella specie non ionizzata (BrF3 in questo
caso). Nella definizione secondo il sistema solvente, qualsiasi soluto che fa aumentare
la concentrazione del catione generato dall'autoionizzazione del solvente è definito
come un acido (come SbF5) e qualsiasi soluto che fa aumentare la concentrazione del
corrispondente anione è definito come una base (come KF). Questa definizione basata
sul sistema solvente può essere applicata a qualsiasi solvente che si autoionizza ed è
particolarmente utile quando si considerano reazioni in solventi non-acquosi.
6
Caratteristiche degli acidi di Brønsted
Gli acquoacidi, idrossiacidi e ossoacidi sono specie tipiche di regioni specifiche della tavola periodica. A parte
gli idracidi HX, la più vasta classe di acidi in acqua è costituita da specie che donano protoni da gruppi –OH
attaccati a un atomo centrale. Un protone «cedibile» di questo tipo è chiamato protone acido per
distinguerlo dagli altri protoni che possono essere presenti nella molecola, come i protoni metilici non-acidi
in CH3COOH. Esistono tre classi di acidi da considerare:
1) Gli acquoacidi, nei quali il protone acido è su una molecola di acqua coordinata ad uno ione metallico
centrale.

2) Gli idrossiacidi, nei quali il protone acido è su un gruppo idrossile che non presenta alcun osso-gruppo
(=O) adiacente
Un esempio è Te(OH)6

3) Gli ossoacidi, nei quali il protone acido è su un gruppo idrossile che ha un osso-gruppo attaccato allo
stesso atomo [ad es. H2SO4 (O2S(OH)2]

7
Le tre classi di acidi possono essere considerate come stadi successivi nella deprotonazione di un acquoacido:

Un esempio di questi stadi successivi può essere fornito da un metallo del blocco d in uno stato di
ossidazione intermedio, come ad esempio Ru(IV):

Gli acquoacidi sono caratteristici di atomi centrali in bassi stati di ossidazione, sia dei metalli del blocco s e
del blocco d, sia dei metalli che si trovano nella parte sinistra del blocco p. Gli ossoacidi si trovano più
comunemente quando l'elemento centrale presenta un alto stato di ossidazione. Un elemento che si trova
nella parte destra del blocco p può anche produrre un ossoacido quando è in uno dei suoi stati di
ossidazione intermedi (un esempio in questo senso è HClO2).
8
Andamenti periodici nella forza degli acquoacidi
La forza degli acquoacidi tipicamente aumenta al crescere della carica positiva
sullo ione metallico centrale e al diminuire del raggio ionico; le eccezioni sono
normalmente dovute agli effetti della presenza del legame covalente.
Gli acquoioni di quegli elementi che formano solidi ionici (principalmente quelli
del blocco s) hanno valori di pKa che sono abbastanza ben descritti dal modello
ionico. Parecchi ioni del blocco d (come Fe2+ e Cr3+) si trovano ragionevolmente
vicino alla stessa linea retta, ma molti ioni (in particolare quelli con basso pKa,
cioè con elevata forza acida) si discostano marcatamente da tale retta.

 la carica positiva del catione non è confinata sullo ione centrale ma è


delocalizzata sui leganti e quindi più vicina al protone che deve allontanarsi.
La delocalizzazione equivale ad attribuire covalenza al legame elemento-
ossigeno.
 Per gli ioni metallici delle zone più a destra dei blocchi d e p (come Cu2+ e
Sn2+, rispettivamente), la forza degli acquoacidi è molto maggiore di quanto
previsto dal modello ionico. Per queste specie, il legame covalente è più
importante del legame ionico e il modello ionico non è realistico.
 Gli acquoioni dei metalli più pesanti del blocco d tendono ad essere acidi più
forti (sovrapposizione tra orbitali del metallo e dell’ossigeno aumenta da
sinistra a destra e dall’alto in basso) 9
Ossoacidi sostituiti
Uno o più gruppi –OH di un ossoacido possono essere sostituiti da altri gruppi, generando una
serie di ossoacidi sostituiti; tra questi ricordiamo l’acido fluorosolforico, O2SF(OH) e l’acido
amminosolforico, O2S(NH2)OH (6). Poiché il fluoro è altamente elettronegativo, esso attrae
elettroni dallo S centrale e gli conferisce una maggiore carica effettiva positiva. Ne deriva che
l’acido sostituito è più forte dell’acido solforico. Un altro sostituente elettron-accettore è –CF3,
come nell'acido forte trifluorometansolfonico (o acido triflico), CF3SO3H [cioè O2S(CF3)(OH)]. Al
contrario, il gruppo –NH2, che ha una coppia solitaria di elettroni, può donare densità
elettronica allo S mediante legame π. Questo trasferimento di carica riduce la carica positiva
sull'atomo centrale e indebolisce l'acido.

Non tutti gli ossoacidi seguono il familiare schema strutturale di un atomo centrale circondato
da gruppi OH e O. Occasionalmente un atomo H è legato direttamente all'atomo centrale,
come nell'acido fosfonico (fosforoso), H3PO3. L'acido fosfonico è in realtà solo un acido
diprotico, poiché la sostituzione di due gruppi OH lascia un legame P–H (7) e di conseguenza
un protone non acido. La non acidità del legame H–P riflette il fatto che l'atomo di P centrale
presenta una capacità elettron-attrattrice molto inferiore rispetto a quella di O.

Ossidi come acidi e basi


Gli elementi metallici in genere formano ossidi basici; elementi non metallici in genere formano ossidi acidi. Un
ossido acido è un ossido che, sciolto in acqua, lega una molecola di H2O e cede un protone al solvente:

10
Oppure: un ossido acido è un ossido che reagisce con una base in soluzione acquosa:

Un ossido basico è un ossido al quale viene trasferito un protone quando sciolto in acqua:

Oppure: un ossido basico è un ossido che reagisce con un acido:

Anfoterismo
Nella tavola periodica la frontiera tra metalli e non metalli è caratterizzata dalla formazione di ossidi anfoteri; l'anfoterismo
varia anche con lo stato di ossidazione dell'elemento. Un ossido anfotero è un ossido che reagisce sia con gli acidi che con
le basi, come ad esempio l’ossido di alluminio:

L'anfoterismo è una caratteristica degli elementi più leggeri dei gruppi 2 e 13, come in BeO, Al2O3 e Ga2O3. Si osserva anche
per alcuni elementi del blocco d negli stati di ossidazione più elevati, come MoO3 e V2O5, in cui l'atomo centrale è
fortemente elettron-attrattore, e per alcuni degli elementi più pesanti dei gruppi 14 e 15, come SnO2 e Sb2O5 .
11
Posizione degli elementi che
hanno ossidi anfoteri. Gli Numeri di ossidazione per i
elementi indicati con un cerchio quali gli elementi nella prima
hanno ossidi anfoteri in tutti gli fila del blocco d hanno ossidi
stati di ossidazione. Quelli anfoteri. Gli ossidi
indicati con un quadrato hanno prevalentemente acidi hanno
ossidi acidi negli stati di colorazione rosa, gli ossidi
ossidazione più alti e ossidi prevalentemente basici hanno
anfoteri negli stati di ossidazione colorazione azzurra.
più bassi.

 L'instaurarsi dell'anfoterismo è correlato con il fatto che i legami formati da quegli elementi possiedono un
grado significativo di carattere covalente, sia perché lo ione metallico è fortemente polarizzante (come per
Be) o perché lo ione metallico è polarizzato dall'atomo O ad esso legato (come per Sb).

 Un parametro importante negli elementi del blocco d è il numero di ossidazione necessario per osservare
l'anfoterismo. Come vediamo nella figura in alto a destra, nella zona di sinistra del blocco d, dal titanio al
manganese e forse anche al ferro, lo stato di ossidazione +4 è anfotero (mentre per valori più alti si ha
carattere sostanzialmente acido e per quelli più bassi si ha carattere sostanzialmente basico). Nella parte
destra del blocco, l'anfoterismo si verifica per numeri di ossidazione più bassi.
12
Poliossidi
Acidi contenenti il gruppo -OH condensano per formare poliosso-anioni; la formazione di policationi a partire
da acquocationi semplici avviene con perdita di H2O. Gli ossoanioni formano polimeri quando il pH viene
abbassato, mentre gli acquocationi formano polimeri quando il pH viene aumentato.
All'aumentare del pH di una soluzione, gli acquoioni dei metalli che hanno ossidi basici o anfoteri
generalmente subiscono polimerizzazione e precipitazione. La chimica in soluzione degli elementi diventa
molto ricca quando ci si avvicina alla regione anfotera della tavola periodica. I due esempi più comuni sono i
polimeri formati da Fe(III) e Al(III), entrambi abbondanti nella crosta terrestre. In soluzioni acide, entrambi
formano esaacquo-ioni ottaedrici, [Al(OH2)6]3+ e [Fe(OH2)6]3+. In soluzioni con pH> 4, entrambi precipitano
come ossidi idrati gelatinosi:

I polimeri precipitati, che sono spesso di dimensioni colloidali (tra 1 nm e 1 μm), lentamente cristallizzano in
forme minerali stabili.
La formazione di poliosso-anioni da osso-anioni comporta la protonazione di un atomo di O ed il suo
allontanamento come H2O:

I poliosso-anioni contengono la gran parte dell’O presente nella crosta terrestre (silicati minerali) e includono
anche i fosfati polimerici come l’ATP.
13
Acidità di Lewis
Una teoria più generale dell'acidità fu introdotta da G.N. Lewis nello stesso anno in cui Brønsted e Lowry
introdussero la loro (1923). L'approccio di Lewis prese piede solo negli anni '30 del secolo scorso. Un acido di
Lewis è una sostanza che si comporta da accettore di coppie di elettroni. Una base di Lewis è una sostanza
che si comporta da donatore di coppie di elettroni. Indichiamo un acido Lewis con A e una base di Lewis con
:B, spesso omettendo qualsiasi altra coppia solitaria che possa essere presente. La reazione fondamentale tra
gli acidi e le basi di Lewis è la formazione di un complesso (o addotto), A–B, in cui A e :B si legano l’uno
all’altro condividendo la coppia di elettroni fornita dalla base.
Gli acidi e le basi di Brønsted possiedono acidità e basicità di Lewis; la definizione di Lewis può essere usata
in sistemi aprotici. Un protone è un acido di Lewis e qualsiasi acido di Brønsted, poiché fornisce protoni,
possiede anche acidità secondo Lewis. Quindi, tutto quanto discusso nelle sezioni precedenti può essere
considerato un caso speciale dell'approccio di Lewis. Tuttavia, poiché il protone non è una componente
essenziale per la definizione di acido o base di Lewis, lo schema di Lewis permette di classificare come acidi o
come basi una gamma di sostanze più ampia rispetto a quella dello schema di Brønsted.
Esempi
1. Una molecola con un ottetto incompleto di elettroni di valenza può completare il suo ottetto accettando una coppia di
elettroni. Ad es. B(CH3)3 è un acido di Lewis

14
2) In un composto di coordinazione, un catione metallico può accettare una coppia di elettroni fornita dalla base.
Un esempio è l'idratazione di Co2+, in cui delle molecole di H2O (che si comportano da basi di Lewis) donano le
coppie solitarie al catione centrale per dare [Co(OH2)6]2+. Il catione Co2+ è quindi un acido di Lewis.

3) Una molecola o uno ione con un ottetto completo può essere in grado di riorganizzare i suoi elettroni di
valenza e accettare una coppia di elettroni aggiuntiva. Ad esempio, la CO2 agisce come un acido Lewis
quando forma HCO3- accettando una coppia di elettroni da parte di un atomo di O di uno ione OH-:
O O
-
C + O H C
-
O O OH

4) Una molecola o ione può essere in grado di espandere il suo guscio di valenza (o semplicemente può essere
abbastanza grande) e accettare un'altra coppia di elettroni. Un esempio è la formazione del complesso [SiF6]2–
quando due ioni F- (le basi di Lewis) si legano al SiF4 (l'acido).
-

15
 Il trifluoruro di boro è ampiamente usato come catalizzatore industriale. Il suo ruolo è quello di estrarre basi
legate ad atomi di carbonio e quindi generare carbocationi:

BF3 è gassoso a temperatura e pressione ambiente, ma si scioglie in dietiletere per dare una soluzione che è
comoda da usare. Questa solubilità è anche un aspetto del carattere di acido di Lewis perché, quando BF3 si
scioglie, forma un complesso con l’atomo :O di una molecola di solvente.

 Gli alogenuri di alluminio sono dimeri in fase gassosa; il cloruro di alluminio, ad


esempio, ha formula molecolare Al2Cl6 in fase vapore (Fig.). Ogni atomo di Al agisce
come un acido nei confronti di un atomo di Cl inizialmente appartenente all'altro
atomo di Al. Il cloruro di alluminio è un acido Lewis largamente usato come
catalizzatore per reazioni organiche. Gli esempi classici sono le alchilazione di
Friedel-Crafts (che attaccano un frammento R+ ad un anello aromatico) e le
corrispondenti acilazioni (che attaccano un frammento RCO) durante le quali si
forma AlCl4-.

16
 Il cloruro di stagno(II) è sia un acido che una base di Lewis. Come acido,
SnCl2 si combina con Cl– per formare SnCl3-. Questo complesso conserva
ancora una coppia solitaria e a volte può essere più opportuno scrivere la
formula come :SnCl3-. Può agire da base dando legami metallo-metallo,
come nel complesso (CO)5Mn–SnCl3. I composti contenenti legami
metallo-metallo sono oggetto di molta attenzione nella chimica inorganica
moderna.

Reazioni e proprietà degli acidi e basi di Lewis.


Le reazioni degli acidi e delle basi di Lewis sono molto diffuse in chimica, anche a livello industriale e in biologia. Ad
esempio, il cemento viene prodotto macinando insieme il calcare (CaCO3) e una fonte di alluminosilicati, come argilla,
scisti argillosi o sabbia e la miscela viene poi riscaldata a 1500 °C in una fornace rotante. Con il riscaldamento il
calcare si decompone formando la calce (CaO), che reagisce con i silicati per dare silicati di calcio fusi di varia
composizione come Ca2SiO4, Ca3SiO5 e Ca3Al2O6.

Nell'industria il diossido di carbonio viene rimosso dai gas di ciminiera per ridurre le emissioni in atmosfera e
utilizzarlo nella produzione delle bevande gassate. Ciò si ottiene utilizzando abbattitori ad ammine liquide.

17
La tossicità del CO per gli animali è un esempio di reazione acido-base di Lewis. Normalmente, l'ossigeno forma un
legame reversibile con l'atomo di Fe(II) dell'emoglobina (Hb). Il CO è una base di Lewis molto migliore di O2 e
forma un legame forte e quasi irreversibile con il ferro(II) dell'emoglobina:

Tutte le reazioni tra ioni metallici del blocco d per formare composti di coordinazione sono esempi di reazioni tra
acidi e basi di Lewis:

Reazione di formazione di un complesso - La più semplice reazione acido-base di


Lewis in fase gassosa o in solventi non coordinanti è la formazione di un complesso:
A + :B A-B

Interazione fra gli orbitali responsabili del legame


nei complessi di Lewis. Il carattere esotermico
della formazione del complesso deriva dal fatto che
l'orbitale di legame che si forma è popolato dai due
elettroni forniti dalla base, mentre l'orbitale di
antilegame rimane vuoto. Di conseguenza, c'è una
netta diminuzione di energia in seguito alla
formazione del legame.

18
Concetto Acido-Base di Lewis e Orbitali di Frontiera
Il LUMO è orbitale p
vuoto che ha interazioni di
antilegame tra 2pz del B e i
3 2pz dei 3 F. Esso ha lobi
ampi ed essendo vuoto sul
B può agire da accettore di
coppie elettroniche

La coppia solitaria nell'HOMO della molecola di ammoniaca interagisce con il LUMO vuoto di BF3 -
che ha un grande contributo dall'orbitale 2pz del Boro - per formare l'addotto. Gli orbitali molecolari
coinvolti e i loro livelli di energia sono mostrati in Figura. La forza trainante per la formazione
dell'addotto è la stabilizzazione degli elettroni nel HOMO donatore.

19
Acidi e basi hard e soft (HSAB)
Il protone (H+) ha svolto un ruolo basilare come accettatore di coppie elettroniche nella discussione della
forza degli acidi e delle basi di Brønsted. Quando si considerano gli acidi e le basi di Lewis, dobbiamo
tener conto di una maggiore varietà di accettori e quindi, in generale, di un maggior numero di fattori che
influenzano le interazioni tra donatori e accettatori di coppie di elettroni.
(a) La classificazione degli acidi e delle basi
La classificazione delle sostanze come acidi e basi "hard" e "soft" fu introdotta da R.G. Pearson. Le due
classi sono identificate empiricamente in base agli opposti andamenti della forza (misurata dalla costante
di equilibrio, Kf, per la formazione del complesso) con la quale formano complessi con gli ioni alogenuri,
considerati come basi:

Le costanti di equilibrio aumentano bruscamente da F– a I– quando l'acido


è Hg2+, indicando che Hg2+ è un acido soft. L’andamento è meno ripido, ma
sempre nella stessa direzione per Pb2+, il che indica che questo ione è un
caso limite borderline di acido soft. L’andamento va invece nella direzione
opposta per Zn2+, cioè questo ione è un caso limite di acido hard.

Andamenti delle costanti di stabilità per la formazione di complessi tra una serie di ioni metallici e
i quattro alogenuro. Gli ioni hard sono indicati con linee blu, gli ioni soft con linee rosse. Gli ioni
che hanno proprietà al limite tra hard e soft (detti borderline) sono indicati con linee verdi 20
Modello HSAB
Razionalizzazione delle proprietà acido-base di Lewis sulla base della polarizzabilità di elettroni di valenza

SOFT: Acidi e basi con elevata polarizzabilità HARD: Acidi e basi con bassa polarizzabilità

Reattività: HARD-HARD
Reattività: SOFT-SOFT

Cationi che sono acidi hard formano


complessi in cui predominano semplici
interazioni di tipo coulombiane o ioniche,
mentre i cationi che sono acidi soft
formano prevalentemente complessi nei
quali è importante il legame covalente.

21
Una classificazione simile può essere applicata a molecole acide e basiche neutre. Ad esempio, il fenolo - acido
di Lewis - forma un complesso più stabile mediante legame idrogeno con (C2H5)2O: piuttosto che con (C2H5)2S:.
Al contrario l’acido di Lewis I2 forma un complesso più stabile con (C2H5)2S:.
Si può concludere che il fenolo è hard mentre I2 è soft.
Gli acidi hard legano nell’ordine:
Gli acidi soft legano nell’ordine:
Considerazioni analoghe valgono per le basi. Hard: alogenuri e osso-anioni, con prevalenza di interazioni
ioniche; Soft: CO, CN-, con legame prevalentemente covalente.

o Gli acidi hard preferiscono legarsi alle basi hard


o Gli acidi soft preferiscono legarsi alle basi soft

22
Altri esempi Andamenti della solubilità degli alogenuri

Reazioni di scambio

23
Conseguenze chimiche delle interazioni hard-hard e soft-soft
La suddivisione di ioni metallici e leganti in hard e soft è molto utile per razionalizzare gran parte
della chimica inorganica. Ad esempio, queste interazioni sono utili per effettuare reazioni preparative
e per prevedere il risultato delle reazioni, ad esempio a comprendere l'esito delle reazioni di metatesi
(scambio). Tuttavia, i concetti devono sempre essere utilizzati tenendo nell’opportuna considerazione
gli altri fattori che possono influenzare l'esito della reazione.

La classificazione di molecole e ioni come acidi e basi hard e soft aiuta a chiarire la distribuzione degli
elementi sulla Terra discussi nelle prime lezioni. I cationi hard come Li+, Mg2+, Ti3+ e Cr3+ si trovano
associati alla base hard O2–. I cationi soft Cd2+, Pb2+, Sb2+ e Bi2+ si trovano in associazione con gli
anioni soft S2–, Se2– e Te2–.

Gli anioni poliatomici possono contenere due o più atomi di donatori che differiscono nel loro
carattere hard-soft . Ad esempio, lo ione SCN- è una base che comprende sia l'atomo N, più hard che
l'atomo S, più soft. Lo ione si lega all'atomo di Si, hard, attraverso l’azoto. Tuttavia, con un acido soft,
come uno ione metallico in basso stato di ossidazione, lo ione si lega tramite l’atomo di zolfo. Il Pt(II),
ad esempio, forma legami Pt-SCN nel complesso [Pt(SCN)4]2.

24
Superacidi e Superbasi – Le soluzioni acide più acide dell’acido solforico sono dette superacidi,
per la cui scoperta George Olah vinse il Nobel nel 1994. Le superbasi sono accettori di protoni più
efficienti dello ione idrossido.
I superacidi sono in genere liquidi viscosi e corrosivi e possono essere fino a 1018
volte più acidi dello stesso H2SO4. Essi si formano quando un forte acido Lewis viene
sciolto in un acido forte di Brønsted. I superacidi più comuni si formano quando SbF5
viene sciolto in acido fluorosolfonico, HSO3F o in HF anidro. Una miscela equimolare di
SbF5 e HSO3F è nota come "acido magico", così chiamata per la sua capacità di
sciogliere la cera di candela. La maggiore acidità è dovuta alla formazione di un
protone solvatato, il quale è un donatore di protoni migliore dell’acido:
G. Olah Nobel prize 1994

Un superacido ancora più forte si forma quando SbF5 viene aggiunto ad HF anidro:

E’ noto che i superacidi sono in grado di protonare quasi qualsiasi composto organico.
Una superbase è un accettore di protoni più efficiente dello ione OH-, la base più forte che possa esistere in
soluzione acquosa. Le superbasi reagiscono con l'acqua per produrre lo ione OH-. Le superbasi inorganiche
sono di solito sali di cationi dei Gruppi 1 o 2 con anioni piccoli e di carica elevata.
Gli anioni a carica elevata sono attratti da solventi acidi come acqua e ammoniaca. Per es. il nitruro di litio,
Li3N, reagisce violentemente con l’acqua:

Lo ione nitruro è una base più forte dello ione idruro e deprotona l’idrogeno:

Il nitruro di litio è un materiale che potrebbe essere utilizzato per lo stoccaggio di idrogeno, perché la
reazione è reversibile a 270 °C.

La superacidità è misurata dalla funzione acidità di Hammet

dove B e BH+ sono un indicatore a base di


nitroanilina e il suo acido coniugato. Più forte
l’acido, più negativo il suo valore di H0. L’acido
solforico fumante (oleum) si prepara sciogliendo
SO3 in H2SO4. Questa soluzione contiene H2S2O7 ed
acidi polisolforici superiori, tutti più acidi di H2SO4. 26
26

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