Complessi Dei Metalli Del Blocco: Struttura Elettronica e Proprietà (I)
Complessi Dei Metalli Del Blocco: Struttura Elettronica e Proprietà (I)
Orbitali d - Fondamentali per le discussioni sulla chimica degli elementi di transizione sono gli orbitali 3d,
4d o 5d per la prima, seconda o terza serie dei metalli del blocco d, rispettivamente. I lobi degli orbitali dyz,
dxy e dxz puntano tra gli assi cartesiani e ciascun orbitale si trova in uno dei tre piani definiti dagli assi.
L'orbitale dx2-y2 è correlato a dxy, ma i lobi dell'orbitale dx2-y2 puntano verso (anziché tra) gli assi x e y.
Potremmo immaginare di essere in grado di disegnare altri due orbitali atomici che sono correlati
all'orbitale dx2-y2, cioè gli orbitali dz2-y2 e dz2-x2 (Fig. c). Tuttavia, ciò darebbe un totale di sei orbitali d. Per
l=2, ci sono solo cinque soluzioni reali all'equazione di Schrödinger (ml = +2, +1, 0, –1, –2). Il problema
viene risolto prendendo una combinazione lineare degli orbitali dz2-x2 e dz2-y2. Ciò significa che i due orbitali
sono combinati tra loro (Fig. c), con il risultato che la quinta soluzione reale dell'equazione di Schrödinger
corrisponde a ciò che è tradizionalmente etichettato con l'orbitale dz2.
Il fatto che tre dei cinque orbitali d abbiano i loro lobi diretti tra gli assi cartesiani, mentre gli altri due sono
diretti lungo questi assi (Fig. b), è un punto chiave nella comprensione dei modelli di legame e delle
proprietà fisiche dei complessi metallici del blocco d.
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Come conseguenza della distinzione nelle
loro direzionalità, gli orbitali in presenza di
leganti sono suddivisi in gruppi di diverse
energie, con il tipo di scissione e l'entità
delle differenze in energia che dipendono
dalla disposizione e dalla natura dei
leganti. Le proprietà magnetiche e gli
spettri di assorbimento elettronico,
entrambe proprietà misurabili, riflettono la
scissione degli orbitali.
Teoria del legame di valenza – Sebbene non sia più molto usata per discutere i complessi metallici del
blocco d, la terminologia e molte delle idee sono state mantenute e alcune conoscenze della teoria VB
rimangono utili. Le applicazioni degli schemi di ibridazione per descrivere il legame nei complessi
metallici del blocco d sono riportate nella Tabella seguente. Un orbitale ibrido vuoto sul centro
metallico può accettare una coppia di elettroni da un legante per formare un legame s. La scelta di
particolari orbitali atomici p o d può dipendere dalla definizione degli assi rispetto alla struttura
molecolare, ad es. nella molecola lineare ML2, i vettori M–L sono generalmente considerati giacere
lungo l'asse z. Questa breve sezione della teoria VB è inclusa per ragioni storiche e andiamo ora a
discutere i limiti del modello VB considerando i complessi ottaedrici di Cr(III) (d3) e Fe(III) (d5) e i
complessi ottaedrici, tetraedrici e quadrato planari di Ni(II) (d8).
Gli orbitali atomici richiesti per l'ibridazione in un complesso ottaedrico di un metallo della prima serie
del blocco d sono 3dz2, 3dx2-y2, 4s, 4px, 4py e 4pz (Tabella). Questi orbitali non devono essere occupati in
modo da essere disponibili per accettare sei coppie di elettroni dai leganti.
4
Schemi di ibridazione per la struttura di legami s di diverse
configurazioni geometriche degli atomi donatori dei leganti
5
Lo ione Cr3+ (d3) ha tre elettroni spaiati e questi sono (a)
posizionati negli orbitali 3dxy, 3dxz e 3dyz (a):
Teoria del campo cristallino (Crystal field theory) – Nella teoria del campo cristallino, una coppia
solitaria di un legante viene rappresentata come una carica negativa puntiforme (o come la carica parziale
negativa di un dipolo elettrico) che respinge gli elettroni degli orbitali d dell’atomo metallico centrale. La
teoria si focalizza sulla risultante separazione degli orbitali d in gruppi di diversa energia e utilizza questa
separazione per razionalizzare e correlare gli spettri visibili, la stabilità termodinamica e le proprietà
magnetiche dei complessi.
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(1) Complessi ottaedrici - Nel modello di complesso ottaedrico utilizzato nella teoria del campo cristallino, sei
cariche negative puntiformi, che rappresentano i leganti, sono collocate in una disposizione ottaedrica attorno
all’atomo metallico centrale. Queste cariche (che chiameremo "leganti") interagiscono fortemente con lo ione
metallico centrale e la stabilità del complesso deriva in gran parte da questa interazione attrattiva tra cariche
opposte. Tuttavia, c’è un effetto secondario molto più piccolo ma molto importante, derivante dal fatto che gli
elettroni in orbitali d diversi interagiscono con i leganti in misura diversa. Gli elettroni negli orbitali dz2 e dx2-y2 (che
possiedono simmetria di tipo eg in Oh) sono addensati vicino ai leganti, lungo gli assi, mentre gli elettroni negli
orbitali dxy, dyz e dzx (che possiedono simmetria di tipo t2g) sono addensati nelle regioni che si trovano tra i
leganti (Fig. a destra). Di conseguenza, i primi sono respinti più fortemente dalle cariche negative sui leganti
rispetto ai secondi e giacciono quindi a energia più alta.
La teoria dei gruppi mostra che i due eg hanno
la stessa energia e che pure i tre orbitali t2g
possiedono la stessa energia. Questo semplice
modello produce un diagramma di energia in
cui i tre orbitali degeneri t2g si trovano ad un
livello energetico inferiore rispetto ai due
orbitali degeneri eg. La separazione tra i due
gruppi di orbitali è detta parametro di
separazione del campo dei leganti, DO (dove il
pedice O identifica un campo cristallino
ottaedrico). 8
Il livello energetico corrispondente all'ipotetica situazione di intorno sferico simmetrico (in cui le cariche
negative corrispondenti ai leganti sono equamente distribuite su una sfera anziché essere localizzate in sei
posizioni) definisce il baricentro della distribuzione di livelli, con i due orbitali eg posizionati a 3/5 ΔO sopra al
baricentro e i tre orbitali t2g posizionati a 2/5 ΔO sotto di esso. La più semplice proprietà che può essere
interpretata dalla teoria del campo cristallino è lo spettro di assorbimento di un complesso che possiede un
solo elettrone. La Figura mostra lo spettro di assorbimento nella regione del visibile dello ione d1 [Ti(OH2)6]3+.
La teoria del campo cristallino assegna il primo massimo dell’assorbimento a 493 nm (20300 cm-1) alla
transizione, eg ← t2g, e identifica il valore di 20300 cm-1 con ΔO per il complesso.
Un legante che produce transizioni di alta energia (come CO) viene definito legante a campo forte (strong-
field ligand), mentre un legante che produce una transizione di bassa energia (come Br-) viene definito legante
a campo debole (weak-field ligand). La teoria del campo cristallino da sola non può spiegare queste forze, al
contrario della teoria del campo dei leganti.
La forza del campo dei leganti dipende anche dalla natura dello ione metallico centrale, approssimativamente
secondo questo ordine:
Il valore di ΔO aumenta all'aumentare dello stato di ossidazione dello ione metallico centrale (confronta
Fe e Co) e aumenta anche scendendo lungo un gruppo (confronta, ad esempio, le posizioni di Co, Rh e Ir). La
variazione con lo stato di ossidazione riflette le minori dimensioni degli ioni più carichi e quindi le minori
distanze metallo-legante e le maggiori energie di interazione. L'aumento scendendo lungo un gruppo riflette
le maggiori dimensioni degli orbitali 4d e 5d rispetto a quelli 3d più compatti e le risultanti interazioni più forti
con i leganti. 10
(2) Energie di stabilizzazione del campo dei leganti - Poiché gli orbitali d in un complesso non
hanno tutti la stessa energia, la configurazione elettronica dello stato fondamentale di un
complesso non è immediatamente ovvia. Per poterla prevedere si utilizza il diagramma
energetico degli orbitali d mostrato nella Fig. della diapositiva a pag. 8 come punto di partenza
per applicare il principio del riempimento progressivo. Cioè, si identifica la configurazione
elettronica a più bassa energia che soddisfa il principio di esclusione di Pauli (un massimo di due
elettroni per orbitale) e che (se è disponibile più di un orbitale degenere) soddisfa anche il criterio
secondo cui gli elettroni occupano prima orbitali diversi e si dispongono con spin paralleli.
In una geometria ottaedrica, i primi tre elettroni d di un complesso 3dn occupano separatamente i
tre orbitali di non legame t2g, disponendosi con spin paralleli. Ad es., gli ioni Ti2+ e V2+ hanno
configurazioni di elettroni 3d2 e 3d3, rispettivamente. Gli elettroni d occupano gli orbitali t2g più
bassi come mostrato in (1) e (2), rispettivamente. L'energia di un orbitale t2g relativamente al
baricentro è -0.4ΔO e i complessi vengono stabilizzati da un contributo 2×(0.4ΔO) = 0.8ΔO (per
Ti2+) e 3×(0.4ΔO) = 1.2ΔO (per V2+). Questa stabilizzazione aggiuntiva, rispetto al baricentro, è
chiamata energia di stabilizzazione del campo dei leganti (LFSE; ligand field stabilization
energy). L'elettrone successivo necessario per lo ione 3d4 Cr2+ potrà occupare uno degli orbitali t2g
e accoppiarsi con l'elettrone già presente (3). Tuttavia in questo caso esso sarà soggetto a una
forte repulsione coulombiana, che viene chiamata energia di accoppiamento (pairing energy), P.
In alternativa, l'elettrone potrà occupare uno degli orbitali eg (4). Anche se in questo modo si
evita la penalità energetica dovuto all’accoppiamento, l’orbitale è più alto in energia per un valore
pari a ΔO. 11
4
Nel primo caso (t2g ), c'è una stabilizzazione di 1.6 ΔO, controbilanciata dall'energia di accoppiamento P, per cui
3 1
la LFSE netto di (1.6ΔO – P). Nel secondo caso (t2g eg ), la LFSE è 3x(0.4 ΔO) - 0.6ΔO = 0.6ΔO, poiché non è
necessario considerare l'energia di accoppiamento. La configurazione adottata dipende da quale di (1.60ΔO – P)
e 0.60ΔO è il più grande. Se ΔO < P, che è il caso detto di campo debole, si ottiene un'energia minore quando
3 1
viene occupato l'orbitale più alto per dare la configurazione t2g eg . Se ΔO > P, cioè nel caso detto di campo forte,
si ottiene un'energia minore occupando solo gli orbitali più bassi, nonostante il costo dell'energia di
4
accoppiamento. La configurazione risultante è ora t2g . Ad esempio, la configurazione dello stato fondamentale
2+ 3 1 4-
di [Cr(OH2)6] è t2g eg mentre la configurazione di [Cr(CN)6] , che possiede leganti a campo relativamente forte
4
(in base alla serie spettrochimica), è t2g . Nel caso di campo debole tutti gli elettroni occupano orbitali diversi
con spin paralleli.
1 2 3
Le configurazioni elettroniche dello stato fondamentale dei complessi 3d , 3d e 3d non possono essere
ambigue perché non c'è competizione tra la stabilizzazione aggiuntiva ottenuta occupando gli orbitali t2g e
1 2 3
l'energia di accoppiamento: le configurazioni sono dunque t2g , t2g e t2g , rispettivamente, e ciascun elettrone
4
occupa un orbitale distinto. Come già sottolineato, ci sono due possibili configurazioni per i complessi 3d ; lo
n
stesso vale per i complessi 3d in cui n = 5, 6 o 7. Nel caso del campo forte vengono occupati preferibilmente gli
orbitali a bassa energia, mentre nel caso del campo debole gli elettroni evitano l'energia di accoppiamento
occupando gli orbitali a più alta energia. Quando sono possibili configurazioni alternative, la specie con il minor
numero di elettroni a spin paralleli viene chiamata a basso spin e la specie con il maggior numero di elettroni
4
con spin paralleli viene chiamata ad alto spin. Come si è già discusso, un complesso ottaedrico 3d sarà più
probabilmente a basso spin se il campo dei leganti è forte, ma ad alto spin se il campo è debole (Fig. seguente);
5 6 7
lo stesso vale per i complessi 3d , 3d e 3d : 12
(o LFSE) (o LFSE)
(b). Una spiegazione del tutto analoga vale per la configurazione d9 in cui i due orbitali eg sono occupati da uno e
due elettroni, rispettivamente. Queste distorsioni sono manifestazioni dell’effetto Jahn-Teller: se la
configurazione elettronica dello stato fondamentale di un complesso non lineare è degenere dal punto di vista
orbitalico ed è occupata asimmetricamente, allora il complesso si distorce per rimuovere la degenerazione e
ottenere un'energia inferiore. L'origine fisica dell'effetto è abbastanza semplice da identificare. Una distorsione
tetragonale di un ottaedro regolare, abbassa l'energia dell'orbitale eg (dz2) e aumenta l'energia dell'orbitale eg
(dx2-y2). Pertanto, se uno o tre elettroni occupano gli orbitali eg (come nei complessi d4 ad alto spin, d7 a basso spin
e nei complessi d9) una distorsione tetragonale può essere vantaggiosa. 18
Come abbiamo detto, in un complesso ottaedrico, invece di
una elongazione assiale e compressione equatoriale, la
degenerazione può anche essere rimossa mediante una
compressione assiale ed elongazione equatoriale. Quale
distorsione si verifichi in pratica è una questione di energia,
non di simmetria. Tuttavia, poiché l'elongazione assiale
indebolisce due legami ma quella equatoriale ne
indebolisce quattro, l'elongazione assiale è più comune
della compressione assiale.