Complessi Dei Metalli Del Blocco D: Struttura Elettronica e Proprietà (II)
Complessi Dei Metalli Del Blocco D: Struttura Elettronica e Proprietà (II)
Il legame p - Se i leganti in un complesso hanno orbitali con simmetria locale π rispetto all'asse M-L (come ad
es. due orbitali p di un legante alogenuro), possono formare orbitali π di legame e antilegame con gli orbitali
metallici (Figura a pag. seguente). Per un complesso ottaedrico, le combinazioni che si possono formare dagli
orbitali π dei leganti comprendono SALC di simmetria t2g. Queste combinazioni dei leganti hanno una
sovrapposizione netta con gli orbitali t2g del metallo, che quindi non saranno più puramente di non-legame
localizzati sull'atomo metallico. 5
Formazione di un legame p in
un'unità LML lineare in cui
gli atomi donatori metallo e
legante si trovano sull'asse x:
(a) tra gli orbitali del metallo
dxz e del legante pz come per
L = I-, un esempio di legante
di p-donatore, e (b) tra
l’orbitale dxz del metallo e
orbitali p* del legante - come Sovrapposizione p che può
per L = CO, un esempio di avvenire tra un orbitale p di un
legante p-accettatore. legante perpendicolare all’asse M-
L e un orbitale dxy del metallo.
A seconda dell’energia relativa degli orbitali dei leganti e del metallo, le energie degli orbitali t2g - ora a tutti
gli effetti orbitali molecolari – saranno maggiori o minori delle energie che possedevano come orbitali atomici
di non-legame e faranno quindi diminuire o aumentare ΔO. Due aspetti rilevanti da ricordare:
a) quando gli orbitali atomici si sovrappongono molto, essi si mescolano fortemente: quindi gli orbitali
molecolari leganti che ne risultano sono significativamente più bassi in energia e gli orbitali molecolari
antileganti sono significativamente più alti in energia rispetto agli orbitali atomici.
b) In secondo luogo, ricordiamo che gli orbitali atomici con energie simili interagiscono fortemente fra loro,
mentre quelli con energie molto diverse si mescolano solo moderatamente anche se la loro
sovrapposizione è grande.
Un legante p-donatore è un legante che possiede orbitali pieni di simmetria p attorno all’asse M-L. Tra questi
leganti ci sono Cl-, Br-, I-, OH- e H2O. Un legante p-donatore è una base p (secondo Lewis). Le energie degli 6
orbitali p pieni dei leganti non saranno normalmente più alte di quelle dei loro orbitali s-donatori (HOMO) e
dovranno quindi essere anche più basse rispetto agli orbitali d del metallo. Poiché gli orbitali p pieni dei leganti
p–donatori hanno energia inferiore rispetto agli orbitali d parzialmente occupati del metallo, quando essi
formano degli MO con gli orbitali t2g del metallo le combinazioni di legame avranno energia inferiore rispetto
agli orbitali dei leganti e le combinazioni di antilegame avranno energia maggiore degli orbitali d dell’atomo
metallico libero. Gli elettroni forniti dagli orbitali p dei leganti occupano e riempiono
gli MO leganti, lasciando che gli elettroni originariamente negli orbitali d del
metallo occupino gli orbitali di antilegame t2g. L’effetto finale è che gli orbitali
metallici t2g – precedentemente di non-legame – diventano di antilegame e
quindi si avvicinano in energia agli orbitali di antilegame eg. Ne deriva che
leganti p-donatori fanno diminuire DO. Un legante p–accettore possiede orbitali p
vuoti che sono disponibili per essere occupati. Si tratta di acidi p (di Lewis).
Tipicamente gli orbitali p–accettori sono orbitali di antilegame vuoti sul legante (di
solito i LUMO), come per CO e N2, che hanno energia più alta rispetto agli orbitali d
del metallo. Ad es. i due orbitali p* di CO hanno la loro massima ampiezza sul C e
possiedono la corretta simmetria per sovrapporsi con i t2g del metallo. Quindi CO
può comportarsi come p–accettore, così come le fosfine (PR3).
Poiché sulla maggior parte dei leganti gli orbitali p–accettori si trovano a energia
più alta rispetto agli orbitali d del metallo, essi danno origine a degli MO nei quali L'effetto del legame π sul
le combinazioni leganti t2g hanno essenzialmente carattere degli orbitali d del parametro di separazione del
metallo (Figura pagina successiva). Queste combinazioni leganti hanno energia campo dei leganti. I leganti che
inferiore rispetto agli stessi orbitali d. Il risultato complessivo è che i leganti p– agiscono come π-donatori
accettori fanno aumentare DO. diminuiscono ΔO. Sono mostrati
7
solo gli orbitali π dei leganti.
Possiamo ora comprendere meglio alcuni aspetti. L'ordine dei leganti nella serie
spettrochimica corrisponde in parte con la forza con cui essi possono partecipare al
legame M-L. Ad esempio, sia CH3- che H- si trovano molto in alto nella serie
spettrochimica perché sono donatori s molto forti. Ciò nonostante, quando il legame π
è significativo, esso ha una forte influenza su ΔO: i leganti π-donatori diminuiscono ΔO
e i leganti π-accettori aumentano ΔO. L'ordine generale della serie spettrochimica
può essere interpretato in termini generali come dominato dagli effetti π (con alcune
importanti eccezioni), e in generale la serie può essere interpretata come segue:
Esempi importanti per i quali l'effetto del legame s è dominante sono le ammine (NR3),
CH3- e H-, nessuno dei quali ha orbitali di simmetria π con un'energia appropriata e quindi
non sono dei leganti né π-donatori né π-accettori.
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Spettri elettronici
Complesso metallico 3d1 con coordinazione ottaedrica
ℎ𝑐
∆𝐸 = ≅ ∆𝑜
𝜆
Stato fondamentale
eg 𝜆1 = 650 nm
z2, x2-y2 𝜆2 = 400 nm
𝜆3 = 250 nm
Δ𝑜 = 3𝜀𝜎 ?
xy, xz, yz
Es [V(H2O)6]3+ t2g
Spettri elettronici - La presenza di repulsioni elettrone-elettrone all'interno degli orbitali del metallo
implica che le frequenze di assorbimento non sono, in generale, direttamente correlabili alla separazione del
campo dei leganti.
Uno dei problemi che occorre affrontare subito è il motivo per cui si possano assegnare più assorbimenti alla
transizione apparentemente singola t2g1 eg1 ← t2g2 del caso precedente. Questa separazione di una singola
transizione in più bande è in realtà uno dei risultati delle repulsioni elettrone-elettrone sopra menzionate. Per
capire come ciò avvenga e per estrarre le informazioni che ne derivano, dobbiamo esaminare gli spettri degli
atomi e ioni isolati.
(a) Termini spettroscopici - Una configurazione è una descrizione incompleta della disposizione degli elettroni
negli atomi. Nella configurazione 2p2, ad esempio, i due elettroni potrebbero occupare orbitali con orientazioni
diverse dei loro momenti angolari orbitali (cioè con valori diversi di ml tra quelle possibili, -1, 0 e +1, disponibili
quando l = 1 ). Allo stesso modo, la designazione 2p2 non ci dice nulla sulle orientazioni di spin dei due elettroni,
ms = +1/2 o -1/2. L'atomo potrà infatti assumere numerosi stati che differiscono per il momento angolare
orbitale totale e il momento angolare di spin totale, ciascuno corrispondente all'occupazione di orbitali con
valori diversi di ml da parte di elettroni con valori diversi di ms. I diversi modi in cui gli elettroni possono
occupare gli orbitali specificati nella configurazione sono chiamati i microstati della configurazione. Ad
esempio, un microstato della configurazione 2p2 è (1+, 1-); questa notazione indica che entrambi gli elettroni
occupano un orbitale con ml = +1 ma lo fanno con spin opposti, l'apice + che indica ms = +1/2 e quello - indica
ms = -1/2. Un altro miscrostato della stessa configurazione è (-1+, 0+). In questo microstato entrambi gli
elettroni hanno ms = +1/2, ma uno di essi occupa l’orbitale 2p con ml = -1 e l’altro occupa l’orbitale con ml = 0.
I microstati di una data configurazione hanno la stessa energia solo se le repulsioni elettrone-elettrone
nell’atomo sono trascurabili. Tuttavia, le repulsioni interelettroniche sono forti e non possono essere sempre
ignorate. 11
Di conseguenza, i microstati che corrispondono a diverse distribuzioni spaziali relative degli elettroni hanno
energie diverse. Se raggruppiamo i microstati che hanno la stessa energia dopo aver considerato le repulsioni
elettrone-elettrone, otteniamo i livelli di energia chiamati termini, che sono distinguibili spettroscopicamente.
Per gli atomi leggeri e per la serie 3d, risulta che l'orientazione relativa degli spin degli elettroni è la proprietà
più importante di un microstato per stabilire qual è la sua energia. Fa seguito in termini di importanza
l’orientazione relativa dei momenti angolari orbitali degli elettroni. Ne deriva che possiamo identificare i
termini degli atomi leggeri e metterli in ordine di energia classificando i microstati in base al loro numero
quantico del momento angolare di spin totale S (che viene determinato dall'orientazione relativa degli spin
individuali) e poi in base al loro numero quantico del momento angolare orbitale totale L (che viene
determinato dall'orientazione relativa dei singoli momenti angolari orbitali degli elettroni).
Per gli atomi pesanti, come quelli delle serie 4d e 5d, gli orientamenti relativi dei momenti orbitali o dei
momenti di spin sono meno importanti. In questi atomi lo spin e il momento angolare orbitale dei singoli
elettroni sono fortemente accoppiati tra loro dall'accoppiamento spin-orbita, quindi la caratteristica
principale che determina l'energia è l'orientazione relativa dei momenti angolare orbitali e di spin di ciascun
elettrone. I termini degli atomi pesanti vengono quindi classificati in base ai valori del numero quantico del
momento angolare totale j (j = l + s) per un elettrone in ciascun microstato.
Il procedimento che combina i momenti angolari degli elettroni, sommando prima gli spin, quindi i momenti
orbitali e infine sommando le due risultanti, si chiama accoppiamento di Russell-Saunders. Lo schema di
accoppiamento più appropriato per gli atomi pesanti è chiamato accoppiamento-jj.
Il primo passo è identificare i valori di L e S che possono derivare dai momenti angolari orbitali e di spin dei
singoli elettroni. Supponiamo di avere due elettroni con numeri quantici l1, s1 e l2, s2. Ne segue che i possibili
valori di L e S sono:
12
Il modulo appare perché sia L che S non possono assumere valori negativi. Ad es. un atomo con configurazione
d2 (l1 = 2, l2 = 2) può assumere i seguenti valori di L e S (s1 = +1/2, s2 = 1/2):
Una volta trovati L e S, possiamo scrivere i valori consentiti dei numeri quantici ML e MS,
Pertanto, ad esempio, (0+, -1-) è un microstato con ML = 0 - 1 = -1 e MS = 1/2 + (-1/2) = 0 e può contribuire a
qualsiasi termine per il quale vadano bene questi due numeri quantici. Per analogia con le notazioni s, p, d, ...
per gli orbitali con l = 0, 1, 2, ..., il momento angolare orbitale totale di un termine atomico è indicato dalla
lettere maiuscole equivalenti:
Esempio:
1) s1. L’unico elettrone ha l = 0 e s = 1/2. Poiché c’è un solo elettrone L = 0, S = ½, 2S + 1 = 2 (doppietto).
Quindi il simbolo del termine è quindi 2S.
2) p1. l = 1 e s = 1/2, quindi L = 1, S = 1/2 e 2S + 1 = 2. Il simbolo del termine è quindi 2P.
3) s1p1. L = 0 + 1 = 1; S = (1/2 + 1/2), (1/2 – 1/2) = 1, 0; 2S+1 = 3 o 1. Sono possibili entrambi i simboli 1P e 3P.
(b) Classificazione dei microstati - Vedremo ora come determinare quali sono i termini permessi considerando
una configurazione d2, poiché il risultato sarà utile nella discussione dei complessi che vedremo più avanti. Un
esempio di una specie con una configurazione d2 è uno ione Ti2+.
Iniziamo l'analisi costruendo una tabella di microstati della configurazione d2 (Tabella pagina seguente); sono
stati inclusi solo i microstati consentiti dal principio di Pauli. Si utilizza quindi un processo di eliminazione per
classificare tutti i microstati. Innanzitutto, si individua il valore massimo di ML, che per una configurazione d2 è
+4. Questo stato deve appartenere a un termine con L = 4 (un termine G). La tabella mostra che l’unico valore di
MS che si trova per questo termine è MS = 0, quindi il termine G deve essere un singoletto.
Quindi Per L= 4 e S=0 abbiamo il termine per lo ione libero 1G. Per determinare i microstati associati a 1G
ricordiamo che:
Poiché L=4, 1G include microstati con ML da +4 a -4
(−1 , 0 )
−
+ − (2 , −2 )
+
(1+ , 0− ) Si può quindi eliminare un
+ −
− (−2 , 0 ) (2+ , 0− )
+
(−2 , − 1 ) (−1 − + (2+ , −2− )
,0 ) (1− , 0+ ) (2+ , 1− ) microstato per ogni
(2+ , 2− )
𝑴𝐒 0 (−2+ , −2− )
(−2− , −1+ )
(−2 − +
, 0 )
+ − (1− , −1+ )
− +
(2 , 0 )
(2+ , −1− ) + − (2− , 1+ ) colonna nella riga centrale
+ − (−2 , 1 )
(−1 , −1 ) + − (1 , 1 ) (MS = 0). Questo lascia 36
(−2− , 1+ ) (1 , −1 ) (2− , −1+ )
(0+ , 0− ) microstati
− − (1+ , −1+ ) (1− , 0− )
+1 (−2+ , −1+ ) (−2+ , 0+ ) (−1− , 0− ) (2+ , 0+ ) (2+ , 1+ )
(−2 , 1 ) (2+ , −2+ ) (2− , −1− )
ms = -1/2, +1/2
10!
𝑛° 𝑚𝑖𝑐𝑟𝑜𝑠𝑡𝑎𝑡𝑖 = = 45
2! 10 − 2 ! 15
Tavola dei Microstati (d2)
𝑴𝐋
-4 -3 -2 -1 0 +1 +2 +3 +4
− − (1− , −1− ) (1− , 0− )
-1 − − −
(−2 , −1 ) (−2 , 0 ) (−1
− ,0 ) (2− , 0− ) (2− , 1− )
− − (2− , −2− ) (2− , −1− )
(−2 , 1 )
Possiamo eliminare 7x3 =
− +
+ (−1+ , 0− )
−
(2 , −2 )
(1+ , 0− ) 21 microstati. Ne
(−2 , 0 ) (2+ , 0− )
+ −
(−2 , − 1 ) − + + − −
(−1 , 0 ) (2 , −2 ) (1 , 0 ) +
(2+ , 1− ) rimangono 15 da essere
𝑴𝐒 0 (−2− , 0+ )
+ − (1− , −1+ ) (2+ , −1− )
(2− , 0+ )
assegnati
(−2 , 1 )
(1+ , −1− )
-1
(−2− , 1− ) (2− , −2− ) (2− , −1− ) Possiamo eliminare 5
− +
+ − (2 , −2 ) (1+ , 0− )
microstati. Rimangono
(−1 , 0 )
(−2+ , 0− ) + − (2+ , 0− ) così 10 microstati non
(−1− , 0+ ) (2 , −2 ) (1− , 0+ )
𝑴𝐒 0 (1− , −1+ )
assegnati.
𝑴𝐋
-4 -3 -2 -1 0 +1 +2 +3 +4
-1
𝑴𝐒 0 (1− , −1+ )
+1
9 21 5 9 1
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(c) Le energie dei termini – Le regole di Hund individuano il probabile termine fondamentale per un atomo o
ione libero in fase gassosa.
Normalmente, tutto ciò che vogliamo conoscere è l'identità del termine fondamentale per un atomo o ione. La
procedura può quindi essere semplificata e sintetizzata come segue:
1. Identificare il microstato che ha il valore più alto di MS.
Questo stadio indica la massima molteplicità possibile della configurazione.
2. Identificare il valore massimo consentito di ML per tale molteplicità.
Questo stadio indica il valore massimo di L che sia compatibile con la massima molteplicità.