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Lezione 3: Chimica Nucleare

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Lezione 3: Chimica Nucleare

Stabilità nucleare
La stabilità di un nuclide è determinata da due fattori chiave:
- Il numero di neutroni (N), il numero di protoni (Z), il loro rapporto
(N/Z), e
- La massa totale del nuclide.

Un grafico del numero di neutroni in funzione del numero di


protoni per tutti i nuclidi stabili produce la banda di stabilità
che si curva gradualmente sopra la linea N = Z.
- I nuclidi più leggeri sono stabili quando N = Z.
- Il rapporto N/Z dei nuclidi stabili aumenta gradualmente all’aumentare di
Z.
- Tutti i nuclidi con Z > 83 sono instabili.

209Bi
83 È il nuclide stabile a più alto numero e peso atomico
Un grafico del numero di neutroni in funzione del numero di
protoni per i nuclidi stabili

Tutti i nuclei con Z > 83 sono instabili. Con un numero


così elevato di protoni non è più possibile tenere
insieme queste particelle nel nucleo.

L’emissione b riduce il numero di neutroni ed aumenta


quello dei protoni, mentre l’emissione di positroni o la
cattura di elettroni li aumenta a scapito dei protoni.
Stabilità e struttura nucleare

Le forze repulsive elettrostatiche tra i protoni


causerebbero la scissione del nucleo se non ci fossero
forze attrattive chiamate interazioni forti tra tutti i
nucleoni (protoni e neutroni).

Protoni e neutroni si trovano distribuiti nei livelli


energetici dei nucleoni e la maggiore stabilità è
generata dall’accoppiamento degli spin di nucleoni
uguali.
- Gli elementi con Z (numero di protoni) pari hanno di solito un
numero maggiore di isotopi stabili di quelli con Z dispari.

- Ben più della metà dei nuclidi stabili hanno sia N che Z pari.
Numero di nuclidi stabili per gli elementi da 48 a 54*

Numero Numero
Elemento atomico di
(Z) nuclidi Numero
Z N di
Cd 48 8
nuclidi
In 49 2
Pari Pari 157
Sn 50 10
Pari Dispari 53
Sb 51 2
Dispari Pari 50
Te 52 8
Dispari Dispari 4
I 53 1
TOTALE 264
Xe 54 9
* Valori pari di Z in grassetto.
Previsione del modo di decadimento

Tipo di nuclide Descrizione Modo di decadimento

Ricchi di Elevato N/Z Decadimento β-


neutroni neutrone → protone, N/Z inferiori

Ricchi di protoni Basso N/Z Emissione β+ o cattura e-


protone → neutrone, aumenta N/Z

Pesanti Z > 83 Decadimento α


riduce sia Z che N
La catena di decadimento di 238U

Un nuclide può subire una serie di


processi di decadimento prima di
trasformarsi in un nuclide figlia
stabile.
Rilevazione e misura della radioattività

Un contatore a ionizzazione rileva la ionizzazione di


un gas causata dalle emissioni radioattive
La ionizzazione produce elettroni liberi e cationi gassosi che
vengono attratti dagli elettrodi che poi conducono la corrente a
uno strumento di registrazione

In un contatore a scintillazione l’emissione radioattiva è


rilevata per la sua capacità di generare atomi eccitati che
emettono luce
La particella radioattiva urta contro una sostanza in grado di
emettere fotoni (fosforo). Ogni fotone, urta contro un catodo che
rilascia elettroni per effetto fotoelettrico. Si registra la corrente così
generata
Rilevazione della radioattività con un
contatore a ionizzazione
2-8 Fissione Nucleare

• Enrico Fermi 1934.


– Propose la produzione di elementi transuranici mediante
bombardamento con neutroni. Prevedeva che le perdite successive
di particelle b- avrebbe causato un aumento di Z.
– L’emissione b- fu in effetti osservata.

• Otto Hahn, Lise Meitner e Fritz Stassman 1938.


– Dimostrano che i prodotti non corrispondono a Z > 92.
– Si trovarono radioisotopi di elementi più leggeri, quali Sr e Ba.
– L’ atomo ha subito una fissione in frammenti più piccoli.
Fissione Nucleare
Un nucleo più pesante si può dividere in due nuclei più
leggeri attraverso il processo di fissione

Un neutrone di normale energia termica urta un nucleo 235


92
U. Prima si produce il nucleo
instabile 236
92
U, che poi si rompe in un frammento leggero, uno più pesante e diversi
neutroni. Sono possibili diversi frammenti nucleari ma i numeri di massa più probabili
sono 97 (più leggero) e 137 (più pesante).
Fissione di 235U per bombardamento neutronico
Fissione Nucleare
235U
92
+ 1 01n → Frammenti fissione + 3 01n + 3.20×10-11 J

L’energia rilasciata è pari a 8.2×107 kJ/g U.

Questa è equivalente alla combustione di 3 tonnellate di carbone

La fissione nucleare è la scissione di nuclei più grandi in nuclei più piccoli. Il


bombardamento con neutroni può essere utilizzato per iniziare il processo

La fissione rilascia energia e genera altri neutroni ad alta energia che causano
la fissione di altri nuclei

Il processo di fissione si autosostiene attraverso una reazione a catena. La


massa necessaria per ottenere una reazione a catena è detta massa critica
L’energia derivante dalla fissione nucleare può essere utilizzata per produrre
altre forme di energia
Una reazione a catena per la fissione di 235U
Una bomba atomica basata su 235U

Una bomba atomica produce un’esplosione a seguito di una reazione a


catena incontrollata
Reattori Nucleari
In un reattore nucleare il rilascio dell’energia di fissione viene controllato.

(Foto: © Philip Lange/[Link]).

La struttura a forma di cupola è il guscio di contenimento del reattore nucleare


Un Reattore Nucleare ad Acqua Leggera

Nel nocciolo barre di combustibile di U arricchito vengono sospese in acqua mantenuta a P comprese tra
70 e 150 atm. L’acqua rallenta i neutroni provenienti dalla fissione. Inoltre funge da mezzo di
trasferimento termico, essendo essa mantenuta a T ca. 300 °C. Essa viene in contatto con acqua fredda
in uno scambiatore di calore, la quale è convertita in vapore che muove una turbina.
Reattore Nucleare
Ogni “pastiglia” di uranio (sotto forma di UO2) in un
reattore nucleare (del peso di pochi grammi) libera
una quantità di energia equivalente a 540 litri di
petrolio, 2.3 tonnellate di legno o 1 tonnellata di
carbone.

Nocciolo di un reattore
La caratteristica luminescenza blu dell’acqua che
circonda il nocciolo è detta radiazione di Cerenkov. E’
dovuta al passaggio attraverso un mezzo trasparente di
particelle cariche più veloci della luce nello stesso
mezzo. Le particelle sono prodotte dalla fissione
nucleare.
“Incidenti” Nucleari

Three Mile Island – parziale fusione dovuta


alla perdita del liquido di raffreddamento.

Chernobyl – 26 aprile 1986 alle ore 1:23:40.

Francia – le centrali forniscono i 2/3 del


fabbisogno energetico del Paese.
Scorie Nucleari
2-9 Fusione Nucleare

• La fusione è il processo che produce energia nel sole.


• Il processo più promettente (realizzabile) sulla terra è:
4
2
1H + 13 H → 2 He + 01 n + energia

• Per innescare una reazione autosostenuta (non ne siamo


ancora capaci) occorrono temperature oltre i 40,000,000 K. I
gas sono ionizzati in una miscela di nuclei ed elettroni detta
plasma.
• Si deve concepire un metodo per mantenere il plasma fuori
dal contatto di altri materiali. Inoltre esso, per far avvenire la
fusione, deve avere una densità alta per un tempo lungo. Un
metodo è il confinamento in un campo magnetico.
• Quantità quasi illimitata di combustibile nucleare a
disposizione. Oceani: 1 atomo di D ogni 6500 atomi di H.
2-10 Effetto della Radiazione sulla Materia
Le emissioni radioattive interagiscono con la materia
circostante causando ionizzazione e producendo, per ogni
evento, un catione ed un elettrone libero

Il numero di coppie catione-elettrone è direttamente


collegato all'energia della radiazione ionizzante

La radiazione ionizzante ha un effetto distruttivo sui tessuti


viventi. La pericolosità di un particolare radionuclide dipende da:
- tipo di radiazione,
- tempo di dimezzamento
- comportamento biologico
Unità di misura della dose di radiazione

L’unità di misura SI della dose di radiazione assorbita è il


gray:
1 Gy = 1 J assorbito per kg di tessuto
Più frequentemente è usato il rad :
1 rad = 0,01 J/kg o 0.01 Gy

Il rem è l’unità di dose di radiazione equivalente a una data


quantità di danno a tessuto umano:
Numero di rem = numero di rad x RBE

RBE (Relative Biological Effectiveness) è il fattore di efficacia biologica


relativa che dipende dall’effetto che una data radiazione ha su un dato
tessuto o parte di un organismo. Il rem tiene conto delle differenze nella
forza della radiazione, nel tempo di esposizione e del tipo di tessuto
Table 26.4 Radiation Units
Potere di penetrazione delle emissioni radioattive

L’effetto di una dose di radiazione sui


tessuti viventi dipende potere di
penetrazione e dalla capacità ionizzante
della radiazione
Il potere di penetrazione è inversamente
proporzionale alla massa, carica ed
energia dell’emissione
Interazioni molecolari

L’interazione della radiazione ionizzante con la radiazione causa


la perdita di un elettrone da un legame o da una coppia solitaria

Si formano così radicali liberi, specie atomiche o molecolari


con uno o più elettroni spaiati

I radicali liberi sono instabili ed estremamente reattivi

I doppi legami nello strato lipidico delle membrane cellulari sono


particolarmente suscettibili all’attacco dei radicali liberi:
Tipiche dosi di radiazione da sorgenti
naturali e artificiali
Effetti acuti causati dall'esposizione del corpo umano
a radiazioni ionizzanti
Radiazione Ionizzante

a) Le particelle a, b+, b- e g producono ioni interagendo con la materia. Il potere ionizzante


si misura in termini di n° di coppie di ioni formate per cm di percorso. Coppia di ioni:
elettrone ionizzato + ione positivo. Gli elettroni ionizzati prodotti dalla collisione sono detti
“primari”. Questi a loro volta possono provocare ionizzazioni secondarie.
b) Non tutte le collisioni producono ioni. In alcuni casi gli elettroni dell’atomo sono solo
eccitati ad un livello di energia maggiore. Il ritorno allo stato normale comporta emissione
di energia.
Geiger-Müller Counter
Lo strumento più comune per la misura delle
radiazioni ionizzanti è il contatore Geiger-Muller. Esso
consiste di un catodo cilindrico con un anodo a
filamento lungo il suo asse. Anodo e catodo sono
sigillati in un tubo di vetro riempito di gas. Il tubo viene
maneggiato in modo tale che gli ioni prodotti dalla
radiazione diano luogo ad impulsi di corrente elettrica.
Sono questi impulsi ad essere contati.

La radiazione entra nel tubo attraverso la


finestra di mica e ionizza il gas (di solito
Ar) nel tubo. Un impulso di corrente passa
nel circuito e viene contato.
Traccianti radioattivi
Strutture e Meccanismi
• Atomi radioattivi possono essere incorporati nelle molecole.

• La posizione esatta di quegli atomi può fornire informazioni


utili per comprendere il meccanismo chimico della reazione.

Dimostriamo sperimentalmente che i 2 atomi di S nel


tiosolfato non sono equivalenti.
S2O32- viene preparato da S radioattivo (35S) e ione
solfito contenente l’isotopo non radioattivo (32S).
35S + 32SO32- 35S32SO 2-
3

Quando il tiosolfato viene decomposto per


acidificazione, tutta la radioattività si osserva nello S
precipitato e non nella SO2. Gli atomi di 35S devono
essere legati in modo diverso dagli atomi di 32S.
35S32SO 2- + 2H+ H2O + 32SO + 35S
3 2
Altre applicazioni delle radiazioni ionizzanti

• Radioterapia
Le cellule cancerose si dividono molto più rapidamente di
quelle normali, perciò i radioisotopi che interferiscono con la
divisione cellulare uccidono molte più cellule cancerose che
cellule sane

• Distruzione di microbi
L’irradiazione del cibo ne aumenta il tempo di conservazione
uccidendo i microorganismi che ne causano il deperimento

• Controllo degli insetti

• Sorgenti di energia per le strumentazioni delle


missioni spaziali
L'aumento del tempo di conservazione
del cibo irradiato

Foto: © D. Pimborough Foto: © Pixtal/AGE Fofostock

Non irradiato Irradiato


Medicina Nucleare
La medicina nucleare è la branca specialistica della medicina che si avvale
dell'uso di radionuclidi a scopo diagnostico, terapeutico e di ricerca biomedica.
L'impiego per uso DIAGNOSTICO riguarda
l’imaging morfo-funzionale (scintigrafie), che
presenta un campo di applicazione potenzialmente
vastissimo in quanto possono essere studiate
numerose funzioni fisiologiche e le loro eventuali
alterazioni.
Al contrario delle immagini radiologiche ottenute
sfruttando l'attenuazione del fascio di raggi x da
parte dei tessuti, le scintigrafie vengono ottenute
per mezzo della rilevazione di radiazioni emesse (g
o x) da radiofarmaci.
I radiofarmaci (un radionuclide o una molecola Scintgrafia
che incorpori o che sia legata ad esso) vengono Scheletrica
introdotti nell'organismo sotto forma di soluzioni,
sospensioni, aerosol.
Il radiofarmaco si concentra nell'organo di interesse o si comporta come
tracciante di una funzione biologica. La distribuzione nell'organismo del
radiofarmaco dipende dalla costituzione chimico-fisica dello stesso, dalla via
di somministrazione, dalla capacità di attraversare barriere biologiche e di
essere trasportato dai carrier, dalle condizioni metaboliche del paziente.
Uso dei radioisotopi nella diagnostica per
immagini della tiroide

Questa scansione dello 131I è Una scansione del 99Tc di


asimmetrica e dunque indica una tiroide sana
una malattia
Alcuni radioisotopi usati come
traccianti in medicina
In TERAPIA il radiofarmaco somministrato al paziente,
concentrandosi nei tessuti patologici, può irradiarli e
distruggerli.
I radiofarmaci emettono radiazioni corpuscolari in grado
di dissipare tutta la loro energia in uno spazio molto
piccolo (<1 cm); ciò permette una radioterapia mirata.

Applicazioni:
• terapia dell'ipertiroidismo;
• terapia intra-articolare della sinovite cronica da artrite
reumatoide;
• radioterapia del carcinoma tiroideo;
• terapia delle metastasi ossee;
• terapia palliativa dei versamenti sierosi neoplastici.
Le metodiche medico nucleari hanno avuto ed hanno un ruolo di primaria
importanza nella RICERCA biomedica.

La tomografia ad emissione di positroni (PET) può


utilizzare le stesse molecole che normalmente entrano
nel metabolismo dei tessuti, come ad esempio il
glucosio.
L'uso di radionuclidi emittenti positroni, come il
Carbonio-11, l'Azoto-13, l'Ossigeno-15, il Fluoro-18,
permette di marcare le molecole biologiche
sostituendo uno o più isotopi stabili con il loro isotopo
radioattivo mantenendo invariate la biodistribuzione e
la funzione.
PET e attività cerebrale

Queste scansioni PET mostrano l'attività del cervello in una persona sana
(sinistra) e in un paziente affetto dal morbo di Alzheimer (destra). Le
colorazioni gialle e rosse indicano le zone di attività elevata in una data
regione del cervello.

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