There are no
problems, only
opportunities
Marco
Vicentini,
Psy.D.
Centro
Camilliano
di
Formazione
Marzo
2014
¡ Pensiero
logico,
euristiche
ed
errori
di
ragionamento
¡ Le
fasi
del
Problem
Solving
§ Riconoscere
il
problema
§ Generare
soluzione
§ Il
problem
solving
creativo
¡ Decision
Making
Spagnulo
P.
(2004).
Il
Problem
Solving,
Ecomind
Optimist International 3
Unire
tu)
i
9
pun,
con
4
linee
con,nue,
senza
che
la
penna
si
stacchi
dal
foglio
¡ Una
nazione
sta
per
affrontare
un’insolita
malattia
asiatica
a
causa
della
quale
ci
si
aspetta
debbano
morire
600
persone.
¡ Vengono
proposti
due
programmi
alternativi
per
combatterla.
Si
assume
che
le
stime
scientifiche
esatte
siano
le
seguenti:
¡ Programma
A
-‐
200
persone
saranno
salvate
¡ Programma
B
-‐
1/3
di
probabilità
che
si
salvino
600
persone
e
2/3
di
probabilità
che
nessuno
si
salvi.
¡ Una
nazione
sta
per
affrontare
un’insolita
malattia
asiatica
a
causa
della
quale
ci
si
aspetta
debbano
morire
600
persone.
¡ Vengono
proposti
due
programmi
alternativi
per
combatterla.
Si
assume
che
le
stime
scientifiche
esatte
siano
le
seguenti:
¡ Programma
C
-‐
400
persone
moriranno
¡ Programma
D
-‐
1/
3
di
probabilità
che
nessuno
muoia
e
2/
3
di
probabilità
muoiano
600
persone.
¡ Le
due
versioni
sono
equivalenti.
¡ Le
persone
a
cui
viene
presentata
§ la
versione
1
scelgono
in
maggioranza
il
programma
A
(72%),
§ Quelle
a
cui
viene
presentata
la
versione
2
preferiscono
il
programma
D
(78%).
¡ Vengono
infatti
elaborati
due
frame
diversi:
§ la
versione
1
viene
elaborata
come
frame
in
termini
di
guadagno,
cioè
vite
salvate,
per
cui
si
sceglie
l'opzione
A
,
comportamento
di
evitamento
del
rischio
tipico
del
dominio
dei
guadagni,
§ la
versione
2
viene
elaborata
come
frame
in
termini
di
perdite,
cioè
vite
perdute,
quindi
si
sceglie
D,
comportamento
di
ricerca
del
rischio
tipico
del
dominio
delle
perdite.
¡ Stefano
è
un
ragazzo
mite,
di
aspetto
ordinato,
attento
ai
dettagli
fino
alla
pignoleria,
disponibile
verso
gli
altri,
ma
in
realtà
scarsamente
interessato
alle
persone
o
ai
problemi
pratici.
¡ Che
cosa
ritenete
più
probabile:
che
Stefano
sia
un
bibliotecario
oppure
un
commesso
?
¡ Piaget
(1964)
sostiene
che
il
linguaggio
riflette,
piuttosto
che
determinare,
lo
sviluppo
cognitivo.
¡ Il
linguaggio
egocentrico
(cioè
non
usato
per
la
comunicazione)
viene
sostituito
da
quello
socializzato.
¡ Linguaggio
e
pensiero
sono
in
origine
indipendenti,
ma
poi
si
integrano
in
un
processo
di
reciproco
influenzamento
(Vygotskij,
1962).
¡ Secondo
Vygotskij,
il
monologo:
§ prima
accompagna
l’azione
senza
un
preciso
rapporto
funzionale
con
essa,
§ poi
interviene
quando
subentra
un
ostacolo,
§ poi
precede
l’azione
per
pianificarla.
¡ Se
per
linguaggio
si
intende
anche
il
significato
che
veicola,
linguaggio
e
pensiero
non
sono
separabili
(Bruner
et
al.,
1966).
¡ Linguaggio
e
pensiero
possono
essere
differenziati
solo
funzionalmente:
la
comunicazione
non
è
una
funzione
essenziale
del
pensiero.
¡ Il
linguaggio
offre
all’individuo
degli
strumenti
per
pensare,
elaborati
dalla
cultura
della
sua
comunità
linguistica.
¡ Il
pensiero
logico
o
razionale
è
stato
anche
detto
operatorio,
in
quanto
coincide
con
la
capacità
di
procedere
ad
operazioni
mentali
astratte.
¡ Gran
parte
delle
ricerche
nel
campo
del
pensiero
consistono
nel
verificare
fino
a
che
punto
le
persone
seguono
le
leggi
della
logica.
¡ La
logica
esamina
le
categorie
e
le
relazioni
fra
le
categorie
concettuali
senza
fare
ricorso
a
verifiche
di
tipo
empirico
(può
dunque
essere
estranea
al
dominio
della
psicologia).
¡ Ogni
volta
che
ci
troviamo
in
una
situazione
problematica
che
non
presenta
la
possibilità
di
soluzione
immediata,
e
che
non
consente
l’impiego
di
schemi
di
comportamento
già
acquisiti,
mettiamo
in
opera
un’attività
di
ragionamento
che
produce
una
conoscenza
nuova.
¡ Kohler
osservò
il
comportamento
degli
scimpanzé
in
situazioni
varie,
che
si
possono
però
ricondurre
ad
uno
schema
unitario:
§ L’animale
è
affamato
(e
quindi
“motivato”
a
prendere
il
cibo,
§ per
raggiungere
il
cibo
l’animale
deve
risolvere
un
piccolo
problema,
§ Nell’ambiente
sono
presenti
tutti
gli
elementi
necessari
per
risolvere
il
problema.
¡ La
ristrutturazione
del
campo
cognitivo
(e
dunque
il
processo
di
soluzione
del
problema)
viene
indicata
da
Kohler
con
il
termine
“insight”
¡ Durkin
(1937)
diede
ai
soggetti
di
un
esperimento
la
consegna
di
pensare
ad
alta
voce
mentre
si
applicavano
alla
soluzione
di
un
puzzle:
§ “OOhh!....,
la
vidi
la
soluzione
ancora
prima
di
fare
la
mossa
giusta.
Mi
venne
incontro
all’improvviso,
dall’esterno.
Ed
ero
proprio
sicuro
che
questa
doveva
essere
la
soluzione.
È
stato
come
un
lampo
e
sapevo
di
avere
ragione.
Non
ero
consapevole
prima
–
mi
è
venuta
dal
di
fuori”
§
(dal
protocollo
di
uno
dei
soggetti).
¡ Risolvere
un
problema
significa
trovare
la
strada
per
passare
dallo
stato
o
disposizione
iniziale
a
quello
finale
o
meta
da
raggiungere.
¡ I
cognitivisti
hanno
suddiviso
tale
spazio
in
3
parti:
1. lo
stato
iniziale;
2. le
mete
insite
nel
problema;
3. il
set
o
insieme
di
operazioni
che
bisogna
intraprendere
per
raggiungere
la
soluzione.
¡ Barlett
(1958)
definisce
il
pensiero
quotidiano
come
quel
tipo
di
pensiero
che
entra
in
azione
nelle
moltissime
situazioni
“problematiche”
della
vita
di
ogni
giorno,
in
cui
le
persone,
senza
compiere
alcuno
sforzo
per
essere
logiche
o
scientifiche,
e
trascurando
le
lacune
delle
informazioni
a
loro
disposizione,
intendono
ugualmente
prendere
posizione,
arrivare
ad
una
soluzione.
§ Le
situazioni
sulle
quali
il
pensiero
quotidiano
si
pronuncia
con
una
certa
facilità
e
leggerezza
sono,
in
genere,
quelle
in
cui
è
difficile,
se
non
impossibile,
dare
un
giudizio
ponderato.
§ Un
pensiero
logico
e
razionale,
conscio
del
problema,
si
asterrebbe
dal
proporre
una
soluzione
che
non
potrebbe
essere
sufficientemente
motivata,
o
la
proporrebbe
con
le
dovute
riserve.
¡ Per
colmare
il
vuoto
tra
dati
di
partenza
e
conclusioni,
spesso
facciamo
riferimento
a
ricordi
personali,
a
situazioni
analoghe
che
si
presentano
alla
nostra
mente.
¡ Le
conclusioni
sono
accettate
e
asserite
con
convinzione,
sono
ritenute
giuste,
anche
se
è
impossibile
dimostrarne
la
validità.
¡ La
difficoltà
maggiore
però
risiede
nell’utilizzo
di
concetti
e
materiali
di
tipo
astratto:
con
problemi
logici
tratti
dal
mondo
reale
la
prestazione
migliora
decisamente.
¡ La
tendenza
spontanea
delle
persone
nella
vita
di
ogni
giorno
è
quella
di
cercare
conferme
all’ipotesi
di
partenza,
e
non
di
falsificarla.
¡ Questa
tendenza
è
il
frutto
dell’economizzazione
degli
sforzi
nella
ricerca
della
soluzione
di
un
problema.
¡ Questi
schemi
assimilati
tendono
ad
automatizzarsi
e
facilitano
la
rapida
soluzione
dei
problemi
del
vivere
quotidiano.
¡ Sotto
un
ponte
nuotano
due
anatre
davanti
a
due
anatre,
due
anatre
dietro
a
due
anatre
e
due
anatre
in
mezzo.
¡ Quante
anatre
nuotano
sotto
il
ponte?
¡ La
maggior
parte
delle
persone
risponde
6
¡ Presumibilmente
costruiscono
un
modello
così:
¡ Poche
pensano
ad
una
soluzione
più
economica
con
4
anatre:
Raccomandazione
del
Parlamento
europeo
e
del
Consiglio
relativa
a
competenze
chiave
per
l’apprendimento
permanente
(18/12/06)
¡ Spirito
di
iniziativa
e
di
imprenditorialità
¡ Imparare
ad
imparare
Regolamento
in
materia
di
obbligo
di
istruzione
(DM
22/08/07)
Competenze
trasversali
¡ Risolvere
problemi:
§ affrontare
situazioni
problematiche
costruendo
e
verificando
ipotesi,
individuando
le
fonti
e
le
risorse
adeguate,
raccogliendo
e
valutando
dati,
proponendo
soluzioni,
utilizzando
secondo
il
tipo
di
problema,
contenuti
e
metodi
delle
diverse
discipline.
¡ Acquisire
ed
interpretare
l’informazione
¡ Progettare
¡ Individuare
collegamenti
e
relazioni
¡ Comunicare
¡ Imparare
ad
imparare
– Comprendere
le
informazioni
a
disposizione
– identificare
gli
aspetti
critici
e
le
interrelazioni
– costruire
o
applicare
una
rappresentazione
di
supporto
– elaborare
strategie
risolutive
– valutare,
giustificare
e
comunicare
ad
altri
la
soluzione
alla
quale
si
è
giunti
¡ sono
abilità
trasversali
rispetto
al
curricolo,
¡ costituiscono
una
base
per
successivi
apprendimenti,
¡ rappresentano
competenze
chiave
per
una
partecipazione
attiva
nella
società
e
per
lo
svolgimento
di
attività
personali
oltre
che
professionali
Per problem solving si intende la capacità di un
individuo di mettere in atto processi cognitivi per
affrontare e risolvere situazioni reali e
interdisciplinari, per le quali il percorso
di soluzione non è immediatamente evidente e
nelle quali gli ambiti di competenza o le aree
curricolari che si possono applicare non sono
all’interno dei singoli ambiti disciplinari.
Framework
PISA
Il problem solving attiva una sequenza di azioni
riflessive, orientate verso uno scopo che non è
raggiungibile attraverso un procedimento di
routine. Chi deve risolvere il problema ha un obiettivo
più o meno ben definito, ma non sa immediatamente
come raggiungerlo. L’inadeguatezza dei consueti
modi di operare rispetto allo scopo perseguito
costituisce il problema.
La comprensione della situazione problematica e la
sua trasformazione per tappe pianificate
costituiscono il processo di risoluzione del problema.
Framework IEACA
Il
problem
solving
si
fonda
su
un
atteggiamento
di
base
per
cui:
Non
esistono
problemi
ma
solo
opportunità
per
trasformare
situazioni
difficili
in
situazioni
di
minor
danno
e
maggior
guadagno
¡ Si
riferisce
allo
studio
delle
abilità
e
dei
processi
implicati
nell’affrontare
i
problemi
di
ogni
genere
(da
quelli
pratici
e
organizzativi
a
quelli
comunicazionali
e
psicologici)
in
modo
positivo
ed
efficace.
¡ E’
un
importante
strumento
nella
relazione
di
aiuto
e
per
migliorare
la
comunicazione
tra
persone
Negli ultimi quindici anni è stato sperimentato
con successo l'insegnamento dei
fondamenti del Problem solving in
condizioni di disagio psicologico e sociale
con notevoli risultati.
Per cui il Problem Solving è divenuto uno
strumento essenziale nella riabilitazione
psichiatrica e come inquadramento della
relazione di aiuto nelle psicoterapia, nel
counseling, nell'insegnamento e nella
psicoeducazione
¡ Un
problema
è
un
sintomo
di
una
situazione
che
da
una
parte
richiede
una
soluzione
e
dall’altra
sembra
non
avere
una
via
d’uscita.
¡ È
una
sfida
da
affrontare
e
da
risolvere,
dove
esiste
la
necessità,
la
volontà
e
il
desiderio
di
trovare
la
soluzione
nella
maniera
più
adeguata
alle
proprie
esigenze
Per
esempio:
§ una
situazione
indesiderata
§ una
richiesta
di
aiuto
a
cui
non
si
è
in
grado
di
rispondere,
§ una
questione
che
non
si
riesce
a
spiegare
§ una
crisi
che
continua
a
ripresentarsi
nonostante
i
tentativi
fatti
per
risolverla
il
PROBLEM
SOLVING
si
situa
all’interno
di
ogni
processo
di
apprendimento
che
si
fonda
sull’acquisizione
di
abilità
per
trasformare
una
situazione
problematica
in
opportunità
attraverso
due
momenti
specifici:
Ø Processo
di
definizione
del
problema
Ø Processo
di
individuazione
della
soluzione
Ve
ne
sono
di
due
tipi:
¡ Problem
solving
COGNITIVO
§ basato
sull’apprendimento
¡ Problem
solving
INTERPERSONALE
§ basato
sulla
competenza
sociale
Ma
dobbiamo
ricordare
che
nella
relazione
di
cura
si
intrecciano
e
si
influenzano
reciprocamente
sia
i
problemi
cognitivi
che
quelli
relazionali
per
ottenere
il
successo
di
un
trattamento
1. Percepire
il
disagio
2. Identificare
il
problema
3. Definire
e
rappresentare
il
problema
4. Formulare
una
strategia
per
la
soluzione,
tramite
l’organizzazione
delle
informazioni
e
l’individuazione
delle
risorse
5. Controllare
il
processo
decisionale
(aspettative
di
successo/insuccesso
e
di
fallibilità)
6. Agire
7. Valutare
l’efficacia
della
soluzione
Problem
finding rendersi
conto
del
Percepire il problema
disagio
Problem
setting definire
il
problema Accettare il problema
Problem
analysis scomporre
il
problema
principale
Definire il problema
in
problemi
secondari
Problem
solving eliminare
le
cause
e
Generare alternative
rispondere
alle
domande
poste
dal
problema Decidere
Decision
making decidere
come
agire
in
base
alle
risposte
Implementare
ottenute
Decision
taking passare
all’azione Verificare
Focalizzare
Fare
un
elenco
di
problemi
Descrizione
possibilmente
Selezionare
il
problema
scritta
del
problema
Puntualizzare
e
definire
il
problema
Analizzare
Capire
cosa
è
necessario
sapere
Informazioni
importanti.
Reperire
i
dati
di
riferimento
Elenco
dei
fattori
critici
Determinare
i
fattori
rilevanti
Generare
soluzioni
alternative
Scelta
della
soluzione
Risolvere
Selezionare
una
soluzione
del
problema
Sviluppare
un
piano
di
attuazione
Piano
di
attuazione
Impegnarsi
al
risultato
aspettato
Impegno
organizzativo
Realizzare
il
piano
Eseguire
Piano
eseguito
Monitorare
l'impatto
durante
Valutazione
dei
risultati
l'implementazione
Il
PS
è
inteso
come
processo
cognitivo
orientato
verso
scopi,
che
implica
l’uso
di:
1. Conoscenze
2. Regole
e
strategie
§ sia
generali,
sia
specifiche
rispetto
ad
un
ambito
di
riferimento
3. Metacognizione
§ intesa
come
insieme
di
processi
di
auto-‐regolazione
(pianificare,
monitorare,
valutare
e
regolare
le
cognizioni)
§ come
complesso
delle
conoscenze
e
delle
credenze
relative
al
funzionamento
cognitivo
(conoscenze
dichiarative
sui
propri
processi
cognitivi)
A. Quali
informazioni
rilevanti
per
la
risoluzione
del
problema
si
possiedono?
B. Come
è
possibile
accedere
ed
utilizzare
tali
informazioni?
Conoscenze
dichiarative:
conoscere
cosa
Conoscenze
procedurali:
conoscere
come
¡ Conoscenze
informali
ed
intuitive
relative
all’ambito
cui
si
riferisce
il
problema
¡ Fatti,
definizioni,
concetti
…
¡ Procedure
algoritmiche
¡ Procedure
di
routine
¡ Competenze
rilevanti
¡ Conoscenze
relative
alle
regole
del
discorso
dell’ambito
di
riferimento
Memoria
di
lavoro
(a
breve
termine)
Memoria
a
lungo
termine
¡ Aggiornamento
delle
informazioni
in
ingresso
¡ Recupero
delle
informazioni,
organizzate
in
scripts,
strutture
o
schemi,
dalla
memoria
a
lungo
termine
¡ Attivazione
delle
informazioni
in
ingresso
¡ Inibizione
delle
informazioni
irrilevanti
¡ Integrazione
delle
informazioni
rilevanti
in
strutture
coerenti
¡ Categorizzazione
e
riconoscimento
della
tipologia
dei
problemi
¡ Analogia
¡ Elementi
ausiliari
¡ Scomposizione
e
ricomposizione
¡ Induzione
¡ Specificazione
(esame
di
casi
particolari)
¡ Variazione
¡ Trasferibilità
:
le
euristiche
indicate,
a
dispetto
della
loro
generalità,
sono
difficilmente
trasferibili
a
nuovi
ambiti.
¡ Carattere
descrittivo
e
non
prescrittivo:
la
caratterizzazione
fornita
consente
di
individuare/
riconoscere
le
strategie
quando
vengono
utilizzate,
ma
non
fornisce,
ad
un
individuo
che
non
ha
ancora
familiarità
con
esse,
gli
strumenti
che
lo
mettano
in
grado
di
implementarle
in
specifiche
situazioni
problematiche.
¡ Rischi
di
carattere
didattico:
pericolo
di
una
loro
traduzione
nei
curricoli
scolastici
in
termini
di
algoritmi
e
non
di
reali
euristiche.
Abilità
sovraordinate
di
tipo
metacognitivo
per:
¡ analizzare
la
struttura
del
compito
¡ scegliere
in
modo
flessibile
le
strategie
più
adatte
¡ utilizzare
in
modo
produttivo
le
risorse
cognitive
Processi
metacognitivi
di
auto-‐regolazione:
Pianificazione
Monitoraggio
Controllo
¡ Prevedere
se
si
è
in
grado
di
risolve
il
problema
(previsione)
¡ Identificare
un
progetto
di
soluzione
(progettazione)
¡ Tenere
sotto
controllo
il
processo
risolutivo
(monitoraggio)
¡ Valutare
il
risultato
conseguito
(valutazione)
Grafico delle attività di uno studente che tenta di risolvere
un problema non standard
Schoenfeld
Grafico delle attività di un matematico che lavora ad un
problema complesso
Schoenfeld
Grafico delle attività di studenti che approcciano
un problema dopo un corso sul problem solving
Schoenfeld
Comprendere il problema:
¡ comprendere un testo, un diagramma, una formula o una
tabella e ricavarne
inferenze
¡ collegare informazioni provenienti da più
fonti
¡ dimostrare di comprendere i concetti pertinenti
¡ servirsi delle informazioni note per comprendere le
informazioni date.
Individuare le caratteristiche del problema:
¡ identificare le variabili di un problema e le loro relazioni
¡ stabilire la pertinenza delle variabili
¡ costruire ipotesi
¡ reperire, organizzare, esaminare
e valutare criticamente le
informazioni contestuali.
Costruire una rappresentazione del problema:
¡ costruire rappresentazioni tabulari, grafiche, simboliche
o
verbali
¡ applicare alla soluzione del problema
una
rappresentazione data
¡ passare da un tipo di rappresentazione
a un altro.
Risolvere il problema:
¡ elaborare uno strategia risolutiva
§ prendere una decisione;
analizzare o progettare un sistema per
raggiungere
determinati obiettivi; diagnosticare un errore
proponendone la soluzione
Riflettere sulla soluzione:
¡ esaminare la soluzione trovata e cercare ulteriori
informazioni o chiarimenti
¡ valutare la soluzione da una diversa prospettiva nel
tentativo di rielaborarla e di renderla più accettabile dal
punto di vista sociale
o tecnico
¡ giustificarla.
Comunicare la soluzione del problema:
¡ selezionare mezzi di comunicazione e rappresentazioni
adeguate
a esprimere e comunicare ad altri le proprie
soluzioni.
Ragionamento analitico (ipotetico deduttivo):
¡ applicare principi a partire da una logica
formale per determinare condizioni
necessarie
e sufficienti o per determinare se tra i limiti e le
condizioni fornite
dallo stimolo del problema vi
sia l’implicazione della causalità.
Ragionamento quantitativo:
¡ applicare proprietà e procedure
collegate al
significato di numero e alle operazioni
numeriche derivate
dalla matematica.
Ragionamento analogico:
¡ interpretare e risolvere un problema che ha un
contesto simile a quello di un problema
familiare: i
parametri o la situazione nel nuovo testo stimolo
sono
cambiati, ma i fattori principali e il meccanismo
causale sono gli stessi.
Ragionamento combinatorio:
¡ esaminare una molteplicità di fattori, considerare
tutte le possibili combinazioni
in cui essi possono
apparire, valutare singolarmente ciascuna di
queste
combinazioni in relazione a qualche limite oggettivo
e poi selezionarle
o metterle in ordine.
RAZIONALITA’ EMOTIVITA’
NUOVE IDEE
Sei figli e cinque patate
Una madre ha 6 figli e 5
patate.
Come può distribuire
uniformemente le patate tra i
figli?
Non valgono le frazioni.
¡ Nel
caso
di
un
processo
decisionale,
il
brainstorming
funziona
§ focalizzando
un
problema,
§ lasciando
emergere
-‐
deliberatamente
senza
un
ordine
prestabilito
-‐
tante
soluzioni
originali
quante
sia
possibile
Regole
¡
Più
idee
ci
sono
meglio
è
¡
Nessuna
discussione
¡
Nessuna
idea
è
una
pessima
idea
¡
Si
costruisce
dalle
idee
altrui
¡
Mostrare
tutte
le
idee
Come possiamo ottenere una
pausa caffé ?
Idee: Registra con libertà le idee che vengono in mente
60
Remember
Creative
¡ Ripeti
la
richiesta
Thinking
What did
¡ Chiarisci
la
you mean by
that?!!! comprensione
finché
tutte
le
idee
vengono
Let’s
combine prodotte.
ideas!!!
¡ Combina
gli
elementi
Are we
simili
ed
elimina
i
done yet? duplicati
¡ Completato
¡ Scopo:
aiutare
un
gruppo
ad
arrivare
ad
una
decisione
condivisa
¡ Definizione:
una
modalità
di
voto
che
seleziona
da
una
lista
le
alternative
più
importanti
o
popolari
1. Generare
una
lista
di
item
numerati
oting
2. Se
più
item
sono
simili
possono
essere
Multiv
List uniti
1.
3. Se
necessario
rinumerare
la
lista
2. 4. Scrivere
i
numeri
di
item
che
percepisci
essere
più
inerenti
o
la
causa
del
3.
4.
5.
6.
problema
5. Condivide
il
voto
per
alzata
di
mano
6. Eliminare
gli
item
con
pochi
voti
7. Ripetere
i
passi
da
3
a
6
fino
a
quando
Revis
ed rimangono
pochi
elementi.
List 8. Se
il
gruppo
non
riesce
a
far
emergere
un
1. elemento
discutere
e
procedere
con
una
2.
3.
scelta
¡ Definizione:
una
rappresentazione
visiva
delle
idee
del
gruppo,
di
un
concetto
o
un
problema
¡ Scopo:
§ sbloccare
il
pensiero
§ Mostrare
una
idea
articolata
§ Mostrare
come
le
idee
si
articolano
tra
loro
§ Osservare
le
cose
in
una
modalità
nuova
e
differente
§ Approfondire
una
idea
Think
freely!!
1. Initial ¡ Over-sized blank sheet of paper.
¡ Select word, phrase or problem statement
Tumble of
to serve as a focus for discussion.
Ideas. ¡ Print it in the middle of the paper. Enclose
it in a box or oval.
iv ating
Mo t
bers ¡ Let a word pop out of your mind.
Mem
Print it anywhere on the paper.
¡ Underline it and connect the line with the
problem statement (or key phrase or word)
Metho
ds you are working.
¡ Record the next idea and connect it to
How
original focus point or the prior thought.
¡ Continue printing and connecting words.
EXAMPLE
urces
Reso
ating
Motiv ers
Memb Results
F un
¡ Quando
si
deve
discute
rispetto
ad
un
progetto
complesso,
la
valutazione
dell'idea
potrebbe
fallire
perché
generalmente
questa
viene
vista
solamente
da
un
punto
di
vista
Esistono
però
degli
ostacoli
che
possono
impedire
l’attuazione
del
problem
solving:
¡ L’inadeguatezza
della
spinta
motivazionale
a
seguito
della
difficoltà
a
trovare
una
soluzione
al
problema
¡ L’interferenza
emotiva
a
causa
di
una
difficoltà
del
controllo
emozionale
¡ La
presenza
di
convinzioni
irrazionali
e
di
emozioni
negative
(il
fatto
di
credere
che
il
problema
sia
senza
soluzione)
¡ La
presenza
nel
proprio
ambiente
di
vita
di
feedback
negativi
per
il
processo
di
apprendimento
portato
avanti
dal
soggetto
¡ Giungere
alla
fase
finale
senza
aver
raccolto
e
vagliato
tutte
le
informazioni
necessarie
e
senza
aver
dedicato
tempo
a
sufficienza
a
comprendere
il
nocciolo
del
problema
¡ Aver
inquadrato
il
problema
all’interno
di
una
concettualizzazione
pregiudizievole
con
la
conseguenza
di
dar
peso
ad
informazioni
non
pertinenti
¡ Non
riuscire
a
vedere
il
problema
da
più
punti
di
vista
o
essere
troppo
influenzato
dal
parere
di
terzi
¡ Raccogliere
un
numero
eccessivamente
esiguo
di
informazioni,
in
quanto
eccessivamente
sicuri
delle
proprie
ipotesi
ed
opinioni
¡ Far
affidamento
sulle
informazioni
disponibili
o
su
quelle
che
possono
essere
raccolte
con
facilità,
tralasciando
quelle
il
cui
recupero
richiede
tempo
e
sforzo
¡ Non
seguire
l’algoritmo
nelle
sue
articolazioni,
venendo
meno
al
principio
della
sistematicità
¡ Presumere
che,
in
una
decisione
di
gruppo,
la
decisione
del
gruppo
sarà
intelligente
e
un
buon
risultato
¡ Base informativa erronea, insufficiente o
pregiudizievole
¡ Il gruppo può rifiutare informazioni valide
¡ Il gruppo può accettare informazioni non
valide
¡ Il gruppo può raccogliere od accettare un
numero troppo esiguo di informazioni
¡ Il gruppo può raccogliere od accettare un
numero eccessivamente elevato di
informazioni
¡ Il gruppo tende ad utilizzare informazioni
che sostengono la decisione che sembra
favorita
¡ Il gruppo tende ad accettare
acriticamente le informazioni che
provengono dal leader
¡ Il gruppo commette errori logici ( ad es.
argumentum ad hominem )
¡ Sono
rappresentati
dall’ansia
e
da
tutte
le
emozioni
negative
che
possono
insorgere
durante
le
varie
fasi
del
Problem-‐Solving,
¡ ansia
di
sbagliare
¡ bisogno
di
sicurezza
¡ paura
del
giudizio
¡ …
¡ Sono
rappresentati
dalle
difficoltà
che
spesso
si
incontrano
nel
gruppo
di
appartenenza:
¡ Bisogno
di
appartenenza
¡ Conformismo
¡ Certezza
aprioristica
¡ …
¡ Sono
rappresentati
dalle
difficoltà
soggettive:
¡ scarsa
ampiezza
di
vedute
¡ mancanza
di
flessibilità
¡ incapacità
di
cogliere
le
relazioni
¡ incapacità
di
distinzione
tra
cause
ed
effetti
¡ …
¡ Risolvere
un
problema
in
maniera
creativa
è
osservare
la
cosa
come
chiunque
altro,
e
pensare
a
qualcosa
di
differente
§ dal
premio
Nobel
Albert
Szent-‐Gyorgi
¡ La
persona
creativa
utilizza
le
informazioni
per
creare
nuove
idee
¡ La
chiave
del
processo
creativo
è
come
vengono
utilizza
le
informazioni
¡ La
creatività
è
una
attitudine
che
permette
di
trovare
nuove
idee
e
utilizzare
le
conoscenze
e
le
esperienze
pregresse
¡ Il
risultato
è
cambiare
prospettiva
e
usare
le
conoscenze
per
rendere
l’ordinario
straordinario
¡ Tempo
¡ Perché
cambiare
¡ Per
abitudine
non
ci
serve
essere
creativi
¡ Abitudine
¡ Routine
¡ Non
ci
è
stato
chiesto
di
essere
creativi
¡ …
¡ I
blocchi
mentali
sono
i
motivi
per
i
quali
noi
non
“pensiamo
a
qualcosa
di
differente”
¡ La
risposta
giusta
¡ Questa
cosa
non
è
logica
¡ Segui
le
regole
¡ Sii
pratico
¡ Giocare
è
frivolo
¡ Questo
non
mi
compete
¡ Evita
l’ambiguità
¡ Non
essere
“folle”
¡ Errare
è
sbagliato
¡ Io
non
sono
creativo
¡ Definisci
cosa
ti
sembra
essere
il
problema
¡ Raccogli
fatti,
sensazioni
e
opinioni
¡ Riformula
il
problema
§ In
modo
che
tua
nonna
lo
capisca
¡ Identifica
soluzioni
alternative
§ Smetti
di
pensare
¡ Valuta
le
alternative
¡ Attua
la
decisione
¡ Valuta
i
risultati