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Modellidella Terra

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Modelli della Terra ­ geoide ed ellissoide

La presenza di depressioni e rilievi rende la Terra poco simile alla superficie di un solido regolare
definibile geometricamente, quali un ellissoide o una sfera.
Al fine di fornire una rappresentazione più completa delle elevazioni della superficie terrestre gli
studiosi hanno elaborato dei modelli fisici, non di tipo geometrico, noti cme geoidi, un termine
coniato nel 1873 da Johann Benedict Listing (1808­1882), uno scienziato tedesco allievo di Carl
Friederich Gauss, che dedicò gran parte della sua attività
scientifica allo studio della forma della Terra conducendo
e coordinando campagne di misure.
Tali modelli utilizzano una misurazione chiamata Livello
Medio del Mare per rappresentare in maniera completa
come la superficie terrestre varia in elevazione. Così
quando leggiamo l’altezza di un monte, di una piazza, di
un campanile, dobbiamo considerarla riferita al livello
medio del mare. Tale riferimento si può intuire per ciò che
si trova in prossimità della costa, ma per un elemento
all’interno di un continente che significato ha tale
espressione?
Procediamo con ordine. La posizione di un punto sulla
superficie terrestre può intendersi la combinazione di
una posizione planimetrica ed una altimetrica. fig. 1 ­ Una vista del geoide EGM2008
Come sistema planimetrico di coordinate ci si affida a
quelle superfici geometriche regolari quali la sfera e l’ellissoide.
Certamente la sfera è il più semplice modello, quello che è stato adottato per secoli con le note
coordinate angolari in gradi sessagesimali di latitudine e longitudine, uno schema che, pur non
essendo in uso per la costruzione delle carte, è ancora il modello valido nella navigazione
convenzionale, quella che per determinare la posizione ricorre a riferimenti geografici o
astronomici.
Con il progredire delle misure della Terra cartografi e fisici si resero conto che un modello sferico
era affetto da errori significativi nella rappresentazione del globo. Il primo a immaginare una
Terra dalla forma di una sfera schiacciata ai poli fu Newton nel 1686 come riportato nel suo
Principia mathematica.
Nel corso dell’800, dopo lo sviluppo dei metodi topografici ed aver riconosciuto l’ellissoide di
rotazione il modello più convincente a rappresentare la Terra, diversi scienziati compirono
numerose misure per poterlo caratterizzare.
Nell’arco di oltre 150 anni sono stati definiti numerosi ellissoidi utilizzati nei diversi Paesi per le
rappresentazioni cartografiche a scala locale.
Gli ellissoidi venivano traslati e ruotati
(orientati) per essere tangenti in un punto
(punto di emanazione) baricentrico dello
specifico territorio nazionale minimizzando

fig. 2 ­ Un ellissoide è una sfera in cui vengono


scalate una o due dimensioni. Un ellissoide
generico ha tre raggi ortogonali diversi tra loro.
Se invece due raggi rimangono uguali tra loro si
ha un ellissoide di rotazione, detto anche
sferoide. Tale tipo è quello rappresentativo della
Terra in cui i raggi equatoriali (a) sono uguali tra
loro e diversi dal raggio polare (b).

narraremare 1
così gli errori.
Nel 1924, alla seconda assemblea generale dell’Unione internazionale di geodesia
(International Union of Geodesy and Geophysics ­ IUGG), venne adottato come riferimento
internazionale l’ellissoide calcolato dal geodeta statunitense John Fillmore Hayford (1868­1925)
nel 1909. Si tratta del primo esempio di un modello accettato dalla maggior parte delgli Stati
ognuno dei quali lo orientava per il proprio territorio (definendo pertanto, con lo stesso ellissoide,
datum diversi).
Così in Italia dal 1940 venne adottato l’ellissoide di Hayford, in sostituzione di quello di Bessel
(ancora oggi i tecnici possono imbattersi in mappe catastali non aggiornate riferite al precedente
ellissoide), orientato all’Osservatorio Astronomico di Roma Monte Mario, definendo pertanto un
datum geodetico nazionale noto come Roma40, con un proprio meridiano fondamentale, quello
passante per l’Osservatorio.
Tale datum è stato impiegato fino alla fine
degli anni ‘80 per la Cartografia Ufficiale
Italiana ed oggi ancora per la Cartografia
Tecnica Regionale dell’IGM (Istituto
Geografico Militare).
Verso la metà del secolo scorso gli Stati
nord europei, nell’esigenza di una continuità
nelle rispettive rappresentazioni carto­
grafiche ufficiali, basate in genere su datum
locali, adottarono un unico sistema
ellissoidico di riferimento, l’European Datum
1950 (ED 50), corrispondente ancora una
volta all’ellissoide internazionale Hayford
orientato in corrispondenza dell’Os­ fig. 3 ­ l'ellissoide geocentrico in C1 (in rosso
servatorio astronomico di Potsdam in continuo) viene orientato (traslato e ruotato ­ in rosso
Germania. tratteggiato) in corrispondenza del punto P del geoide
Con i primi lanci del 1957­58 dei satelliti a cui risulta tangente per l'area locale di interesse.
Tipicamente P è baricentrico. Le verticali nel punto P
russi e poi americani si ebbe la prima dell'ellissoide orientato e del geoide formano un
accurata determinazione dell'appiattimento angolo non sempre nullo (per Roma40 è di 0°)
della Terra, dando vita a una nuova branca
scientifica, la geodesia satellitare.
Quando poi, nei successivi primi anni ‘80, venne costituito quel sistema satellitare globale di
navigazione noto come GNSS (Global Navigation Satellite System), si definì un nuovo sistema
geodetico a scala mondiale il cui modello è stato
denominato WGS84 (World Geodetic System
1984). Si tratta di un ellissoide, il cui centro è quello
di massa della Terra, datum del NAVSTAR GPS, il
sistema di posizionamento e navigazione satellitare
statunitense ad oggi più diffuso (nel GNSS fanno
parte anche altre costellazioni di satelliti come il
GLONASS russo e l’europeo Galileo).
Per determinare univocamente la posizione di un
fig. 4 ­ Sistema geografico in un riferimento ellissoidico.
Nell'esempio la longitudine è contata dal meridiano di
Greenwich come nell'ellissoide geocentrico WGS84.
La latitudine corrisponde all'angolo formato tra il piano
dell'equatore e la retta normale alla superficie in P che non
passa per l’origine O del sistema di riferimento proprio a
causa dello schiacciamento dei poli, come si comprende
dalla fig. 6

narraremare 2
punto sulla superficie di un ellissoide, in particolare del
WGS84, si impiega o un riferimento di coordinate
geografiche, longitudine λ e latitudine φ (fig. 4) o un sistema
di coordinate cartesiane geocentriche XYZ (fig. 5), con l’asse
Z coincidente con l’asse di rotazione terrestre e l’asse X
orientato sul meridiano di Greenwich.
Un punto non situato sulla superficie dell’ellissoide è
individuato pertanto da una terna di coordinate: latitudine,
longitudine e quota ellissoidica Hp (fig. 6), o da una terna
Xp, Yp, Zp in un sistema cartesiano. In ogni caso l'elevazione
del punto è sempre geometrica, diversa da una quota fisica
fig. 5 ­ sistema cartesiano misurata lungo la direzione della forza di gravità quella lungo
geocentrico
la quale si muove un corpo in caduta sulla Terra.
Da quanto detto l’ellissoide non rappresenta una superficie
di riferimento ottimale per l’altimetria avendo un significato
solo geometrico e non fisico. Tale possibilità è fornita invece
dal geoide con il suo riferimento alle acque (oceani e mari) la
cui superficie ha la caratteristica fisica di rispondere
all’attrazione gravitazionale della Terra, perpendicolare in
ogni punto alla forza di gravità, in altre parole alla direzione
del filo a piombo.
Come sappiamo sulla Terra agisce la forza di gravità,
combinazione della forza di attrazione di Newton e della
forza centrifuga dovuta alla rotazione del pianeta (fig. 7), la
cui direzione è giusto evidenziata dal filo a piombo, una fig. 6 ­ normale all'ellisoide
direzione che non sempre è diretta al centro di massa della passante per un punto P in
Terra.
L’insieme di tutte le forze di
gravità che agiscono su
qualunque corpo dotato di
massa è detto campo
gravitazionale come il­
lustrato, con le dovute
approssimazioni, nella fig.
8 (in realtà le linee di forza
sono curve complesse
nello spazio).
Si possono immaginare fig. 8 ­ schema approssimato del
fig. 7 ­ Fn forza di attrazione
tante superfici sulla Terra e campo gravitazionale terrestre. La
forza di gravità è sempre normale
universale; Fc forza centrifuga nello spazio, chiamate dai alla superficie equipotenziale
(massima all'equatore e nulla ai fisici superfici equipotenziali
poli; Fg forza di gravità perché luoghi dei punti aventi lo stesso potenziale della forza
di gravità.
Per potenziale o energia potenziale si può far riferimento all’energia posseduta da un oggetto
nello stare a una data posizione nel campo gravitazionale. Come esempio basta pensare a un
satellite che ruota intorno alla Terra che impegna un’energia pari al suo potenziale
gravitazionale per rimanere in orbita. Se viene meno tale energia di mantenimento, ad esempio
per un guasto ai motori che si spengono per poco, il satellite scende di quota ed eventualmente
si posiziona su una superficie equipotenziale più bassa o precipita sulla Terra, trasformando
quell’energia potenziale in altre forme di energia (velocità, calore).

narraremare 3
L’esempio descritto in effetti si verificò alla fine degli anni ‘50 del secolo scorso con i primi
satelliti lanciati nello spazio per cui gli scienziati compresero la necessità di conoscere al meglio
e in maniera puntuale il campo di gravità della Terra. Conoscerlo significava mantenere più a
lungo in orbita i satelliti.
Tutte queste infinite superfici equipotenziali sono perpendicolari in ogni punto alla direzione
della forza di gravità. Tra di esse una particolare superficie è quella relativa al livello medio degli
oceani, appunto il geoide.
Delle acque si considera la misura media del livello del mare per poter escludere tutti quei
fenomeni variabili che darebbero origine a risultati instabili nel breve periodo, quali ad esempio
maree e correnti, tra le influenze più evidenti.
Appena la superficie delle
acque incontra le terre
emerse il modello del geoide
continua con una superficie
come se fosse ancora quella
dell’oceano (è per tale motivo
che il riferimento del mare è
ancora in uso all’interno di un
continente), ma soggetta alle
corrispondenti, sovrastanti
forze gravitazionali terrestri.
In sintesi, per gli oceani è
sufficiente misurare il livello
fig. 9 ­ Misurazione delle elevazioni ellissoidiche Hp (GPS); delle medio delle acque, già di per
elevazioni ortometriche hp (rispetto al livello medio del mare); sé una rappresentazione del
deviazione δ della verticale in un punto all'ellissoide rispetto alla
verticale al geoide; ondulazioni n del geoide
campo gravitazionale ter­
restre, per le terre emerse la
pseudo superficie oceanica è
modellata dalla forza di gravità locale sia in valore che in direzione.
Mentre per le acque il livello medio è misurato dai mareografi (in mare e in volo) per i livelli delle
superfici pseudo marine sotto i continenti gli studiosi fanno uso di complesse misure
gravimetriche che rappresentano i parametri di un insieme di funzioni matematiche che
modellano una superficie contenente ondulazioni graduali (non brusche come la superficie fisica
terrestre), in tutti gli oceani e le masse continentali.
Nel corso di oltre sessantanni di attività spaziale l’evoluzione delle tecnologie di misura ha dato
un notevole contributo anche alla realizzazione di modelli del nostro pianeta che trovano
applicazione in numerosi campi, dalla geologia all’archeologia, dalla meteorologia alla
idrografia.
Ad oggi si contano diversi modelli del campo di gravità terrestre, di tipo locale, di minore
approssimazione, ma relativi ad una porzione di area terrestre come l’italiano ITALGEO2005 o
globali come il EGM2008 (Earth Gravity Model) e il EIGEN 6C4 (European Improved Gravity
model of the Earth by New techniques).
Ellissoide geocentrico (come il noto WGS84) e geoide permettono, nella loro combinazione di
modelli, di descrivere la reale superficie terrestre.
Se dalla montagna si misura la posizione con un GPS (ved. fig. 9) si ottengono le coordinate del
punto P nel sistema dell’ellissoide ed in particolare si determina il valore Hp di quota rispetto
all’ellissoide, ma per conoscere l’altezza effettiva dalla superficie del geoide, quella indicata
come altezza ortometrica hp (detta così perché misurata lungo il filo a piombo nel punto di
misura e contemporaneamente verticale al geoide per costruzione), si ricorre ai valori degli
scarti esistenti tra la superficie dell’ellissoide rispetto al geoide (note come ondulazioni n=H­h

narraremare 4
del geoide, positive, negative o nulle) e alle deviazioni delle verticali δ.
L’altezza ortometrica è quindi l’elevazione rispetto al livello medio del mare rappresentato per
definizione dalla superficie del geoide.
Nella pratica i rilievi forniti dai satelliti GNSS vengono confrontati con misure altimetriche
ottenute con metodi tradizionali a mezzo di capisaldi di cui alcuni di riferimento del livello medio
del mare. Le ondulazioni sono ricavate per una moltitudine di punti opportunamente scelti
nell'area di indagine da cui i valori vengono estesi agli altri punti mediante interpolazioni.
Ritornando all'ellissoide quale datum per la costruzione delle carte nautiche va precisato che
esso è indicato nel cartiglio, insieme alla scala e al tipo di carta. Il datum ED50 è frequente
trovarlo nelle carte nautiche italiane, un riferimento diverso dal WGS84 per le coordinate fornite
da un ricevitore satellitare. In realtà nei ricevitori satellitari in genere è possibile scegliere il
datum su cui lavorare. Se carta nautica e ricevitore operano sullo stesso datum gli errori sulle
posizioni sono minimi. In alternativa le carte nautiche riportano nel cartiglio le correzioni da
applicare alle coordinate.

fig. 10 ­ Cartiglio ­ Carta costruita con l'European datum (ED50). Le posizioni ottenute
con sistemi satellitari riferiti al WGS84 devono essere corrette di 0,063' a Nord (da
aggiungere al valore di latitudine) e 0,050' verso Est (da sottrarre al valore di
longitudine)

narraremare 5

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