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Quick Build Guide for CloudStack

1 Introduzione
Una tipica piattaforma di gestione cloud consente di prendere l'infrastruttura del
datacenter esistente e dotarla di un set API, una CLI e un'interfaccia utente
comuni, che consentano a un'organizzazione di trarre vantaggio dai concetti di
base del cloud computing in termini di elasticità, metering, self-service e
astrazione delle risorse.
Apache CloudStack è semplice da implementare, ha un basso costo di
ownership, è collaudato in produzione e altamente scalabile.
Questa guida rapida fornisce un set di istruzioni semplici per iniziare a usare uno
IaaS basato su CloudStack, su un singolo server.
CloudStack supporta un'ampia gamma di tecnologie di hypervisor, rete, storage
e calcolo, ma qui si parla di una configurazione semplice utilizzando KVM su EL8
(volendo anche Ubuntu), storage NFS e isolamento su layer-2 tramite VLAN.
Ovviamente, gli ambienti di produzione normali solitamente hanno
configurazioni più complesse e sono su scala molto più ampia.
CloudStack è un orchestratore cloud IaaS open source, la sua architettura
monolitica consente di implementarlo facilmente, senza dover effettuare
centinaia di ore di sviluppo per fornire un'installazione semplice e funzionante.
La sua semplicità, le sue prestazioni, la sua scalabilità ma anche la sua gestibilità
lo rendono un orchestratore cloud predefinito in, virtualmente, tutti gli scenari
cloud. Supporta vari tipi di hypervisor, varie soluzioni di storage e può fornire
alcuni modelli di rete tenant molto complessi.
2 Concetti ed architettura
2.1 Concetto generale di CloudStack
Apache CloudStack è un software open source progettato per distribuire e
gestire grandi reti di macchine virtuali, come una piattaforma cloud IaaS
altamente disponibile e altamente scalabile.
2.1.1 Panoramica dell’architettura
CloudStack è una piattaforma di Orchestrazione che raggruppa le risorse di
elaborazione per creare IaaS pubblici, privati e ibridi. Gestisce la rete, lo storage
e le risorse di computing che compongono un'infrastruttura cloud.
Presenta una struttura gerarchica che consente di scalare per decine di migliaia
di server fisici, il tutto da un'unica interfaccia di gestione.

2.1.2 Zone
Una zona CloudStack (spesso chiamata zona di disponibilità) è la più grande
unità organizzativa all'interno di una distribuzione CloudStack. In genere,
un'implementazione di data center (DC) conterrà una singola zona, ma non ci
sono regole rigide e un DC può contenere più zone. È il corrispettivo del concetto
“DC” in vSphere.
Strutturando CloudStack per zone geografiche, le istanze virtuali e lo storage dati
possono essere posizionati in modo specifico affinché rispettino le policy di
storage di un'organizzazione, ad esempio.
Una zona è composta da almeno un Pod e da un secondary storage condivisi da
da tutti i Pod in quella zona.
Le zone sono visibili agli utenti finali, che possono quindi scegliere in quale zona
desiderano creare le loro istanze virtuali.
2.1.3 Pods
In genere un Pod è correlato a un rack distinto in un datacenter in modo che da
CloudStack un intero rack/pod di host possa essere portato offline per la
manutenzione come intero gruppo. I Pod contengono uno o più Cluster e
un'architettura di switch Layer 2 condivisa da tutti i Cluster in quel Pod. Gli
utenti finali non sono a conoscenza e non hanno visibilità sui Pod.
2.1.4 Clusters
Un Cluster è un gruppo di Host identici che eseguono un Hypervisor comune. Ad
esempio, un Cluster potrebbe essere un Pooldi XenServer, un gruppo di KVM
Server o un cluster VMware preconfigurato in vCenter. Ogni Cluster ha un array
di Primary Storage dedicato, in cui sono ospitate le istanze delle macchine
virtuali.
2.1.5 Primary Storage
Il Primary Storage solitamente appartiene ad un solo cluster (anche se potrebbe
essere utilizzata anche in tutta la zona) e viene utilizzata per ospitare le istanze.
CloudStack è progettato per funzionare con tutti i server iSCSI e NFS conformi
agli standard supportati dall'hypervisor sottostante. Sono supportate anche
soluzioni di storsge speciali (come CEPH, ScaleIO, SolidFire, ecc.). Il Primary
Storage è un componente critico e dovrebbe essere costruito su hardware ad
alte prestazioni con più dischi ad alta velocità.
2.1.6 Secondary Storage
Utilizzato per archiviare Templates, immagini ISO e Snapshot. Lo Storage è
disponibile per tutti i POD in una zona. Il Secondary Storage utilizza l’NFS in
quanto garantisce che sia accessibile da qualsiasi host nella zona.
2.1.7 Istanze
Un'istanza è una macchina virtuale creata dall'utente finale di CloudStack. Le
istanze si basano su Templates ed eventuali pre-settaggi che ne specificano le
dimensioni (vCPU e RAM).
3 Installazione e Setup
3.1 Panoramica
Uno IaaS può essere complesso da costruire e, per definizione, ha una pletora di
opzioni che spesso creano confusione anche per gli esperti nella creazione di
piattaforme cloud. L'obiettivo di questa guida è fornire un set di istruzioni
semplici per iniziare a usare Apache CloudStack v4.18 con il minor numero di
problemi possibile.

Questa guida può essere utilizzata solo per creare un piccolo cloud di
prova/demo di CloudStack, poiché sono state prese alcune decisioni sulla rete
per iniziare a lavorare in breve tempo: non deve essere utilizzata per la
configurazione in produzione. Il suo scopo è aiutare a comprendere meglio
Apache CloudStack, imparare a usarlo e a gestire un cloud prima di lanciare
CloudStack per l’ambiente di produzione.

In questa guida si userà Rocky Linux 8.7 (come variante EL8). Alternativa può
essere Ubuntu, ma non sarà parte di questo testo.
KVM, o Kernel-based Virtual Machine, è una tecnologia di virtualizzazione per il
kernel Linux. KVM supporta la virtualizzazione nativa sui processori con
estensioni di virtualizzazione hardware.
3.2 Prerequisiti
In questa guida useremo un unico server con le seguenti caratteristiche:
 4x vCPU
 16GB RAM
 Esportazione delle funzionalità di virtualizzazione della CPU fisica
 2x NIC
-----
 IDRAC per la gestione del server su [Link] (mi-idrackvm-ora01-
[Link])
 2x CPU Intel(R) Xeon(R) Gold 6354 18 cores
 RAM 1TB
 2x SSD 446GB RAID1
 2x NIC 100GBs
----
Esso sarà usato sia come management, che come KVM e anche NFS per primary
e secondary storage (in questo caso ospiterà i mountpoint dato che lo storage
NFS sarà esterno).
Networking:
 Rete [Link]/24, VLAN 1007
 IP assegnato [Link]
 hostname mi-kvm-cstack01
Questa rete sarà usata sia per i sia per i Pod, sia per quella che in produzione
sarà rete pubblica. Tutti gli IP saranno statici. Dati questi presupposti, la rete sarà
in DMZ.
3.3 Ambiente
Prima di iniziare occorre predisporre l’ambiente dove installare CloudStack. Di
seguito i passi da seguire.
3.3.1Sistema Operativo
Useremo una ISO di Rocky Linux 8.10 x86_64 minimal che servirà da boot del
server passando per la sua iDRAC:
Le impostazioni di default saranno sufficienti ad eccezione dei parametri di rete
che dovranno essere impostati come riportato sopra in modo da accedere per
scaricare i pacchetti necessari.
Completata l’installazione procederemo ad attivare un accesso SSH.
Procediamo con l’update del sistema prima di tutto:
dnf -y update

Per semplificare il processo ed evitare problemi in questa instyaòòazione


disabiliteremo il firewall:
systemctl stop firewalld; systemctl disable firewalld

3.3.2Configurazione della rete

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