Il 0% ha trovato utile questo documento (0 voti)
5 visualizzazioni5 pagine

ARTE

Caricato da

5gwt8ht675
Copyright
© All Rights Reserved
Per noi i diritti sui contenuti sono una cosa seria. Se sospetti che questo contenuto sia tuo, rivendicalo qui.
Formati disponibili
Scarica in formato PDF, TXT o leggi online su Scribd
Il 0% ha trovato utile questo documento (0 voti)
5 visualizzazioni5 pagine

ARTE

Caricato da

5gwt8ht675
Copyright
© All Rights Reserved
Per noi i diritti sui contenuti sono una cosa seria. Se sospetti che questo contenuto sia tuo, rivendicalo qui.
Formati disponibili
Scarica in formato PDF, TXT o leggi online su Scribd

IL 700’

I due eventi che caratterizzano il secolo sono il Grand Tour: il viaggio compiuto da giovani
aristocratici per le principali città d’Italia allo scopo di completare la propria formazione culturale ed il
disastro di Pompei ed Ercolano. Tra le innovazioni più importanti c’è il risalto ragione con
l’illuminismo. L’uomo diventa artefice del proprio destino con la cultura. Con le industrie l’uomo
diventa creatore di qualcosa di utile. Il Barocco doveva meravigliare chi guardava le sue opere. Nel
700 la situazione viene completamente ribaltata: si riscopre la natura, idilliaca. Nella tendenza
teatrale rimane il rococò, nel quale le forme del barocco si semplificano, togliendo l’eccesso.
Nella rappresentazione artistica, si ritorna al classico. I greci volevano imitare la natura: il concetto
del “bello assoluto”, volevano rappresentare la natura nella sua perfezione, la natura è eterna, in
qualche modo “esorcizzo” l’immortalità. Per la prima volta l’arte viene sganciata da ogni fine: il fine
è solo estetico, smuove solo il sentimento, ed è fine a se stessa, per smuovere l’animo. L'arte
deve commuovere, l’opera d’arte deve smuovere interiormente colui che la guarda. Esiste il dualismo
tra la libertà dell’arte e tra la ragione come momento essenziale della vita dell’uomo. Si ristabilisce
una tranquillità, che troviamo nella natura e poi arriverà la ragione a dominare anche troppo questa
tranquillità. Uno degli esponenti dell’architettura del rococò: Filippo Juvarra. Elemento di
continuità con la natura viene messo in luce anche da Francesco De Sanctis, con la scalinata di
trinità dei Monti, che prende la costituzione del territorio e non viceversa. La chiesa funge da
fondale e la conformazione geologica viene esaltata dalla scalinata. Natura e arte coesistono, la
natura viene esaltata e l’arte fa parte della natura. Nella Pittura troviamo la corrente dei Vedutisti:
Canaletto, con i quadri che sembrano vere e proprio cartoline per far vedere la città e la realtà
stessa. Particolarità: la sua arte è un racconto di cronaca. La Pulce, di Crespi, rappresenta una
donna che da povera diventerà ricca: simboleggia la possibilità di riscatto sociale grazie alla
ragione. C’è quindi riappropriarsi della natura in termini idilliaci, nella quale l’uomo si muove e di cui
fa parte.

IL SETTECENTO

Il Settecento è il secolo del cambiamento: troviamo la rivoluzione industriale, l’Illuminismo e la


Rivoluzione Francese. La Rivoluzione industriale avviene nel 1760 in Inghilterra, dove le
innovazioni di tipo industriale sono accompagnate da scoperte scientifiche e tecnologiche che si
diffondono in tutta l’Europa. Nell’Illuminismo viene messa in luce l'importanza della ragione, che
combatte l’ignoranza e la superstizione. La Rivoluzione francese avviene 1789 in Francia, con la
fine della monarchia e l’inizio della repubblica. Avvengono i cosiddetti “Grand tour”: i letterati, gli
artisti, i filosofi si spostano tra le varie corti europee o intraprendono viaggi di studio e sono interpreti
di questo cambiamento. Le forme sono raffinate e eleganti (rococò). Importanti le grandi regge con
parchi sontuosi. Verso la fine del secolo si ritorna a forme architettoniche di gusto classico. Il Rococò
si diffuse dalla Francia in tutta Europa sul modello della reggia di Versailles. Gli ambienti sono
decorati con fantasia, eleganza e leggerezza. Le linee sono morbide e sinuose. Si dà molta
importanza all’artigianato e spesso si utilizzano materiali preziosi. In pittura si prediligono colori
chiari e luminosi, nell’architettura viene esaltata la luce, moltiplicata da grandi specchi.

CANOVA
Antonio Canova, scultore neoclassico di rilievo, nacque nel 1757 e, orfano di padre e abbandonato
dalla madre, fu cresciuto dal nonno, anch’egli scalpellino. Studente all’accademia di Venezia, si
formò sotto Giuseppe Berardi, ma già si sentiva attratto dalle forme classiche, che avrebbe
reinterpretato con originalità. Rifiutava l'imitazione diretta dei modelli antichi, cercando invece di
catturare l'essenza e lo spirito dell'antichità. Canova non cercava semplicemente di copiare le
opere antiche, ma di reinterpretarle, portando un senso di grazia e bellezza eterea. Canova è noto per
la sua straordinaria abilità tecnica, che gli permetteva di ottenere superfici estremamente lisce
con il marmo. La sua tecnica nel rendere il corpo umano con dettagli impeccabili e l'abilità nel gestire
la luce e l'ombra sulle superfici del marmo sono tratti distintivi della sua arte. Nel corso della sua
carriera, Canova lavorò per molte delle figure più importanti del suo tempo, tra cui Papi, imperatori e
aristocratici. Fu particolarmente apprezzato da Napoleone Bonaparte.

TECNICA E STILE CANOVA

Antonio Canova si distinse per la sua straordinaria maestria tecnica nel lavorare il marmo,
raggiungendo livelli di perfezione quasi sovrumani nelle sue opere. Utilizzava modelli in creta o in
gesso e la tecnica del "punto", per trasferire misurazioni precise sul marmo, garantendo
proporzioni perfette e una levigatezza caratteristica. L'attenzione di Canova ai dettagli era
maniacale, infatti passava settimane a rifinire le superfici, rendendo il marmo simile alla carne
umana, con una morbidezza sorprendente. Canova aggiungeva alle sue opere un senso di grazia e
movimento che le rendeva uniche. Le sue figure sembrano quasi vivere, con posture dinamiche e
drappeggi che accentuano la loro vitalità. Questo equilibrio tra classicismo e naturalezza è uno dei
tratti distintivi del suo stile. Sebbene fosse ispirato all’arte antica, reinterpretava i modelli greci e
romani con una nuova sensibilità estetica, fondendo abilità artigianale e visione artistica in un dialogo
tra passato e presente.

AMORE E PSICHE

Rappresenta il mito di Amore e Psiche, e simboleggia l’unione tra amore e anima. Mostra Amore
che abbraccia Psiche mentre lei si risveglia dopo un lungo sonno. Le figure hanno una posizione
dinamica e fluida. Realizzata in marmo bianco, la superficie è liscia e levigata, che conferisce un
aspetto quasi etereo e una vitalità alle figure. Le forme sono eleganti, le proporzioni armoniose e
la composizione è simmetrica. C’è una particolare attenzione ai volti, che esprimono un’intensità
emotiva, e ai corpi, che appaiono morbidi e realistici. I drappeggi delle vesti danno l’idea di
movimento e fluidità. L’opera rappresenta il trionfo dell’amore e dell’anima, con l’unione tra
mondo sensibile e spirituale.
TRE GRAZIE

Rappresenta le tre grazie, che simboleggiano la bellezza, la gioia e la fertilità. I loro corpi si
intrecciano in un abbraccio affettuoso. Trasmettono un senso di grazia e leggerezza. È
interamente realizzata in marmo. È caratterizzata da linee pulite, proporzioni equilibrate e un
richiamo ai modelli classici dell’antichità, aggiungendo un senso di vitalità e dinamismo. Le tre
figure sono disposte in un cerchio, con le braccia che si intrecciano, creando un senso di
movimento. La posizione delle figure e la loro espressione trasmettono un senso di intimità e
affetto. Canova presta particolare attenzione ai dettagli, dai panneggi dei vestiti che si adagiano
sui corpi, fino alle espressioni delicate dei volti. Ogni grazia ha un’acconciatura e un’espressione
distintiva, contribuendo alla loro individualità.

PAOLINA BORGHESE
Canova rappresenta Paolina nuda, come una dea. È la sorella di Napoleone Bonaparte. È
rappresentata in una posa naturale e rilassata, seduta su un trono con un abito che mette in risalto
le sue forme. La figura è avvolta in un drappo leggero, che si adagia delicatamente sul corpo,
rivelando le sue linee sinuose armoniose. La figura è seduta con una gamba piegata e l’altra
distesa, creando un senso di movimento e di naturalezza. Si presta particolare attenzione ai
dettagli del volto e all’acconciatura, che evidenziano la sua bellezza. L’espressione del volto è
serena e contemplativa, suggerendo un’aria di nobiltà e di distinzione. La scultura riesce a
catturare l’essenza di Paolina, trasmettendo un senso di intimità e vulnerabilità. Non è solo un
ritratto, ma rappresenta anche l’ideale di bellezza e grazia femminile del periodo neoclassico e, in
quanto membro di una famiglia influente, simboleggia la connessione tra arte e potere politico.

DAVID

David nasce a Parigi nel 1748. La sua formazione artistica inizia sotto la guida di pittori tardo-rococò
e si arricchisce durante il suo soggiorno a Roma, dove si immerge nell'arte classica, che diventerà la
base del suo stile neoclassico. Utilizza uno stile caratterizzato da forme semplici, colori sobri e
composizioni simmetriche che richiamano l'antichità. Le sue opere, come il Giuramento degli
Orazi, non solo rappresentano eventi storici ma comunicano anche ideali morali e civici legati al
dovere verso la patria. Durante la Rivoluzione, si schiera dalla parte dei rivoluzionari e utilizza la sua
arte come strumento di propaganda per celebrare il sacrificio e l’eroismo patriottico. Dopo la caduta di
Napoleone, David si trova in esilio, ma continua a influenzare l'arte europea con il suo approccio
neoclassico. La sua capacità di fondere arte e messaggio politico lo rende una figura
emblematica del rapporto tra cultura e politica nel contesto della Rivoluzione Francese. La sua
arte è studiata non solo per la sua bellezza estetica ma anche per il suo impatto sociale e culturale.

IL GIURAMENTO DEGLI ORAZI

Il dipinto rappresenta la scena storica in cui i tre fratelli Orazio giurano di difendere Roma contro i
Curiazio, la famiglia rivale. La composizione è caratterizzata da un forte contrasto tra le figure
maschili, rappresentate con forte determinazione, e le donne, che esprimono dolore e angoscia. I
fratelli Orazio sono al centro della scena, mentre il padre tiene le spade e guida il giuramento,
enfatizzando il tema del dovere patriottico. La scena è organizzata in un triangolo, con i tre Orazio
che formano la base e il padre al vertice. Questo schema compositivo conferisce stabilità e armonia
all’immagine, mentre le linee forte e i gesti decisi delle figure trasmettono un senso di azione e
determinazione. Predominano i toni caldi. La luce è usata per mettere in risalto le figure
principali, creando un forte contrasto tra le aree illuminate e quelle in ombra, che accentua il
dramma della scena. I volti degli Orazio trasmettono determinazione e coraggio, mentre le donne
esprimono angoscia e preoccupazione. Il giuramento rappresenta il sacrificio personale per il
bene della patria, tema collegato ai valori dell’Illuminismo e della rivoluzione francese. L’opera esalta
l’eroismo e il patriottismo.

Potrebbero piacerti anche