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Il Calore

presentazione sul calore fisica
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IL CALORE

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L’equivalente meccanico del calore.
Per far aumentare la temperatura di un sistema non è necessario porlo in contatto termico con un sistema a
temperatura maggiore. E’ infatti possibile ottenere un trasferimento di energia anche attraverso il lavoro compiuto da
una forza, un’altra forma di energia.
Il fisico inglese James Prescott Joule (1818-1889) fece un esperimento, costruendo un meccanismo chiamato «mulinello
di Joule», attraverso il quale riuscì a misurare la quantità di lavoro necessaria per innalzare di 1°C la temperatura di una
certa massa d’acqua. Trovò quindi la relazione tra la caloria e l’unità di misura del lavoro, che in seguito sarebbe stata
chiamata joule, in suo onore.
Il mulinello era costituito da un thermos isolato termicamente e un mulinello a palette
immerse in acqua poste in rotazione attraverso la caduta di due pesi legati con delle
corde. Lasciando liberi i due pesi, il mulinello viene azionato e le palette cominciano
a ruotare. Si osserva che l’acqua dopo un certo tempo diventa più calda.
Questo accade perché il lavoro compiuto dalla forza di gravità agente sui pesi viene
trasferito all’acqua e in parte viene impiegato per contrastare la forza di attrito dell’acqua
contro le palette e in parte comporta un aumento di temperatura. Joule misurò
il lavoro meccanico e l’aumento di temperatura dell’ acqua, dimostrando che l’energia si conservava.
Joule giunse così ad ottenere un risultato molto importante, che rappresenta l’uguaglianza tra la caloria e il joule:
la quantità di lavoro che occorre per innalzare di 1°C la temperatura di 1 g d’acqua è pari a 4,186 J.
La relazione che sussiste quindi tra la caloria e il joule è data da:
1 cal = 4,186 J
Tale relazione è nota come equivalente meccanico del calore.

L’esperimento di Joule dimostra quindi che calore e lavoro sono due modi diversi ma equivalenti per trasferire
energia da un sistema ad un altro: calore e lavoro sono quindi energia in transito.

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Il calore e i cambiamenti di stato.
La materia può passare da uno stato di aggregazione a un altro e durante questi passaggi il calore ha un ruolo
importante.
Gli stati della materia sono solido, liquido e gassoso.
Come si osserva in figura, abbiamo i diversi passaggi di stato:
• La fusione si ha quando si fornisce calore ad un solido ed esso fonde diventando
liquido;
• La solidificazione si ha quando si sottrae calore a un liquido ed esso solidifica
diventando solido;
• La evaporazione si ottiene quando si fornisce calore a un liquido ed esso evapora
diventando gas; nel caso particolare in cui un liquido evapora rapidamente formando bolle di vapore al suo interno,
l’evaporazione si chiama ebollizione;
• La condensazione si ha quando si sottrae calore a un gas ed esso si condensa diventando liquido;
• La sublimazione si ha quando fornendo calore a un solido esso diventa un gas.
• Il brinamento si ha quando sottraendo calore ad un gas esso diventa solido.
In figura è possibile osservare l’andamento della temperatura di una certa quantità di acqua in funzione del
calore fornito, alla pressione atmosferica.
Osserviamo che dalla temperatura iniziale di -30°C
il ghiaccio, al quale viene fornito calore, comincia ad
aumentare la propria temperatura fino a giungere a 0°C, che
rappresenta la temperatura di fusione.
Sperimentalmente si osserva che la temperatura rimane 0°C
finché non tutto il ghiaccio si è fuso. A questo punto, continuando a fornire calore all’acqua, si osserva un
aumento della sua temperatura fino ai 100°C, la temperatura di ebollizione. Adesso l’acqua comincia a passare
allo stato gassoso e, anche in tal caso, si osserva sperimentalmente che la temperatura dell’acqua permane a
100°C finché tutto il liquido non è diventato gas. Una volta che tutto il liquido si è trasformato in gas, l’eventuale
aggiunta di calore farà aumentare la temperatura del gas.
La trasmissione del calore.
Abbiamo detto che il calore è una forma di energia in transito da un corpo ad un altro aventi differenti temperature.
La trasmissione o propagazione del calore indica proprio questo trasferimento di energia da un punto ad un altro
dello spazio a seguito della differenza di temperatura fra i due punti.
I meccanismi di propagazione del calore attraverso la materia sono tre: la conduzione, la convezione e
l’irraggiamento.
Nella materia possono avvenire tutti i meccanismi: in particolare la conduzione per i solidi, per i liquidi
prevalentemente la convezione mentre nel vuoto la propagazione del calore si verifica solamente attraverso
l’irraggiamento.
La conduzione.
Consideriamo l’immagine sottostante, in cui immergiamo un cucchiaio di legno e uno di acciaio in una pentola
contenente acqua sopra un fornello acceso.
Osserviamo subito che, dopo un breve intervallo di tempo,
il cucchiaio di acciaio si scalda talmente tanto da non poterlo
afferrare. Il calore si è propagato dall’acqua bollente al
cucchiaio, raggiungendo in modo rapido l’equilibrio termico. 15
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La convezione.
Ogni giorno osserviamo dei meccanismi in cui l’energia si diffonde attraverso l’aria, per esempio scaldando la nostra
cosa con i radiatori o i termoconvettori. Il motivo di ciò risiede nel fatto che le molecole dei fluidi si muovono le une
rispetto alle altre, trasportando così energia mentre si muovono nello spazio.
Quindi la convezione rappresenta il trasporto di energia da un punto ad un altro dello spazio che prevede anche il
trasporto di materia dovuto alle correnti che si producono nei fluidi a causa delle differenze di temperature.
Quindi la convezione è una conseguenza del fatto che nei fluidi (quindi nei liquidi e nei gas) si possono generare delle
correnti con le quali l’energia può essere trasferita in diversi luoghi dello spazio.
Il moto di fluido più frequente con il quale l’energia si diffonde nello spazio è la cosiddetta corrente convettiva. Un
esempio di ciò si ha quando mettiamo a bollire una pentola contenente acqua sopra un fornello del gas acceso.
Il volume d’acqua posto nella parte inferiore della pentola, a contatto diretto con il fondo della
pentola che riceve energia dalla fiamma, si scalda e quindi si dilata. In tal modo il suo volume
aumenta e la densità diminuisce.
Così questi strati d’acqua sono più leggeri e risalgono grazie alla
spinta di Archimede.
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Quando gli strati d’acqua risalgono, entrano a contatto con zone a temperatura inferiore, cedendo così energia e
raffreddandosi. La densità così aumenta e perciò tali strati d’acqua scendono verso il fondo, rimpiazzando così altra
acqua che è stata scaldata e spinta verso l’alto. In tal modo si è generato un moto continuo e chiuso, che caratterizza
la cella convettiva, dovuto alla differenza di temperatura tra gli strati di fluido che si trovano più in basso e più in alto.

L’irraggiamento.
Quando ad esempio ci avviciniamo troppo ad un braciere incandescente, avvertiamo
una sensazione di caldo molto intensa che non ci consente di stare a lungo vicino
al fuoco. l meccanismo con cui l’energia, che si è formata dal processo
di combustione, giunge a noi è l’irraggiamento.
Definiamo irraggiamento il meccanismo di trasmissione del calore da un punto ad un altro dello spazio nel vuoto.
Per esempio, attraverso l’irraggiamento, l’energia del Sole giunge alla Terra viaggiando attraverso lo spazio vuoto
sotto forma di onde luminose visibili e di onde infrarosse e ultraviolette, chiamate radiazioni elettromagnetiche.
Le radiazioni elettromagnetiche sono costituite da campi elettrici e magnetici che oscillano e si propagano come
onde.
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Tutti i corpi emettono ed assorbono onde elettromagnetiche (cioè irraggiano), le quali viaggiano nel vuoto alla
velocità della luce, pari a 300000 km/s, trasportando energia. Così un corpo che assorbe più radiazioni di quelle che
emette, aumenta la propria temperatura, riscaldandosi. Se al contrario emette più radiazioni di quelle che assorbe,
diminuisce la propria temperatura e si raffredda.
Un corpo si definisce corpo nero se assorbe tutta l’energia elettromagnetica che lo colpisce.
Se consideriamo un pezzo di carbone, quando questo raggiunge una temperatura di circa 1000 K si colora di rosso
e a circa 1400 K diviene giallo. Man mano che aumenta la temperatura, il pezzo di carbone diventerà di un colore
chiaro e intenso, emettendo luce bianca.
Tutti i corpi caldi emettono luce visibile, il cui colore varia al variare della
temperatura. I corpi a temperatura ambiente, o inferiore, non appaiono
luminosi, pur emettendo radiazioni elettromagnetiche.
Per rilevare le radiazioni infrarosse si usano ad esempio apposite telecamere.
Le zone più calde sono quelle corrispondenti ai colori giallo e rosso, mentre
quelle più fredde sono corrispondenti ai colori verde e blu (come nell’immagine).
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ed è quindi direttamente proporzionale alla differenza tra la quarta potenza delle due temperature assolute.

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