STRAVISKIJ
1) Negli stessi anni in cui Debussy e Ravel operavano Parigi, si allestivano i balletti
di Igor Stravinsky. Proveniente da Lomonosov, nacque nel 1882 e morì nel
1971. L’impresario suggerire al compositore di iscrivere alcune musiche per il
balletto da fare rappresentare a Parigi: Nacque così l’uccello di fuoco, Petruska
e la saga di primavera. Djagilev aveva fondato nel 1909 a Parigi una
compagnia dei Balletti russi che avrà fine nel 1929. Essa si distingueva dal
balletto classico per il connubio singolare di coreografia, musiche e
scenografie. Questa prima fase, dove appartengono i tre balletti russi, è
definito Periodo russo. L’uccello di fuoco, che rappresentò il suo primo
successo internazionale, si distingueva per il colorismo orchestrale.
2) SECONDO QUADRO DI PETRUSKA: Nel 1911 venne rappresentato il secondo
balletto, Petruska. Il soggetto aveva per protagonista la marionetta della
tradizione popolare russa, Petruska. Da questo balletto le marionette
acquistano sentimenti Umani: a San Pietroburgo, durante la festa del
carnevale, non ciarlatano presenta al pubblico tre marionette: Petruska, Il
Moro e la ballerina. Petruska si innamora della ballerina, ma quest’ultima gli
preferisce il Moro che alla fine, uccide Petruska. Il ciarlatano rassicura il
pubblico che si tratta solo di una zuffa tra marionette quando compare un
minaccioso fantasma di Petruska. Il balletto si suddivide in 4 quadri, prevede
un grande organico orchestrale in cui si aggiunge il pianoforte trattato per lo
più in maniera percussiva. La tonalità è abbandonata e al suo posto
subentrano scale modali difettive, dalla quale sono dedotti i semplici motivi
che vengono ripetuti oppure sovrapposti. Nel primo quadretto chiamato il
suonatore di organetto comincia a suonare, incomincia con due clarinetti dove
riproducono il suono dello strumento. Sempre nel primo quadro due flauti e
clarinetto si ripropongono la canzone popolare francese. La stanza di Petruska,
il secondo quadro. Il pianoforte assume un rilievo solistico. Dove, dopo un
rullo di tamburo, ascoltiamo il tema di Petruska, presentato sotto forma di un
arpeggio (in do Maggiore- Fa Maggiore) dei due clarinetti.
3) La sagra di primavera fu rappresentata nel 1913 suscitando un grande
scandalo e diventando l’emblema della musica moderna. Per questo balletto
Stravinskij impiegò un’orchestra particolarmente nutrita. Il soggetto non segue
un vero e proprio percorso narrativo e si ispira ai riti dell’antica Russia pagana,
Con la celebrazione della primavera e il sacrificio di un’adolescente che danza
fino alla morte. A differenza di Petruska, Le melodie si riducono a frasi brevi e
non c'è alcuno spazio per l’ironia l’unica melodia di ampio respiro che
troviamo è quella del suggestivo assolo del fagotto ad apertura dell’opera, una
melodia lituana intonata nel registro acuto dello strumento.
4) Dal 1914 fino al 1920 Stravinsky si trasferì a Ginevra e si dedicò alla
composizione del balletto: Le nozze e la storia del soldato. In queste opere
oltre al richiamo della tradizione russa, si ballano un nuovo modo di intendere
lo spettacolo musicale virgola che ha condotto la critica a parlare di periodo
cubista. La scomposizione dell’oggetto in visuali diverse, tipica dell’arte
cubista, i cui principali esponenti sono Picasso e Braque.
5) Il periodo neoclassico modernista: di ritorno alla classicità e piena la storia
della musica e a Parigi recentemente si erano ascoltati i settecentismi di
Debussy. Era anche diffusa la prassi di ri-orchestrare con libertà brani antichi
per esigenze di moderni allestimenti. Venne affidato a Stravinkij il compito di
orchestrare brani di Pergolesi. Per quello che dipende il balletto Pulcinella, il
compositore accolse il compito in maniera così originale virgola che oggi si
attribuisce a Pulcinella l’onore di aver aperto una nuovissima fase neoclassica
e modernista.
ARNOLD SHONBERG
1) Fondatore della seconda scuola di Vienna fu Arnold Schönberg (1874-1951).
Nel 1890, a causa della morte del padre, dovette interrompere i suoi studi e
impiegarsi in una banca. Divenne direttore presso il coro maschile Beethoven
appartiene a questo periodo una composizione per SESTETTO D’ARCHI, scritta
nella forma del poema sinfonico e ricca di cromatismi Wagneriani. Tra il 1901
e il 1903 Schonberg soggiornò a Berlino dove ebbe occasione di incontrarsi
con il vivace ambiente culturale di questa città. Dopodiché torno a Vienna.
Nonostante il legame con il sistema tonale sussista ancora ci stiamo
avvicinando al suo superamento. Schonberg a proposito di quest’opera parla
di sospensione della tonalità. Nel 1907 – 1908 Schonberg si avvicina alla
pittura soprattutto grazie all’amicizia con un pittore del ramo fauvista, Richard
Gerstl. Egli si avvicinò alla moglie e Schonberg entrò in una crisi che lo
condusse sull’orlo del suicidio. superato il difficile momento Schoberg si
dedicò con passione alla pittura e nel 1911 invitata da Kandinsky partecipò a
una mostra del gruppo Der Blaue Reiter.
2) Il cosiddetto periodo espressionista di Shonberg va dal 1908 al 1913. Le sue
opere musicali e i suoi dipinti sono fortemente influenzati dalle teorie
psicoanalitiche che vedevano la luce in quegli anni. Freud aveva pubblicato nel
1900 l'interpretazione dei sogni. Così nel 1909 il musicista scrisse 5 pezzi per
orchestra op.16 in cui il terzo movimento è costituito da un accolto totalmente
ambiguo che cambia continuamente il timbro strumentale. Inoltre, scrisse tre
pezzi per pianoforte op. 11 e sei pezzi per pianoforte op.19. Questi ultimi sono
brani brevissimi in cui il discorso musicale procede verso un’estrema
essenzialità. Nel 1909 Schonberg scrive la sua prima opera, Attesa, un
monodramma in un atto per soprano orchestra sul libretto di Marie
Pappenheim.
3) Pierrot lunaire: In ambito cameristico appartiene al periodo espressionista
Pierrot lunaire per voce recitata e 5 strumenti. L’idea di quest’opera venne
suggerita da una sua amica che ne fu anche la prima interprete. Pierrot lunaire
è composto da 21 poesie del poeta simbolista Giraud. Schonberg però anziché
impiegare i testi originali, si rivolse alla traduzione del poema tedesco. Le
liriche sono ripartite in tre gruppi ciascuno formato da sette liriche. La prima
esecuzione provocò un vero e proprio scandalo. L’aspetto più originale del
Pierrot Verlaine era rappresentato dall’impostazione della voce, una via di
mezzo tra il cantato e il parlato. Poi più avanti l’autore precisa la differenza tra
suono parlato e suono cantato.
4) Oltre a dedicarsi all'insegnamento privato, egli fu assunto al Conservatorio
Stern Di Berlino e Accademia di Vienna. Egli scrisse il manuale di armonia dove
il tasto non è presente un tradizionale trattato d’armonia, ma come una
ricostruzione del linguaggio armonico del 700 fino ai primi del 900.
5) Tra il 1913 e 1923 Schonberg si prese un periodo di pausa creativa e di
ripensamento dell’esperienza atonale: il compositore sentiva l’esigenza di dare
ordine alla libera tonalità matematica e una nuova coerenza alla costruzione
musicale. Nacque il metodo per comporre con 12 suoni: è passata su una serie
composta da tutti e 12 le note della scala cromatica ciascuna delle quali deve
apparire una volta prima di poter essere ripetuta. ODE A NAPOLEONE
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Scala Pentatonica
La scala pentatonica è una scala musicale composta da cinque note per ottava. È molto
comune in diversi generi musicali, tra cui il blues, il rock e la musica folk di diverse culture.
Le due forme più comuni sono:
Pentatonica maggiore: C, D, E, G, A (Do, Re, Mi, Sol, La)
Pentatonica minore: A, C, D, E, G (La, Do, Re, Mi, Sol)
Scala Esatonale
La scala esatonale, o scala intera, è una scala composta da sei note equidistanti. Ogni
intervallo tra le note è di un tono intero. Questa scala non ha toni semitonali e crea un
suono molto particolare e spesso "sognante" o "fluttuante".
Esempio di scala esatonale: C, D, E, F#, G#, A# (Do, Re, Mi, Fa#, Sol#, La#)
Scala Eptafonica
La scala eptafonica è composta da sette note per ottava. È la struttura base della maggior
parte della musica occidentale. Può essere tonale o modale:
Scala diatonica tonale: Si riferisce alle scale maggiore e minore naturale.
o Scala maggiore: C, D, E, F, G, A, B (Do, Re, Mi, Fa, Sol, La, Si)
o Scala minore naturale: A, B, C, D, E, F, G (La, Si, Do, Re, Mi, Fa, Sol)
Scale modali: Sono le scale basate sui modi gregoriani.
o Ionico (maggiore): C, D, E, F, G, A, B (Do, Re, Mi, Fa, Sol, La, Si)
o Dorico: D, E, F, G, A, B, C (Re, Mi, Fa, Sol, La, Si, Do)
o Frigio: E, F, G, A, B, C, D (Mi, Fa, Sol, La, Si, Do, Re)
o Lidio: F, G, A, B, C, D, E (Fa, Sol, La, Si, Do, Re, Mi)
o Misolidio: G, A, B, C, D, E, F (Sol, La, Si, Do, Re, Mi, Fa)
o Eolio (minore naturale): A, B, C, D, E, F, G (La, Si, Do, Re, Mi, Fa, Sol)
o Locrio: B, C, D, E, F, G, A (Si, Do, Re, Mi, Fa, Sol, La)
Scala Ottatonica
La scala ottatonica, o scala diminuita, è composta da otto note. Può essere di due tipi
principali, entrambe utilizzate soprattutto nel jazz e nella musica classica contemporanea:
Scala diminuita semitono-tono: C, D♭, E♭, E, F#, G, A, B♭ (Do, Re♭, Mi♭, Mi, Fa#,
Sol, La, Si♭)
Scala diminuita tono-semitono: C, D, E♭, F, F#, G#, A, B (Do, Re, Mi♭, Fa, Fa#,
Sol#, La, Si)
Scala Dodecafonica
La scala dodecafonica è composta da dodici note, tutte equidistanti di un semitono.
Questa scala è la base del sistema dodecafonico sviluppato da Arnold Schönberg e altri
compositori della Seconda Scuola di Vienna. In questo sistema, tutte le dodici note della
scala cromatica vengono trattate con uguale importanza, evitando la centralità tonale.
Esempio di scala cromatica: C, C#, D, D#, E, F, F#, G, G#, A, A#, B (Do, Do#, Re, Re#, Mi,
Fa, Fa#, Sol, Sol#, La, La#, Si)