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80 ALBERI

Jonathan Drori era un uomo cresciuto a Londra al quale i genitori avevano trasmesso a lui e
al fratello la passione per la botanica. Entrò a far parte di numerose organizzazioni che
presuppongono il coinvolgimento pubblico nel mondo naturale. Assimilò le conoscenze
degli esperti con i quali veniva a contatto e le associò alla sua esperienza personale.
Successivamente si rese conto che esiste un interesse da parte del pubblico per le storie
delle piante che intersecano varie discipline, così nacque la sua esigenza di scrivere questo
libro. Nel “giro del mondo in 80 alberi” Jonathan Drori viaggia nel tempo e attraverso le
culture usando la botanica più attuale per mostrare il ruolo che gli alberi giocano in ogni
parte della vita umana. Oggi noi sappiamo che esistono almeno 60000 specie distinte di
alberi del mondo. Impossibilitati a fuggire dagli animali che se ne cibano, gli alberi
producono sostanze chimiche sgradevoli come deterrente.
Trasudano gomma, resina e lattice per annegare, avvelenare e immobilizzare insetti o altri
aggressori, oltre che per escludere funghi e batteri. Questi loro mezzi di difesa ci procurano
la gomma da masticare, la gomma per cancellare e l'incenso, pregiata merce di scambio fin
dall'Antichità. Gli alberi che, come l'ontano, si sono adattati a vivere in luoghi umidi hanno
un legno che non imputridisce a contatto con l'acqua. Venezia era inizialmente fondata su
pilastri di ontano. Tuttavia, gli alberi non si evolvono per soddisfare le esigenze umane. Per
milioni di anni si sono adattati a nicchie ambientali, allo scopo di difendersi e assicurare la
sopravvivenza e la diffusione alla generazione successiva. Migliore è l'adattamento,
maggiore è la proliferazione. Drori ha scelto di esporre in questo libro 80 racconti perché
sono interessanti e diverti tra loro, ma illustrano soltanto una minima parte degli infiniti
modi in cui gli alberi ù, e gli uomini interagiscono. In questo libro l’autore è partito da casa
sua a Londra, diretto a oriente. La presentazione degli alberi procede raggruppandoli per
regioni geografiche. Tra varie storie rccontate mi ha interessata quella del Cotogno,
originario delle montagne del Caucaso e dell’Iran e a rischio di estinzione. Sono il vero
frutto dell’amore: nella mitologia Greca il “pomo” dorato che paride diede in premio ad
Afrodite era sicuramente una cotogna. Intorno alle 600 le donne Ateniesi veniva imposto di
consumare questo frutto la prima notte di nozze per ingentilire lo spirito, la voce e l’alito.
[Link] rinascimentale simboleggiava la passione amorosa, fedeltà e fertilità. Ancora oggi
in Grecia, la Cotogna figura tra gli ingredienti delle torte nuziali. Un altro racconto che ha
suscitato la mia attenzione è stato quello della quercia da sughero, sempreverde che
invecchia lentamente. Il suo legno è grossolano, ma la corteccia è veramente unica. Le
donne romane apprezzavano i sandali con le suole di sughero per la saggezza, oltre al fatto
che le facevano apparire più alte. Essendosi evoluto per proteggere gli alberi, l’isolamento
termico del sughero è molto efficacie, inoltre la corteccia di questa quercia è impermeabile,
anche all’aria. Questo libro mi è piaciuto molto e lo consiglio perchè è assolutamente per
tutti, giovani, vecchi, uomini, donne, botanici e gente che riconosce solamente l'albero di
Natale. Inoltre permette di viaggiare nel tempo e nello spazio, attraverso culture lontane e
vicine, per scoprire le più strane e interessanti curiosità che si celano dietro il nome di ogni
singola pianta.

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