ANS Training Compendio ATC Cap 4-8 P 221-272
ANS Training Compendio ATC Cap 4-8 P 221-272
Compendio ATC
1. INTRODUZIONE
Gli Enti che forniscono oltre al FIS e all’ALRS anche l’ATCS sono
• Torre di Controllo di Aeroporto (Aerodrome Control Tower -TWR-)
• Ente di Controllo di Avvicinamento (Approach Control Unit -APP-)
• Centro di Controllo d’Area (Area Control Center -ACC-)
221
ANS Training
Compendio ATC
Gli stati membri dell’ICAO sono tenuti ad indicare,in accordo con quanto stabi-
lito dell’ Annesso 11, e per i territori sotto la loro giurisdizione, quelle porzioni
di spazio aereo e quegli aeroporti in cui vi è la necessità di assicurare un servizio
di traffico aereo.
2.2. APPLICABILITÀ
2.1.2 La definizione delle porzioni di spazio aereo e degli aeroporti dove sono
forniti i servizi di traffico aereo ed dei tipi di servizi da fornire in ciascuna por-
zione sono determinati in accordo alle prescrizioni contenute nel presente rego-
lamento.
2.1.3. Se sono istituiti i servizi di traffico aereo, devono essere pubblicate le in-
formazioni necessarie a consentire l’utilizzo di tali servizi.
2.1.4 In italia i Servizi di traffico aereo sono forniti da ENAV S.p.A. , dall’Ae-
ronautica Militare. Al momento, in ambito aeroportuale, il servizio informazioni
volo aeroportuale può essere fornito da soggetti diversi conformemente al Rego-
lamento “Designazione dei fornitori dei servizi di traffico aereo e meteorologici
per gli aeroporti non di competenza dell’ A.M. o dell’Enav S.p.A.”
222
ANS Training
Compendio ATC
2.3.2 Gli obiettivi del servizio di controllo del traffico aereo non includono la prevenzione
delle collisioni con il terreno. Le procedure previste nel MO-ATM non sollevano quindi
gli equipaggi di condotta dalla loro responsabilità di garantire che qualsiasi autorizzazione
emessa dagli enti di controllo del traffico aereo sia sicura a tale riguardo. Quando un volo
IFR controllato è vettorato o gli viene assegnato un percorso diretto che lo porta fuori da
una rotta ATS si applicano le procedure di cui ai para. 6.4 del Cap.25.
Il Servizio di Controllo del Traffico aereo ( ATCS) soddisfa gli obiettivi 1-2-3.
Il servizio di Informazioni Volo ( FIS) soddisfa l’obiettivo 4 .
Il servizio di Allarme (ALRS) soddisfa l’obiettivo 5.
Esiste in alcuni Paesi il Servizio Consultivo per il traffico aereo che assicura, nei
limiti del possibile. gli obiettivi 1 e 3 sotto forma di consigli e suggerimenti solo
ai traffici IFR che lo richiedono. In Italia non è al momento applicato.
223
ANS Training
Compendio ATC
Tab 1
DEFINIZIONI:
SERVIZI DI TRAFFICO AEREO (AIR TRAFFIC SERVICES)
Termine generico per indicare a seconda dei casi servizio informazioni volo, servizio di
allarme,servizio consultivo per il traffico aereo, servizio di controllo del traffico aereo (ser-
vizio di controllo di area, servizio di controllo di avvicinamento o servizio di controllo di
aeroporto)
224
ANS Training
Compendio ATC
[Link] Il Servizio di Controllo di Area deve essere fornito da un centro di controllo di area
(ACC).
225
ANS Training
Compendio ATC
Tab 2
226
ANS Training
Compendio ATC
3. ENTI
3.1. UFFICIO INFORMAZIONI ATS (ARO)
Questo Ente ATS fornisce un servizio di tipo organizzativo necessario sia per gli
equipaggi di condotta, che per il personale ATS, per lo scambio di una serie di
informazioni ed adempimenti utili per la fornitura dei Servizi del traffico aereo.
3.3. AFIU
DEFINIZIONI
227
ANS Training
Compendio ATC
228
ANS Training
Compendio ATC
DEFINIZIONI
ENTE DI CONTROLLO DEL TRAFFICO AEREO (AIR TRAFFIC CONTROL UNIT)
Espressione generica che indica indifferentemente un centro di controllo di area, un ente di
controllo di avvicinamento, una torre di controllo di aeroporto.
229
ANS Training
Compendio ATC
230
Capitolo 5
SERVIZIO DI CONTROLLO
DEL TRAFFICO AEREO
Elab. [Link]
ANS Training
Compendio ATC
1.1 Il servizio di controllo del traffico aereo (servizio ATC), istituito per conse-
guire gli obiettivi 1, 2 e 3 dei servizi del traffico aereo (vedere paragrafo 2.3.1
del cap. 4 ), è diviso in tre parti come segue:
a) Servizio di controllo di area: servizio di controllo del traffico aereo per voli
controllati, con esclusione delle parti di tali voli di cui alle lettere b) e c) seguen-
ti, per conseguire i suddetti obiettivi 1 e 3;
b) Servizio di controllo di avvicinamento: servizio di controllo del traffico aereo
per le parti dei voli controllati associate all’arrivo e alla partenza, per conseguire
i suddetti obiettivi 1 e 3;
c) Servizio di controllo di aeroporto: servizio di controllo del traffico aereo per
il traffico di aeroporto, con esclusione delle parti dei voli di cui alla lettera b)
precedente, per conseguire i suddetti obiettivi 1, 2 e 3.
2. APPLICABILITÀ.
233
ANS Training
Compendio ATC
3.1 Le parti del servizio ATC descritte al paragrafo 1.1 devono essere fornite dai
vari enti come segue:
a) servizio di controllo d’area:
1) da un ACC; oppure:
2) da un ente che fornisca il servizio di controllo di avvicinamento in un CTR o
in una area di controllo di limitate dimensioni istituita principalmente per la forni-
tura del servizio di controllo di avvicinamento dove non sia stato istituito un ACC.
b) servizio di controllo di avvicinamento:
1) da una TWR o da un ACC quando sia necessario, o preferibile riunire sotto la
responsabilità di un unico ente le funzioni del servizio di controllo di avvicina-
mento con quelle del servizio di:
• controllo di aeroporto; oppure
• controllo d’area;
2) da un APP quando sia necessario, o preferibile, istituire un ente separato;
c) servizio di controllo di aeroporto: da una TWR.
4.1 Allo scopo di fornire il servizio di controllo del traffico aereo, un ente ATC
deve:
a) disporre delle informazioni relative ai movimenti previsti di ogni aeromobile,
incluse eventuali variazioni, e delle informazioni aggiornate sull’effettivo pro-
gresso del volo di ciascun aeromobile;
b) determinare, mediante le informazioni ricevute, le posizioni di ogni aeromo-
bile conosciuto rispetto agli altri;
c) emettere autorizzazioni ed informazioni allo scopo di prevenire collisioni tra
gli aeromobili sotto il proprio controllo e di rendere spedito e mantenere un or-
dinato flusso del traffico;
d) coordinare, come necessario, le autorizzazioni con altri enti:
1) qualora un aeromobile possa entrare in conflitto con il traffico sotto il control-
lo di tali enti;
2) prima di trasferire il controllo di un aeromobile a tali enti.
234
ANS Training
Compendio ATC
4.2 Al fine di mantenere un efficiente flusso del traffico aereo applicando ade-
guate separazioni tra gli aeromobili, le informazioni sui loro movimenti, unita-
mente alle autorizzazioni rilasciate agli stessi, devono essere rappresentate in
modo da permetterne una pronta analisi.
4.3 A decorrere dal 1° gennaio 2013 gli enti ATC devono essere dotati di apparati
capaci di registrare le comunicazioni di sottofondo e l’ambiente delle postazioni
di lavoro ATC; detti apparati devono essere in grado di conservare le informa-
zioni registrate almeno nelle ultime 24 ore operative. Le registrazioni, incluse le
trascrizioni delle stesse, devono essere trattate in accordo alle previsioni di cui
all’annesso 13 ICAO. I criteri e i metodi da utilizzare per l’applicazione delle
disposizioni del presente paragrafo sono definiti dall’ENAC.
235
ANS Training
Compendio ATC
6.1.2 La responsabilità per il controllo di tutti gli aeromobili che operano all’interno di un
determinato blocco di spazio aereo deve essere affidata ad un unico ente ATC/settore/po-
sizione. Comunque, il controllo di un aeromobile o di più aeromobili può essere delegato
ad altri enti ATC/settori/posizioni purché sia assicurato un coordinamento fra tutti gli enti
ATC/settori/posizioni interessati.
6.1.3 ENAV S.p.A. indica l’area di responsabilità di ciascun ente ATC. Nelle Istruzioni
Permanenti Interne (IPI) degli enti ATC devono essere designate, ove più di una, le aree di
responsabilità di ogni settore di controllo ed indicati compiti e responsabilità di ogni posi-
zione operativa.
[Link] Salvo quanto previsto al paragrafo 9.2 del cap.25 nel caso di continuità del servizio
di sorveglianza ATS, il controllo di un aeromobile in arrivo deve essere trasferito dall’ente
che fornisce il servizio di controllo di avvicinamento a quello che fornisce il servizio di
controllo di aeroporto, al verificarsi delle seguenti condizioni:
a) voli IFR:
1) N° 1 in avvicinamento:
i. stabilizzato sul segmento finale di una procedura di avvicinamento strumentale; e
ii. riporta in vista la pista o il sentiero luminoso di avvicinamento;
236
ANS Training
Compendio ATC
b) voli VFR:
1) nelle vicinanze dell’aeroporto; oppure
2) su fix specificati come indicato nelle LOA/IPI (eventualmente individuando un punto
prestabilito utile, nel rispetto delle condizioni applicabili, a realizzare l’ottimale ripartizio-
ne della gestione del traffico fra i due enti).
In tal caso, il controllore di aeroporto deve comunicare in tempo utile a quello di avvici-
namento la condizione di pista libera, qualsiasi limitazione di agibilità della pista stessa
ed ogni informazione di traffico essenziale locale in suo possesso, aggiornando tempesti-
vamente tali informazioni nel caso di qualsiasi variazione significativa; il controllore di
avvicinamento deve emettere l’autorizzazione all’atterraggio o, se appropriato, istruzioni
alternative.
Nota: Anche se esiste un ente di controllo di avvicinamento, il controllo di alcuni voli può
essere trasferito direttamente da un ACC ad una TWR e viceversa, purché siano stati presi
preventivi accordi tra gli enti interessati per la relativa parte del servizio di controllo di
avvicinamento che deve essere fornita, come applicabile, dall’ACC o dalla TWR.
237
ANS Training
Compendio ATC
238
Capitolo 6
SERVIZIO DI ALLARME
Elab. [Link]
ANS Training
Compendio ATC
1. APPLICABILITÀ
1.1 Il servizio di allarme, istituito per conseguire l’obiettivo 5 dei servizi del traffico aereo
(vedere paragrafo 2.3.1 del cap. 4), deve essere fornito:
a) a tutti gli aeromobili che usufruiscono del servizio di controllo del traffico aereo o del
servizio informazioni volo aeroportuale;
b) a tutti gli altri aeromobili per i quali è stato presentato un piano di volo;
c) a qualsiasi aeromobile risulti o si ritenga essere soggetto ad interferenza illecita.
1.2 Ai voli VFR senza piano di volo il servizio di allarme deve essere fornito per le parti di
volo condotte in spazi aerei di classe C e D e nelle ATZ di classe G di aeroporti controllati
a regolamentazione speciale o sede di AFIU.
1.3 Ai voli VFR senza piano di volo che operano entro spazi aerei di classe E e G il ser-
vizio di allarme deve essere fornito, per quanto possibile, limitatamente ai casi per i quali
si riceva, in qualunque modo, comunicazione che l’efficienza operativa dell’aeromobile è
menomata e che il volo necessita di ricerca e/o soccorso.
1.4 Il servizio di allarme per i voli VFR senza piano di volo condotti in spazi aerei di classe
E e G non deve essere attivato in caso di omissione di un riporto di posizione preannunciato
dall’aeromobile, né nel caso di tentativo, senza successo, da parte di un operatore ATS di
stabilire contatto radio con un aeromobile allo scopo di fornirgli eventuali informazioni.
1.5 I FIC o gli ACC fungono da punto centrale per la raccolta delle informa-
zioni relative allo stato di emergenza di un aeromobile che opera nella regione
informazioni volo o nell’area di controllo interessate, e per la trasmissione di tali
informazioni al centro di coordinamento soccorso appropriato.
1.6 Se un aeromobile viene a trovarsi in stato di emergenza mentre è sotto il
controllo di una torre di controllo di aeroporto o di un ente di controllo di avvici-
namento, oppure è in contatto con un ente informazioni volo aeroportuale, l’ente
deve immediatamente informare il FIC o l’ACC responsabile, che deve a sua
volta informare il centro di coordinamento soccorso. La notifica all’ACC, al FIC
o al RCC non è richiesta se la natura dell’emergenza è tale da renderla superflua.
1.7 Tuttavia, se l’urgenza della situazione lo richiede, l’ente AFIS, la TWR o
l’APP responsabili devono prioritariamente allertare le appropriate organizzazio-
ni locali di soccorso ed emergenza, che possano fornire la necessaria assistenza
immediata, ed intraprendere ogni azione necessaria per attivarle.
241
ANS Training
Compendio ATC
ATTIVAZIONE
2.1 Ferma restando qualsiasi altra circostanza che possa rendere tale notifica
opportuna, gli enti ATS devono notificare al servizio SAR l’esistenza di un aero-
mobile considerato in stato di emergenza in accordo a quanto segue, conforme-
mente alla Tabella 8.1 (vedere Appendice 1 del presente capitolo):
242
ANS Training
Compendio ATC
2.2.2 Se un ufficio informazioni ATS riceve un piano di volo dal quale risulti,
in base all’autonomia indicata, che il volo potrà concludersi oltre l’orario di
chiusura dell’ufficio, deve trasmettere agli enti ATS interessati tutti i dati supple-
mentari eventualmente riportati nel piano di volo, al fine di renderli disponibili
per tutta la durata del volo.
243
ANS Training
Compendio ATC
2.3 In aggiunta alla notifica di cui al precedente paragrafo 5.2.1(del Reg. ENAC ),
al RCC deve essere fornita senza ritardo:
a) ogni informazione aggiuntiva utile, in particolare sullo sviluppo dello stato di
emergenza attraverso le successive fasi; oppure
b) l’informazione che la situazione di emergenza è finita.
2.4 Le torri di controllo di aeroporto e gli AFIU hanno la responsabilità di allertare i servizi
di soccorso ed antincendio ogni qualvolta:
a) si verifichi un incidente ad un aeromobile sull’aeroporto o nelle sue vicinanze; o
b) si ricevano informazioni secondo cui la sicurezza di un aeromobile che si trova o si
troverà sotto la responsabilità della torre di controllo di aeroporto possa essere o sia stata
compromessa; o
c) sia richiesto dall’equipaggio di condotta; o
d) quando altrimenti ritenuto necessario.
2.5 Le modalità di fornitura del servizio di allarme da parte delle torri di controllo di aero-
porto e degli AFIU sono disciplinate dal piano di emergenza aeroportuale. Tra le informa-
zioni da fornire, in aggiunta a quelle pertinenti indicate nella Tabella 8.2, la torre o l’AFIU
devono comunque fornire, se disponibile, il dato della quantità di combustibile a bordo.
3. INFORMAZIONI ALL’OPERATORE
3.1 Se un ACC o un FIC determina che un aeromobile è in una fase di incertezza o di al-
larme deve, quando possibile, informare l’operatore prima di effettuare le azioni previste al
paragrafo 2.
244
ANS Training
Compendio ATC
4. AMBITI DI INTERVENTO
4.1 Nel notificare l’esistenza di aeromobili che necessitano di ricerca e soccorso ci si deve
attenere ai seguenti criteri:
a) nel caso di interventi ricadenti nell’ambito di applicazione del piano di emergenza aero-
portuale, si deve procedere secondo quanto ivi specificato;
b) in tutti gli altri casi, si devono allertare il Centro Coordinamento Ricerca e Soccorso
dell’Aeronautica Militare ed il Centro Coordinamento Soccorso in Mare del Comando Ge-
nerale del Corpo delle Capitanerie di Porto; quest’ultimo non deve essere allertato solo se
vi è certezza che non sia interessato l’ambito marittimo.
5. AZIONI
5.1 La notifica deve essere fatta ai seguenti soggetti:
a) quando applicabile il piano di emergenza aeroportuale, quelli indicati nel piano stesso,
l’ACC interessato, se la notifica origina da un APP, una TWR o un AFIU, e il responsabile
dell’ente ATS o il suo delegato;
b) negli altri casi, l’Aeronautica Militare, il Corpo delle Capitanerie di Porto (secondo
quanto indicato al precedente paragrafo 4.1), l’ACC interessato se la notifica origina da un
APP, una TWR o un AFIU, e il responsabile dell’ente ATS o il suo delegato.
5.2 Nel caso di applicazione del piano di emergenza aeroportuale, la notifica deve essere
effettuata dalla TWR o dall’AFIU, che la origina o che l’ha ricevuta da un ACC o da un
APP, secondo quanto indicato nel piano.
5.3 Negli altri casi, la notifica deve essere effettuata dall’ACC, che la origina o che l’ha
ricevuta da un APP, una TWR o un AFIU, secondo le seguenti modalità:
a) l’Aeronautica Militare deve essere contattata su linea diretta registrata, se disponibile,
o su linea registrata al numero 0532-825738 di Poggio SAR corrispondente alla posizione
che espleta le funzioni di RCC (Rescue Coordination Center), fornendo le informazioni
previste secondo il modello di comunicazione telefonica riportato nella Tabella 8.2. In al-
ternato si potrà chiamare la posizione del CSO Nazionale di COFA (Comando Operativo
Forze Aeree) al numero registrato 0532-828245. Sono inoltre possibili, laddove già imple-
mentate, procedure di notifica attraverso l’SCC/AM;
b) il Corpo delle Capitanerie di Porto deve essere contattato su linea registrata al numero
dedicato 06-59648209 dell’Ufficiale di servizio nella sala operativa del IMRCC (Italian
Maritime Coordination Center) o, in alternativa, al numero 06- 5923569 o 06-5924145,
fornendo le informazioni previste secondo il modello di comunicazione telefonica riportato
nella Tabella 8.2;
c) deve essere inoltrata segnalazione, come previsto da procedure di Reporting.
245
ANS Training
Compendio ATC
5.4 Nell’effettuazione delle comunicazioni di cui alle lettere a) e b) del precedente para-
grafo, deve essere data priorità alla comunicazione al Corpo delle Capitanerie di Porto se
sussiste evidenza di interessamento dell’ambito marittimo.
5.5 Quando è richiesta l’attivazione del servizio d’allarme nei riguardi di un volo condotto
attraverso più di una FIR o area di controllo, e quando la posizione dell’aeromobile sia dub-
bia, la fornitura del servizio deve essere coordinata dall’ente ATS responsabile della FIR o
dell’area di controllo:
a) all’interno della quale l’aeromobile era in volo al momento dell’ultimo contatto radio
bordo/terra;
b) in cui l’aeromobile stava per entrare, se l’ultimo contatto radio bordo/terra è stato stabi-
lito su o in prossimità del confine tra due FIR o aree di controllo;
c) all’interno della quale è localizzata la destinazione intermedia o finale
5.6 L’ente responsabile per la fornitura del servizio di allarme, in accordo al precedente
paragrafo, deve:
a) notificare, agli enti che forniscono il servizio di allarme nelle altre FIR o aree di controllo
interessate, la fase o le fasi di emergenza, in aggiunta alla notifica al centro di coordinamen-
to dei soccorsi ad essi associato;
b) richiedere a questi enti di assistere nella ricerca di qualsiasi informazione utile relativa
all’aeromobile che si presume sia in emergenza, con tutti i mezzi appropriati;
c) raccogliere le informazioni ricevute durante ciascuna fase dell’emergenza e, dopo averne
accertato la necessità, trasmetterle al competente centro di coordinamento dei soccorsi;
d) comunicare il termine dello stato di emergenza, come richiesto dalle circostanze.
5.7 Deve essere posta particolare attenzione nell’informare il centro di coordinamento soc-
corsi competente circa le frequenze d’emergenza disponibili ai sopravvissuti, così come
indicate nel campo 19 del piano di volo, normalmente non trasmesso.
5.8 Dopo la notifica, il centro di ricerca e soccorso deve ricevere senza ritardo:
a) qualsiasi utile informazione aggiuntiva, in particolare sugli sviluppi dello stato di emer-
genza attraverso le successive fasi; oppure
b) l’informazione che la situazione di emergenza è terminata.
246
ANS Training
Compendio ATC
5.9 Quando vi sia ragionevole certezza che successivamente ad una fase di incertezza e/o
di allarme possa intervenire una fase di pericolo, quelle informazioni che non sono dispo-
nibili al momento in cui viene fatta la prima notifica al centro di ricerca e soccorso devono,
quando possibile, essere acquisite da parte degli enti dei servizi di traffico aereo prima che
venga attivata la fase di pericolo.
5.10 Se un ufficio informazioni ATS riceve un piano di volo dal quale risulti, in base
all’autonomia indicata, che il volo potrà concludersi oltre l’orario di chiusura dell’ufficio,
deve trasmettere agli enti ATS interessati tutti i dati supplementari eventualmente riportati
nel piano di volo, al fine di renderli disponibili per tutta la durata del volo.
5.11 Il CTA in linea operativa originatore della notifica deve essere il più possibile solleva-
to dal coinvolgimento diretto nelle azioni di allertamento, al fine di non distoglierlo dalla
gestione del traffico in atto; dette attività devono quindi, per quanto possibile, essere de-
mandate al CSO/SO, eventualmente coadiuvato da altri CTA o EAV o, a seconda dell’ente
ATS, ad altro CTA/EAV in servizio.
5.12 La messaggistica su rete AFTN deve essere attuata in applicazione alle vigenti proce-
dure con l’aggiunta, in indirizzo, dell’IMRCC (LIJIYFYX).
5.13 In aggiunta alle attività di notifica di cui sopra, quando appropriato in base alla tipolo-
gia di utenza coinvolta, deve essere informato l’operatore o il suo rappresentante designato;
da questi ultimi potrebbero essere ottenibili informazioni utili alla fornitura del servizio.
5.14 Tutte le informazioni notificate al RCC devono, quando possibile, essere comunicate
senza ritardo anche all’operatore.
6. ISTRUZIONI LOCALI
6.1 Nelle IPI devono essere riportati:
a) compiti di ciascun soggetto coinvolto (CSO/SO, CTA, EAV,…);
b) check-list riepilogative delle azioni da compiere;
c) soggetti da contattare e relative modalità;
d) riferimento al piano di emergenza (per gli aeroporti).
6.2 Nelle IPI devono essere previste modalità di coordinamento per l’acquisizione, da parte
della torre di controllo di aeroporto, dei dati necessari a determinare l’orario previsto di
atterraggio degli aeromobili.
247
ANS Training
Compendio ATC
7.2.3 In caso di mancata ricezione del riporto di OPERATIONS NORMAL entro i 30 minu-
ti successivi all’orario al quale si sarebbe dovuto ricevere, si deve dare corso alle pertinenti
azioni previste per la fase di incertezza.
7.2.4 La procedura di OPERATIONS NORMAL non si applica ai voli VFR senza piano di volo.
8.2 Durante l’orario di servizio, deve essere effettuato ascolto continuo sulla frequenza
121.5 MHz in tutti gli enti ATS.
248
ANS Training
Compendio ATC
10.1 Quando un ente ATS ha accertato che un aeromobile si trova in uno stato di emergenza,
gli altri aeromobili che si trovano nelle sue vicinanze devono essere informati appena pos-
sibile della natura dell’emergenza, ad eccezione di quanto previsto al paragrafo seguente.
10.2 Quando un ente ATS è al corrente, o presume, che un aeromobile sia soggetto a un’in-
terferenza illecita, nessun riferimento a tale stato di emergenza deve essere fatto nelle co-
municazioni ATS terra/bordo, a meno che non sia lo stesso aeromobile coinvolto a farne
per primo cenno e vi sia la certezza che tali riferimenti non aggravino la situazione in atto.
11.2 Gli aeromobili impegnati nelle attività di ricerca e soccorso contatteranno l’ente ATS
responsabile prima di interessare l’area SAR; tale ente deve fornire ogni assistenza possibile.
249
ANS Training
Compendio ATC
12.2.1 Gli stati contraenti, in proprio o in cooperazione con altri stati, devono
fornire i servizi di ricerca e soccorso sul proprio territorio continuativamente (H-
24) al fine di assistere le persone in pericolo. I servizi di ricerca e soccorso sulle
acque internazionali e le aree di indeterminata sovranità devono essere forniti in
base ad accordi regionali di navigazione aerea.
250
ANS Training
Compendio ATC
12.2.4 Gli stati contraenti devono stabilire un RCC (rescue coordination centre)
in ciascuna regione di ricerca e soccorso. Ogni centro (e gli eventuali sottocen-
tri) devono essere dotati 24 ore al giorno di personale addestrato e qualificato
nell’uso delle comunicazioni radiotelefoniche.
12.2.5 Gli stati contraenti devono designare quali unità di ricerca e soccorso
organismi pubblici o privati equipaggiati per la ricerca e il soccorso. Devono
altresì designare, nel piano di ricerca e soccorso, altri organismi pubblici o pri-
vati, non qualificati come unità di ricerca e soccorso, ma che siano comunque in
grado di partecipare alle operazioni di ricerca e soccorso.
251
ANS Training
Compendio ATC
12.3.3 Per tutte le operazioni SAR in mare sono istituiti un Centro di Coordi-
namento Nazionale di Soccorso Marittimo (IMRCC), 14 Centri Secondari di
Soccorso Marittimo (MRSC), e le dipendenti Unità Costiere di Guardia (UCG),
operativi 365 giorni all’anno H-24. L’IMRCC, gli MRSC e le UCG, secondo le
rispettive competenze, coordinano e impiegano le unità di soccorso.
252
ANS Training
Compendio ATC
253
ANS Training
Compendio ATC
254
ANS Training
Compendio ATC
255
ANS Training
Compendio ATC
256
ANS Training
Compendio ATC
257
ANS Training
Compendio ATC
258
ANS Training
Compendio ATC
259
Capitolo 7
Elab. [Link]
ANS Training
Compendio ATC
Nota. La fornitura del servizio informazioni volo da parte degli enti ATS non esime l’equi-
paggio di condotta di un aeromobile dalla responsabilità sulle decisioni finali in riferimen-
to a qualsiasi variazione suggerita del piano di volo.
Laddove gli enti ATS forniscono sia il servizio informazioni volo sia il servizio di con-
trollo del traffico aereo, la fornitura del servizio di controllo del traffico aereo, quando le
circostanze lo richiedono, ha la precedenza sulla fornitura del servizio informazioni volo.
Al tempo stesso, il controllore deve tenere in considerazione il fatto che, in particolari si-
tuazioni, ad aeromobili in avvicinamento finale, in atterraggio, in decollo e in salita può
essere necessario fornire senza ritardo informazioni essenziali diverse da quelle relative alla
fornitura del servizio di controllo del traffico aereo.
1.2 AMBITO
Il servizio informazioni volo include la fornitura delle seguenti informazioni:
a) SIGMET e AIRMET;
b) attività vulcanica pre-eruttiva, eruzioni vulcaniche e nubi di cenere vulcanica;
c) rilascio nell’atmosfera di materiali radioattivi o sostanze chimiche tossiche;
d) modifiche all’efficienza operativa degli aiuti alla navigazione;
e) cambiamenti nelle condizioni di aeroporto e infrastrutture associate, incluse le informa-
zioni sullo stato delle aree di movimento di aeroporto quando interessate da neve, ghiaccio
o significative quantità d’acqua;
f) palloni liberi non pilotati; e
g) qualsiasi altra informazione significativa per la sicurezza.
Nota 1. L’informazione sui rischi di collisione si intende fornita agli aeromobili ai quali
non viene fornita separazione, in accordo alla classificazione dello spazio aereo interessato.
263
ANS Training
Compendio ATC
Nota 2. L’informazione sui rischi di collisione, basandosi soltanto sugli aeromobili cono-
sciuti la cui presenza potrebbe costituire un rischio di collisione per l’aeromobile interes-
sato, può essere a volte incompleta e i servizi di traffico aereo non possono assumere la
responsabilità della sua emanazione in tutti i casi, né della sua accuratezza.
c) per aeromobili che volano sopra distese di acqua, per quanto possibile e se richiesto da un
aeromobile, ogni informazione disponibile, quali nominativo radio, posizione, rotta vera,
velocità, ecc. su imbarcazioni presenti nell’area.
Il servizio informazioni volo fornito ai voli VFR deve includere, in aggiunta a quanto so-
pra indicato, la fornitura di informazioni disponibili concernenti le condizioni di traffico e
meteorologiche lungo la rotta che, probabilmente, renderanno impraticabili le operazioni
secondo le regole del volo a vista.
a) registrate dall’ente dei servizi di traffico aereo responsabile della regione informazioni
volo in cui l’aeromobile sta volando, in modo tale da poterne disporre per riferimento e se
necessario per azioni di ricerca e soccorso;
b) trasmesse dall’ente dei servizi di traffico aereo che le riceve ad altri enti ATS interessati,
quando richiesto in accordo al para. 2.1.1 del Cap. 22.
264
ANS Training
Compendio ATC
b) trasmissione con chiamata generale a tutti gli aeromobili interessati, senza conferma di
ricezione; oppure
c) radiodiffusione; o
d) data link.
Nota. In determinate circostanze (es. nelle ultime fasi di un avvicinamento finale) potrebbe
essere impraticabile per l’aeromobile confermare la ricezione di trasmissioni dirette.
Il sistema di trasmissione con chiamata generale deve essere limitato a quei casi in cui si
ritiene necessario dare a diversi aeromobili, contemporaneamente e senza ritardo, informa-
zioni essenziali (es. il verificarsi di un pericolo improvviso, il cambiamento della pista in
uso o un’avaria ad un aiuto all’avvicinamento e atterraggio fondamentale).
265
ANS Training
Compendio ATC
a) trasmissione diretta, effettuata dall’appropriato ente dei servizi di traffico aereo, di os-
servazioni speciali selezionate e di previsioni aggiornate per gli aeroporti di partenza, di
destinazione ed alternati, elencati nel piano di volo; oppure
b) una chiamata generale sulle frequenze appropriate per la trasmissione, senza conferma di
ricezione, a tutti gli aeromobili interessati, di osservazioni speciali selezionate e previsioni
aggiornate di aeroporto; oppure
266
ANS Training
Compendio ATC
b) informazioni operative significative sullo stato delle installazioni associate alla pista in
uso, compresa la categoria per avvicinamenti di precisione qualora la categoria di avvicina-
mento più bassa pubblicata per la pista non sia disponibile;
c) sufficienti informazioni sulle condizioni della superficie delle piste per permettere la va-
lutazione del coefficiente di frenata.
267
Capitolo 8
SERVIZIO CONSULTIVO
DEL TRAFFICO AEREO
Elab. [Link]
ANS Training
Compendio ATC
NOTA: In Italia, questo servizio attualmente non viene espletato, in quanto non
vi sono spazi aerei e rotte a servizio consultivo.
a) il piano di volo ed i relativi cambiamenti non sono soggetti ad autorizzazione ATC, l’ente
che fornisce il servizio consultivo deve fornire solo avvisi sulla presenza di traffico essen-
ziale o suggerimenti su una possibile azione da intraprendere;
271
ANS Training
Compendio ATC
Nota 1. Si assume che l’equipaggio di condotta non apporti nessuna modifica al piano di
volo in vigore prima di aver notificato all’ente ATS appropriato la modifica che intende
effettuare e, se possibile, prima di aver ricevuto una conferma della ricezione o i pertinenti
avvisi.
1.5. OBIETTIVO.
Gli aeromobili che decidono di condurre voli IFR entro spazi a servizio consultivo, ma di
non usufruire del servizio consultivo, notificheranno comunque ai pertinenti enti ATS gli
eventuali cambiamenti al piano di volo presentato.
I voli IFR che intendono attraversare una rotta a servizio consultivo lo faranno, per quanto
possibile, perpendicolarmente rispetto alla direzione della rotta e a un livello appropriato
alla traiettoria di volo, in accordo alle regole previste per i voli IFR fuori spazi aerei con-
trollati.
272