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6 – Pianificazione
Gennaio 2017
Norma ISO 14001:2015 - Guida operativa ai punti 4.1, 4.2 e 6
SOMMARIO
INTRODUZIONE
5. I requisiti contenuti nei punti 4.1, 4.2, e 6 della norma ISO 14001:2015 ................................ 7
8. Pianificazione .................................................................................................................... 22
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Norma ISO 14001:2015 - Guida operativa ai punti 4.1, 4.2 e 6
INTRODUZIONE
Con questa guida la nostra intenzione è di fornire un contributo al processo di transizione dei
sistemi di gestione ambientale (di seguito SGA) verso l’adeguamento ai requisiti contenuti nella
nuova edizione della norma ISO 14001 pubblicata nel 2015, processo che è previsto si concluda
entro il 15 settembre 2018.
La guida non ha ovviamente alcuna intenzione di proporre interpretazioni della norma stessa,
facoltà di esclusivo appannaggio degli organismi nazionali di normazione attraverso una specifica
procedura codificata in sede ISO.
L'esercizio che abbiamo fatto è stato quello di metterci semplicemente di fronte ai requisiti della
norma ISO 14001:2015, a partire dalle rispettive esperienze nel campo dei sistemi di gestione
ambientale, quella dell’Area Ambiente dell’Unione Industriale di Torino e quella del Dipartimento
dell’Ingegneria dell’Ambiente, del Territorio e delle Infrastrutture del Politecnico di Torino.
Fin dall’inizio della nostra collaborazione l’obiettivo è stato quello di produrre un esempio
concreto di applicazione di alcuni tra i più significativi elementi di novità della nuova ISO 14001.
Ovviamente sappiamo che altri ne verranno proposti, ma consideriamo questa pluralità un
elemento positivo insito nella filosofia alla base della norma stessa, nonché una ricchezza per il
mercato e per le organizzazioni. Questo vale a maggior ragione in questa specifica fase storica in
cui, nella maggior parte dei casi, si tratterà di adattare ai nuovi requisiti SGA reali, inevitabilmente
diversi gli uni dagli altri, in funzione della loro storia e dello specifico contesto in cui si sono
sviluppati.
Non abbiamo mai creduto ai pacchetti “chiavi in mano” e abbiamo sempre ritenuto che ogni
organizzazione dovesse trovare la propria strada per calare i requisiti della norma ISO 14001 nella
propria realtà concreta puntando, in un’ottica di sostenibilità, alla maggiore semplicità possibile
del SGA, fatta salva l’effettiva capacità di soddisfare lo spirito dei requisiti della norma.
Infine, visti i presupposti esplicitati in questo paragrafo, le tabelle contenute in formato grafico in
questa presentazione verranno rese fruibili anche in formato Excel, e potranno così essere
liberamente modificate in funzione delle specifiche esigenze.
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Il processo di revisione della norma ISO 14001:2004 è durato poco meno di quattro anni ed è
passato attraverso sette diversi stati di sviluppo del documento gestiti nel corso di dieci incontri
internazionali. L’impatto di questa nuova revisione è risultato decisamente più significativo
rispetto alla precedente risalente all’anno 2004.
la “High level structure (HLS)”. Si tratta della struttura che d’ora in avanti costituirà la base di
tutti i sistemi di gestione definiti all’interno di norme ISO. Una scelta strategica finalizzata a
dare una risposta alla richiesta crescente di sistemi di gestione più uniformi e più facilmente
integrabili. La HLS è vincolante per tutte le norme (ISO 14001, ISO 9001, futura ISO 45001,
etc.) e gli eventuali limitati scostamenti devono essere giustificati ed autorizzati.
Le "Future Challenges for EMS". Si trattava di una serie di punti chiave, condivisi dagli esperti
come elemento in ingresso al processo di revisione, che avevano lo scopo di guidare il lavoro
verso la realizzazione di una norma adeguata alle sfide ambientali dei prossimi anni.
Le finalità e la filosofia della norma ISO 14001 sono risultati confermati, i contenuti precedenti si
ritrovano praticamente tutti nell’edizione 2015 anche se riorganizzati all’interno di un nuovo flusso
logico in ossequio alla struttura HLS.
Oltre a queste conferme troviamo però anche diversi elementi di significativa innovazione che,
per non tediare il lettore in questa che vorrebbe solo essere una breve introduzione, ci limiteremo
ad elencare sulla base di un giudizio soggettivo, ma tra di noi condiviso.
8.1 Pianificazione e controlli operativi, in un’ottica di life cycle perspective più esplicita
rispetto all’edizione precedente della norma.
Oltre a questo breve elenco vale, secondo noi, ancora la pena di sottolineare l’importanza
dell’Allegato A della norma come strumento di supporto per una corretta comprensione dei
requisiti, nonché due elementi che non sono diventati veri e propri punti autonomi nella versione
finale della norma, anche se molto discussi durante il processo di revisione, ma che permeano
tutto il documento:
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la gestione delle modifiche, intesa come la capacità del SGA di rispondere in modo
dinamico alle modificazioni del contesto, interno ed esterno.
La norma ISO 14001:2015 è il frutto di un processo che a partire dalla lettura delle sfide ambientali
future ha cercato di mettere a disposizione delle organizzazioni uno strumento al passo con i
tempi, efficace ai fini della gestione delle prestazioni ambientali e con maggiori possibilità di
integrazione con altri eventuali sistemi di gestione applicati.
Un SGA che grazie ad una migliore conoscenza del contesto interno ed esterno e delle sue
evoluzioni, nonché, ad un approccio orientato a mettere in evidenza in modo dinamico rischi ed
opportunità, punta a favorire l’integrazione delle variabili relative alla gestione ambientale
all’interno della strategia complessiva dell’organizzazione.
Visto l’elevato numero di certificazioni rilasciate in Italia, riteniamo che nella maggior dei casi le
prime applicazioni della norma ISO 14001:2015 riguarderanno la transizione di SGA in essere,
conformi ai requisiti della norma ISO 14001:2004, ai requisiti dell’edizione 2015.
Si tratta di un’attività delicata perché si svilupperà su realtà operative, fatte di processi, impianti,
prodotti, di uomini e delle loro relazioni, che può avere ricadute importanti sugli impatti
ambientali e sulle responsabilità delle organizzazioni, ovviamente, sia in termini di rischi che di
opportunità di miglioramento.
Un processo il cui primo passo non può che essere rappresentato da un’analisi puntuale dei
requisiti contenuti nella nuova edizione della norma. A questo proposito l’Allegato B all’edizione
2015 mette in relazione, in forma tabellare, i contenuti dei punti della norma nella sua edizione
2015 con i contenuti dei punti della norma nella sua edizione 2004 e, vista la profonda revisione
della struttura, lo schema può aiutare gli utilizzatori ad orientarsi durante i primi approcci al testo.
Il passaggio successivo richiede di tenere conto delle caratteristiche dello specifico SGA, variabili
in funzione delle dimensioni dell’organizzazione, della sua cultura organizzativa, della complessità
sotto il profilo ambientale nonché del grado di maturità del SGA. In pratica si tratterà di condurre
una sorta di gap analysis tra gli elementi del SGA in essere e i requisiti della ISO 14001:2015.
Definiti gli elementi mancanti, l’organizzazione potrà decidere quale approccio adottare per il
lavoro di aggiornamento del SGA. Un approccio che può andare dall’elaborazione dei soli
elementi mancanti e la loro integrazione nel sistema aggiornato in merito agli aspetti formali fino
all’estremo opposto di una completa e profonda revisione di tutto il sistema.
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In questa fase si collocano anche le decisioni in merito al grado di integrazione del SGA con altri
sistemi di gestione eventualmente applicati all’interno dell’organizzazione. Vale la pena di
ricordare a questo proposito che la pubblicazione della nuova edizione della norma ISO
9001:2015 è avvenuta praticamente in concomitanza con la ISO 14001, e quindi i tempi di
adeguamento dei sistemi quasi coincidono, mentre sono ancora in corso i lavori per l’elaborazione
della prima edizione norma ISO 45001 che stabilirà i requisiti dei sistemi di gestione per la salute e
la sicurezza sul lavoro. Le scelte sull’eventuale integrazione dei diversi sistemi dovrebbero essere
agevolate, come esposto in precedenza, dal fatto che tutte e tre le norme avranno una struttura
comune ispirata alla struttura HLS, ma ciò non toglie che la valutazione dei costi e benefici
associati vada sviluppata attentamente caso per caso.
Il terzo elemento affrontato è il tema più articolato della Pianificazione (punto 6), che potremmo
definire il cuore del SGA, dove si tratta di aspetti ambientali significativi, obblighi di conformità,
rischi e opportunità, obiettivi ambientali, requisiti che come vedremo successivamente sono
strettamente correlati anche ai temi del contesto e delle parti interessate.
Già in passato si è trattato di una parte del SGA non sempre facile da applicare e che, a volte, ha
portato all’elaborazione di soluzioni complicate e non sempre soddisfacenti; inoltre, l’introduzione
del concetto di rischi e opportunità non ha certo semplificato le cose.
Per queste motivazioni abbiamo ritenuto utile cimentarci nella proposta di un esempio concreto di
applicazione del flusso di pianificazione come ora definito nella norma ISO 14001:2015.
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5. I requisiti contenuti nei punti 4.1, 4.2, e 6 della norma ISO 14001:2015
4.2 Comprendere le esigenze e le aspettative delle parti interessate. Qui viene richiesto
all’organizzazione di determinare quali siano le parti interessate rilevanti ai fini del SGA nonché le
relative esigenze ed aspettative. Nell’ambito delle esigenze e delle aspettative individuate è
necessario poi distinguere quelle che diventano obblighi di conformità per l’organizzazione.
L’analisi di rischi ed opportunità deve quindi essere considerata come l’elemento chiave che lega
fra loro i diversi fattori che concorrono allo sviluppo della pianificazione del SGA. La
caratterizzazione del contesto, delle esigenze/aspettative delle parti interessate, degli aspetti
ambientali (significativi) e dei relativi obblighi di conformità porta infatti all’attenzione
dell’organizzazione una serie di elementi cui possono essere associati rischi e opportunità; questi
ultimi devono quindi essere valutati dall’organizzazione per definire quali debbano essere
affrontati per prevenire o ridurre effetti indesiderati che possano impedire di conseguire gli esiti
attesi del SGA (miglioramento continuo delle prestazioni ambientali, mantenimento del pieno
rispetto degli obblighi di conformità, raggiungimento degli obiettivi ambientali, etc.). La norma
specifica che non sussistono requisiti di gestione del rischio di tipo formale e che spetta quindi
all’organizzazione valutare se il processo di determinazione e valutazione di rischi/opportunità sia
di tipo qualitativo o si configuri come una valutazione quantitativa anche molto articolata (ad es.
analisi di rischio), eventualmente basata su prassi formali già consolidate nel SGA. In ogni caso la
valutazione di quali tra i rischi e le opportunità individuate debbano essere affrontati per
prevenire o ridurre effetti indesiderati deve condurre alla definizione di azioni da intraprendere
che andranno quindi integrate nei processi del SGA (ad es. obiettivi ambientali, risorse,
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Questo flusso logico viene rappresentato in modo esemplificato in Figura 1, che costituisce lo
schema di riferimento secondo il quale è stata strutturata la presente guida operativa. L’analisi dei
rischi e delle opportunità emerse a seguito della caratterizzazione del contesto, delle
esigenze/aspettative delle parti interessate, degli aspetti ambientali (significativi) e dei relativi
obblighi di conformità, deve portare l’organizzazione a valutare se sia opportuno pianificare
ulteriori azioni, oltre a quelle già in essere nell’ambito del SGA, per migliorare l’attuale livello di
controllo e garantire quindi il progressivo conseguimento degli esiti attesi del SGA.
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Con il termine “contesto” la norma ISO 14001:2015 intende l’insieme di fattori esterni ed interni
all’organizzazione che influenzano e/o possono influenzare, sia positivamente che
negativamente, la capacità della stessa di conseguire le proprie finalità ed in particolare gli esiti
attesi del proprio SGA, quali il miglioramento continuo delle prestazioni ambientali, il
mantenimento del pieno rispetto degli obblighi di conformità cogenti e/o assunti volontariamente,
il raggiungimento degli obiettivi ambientali, etc.
L’analisi va quindi estesa rispetto al “tradizionale” inquadramento del contesto ambientale in cui
opera l’organizzazione (inteso come descrizione delle principali caratteristiche delle diverse matrici
ambientali -aria, acqua, suolo, etc.- che possono avere interazioni con le attività
dell’organizzazione), andando ora a considerare, seppur con un approccio “di alto livello”, una
serie di ulteriori fattori che possono influenzare il modo in cui l’organizzazione gestisce le proprie
responsabilità in materia ambientale. Tra di questi vanno annoverati fattori esterni di carattere
socio-economico, politico, culturale che possono influenzare le decisioni e gli orientamenti in
materia ambientale dell’organizzazione (ad es. la gestione di temi ambientali considerati
significativi dalla comunità locale), fattori esterni riguardanti aspetti tecnologici,
finanziari/economici, competitivi (ad es. il posizionamento sul mercato dei propri prodotti/servizi
nei confronti della concorrenza dal punto di vista ambientale) e legali/normativi (ad es. il
posizionamento rispetto a possibili evoluzioni dello scenario normativo), ma anche fattori interni
all’organizzazione, quali ad esempio le ricadute interne, in termini di risorse, formazione, etc.
connesse a future variazioni nelle strategie aziendali e/o modifiche ad attività/prodotti/servizi che
abbiano ripercussioni in materia ambientale. L’effettuazione dell’analisi del contesto richiede
quindi di coinvolgere nelle valutazioni sia elementi esterni (ad es. rapporti con la comunità locale)
sia funzioni interne all’organizzazione stessa (ad es. programmazione) che in precedenza venivano
di solito considerate marginalmente nell’ambito del SGA. Tale estensione dell’analisi rappresenta
quindi un aspetto di maggiore complessità rispetto alla precedente versione della norma, e ciò
risulta ancora più evidente nella successiva analisi delle parti interessate.
La finalità dell’analisi del contesto è di comprendere i diversi elementi dello scenario in cui opera
l’organizzazione che ne stanno già influenzando o che possono influenzarne la capacità di gestire i
relativi aspetti ambientali, considerando sia la situazione attuale che i possibili scenari futuri
(prendendo ragionevolmente in esame una prospettiva temporale almeno di durata pari al
triennio di validità della certificazione). La norma evidenzia infatti come l’analisi del contesto
debba tenere in conto che esso è caratterizzato da una dinamicità e da “circostanze mutevoli” che
potrebbero influenzare la capacità nel tempo dell’organizzazione di raggiungere gli esiti attesi del
proprio SGA.
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L’analisi del contesto riveste un ruolo significativo nella pianificazione del SGA: l’organizzazione è
infatti chiamata a identificare quali siano i rischi e le opportunità correlati ai fattori esterni ed
interni del contesto che è necessario affrontare per garantire che il SGA possa conseguire gli esiti
attesi, prevenendone o riducendone gli effetti indesiderati e perseguendo il miglioramento
continuo. L’organizzazione dovrà conseguentemente identificare e pianificare le più opportune
azioni da intraprendere per affrontare tali rischi ed opportunità, integrandole ed attuandole
nell’ambito dei processi del proprio SGA (obiettivi, supporto, attività operative, monitoraggio) o
in altri processi aziendali, valutandone quindi l’efficacia.
L’approccio che si intende proporre per affrontare l’analisi del contesto prevede tre fasi principali:
Fattori esterni:
A) Ambientali
B) Socio-economici, politici, culturali
C) Tecnologici, finanziari/economici, competitivi
D) Legali/normativi
Fattori interni:
A) Orientamento strategico
B) Attività/prodotti/servizi
C) Risorse, capacità, conoscenze
Tale elenco non è da ritenersi fisso e vincolante, quanto invece modificabile ed integrabile a
discrezione dell’organizzazione in funzione delle caratteristiche peculiari della stessa e del relativo
contesto interno ed esterno.
Al fine di identificare i fattori del contesto aventi influenza sul SGA dell’organizzazione
nell’accezione prevista dalla norma, è stato quindi realizzato un prospetto di riferimento (Tabella
1) in cui, per ciascuna delle sette tipologie precedentemente indicate, vengono elencate delle
possibili casistiche di elementi del contesto potenzialmente applicabili (anche in questo caso
l’elenco può essere integrato/modificato dall’organizzazione in relazione alle peculiarità del
settore di attività e del/i sito/i in esame). Tale prospetto è da intendersi come un possibile allegato
di una procedura del SGA da utilizzare come schema di riferimento pre-compilato per guidare
l’organizzazione nell’identificazione degli elementi del contesto aventi influenza sul proprio SGA,
verificando se le casistiche in esso comprese siano effettivamente applicabili al caso in esame e
raccogliendo e rendendo disponibili le informazioni ed evidenze che lo attestino. Il livello di
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In ogni caso i fattori aventi influenza sul SGA identificati mediante l’utilizzo di tale prospetto
dovranno quindi essere utilizzati come elementi in ingresso nella tabella “Analisi
rischi/opportunità correlati al contesto” (Tabella 2), che mediante l’approccio proposto va a
costituire l’unica registrazione del SGA relativa a questo aspetto. Infatti, come nel caso del
prospetto, anche questa tabella è da considerarsi un allegato di procedura specifica del SGA, che
però in questo caso prevede una compilazione a cura dell’organizzazione. Grazie all’utilizzo di tale
tabella l’organizzazione può così documentare di aver identificato i fattori del contesto relativi al
sito in esame e, di conseguenza, sviluppare le ultime due fasi dell’analisi del contesto, ossia
l’analisi di rischi ed opportunità correlate ai fattori del contesto individuati e l’identificazione di
eventuali azioni volte ad affrontarli.
Per ciascun elemento/fattore del contesto dapprima si richiede di fornire una sintetica descrizione
e di specificare l’eventuale presenza, al momento della compilazione della tabella, di obblighi di
conformità applicabili all’elemento/fattore considerato già assunti dall’organizzazione (prescritti
dalla normativa eventualmente applicabile o assunti volontariamente dall’organizzazione). In
relazione a tali obblighi si potrà opportunamente fare riferimento ad ulteriori registrazioni del SGA
già consolidate con la precedente versione della norma (ad es. Registro prescrizioni legali, etc.).
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Tabella 1.
finanziari/econo 2. Possibilità di accesso a finanziamenti regionali, europei, etc. per interventi in campo
mici, competitivi ambientale/innovazione tecnologica
3. Possibilità di accesso a strumenti agevolati per organizzazioni certificate (e.g. prodotti
assicurativi, bancari, etc.)
4. Trend di mercato nella domanda “green” dei prodotti/servizi dell’organizzazione e possibilità di
accesso a nuovi mercati (GPP, etc.)
5. Posizionamento sul mercato dei propri prodotti/servizi nei confronti della concorrenza dal punto
di vista ambientale (certificazioni ISO-EMAS, Ecolabel, EPD, claims (tipo II) su caratteristiche
ambientali, applicazione BAT, etc.)
6. Disponibilità di infrastrutture ed impianti significativi (acqua, gas, luce, strade e infrastrutture di
trasporto, impianti recupero rifiuti, fognature, depurazione reflui, etc.) di caratteristiche tecniche
adeguate a garantire nel tempo le prestazioni ambientali dell’organizzazione (garanzia di
continuità di produzione/servizio e di tecnologie e prestazioni adeguate, eventuale disponibilità
di qualifiche/certificazioni ambientali)
7. Disponibilità di qualifiche ambientali (certificazioni ISO-EMAS, Ecolabel, EPD) da parte dei propri
fornitori (di: materie prime, servizi fuori sito, servizi all’interno del sito) significativi/critici dal [Link]
di vista ambientale
D) Legali/normativi 1. Possibilità di accesso ad agevolazioni previste da normative ambientali (e.g. riduzione
fidejussioni, prolungamento durata autorizzazioni, etc.)
2. Prospettive di sviluppo della normativa di settore ed attuale posizionamento organizzazione
rispetto a possibili adempimenti più stringenti e/o inasprimento regime sanzionatorio
A) Orientamento 1. Possibili future variazioni nelle strategie aziendali (valutazione almeno su base triennale) con
strategico ricadute in materia ambientale (ad es. acquisizione/cessione rami d’azienda, ampliamenti,
accesso a nuovi mercati, introduzione nuove attività/prodotti/servizi, etc.); considerare
interazioni con strategie eventuale azienda capogruppo
B) Attività/prodotti/ 1. Possibili (o già pianificate) future modifiche ad attività/prodotti/servizi (valutazione almeno su
servizi base triennale) con ricadute ambientali (ad es. modifiche ad impianti soggetti ad obblighi di
conformità normativa, utilizzo nuove sostanze, creazione di diverse tipologie di rifiuto a fine vita,
INTERNI
etc.)
C) Risorse, capacità, 1. Possibili ricadute (nuove esigenze) in merito a disponibilità di risorse (7.1) e competenze attese
conoscenze per il SGA (7.2 & 7.3) connesse a future variazioni nelle strategie aziendali e/o modifiche ad
attività/prodotti/servizi (valutazione almeno su base triennale) con ricadute ambientali
2. Livello attuale di coinvolgimento nel SGA (corretto utilizzo SGA e partecipazione attiva,
propositiva) del personale dell’organizzazione e di soggetti terzi operanti nell’ambito del campo
di applicazione del SGA
3. Eventuali future modifiche dell’organizzazione aziendale (valutazione almeno su base triennale).
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Tabella 2.
DESCRIZIONE SINTETICA EV. OBBLIGHI DI ATTUALE LIVELLO SI RITIENE NECESSARIO DEFINIRE ULTERIORI AZIONI?
RISCHI OPPORTUNITÀ
FATTORE DEL CONTESTO CONFORMITÀ DI CONTROLLO SI NO DESCRIZIONE
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Con il termine “parti interessate” la norma ISO 14001:2015 intende i soggetti (persone od
organizzazioni) che possono influenzare le attività/decisioni dell’organizzazione in materia
ambientale o che da queste possano essere influenzati o che, infine, possano percepire se stessi
come influenzati da queste. L’organizzazione è quindi tenuta ad identificare quali siano le
esigenze e le aspettative che tali soggetti hanno nei confronti dell’organizzazione stessa ed a
determinare quali di queste esigenze/aspettative essa ritenga opportuno formalizzare come
propri obblighi di conformità (ove già non si configurino come tali) all’interno del proprio SGA.
Alla luce delle precedenti considerazioni l’approccio proposto per affrontare l’analisi delle parti
interessate si sviluppa in tre fasi principali, in analogia all’analisi del contesto illustrata nel
precedente capitolo:
Per quanto riguarda l’identificazione delle parti interessate si è ritenuto opportuno proporre
un’ipotesi di classificazione dei possibili soggetti considerabili come portatori d’interesse dal punto
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di vista ambientale per una generica organizzazione, andando a definire le seguenti 11 categorie di
parti interessate:
A) Fornitori di servizi fuori sito (gestione rifiuti, trattamento reflui, trasporto prodotti finiti, etc.)
significativi/critici dal [Link] di vista ambientale
B) Fornitori di servizi in sito significativi/critici dal [Link] di vista ambientale
C) Clienti (aziende) – B2B
D) Consumatori – B2C
E) Autorità competenti/Enti di controllo
F) Comunità locale (residenti, comitati, associazioni amb., etc.)
G) Personale dipendente
H) Azionisti/proprietà
I) Finanziatori, banche, etc.
J) Assicurazioni
K) Associazioni di categoria (del settore di attività cui appartiene l’organizzazione)
L) Altri (da definire a cura dell’organizzazione)
Chiaramente questo elenco, comunque non esaustivo, in analogia a quanto già evidenziato per i
fattori del contesto, non è inteso come rigida classificazione a cui sia necessario attenersi
strettamente nello sviluppo dell’analisi delle parti interessate, ma solamente come una traccia cui
fare riferimento nell’identificazione di tali soggetti, avendo cura di adattarla opportunamente alle
caratteristiche dell’organizzazione (ad es. le categorie C e D possono essere alternative in funzione
della tipologia di prodotto/servizio erogato dall’organizzazione, etc.) e del contesto in cui essa
opera (ad es. per la categoria F andranno opportunamente riferite le valutazioni condotte
nell’ambito dell’analisi del contesto per le caratteristiche dei fattori esterni socio-economici,
politici, culturali, etc.).
Con lo stesso intendimento si è quindi proceduto, per ciascuna categoria di parti interessate, a
definire un possibile elenco, chiaramente anche in questo caso non esaustivo e da adattare alla
realtà in esame, delle possibili esigenze/aspettative (teoriche) nei confronti dell’organizzazione. Al
fine di sviluppare l’identificazione delle parti interessate e delle relative esigenze/aspettative
secondo quanto sopra riportato, è stato quindi realizzato un prospetto di riferimento (Tabella 3)
in cui vengono elencate le possibili casistiche di esigenze/aspettative potenzialmente applicabili a
ciascuna tipologia di parte interessata. Tale prospetto, come nel caso di Tabella 1 per l’analisi del
contesto, è da intendersi come un possibile allegato di una procedura del SGA da utilizzare come
schema di riferimento pre-compilato per guidare l’organizzazione nell’identificazione delle parti
interessate e delle relative esigenze/aspettative aventi influenza sul proprio SGA; tale schema
potrà quindi venire utilizzato per sviluppare l’analisi verificando se le casistiche in esso comprese
siano effettivamente applicabili al caso in esame e/o se ve ne siano di ulteriori o diverse,
raccogliendo e rendendo disponibili adeguate informazioni ed evidenze che lo attestino. Anche in
questo caso il livello di approfondimento al quale va condotta la valutazione è a discrezione
dell’organizzazione, e comunque questa dovrà essere appropriata alla tipologia ed alle rilevanza
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Al fine di condurre un’esaustiva analisi delle esigenze/aspettative delle parti interessate si ritiene
comunque opportuno che l’organizzazione prenda in considerazione tutte le tipologie di soggetti
elencate in Tabella 3, anche in assenza di specifica evidenza documentale della messa a
conoscenza di esigenze/aspettative dalla parte interessata all’organizzazione. In tal senso è stato
predisposto un elenco di possibili modalità per verificare/documentare l’effettiva sussistenza di
esigenze/aspettative delle diverse parti interessate, includendo anche azioni ad hoc finalizzate a
indagare attivamente le attese dei vari soggetti, anche se non precedentemente messe a
conoscenza o rivelate all’organizzazione dalla parte interessata (ad es. inoltro di questionari a
clienti e/o fornitori, riunioni con i rappresentanti della comunità locale, indagini di mercato, etc.).
Le suddette azioni con approccio proattivo, dal momento che vanno oltre al requisito minimo
specificato dalla norma, potranno essere eventualmente pianificate come azioni di graduale e
progressivo incremento del livello di conoscenza delle attese delle parti interessate, nell’ottica del
continuo miglioramento dell’efficacia del SGA.
In ogni caso, le esigenze/aspettative delle parti interessate aventi influenza sul SGA identificate
mediante l’impiego del prospetto di Tabella 3 dovranno essere utilizzate come elementi in
ingresso nella tabella “Analisi rischi/opportunità correlati alle esigenze/aspettative delle parti
interessate” (Tabella 4), che anche in analogia all’analisi del contesto va quindi a costituire l’unica
registrazione del SGA di tale fase (tabella da considerarsi un allegato di procedura specifica del
SGA che prevede una compilazione a cura dell’organizzazione). Grazie all’utilizzo di tale tabella
l’organizzazione può quindi dimostrare di aver identificato le esigenze/aspettative delle parti
interessate, sviluppando successivamente le ultime due fasi della valutazione, ossia l’analisi di
rischi ed opportunità correlate alle esigenze/aspettative individuate e l’identificazione di eventuali
azioni volte ad affrontarle.
Nelle prime 2 colonne di Tabella 4 andranno quindi riportate le parti interessate individuate e le
relative esigenze/aspettative (l’organizzazione potrà eventualmente invertire le 2 colonne qualora
vi sia prevalenza di esigenze/aspettative comuni a più parti interessate, in modo da evitare
ripetizioni), mentre nella colonna adiacente andrà specificata l’eventuale presenza, al momento
della compilazione della tabella, di obblighi di conformità applicabili all’esigenza/aspettativa in
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In relazione alle informazioni riportate nelle prime 3 colonne l’organizzazione dovrà quindi
identificare gli eventuali rischi ed opportunità relativi al SGA potenzialmente connessi alle
esigenze/aspettative di ciascuna parte interessata, anche in considerazione degli eventuali
obblighi di conformità applicabili al caso in esame (ad esempio, l’opportunità di comunicare
attivamente all’esterno, ed in particolare alla comunità locale, informazioni validate sugli impatti
ambientali dello stabilimento e sulle procedure di cui l’organizzazione si è dotata per dare risposta
ad eventuali eventi accidentali con ricadute ambientali). Anche in questo caso si potrà fare
eventuale riferimento ad ulteriori specifiche registrazioni del SGA (ad es. Registro prescrizioni
legali).
Quindi, utilizzando il medesimo approccio già proposto per l’analisi del contesto, in relazione allo
scenario di rischi/opportunità così tracciato, viene richiesto all’organizzazione di valutare quale sia
l’attuale livello di controllo, inteso come presenza di procedure, modalità operative, disponibilità
di personale qualificato e strumenti ed infrastrutture adeguate, etc. che già consentano di
prevenire tali rischi e/o di cogliere le opportunità individuate. L’organizzazione dovrà quindi
specificare se si ritenga opportuno proporre ulteriori azioni, quali ad es. obiettivi del programma
ambientale, procedure operative e/o di monitoraggio del SGA, iniziative di formazione,
comunicazione, accordi con soggetti terzi, etc., al fine di garantire un più adeguato livello di
controllo di rischi/opportunità connesse alle esigenze/aspettative della parte interessata in esame
ed agli eventuali relativi obblighi di conformità applicabili. Nell’ambito del SGA queste eventuali
azioni andranno quindi proposte alla Direzione in sede di Riesame per eventuale approvazione e,
ove applicabile, andranno recepite a sistema come ulteriori obblighi di conformità
volontariamente assunti dall’organizzazione.
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Tabella 3.
PROSPETTO DI RIFERIMENTO PER IDENTIFICAZIONE PARTI INTERESSATE E RELATIVE ESIGENZE/ASPETTATIVE
Tipologia parte interessata: Possibili esigenze/aspettative teoriche ella parte interessata verso l’organizzazione:
A) Fornitori di servizi fuori sito 1. Corretta caratterizzazione/confezionamento rifiuti (se impianto trattamento rifiuti)
(gestione rifiuti, trattamento 2. Rispetto valori limite di emissione nei reflui (se impianto trattamento reflui)
reflui, trasporto prodotti finiti, 3. Corretto confezionamento del prodotto finito, con annesse informazioni utili a gestire possibili condizioni di
etc.) significativi/critici dal [Link] emergenza (es. ADR per trasporti)
di vista ambientale
B) Fornitori di servizi in sito 1. Indicazioni operative adeguate in merito alle infrastrutture e condizioni di lavoro adeguate per gestire
significativi/critici dal [Link] di aspetti ambientali (ad es. rifiuti) e situazioni di emergenza
vista ambientale 2. Chiara identificazione referenti aziendali per gestione problematiche in materia ambientale
3. Garanzia di continuità nella produzione (assenza rischi interruzione attività per reati ambientali, etc.)
C) Clienti (aziende) 1. Conformità normativa (assenza di pendenze legali o sanzioni, anche in relazione a potenziali interruzioni
della fornitura del servizio/prodotto)
2. Presenza di certificazioni SGA (ISO-EMAS) e/o certificazioni di prodotto (Ecolabel, EPD)
3. Assenza sostanze pericolose nel prodotto
4. Buon posizionamento sul mercato dei propri prodotti/servizi nei confronti dei concorrenti dal punto di vista
ambientale
5. Disponibilità di informazioni validate su aspetti ambientali del prodotto/servizio (DA EMAS, EPD, etc.)
6. Disponibilità a “sottoporsi” ad Audit di seconda parte
7. Disponibilità di informazioni sul corretto uso del prodotto (inclusa gestione imballaggi e rifiuto a fine vita
prodotto)
8. Per servizi in sito: corretto utilizzo delle procedure ambientali applicabili presso il sito dell’azienda cliente ed
adeguata comunicazione (chiara identificazione referenti e flussi di comunicazioni)
9. Eventuali informazioni su iniziative e progetti volontari in materia ambientale
D) Consumatori 1. Presenza di certificazioni SGA (ISO-EMAS) e/o certificazioni di prodotto (Ecolabel, EPD)
2. Assenza sostanze pericolose nel prodotto
3. Prodotto/servizio a basso impatto ambientale
4. Disponibilità di informazioni sul corretto uso del prodotto (inclusa gestione imballaggi e rifiuto a fine vita
prodotto)
5. Eventuali informazioni su iniziative e progetti volontari dell’organizzazione in materia ambientale
6. Reputazione/immagine dell’azienda (assenza di criticità segnalate dai media inerenti l’organizzazione ed i
relativi prodotti/servizi)
7. Buon posizionamento sul mercato nei confronti dei concorrenti (prodotti/servizi a basso impatto
ambientale, con eventuali certificazioni SGA (ISO-EMAS) e/o certificazioni di prodotto (Ecolabel, EPD), a
costi competitivi ed accessibili)
E) Autorità competenti/Enti di 1. Conformità normativa
controllo 2. Trasparenza di informazioni e dati ambientali e comunicazione aperta e disponibile
3. Presenza di certificazioni SGA (ISO-EMAS) e/o certificazioni di prodotto (Ecolabel, EPD)
4. Disponibilità a partecipare/finanziare iniziative/progetti per opere di compensazione/riqualificazione
promosse a livello istituzionale
5. Applicazione migliori tecnologie disponibili/BAT di settore potenzialmente adottabili
F) Comunità locale (residenti, 1. Assenza di fenomeni di contaminazione/inquinamento delle matrici ambientali con coinvolgimento aree
comitati, associazioni amb., esterne al sito
etc.) 2. Presenza di efficaci procedure per risposta ad eventuali eventi accidentali con ricadute ambientali
3. Disponibilità di informazioni validate (possibilmente a livello istituzionale) su rischi di incidente ambientale
e impatti ambientali dello stabilimento
4. Risposte pronte e pertinenti a segnalazioni/richieste esterne (ev. disponibilità di un canale di comunicazione
dedicato)
5. Conformità normativa (assenza di pendenze legali o sanzioni)
6. Disponibilità a partecipare/finanziare iniziative/progetti per opere di compensazione/riqualificazione in
ambito locale
7. Presenza di certificazioni volontarie in materia ambientale (ISO-EMAS, Ecolabel)
8. Disponibilità a organizzare Open Day o analoghe iniziative
G) Personale dipendente 1. Disponibilità di procedure operative, dispositivi, infrastrutture e condizioni di lavoro adeguate per gestire
aspetti ambientali (ad es. rifiuti) e situazioni di emergenza
2. Limitazione/assenza utilizzo sostanze pericolose
3. Informazioni e formazione adeguate su rischi ambientali relativi alle attività di competenza
4. Chiara identificazione referenti aziendali in materia ambientale
5. Coinvolgimento nel SGA
6. Garanzia di ottenere un riscontro su segnalazioni inoltrate ed informazioni sui risultati ottenuti grazie al
SGA
7. Garanzia di continuità nella produzione (assenza rischi interruzione attività per reati ambientali, etc.)
H) Azionisti/proprietà 1. Garanzia di continuità nella produzione (assenza rischi interruzione attività per reati ambientali, etc.)
2. Conformità normativa (assenza di pendenze legali o sanzioni)
3. Reputazione/immagine aziendale (assenza di criticità segnalate dai media inerenti l’organizzazione ed i
relativi prodotti/servizi)
4. Capacità di cogliere vantaggi competitivi in relazione a eventuali opportunità in materia ambientale (ad es.
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Norma ISO 14001:2015 - Guida operativa ai punti 4.1, 4.2 e 6
Note:
Tra le potenziali modalità per verificare/documentare l’effettiva sussistenza di esigenze/aspettative delle parti interessate vi sono le seguenti:
- Libro dei suggerimenti/segnalazioni e/o riunioni con rappresentanti dei lavoratori
- Analisi requisiti contrattuali in materia ambientale dei clienti attuali
- Analisi storico richieste in materia ambientale di potenziali clienti
- Analisi storico protocollo comunicazioni in ingresso (protocollo ufficiale, database servizio clienti)
- Analisi storico sopralluoghi Enti di controllo
- Inoltro di questionari
- Riunioni specifiche con rappresentanti delle parti interessate esterne (ad es. referenti fornitori di servizi on-site)
- Incontro con rappresentanti della comunità locale
- Indagine di mercato o analisi trend domanda “green” nel settore su web/media
- Rassegna stampa, analisi web/media
Si evidenzia che l’utilizzo delle suddette modalità non è da considerarsi obbligatorio, ma unicamente come un possibile supporto per sviluppare
un’analisi esaustiva. La norma infatti richiede che l’organizzazione acquisisca una comprensione generale, di alto livello, delle esigenze/aspettative
pertinenti espresse dalle parti interessate che sono state considerate rilevanti dall’organizzazione; inoltre per i soggetti che percepiscono se stessi come
influenzati dalle attività dell’organizzazione, vanno prese in considerazione le esigenze/aspettative pertinenti messe a conoscenza o rivelate dalla parte
interessata all’organizzazione. Si ritiene comunque opportuno condurre l’analisi delle esigenze/aspettative delle parti interessate prendendo in
considerazione tutte le tipologie di soggetti elencate nella precedente tabella, anche in assenza di evidenza documentale della messa a conoscenza
delle stesse dalla parte interessata all’organizzazione.
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Norma ISO 14001:2015 - Guida operativa ai punti 4.1, 4.2 e 6
Tabella 4.
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Norma ISO 14001:2015 - Guida operativa ai punti 4.1, 4.2 e 6
8. Pianificazione
a. aspetti ambientali
b. obblighi di conformità
c. contesto
d. esigenze/aspettative delle parti interessate.
Secondo questo schema definito dalla norma, si è ritenuto opportuno proporre un approccio
analogo a quanto già definito sia per il contesto che per le parti interessate, impostando la
valutazione sull’analisi di rischi ed opportunità connesse ai diversi aspetti ambientali correlati ad
attività/prodotti/servizi dell’organizzazione. L’analisi viene quindi focalizzata sugli aspetti
ambientali, considerando gli obblighi di conformità correlati al SGA di fatto ricompresi nella
valutazione: essi infatti sono in generale prioritariamente correlati agli aspetti ambientali (ad es.
prescrizioni connesse ad atti autorizzativi in materia ambientale) e, in subordine (ove applicabile e
qualora non comunque riconducibili ad un aspetto ambientale), al contesto ed alle
esigenze/aspettative delle parti interessate.
In analogia alle Tabelle 2 e 4 è stata quindi elaborata un’ulteriore specifica tabella (Tabella 5
“Analisi rischi/opportunità correlati agli aspetti ambientali”) che l’organizzazione può utilizzare
per registrare la suddetta valutazione degli aspetti ambientali.
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Norma ISO 14001:2015 - Guida operativa ai punti 4.1, 4.2 e 6
consentire di adeguare gli schemi già impiegati nell’analisi ambientale dalle organizzazioni
certificate alla struttura documentale proposta nella presente guida operativa. A tal fine la Tabella
5 viene innanzitutto proposta in 2 opzioni: nella prima la valutazione è impostata per aspetto
ambientale (prima colonna), mentre nella seconda essa è strutturata per attività (prima colonna);
la prima opzione prevede quindi che a ciascun aspetto ambientale vengano associate le diverse
attività cui l’aspetto è connesso (ad es. attività che danno origine ad emissioni in atmosfera) e che
quindi le successive colonne (competenza, impatti, significatività, etc.) vengano compilate
seguendo questa impostazione; con la seconda opzione invece, per ciascuna attività vanno
elencati i diversi aspetti ambientali da essa originati, per poi proseguire nell’analisi degli ulteriori
fattori da considerare nella valutazione.
La norma specifica (punto 6.1.2 – nota) che dagli aspetti ambientali significativi (aspetti che hanno
o possono avere un impatto ambientale significativo) possono avere origine rischi ed opportunità,
suggerendo di fatto che l’organizzazione dapprima valuti la significatività dei propri aspetti
ambientali (utilizzando criteri stabiliti e mantenendo informazioni documentate) e che quindi, in
relazione a quelli significativi, effettui la valutazione di rischi ed opportunità. La Tabella 5 è stata
quindi strutturata in funzione di tali premesse, introducendo anche un ulteriore elemento di
flessibilità: al fine di consentire alle organizzazioni di poter mantenere in utilizzo i propri criteri di
valutazione già consolidati nel tempo, si è scelto infatti di includere in tabella esclusivamente
l’esito della valutazione, specificando per ciascun aspetto ambientale se esso è stato o meno
valutato come significativo (“che ha o può avere un impatto ambientale significativo”) facendo
riferimento esterno ai criteri di valutazione (che devono comunque costituire “informazioni
documentate” del SGA, così come aspetti ambientali ed impatti ambientali associati ed aspetti
ambientali significativi). L’organizzazione dovrà comunque garantire, nell’ambito del SGA, che gli
aspetti valutati come significativi siano adeguatamente comunicati all’interno dell’organizzazione.
Una volta completata la compilazione della prima parte della Tabella 5 (colonne da 1 a 5),
l’organizzazione dovrà quindi procedere a specificare l’eventuale presenza al momento della
compilazione della tabella, di obblighi di conformità in relazione all’aspetto ambientale in esame
già assunti dall’organizzazione (in quanto prescritti dalla normativa applicabile o assunti
volontariamente); si ritiene opportuno che l’eventuale presenza di tali obblighi venga chiaramente
esplicitata in tabella, anche se presumibilmente già considerata dall’organizzazione per la
valutazione della significatività dell’aspetto. In ogni caso, come per l’analisi del contesto e delle
parti interessate, si potrà fare riferimento ad ulteriori specifiche registrazioni del SGA già
implementate (ad es. Registro prescrizioni legali) in relazione al requisito di avere accesso e
determinare l’applicabilità degli obblighi di conformità all’organizzazione. Nelle due colonne
successive l’organizzazione dovrà di conseguenza identificare e registrare i rischi e le opportunità
relativi al SGA potenzialmente connessi all’aspetto ambientale in esame, anche in considerazione
degli eventuali obblighi di conformità applicabili.
Vi è comunque da evidenziare che è molto probabile che i criteri di significatività definiti dalle
organizzazioni certificate ISO 14001 includano già al loro interno valutazioni, seppur con livello di
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Norma ISO 14001:2015 - Guida operativa ai punti 4.1, 4.2 e 6
approfondimento variabile, relative alla presenza di obblighi di conformità e/o di rischi e/o di
opportunità connessi all’aspetto ambientale in esame; pertanto la sequenza di analisi
precedentemente esposta (aspetto significativo-obblighi di conformità-rischi-opportunità), seppur
allineata e rispondente ai requisiti della norma, potrebbe presentare una certa qual ridondanza e
di conseguenza l’organizzazione, nella compilazione della tabella 5, potrebbe trovare utile fare un
opportuno rimando alle valutazioni già condotte, almeno in parte, in sede di valutazione di
significatività.
Prendendo in considerazione una possibile diversa lettura (che eventualmente può essere
proponibile soprattutto nel caso di organizzazioni che implementino per la prima volta il SGA o che
vogliano reimpostare un sistema già in essere), si potrebbe in alternativa ipotizzare che
l’identificazione di rischi ed opportunità degli aspetti ambientali concorra alla valutazione di
significatività e ne costituisca essa stessa un criterio esplicito: in questo caso, ad es.,
l’organizzazione potrebbe decidere di classificare come significativo un aspetto cui sia associabile
almeno una delle seguenti caratteristiche: da o può dare origine ad un impatto ambientale
rilevante, sia oggetto di obblighi di conformità, dia origine a rischi e/o ad opportunità. In questo
caso la Tabella 5 andrà opportunamente riorganizzata, eventualmente anche solo mediante il
semplice spostamento della colonna relativa alla significatività dopo quelle relative a rischi ed
opportunità.
In ogni caso, una volta tracciato lo scenario di rischi/opportunità connesso agli aspetti ambientali,
utilizzando il medesimo approccio già proposto per l’analisi del contesto e delle parti interessate,
viene richiesto all’organizzazione di valutare quale sia l’attuale livello di controllo, inteso come
presenza di procedure, modalità operative, disponibilità di personale qualificato e strumenti ed
infrastrutture adeguate, etc. che già consentano di prevenire tali rischi e/o di cogliere le
opportunità individuate. L’organizzazione dovrà quindi specificare se si ritenga opportuno
proporre ulteriori azioni, quali ad es. obiettivi del programma ambientale, procedure operative
e/o di monitoraggio del SGA, iniziative di formazione, comunicazione, accordi con soggetti terzi,
etc., al fine di garantire un più adeguato livello di controllo di rischi/opportunità connessi agli
aspetti ambientali in esame ed ai relativi obblighi di conformità. Nell’ambito del SGA queste
eventuali azioni andranno quindi proposte alla Direzione in sede di Riesame per eventuale
approvazione e, ove applicabile, andranno recepite a sistema come ulteriori obblighi di conformità
volontariamente assunti dall’organizzazione.
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In tal senso è stato predisposta una tabella finale (Tabella 6 “Programma ambientale”) che
l’organizzazione potrà utilizzare per documentare tale processo di pianificazione degli obiettivi di
miglioramento. Le risultanze delle analisi condotte e documentate nelle Tabelle 2, 4 e 5
costituiranno quindi importanti elementi in ingresso per la definizione del Programma ambientale.
In conclusione, in Figura 2 viene riportato uno schema che riassume ed evidenzia le correlazioni
tra i diversi punti norma richiamati all’interno della presente guida operativa.
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Tabella 5.
OPZIONE 1
ANALISI RISCHI/OPPORTUNITÀ CORRELATI AGLI ASPETTI AMBIENTALI
OPZIONE 2
ANALISI RISCHI/OPPORTUNITÀ CORRELATI AGLI ASPETTI AMBIENTALI
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Tabella 6.
PROGRAMMA AMBIENTALE
RIFERIMENTO OBIETTIVO AMBIENTALE AZIONE RISORSE RESPONSABILITÀ INDICATORE SCADENZA
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