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Plotino

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Plotino

● Vita: Plotino nasce in Egitto tra il 203 e il 205 d.c, è cittadino romano (grazie
all’editto di Caracalla) ma utilizza la lingua greca. Vive in un’epoca di crisi
politica, economica, sociale e culturale.
● Come sappiamo di lui? chi è Porfirio?: Sappiamo della sua vita grazie a
Porfirio, il suo discepolo che pubblica i suoi 54 trattati (divisi in 6 gruppi da 9,
dal quale deriva il nome “Enneadi”). Erano trascrizioni organizzate secondo
l’impianto tripartito di fisica, metafisica ed etica. Sappiamo di lui anche grazie
alla biografia di Porfirio chiamata “Vita di Plotino”, dalla quale emerge che
Plotino era un uomo che non amava farsi ritrarre (pensava che l’immagine
fosse qualcosa di negativo) e che il corpo fosse solo una prigione per l’uomo.
● Di cosa si stupisce?: Nella sua filosofia si stupisce di varie cose, come la
degenerazione del mondo che lo circonda, il male che gli uomini commettono
e la molteplicità degli enti e del desiderio dell’uomo di trovare una realtà oltre
quella materiale (quindi un mondo intelligibile come fa Platone).
● Che domande si pone?: Plotino si pone varie domande per farlo identificare
in ultimo filosofo arcaico, sono: 1) da che cosa ha origine il tutto? (archè)
● perché esiste il male, la sofferenza?
● quale è lo scopo della vita dell’uomo?
● cosa vuole raggiungere l’uomo?
● che cosa ha nostalgia?
● che cosa può conoscere l’uomo?
● Come è l’anima?: il cammino di perfezionamento che l’uomo deve
raggiungere per arrivare alla felicità è un cammino anche etico. Il tema
dell’anima riprende l’idea sia di Platone (tripartita, immortale) e di Aristotele
(bipartita, legata al corpo quindi mortale).
● Che cos’è l’Uno? Quali sono i tre livelli di realtà?: Per Plotino è
presente questo “ripiegamento su se stessi” dovuto alla crisi dei valori morali
e classici. Lo scopo della filosofia era elevare l’anima fino a raggiungere il
divino identificato come l’Uno. È presente il dualismo platonico (mondo
sensibile e intelligibile), ma lui si chiede se c’è qualcosa che va oltre questo
mondo intelligibile e identifica 3 livelli di realtà (ipostasi): Uno, intelletto e
anima. Sono legati tra loro e per emanazione vengono prodotti tutti gli altri
enti, l’anima è l’anello di congiunzione tra il mondo sensibile e quello
intelligibile. L’uno è quello da cui tutto deriva e gli enti si formano per la sua
sovrabbondanza. La teologia dell’uno è una teologia negativa perché posso
esprimere cosa è l’uno solo mediante proposizioni negative e trascendenti,
perché è oltre ogni cosa, immortale, incorporeo e infinito. L’uomo deve
compiere un cammino interiore di conversione per elevare l’anima all’Uno per
raggiungere la felicità. La realtà è caratterizzata dall’unione di materia e
forma, ma non sono un male primario perché anche se la materia rappresenta
il male, la forma rappresenta il bene. L’estasi è il distacco dalla materialità.

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